Ulivo

Domenica delle Palme.

Flash. Flashback. Più d’uno.

Rituali costanti. “Abitudini” da rispettare.
Credenze, ognuno la sua, nascosta e segreta.
Fedele o meno, praticante o meno, la domenica delle palme porta a casa sempre un rametto di ulivo per tutti.

Mi ricordo da piccolina per mano ai miei nonni,
a messa si andava con loro, e quando uscivo con loro, dovevo essere perfetta,
entrambi amavano il bello,
Lui rigorosamente in vestito a giacca e orologio da taschino
Lei rigorosamente in tailleur, parure collana e orecchini, orologio della mia bisnonna.
Tronfi e forse un po’ vanitosi.

Se Pasqua cadeva “presto”, eravamo al mare.

Mi ricordo una gonnellina a pieghe, di strisce blu e bianca, morbida e delicata come la seta,
giravo su me stessa per  vederla volare su quelle ballerine bianche o blu,
mi guardo da fuori e ho negli occhi la sensazione della libertà di quel momento.
Un attimo, solo, perché non si poteva farli vergognare per i miei comportamenti.
Ma un giro, un giro riuscivo a farlo ogni volta.

In chiesa ero colpita dalle porte che indicavano il confessionale,
porte a vetro, colorate, o forse solo gialle, con una lucina rossa che si accendeva quando la postazione era occupata.
Quante, quante volte ho chiesto che cosa davvero si nascondesse là dietro.
“Niente, c’è una lunga scala, sali e arrivi al confessionale”.
Chissà se loro c’erano mai andati,
io ancora oggi ho vivida l’immagine che allora mi sono costruita nella mente.

L’ulivo benedetto da prendere è fuori nel sagrato,
su un tavolo, sempre, in qualunque chiesa io sia andata.

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Ermita San Miguel – Villatuerta

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.. e così sul Cammino di Santiago,
in una torrida giornata d’ottobre
appena fuori dal paesino di Villatuerta,
sotto un sole a picco cocente e dopo ore di camminata,
intravedi un Eremo,
immerso negli ulivi, bassi,
non è sulla strada e di strada davanti ce n’è ancora tanta.
Non sono sola,
e mi dispiace trattenerla,
che sul cammino ognuno cammina, e vive,
e calpesta la polvere, lascia le sue orme e guarda col suo cuore.

Io devio, e mi incammino, il rumore dei passi è solo mio, le voci si allontanano
attraverso gli ulivi e so di aver pensato a quell’ulivo, lì, sul sagrato.
Percorro lo sterrato lentamente, sono curiosa, pare essere l’Eremo più antico della Navarra,
è la chiesa rimasta di un monastero ormai scomparso.
Giro tutt’intorno per trovare la porta d’ingresso, è laterale.
Respiro e faccio un passo dentro.
Sono invasa da una sensazione di freschezza.

Non c’è nessuno,
C’è l’essenziale,
Panche sporgenti a muro, l’altare e la croce.
c’è il riparo dal sole,
c’è il ristoro,
c’è il silenzio e la preghiera,
c’è la pace del sentire.
c’è la meditazione e la gratitudine.

Respiro.

….

E’ tempo di rimettere lo zaino in spalla.
Esco….

e sul sagrato, l’Ulivo.

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Ulivoultima modifica: 2020-04-05T17:30:54+02:00da viaggio_in_passi

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