Creato da vogliolamiaalba il 12/01/2012

La mia passione.

Sei solamente tu.

 

 

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Post n°42 pubblicato il 21 Maggio 2012 da vogliolamiaalba

 

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Questa notte ogni pensiero mi tiene sveglio lasciandomi attonito con l'impressione di non essere più lo stesso da ieri. Quando la terra trema è il tempo che decide per te e la paura è una voce diversa dal silenzio. Ascolti il senso della vita e ti aggrappi a tutti gli affetti che hai, ti accorgi che i pensieri vanno troppo in fretta o troppo lentamente e che le cose che volevi fare, potresti non avere più il tempo per farle. Vorresti essere vicino a lei ma non riesci a toccarla, a proteggerla, a tenere stretta tra le tue braccia la sua paura perché sei lontano. Così, se una notte all'improvviso, senti che il mondo che ti circonda può crollare da un momento all'altro, ti guardi intorno e pensi che puoi perdere quello che ancora non hai, che potresti non dire mai più le parole che non hai ancora detto, che la separazione tra quello che vivi e quello che vorresti vivere è come un muro che crolla e precipita in pochi secondi. Così quando l'ho chiamata, ho cercato di calmare le sue paure,tra la sua voce è la mia ho trovato uno spazio finito che mi ha ricollegato alla vita.
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Post n°41 pubblicato il 12 Maggio 2012 da vogliolamiaalba

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So di persone che non sono riuscite nemmeno a farlo. Che hanno abbassato gli occhi, che hanno evitato l’emozione, il mistero. Io invece ho centellinato ogni brivido, mi sono immerso dentro alle sue pupille, mi sono lasciato cullare. E mi viene da pensarti e sospirare, sorridere: non sarebbe giusto comprimere tutto in una parola. All’improvviso, con un tempismo perfetto, ci sei. Non so perché arrivi, so chi sei. Affondo, riemergo e sei disseminata ovunque. C’è profumo di vita. Ti inghiotto in uno sguardo e poi un altro e un altro ancora, non riesco a scappare. Le mie molecole impazzite cercano te, tutte le cellule sono proiettate fuori da me, verso di te. E’ come se il mio corpo non esistesse, nessun suono, nessuna voce. Mi attraversi il cervello e vibri nei miei pensieri. Io e te ridondiamo, è un viaggio in noi, ma io nel frattempo sento di non esserci più, eppure corri lungo fasci di fibre nervose e senza mappa mi raggiungi. Tempo, chimica, danza, attimi, sono qui ma anche altrove. Mi cammini dentro dolcemente e poi, come una gatta, senza motivo sfoderi le tue unghie e il dolore è fisico, nello stomaco. Rotoli tra i miei sospiri, mi ubriaco di bellezza, ho paura di cadere, ho voglia di sparire, mi confondo. Ormai è un vicolo cieco, cerco il modo per tenere nascosta la mia anima contaminata. Ma chissà quanto durerà. Domare l’istinto, eludere la passione non è prudente e io che mi conosco, queste ali non le tarpo. “due occhi come i suoi non li avevo visti mai, e poi le foglie e il vento”.
 
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Post n°40 pubblicato il 05 Maggio 2012 da vogliolamiaalba

 


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Dimmelo.

Dimmelo

è solo un brivido.

Apri la porta

fammi entrare.

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Post n°39 pubblicato il 24 Aprile 2012 da vogliolamiaalba

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Penso, rinchiuso in questo rifugio della mia mente dove non arriva il vento del tuo respiro, la luce del tuo sguardo, il suono delle tue parole, che non uscirò mai da questo luogo, per non perdere l'eternità di questo amore. Nella mia intimità immagino una finestra che si affaccia sulla notte e libero i miei sogni verso un viaggio senza ritorno, ingenui, inverosimili, ipotetici sogni che mi aiutano a respirare quando mi manca l'aria. Vaneggio, ripiegando la mia dignità, sacrificandola col pretesto di essere libero, sull'altare della fantasia. Per rimanere dentro me stesso devo uscire dalla mia vita, dal mio quotidiano, allontanarmi dall'ipocrisia di un vivere in un mondo che non è più mio, spogliarmi dei panni che indosso, ormai grigi e logori senza di te. Cos'altro posso chiedere a questo mondo fatto di ansie, ricchezze, gloria, dove conta più apparire che essere, più dire che fare. Preferisco chiudermi dentro me stesso, in questo ambiente, circondato dal mio amore che riverso sulle cose che mi circondano, semplici cose, una tastiera, un cielo notturno, un oggetto rubato che ti appartiene. I miei sogni sono uguali a tanti altri sogni, ma sono i miei, sono sicuro che se li tenessi stretti nel pugno del silenzio si trasformerebbero in un bavaglio per la mia anima, che ne morrebbe soffocata. A volte, avverto una stanchezza della vita che tende a confondere i miei pensieri e la mia esistenza. Si accascia come una vela senza vento, si appesantisce come un indumento zuppo di pioggia, si svuota come un pupazzo da cui tolgono l'imbottitura. Ma ho un destino, senza il quale la morte avrebbe il sopravvento, desiderarti, con la consapevolezza che mai ti avrò, per qualcuno sarebbe una tragedia, per altri è una follia, per me, in questa vita, dove nulla succede, è il senso della mia sofferenza che si mescola alla consapevolezza di amarti, a farmi rinascere ogni volta che mi sento morire, perché è meglio morire d'amore che vivere senza amarti. 

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Post n°38 pubblicato il 20 Aprile 2012 da vogliolamiaalba

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Immagino lei con gli occhi chiusi, sdraiata sul suo divano mentre si sente piccola nella sua casa, grande nel suo amore. Le passano veloci, tra i pensieri, le righe del mondo e la frenesia nel cercare, nell'apprendere. Guarda il suo cuore e non ci trova riflessi di me e pensa. Ma poi penso che mi chiama e io torno, ancora da lontano, ancora di notte. Il suo richiamo è la forza espressiva dei miei passi. Tutti sconosciuti tranne lei, come se lei mi conoscesse da sempre, come se si riprendesse un discorso interrotto in chissà quale vita. E mi interrogo su che fare prima che questa passione vada sprecata. Negli incontri, si acquisisce esperienza e la nostra anima sente se stessa, percepisce la propria vita. Nella tua immobilità, nella sospensione del tempo notturno, leggo una vena di tristezza mentre affannosamente scavi tra le scuse per non sognarmi. I sentimenti che cercano di sopraffarsi l’un l’altro per avere la meglio su di te, ti rendono terribilmente viva. Domani, la vita, ti ricondurrà prepotentemente dai pensieri alla terra. I giorni duelleranno a colpi di frasi non dette e occasioni mancate e chissà perché ce ne accorgiamo quando siamo più fragili, magari nelle notti stellate. Il pensiero stanotte ha l'animo nobile, stilla ricordi, gronda speranze e straripa. Così mi ritrovo a sorridere da solo. Lo so, il tempo è schivo, impertinente e ambizioso nei modi e ci spreme fino ad ottenere ciò che vuole, sempre. Come un’illusione, come quegli occhi luccicanti incastonati nell’intensità del volto, come un moto perpetuo mi resta tutto dentro ma è il risvolto tangibile del mio vivere. Inseguo il sonno disegnando mentalmente gli abbracci, i baci, gli sguardi, le complicità che fino ad oggi mi hanno coinvolto, travolto e fatto uomo. Il senso profondo magari è trainare inconsapevolmente con noi ogni persona che ci ha attraversato. Il tempo e le assenze, fanno il resto, ci cambiano, ma da farfalle non si torna crisalidi, si deve continuare a volare anche quando le ali si venano di amarezza. Non è un mestiere facile essere nelle mani del destino, ma se considero  tutta la vita che ho bevuto al suo bicchiere, non posso che arrendermi al suo volere.

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Post n°37 pubblicato il 14 Aprile 2012 da vogliolamiaalba

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Ti Amo Amore, così, con le stesse parole e la stessa follia di tutti quelli che te lo hanno detto, ma a differenza di loro, ogni volta che il mio cuore mi si stringe nel petto per lo sforzo di trattenere il mio amore, perdo qualcosa di me, inesorabilmente, per sempre. In certi momenti la lama del tempo taglia i miei pensieri dividendoli a metà tra la solitudine e la disperazione e solo il mio profondo amore riesce a tenerli vicini, incollati, attaccati al cuore, come cerotti che ne trattengono l'esplosione. So che il mio amore è folle e che non avrà mai il suo compimento, so che farò sempre parte della tua vita, ma che non potrò mai essere la tua felicità, e questo mi addolora oltre ogni misura. So che per certi versi sono motivo di preoccupazione per te, di insofferenza, perché fa parte del tuo carattere, mi dirai che non ho capito nulla di te, già sento la tua voce incazzata, forse sarà così e forse è proprio per questo che so che non riesco a entrare in te, nei tuoi desideri, nella tua fantasia. So che mi tieni a distanza tutte le volte che cerco di fare un passo verso di te e a volte, ho la tentazione di lasciarmi cadere in quel precipizio che mi terrebbe lontano definitivamente da te. So che dovrei tacere e non dire cose come queste , so che non riesco a annodare quel filo che mi potrebbe congiungere a te, il mio amore si scontra con il tuo volermi bene, non si amalgama, è come quando in un terremoto, l'asfalto, si sovrappone a una parte di sé, non combacia più. Ti Amo, Amore, anche quando nego, per questo Amore, per appianare il dislivello che mi tiene lontano da te, ora ti dico, ti voglio bene e te ne vorrò sempre, si quel sempre che esiste e non vacilla neanche quando mi fai incazzare. Mi piacerebbe che tu mi raggiungessi questa sera, ma so che non lo farai, no! Non lo farai!

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Post n°36 pubblicato il 10 Aprile 2012 da vogliolamiaalba

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C'è disordine nella mia vita di oggi, pensieri e parole si sovrappongono rubandosi lo spazio fino a farmi sentire dolore e sconforto. O forse è solo il tempo che mi fa rimettere tutto in disordine alla ricerca di qualcosa che ho dimenticato e che mi crea confusione nella mente. Oggi ho vissuto un'emozione intensa e ho ricordato come sono fatto, ho bisogno dell'emozione, per questo non c'è nulla che possa allontanarti dal mio sogno, nemmeno il vento improvviso di uno sbalzo d'umore, nemmeno quei sottili rimproveri che mi fai e che mi scavano intorno ad una trincea sempre più profonda. I miei silenzi si nascondono dentro le parole e diventano sempre più lunghi, ho un'insaziabile fame di dire, che muore ogni volta che mi sale alle labbra, ho un'inestinguibile sete di parole che inaridiscono ogni volta che il cuore fa male. Stringo tra le dita un amore che fa fatica a volare ma forse, stringo tra le dita la tua libertà spezzandoti involontariamente la tua voglia di volare. Tutto quello che ho cercato di tenere nascosto, come un bambino il suo tesoro nel pugno socchiuso, ti strappa un sorriso di disapprovazione e mi fai sentire uguale a tanti altri, perché per essere veramente diversi ci vuole qualcuno che ti faccia sentire unico. Mi invento ogni giorno qualcosa di nuovo per poi scoprirmi sempre uguale, nel modo, nel dire, nel fare, mi vedo dentro i tuoi occhi così come non sono e non so cosa fare. Ti vedo dentro i miei occhi come fossi ovunque e vorrei toccarti nell'aria, nel sole, nell'ombra, nel cuore, sì, vorrei rubarti persino dal mio sogno per dirti amore, vorrei che mi regalassi un giorno, un solo giorno per sentirmi dire che “mi ami” e vivere quel giorno per dimenticare che non ti ho mai avuto.

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Post n°35 pubblicato il 07 Aprile 2012 da vogliolamiaalba

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Mi guardi e mi racconti di te, di ciò che non sono e non sarò mai, sono affascinato. Mentre parli, chiamo a raccolta i pensieri che mi scaldano, mi offuscano, mi graffiano, mi colpiscono coi pugni chiusi e la furia di un libro che nessuno ha mai scritto. Sapessi quanti difetti ti devo nascondere mentre navigo a vista in balia di inconcludenti teoremi. Chi ti impone la meta, chi ti tarpa le ali. Conosco lo smarrimento di finire risucchiati da volti, intrecci, affezioni: sono un laconico amante in testa-coda da secoli. Vorrei amare come fosse un atto spregiudicato e volontario, ma non c'è né linearità né agiografia per capire una vita come la mia. Consegno al presente solo ciò che chiede. Perché nel labirinto dove spesso mi smarrisco ho visto diventare grandi le cose più piccole, la paura diventare tentazione ma anche il suo contrario. Siamo schegge impazzite che a volte s’incontrano. Un cuore cerca, un altro scappa, così nascono le passioni: malattie senza speranza. Nel frenetico desiderio di vivere, ci si studia poco, troppo poco e così ci fermiamo sulla soglia dei sogni. Nel mio universo ho un’anima. Ho inspiegabili sensazioni che sono come pianeti distribuiti con un ordine preciso: idee, speranze, ricordi. Ogni cosa ha preso la forma di chi mi ha attraversato. Stelle lontanissime come i ricordi più remoti. Facce senza più un nome, treni che ciondolano, sbuffano, e che non sono mai arrivati. Voci che sfumano, che si accavallano e poi si perdono. Riflessi confusi di un passato che non c’è più e che ormai inizia ad avere il suo peso. Felice quando, nel mio universo, qualcuno mi prende per mano. Felice, adesso che in questo immenso “Io” ci sei finita pure tu. Nel buio splendi, sei oltre ogni oscurità, oltre ogni parola. Che anno è? Che strada fai? Frugando nelle vene trovo te e mentre tutto intorno cambia, ti scelgo. Mi guardi, sorridi, ma non mi tieni la mano. Adesso è tardissimo. Scrivo; occhi stanchi, anima accesa. Anima che riprende il possesso di se stessa e io sono un nome senza forma, ma c’ è sempre un “fuori” verso cui protendo, un luogo al quale appartengo.

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Post n°34 pubblicato il 01 Aprile 2012 da vogliolamiaalba

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Un soffio e resto sospeso nel mio cielo, camminando all’interno della mia imprudenza, in uno spazio leggero come un sogno. E’ il mio modo di vivere, è il mio modo di offrirmi a te che passi fra le illusioni di questo vuoto d’aria. S'impara, in questo “qui” che è pensiero, in questo “adesso” che è parola, che è rumore, che è follia, s’impara a nascondere le ombre che abbiamo, che siamo, che gelosamente difendiamo. La luce ci sorprenderà, lo so, ma le scuse per non cedere le saprò fabbricare: ho da mettere in ordine la mia insicurezza. Il mio fiuto non sbaglia, il mio intuito è infallibile, ho un talento che non sai, ma ciò che voglio è impalpabile. Tutta questa passione per interagire con le novità, tutto questo amore per respirarti ancora un po’. Passano i giorni, gli anni eppure sembra che io non abbia visto ancora niente. Mi sveglio, mi consolo con ogni anima che mi attraversa, che mi meraviglia. Un soffio e resto sospeso, immobile, irraggiungibile. Mi lascio trasportare dal tuo sguardo stanco, che non riesce a vedermi. L’ombra è scesa ancora, anticipando il sole. Tra le foglie della vita, sparisco nella polvere di un sospetto, e ritorno come una memoria. Un soffio e adesso volo via, ed è inverosimile la tua assenza mentre torno a te.

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Post n°33 pubblicato il 28 Marzo 2012 da vogliolamiaalba

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Oggi c’è il sole. Sono stato in bicicletta questa mattina, questo vento primaverile scompiglia i miei desideri accesi dal ricordo di te, delle tue labbra, delle tue braccia nude, dalla tua schiena baciata dal sole, dal colore della tua pelle. L’estate sta tornando e vorrei tanto ripassare come l’estate scorsa qualche giorno al mare con te e gli amici. Non ci sei e mi manchi. Di giorno mi disegno i tuoi fianchi, gli occhi verdi. Di notte, sei un unico pensiero. Ti penso così scioccamente irraggiungibile, mentre basterebbe liberarsi nell’aria, correre da te. Dimmi che lo vuoi anche tu, non lasciare passare questo tempo in quest’inutile attesa, senza confine. Quanto è bella la primavera! Io la voglio vivere con te che sei bella come lei.

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Dialogo interiore.

Post n°32 pubblicato il 25 Marzo 2012 da vogliolamiaalba

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- Parlami di lei -

- Nei pensieri suoi ci sono anche io, se precipito e spesso capita, io non
voglio perdermi, sopravvivere sarebbe una grande idea ma cosa farei senza di lei, ormai vivo e muoio e poi mi chiudo in me stesso in un alternarsi di
accensioni e spegnimenti -
- Appena puoi scappa, prendi me come esempio, brucia i ricordi e ritorna ad assorbire vita -
- Ma lei… -
- Sapessi quante lei! -
- Però… -
- Però niente, vedrai che passa, è come una malattia, fai come se non ci fosse mai stata e guarirai -
- E allora ricoveratemi, perché lei vive nella mia testa e si è incollata in una
parte di me che nemmeno sapevo esistesse, si è posizionata, è comoda e
aspetterò la fine del mondo per vedere se i conti tornano e se non torneranno
tornerò io -
- Ma tu non capisci -
- Capisco e non capisco ma l’unica certezza in questo pezzo di vita è che la
sua distanza non è misurabile in chilometri ma in aria, lei è come un mattino
presto, è come quando parti per un viaggio, è come quando sogni e stai bene, è come quando ascolti una gran bella canzone, è come quando ritorni dove sei
stato bene, è come le parole che non si riescono a raccontare perché non
esistono, è come quando hai fame e puoi mangiare o come quando hai sete e puoi bere, è come stare a letto mentre fuori piove -
- Ci credi ancora? -
- Non può esistere un entusiasmo d’amore che s’incendia e poi si spegne
subito, prende fuoco altro, ciò che era vicino e io sono esattamente dove le
fiamme non si sanno spegnere e non si spegneranno più. Il mondo diminuisce e lei mi appassiona, la gente mitiga e lei mi entusiasma, la vita si ferma e lei
mi spinge, la musica si calma e lei mi esalta -

 - Amico mio, sei sempre stato un’idealista, un pazzo disallineato. Adesso sei un uomo con le sue dure responsabilità ma t’invidio per il tuo non saper cedere, per non saper mettere l’orgoglio dove non serve, per gridare sempre,sempre e ancora sempre: “sono qui, sono diverso, strano e non cambierò”. Tu sei ciò che vorrei essere sempre stato ma anche per me la regola dell’immutabilità vale purtroppo. Cerco vita dove, forse, non ce n’è davvero: soldi, benessere e divertimento, ma le tue lacrime valgono di più. Credimi, io voglio il tuo bene da sempre, sei una rivincita sulle scorciatoie, faccio il tifo per te e quel giorno, quando la riabbraccerai, lì con te, ci sarò anche io.

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Post n°31 pubblicato il 21 Marzo 2012 da vogliolamiaalba

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A volte dici a una persona che la ami e poi finisci col ferirla col tuo atteggiamento. Non ci pensi, non lo fai con cattiveria né con intenzione, ma lo fai. E dentro sei tu a stare male per primo. Oggi ho imparato una cosa di me, che naturalmente già sapevo, ma di cui non conoscevo l’esatta portata, e cioè a quali oceani di profondità riesce ad arrivare l’amore per l’anima straordinaria di una donna che mi vive dentro il cuore. È qualcosa che non so esprimere, che proprio non sono capace di tradurre a parole. Con lei sto bene, sono vero, sono un uomo e sono un bambino e sono felice di esserlo, ed è per questo che ogni volta che vedo il suo sorriso luminoso incrinarsi anche solo per un istante a causa di qualcosa che inconsapevolmente ho detto o fatto provo un dolore sordo nel petto. Anima mia, tu sei il regalo più bello che il cielo ha posto sulla mia strada e che mai e poi mai avrei potuto sperare di ricevere in questa vita, anche se non mi dai quell’amore che io vorrei. Altri forse credono di conoscerti, ma non è così, a volte non è così nemmeno per me, che pure so leggere ogni sfumatura di emozione che ti passa sul viso. Altri ancora credono di sapere cosa significa amarti, ma non sanno realmente che amarti non vuol dire solo toccare le corde più belle della tua anima, ma vedere anche i tuoi difetti, e accettare e amare la tua ombra esattamente quanto la tua luce. Ieri hai visto le mie lacrime. Non era la prima volta. Ma a differenza delle altre volte, dove le lacrime erano dettate da un sentimento negativo, la rabbia, il dolore, la gelosia, queste erano pura emozione. Erano le lacrime per le tue cicatrici nascoste, che mai avrei voluto lacerassero il tuo cuore e che ogni giorno, pur non potendo, vorrei far sparire con un soffio delle mie labbra, e che purtroppo invece le mie labbra incaute spesso riaprono e tornano a far sanguinare. Erano le lacrime per il bene che ti voglio, e che a volte non sono capace di contenere nel cuore, un bene che rompe gli argini e deve trovare uno sbocco al di fuori della mia anima. Erano lacrime e risa assieme. Di confusione, di dolcezza, di amore. Oggi non voglio sembrare romantico, non voglio parlare di sogni, né di momenti magici. Oggi spero di essere vero, e arrivare almeno a colei che mi legge da sempre senza commentare, perché vero è il sentimento che provo. Vorrei amarti molto molto, molto, molto meno, ti ho detto, e credimi ce la sto mettendo tutta, ma non perché l’amore per te sia dolore. Non pensarlo mai, nemmeno nei momenti più difficili. Vorrei amarti meno solo per avere la possibilità di poterti amare di più nel modo in cui tu vuoi essere amata da me. Sì, vorrei amarti di meno con il cuore ma sempre di più con l’amina, con la razionalità. Devo imparare ad amarti come amica perchè è quello che vuoi tu, solo quell’amicizia che io non so darti ma non voglio rinunciarci, domani, e poi dopodomani, e domani l’altro ancora, e così via per tutti i giorni a venire.

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Post n°30 pubblicato il 13 Marzo 2012 da vogliolamiaalba

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Com’è sempre piena la vita, anche in questo vuoto sospeso com’è pesante la vita! È piena di emozioni, è pesante di pensieri. E’ sufficiente che io incontri il tuo viso, anche solo per un istante, un tuo ciao, un tuo abbraccio per salutarmi. La vista, l’udito, l’olfatto, il freddo, il caldo. Basta questo e nel fisico scoppia un carnevale, gira una giostra, si avviano reazioni a catena e nella mente i ricordi, le idee, i ragionamenti persino i sogni ora che mi hanno detto che posso anche sognare. Basta questo per rendere impossibile la leggerezza. Se ne hai coscienza, la vita è sempre piena e sempre pesante, anche quando sei immobile come un tavolo.

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Post n°29 pubblicato il 11 Marzo 2012 da vogliolamiaalba

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Ho passato la notte con una donna: chi sei? Non mi piaci, non hai odore. Voglio alzarmi! Voglio andarmene! No, non devo più seguire i tuoi consigli, ma come fai a dirmi se provo a cercare oltre e avere altre relazioni mi passerà il sentimento che provo per te, come fai? Voglio alzarmi! Voglio andarmene! Cosa aspetti a tirarmi fuori di qui, sepolto vivo. È un incubo, se ci penso divento pazzo. Prima ho sentito il cuore a mille e il respiro lo inseguiva il corpo teso come la corda di un funambolo, il sangue in fiamme come rivoli di lava. Questo si che è buio, il buio più nero della mia vita, una lunga notte nera, ma non era la notte, le ore che separano un giorno dall’altro sono un’altra cosa, anche questo buio è un’altra cosa. E tu oggi sei da un’altra parte, tu chissà con chi sei oggi. Mi manchi se solo ti allontani coi pensieri, se ti allontani per un istante solo. Ora anche il tempo è un’altra cosa, forse anch’io sono diventato un’altra cosa. Sempre più difficile stare soli, al buio, svegli, sì perché io ero solo questa notte, pur avendo una donna accanto a me. Chiuso in un guscio, intorno il mondo, convinto che tu eri quel guscio, è molto più difficile. Facile essere disperati. E’ umano. E’ logico. E’ incredibile. E’ giusto? No! Non è mai giusto disperarsi, lo ripetevo sempre a te. Mai disperare, mai disperare, ma quanto parliamo bene quando non siamo coinvolti in prima persona, quando parliamo a vanvera, come stai facendo tu ora con me.  Ora me lo dico da solo, mai disperare, mai disperare.

 

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Post n°28 pubblicato il 07 Marzo 2012 da vogliolamiaalba

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Ho fatto tardi questa notte, sono uscito con gli amici di sempre per non stare solo. Che buio, è più buio stanotte. Con un occhio seguo la strada con l’altro affondo nel nero, come quegli uccelli migratori che con metà cervello dormono e con l’atra metà continuano a volare e, mantengono anche la rotta. Mi attira quel nero mi dà un’idea di pace non di paura. Sarà la voglia di sentirmi da un’altra parte, qualunque altra parte, un “non luogo” in cui tu non ci puoi essere e invece ci sei, lo so che ci sei, sei nella mia mente sempre. Nemmeno il silenzio di questa macchina me lo fa dimenticare, anche se non ci sei, anche se stai zitta, ti sento. Anche se non ti guardo vedo il tuo viso che taglia lo spazio, gli occhi fissi nel nulla della notte, i tuoi occhi che quando mi guardano, non mi guardano con amore, come se cercassero un colpevole qualunque per ciò che ti è accaduto, o almeno una qualunque platea a cui additarlo: io come sempre. Forse sono io che percepisco tutto questo, no, tu non hai colpa di questo folle amore che sento per te. Perché non te ne vai dalla mia mente, perchè? Pace! Pace! Pace! Chiedo pace come da bambini quando si voleva smettere di giocare. Ma questo non è un gioco questa è la mia vita, senza di te, senza pace. La ritroverò? E quando? O devo aspettare la pace eterna? Basta! Vattene! Almeno adesso lasciami in pace, voglio dormire, anche se so che sarai nei miei sogni.

 

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Post n°27 pubblicato il 05 Marzo 2012 da vogliolamiaalba


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Ti confido le mie parole
tra le pause del tuo cuore
fin dall'alba di un amore
e un tramonto che poi muore
Ti regalo pure un fiore
mi dimentico il dolore
d'esser capro espiatore
non avere alcun valore
com'è freddo il tuo sudore
nei momenti di rancore.

Teobaldo Maccabeo

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Post n°26 pubblicato il 29 Febbraio 2012 da vogliolamiaalba

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Non ti ho scritto, non ti ho telefonato, non ti ho nemmeno mandato un messaggio (come tu giustamente hai fatto presente). Mi sembra che tu non abbia inteso nel giusto significato quanto ti ho detto sabato sera. E del resto non pretendo che tu comprenda veramente il senso delle mie parole perché sono stato, me ne rendo conto, alquanto caotico e ti ho esposto in maniera imprecisa il mio comportamento in questi ultimi tempi. Non voglio parlare in questo momento dei vari problemi che sto affrontando, il mio spirito è irrequieto, il morale prostrato, il mio fisico non regge. Ho accumulato tanto di quei pensieri, tante preoccupazioni che ora, aggiunte altre nuove, mi sento sprofondare minuto per minuto. Ho bisogno di ordine e, tu mi mandi in confusione, con tutti i tuoi perché, con tutte le tue paure, con tutti i tuoi non so, con tutte le tue fisse, nemmeno i miei anni sono giusti per te, sono troppo piccolo io, troppo giovane per te, certo che questo lo puoi decidere solo tu, quello che penso io, non va bene. Io non credo alle paure, non credo alla differenza di età, io credo ai sentimenti, se ci sono i sentimenti non ci sono paure. Sì, ho bisogno di ordine, un ordine interiore che mi possa dare tranquillità e serenità per affrontare gli ostacoli di ogni giorno. Sono al culmine di una grande crisi che dura da troppo tempo: a questo punto, o raccolgo le forze e le energie che mi rimangono o rimarrò per sempre inabissato senza la più piccola speranza di resurrezione. Ti prego di comprendere. “Potessi tornare indietro…”, dicono e diranno molti uomini, ma è inutile perdersi in parole o in varie elencazioni sul significato dell’esistenza. Purtroppo mi accorgo, anche se esteriormente non appare, che la vita mi ha dato poche cose belle, anzi, pochissime, aggiungo anche che ho bruciato alcune possibilità che le circostanze mi offrivano. Non me la prendo con nessuno, perché sarebbe sciocco e assurdo nel mio caso, e del resto gli altri non capirebbero. Non ti chiedo di sforzarti ad arrivare dove non si può, voglio solo che tu mi perdoni se sono stato un po’ rude quando abbiamo parlato al telefono. Perdonami, tu sai che non sono cattivo come a volte posso apparire. Lo dico perché in questo mi conosco e molte persone care me lo fanno capire, e molte volte lo dici anche tu. Sono stanco, molto stanco, molto pentito, molto amareggiato, infinitamente deluso. Scrivere mi ha sollevato un po’, che tu sia davvero la mia ancora di vita? Ti abbraccio forte e ti bacio.
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Post n°25 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da vogliolamiaalba

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La luna ha sempre esercitato su di me un fascino incredibile. Specie nelle sere calme e tiepide come questa, quante stelle e che bella questa luna. Resto incantato a guardarla e, con un tremito d’emozione, capisco quanto ascendente questo magico satellite possa avere sulle persone e sulla loro vita. Sono convinto che il destino degli uomini sia scritto tra quelle pieghe strane, che ne dipingono i tratti. La faccia della luna mi ricorda mia nonna. Anche lei era placida e sempre sorridente. Il viso tondo, la pelle bianchissima e poche, sparute efelidi sul naso e sulle guance. Era sempre allegra, si divertiva a osservare tutti e tutto in silenzio, senza mai giudicare. Dopo la morte di mio nonno si era trasferita a casa nostra, ma non è mai stata una presenza ingombrante, tutt’altro. Io l’amavo moltissimo e, fin da bambino avevo l’abitudine di restare accucciato per terra, sul tappeto vicino alla sua poltrona. Lei sferruzzava io le raccontavo la mia vita, le affidavo i miei sogni e le mie aspettative. Fu una sera di aprile, che, emozionato per aver visto la luna riflessa nel laghetto vicino a casa, entrai in salotto e, con voce sognante, recitai la famosa poesia di Leopardi. “ Che fai tu, luna in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?"  Mia nonna sorprendendomi, mi rispose con queste frasi: luna, mia bella luna, che nel ciel risplendi, fammi sognar dormendo chi sposerò vivendo. Incuriosito la pregai di ripetere quelle poche strofe dal suono così strano. Magico. Lei sorrise e cominciò a raccontare.  Poi man mano che passavano gli anni tutte le volte che mi capitava di vedere la luna, mi veniva in mente mia nonna. Ogni volta ripetevo quelle strofe, era come per ricordarmi di lei. Cinque anni fa, una notte d’estate non ci pensavo più, ma feci quello che mi aveva insegnato mia nonna, o meglio come diceva nonna. Il mattino mi svegliai con un gran mal di testa. Mentre guidavo per andare al lavoro, mi ripetevo che ero ancora un bambino che si attaccava a certi detti.  Arrivato in ufficio cera una donna alta, bionda, con i capelli ricci, lunghi sulle spalle e occhi particolarmente magnetici. Mi guardava sorridendo e poi fuggiva via, io la rincorrevo, volevo conoscerla meglio. Ecco, era lei la donna che volevo. Ma più mi avvicinavo a lei, lei più scappava. Un giorno mi disse, che l’unico sentimento che provava per me era quello dell’amicizia. Alzai le spalle e mi dimenticai del gioco della luna. I giorni, i mesi, gli anni passarono, scivolando lenti, e la vita si portò via mia nonna e i suoi racconti di magie e di mondi fantastici. Che cosa potrà mai fare la luna in cielo? Ma si può essere più stupidi di così? Ma questo Leopardi non aveva proprio nient’altro da fare nella vita?

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Post n°24 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da vogliolamiaalba

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La distanza è difficile da sopportare, soprattutto quando si ha la sensazione di non essere capiti. Negli ultimi tempi ho avuto, talvolta, la sensazione sgradevole che tu non mi capissi, che tu non riuscissi e non volessi capire il mio stato d’animo e, di conseguenza, il mio comportamento. Non pretendo che tu debba sempre capirmi e venirmi incontro, vorrei però che tu sapessi quanto sia dolorosa questa sensazione. Lo so bene, ultimamente, spesso sono stato molto insistente e immagino che tu, abbia per la mente mille preoccupazioni di lavoro, di organizzazione, di impegni tuoi personali, perciò anche poca voglia di indovinare i motivi dei miei crucci. Ma quando mi prende questa sensazione di solitudine, non mi importa nulla di niente, nulla di nessun impegno; desidero solo che tu arresti ogni tuo pensiero e immobilizzi la tua mente accanto alla mia, per sentirti abbracciata nei miei pensieri, come accadeva quando ci volevamo bene. Allora non mi capitava mai di sentirmi solo, non mi capitava mai di avere la sensazione di non essere capito, che è come non sentirsi amati. Insomma: non mi capitava di sentirti fuggire, lontana, nel cuore, da me. Credi sia ancora possibile tornare ad abbracciarsi nei pensieri? Io lo spero tanto, perché ho bisogno di te per vivere, per esistere. Ho bisogno della tua amicizia, mi basta la tua amicizia e sono convinto che questa meravigliosa condizione possa essere riconquistata, se ci impegneremo tutte e due in questo senso. Certamente ci vorrà un piccolo sforzo, da parte di entrambi. Io mi impegno a cercare di comunicare tutto ciò che penso e faccio, cercherò di non chiudermi in me stesso, nei miei pensieri, nel mio isolamento.  Cercherò di comunicarti tutto, giorno per giorno. Ma tu, ti prego, fai uno sforzo e vieni nella mia direzione con un sorriso. Lo farai?

Ti voglio bene.

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Post n°23 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da vogliolamiaalba

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E’ tanto tempo che ti conosco. Forse tu non ci hai mai pensato, ma ormai sono ben cinque anni che ci conosciamo, che ci frequentiamo; abbiamo gli stessi amici, passiamo quel poco tempo libero che abbiamo insieme, parliamo e ridiamo insieme e, qualche volta, lavoriamo insieme. Sono cinque anni e tu mi sei sempre piaciuta dal primo istante che ti ho vista, subito, bum! Come un lampo a ciel sereno, fino a qualche mese fa tutto è stato semplice, naturale, bello e normale. Già, normale! Normale che se cero io, ci fossi anche tu. Normale che io cercassi la tua opinione e tu la mia, normale che tu mi telefonassi durante i tuoi viaggi e che lo facessi io se non lo facevi tu. Normale per tutti, per me, per te, per gli altri. Non avevo mai riflettuto, prima di allora, su di noi, sul nostro modo di essere e di stare effettivamente insieme, sapevo che non avresti mai accettato me come uomo innamorato, non ci stavi con la testa, la tua testa vagava non so, dove, e non so per chi. Per chi? Ancora non riesco a capirlo, o forse non voglio capire, non c’è nulla da capire. Certo che tu sei stata brava a confondere la mia razionalità, quella razionalità che mi faceva ragionare, e in qualche modo mi ero messo da parte per farti vivere quella che per te doveva essere una storia stupenda da vivere. Poi è successo una cosa: mi sono sentito abitato da una sensazione strana, stranissima. Quando tu quella mattina alle sei hai suonato il mio campanello, quel campanello che suona tante volte in una giornata senza darmi nessuna emozione, ho avuto un piccolo tuffo al cuore, quasi senza accorgermene. Nei miei pensieri si è fatta strada, sibillina e segreta, una percezione veloce e fugace: “E’ lei!” Come se… senza che lo volessi, la mia mente ha continuato a inseguirti e mi ha detto: “Ecco questi sono i suoi passi.” A questo punto e solo a questo punto, mi sono svegliato, ho aperto gli occhi e mi sono chiesto che cosa significasse tutto ciò. Che cosa significa riconoscere una persona dal tocco del campanello? Che cosa significa riconoscere il passo e attenderlo con sottile emozione? Eri distrutta, la tua storia, la tua bellissima storia era svanita come neve al sole, e tu amareggiata come non mai, mi hai stretto a te forte, forte supplicandomi di aiutarti. E poi ho cominciato a pormi domande, una dopo l’altra, perché adesso? Perché solo dopo una tua delusione? Ho riesaminato tutti gli istanti passati insieme, tutte le sfumature del nostro stare insieme. Che cosa significa pensare spesso a una persona? Che cosa significa stare bene, troppo bene, con lei? E che cosa significa stare fisicamente male, se questa persona si dedica ad altre persone? Significa, forse, essere innamorati? Se è così, se nella nostra cultura tutto questo si riassume con questa definizione, ebbene allora devo proprio confessartelo, io senza di te non voglio stare. Ironia della sorte? Caso? Ineluttabile sviluppo di una consuetudine ormai consolidata? Naturale sbocco di un’amicizia? O risultato di una tua celata strategia? Scherzo del destino? Pasticcio o sogno? Ho paura, più di tutto, di perdere la tua amicizia, a cui tengo più di ogni altra cosa. Leggi questi pensieri, ma dimmi solo come posso conservare il sincero sentimento che fino a oggi ci ha uniti.

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