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Le vacanze al mare (parte 3)

Post n°237 pubblicato il 29 Giugno 2008 da dimaio3d
 

Dopo essersi "ammollati" per bene, i genitori decidono che è il momento di tornare sotto l'ombrello e di concedersi ai loro sport preferiti: la madre comincia a far conoscenza con la vicina di ombrellone mentre si spalma con crema abbronzante fatta in casa, di solito è la birra sottratta al marito, che continua a guardarla con la bava alla bocca nonstante sappia che ormai è fresca come un brodino a dicembre; il padre invece, dopo aver indossato un paio di occhiali scuri usciti come omaggio nel giornale di gossip, cerca ingenuamente un centimetro quadrato sotto l'ombrellone e continua a sbirciare indifferente le signorine che passano davanti o che prendono il sole. Dei due figli nessuna traccia a parte qualche grido sporadico: "Mamma, guarda! Faccio il tuffo a cufaniello!"

Quando finalmente si sono fatte le ore 15.30, che per un napoletano al mare è prestissimo, la mamma si rivolge al marito e gli chiede gentilmente: "Amore... io comincio a preparare da mangiare. Vai a chiamare i bambini?" E lui, pensando che sia una domanda e non un ordine, tentenna leggermente pensando ai metri che deve affrontare sotto il sole per compiere il proprio dovere; giusto il tempo di sentirsi apostrofare, questa volta con tutt'altro tono: "E 'valli' a chiamare! Muoviti!"

Così il papà inforca i suoi comodissimi scarpini in gomma e si avvia verso il mare. Non ha calcolato però che la temperatura della sabbia ha ormai raggiunto i 2.000°C e che proprio da quei buchi che servono per far areare il piede, entrano tonnellate di granellini incandescenti. Così, con il passo alla Jucas Casella, comincia camminando con indifferenza per poi giungere correndo al mare per bagnarsi i piedi ormai in fiamme.
Per non inimicarsi i figli li richiama in un modo amorevole: "Guagliù... Ha detto la mamma che dovete salire." Tradotto: per me potete pure affogare a mare ma poi chi se la sente a quella se non andiamo a mangiare?? Così, dopo aver picchiato in sequenza i due pargoli che non vogliono proprio uscire dall'acqua nonostante abbiamo la pelle simile ad una prugna putrefatta, la faccia completamente ustionata tranne sui due segnali di guerra fatti con la crema protettiva, gli occhi iniettati di sangue e i capelli stile gallo cedrone, si avviano mestamente verso l'ombrellone avvolti nei loro simpatici teloni che il padre, su indicazione della mamma, aveva portato con se previdentemente.

Giunti al fresco, non senza difficoltà, i due simpatici angioletti si fiondano immediatamente sotto l'ombrellone, sottranendo al padre l'unico angolo di refrigerio nel giro di 10 chilometri quadrati. Ma prima devono affrontare la prova più mortificante: il cambio del costume. Così, teloni avvolti attorno alla vita, sono costretti a farsi calare le braghe, sembra infatti che usciti dall'acqua perdano l'uso delle braccia e non siano in grado di farlo da soli, e a mostrare le proprie nudità appena l'aciugamani cade. Perchè cade sempre.
E finalmente si aprono le danze.
Per cominciare la mamma apre il vaso di Pandora e comincia a servire: frittata di pasta, panino con prosciutto e provolone ormai filante, polpette nella salsa che per il calore bolle come se fosse sul fuoco, pizzetta di ordinanza con pomodorini secchi e origano e, per mantenersi leggeri, una bella fetta di anguria. Il papà ha optato per la variante "noce-perzeca" (pesca) ammollata nel vino. Ogni tanto, dopo la foto con gli sposi,  offre anche la bomboniera a fine pranzo per non far mancare nulla al pranzo nuziale.

Dopo aver fatto questo leggero spuntino i due fanciulli gradiscono ancora un gelatino, così il padre si avvia, porafogli stipato nella parte davanti del costume, verso il lido, a due anni luce dall'ombrellone, per andare a comprare il Cornetto Algida e il Calippo. Le due anime di Dio intanto sono costrette a stendersi al sole per i prossimi 10 minuti tra i semi di melone sputati tutto intorno a raggiera e a rosolarsi per bene un lato alla volta. Fino a quando la mamma li avverte: "Bello di mamma, mettiti di facc', che di culo già ti sacc'" (Girati pancia all'aria che ho già visto tanto della tua schiena).

Tornato il padre, che nel frattempo deve dimostrare le proprie generalità perchè ha cambiato connotati dopo 40 minuti di deserto, e portato a termine il compito dell'acquisto dei gelati, ormai ridotti allo stato liquido, i due bimbetti cominciano a frignare perchè vogliono tornare in acqua. E puntualmente il padre fa la stessa domanda scema: "A che ora avete mangiato? Chiedetelo alla mamma se potete fare il bagno." Praticamente il potere decisionale di un deportato in un campo di sterminio. La mamma, che comunque riesce a sentire tutto nonostante sembra sia in altre faccende affaccendata, annuisce ma ad una sola condizione: "State a riva." E dove cavolo vuole che vadano?? Con tutto quello che hanno mangiato appena mettono un piede in acqua affondano come nelle peggiori sabbie mobili!

Dopo altre 5 ore di sole per la mamma, di mare per i bimbi e di sigarette prese dal pacchetto custodito nel costume per il papà, giunge l'ora di tornare a casa. E così, sgonfiati il canotto e il coccodrillo, raccolti tutti i giochi sparsi per l'intera lunghezza della costa e data l'ultima saccagnata di mazzate ai bimbi che non voglio mettersi la maglietta perchè il sale sulle spalle li sta scarnificando, l'allegra famiglia di avvia mestamente verso la macchina, tutti con ustioni di ottavo grado su tutto il corpo, e comincia a pensare a cosa fare la sera. Sono pur sempre in vacanza!

*(Si ringrazia ciaobettina per le illustrazioni)

 
 
 
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