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Adesso la crisi lascia al buio lo storico presepe del “Put del Re”

Post n°418 pubblicato il 02 Dicembre 2009 da theriddle
 

da "libero" del 1/12/2009 - Pag.61


SELLERO (BS): Adesso la crisi lascia al buio lo storico presepe del “Put del Re”


SELLERO (BS) Tempi bui, è il caso di dirlo, per colpa della crisi anche per Gesù bambino, che ha rischiato di passare un Natale, appunto, al buio. Questo, almeno, è quanto sostengono quattro consiglieri di minoranza del Comune di Sellero - nemmeno 1.500 anime in Valcamonica - che, presa carta e penna, hanno chiesto allarmate delucidazioni al sindaco sul destino del presepe “Put del Re” (Ponte del Re, ndr).

Non una rappresentazione qualunque, ma un evento esteso su 3.500 metri quadrati capace di catalizzare l’intera comunità per mesi, impegnata a ricreare la spettacolare invenzione di un giovane del luogo, Oscar Peluchetti, morto dieci anni fa di cancro senza avere visto la sua “creatura”.
Da allora un gruppo di amici s’è fatto carico dell’idea e promuove la natività - la location è sulle rive del fiume Re - con personaggi a grandezza naturale, vestiti con abiti rubati dalle soffitte e intarsiati in legno dagli abitanti che vi mescolano elementi ortodossi ad altri squisitamente camuni. «Uno dei momenti di aggregazione più importanti (il presepe è un omaggio anche a un altro giovane, Daniele Grazioli, morto di incidente nel 2000) che finora si poteva visitare da metà dicembre a metà gennaio. Si poteva, perché non siamo certi che quest’anno “si potrà” per tutto il mese - scrivono Mirco Bressanelli, Severino Damiolini, Marino Ivan Laffranchi e Omar Morgani, lista Tempi nuovi (vicina alla Lega, ndr) -: gli organizzatori ci hanno segnalato che alla richiesta di poter usufruire gratuitamente della corrente per l’allestimento il Comune ha spiegato di non avere soldi per tutto il periodo».
E pur di accendere l’evento i 4 si dicono disponibili a regalare i gettoni di presenza. Ma sembra non sarà necessario: «È una polemica fastidiosa e inutile - ribatte il sindaco Giampiero Bressanelli -. Ci siamo attivati giàun mese fa per l’illuminazione, è tutto a posto. Il presepe si farà, dal 13 dicembre al 10 gennaio». B. RAS.

 
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"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell

“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)


"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)


IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)

Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
....
penso che è bello sentirsi buoni
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Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo  coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.”  Houari Boumedienne - Presidente algerino -  1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite





 

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