Teniamo duro

Siamo in un momento molto particolare, non lo  possiamo negare.

In questo periodo dovremmo riscoprire il valore delle piccole cose, ma non riusciamo a vedere oltre.  Adesso siamo influenzati dalla paura e non riusciamo a goderci il calore della famiglia. Si, adesso momento in cui nei fine settimana siamo costretti a stare tra 4 mura dovremmo imparare a godere del calore della famiglia,  di un pranzo fatto con amore e condiviso in casa. Ma….

Ci allontaniamo sempre di più l’un l’altro.  Anzi l’odio e la discriminazione stanno prendendo sempre di più il sopravvento.

Ci stiamo raffreddando nell’animo talmente tanto che diventeremo estranei che vivono sotto lo stesso tetto.

Auguro a tutti di non perdere la lucidità,  di potersi ricordare quanto calore emanava un abbraccio, passerà  questo momento, e vi auguro e mi auguro di riscoprirlo il calore umano.

Teniamo duro.

 

Bene e Male

Spesso un “amico” sesto senso ti dice subito cosa ti farà male o cosa ti farà bene.

A volte sbaglia, a volte no. Ma quelle volte che sbaglia le immagazzini talmente tanto che difficilmente poi riesci a fidarti del tuo sesto senso, cominci a dubitare pure di lui.

Guardi in cagnesco, non ti lasci guardare, non ti lasci toccare. Ti chiudi in una sorta di corazza impenetrabile. Il tuo muro, la tua cinta protettiva.

E ogni volta che lasci uno spiraglio, finisci per renderti conto di quanto sia crudele l’umanità.  Ti usano. Servi loro solo come pedina, per essere mossa a piacimento.  Ti riempiono di bei discorsi di perbenismo, di quanto il confronto sia la cosa giusta per una sana convivenza di gruppo. Chiedono con distaccato interesse la tua opinione, la tua idea. Ma finisci per essere ignorata (apparentemente) e commentata e additata privatamente.  E di nuovo manca la coerenza, il rispetto. E li capisci che non vale la pena neanche starci a pensare. Lascia che ti ignorino. E tu ignorali.

Guardati allo specchio e parla a te. Solo ciò che vedi riflesso in quello specchio non ti mentirà mai, non ti ferirà mai, non ti userà mai. Fidati soltanto di te stesso.

Un proverbio antico ma vero riassumerebbe tutto cosi….

Meglio soli….che mal accompagnati.

 

Qualcosa da niente

Uno sguardo tra due persone, una cosa da niente per chi non sa.

Uno sguardo che si mescola ad un sorriso, un “gioco”, una complicità, un segreto.

Ma solo i protagonisti ne sanno e danno il senso.

Sguardi e sorrisi di cui te ne mancava l’essenza, te ne mancava pure la “paura” di esser scoperti.

Basta davvero poco per rendere una giornata…MIGLIORE.

I miei muri

Sono cambiata, ho alzato intorno a me muri insormontabili.

Conosci le persone, nasce (o meglio sembra a me che nasca) un feeling, sembra di viaggiare sullo stesso binario, i pensieri sembrano gli stessi.

Improvvisamente, dall’oggi al domani sembra che a queste persone sia stato fatto il lavaggio del cervello.

Non ti cercano più, e se lo fai tu, cercano di sbolognarti in meno che  non si dica.

Ci provi 1-2-3 volte poi…ti arrendi. E capisci che le persone oggi si fanno solo brave a parole, ma manca la sostanza, LA COERENZA. Più si fanno brave a parole più mancano di coerenza. Ogni volta che incontro di queste persone è  un mattone, poi un altro, poi un altro, poi un altro ancora.

Ed eccolo qui! IL MURO! ti rende inavvicinabile, ti rende quasi antipatica, diffidente. Non ti fidi più di nessuno, quasi quasi non ti fidi neanche della tua ombra.

Ma….va bene cosi…senza parole.

Non odio. IGNORO.

Tanto, prima o poi…tutto torna al mittente, è  una ruota che gira.

E chi lo avrebbe mai detto.

E chi lo avrebbe mai detto…

conoscere per caso una persona di cui non ne sapevi neanche l’esistenza, anche se inconsapevolmente si vive proprio sotto lo stesso cielo….a distanza veramente ravvicinata.

Conoscerlo e rendersi conto di “viaggiare sullo stesso binario” viaggiare sulle stesse frequenze.  Non sempre accade. Spesso vivi a fianco ad una persona per molti anni e non  vi siete mai capiti tanto. Invece…..arriva lui….che ti  stravolge e capovolge.

Gia leggendo le sue frasi, le corde dell’anima hanno ricominciato a vibrare, poi parlandoci le vibrazioni si sono amplificate.

Mi piace il fatto di sentirmi quasi letta nel pensiero a volte.

Non hai bisogno di dire niente, specie essendo faccia a faccia. Sono gli occhi a parlare. E come ha detto lui….

Gli occhi fanno un gran casino.

 

 

A CASA

Quando ti trasferisci in un posto nuovo, diverso da quello dove sei cresciuto, per un pò di tempo ti sembra di vivere come in un limbo, tutti ti vedono come lo straniero, in pochi ti danno confidenza, di nessuno ti fidi.

Io  ho sempre vissuto in una realtà diversa… la campagna….li siamo tutti un po una famiglia, e quando mi sono trasferita a C. tutto il mio mondo mi mancava, non riuscivo ad ambientarmi, non riuscivo a sentire mio quel paese adottivo….

Poi dopo un anno per esigenze lavorative il trasferimento a L. subito, fin dai primi giorni posso solo dire di aver incontrato persone buone, persone pronte ad aiutare il prossimo con tutto ciò che potevano.

Una delle prime persone è P. che lavora al cup di L. con la sua collega di lavoro “la G.” si perchè qui si mette l’articolo prima di un nome…. Poi un’ altra persona che è diventato uno dei pilastri è A. il  medico di condotta e qui già possiamo dire di aver formato delle buone basi ma già anche in comune all’ufficio anagrafe ho conosciuto persone disponibili.

Fino ad arrivare ad oggi, dove sono  10 anni che abito in questo paese meraviglioso, e ormai credo di conoscere un po’ di persone… chi conosciuto dal dottore, chi conosciuto in uffici, chi conosciuto per caso, chi conosciuto perchè ha attività commerciali, se dovessi scrivere di ogni persona il modo in cui qui mi hanno fatto sentire a CASA non basterebbe un giorno intero.
L’unica cosa che posso dire, è che qui ho conosciuto tante belle persone davvero tante che mi hanno dato tanto, c’è  stato anche qualche stronzo ma credo che quelli  esistano ovunque.

Oggi è uno di quei giorni dove mi sento ricca del calore e del buono delle persone che mi circondano. Oggi  mi sento a CASA.

Giorni di pioggia

Sono 3 giorni che piove più o meno ininterrottamente.

Di giorno non la trovo piacevole, anzi, odiosa, per uscire devi mettere lo scafandro rientri bagnata dalla testa ai piedi. Salire e scendere dall’auto diventa nauseante, l’ombrello che gocciola, la borsa, tu e i tuoi mille pensieri.

Si, perché con la pioggia arrivano anche i pensieri…. almeno a me..

Di notte invece la pioggia risulta più piacevole, si, continuano ad essere presenti i pensieri nella testa come il fumo di una sigaretta, prima belli intensi con una forma…e poi vanno leggermente svanendo per dare posto alla nuova nuvola che porta il “nuovo” pensiero.

Parlare con qualcuno mentre piove è piacevole,si. Ieri sera in mansarda ascoltando la pioggia battere forte sul lucernario ho avuto il piacere di parlare con L. ; non una vera conversazione vocale, una conversazione messaggistica ma piuttosto piacevole,almeno per me.

La pioggia ci ha “trasportati” con il pensiero ad esser li, a parlare, davanti ad un camino e ad un bicchiere di vino rosso.

Visto che qui continua a piovere….

Sono alla ricerca di un camino. Ha detto che al vino…ci pensa lui.

Stanca

Quando la stanchezza prende il sopravvento i pensieri affollano la testa.

Diventa un caos tutto urla li dentro e tu inebetita li a guardarli urlare, tutti ti sbattono addosso ma nessuno ti vede.

Nella stanchezza affiorano i ricordi,  le preoccupazioni,  i dubbi.  Vorresti chiudere gli occhi ma non riesci, loro con il loro cicalio ti tengono sveglia.

Metto le cuffie, musica, volume altissimo al massimo,  ma loro i pensieri urlano più forte della musica, non la senti proprio .

Ti arrendi lasci che finiscano di massacrarti. Ti arrendi ai pensieri. Ti arrendi alla stanchezza.

L’età

Molte persone credono che l’aver maggior età anagrafica rispetto ad un’altra persona faccia differenza di esperienza.

Io non credo sia così.

Una persona può anagraficamente aver 50 anni, ma vissuto sostanzialmente una vita “facile” serena… senza troppi problemi… giuste esperienze, giuste tappe di vita…sempre se esistano.

Dall’altra parte una persona può anagraficamente avere 30 anni, ma sentirsene 60…per il suo vissuto, per essere stato tanto facilmente all’inferno quanto facilmente in paradiso, o esser arrivato a toccare il cielo con estrema fatica.

Non si dovrebbe giudicare mai dall’età anagrafica una persona. Ognuno nel bene e nel male ha il suo vissuto le sue cicatrici o ferite ancora aperte, le Sue vittorie e conquiste.

Prima di dire…. eh..si io ho 50/60/ecc…anni, ho più esperienza di te, prima di parlare, bisognerebbe imparare ad ascoltare.

Gli anni anagrafici non fanno “saggezza” la saggezza, la consapevolezza, le si acquisiscono con le esperienze vere vissute sulla pelle quelle esperienze che possono lasciarti un sorriso o una ferita.

Non giudichiamo dall’età.

Potere della musica

La musica ha un potere inimmaginabile  secondo me.

Spesso mi ritrovo ad ascoltare musica estraneandomi completamente  dal mondo. Solo io e lei. Solo io e parole che si fondono con note e melodia.

Ci sono canzoni, che hanno parole che ti risvegliano i sensi. Quelle che ti risvegliano i ricordi e inevitabilmente scende una lacrima, o senti sanguinare quella ferita al cuore che ancora ti fa male. Quelle che ti caricano di energia positiva.

Oggi mi sono imbattuta e soffermata su una canzone… e li ho sentito tutta la passione che una canzone abbia mai potuto sprigionare. La sentivo… la percepivo, le parole si fondevano con la loro melodia si accarezzavano, si toccavano, come le dita di due amanti che si cercano, si vogliono. Nonostante non abbia le cuffie alle orecchie la sento dentro la testa, accarezzare calda i miei pensieri… quelle dita sfiorano il cuore, il fondo dell’anima. Accarezza quei sensi addormentati in me. Chiudo gli occhi la sento chiara, ha pure un colore… il rosso.. si materializzano…quelle dita che si sfiorano si cercano…labbra che si fondono l’un l’altra…in un bacio…fronte contro fronte…vicini.