Triballadores

di Vittorio Casula

 
 

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

 

Storia pensionistica in Italia

Post n°2720 pubblicato il 03 Maggio 2020 da deosoe

 

La storia

 

 

 

Nato oltre centoventi anni fa allo scopo di garantire i lavoratori dai rischi di invalidità e vecchiaia, l’Inps ha assunto nel tempo un ruolo di crescente importanza, fino a diventare il pilastro del sistema nazionale di protezione sociale.

Nel 1898 la previdenza sociale muove i primi passi con la fondazione della Cassa Nazionale di previdenza per l'invalidità e per la vecchiaia degli operai (Legge 17 luglio 1898, n. 350). Ispirata al principio della «previdenza libera sussidiata», si tratta di un'assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento e dal contributo anch'esso libero degli imprenditori. A ciascun iscritto è intestato un conto individuale su cui accreditare i contributi versati, le quote di concorso (ossia l’integrazione della Cassa) e i relativi interessi. Se il lavoratore non ha vincoli quanto all’entità ed alla durata del versamento, il diritto alla rendita sorge solo dopo un certo numero di anni di iscrizione ed alla maturazione dell’età di 60 anni.

Nel 1919 l'assicurazione per l'invalidità e la vecchiaia diventa obbligatoria per i lavoratori dipendenti privati (al personale pubblico si applicava diversa disciplina). S’introduce l’istituto della pensione di invalidità e vecchiaia (requisiti minimi: 65 anni di età e 12 anni lavorativi). Sempre nel 1919 viene introdotta l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione volontaria (dal 1923 affidata alla Cassa). È il primo passo verso un sistema che intende proteggere il lavoratore da tutti gli eventi che possono intaccare il reddito individuale e familiare, la cui gestione è affidata alla Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali (così ridenominata).

Nel 1933 la CNAS assume la denominazione di Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e gestione autonoma che, dal 1944, diviene definitivamente Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Tra il 1927 e il 1941 sono istituite l’assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi, gli assegni familiari e la Cassa integrazione guadagni. Nel 1939 il limite di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia viene ridotto a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne; viene istituita la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell'assicurato e del pensionato.

Nel 1952 si avvia la transizione verso il modello a ripartizione e nasce il trattamento minimo di pensione.

Nel periodo 1957-1966 vengono costituite le Casse per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni, per gli artigiani e per i commercianti.

Nel periodo 1968-1972 il sistema retributivo, basato sulle ultime retribuzioni percepite, sostituisce quello contributivo nel calcolo delle pensioni. Nascono la pensione di anzianità e la pensione sociale (che sostituisce la minima agli indigenti), erogata a tutti i cittadini al di sopra dei 65 anni di età ed al di sotto di una certa soglia di reddito indipendentemente da qualsiasi requisito contributivo. Vengono predisposte misure straordinarie di tutela dei lavoratori ( cassa integrazione guadagni straordinaria e pensionamenti anticipati) e per la produzione (sgravi contributivi).

Nel 1978 viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Sono affidati all'INPS la riscossione dei contributi di malattia e il pagamento delle relative indennità.

Nel 1984 il legislatore riforma la disciplina dell'invalidità, collegando la concessione della prestazione non più alla riduzione della capacità di guadagno, bensì a quella di lavoro.

Nel 1989 entra in vigore la Legge di ristrutturazione dell'INPS (L. 88 del 1989), che rappresenta un momento di particolare importanza nel processo di trasformazione dell'Ente in una moderna azienda di servizi.

Nel 1990 viene attuata la riforma del sistema pensionistico dei lavoratori autonomi. La nuova normativa, che ricalca per vari aspetti quella in vigore per i lavoratori dipendenti, lega il calcolo della prestazione al reddito annuo di impresa.

Nel 1992 il legislatore eleva (con gradualità) l'età minima per la pensione di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne e il requisito assicurativo minimo a 20 anni.

Nel 1993 viene regolamentata la previdenza complementare, che si configura come un sistema volto ad affiancare la previdenza obbligatoria con forme di assicurazione a capitalizzazione di tipo privatistico.

Nel 1995 viene emanata la legge di riforma del sistema pensionistico (L. 335 del 1995) che si basa sui seguenti principî: le pensioni sono calcolate sull'ammontare dei contributi versati durante tutta la vita lavorativa (montante contributivo), moltiplicato per un coefficiente di trasformazione calcolato in ragione della durata attesa della prestazione; l’età di pensionamento è flessibile, tra i 57 e 65 anni (uomini e donne); si accelera l’armonizzazione delle gestioni previdenziali; diviene operativa la Gestione separata per tutti i lavoratori non rientranti in altre gestioni (soprattutto i lavoratori coordinati e continuativi); è previsto un regime transitorio.

Nel 2003 sono approvate la Legge 30 e il conseguente Decreto legislativo 276 di riforma del mercato del lavoro, ispirata alle idee ed agli studi del professor Marco Biagi.

Nel 2004 sono modificati i requisiti di accesso alla pensione e sono previsti incentivi per il posticipo della pensione.

Nel 2007 sono modificati nuovamente i requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico e le finestre di uscita dal lavoro. Tra i punti salienti della riforma la revisione automatica dei coefficienti di trasformazione e l’introduzione, a partire dal 2009, del cosiddetto "sistema delle quote", in base al quale il diritto alla pensione di anzianità si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma fra l'età anagrafica minima richiesta e l’anzianità contributiva.

Nel 2009 è disposto che i requisiti di età per ottenere la pensione vengano adeguati all’incremento della speranza di vita accertato dall’ISTAT. La diffusione del nuovo strumento dei buoni lavoro per il pagamento del lavoro occasionale accessorio e nuove norme e sinergie istituzionali rafforzano il ruolo dell’Inps nel contrasto al lavoro nero e nel recupero dei crediti contributivi.

Nel 2010 vengono adottate ulteriori misure per stabilizzare il sistema pensionistico. Viene confermato ed accelerato il meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e viene introdotta una finestra "mobile" per l’accesso alla pensione in sostituzione dei precedenti termini di decorrenza.

Nel 2011, nel medesimo provvedimento contenente la «riforma Monti-Fornero», vengono soppressi INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica) ed ENPALS (Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo) e viene disposto, al 31 marzo 2012, il trasferimento all’INPS di tutte le competenze dei due enti. Si completa così un processo ventennale di progressivo accorpamento in INPS di tutti gli enti di sicurezza sociale, assicurando ai cittadini un unico soggetto interlocutore per i servizi di previdenza ed assistenza.

 

 
 
 

Di Vittorio - Ultimo discorso

Post n°2719 pubblicato il 11 Gennaio 2018 da deosoe

 
 
 

video

Post n°2718 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da deosoe

 
 
 

il manifesto

Post n°2717 pubblicato il 11 Novembre 2017 da deosoe

Il Manifesto

 
 
 
 
 

Lavoro e Diritti

Post n°2715 pubblicato il 11 Novembre 2017 da deosoe

Nov 10 alle 5:48 PM

 

 

 
 
 

-

Post n°2714 pubblicato il 31 Ottobre 2017 da deosoe

 
 
 

Pensione di reversibilità

Post n°2712 pubblicato il 31 Ottobre 2017 da deosoe

Pensione di reversibilità

 

Ecco l’ultima: Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove.

.

Ads by
Ecco l'ultima: Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove. Ecco l’ultima: Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove. di Marina Crisafi – Il Governo vuole far cassa sulla pelle delle vedove, andando a toccare anche la pensione di reversibilità È questo l’allarme lanciato dal segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti che, sulle colonne dell’Hffington Post., denuncia l’arrivo di un disegno di legge delega del Governo alla commissione lavoro della Camera, contenente un punto molto controverso che andrebbe ad incidere appunto sul diritto alla pensione di reversibilità.Spiegato con parole semplici, secondo il ddl le reversibilità saranno considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali.Ciò significa letteralmente che l’accesso alla pensione di reversibilità sarà legato all’Isee e quindi al reddito familiare, andando a ridurre inevitabilmente il numero delle persone che continueranno a veder garantito questo diritto.Com’è noto, infatti, l’asticella dell’Isee è molto bassa (fissata spesso a redditi da fame) e per superarla, facendo saltare tutti i benefici, basta poco.Per fare un esempio, è sufficiente che una donna anziana viva ancora con suo figlio che percepisce anche un piccolo reddito da lavoro per far saltare il diritto o che la stessa donna decida di condividere la casa con un’amica (magari vedova titolare di pensione) per rendere meno grama la vecchiaia per perdere la reversibilità. A contribuire all’Isee è anche la casa: la vedova che vive nella dimora coniugale rimarrebbe così con la casa ma senza alcun reddito.Ad essere colpite, com’è evidente, saranno soprattutto le donne, principali beneficiarie della prestazione in quanto aventi un’età media più alta rispetto agli uomini. Donne che sarebbero – afferma Pedretti “doppiamente colpite” perché oggi hanno una pensione media inferiore a quella degli uomini e che “in futuro rischiano di impoverirsi ulteriormente”.Sinora per loro la reversibilità costituiva una piccola certezza su cui contare.Sinora appunto. Perché se dovesse passare così com’è il ddl andrebbe a demolire un diritto individuale che diventerebbe inaccessibile per centinaia di migliaia di soggetti.“Questo non è solo profondamente ingiusto – prosegue Pedretti – ma è anche tecnicamente improprio e rischia di aprire un contenzioso anche a livello giuridico. La   pensione di reversibilità infatti è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati. Che in molti casi quindi sparirebbero nel nulla, o meglio, resterebbero nelle casse dello Stato”.In parole povere, una sorta di “rapina legalizzata” ai danni degli italiani che si augura possa essere oggetto di ripensamento nella discussione che si aprirà a breve in commissione lavoro.Intanto i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato al Governo una lettera per sollecitare un tavolo di confronto.

 
 
 

Cagliari

Post n°2711 pubblicato il 16 Ottobre 2017 da deosoe

Cagliari :Via XXIX novembre 1847

di Francesco Casula

A Cagliari c’è una Via (piccola traversa di Viale Trieste) con questa intestazione: Via XXIX novembre 1947.

Credo che pochi cagliaritani e sardi conoscano questa data e perché ad essa sia stata dedicata una via. Se lo sapessero probabilmente la rimuoverebbero.

Io mi accontenterei di porre, magari a fianco, una bella lastra di marmo con una didascalia che illustri e chiarisca la vicenda sottesa a quella data.

Il Manifesto sardo potrebbe farsi promotore di tale iniziativa, avanzando al Comune di Cagliari e al Sindaco Zedda la proposta. In tal modo quella Via inizierebbe a parlare, ai Cagliaritani e ai Sardi. Rendendoli edotti e consapevoli di una triste e funesta vicenda. Oggi è infatti, questa strada è muta, silente.Quindi inutile. O, se parla, è un insulto alla Sardegna intera: nel caso volesse celebrare quella data.

Scriverei, sinteticamente questo: il 29 novembre del 1947 ci fu la Fusione perfetta della Sardegna con gli stati sabaudi di terraferma, Con essa l’Isola veniva deprivata del suo Parlamento, perdeva la sua indipendenza statuale e dunque finiva il Regnum Sardiniae.

A chiedere  la Fusione, che verrà decretata da Carlo Alberto, furono alcuni membri degli Stamenti di Cagliari e di Sassari, senza alcuna delega né rappresentatività né istituzionale (Il Parlamento neppure si riunì ) né tanto meno, popolare. Tanto che Sergio Salvi, lo scrittore e storico fiorentino, gran conoscitore di “cose sarde”, ha parlato di “rapina giuridica”.

Certo a favore della Fusione ci furono manifestazioni pubbliche a Cagliari (dal 19 al 24 novembre) e a Sassari nel 1947: ma esse erano erano poco rappresentative della popolazione sarde in quanto i partecipanti appartenevano quasi sostanzialmente ai ceti urbani. Ma soprattutto esse rispondevano esclusivamente agli interessi della nobiltà ex feudale, illecitamente arricchitasi, con la cessione dei feudi in cambio di esorbitanti compensi, che riteneva più garantite le proprie rendite dalle finanze piemontesi piuttosto che da quelle sarde.

Nella fusione inoltre  vedevano una possibile fonte di arricchimento la borghesia impiegatizia e i ceti mercantili.

I sostenitori della Fusione – ad iniziare da Giovanni Siotto-Pintor – si illudevano o, comunque speravano, che venissero estese anche alla Sardegna riforme liberali quali l’attenuazione della censura sulla stampa, la limitazione degli abusi polizieschi e qualche libertà commerciale.

La realtà fu un’altra: l’Unione Perfetta non apportò alcun vantaggio all’Isola, né dal punto di vista economico, né da quello politico, sociale e culturale. Tale esito fallimentare, fu ben chiaro sin dai primi anni  con l’aggravamento fiscale e una maggiore repressione che sfociò nello stato d’assedio, – che divenne sistema di governo –  sia con Alberto la Marmora (1849) che con il generale Durando (1852)

Gli stessi sostenitori della Fusione, ad iniziare proprio da Giovanni Siotto-Pintor, parlarono di follia collettiva, riconoscendo l’errore. “Errammo tutti” e “ci pentimmo amaramente”, ebbe a scrivere Pintor.

Gianbattista Tuveri scrisse che dopo la Fusione “La Sardegna era diventata una fattoria del Piemonte, misera e affamata di un governo senza cuore e senza cervello”.

Tra le prime conseguenze della Fusione il servizio militare obbligatorio per i giovani sardi e il “sequestro” da parte dello Stato piemontese di tutte le miniere e di tutte le risorse del sottosuolo. Che furono date in concessione, per quattro soldi, a “capitalisti”, o meglio a “briganti”, in genere stranieri (francesi, belgi eccJ ma anche italiani).

Questi “spogliatori di cadaveri” –scriverà Gramsci in un articolo sull’Avanti del 1919, – “si limiteranno a pura attività di rapina dei minerali, alla semplice estrazione,senza paralleli impianti per la riduzione del greggio e senza industrie derivate e di trasformazione”.

Oggi Via XXIX Novembre a Cagliari è una strada muta, silente.Quindi inutile. O, se parla, è un insulto alla Sardegna intera: nel caso volesse celebrare quella data. Con una bella didascalia ci comunicherebbe la verità storica. Funesta e drammatica ma da conoscere.

 
 
 

rassegna

Post n°2710 pubblicato il 05 Marzo 2017 da deosoe

Mar 4 alle 5:38 AM

del 04/03/2017

Sicurezza, 15 marzo Silp e Fp polizia penitenziaria in piazza a Montecitorio


03 marzo 2017 ore 19.44


Marche, una regione a voucher

Nel 2015 sono state 64mila le persone retribuite con i buoni, ovvero una ogni 7 lavoratori dipendenti. È il rapporto più alto d'Italia, quasi il doppio rispetto alla media delle altre regioni. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne
03 marzo 2017 ore 18.42


Pesca: sindacati, rivedere legge sulle sanzioni


03 marzo 2017 ore 18.15


Lotta per la legalità a dimensione europea

Nei giorni scorsi si è tenuto, a Roma, "Lavoro di qualità vs criminalità organizzata e attività illegali", un corso promosso e organizzato da Cgil ed Etui. È emersa la volontà di mettere in evidenza i legami tra criminalità organizzata e mondo del lavoro
03 marzo 2017 ore 17.29


Referendum, la Cgil di Parma incontra le forze politiche e i sindaci


03 marzo 2017 ore 17.24


Pensioni, un confronto senza certezze

Marongiu (Cgil) a RadioArticolo1: "Molti nodi da sciogliere. Siamo preoccupati per il ritardo dei decreti, la finestra pensionistica è prevista a maggio. Non convince l'Ape volontaria: non c'è cumulo tra gestioni diverse e troppo potere alle banche"
03 marzo 2017 ore 17.16


Rignano, il video del rogo al Gran Ghetto


03 marzo 2017 ore 17.09


Ideal Standard, sciopero riuscito. L'azienda rifletta

Negli stabilimenti di Trichiana (Belluno) e Roccasecca (Frosinone) l'astensione dal lavoro è stata rispettivamente del 90 e del 100%. Sindacati: "La multinazionale confermi gli impegni presi in italia su investimenti e occupazione"
03 marzo 2017 ore 16.40


Cgil, Cisl e Uil insorgono contro i tagli al welfare

Nuova mazzata di oltre 200 milioni sul fondo per le politiche sociali e la non autosufficienza. Colpiti anche libri di testo, sostegno agli inquilini poveri, edilizia. I sindacati annunciano una campagna di mobilitazione unitaria
03 marzo 2017 ore 15.16


#Con2Sì, 4-6 marzo iniziative Cgil ad Avellino


03 marzo 2017 ore 15.07


Gran Ghetto di Rignano: Flai Cgil, morti inaccettabili ed evitabili


03 marzo 2017 ore 15.04


Maserati (Torino): Fiom, aumenta la cassa integrazione


03 marzo 2017 ore 14.55


Venezia, bambino disabile escluso dal nido

La ricostruzione del sindacato. Fp Cgil: "Situazione inaccettabile e indegna di un paese civile. Gestione dei servizi educativi da totali incapaci, se il Comune non interviene lo denunciamo per discriminazione. Domani manifestazione"
03 marzo 2017 ore 14.49


Flc Cgil Roma e Lazio: per una nuova legge regionale su diritto allo studio


03 marzo 2017 ore 14.44


#Con2Sì, 6 marzo iniziative a Pesaro e Urbino


03 marzo 2017 ore 14.42


«Approvate il Codice antimafia», 7 marzo presidio al Senato

Il provvedimento è fermo a Palazzo Madama da oltre un anno. La Cgil scende in piazza a Roma con Avviso Pubblico, Libera e Polis. Ci sarà anche la Mehari verde di Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985
03 marzo 2017 ore 14.38


Cantieri navali, quinto giorno di sciopero

Contro l'abolizione della pausa pranzo
03 marzo 2017 ore 13.55


Cgil, Cisl e Uil: passi avanti su nuova direttiva europea su cancerogeni


03 marzo 2017 ore 13.54


Referendum, 6 marzo iniziative Cgil a Salerno


03 marzo 2017 ore 13.30


Fincantieri Marghera, un'ora di sciopero per operaio morto a Monfalcone


03 marzo 2017 ore 13.09


Riordino delle carriere, protesta riuscita

"Siamo molto soddisfatti, le manifestazioni sono andate bene": così il segretario Silp Cgil Daniele Tissone commenta la mobilitazione davanti alle Questure contro il decreto di revisione di ruoli e qualifiche. Il 9 marzo audizione informale alla Camera
03 marzo 2017 ore 12.49


Rsu Ilva Cornigliano, alla Fiom la maggioranza assoluta


03 marzo 2017 ore 12.46


Sicilia: fallimento Aras, per in sindacati "vicenda paradossale"


03 marzo 2017 ore 12.41


Sciopero a gatto selvaggio contro Consulmarketing

Dopo la riuscita della mobilitazione del 2 marzo, i sindacati indicono uno sciopero dal 3 marzo al 6 aprile. Il 9 marzo convocate le parti al Mise e manifestazione a Roma
03 marzo 2017 ore 12.08


Gran Ghetto di Rignano, due morti nell'incendio

Entrambi venivano dal Mali e lavoravano in condizioni disperate nei campi della Capitanata. Dal 1° marzo il "villaggio di legno" era sotto sgombero. Cgil: procedere rapidamente, "garantendo a tutti i lavoratori oggi lì ospitati un'accoglienza dignitosa"
03 marzo 2017 ore 11.54


Fiom Genova, 4 marzo convegno su "Industry 4.0"


03 marzo 2017 ore 11.37


Cgil Messina, Giovanni Mastroeni nuovo segretario generale


03 marzo 2017 ore 11.23


Broc Metal (Mo): presidio con occupazione

La Fiom Cgil e i lavoratori "chiedono di trovare una soluzione che non metta sulla strada, dalla sera alla mattina, 20 persone e le loro famiglie"
03 marzo 2017 ore 11.04


8 marzo: presidio a Genova con la "Carta"


03 marzo 2017 ore 11.02


Riordino delle carriere, protestano gli agenti

"Serve una vera revisione interna dei ruoli e delle qualifiche", spiega il segretario Silp Cgil Daniele Tissone, contestando lo schema di decreto legislativo approvato dal governo. In tutta Italia presidi e volantinaggi dei poliziotti davanti alle Questur
03 marzo 2017 ore 07.51

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: deosoe
Data di creazione: 30/12/2012
 

PAE

 

BLOG

In classifica

 

VISIONE

blog.libero.it/triballadores

 

 

 

ARCIPELAGHI DI GIOVANNI COLUMBU

 

"SU RE" DI GIOVANNI COLUMBU

 

 

 

 

 

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

tecnovisualpalepolisrldeosoeasu1000salvatore.madonia12puntoenelnp.msgcelvin1942ag.rubertisrebek2guglielmo.sandroedaconsaskimtygiopetralmiziolarosa1964
 

ULTIMI COMMENTI

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom