L’età

Molte persone credono che l’aver maggior età anagrafica rispetto ad un’altra persona faccia differenza di esperienza.

Io non credo sia così.

Una persona può anagraficamente aver 50 anni, ma vissuto sostanzialmente una vita “facile” serena… senza troppi problemi… giuste esperienze, giuste tappe di vita…sempre se esistano.

Dall’altra parte una persona può anagraficamente avere 30 anni, ma sentirsene 60…per il suo vissuto, per essere stato tanto facilmente all’inferno quanto facilmente in paradiso, o esser arrivato a toccare il cielo con estrema fatica.

Non si dovrebbe giudicare mai dall’età anagrafica una persona. Ognuno nel bene e nel male ha il suo vissuto le sue cicatrici o ferite ancora aperte, le Sue vittorie e conquiste.

Prima di dire…. eh..si io ho 50/60/ecc…anni, ho più esperienza di te, prima di parlare, bisognerebbe imparare ad ascoltare.

Gli anni anagrafici non fanno “saggezza” la saggezza, la consapevolezza, le si acquisiscono con le esperienze vere vissute sulla pelle quelle esperienze che possono lasciarti un sorriso o una ferita.

Non giudichiamo dall’età.

Potere della musica

La musica ha un potere inimmaginabile  secondo me.

Spesso mi ritrovo ad ascoltare musica estraneandomi completamente  dal mondo. Solo io e lei. Solo io e parole che si fondono con note e melodia.

Ci sono canzoni, che hanno parole che ti risvegliano i sensi. Quelle che ti risvegliano i ricordi e inevitabilmente scende una lacrima, o senti sanguinare quella ferita al cuore che ancora ti fa male. Quelle che ti caricano di energia positiva.

Oggi mi sono imbattuta e soffermata su una canzone… e li ho sentito tutta la passione che una canzone abbia mai potuto sprigionare. La sentivo… la percepivo, le parole si fondevano con la loro melodia si accarezzavano, si toccavano, come le dita di due amanti che si cercano, si vogliono. Nonostante non abbia le cuffie alle orecchie la sento dentro la testa, accarezzare calda i miei pensieri… quelle dita sfiorano il cuore, il fondo dell’anima. Accarezza quei sensi addormentati in me. Chiudo gli occhi la sento chiara, ha pure un colore… il rosso.. si materializzano…quelle dita che si sfiorano si cercano…labbra che si fondono l’un l’altra…in un bacio…fronte contro fronte…vicini.

 

La mia paura

A chi nella vita…non sia mai capitato di aver paura? Paura di restare soli. Paura di perdere una persona importante, paura di ciò che sarà il domani….sono solo alcuni esempi

Ne ho provate anche io di paure, trasformatesi poi in dolore… ma non molti giorni fa ho avuto la paura più grande provata fino ad ora. La paura che riguardava me in prima persona faceva ancora più paura.

La paura che qualcuno potesse soffrire per la mia assenza.  Continuavano a ripetermi che sarebbe stato tutto semplice 1h e sarei tornata come nuova. Invece io avevo paura. Mi dicevano pensa a qualcosa di bello prima di chiudere gli occhi, ma io riuscivo a pensare solo alle conseguenze se i miei occhi non si fossero riaperti.

La paura è  freddo. Il freddo ti fa tremare convulsivamente.

Ed io tremavo tanto da non riuscire più a parlare. Pure le mie stesse lacrime mi sembravano fredde. Avevo paura ed ero sola. Ero sola in mezzo a tante persone, e nessuno sembrava capire il mio stato d’animo. Questo mi ha fatto ancora più male.

Mi sono addormentata tra le braccia della paura ed il risveglio non è  stato per niente bello. La paura, la tensione si erano trasformate in dolore, lancinante.

È  ancora fresca quella sensazione e spesso mi ritrovo immersa in quegli istanti estraneandomi dal mondo.

Passerà la paura….infondo….LA PAURA  è  passata.

Me

Non so più neanche io chi sono, mi guardo allo specchio e non mi riconosco… ho cambiato aspetto, ho cambiato la mia testa, ho cambiato molte cose….forse troppe. Però se mi guardo a fondo negli occhi… alcune di quelle cose c’erano già ma dormivano. Inconsapelvomente, nel loro dormire stavano già costruendo la ME di adesso. Ho fatto molta strada per l’età che ho. Ho provato sentimenti ed emozioni, in positivo e in negativo, che neanche immaginavo di poter provare. E nonostante tutto sono qui. Quante volte avrei voluto mollare invece dovevo stringere i denti e andare avanti. E sono qui. Con le mie tante tante ferite di guerra.. qualche gioia.. poche pochissime soddisfazioni..  sono qui in tenuta da battaglia. Pronta a battermi per poter avere qualche rivincita che credo e spero di meritare.

Finirò mai di “costruire ” la vera me?

15 novembre 2017 -15 novembre 2018

Ore 4.15 i miei occhi si sbarrano nel buio di colpo…i tuoi un anno fa smettevano di guardarmi come solo una mamma sa fare. Eccolo li il dolore che mi ha accompagnato per un anno è intenso come quella maledetta notte….che mi ha portato via l’ultimo pezzo delle mie radici… mamma …mi manchi….se solo tu sapessi quanto….mi mancano le 1000 telefonate che ti facevo per raccontarti tutto… dalla cazzata al pensiero che mi attanaglia……mi manca sentirti dire…oh S. che c’è mi hai chiamato un minuto fa..
Mi assilli… ma io….volevo solo la mia mamma …. so di essere stata arrabbiata con te in questo ultimo periodo… ma è solo perche mi sento un albero senza radici pronto a cadere al primo alito di vento. Tu mi diresti S. hai 30 anni cresci… ma io… voglio solo la mia mamma… vorrei urlare disperarmi ma non posso… so solo io quanto forte urlerei… Non mi bastera mai l’affetto di nessuno…Non sarà mai come il tuo… mi manchi mamma mi manchi più dell’aria…

Gli occhi

Mi è  stato detto molto sui miei occhi,  complimenti…per carità, ma non credo che abbiano niente di speciale o particolare come invece vengono descritti da molti.

I miei occhi sono semplici, castani, non hanno veramente niente da dire…o forse dicono troppo .

Mi è  stato detto che sono passione allo stato puro, magnetici, accattivanti, ammalianti, che mettono a disagio.

Chissà se sia la verità…

I miei occhi rimangono in attesa di guardare qualcuno in maniera ancora piu speciale.

Odore di te

Prendere una giacca dell’armadio… gesto semplice che non dovrebbe riservare sorprese,  invece, metto una mano nella tasca sinistra e…  trovo un fazzoletto di stoffa con fiorellini stampati, i miei occhi si illuminano e si riempiono in un istante di lacrime.  Porto quel fazzoletto al naso e li i ricordi riaffiorano quell’odore che ti riporta all’infanzia, quell’odore, l’unico odore che rassicura, avvolge, abbraccia, scalda. Ho sentito ancor di più la tua mancanza ma l’ho assaporato quell’odore, l’ho fatto mio chiuso nel cuore. Ho sigillato quel fazzoletto in un sacchettino chiuso nel cassetto del mio comodino… ogni volta che avrò bisogno di rassicurazione saprò dove cercare quel poco di  te che mi rimane.

 

S….

E il tuo nome S…. che lo ritrovo in ogni dove… il tuo sguardo a volte un Po impacciato… ieri sera ti sei voltato verso di me i tuoi occhi hanno incrociato i miei…chissà se ti sei ricordato il mio nome… chissà se il tuo cuore ha avuto lo stesso tuffo che ha avuto il mio….

Cercare me

Ero alla ricerca di me in qualche modo… in 30 anni ancora non mi sono capita non mi sono trovata…

Ma quale era il modo giusto? Negli anni passati credevo di aver trovato la mia stabilità, per poi guardarmi allo specchio e non riconoscermi più. Dove erano i miei sogni? Dove era la mia felicità?

Ma…come si trova la felicità? Forse stavo usando il modo sbagliato. Mi ero sempre preoccupata di rendere felici gli altri mai me stessa. Credevo che vedere felice chi ti sta intorno potesse  a sua volta rendermi felice. Invece no. Mi ero solo annullata per render felici gli altri. Ed io non ero più nessuno.