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NON SOPPORTO QUELLI CHE...
- CERCANO DI PASSARE DAVANTI ALLA FILA
- SPUTANO PER TERRA
- IMPESTANO L'ARIA CON FUMATE NERE DELL'AUTO
- TI RISPONDONO SGARBATI AGLI SPORTELLI DEGLI UFFICI PUBBLICI
- SOFFIANO IL FUMO DALLA TUA PARTE AL RISTORANTE
- TOSSICONO SENZA METTERSI LA MANO DAVANTI ALLA BOCCA
- BUTTANO PER TERRA I MOZZICONI DI SIGARETTA
- PORTANO IL CANE AL PARCO E NON RACCOLGONO LA CACCA
- NEL TG PIAZZANO IL GOSSIP INVECE DELLE NOTIZIE IMPORTANTI
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LA MIA MALATTIA
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Each Man is in his Spectre's power
Until the arrival of that hour
When his Humanity awake
(William Blake, Jerusalem, plate 37)
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Lupi della foresta
Fotografia di Jacqueline Crivello, Your Shot
Il comportamento dei lupi nella foto, sembra ricalcare caratteristiche umane, che rientrano nella sfera dell'affetto e del rispetto famigliare. Una delle forze della fotografia del resto, è quello di rivelare fenomeni o attività spesso invisibili ai nostri occhi.
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Pittura: Milano, chiude con 172mila visitatori mostra su Artemisia Gentileschi

Milano, 1 feb. (Adnkronos) - La mostra 'Artemisia Gentileschi. Storia di una passione', al Palazzo Reale di Milano, ha chiuso i battenti con 172.549 visitatori in 132 giorni di apertura, dal 22 settembre scorso, in media quindi 1.307 visitatori al giorno. Ai visitatori 'reali' si sono affiancati quelli 'virtuali' sui social media: la pagina della mostra su Facebook ha raggiunto 2.346 fan e su Twitter e' stato possibile seguire i commenti dei visitatori su @ArtimisiaLomi e con #artemisia. Curata da Roberto Contini e Francesco Solinas, promossa dal Comune di Milano - Cultura, Moda e Design e prodotta da Palazzo Reale con 24 ORE Cultura - GRUPPO 24 ORE in collaborazione con Cariparma - Cre'dit Agricole, la mostra proponeva una vasta selezione di opere della pittrice seicentesca.
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Breno. Dove la civiltà lascia il segno...
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01 novembre 2011
I segreti dell'acustica di San Marco e la nascita della polifonia
Combinando moderne tecnologie di simulazione acustica e documentazioni storiche, è stato possibile ricreare e riascoltare composizioni polifoniche rinascimentali esattamente nel modo in cui si sarebbero udite all'epoca
(red)

Ora, per meglio comprendere la musica e il ruolo dell'architettura nell’acustica di quel periodo, un gruppo di ricerca dell’Università di Cambridge e della New York University ha sfruttato una combinazione di testimonianze storiche e di modelli scientifici per poter riascoltare la musica nello stesso modo in cui sarebbe stata udita nelle chiese di Venezia quattrocento anni fa. In particolare – come hanno illustrato Braxton Boren e Malcolm Longair al convegno annuale della Acoustical Society of America – i ricercatori hanno sfruttato le moderne tecnologie di simulazione acustica per analizzare le caratteristiche acustiche di due delle più importanti chiese di Venezia, la basilica di San Marco e la chiesa del Redentore, ricostruendo l’effetto delle composizioni polifoniche che là nacquero.
"Abbiamo messo a punto un filtro per l'acustica delle chiese", ha spiegato Boren. "Così abbiamo potuto registrare un coro che cantava in una camera anecoica, in cui non si ha alcuna riflessione dei suoni, per poi fare passare la registrazione attraverso il filtro e ascoltare come lo si sarebbe sentito se il coro avesse cantato durante il Rinascimento."
I modelli mostrano che durante le feste, quando questa musica veniva eseguita, il folto pubblico e gli arazzi che adornavano le chiese aumentavano significativamente l’assorbimento del suono e riducevano i tempi di riverbero, con un netto miglioramento della chiarezza della musica.
In effetti gli storici dell'architettura avevano già sostenuto che l'acustica di queste chiese si sarebbe dimostrata migliore durante le esecuzioni in occasione delle festività, ma nessuno – osservano i ricercatori – si aspettava un cambiamento di qualità del suono quale quello suggerito dalle simulazioni.
I modelli mostrano inoltre che la posizione in cui era collocato lo scranno del Doge avrebbe garantito al reggente della città la migliore posizione di ascolto, ma – in origine – solo in presenza di un unico coro centrale. Le modifiche eseguite alle gallerie delle navate centrali sarebbero state effettuate proprio per garantire un efficace "effetto stereo” al Doge anche con l’esecuzione di composizioni poliufoniche che prevedevano lo sdoppiamento del coro.

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24 dicembre 2011
Il pensiero positivo si impara dai genitori
L'importanza di avere un atteggiamento positivo è compresa già dai bambini in tenera età, ma la capacità di mobilitare questa risorsa anche nelle situazioni di difficoltà dipende più dall'atteggiamento dei genitori che dall'indole del bambino. I piccoli capiscono già a cinque anni che ci si sente meglio dopo aver avuto pensieri positivi, ma fanno più fatica a comprendere come il pensiero positivo possa risollevare l'animo quando si è coinvolti in situazioni negative, come per esempio cadere e farsi male. In queste situazioni, il livello di ottimismo e di speranza dei genitori ha un ruolo significativo nella capacità del bambino di comprendere il potere del pensiero positivo.
Che il "pensare positivo" sia di aiuto a sentirsi meglio lo capiscono già i bambini della scuola materna, e questo può non stupire. Ciò che è meno ovvio è che a dettare la capacità del bambino di assumere un atteggiamento positivo anche nelle situazioni difficili sia, più che la sua indole, l'atteggiamento verso la vita e la capacità di pensare positivo dei suoi genitori.
Nello studio, i ricercatori hanno esaminato 90 bambini di età compresa fra i 5 e i 10 anni. I bambini ascoltavano sei storie in cui due personaggi provavano un'emozione dopo aver sperimentato qualcosa di positivo (ricevere in regalo un cucciolo), negativo (rovesciare il bricco del latte), o ambiguo (l'arrivo di un nuovo insegnante). Dopo ciascuna esperienza, un personaggio aveva un pensiero ottimista, inquadrando l'evento in una luce positiva, mentre l'altro aveva un pensiero pessimista, mettendo l'evento in una luce negativa. I ricercatori a questo punto chiedevano ai bambini di giudicare le emozioni di ogni personaggio e di fornire una spiegazione per quelle emozioni. In colloqui precedenti, i ricercatori avevano accuratamente valutato il livello di ottimismo e speranza di ogni bambino e dei suoi genitori.
Già dai 5 anni i bambini capiscono che le persone si sentono meglio dopo aver avuto pensieri positivi che non dopo aver avuto pensieri negativi, e dimostrano pure di comprendere l'importanza di avere pensieri positivi in situazioni ambigue, una comprensione quest'ultima che diventa più profonda con l'aumentare dell'età.
I bambini mostrano invece una maggiore difficoltà a comprendere come il pensiero positivo possa risollevare l'animo di qualcuno che sia coinvolto in situazioni negative, come per esempio cadere e farsi male. In queste situazioni, il livello di ottimismo e di speranza del bambino ha un ruolo significativo nella capacità di comprendere il potere del pensiero positivo, ma decisamente più grande lo ha l'atteggiamento dei genitori.
"Oltre all'età, il più forte predittore della comprensione da parte dei bambini dei benefici del pensiero positivo, non è il livello di speranza e di ottimismo del bambino stesso, ma quello dei suoi genitori", spiega Christi Bamford, che ha condotto lo studio.
I risultati, osserva la Bamford, sottolineano il ruolo dei genitori nell'aiutare i bambini a imparare a sfruttare il pensiero positivo per sentirsi meglio quando le cose si fanno difficili.
http://www.lescienze.it/news/2011/12/24/news/pensiero_positivo_bambini_genitori-756571/
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Yosemite HD
This video is a collaboration between Sheldon Neill and Colin Delehanty. All timelapses were shot on the Canon 5D Mark II with a variety of Canon L and Zeiss CP.2 Lenses.
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A Gardaland si impara
la raccolta differenziata
Grazie alla partnership con Coca Cola Hbc Italia

A Gardaland si impara la raccolta differenziata. Attraverso la partnership avviata nel 2011, Coca-Cola Hbc Italia e Gardaland Park hanno invitato i consumatori che si recavano al Parco a gettare le loro lattine vuote in una stazione di riciclaggio a forma di lattina gigante.
Il riciclo delle prime 10.000 lattine raccolte ha consentito un risparmio di 1 tonnellata di Co2 non immessa in atmosfera. La collaborazione proseguirà anche nel 2012 con l’obiettivo di sensibilizzare e stimolare ulteriormente tutti i visitatori del Parco ad un comportamento più corretto e responsabile in tema di rifiuti, al loro recupero e riutilizzo.
L’azienda e il parco giochi festeggeranno insieme, inoltre, la “Giornata della Terra”, il più importante appuntamento a livello mondiale sui temi della sostenibilità, regalando, nel week end del 21 e 22 aprile 2012, a tutti i visitatori di Gardaland Park il libro per bambini “L’Ispettore Closet e la Tribù del riciclo”. Patrocinato dal ministero dell’Ambiente, dal Conai e da Cittadinanzattiva Onlus, il racconto suggerisce, attraverso le avventure dei protagonisti, semplici regole perchè nessuna risorsa riciclabile venga sprecata.
«Del resto, sono proprio i più giovani i veri protagonisti di Gardaland, che, in questo ambito di divertimento, possono educarci a gesti semplici, apparentemente banali, ma che davvero “fanno la differenza”: con 10.000 lattine, ad esempio, abbiamo contributo a risparmiare la quantità di energia necessaria al funzionamento di un televisore per 30.000 ore». ha dichiarato Alessandro Magnoni, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Coca-Cola Hbc Italia.”
«Il riciclo dell’alluminio si aggiunge, a quello della plastica e alla raccolta differenziata di altri materiali come carta e cartone, rifiuto umido, legno ed altro ancora. Ciò ci consente di evitare di inviare alle discariche prezioso materiale che, in questo modo, viene introdotto nuovamente nel ciclo produttivo e distributivo per un nuovo utilizzo da parte di tutta la comunità» ha dichiarato Alberto Giacomello, landscape & environment manager di Gardaland Resort.
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/439739/
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Nel mio giardino

La mia casa ha un piccolo giardino che io amo svisceratamente. C'è una siepe tutto attorno, un cancelletto, un grande pino, tre giovani fichi, arbusti di bacche, un piccolo pesco, tanta erba e margheritine da marzo a ottobre. Fino a qualche anno fa ci vivevano anche tre betulle. Fascinose e lente nel fremere al vento. Non sono sopravvissute ad una crudele, insopportabile, caldissima estate.
Nel mio giardino vado quando ho voglia di contatto con la terra, mi siedo in fondo alla scaletta e ascolto. Mi parlano i coleotteri, i passeri, le libellule. Di sera sono attenta al volo dei piccoli pipistrelli, ai grilli lontani, agli uccelli scuri della notte.
E in questo piccolo paradiso... ogni tanto, qualcuno, passando, chissà, butta nel piccolo regno ogni sorta di oggetti. Cicche di sigarette, carte di caramelle, pezzi di carta.
Ma anche cose davvero impreviste, mandarini, melograni, limoni. Però questi ultimi probabilmente arrivano dai nipoti diseducati della signora del piano di sopra. Del resto hanno imparato dalla madre e dai nonni. Anni fa trovai nel giardino persino una lametta da barba. Già. L'unico nella famiglia dei vicini ad usare la lametta era il nonno di queste deliziose creature. Deve avere insegnato bene ai cari nipoti...
Come dite? Se ho provato a far presente la cosa alla signora del piano di sopra? Certo. Risultato? Nessuno.
Sorveglio intanto e prima o poi becco qualcuno che lancia un suo rifiuto nel mio giardino. E a quel punto, niente pietà per gli incivili.
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dal blog di Stribili
TRANSFORMER
"Sai benissimo che i primi dieci minuti sono i peggiori. Fa freddo e la tentazione di tornare indietro è forte.

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Gli scienziati «parlano» con il cervello dei pazienti in stato vegetativo
Studio italo-belga valuta se nei gravi traumi da stato vegetativo c’è ancora la comunicazione tra le cellule nervose
MILANO - Finora in un paziente in stato vegetativo non si poteva “misurare” l’eventuale comunicazione tra le cellule del cervello. Non potendo il paziente comunicare all’esterno, la reale situazione cerebrale non poteva essere oggetto di valutazione scientifica. Finora.
IL DIALOGO TRA LE AREE DEL CERVELLO - Grazie ad una combinazione tra stimolazione magnetica trans-cranica ed elettroencefalogramma è stato, infatti, possibile “ascoltare” il dialogo tra le aree del cervello in pazienti con gravi lesioni cerebrali, in stato vegetativo. Lo si è andati a “chiedere” direttamente al cervello. La tecnica è stata studiata dall’università degli studi di Milano e dal Coma Science Group di Liegi ed ha trovato nella rivista scientifica Brain lo spazio adeguato per la sua divulgazione (Recovery of cortical effective connectivity and recovery of consciousness in vegetative patients). L’esperienza cosciente può essere interamente generata all’interno del cervello come accade, ad esempio, quando sogniamo e siamo completamente disconnessi dall’ambiente esterno.
LA MISURAZIONE - Tuttavia, la valutazione del livello di coscienza di una persona si poteva basare finora unicamente sulla capacità di quella persona di comunicare in qualunque modo con l’esterno. Basterebbe un movimento degli occhi per rispondere a una domanda o mostrare un’emozione. Spesso, al contrario, l’immobilità è assoluta e solo il battito del cuore e i macchinari registrano una vita altrimenti incomunicabile. E’ il caso di quei pazienti che, dopo essere sopravvissuti a una grave lesione cerebrale, possono recuperare coscienza senza riprendere la capacità di comprendere, muoversi e comunicare. Ecco allora l’importanza del metodo sperimentato, in collaborazione, dal gruppo di Marcello Massimini, del Diparimento di scienze cliniche “Luigi Sacco” dell’università degli Studi di Milano, e da quello del Coma Science Group di Steven Laureys dell’université de Liège, in Belgio. I due team sono riusciti a misurare la comunicazione tra le aree cerebrali e a dimostrare come si possa distinguere a livello individuale i pazienti in stato vegetativo (Vs) e i pazienti che recuperano un livello minimo di coscienza (Mcs). E’ importante sottolineare che tale misura può essere ottenuta al letto del paziente e non richiede né l’integrità delle vie di senso e motorie né la capacità del soggetto di comprendere o eseguire dei comandi.

LE RICADUTE IN CAMPO CLINICO - I risultati del lavoro potrebbero avere notevoli ricadute in campo clinico dato che la distinzione tra pazienti Vs e Mcs può essere tanto difficile da portare a un errore diagnostico che può raggiungere il 40% dei casi. La combinazione tra stimolazione magnetica transcranica (Tms) ed elettroencefalogramma (Eeg) in 17 pazienti gravemente cerebrolesi ha mostrato l’evoluzione dal coma verso altri stati clinici. «La Tms-Eeg - commenta Mario Rosanova, primo autore dello studio - permette di misurare direttamente e in maniera non invasiva la comunicazione interna al cervello, una condizione che per le neuroscienze teoriche è necessaria affinché la coscienza possa emergere. Infatti, studi precedenti hanno dimostrato che l’approccio basato sulla Tms-Eeg permette di distinguere gli stati in cui la coscienza è presente (veglia attenta, sogno) e gli stati in cui la coscienza è ridotta o assente (sonno, anestesia)». Nei pazienti Vs, che dal punto di vista comportamentale appaiono svegli, con gli occhi aperti, ma incapaci di rispondere agli stimoli esterni, la Tms-Eeg mostra l’assenza di comunicazione tra le aree corticali, come precedentemente osservato nel sonno o nell’anestesia. Al contrario, nei pazienti Mcs, che mostrano minimi segni di coscienza, la Tms ha rilevato che la comunicazione tra le aree corticali è conservata ed efficace, indipendentemente dalla capacità del paziente di comunicare con l’ambiente esterno.
Mario Pappagallo
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"…una gentilissima struttura medievale in giuoco bizzarro con le chiare acque dei fiumi che l'attraversano e né le distruzioni di guerre né il cattivo gusto degli uomini riescono ancora a tramutare"
Giovanni Comisso
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La storia
Corsa per riaprire il Caffè amato
da Joyce e da Svevo
Chiuso da ottobre. Le Generali, proprietarie dell'immobile, cercano un nuovo gestore




Marisa Fumagalli
29 dicembre 2011

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Da Ponticelli a Carnevali, da Lola Airaghi a Massimo Giacon, tavole inedite in mostra
A ciascuno il suo Signor G
I fumettisti milanesi rendono omaggio a Giorgio Gaber allo Spazio Wow
Il grosso delle circa 70 tavole esposte è ricavato da «G&G» (ReNoir), la graphic novel in cui Gaber, nei giorni seguenti la sua morte nel 2003, riappare come una visione a un bambino creduto matto dai suoi ricchissimi e antipatici genitori, entusiasmandolo coi suoi racconti, spronando la sua voglia di libertà. Ma l'autore dei testi e curatore della mostra, Davide Barzi, 39 anni, da Pieve Emanuele, ha coinvolto altre matite, oltre a quella di Sergio Gerasi, milanese del Vigentino, classe 1978, coautore del volume. E così allo Wow esporranno milanesi di razza come Alberto Ponticelli e Adriano Carnevali (quello dei Ronfi), rhodensi come Lola Airaghi (autrice di Brendon e Dylan Dog) e ambrosiani d'adozione come Massimo Giacon (Frigidaire, XL) e Fabiano Ambu (Dampyr), che tra sketch e illustrazioni mettono in scena altri Gaber a fumetti, come altrettanti Dylan Dog.
Perché in fondo Gaber, grazie ai dischi, alle rivisitazioni dei suoi colleghi ospiti al Festival Gaber di Viareggio, ai video condivisi su YouTube, è anche lui un eroe a puntate, un tipo che non ti stanchi di ritrovare. Ma non provate a imitarlo. «È più facile rifare i Beatles!» avverte Barzi «Gaber è unico, un maestro dell'indignazione, ma senza il qualunquismo degli indignados di oggi: le sue sono invettive chirurgiche». Per Gerasi, Gaber è una condizione dell'anima. «Quando riesco a trovare il giusto punto di vista per capire e giudicare a fondo ciò che è attorno a me: quel momento è il "mio" Gaber» dice il fumettista, che allo Wow disegnerà sul palco, nei due concerti gaberiani dei Formazione minima, il 28 e 29 gennaio alle 21.
Omaggio a Giorgio Gaber. Spazio Wow, viale Campania 12, aperto fino al 5 febbraio, ingresso libero
Alessandro Trevisani7 gennaio 2012
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Grana Padano


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Anziana in casa di cura potrà vedere il cane
Il cane non è una cosa, un accessorio, un pezzo di casa che se te ne devi andare può restare lì e fine della storia. No, il cane è parte della famiglia, degli affetti, è parte di noi. E lo è costituzionalmente. Quello che noi abbiamo sempre pensato, solo col buon senso, per carità, non per qualche conoscenza delle leggi, è stato messo nero su bianco da un giudice del tribunale di Varese. Che con una sentenza unica in Italia, ha permesso ad una anziana ricoverata in una casa di cura di ricevere le visite del suo amato cagnolino. Proprio come se fosse un parente.
Il togato ha quindi obbligato la clinica a togliere il divieto di ingresso per gli animali. E ha specificato: "Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale e dunque va tutelato. La legge ha riconosciuto che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società".
Grazie signor giudice, la sua sentenza servirà a tanti altri anziani soli di ricevere l'affetto dei loro amici a quattro zampe. A volte basta una carezza di un cagnolino, o le fusa di un gatto per sentire che qualcuno ci ama ancora.
http://www.liberoquotidiano.it/blog/2106/Anziana-in-casa-di-cura-potrà-vedere-il-cane.html

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