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Ci chiamano barbari, ma siamo fieri di esserlo

Post n°458 pubblicato il 26 Marzo 2010 da theriddle
 

Chi viola le nostre piazze, viola la sacralità del domicilio dei popoli

Ci chiamano barbari, ma siamo fieri di esserlo

Siamo dei barbari. Ce lo stanno dicendo in tutte le salse.

Siamo dei barbari perché abbiamo chiesto il rispetto delle leggi, l'espulsione dei clandestini, il controllo dei visti turistici e dell'uso che certi stranieri ne fanno, non per visitare il Duomo di Milano o il Castello Sforzesco, ma per spacciare e delinquere o dilettare Marrazzo.

Siamo dei barbari perché ci bastano i nostri ladri e criminali, e non vogliamo anche quelli degli altri.

Siamo dei barbari perché vogliamo distinguere tra lo straniero che ha voglia di lavorare e quello che vuole solo far soldi il più velocemente possibile e in qualunque modo, anche distruggendo i nostri giovani.

Siamo dei barbari perché chiediamo controlli, casa per casa, se necessario, perché non vogliamo che uno arrivato qui in qualche maniera e che tira a campare nel peggiore dei modi riceva quello che è (ancora) il nostro passaporto in cambio di un paio di scontrini del caffè, giusto per dire che ha pagato le tasse anche lui.

Siamo dei barbari perché non vogliamo moschee, minareti e muezzin, perché ne abbiamo pieni i coglioni di venditori abusivi sulle piazzole del metro, sui marciapiedi delle nostre strade, davanti ai supermercati, davanti

al garage di casa nostra.

Siamo dei barbari perché stiamo dalla parte del carabiniere insultato dallo spacciatore senegalese che se ne frega, perché se apre bocca è un razzista. Lo siamo perché non vogliamo che nessuno muoia accoltellato per le strade, perché vogliamo che alla sera le nostre figlie possano attraversare tranquille il piazzale della stazione tornando a casa dopo una giornata di lavoro o di studio.

Siamo dei barbari perché non piacciamo ai finissimi intellettuali cattocomunisti o comunisti e basta, tirati su a mondialismo e internazionalismo, liberi e giocondi perché tanto paga papà, con la benedizione della Caritas ambrosiana.

Siamo dei barbari perché non piacciamo neanche alla nuova destra raffinata e salottiera, che lavora per fare il nostro futuro.

Sì, siamo dei barbari, perché, come scriveva Friedrich Nietzsche, «solo i barbari sanno difendersi ». L'Occide nte muore perché non sa più che cosa significa difendersi, anzi, non sa nemmeno più che c'è qualcosa da difendere. Il Sessantotto, che domina ancora le nostre scuole, apertamente, e il Bilderberg, al governo in Europa, occultamente, hanno martellato le nostre teste per renderci "aperti ", senza anima e senza identità, dunque senza nulla da difendere. E sono profondamente infastiditi perché la loro losca operazione non ha funzionato del tutto.

C'è qualcosa di tremendamente vicino tra il giovincello spiantato e griffato che spintona la vecchietta in metropolitana o tagliuzza i sedili del treno viaggiando con il suo branco e questi intellettuali spocchiosi, che spintonano le nostre anime, o quel che ne resta, e tagliuzzano secoli di storia e di identità, trattandoli come giocattoli vecchi. Difendersi è il gesto barbarico per eccellenza, il più vitale e il meno rassegnato. Come un antico guerriero che va incontro a chi viola il suo domicilio con l'ascia in mano, così occorre ricordare che le nostre città, le nostre strade, le nostre piazze non sono di tutti, sono appunto le "nostre " e chi le viola, viola la sacralità del domicilio dei popoli.

«Solo i barbari sanno difendersi».

 

Giuseppe Reguzzoni - La Padania 18 febbraio 2010

 

 
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Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima. (Umberto Bossi)

"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell

“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)


"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)


IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)

Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
....
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani. (G.Gaber)


Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo  coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.”  Houari Boumedienne - Presidente algerino -  1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite





 

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