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News 07/05/2009

Post n°1645 pubblicato il 07 Maggio 2009 da corsivo79

DIEGO-JUVE: (FORSE) E' FATTA
BLITZ DECISIVO NELLA NOTTE!

Il fantasista carioca è ad un passo dalle nozze con la Signora. I legali del Werder sono arrivati ieri a Torino e hanno incontrato i dirigenti bianconeri. I tedeschi hanno alzato il prezzo a 25-30 mln, ma la Juve è comunque disposta a trattare. Il Bayern insiste e prova ad inserirsi nell'affare, ma il fuoriclasse brasiliano ormai ha scelto. Suo padre conferma: "No al Bayern Monaco: vuole solo i bianconeri". Secondo la Gazzetta si sarebbe addirittura arrivati ad un accordo col Werder e mancherebbe solo l'annuncio ufficiale. Dopo la visita degli emissari del Werder, infatti, Blanc e Secco sarebbero volati a Brema e nella notte avrebbero trovato l'accordo per l'acquisto del trequartista. La squadra torinese, tuttavia, rischia di perdere il suo portierone. Si torna a parlare infatti di un clamoroso scambio Abbiati-Buffon, con la Juve che stavolta sarebbe disposta a trattare. I due club starebbero lavorando all'operazione, con cospicuo conguaglio a favore della società di corso Galileo Ferraris. E i dirigenti juventini potrebbe sacrificare anche Giovinco per arrivare a Lavezzi. Sul fronte allenatore, crescono le quotazioni di Spalletti, che ha scavalcato persino Conte. Ma Del Piero vota Antonio: la società gli ha chiesto un parere e il capitano ha già dato la sua preferenza a Conte. Si vocifera anche di un Lapo Elkann presidente al posto di Cobolli Gigli. Verso Milan-Juve: emergenza difesa per Ranieri. Legrottaglie si è allenato a parte, Molinaro ha avuto una colica, Grygera non sta bene, Mellberg è squalificato.
 

DIEGO-JUVE, CI SIAMO: GLI EMISSARI DEL WERDER A TORINO - La Stampa - L’annunciata asta per Diego Ribas da Cunha sta arrivando agli ultimi colpi di martello che, ieri, battevano a Torino, casa Juve: lì sono atterrati, in un blitz, gli uomini del Werder Brema per ascoltare l’ultima offerta dei bianconeri. Poche ore prima, in mattinata, il direttore sportivo del club tedesco, Klaus Allofs, non proprio casualmente, s’era incontrato con i dirigenti del Bayern Monaco, altra ditta interessata al trequartista brasiliano. Il Werder, ovviamente, vorrebbe vendere al maggior offerente e, nel frattempo, ha ritoccato la base d’asta, portandola dai 25 ai 30 milioni di euro. La Juve, che già ne aveva offerti venti, può spingersi fino a 25, mai a 30. Ha però un piccolo vantaggio sulla concorrenza: sull’affare s’è mossa quasi un anno fa, e ha praticamente già annodato l’accordo con il giocatore. Che, tra l’altro, sembra avere una piccola preferenza per i bianconeri, così come il papà che gli fa da manager e che ne detiene una quota del cartellino (sul 15 per cento). L’incontro nello studio di alcuni legali di fiducia bianconeri è andato avanti ore, ma il pezzo pregiato non è stato ancora aggiudicato. Serviranno altri contatti e, nel frattempo, la Juve si chiarirà pure definitivamente le idee: il giocatore è da tempo desiderato, ma le ultime vicende, la crisi, la panchina ormai a tempo di Ranieri, l’incertezza sul successore e sulla stessa Champions League hanno rimesso tutto in discussione. Diego piace, e da mesi gli sta dietro il ds Alessio Secco, ma l’investimento è pesante, non solo per il cartellino del giocatore, che ha contratto fino al giugno 2011. Lo stipendio non è decisamente da salario d’ingresso: accordo quadriennale da circa 4 milioni di euro netti a stagione. Questo è costato il sì di Diego e papà. L’ostacolo maggiore, però, arriverà dagli altri pretendenti, soprattutto dall’ultimo iscritto, il Bayern. Secondo lo stesso Werder, infatti, i colleghi tedeschi sarebbero quelli disposti a sborsare più soldi per Diego, specialmente se venderanno Frank Ribery, corteggiato da Manchester United e Real Madrid. Senza l’ala francese, la squadra di Luca Toni dovrebbe assolutamente trovare un altro uomo di talento, pur di mestiere diverso, e, soprattutto, si troverebbe ingenti risorse da spendere: per Ribery, infatti, la richiesta parte da 50 milioni di euro. La lista, però, non si esaurisce, perché su Diego si sono informati anche Real Madrid e Inter, altri due clienti pericolosi, quando si tratta di giocare a monopoli con i cartellini dei giocatori. La speranza della Juve, allora, è che oltre ai quattrini conti pure la volontà del giocatore che, più volte, ha lanciato segnali al club bianconero. Ma asta era, e asta resterà. Aperta dallo stesso Allofs negli spogliatoi dello stadio Friuli, appena stesa l’Udinese in Coppa Uefa: «Diego è un nostro giocatore - aveva detto il direttore sportivo del Werder - e faremo di tutto per tenercelo. Quanto vale? Non ne parlo adesso, e comunque non ha prezzo: per noi è importante, è il nostro simbolo. Anche se ci sono molti club europei che ce l’hanno chiesto». Per vestirlo di bianconero, bisognerò insomma trattare, visto che la scorsa settimana l’ad della Juve, Jean Claude Blanc, ha categoricamente escluso il ricorso all’articolo 17 della Fifa, cui possono ricorrere, per liberarsi dal contratto, i giocatori con meno di 28 anni che già hanno speso tre anni di accordo con la stessa società. Per razziarlo, insomma, la Juve dovrà sborsare un euro in più degli altri. Il ventiquattrenne brasiliano, intanto, si gode lo spettacolo, mischiando tedesco, portoghese e un già discreto italiano: «So che molte squadre mi vogliono - disse a Udine - anche in Italia, dove ce ne sono grandissime, come la Juve, l’Inter e il Milan. Però non ho firmato nulla con nessuno. Ora penso solo al Werder». Figurarsi. Neppure un mese fa, s’era invece sbilanciato: «C’è la possibilità che possa andare via». E, a breve, mettere pure la firma su un contratto.
JUVE-DIEGO: FIRMA! - Corriere dello Sport - La Juventus e Diego stanno per an­nunciare il fidanzamento. Manca solo l'appro­vazione del Werder Brema, ma è davvero que­stione di ore. Un pool di legali tedeschi, che rappresentano la società e il giocatore, ha in­contrato i dirigenti juventini a Torino, prendendo atto che la volontà brasiliana è chiara: Diego ha de­ciso di giocare in Italia, ha scelto la Juve. Per questa ragione ha snobbato l'interessamento del Bayern, che due giorni fa lo aveva indicato come possibile sostituto di Ribery e che ieri mattina ha contattato Klaus Allofs, general ma­nager del Werder, per cercare di inserirsi nel­la trattativa. Troppo tardi, perché Blanc e Secco hanno lavorato con attenzione e discrezione sull'en­tourage del ragazzo, in particola­re sul padre che gli fa da procura­tore, e hanno blindato l'accordo. E' possibile che l'ufficializzazione sia rimandata di qualche giorno, per due motivi: 1) il Werder Bre­ma stasera gioca la semifinale di ritorno di Coppa Uefa, partendo dallo 0-1 di Amburgo, e come è logico non vuole destabiliz­zare l'ambiente; 2) vanno messi a punto i detta­gli dell'affare, che dovrebbe essere chiuso tra i 20 e i 25 milioni pagabili in diverse rate. La riunione è andata avanti fino a tarda notte, con una pausa per la cena, e po­trebbe continuare oggi. E' invece tutto a posto tra la Juve e Diego. Il contratto dovrebbe esse­re quadriennale, con stipendio a salire dalla ba­se di 3,8 milioni netti a stagione. Diego ora aspetta solo un segnale per raggiungere Torino e mettere l'autografo più importante, quello che lo legherà alla sua nuova squadra. Nessun pro­blema di tesseramento: ha il passaporto italia­no. Con quest'operazione, la Juve sta com­prando uno dei beni più preziosi del calcio: la fantasia.
DIEGO HA SCELTO: VUOLE SOLO LA JUVE - Tuttosport - Il Werder Brema è già a To­rino, Diego seguirà a breve. La lunga trattativa per il passaggio dell’asso brasiliano alla Juve è entrata nella fa­se cruciale, anche se non è ancora tem­po di annunci ufficiali. La Juve infatti è una società dai complessi meccani­smi decisionali e ogni passo dei diri­genti dovrà trovare la piena adesione del CdA e il prossimo è programmato per martedì prossimo.
L’ACCELERAZIONE - Che ieri stesse avvenendo qualcosa di importante ce l’ha suggerito il padre-manager Djair ad inizio pomeriggio, smentendo con forza i rumors su un inserimento del Bayern: «Lasciate stare le voci, i fatti sono noti: abbiamo fatto la nostra scel­ta. Vi confermo che abbiamo un accor­do con la Juve. E intendiamo rispet­tarlo. Ora l’intesa devono trovarla le due società e soltanto se questo non dovesse avvenire noi potremmo ascol­tare le proposte di altri club. Ma non ce ne sarà bisogno, vedrete che l’accor­do si farà e presto. Diego vuole la Ju­ve».
PALLA AI LEGALI - Un paio d’ore do­po si è avuta notizia che i legali del Werder Brema si trovavano a Torino per incontrarsi in un noto studio lega­le della città con Jean Claude Blanc e Alessio Secco. Una voce circolata in serata ipotizzava che il viaggio dei te­deschi fosse finalizzato solamente a ri­cevere la proposta della Juve e che questa missione verrà seguita da un’altra a Monaco. Saremmo, dunque, all’apertura delle danze. In realtà una prima offerta della Juve è già stata presentata da tempo a Klaus Allofs e non abbiamo dubbi sul fatto che l’ope­razione sia a uno stadio molto più avanzato rispetto a quanto i protago­nisti della trattativa vorrebbero fare intendere. Non si spiegherebbe altri­menti perché dalla Juve abbiano fatto sapere a più riprese di avere "Diego in mano" e di poter chiudere l’operazione in qualsiasi momento Che poi il Wer­der abbia tutto l’interesse a propizia­re un’asta è altra questione, ma l’in­contro di ieri avvicina le parti e l’ora della conclusione della vicenda.
BLITZ NELLA NOTTE: DIEGO ALLA JUVE! - Gazzetta - E' fatta. Dopo la visita dei legali del Werder, ieri a Torino per discutere della cessione in bianconero del brasiliano Diego, l'amministratore delegato Jean-Claude Blanc e il direttore sportivo Alessio Secco sono volati a Brema nella serata di ieri con un volo privato ed hanno raggiunto l'accordo con il Werder Brema per l'acquisto del giocatore. Mancano i dettagli per l'ufficialità, ma l'accordo, nonché il sorpasso sul bayern Monaco, principale concorrente nell'operazione di mercato, è cosa fatta.
LA JUVE A SPALLETTI - Tuttosport - Borsino allenatori Juventus: Spalletti in rialzo, Conte in leggero ribasso, Gasperini stabile. Il romanista, si sa, è uno dei nomi graditi alla proprietà. Sponsorizza­to a suo tempo da Marcello Lippi, che lo vedeva come un perfetto prosecutore del suo secondo progetto juven­tino nel 2004 (quando inve­ce arrivò Fabio Capello), il tecnico toscano gode anco­ra della stima del ct azzur­ro, che potrebbe averne for­nito ulteriori buone refe­renze sul corregionale. Al di là di Lippi, comunque, c’è qualcosa di più che sta con­vincendo i dirigenti di Cor­so Galileo Ferraris. Spalletti, infatti, pur essendo un al­lenatore giovane, ha accu­mulato una buona dose di esperienza in un club im­portante come la Roma e in uno spogliatoio complesso come quello giallorosso. Le ultime vicende bianconere (leggasi: intervallo da far west durante Juve­Lecce) hanno suggerito ai dirigenti juventini di indi­rizzarsi su un tecnico che sappia gestire situazioni delicate e campioni dal ca­rattere forte (oltre che diffi­cile). In questo senso, i dub­bi su una candidatura di un giovanissimo sono tanti, nonostante a Conte e Ga­sperini (giusto per fare due nomi) non manchi certo il carisma. Spalletti, però, sta gestendo una squadra capi­tanata da un certo France­sco Totti, nel cui centrocam­po c’è un certo Daniele De Rossi, in difesa circola un certo Philippe Mexes, ecce­tera eccetera. Non avrebbe quindi grossi contraccolpi psicologici nell’affrontare i campioni della Juventus, il loro spirito vincente e il ca­rattere forgiato da anni ad altissimo livello. Ha tratta­to a lungo con dei veri big, sa come prenderli. E non solo i big. Anche le pressio­ni di una piazza condanna­ta a vincere (ne sa qualcosa Ranieri che ne è rimasto schiacciato) non possono spaventare Spalletti che si è fatto le ossa a Roma, dove i mass media non danno tregua, i tifosi hanno la contestazione sicuramente più facile di quanto non ce l’abbiamo i bianconeri (per altro assai più blandi nelle loro rimostranze rispetto ai colleghi della Curva Sud) e l’esigenza di vincere o andarci molto vicino non è, in fondo, meno for­te di quanto sia a To­rino. Spalletti, infine, è uo­mo che ha già affrontato l’avventura in Champions League. Con la Roma è arrivato fino alle soglie della semifinale (eli­minazione da parte del Manchester ai quarti due stagioni fa), ha vinto al Santiago Bernabeu contro la Roma, ha tenuto testa a importanti formazioni eu­ropee. Un altro particolare tutt’altro che insignificante agli occhi di chi sta sce­gliendo il prossimo allena­tore della Juventus.
JUVE, DEL PIERO VOTA ANTONIO - Corriere dello Sport - Antonio Conte ha trovato uno sponsor importante per il suo futuro. Non è una marca di scarpe o di occhiali da sole. E' un uomo, padre di due bambini, che nella Juventus ha un certo peso: Alessandro Del Piero, il compagno di squadra a cui lasciò la fascia nell'esta­te del 2002. Evidentemente tra capitani ci si intende. E così Del Piero ha suggerito al­la società di puntare sul vecchio amico per il ruolo di allenatore del rilancio. Dopo undi­ci anni vissuti insieme da calciatori, anni in cui la Juventus ha vinto tutto, Del Piero ha apprezzato le qualità di Conte allenatore, che sta riportando il Bari in serie A. Gli ha parlato, ha percepito l'entusiasmo del quaran­tenne emergente e ambizioso che non vede l'ora di tornare a casa. E per questo, con onestà, ha dato un'indica­zione. Che renderebbe felici anche i tifosi, sensibili al ricordo dei succes­si passati e alla grinta del capitano di tanti sogni. La proprietà della Ju­ventus però non ha ancora deciso. Conte è stato per diverse settimane in prima fila e resta una delle opzio­ni principali, ma nelle ultime ore sembra avere perso un po' di terreno. Del resto il momento della squadra ha imposto di rimandare le discussio­ni sul futuro alla fine della stagione, o almeno a dopo la partita con il Mi­lan. Di sicuro a John Elkann non è piaciuto l'atteggiamento di Conte: l'eccessiva sicurezza nelle interviste è sembrata quasi un'autocandidatu­ra. La Juve quindi tiene aperte le al­tre possibilità: a cominciare da Spal­letti con cui nei giorni scorsi c'è sta­to un contatto telefonico.
SCAMBIO BUFFON-ABBIATI: C'E' L'APERTURA BIANCONERA - Gazzetta - Un altro incrocio tra Gigi Buffon e Christian Abbiati. Ma stavolta in via definitiva, Un sondaggio c’è già stato e alla Juventus questa soluzione andreb­be bene. Ovviamente più un bel po’ di soldi. E il Milan che ne pensa? In queste settimane è impossibile avere risposte in­dicative da via Turati. L’a.d. rossonero Adriano Galliani ha chiuso tutte le operazioni in at­tesa delle grandi scelte dopo la qualificazione in Cham­pions League. Ma non è un mi­stero che il Milan in passato sia stato almeno per due volte vicinissimo al portiere della Nazionale. L’ultima volta pro­prio nel 2006, all’indomani della retrocessione dei bianco­neri in serie B. Nel frattempo in casa Juve sono cambiate un po’ di cose. Buffon, dopo l’of­ferta- choc del Manchester Ci­ty e le ultime disavventure del­la squadra, sta meditando l’idea di cambiar maglia. E non a caso il suo agente Silva­no Martina lunedì ha detto chiaro e tondo che il prezzo del portiere non può essere su­periore ai 20 milioni. Quindi una valutazione sgonfiata ri­spetto ai 70 milioni messi a di­sposizione dallo sceicco Man­sour qualche mese addietro prima dell’avvento di Given. L’impressione è che la Juve ab­bia metabolizzato questo con­cetto. E l’apertura su Abbiati lo conferma. Ma il Milan quanti soldi è disposto a mette­re sul piatto? E’ presto per una stima. Ma questa pista non va assolutamente trascurata. In casa rossonera possono acca­dere tante cose nelle prossime settimane e la suggestione-Buffon cattura ancora tanti consensi al Milan.
JUVE, GIOVINCO LA CARTA PER ARRIVARE A LAVEZZI - Tuttosport - Ezequiel Lavezzi ha festeggiato lunedì il ventiquattresimo com­pleanno a bordo di uno ya­cht noleggiato per l’occasio­ne, insieme agli amici di sempre, Walter Gargano in testa. L’uscita allo scoperto della trattativa con la Ju­ventus non sembra averlo turbato più di tanto. A ri­manerci male, piuttosto, so­no stati i tifosi del Napoli. La questione del Pocho preoccupa e inizia a divide­re. Per la maggioranza del tifo il gioiello argentino - 7 gol in questo campionato ­resta intoccabile. Ma qual­cuno non ha gradito l’aper­tura dei suoi agenti - quin­di quella del giocatore - e più di un malumore inizia ad affiorare intorno al su­damericano. Al momento l’unica cosa certa è il serio interessamento della Juve per l’attaccante. Volontà che però si scontra con le esigenze del Napoli: para­dossalmente, in questo mo­mento il presidente De Laurentiis sembrerebbe più disposto a sacrificare l’altro gioiello di famiglia, Marek Hamsik. Sullo slo­vacco, però, la Juventus non è più calda come nei mesi scorsi. Per convincere De Laurentiis a sedersi al tavolo delle trattative, la Juventus deve presentare argomenti importanti. La valutazione dell’argentino si aggira sui 20 milioni, me­glio se cash. Il club azzurro, se dovesse convincersi a sa­crificare l’attaccante, ha in­tenzione di monetizzare al massimo: insomma, i con­tanti vengono prima delle contropartite tecniche.
LAPO ELKANN VERSO LA PRESIDENZA - tuttojuve.com - Clamorosa indiscrezione riguarda il futuro della Juventus. Giovanni Cobolli Gigli a fine stagione lascerà la Presidenza con una mega buonuscita di 2 milioni di euro. La poltrona più prestigiosa del club potrebbe passare a Lapo Elkann. Obbligatorio usare ancora il condizionale ma la scelta sembra ormai caduta su Lapo che avrebbe già dato il consenso a questa nuova avventura.
Chi è Lapo Elkann: Figlio di Margherita Agnelli e del giornalista Alain Elkann, fratello di John Elkann, attuale vice-presidente del gruppo Fiat, e di Ginevra Elkann, nonché nipote prediletto di Gianni Agnelli [1], Lapo Elkann nasce a New York nel 1977. Ha vissuto in Brasile, ha studiato a Parigi e si è laureato all'European Business School di Londra. Prima di diventare responsabile del Brand Promotion Fiat ha fatto esperienze in Piaggio, Salomon Smith Barney, Danone, Maserati e Ferrari. Nel 2001 è stato assistente personale di Henry Kissinger. Entrato in Fiat Lapo Elkann si è accreditato per aver rilanciato l'immagine del gruppo quando invece il suo apporto si è limitato a gadget di diverso tipo, prime fra tutte le felpe con il marchio vintage della casa automobilistica. Si è inoltre attribuito un ruolo rilevante nel lancio della Fiat Grande Punto e nella progettazione della nuova Fiat 500.
MILAN-JUVE: LE ULTIME DAI RITIRI - tuttojuve -
JUVE, CHI CON AMAURI? - Alle prese con nuove emergenze soprattutto nel reparto difensivo (Legrottaglie si è allenato a parte, Molinaro ha avuto una colica, Grygera non sta bene, Mellberg è squalificato), Ranieri ha invece problemi di abbondanza in attacco, con tutte e quattro le punte a disposizione. L'unico sicuro di un posto di titolare sembra essere Amauri, che segnò una doppietta nel 4-2 dell'andata. Favorito per il ruolo di partner è Iaquinta, in vantaggio rispetto a Del Piero e Trezeguet. A centrocampo sicuro l'impiego di Cristiano Zanetti, ballottaggio tra Tiago e Poulsen per l'altro posto di centrale.
MILAN: GATTUSO C'E', PREOCCUPA KAKA' - A rinfrancare ulteriormente l'ambiente milanista, è giunta una notizia molto attesa nel clan rossonero: Rino Gattuso ha ricevuto l'ok dal professor Martens per tornare a calcare i campi di gioco. Lo specialista di fiducia del Milan ha consigliato allo staff tecnico un impiego non superiore, per il momento, ai 20-25 minuti. Certa, a questo punto, la convocazione di "Ringhio" per il match con la Juventus; probabile la sua presenza in panchina. Le preoccupazioni, in casa Milan, giungono invece da Kakà, che non si sta allenando bene a causa di una contrattura alla coscia destra. Il brasiliano lavora a parte e si teme, sforzando, che il guaio possa peggiorare e diventare uno stiramento vero e proprio. Ancelotti comincia pensare, dunque, a un Milan a due punte (Inzaghi e Pato) con Seedorf unico trequartista alle loro spalle. Sicuramente out Bonera, che ha avuto una ricaduta dei suoi problemi all'inguine.

 
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