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... Paris (Cronache Francesi e altro)

 

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Crocevia

Post n°145 pubblicato il 24 Agosto 2018 da Coralie.fr
 

La Duchessa del Devonshire, Deborah Vivien Freeman Mitford, in un sontuoso abito da sera con manto in taffetà, dà da mangiare alle sue galline. (Foto Bruce Weber, Chatsworth House, 1995)

L’aria è fresca e viola quando arrivo. Sull’uscio Paulette mi aspetta per consegnarmi le chiavi. Non ha età questa signorina dai capelli grigi raccolti con le forcine a comporre uno chignon talmente immobile e uguale a tutte le estati trascorse qui, che potrebbe indurre a credere che sia un posticcio, cristallizzato sulla sua nuca. Un tuppo fossile. E invece, a dispetto della sua misteriosa età anagrafica, - lei non la dice, àncora i suoi momenti di vita ad avvenimenti storico-socio-culturali e politici precisi del passato, senza indicarne l’anno,- Paulette è ben sveglia, l’intelligenza vivace e la battuta sempre pronta. Le sue osservazioni sono argute e le sentenze, premonizioni. Non ha inquietudini economiche: “ce li ha i soldi”, potrebbe acquistarsi dei vestiti nuovi, potrebbe andare dal parrucchiere tutte le settimane, comprare delle scarpe nuove e una borsetta nuova. E invece, forse per un antichissimo retaggio dei bambini nati tra le due guerre e che hanno vissuto proprio le conseguenze della Seconda, Paulette indossa abiti, calzature, collant (sic), forcine, foulard e ogni tipo di accessorio, nella borsetta ha persino dei guanti in organza ricamati, sicuramente bianchi come lo zucchero una volta, di quelli da passeggio che si soleva indossare per riparare le mani dal sole e da ogni altra amenità esterna, tutto di almeno sei decine di anni fa. Paulette non è consumata, non lo sono i suoi abiti, di ottima qualità indubbiamente se hanno resistito a più di mezzo secolo e certamente conservati con cura, non è liso alcun accessorio né prodotto che la copre e che l’accompagna. Tutto è solamente vecchio, nel senso di antico e di usato, datato come Paulette e la sua acqua di colonia alle violette. Se fosse indossato con vanità e non quotidianamente, si potrebbe etichettare vintage e invece è solamente demodé.

Non solamente i vestiti, l’acconciatura e gli accessori raccontano altri tempi, Paulette impiega anche un registro di lingua anacronistico per narrare comportamenti e avvenimenti quotidiani lontanissimi. Come la vita che si svolgeva nella grande épicerie di proprietà familiare, gestita dai genitori, il solo e unico esercizio commerciale con bar annesso, del paese. Ora non esiste più ovviamente, e da decenni, non molto distante dalla Chiesa di San Michele Arcangelo, sorge un Carrefour. Fornitissimo e sempre aperto, come era una volta, la drogheria di Paulette.

Vado a fare la spesa.

Commenti al Post:
g1b9
g1b9 il 24/08/18 alle 17:38 via WEB
E' sempre un piacere leggerti, le tue pagine hanno sempre la stessa freschezza di un tempo, quando ti leggevo molto spesso... sinceramente non ricordo il motivo per cui si interuppe questo venire a curiosare qui da te, dove si respira sempre un'aria diversa, dove le tue semplici giornate sono pagine di un bel romanzo... da leggere sempre volentieri. Buona serata. Giovanna
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 24/08/18 alle 20:11 via WEB
Grazie Giovanna, il mio di ritrovarti. È da molto tempo che non tornavo a scrivere, anni. Grazie di esserti fermata.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
alex il 24/08/18 alle 17:56 via WEB
Non mi dire che Paulette parla anche al congiuntivo imperfetto come la zia Armide nel romanzo Morto a credito di Celine! :-) "Nel buio, dietro la zia, dietro la sua poltrona, c’era tutto ciò ch’è finito, c’era mio nonno Léopold che non tornò più dalle Indie, c’era la Vergine Maria, c’era il signore di Bergerac, Félix Faure, Lustucru e il congiuntivo imperfetto. Già." Buongiorno Francesca! Alex
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 24/08/18 alle 20:14 via WEB
Bonsoir Alex ! Mais Élie Faure, c'était qui ? In mort à crédit si sentono le voci (o almeno, cosi dicono i linguisti della Sorbonne) ...interessante che ci sia anche l'impiego du passé simple ! Mais moi, comme toi d'ailleurs, j'aime le Voyage. Merci et d'énormes bises à toi.
 
maraciccia
maraciccia il 24/08/18 alle 22:16 via WEB
Ahh..Paulette...ho un po' ritrovato nella tua descrizione la mia zia Santina...ciao Fra
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 24/08/18 alle 22:20 via WEB
Paulette è un nome "vecchio", in generale tutti i nomi che terminano in -ette come mauricette, josette, yvette, claudette ecc. (ce ne sono tanti) e se ci pensiamo un attimo, anche Santina, è un bel vecchio nome italiano! La tua zia doveva essere certamente simpatica. Grazie Mara.
 
qmr
qmr il 26/08/18 alle 09:44 via WEB
Persone come Paulette, che non si lasciano sopraffare dal tempo che passa per divenire testimoni, scaldano il cuore
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 26/08/18 alle 12:58 via WEB
Avrei voluta fotografarla, ma mi sembrava irriverente ...È certamente, Paulette, un punto fermo che rassicura, ma completamente fuori dal tempo e non dallo spazio.
 
anonimo.sabino
anonimo.sabino il 29/08/18 alle 09:28 via WEB
Sei tornata fresca e frizzante come una ragazzina. Io ancora non me la sento. Ma bentornata!
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 29/08/18 alle 11:46 via WEB
Grazie Fabio. Per il momento il mio resta un coucou ...se e quando tornerai, saro felice di ritrovarti ancora più fresco e frizzante di me.
 
misteropagano
misteropagano il 29/08/18 alle 09:44 via WEB
Buongiorno ...la Drogheria Paulette è aperta? Chissà perchè il tempo non spazza via, con l'inusuale velocità con cui resetta luoghi, i bad client. Quelli, frequentavano concorrenze, che non si facevano scrupolo di parlar male di Duchesse.
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 29/08/18 alle 11:45 via WEB
Buongiorno :) Occore avere pazienza quando si è a contatto con il pubblico, cosi come l'ha avuta Paulette e non permettere alla cloaca di contaminare con i suoi lezzi visivi e olfattivi, la sua dorgheria.
 
mariateresa.savino
mariateresa.savino il 29/08/18 alle 20:21 via WEB
Paulette è un prototipo di ragazza invecchiata degli anni '50,legata ad abitudini e modi di vestire oggi inconcepibili, che le derivano, come tu pensi, dai magri periodi della sua adolescenza. Per me non è questo che la condiziona, ma solo una precisa scelta personale, perché le ragazze di quel tempo sono state, per la maggior parte, quelle che hanno trasgredito in toto, spesso ribellandosi ad ogni tipo di condizionamento tradizionale, familiare e sociale. Esse, le ragazze che si nutrivano di canzoni e balli made in USA, delle immagini di attrici americane e ne imitavano il più possibile look e atteggiamenti, sono state le stesse che hanno inaugurato i jeans, e poi le minigonne, ecc. Esse, le artefici del cambiamento in ogni campo della vita; esse, da adulte, le donne ben truccate, curate, vestite con gusto, anche se povere,che hanno dato la sterzata decisiva a tutto quello che oggi s'intende attuale, moderno.Ciao, Cora.
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 29/08/18 alle 20:33 via WEB
Sai che ho pensato alla fine la stessa cosa, e cioè che è una sua precisa scelta, perché dopotutto e visto che non le manca la vivacità e la prontezza, Paulette è ben inserita nel mondo nel contesto socio culturale nella vita attuale, quindi, come scrivi tu, è una sua libera scelta quella di apparire nell'espressione e nel contenuto d'unaltrotempo. :) Grazie per avermi letta, buona serata.
 
ilkappafl
ilkappafl il 06/09/18 alle 15:50 via WEB
...kissa' se Paulette avesse potuto vedere questo scempio....ma probabilmente Ti vede piccola accompagnandoti da qel ke 6 diventata fino a poi...
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 06/09/18 alle 16:54 via WEB
Si, perché la sua percezione della realtà è diversa dalla nostra, sta proprio da un'altra parte ma sa gestire le intrusioni :)
 
RavvedutiIn2
RavvedutiIn2 il 19/09/18 alle 20:41 via WEB
Una sorta di vittoria del suo " vero essere interiore", della sua persona, su ogni abitudine legata al tempo e alla quotidianità. Un coraggio, una capacità di essere se stessi oltremodo inusuale soprattutto in questi tempi, quella di Paulette. Da ammirare.
 
 
Coralie.fr
Coralie.fr il 20/09/18 alle 12:26 via WEB
Si, esce fuori con un'identità molto forte e una personalità inscalfibile (si dice?). Ed è bello ritrovarla cosi, ogni estate, rassicurante.
 
   
RavvedutiIn2
RavvedutiIn2 il 20/09/18 alle 23:28 via WEB
Amo le cose, i significati, gli aneddoti, le storie... antiche. E lei rappresenta, incorpora, rende ancora vivo un passato che ormai non c'è più. Questo, oltre all'aspetto della sua propria stessa identità. Questo mi piace, oltre al fatto, non secondario, di come tu esponi il tutto. Perché lo hai scritto bene. Molto bene. Ciao
 
     
Coralie.fr
Coralie.fr il 21/09/18 alle 20:48 via WEB
No, non esiste più e forse anche per questo, lo scarto sottolinea il suo essere completamente anacronista. Stavo per scattarle una foto, ma poi mi è sembrato irriverente e sciooco come se l'immagine sulla pellicola potesse imprigionarla e allora, non me la sono sentita. Grazie :)
 
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