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Popolo padano SVEGLIA!!

Post n°146 pubblicato il 31 Gennaio 2007 da theriddle
 

Di seguito vi ripropongo il primo articolo pubblicato su "Lombardia Autonomista" nel marzo del 1982. Sconvolgente come, dopo 25 anni, questo scritto sia (purtroppo) ancora così attuale...

Non importa che età avete, che lavoro fate, di che tendenza politica siete: quello che importa è che siete - e siamo tutti Lombardi. Questo è il fatto realmente importante, è giunto il momento di ricordarlo dandogli una concretezza politica.

E’ come Lombardi, infatti, che abbiamo tutti un fondamentale interesse comune di fronte al
quale devono cadere in sottordine i motivi della nostra divisione in partiti di ogni colore: partiti italiani che ci strumentalizzano e distolgono il nostro impegno dalla difesa dei nostri interessi per servire interessi altrui (e il loro, prima di tutto !) non è più della gente Padana. E’ soltanto un’espressione geografica senza alcun valore politico, è soltanto un territorio senza diritti di fronte all’invadenza altrui. Il suo popolo è una massa priva di identità politica, incorporata anonimamente in uno Stato nazionale in fallimento che la trascina nella sua crisi senza sbocco e senza speranza.

Questo nostro fondamentale interesse comune è la liberazione della Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centralista di Roma, attraverso l’autonomia lombarda nel più vasto contesto dell’autonomia padano—alpina. E’ una questione di sopravvivenza lombarda - etnica, culturale, economica - che investe il senso di responsabilità morale, civile, politico, di tutti i Lombardi, senza distinzioni di sorta.
E’ un’esigenza che il regime accentratore romano ha sempre cercato di farci dimenticare temendone una nostra responsabile presa di coscienza, ma che ora - di fonte ad una situazione nazionale irrimediabile deterioramento - si propone come problema concreto che dobbiamo portare al più preso alla ribalta della vita politica.

Il governo accentratore di Roma - con la complicità di tutti i partiti italiani (che sono contemporaneamente sostegno ed emanazione del regime centralista unitario) - chiacchiera di autonomie e di Europa, ma di fatto non vuole né autentiche autonomie né lo Stato Federale europeo.

Abbiamo infatti un parlamento Europeo fantasma perché creato apposta senza poteri, e strutture regionali che non sono governi autonomi ma soltanto doppioni amministrativi del governo centrale, unico depositario di ogni potere. Ma non esiste effettiva autonomia senza il relativo potere politico.

E infatti, oggi come oggi, la Lombardia non è più dei Lombardi, la Padania

Eppure i Lombardi e tutte le altre genti padane e alpine, come tali, avrebbero possibilità e capacità di non conoscere crisi e di essere realmente a un livello europeo... Tutti i centri della burocrazia, tutti i pubblici uffici, tutte le funzioni dell’apparato statale, in Lombardia, sono sempre meno in mani lombarde. Tutte le assegnazioni di alloggi, in Lombardia, non soltanto non vedono favorita la nostra gente, ma vedono addirittura privilegiati i forestieri a danno dei nostri. Questa situazione non è dovuta né al caso né alla libertà di movimento delle merci e delle persone, che siamo i primi ad appoggiare in tutta Europa e non in Italia soltanto: questa situazione è invece volutamente costruita dal sistematico svolgersi di un preciso disegno del governo romano, impostato su una programmata immigrazione di altre genti nei nostri territori e nel nostro scaltro collocamento dei posti-chiave nelle loro mani, e ciò nell’illusione di creare un’utopistica omogeneizzazione “italiana” attraverso la progressiva cancellazione dell’etnia lombarda e padana.

Roma dispone dei nostri territori come se fossero suoi, senza che i Lombardi possano dire la loro in terra lombarda!

Queste sono cose reali che avete sotto gli occhi tutti i giorni, ma di cui non parlate perché non ne parlano i soliti partiti. Ma sperate davvero ancora nei partiti italiani? Ma i partiti hanno interessi e poltrone a Roma e con Roma, mentre i vostri interessi non sono gli stessi e, soprattutto, non sono a Roma ma qui! A Roma la Lombardia interessa per quello che rende; a noi la Lombardia è cara per quello che è.

Ecco perché dobbiamo incominciare a dirci quello che i partiti del regime nazionale si guarderanno bene dal dire. Se non si ergono a difendere i diritti dei Lombardi i Lombardi, non lo faranno certamente gli sfruttatori dei Lombardi!

La Lombardia è una realtà che chiama a raccolta i suoi cittadini. La Lombardia non è una vacca da mungere né un territorio da dominare con burocrazie forestiere. La Lombardia non è il fesso che paga i debiti altrui. La Lombardia no intende seguire passivamente Roma nella bancarotta perché non intende sacrificare sull’altare del malgoverno romano il diritto dei suoi cittadini, il sudore dei suoi figli, la laboriosità della sua gente, la personalità del suo popolo.

Soltanto una forza politica Lombarda, per i Lombardi. È il vero strumento per la difesa della Lombardia. Nasce per questo la Lega Autonomista Lombarda, nel sostegno della libertà e della socialità federalista, per l’autonomia Lombarda nel quadro dell’ideale dell’unità federale dell’Europa.

Valdostani, Trentini, Tirolesi, Friulani, Triestini, Sardi, con la coscienza della loro identità di popoli concretatasi in forze politiche autonomiste per la difesa dei loro diritti, hanno già dimostrato come si devono tutelare i propri interessi e la propria dignità governandosi senza la sottomissione ad apparati di forestieri, al di sopra di divisioni in partiti che soltanto servendo il centralismo nazionale possono continuare a servire lautamente se stessi.

Noi siamo forse da meno? Il Piemonte, la Val d’Ossola, il Veneto vanno anch’essi dimostrando con movimenti autonomisti in via di organizzazione, il risveglio di una aspirazione autonomista che si accinge ad affiancarsi ai movimenti fratelli per la costruzione dell’alternativa Federalista  europea.

Lombardi Aderite alla Lega Autonomista Lombarda! Fate che non manchi la presenza Lombarda in questo fermento di riscossa e di risveglio!”, così scriveva Bossi nel 1982.

 
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"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell

“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)


"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)


IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)

Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
....
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani. (G.Gaber)


Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo  coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.”  Houari Boumedienne - Presidente algerino -  1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite





 

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