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Valcamonica, Sempre più immigrati
Giornale di Brescia - 28/08/2009
È una Valle sempre più straniera
I dati dell’Osservatorio sull’immigrazione confermano un incremento medio annuo di presenze del 37% a partire dal 2003. Il 67% degli immigrati camuni proviene dall’Est Europa, il 21% dal continente africano
(pag. 18)
Gli immigrati, in Valcamonica, crescono, in media, più che in regione Lombardia e, in generale, più che nelle regioni nord-occidentali e nell’intero territorio nazionale. Restano al di sotto solo dell’incremento percentuale medio annuo della provincia di Brescia. Dall’inizio del 2003 all’aprile di quest’anno, gli stranieri presenti sul territorio camuno sono aumentati in media ogni anno del 37%, passando da 2.339 a 7.530 unità, incidendo, in maniera rilevante, sulla crescita demografica che sta interessando i Comuni della Valle. In valore assoluto, sono aumentati di quasi 5.200 unità in sei anni, con una crescita continua, che solo nell’ultimo anno (dal 1° gennaio 2008 al 30 aprile 2009) è stata di 1.224 persone.
A dipingere questo quadro è l’osservatorio sull’immigrazione straniera della Comunità montana, che ha appena pubblicato la relazione sulla struttura della popolazione di origine straniera al 30 aprile 2009. Le fonti utilizzate sono le anagrafi dei Comuni.
Statistiche e etnie
A prevalere, in maniera schiacciante, sono gli stranieri provenienti dall’Europa dell’Est: il 67 per cento degli immigrati residenti in Valcamonica sono romeni, polacchi e baltici. Il restante 30 per cento arriva dall’Africa (21,5%), in particolare da quella settentrionale (18,47%), dall’America centro-meridionale (6,49%) e dal continente asiatico (4,9%). Africani e latino-americani si concentrano maggiormente nella zona di Darfo e Pisogne, mentre gli immigrati provenienti dall’Europa, oltre che a Darfo e Pisogne, si raccolgono di più in Valgrigna e a Breno. Di contro, gli asiatici sono più numerosi sempre a Darfo, Pisogne ma anche in Valsaviore.
Da queste osservazioni, scaturisce un altro dato: i cittadini stranieri risiedono maggiormente nelle zone di Darfo (quasi il 40%), Pisogne (19,2%), in Valgrigna (12,5%) e a Breno (10,7%). In alta Valle (2,5%), Edolo (4,1%) e Valsaviore (4,5%) la concentrazione è nettamente inferiore. A Darfo i residenti stranieri sono il 13,1% degli abitanti (dato che si avvicina molto a quello della città di Brescia), a Pisogne e in Valgrigna sono circa l’8% e a Breno il 5,6%, mentre in tutta la Valle la percentuale di stranieri si assesta sul 7,45%.
Il report elaborato dall’osservatorio dell’Ente sovracomunale fornisce dettagli interessanti anche sulla composizione per sesso e per età degli «stranieri camuni». A prevalere sono, è evidente, i maschi, col 56,25%, rispettando quanto accade a livello provinciale e nazionale. I più numerosi sono i giovani immigrati tra i 20 e i 44 anni, mentre sono pochi gli over 55. La fascia d’età con il maggior numero di soggetti è quella dai 30 ai 34 anni.
Parla Marco Zanetta
Chiediamo a chi, ogni giorno, si confronta con la realtà degli stranieri in Valcamonica, di spiegarci un po’ questi fenomeni. Marco Zanetta è responsabile dell’area immigrati a Casa Giona, il centro di accoglienza brenese. «La percentuale di stranieri in Valle - afferma - è più o meno in linea col dato nazionale, ma a breve è destinato a crescere per la regolarizzazione delle badanti. La maggiore concentrazione si riscontra in bassa Valle per tre fattori: l’offerta di lavoro, la presenza di alloggi e di mezzi di trasporto, in primis il treno». A proposito di numeri, Zanetta fa notare che si tratta di cifre «inferiori rispetto al dato reale, perché riportano solo i residenti, mentre mancano i domiciliati e, naturalmente, gli irregolari». Tutto sommato, comunque, in Valcamonica non si evidenziano grossi problemi d’inserimento o integrazione. «Il fatto che gli immigrati siano distribuiti in diverse zone, e non concentrati in poche, porta a non avere picchi di problematiche sociali legate agli stranieri».
Giuliana Mossoni
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Ipse dixit
Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima. (Umberto Bossi)
"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell
“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)
"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)
IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)
Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
....
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani. (G.Gaber)
“Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.” Houari Boumedienne - Presidente algerino - 1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite





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