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Creato da amazzoneperforza il 01/06/2008

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La verità nuda e cruda.

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BELLA LA NEVE!

Post n°1375 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da amazzoneperforza

 

 
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Each Man is in his Spectre's power

Post n°1374 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da amazzoneperforza

Each Man is in his Spectre's power

Until the arrival of that hour

When his Humanity awake

(William Blake, Jerusalem, plate 37)

 
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LUPI

Post n°1373 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da amazzoneperforza

Lupi della foresta
Fotografia di Jacqueline Crivello, Your Shot

Il comportamento dei lupi nella foto, sembra ricalcare caratteristiche umane, che rientrano nella sfera dell'affetto e del rispetto famigliare. Una delle forze della fotografia del resto, è quello di rivelare fenomeni o attività spesso invisibili ai nostri occhi.

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2012/01/07/foto/wallpaper_foto_desktop_scaricare_meglio_2011-775173/3/

 
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Milano: mostra su Artemisia Gentileschi 172mila visitatori

Post n°1372 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da amazzoneperforza

Pittura: Milano, chiude con 172mila visitatori mostra su Artemisia Gentileschi

Milano, 1 feb. (Adnkronos) - La mostra 'Artemisia Gentileschi. Storia di una passione', al Palazzo Reale di Milano, ha chiuso i battenti con 172.549 visitatori in 132 giorni di apertura, dal 22 settembre scorso, in media quindi 1.307 visitatori al giorno. Ai visitatori 'reali' si sono affiancati quelli 'virtuali' sui social media: la pagina della mostra su Facebook ha raggiunto 2.346 fan e su Twitter e' stato possibile seguire i commenti dei visitatori su @ArtimisiaLomi e con #artemisia. Curata da Roberto Contini e Francesco Solinas, promossa dal Comune di Milano - Cultura, Moda e Design e prodotta da Palazzo Reale con 24 ORE Cultura - GRUPPO 24 ORE in collaborazione con Cariparma - Cre'dit Agricole, la mostra proponeva una vasta selezione di opere della pittrice seicentesca.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Pittura-Milano-chiude-con-172mila-visitatori-mostra-su-Artemisia-Gentileschi_312925776345.html

 
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BRENO - ALTA VALCAMONICA - BRESCIA

Post n°1371 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Breno. Dove la civiltà lascia il segno...

 
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I segreti dell'acustica di San Marco e la nascita della polifonia

Post n°1370 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

 01 novembre 2011

I segreti dell'acustica di San Marco e la nascita della polifonia

 

Combinando moderne tecnologie di simulazione acustica e documentazioni storiche, è stato possibile ricreare e riascoltare composizioni polifoniche rinascimentali esattamente nel modo in cui si sarebbero udite all'epoca
(red)

L’effetto stereo non è un’invenzione moderna. I primi a sfruttarlo furono infatti i musicisti del Rinascimento, a partire da Adrian Willaert, maestro di cappella della basilica di San Marco nel XVI secolo, che si accorse delle peculiari caratteristiche acustiche dell'edificio. Le chiese costruite durante il Rinascimento sono peraltro note per i loro lunghi tempi di riverbero, che tendono a mescolare e confondere i suoni di una musica pensata e composta per quegli spazi, una circostanza che spesso ha lasciato perplessi gli esperti.


Ora, per meglio comprendere la musica e il ruolo dell'architettura nell’acustica di quel periodo, un gruppo di ricerca dell’Università di Cambridge e della New York University ha sfruttato una combinazione di testimonianze storiche e di modelli scientifici per poter riascoltare la musica nello stesso modo in cui sarebbe stata udita nelle chiese di Venezia quattrocento anni fa. In particolare – come hanno illustrato Braxton Boren e Malcolm Longair al convegno annuale della Acoustical Society of America – i ricercatori hanno sfruttato le moderne tecnologie di simulazione acustica per analizzare le caratteristiche acustiche di due delle più importanti chiese di Venezia, la basilica di San Marco e la chiesa del Redentore, ricostruendo l’effetto delle composizioni polifoniche che là nacquero.

"Abbiamo messo a punto un filtro per l'acustica delle chiese", ha spiegato Boren. "Così abbiamo potuto registrare un coro che cantava in una camera anecoica, in cui non si ha alcuna riflessione dei suoni, per poi fare passare la registrazione attraverso il filtro e ascoltare come lo si sarebbe sentito se il coro avesse cantato durante il Rinascimento."

I modelli mostrano che durante le feste, quando questa musica veniva eseguita, il folto pubblico e gli arazzi che adornavano le chiese aumentavano significativamente l’assorbimento del suono e riducevano i tempi di riverbero, con un netto miglioramento della chiarezza della musica.

In effetti gli storici dell'architettura avevano già sostenuto che l'acustica di queste chiese si sarebbe dimostrata migliore durante le esecuzioni in occasione delle festività, ma nessuno – osservano i ricercatori – si aspettava un cambiamento di qualità del suono quale quello suggerito dalle simulazioni.
I modelli mostrano inoltre che la posizione in cui era collocato lo scranno del Doge avrebbe garantito al reggente della città la migliore posizione di ascolto, ma – in origine – solo in presenza di un unico coro centrale. Le modifiche eseguite alle gallerie delle navate centrali sarebbero state effettuate proprio per garantire un efficace "effetto stereo” al Doge anche con l’esecuzione di composizioni poliufoniche che prevedevano lo sdoppiamento del coro.

 
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Il pensiero positivo si impara dai genitori

Post n°1369 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

24 dicembre 2011

Il pensiero positivo si impara dai genitori

L'importanza di avere un atteggiamento positivo è compresa già dai bambini in tenera età, ma la capacità di mobilitare questa risorsa anche nelle situazioni di difficoltà dipende più dall'atteggiamento dei genitori che dall'indole del bambino. I piccoli capiscono già a cinque anni che ci si sente meglio dopo aver avuto pensieri positivi, ma fanno più fatica a comprendere come il pensiero positivo possa risollevare l'animo quando si è coinvolti in situazioni negative, come per esempio cadere e farsi male. In queste situazioni, il livello di ottimismo e di speranza dei genitori ha un ruolo significativo nella capacità del bambino di comprendere il potere del pensiero positivo.

 

Che il "pensare positivo" sia di aiuto a sentirsi meglio lo capiscono già i bambini della scuola materna, e questo può non stupire. Ciò che è meno ovvio è che a dettare la capacità del bambino di assumere un atteggiamento positivo anche nelle situazioni difficili sia, più che la sua indole, l'atteggiamento verso la vita e la capacità di pensare positivo dei suoi genitori.


 

Ad appurarlo è stato uno studio condotto da ricercatori della Jacksonville University e dell'Università della California a Davis, che lo illustrano in un articolo pubblicato su "Child Development".

Nello studio, i ricercatori hanno esaminato 90 bambini di età compresa fra i 5 e i 10 anni. I bambini ascoltavano sei storie in cui due personaggi provavano un'emozione dopo aver sperimentato qualcosa di positivo (ricevere in regalo un cucciolo), negativo (rovesciare il bricco del latte), o ambiguo (l'arrivo di un nuovo insegnante). Dopo ciascuna esperienza, un personaggio aveva un pensiero ottimista, inquadrando l'evento in una luce positiva, mentre l'altro aveva un pensiero pessimista, mettendo l'evento in una luce negativa. I ricercatori a questo punto chiedevano ai bambini di giudicare le emozioni di ogni personaggio e di fornire una spiegazione per quelle emozioni. In colloqui precedenti, i ricercatori avevano accuratamente valutato il livello di ottimismo e speranza di ogni bambino e dei suoi genitori.

Già dai 5 anni i bambini capiscono che le persone si sentono meglio dopo aver avuto pensieri positivi che non dopo aver avuto pensieri negativi, e dimostrano pure di comprendere l'importanza di avere pensieri positivi in situazioni ambigue, una comprensione quest'ultima che diventa più profonda con l'aumentare dell'età.

I bambini mostrano
invece una maggiore difficoltà a comprendere come il pensiero positivo possa risollevare l'animo di qualcuno che sia coinvolto in situazioni negative, come per esempio cadere e farsi male. In queste situazioni, il livello di ottimismo e di speranza del bambino ha un ruolo significativo nella capacità di comprendere il potere del pensiero positivo, ma decisamente più grande lo ha l'atteggiamento dei genitori.

"Oltre all'età, il più forte predittore della comprensione da parte dei bambini dei benefici del pensiero positivo, non è il livello di speranza e di ottimismo del bambino stesso, ma quello dei suoi genitori", spiega Christi Bamford, che ha condotto lo studio.

I risultati, osserva la Bamford, sottolineano il ruolo dei genitori nell'aiutare i bambini a imparare a sfruttare il pensiero positivo per sentirsi meglio quando le cose si fanno difficili.

http://www.lescienze.it/news/2011/12/24/news/pensiero_positivo_bambini_genitori-756571/

 
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Project Yosemite

Post n°1368 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Yosemite HD

This video is a collaboration between Sheldon Neill and Colin Delehanty. All timelapses were shot on the Canon 5D Mark II with a variety of Canon L and Zeiss CP.2 Lenses.

 
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A Gardaland si impara la raccolta differenziata

Post n°1367 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

25/01/2012

A Gardaland si impara
la raccolta differenziata

Grazie alla partnership con Coca Cola Hbc Italia

Roma

A Gardaland si impara la raccolta differenziata. Attraverso la partnership avviata nel 2011, Coca-Cola Hbc Italia e Gardaland Park hanno invitato i consumatori che si recavano al Parco a gettare le loro lattine vuote in una stazione di riciclaggio a forma di lattina gigante.

Il riciclo delle prime 10.000 lattine raccolte ha consentito un risparmio di 1 tonnellata di Co2 non immessa in atmosfera. La collaborazione proseguirà anche nel 2012 con l’obiettivo di sensibilizzare e stimolare ulteriormente tutti i visitatori del Parco ad un comportamento più corretto e responsabile in tema di rifiuti, al loro recupero e riutilizzo.

L’azienda e il parco giochi festeggeranno insieme, inoltre, la “Giornata della Terra”, il più importante appuntamento a livello mondiale sui temi della sostenibilità, regalando, nel week end del 21 e 22 aprile 2012, a tutti i visitatori di Gardaland Park il libro per bambini “L’Ispettore Closet e la Tribù del riciclo”. Patrocinato dal ministero dell’Ambiente, dal Conai e da Cittadinanzattiva Onlus, il racconto suggerisce, attraverso le avventure dei protagonisti, semplici regole perchè nessuna risorsa riciclabile venga sprecata.

«Del resto, sono proprio i più giovani i veri protagonisti di Gardaland, che, in questo ambito di divertimento, possono educarci a gesti semplici, apparentemente banali, ma che davvero “fanno la differenza”: con 10.000 lattine, ad esempio, abbiamo contributo a risparmiare la quantità di energia necessaria al funzionamento di un televisore per 30.000 ore». ha dichiarato Alessandro Magnoni, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Coca-Cola Hbc Italia.”

«Il riciclo dell’alluminio si aggiunge, a quello della plastica e alla raccolta differenziata di altri materiali come carta e cartone, rifiuto umido, legno ed altro ancora. Ciò ci consente di evitare di inviare alle discariche prezioso materiale che, in questo modo, viene introdotto nuovamente nel ciclo produttivo e distributivo per un nuovo utilizzo da parte di tutta la comunità» ha dichiarato Alberto Giacomello, landscape & environment manager di Gardaland Resort.

http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/439739/

 
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VOGLIA D'ESTATE

Post n°1365 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

 

 
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LAGO DI GARDA

Post n°1364 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

The wonder side of Garda Lake
in the Province of Brescia
(view from the summit of Mount Baldo).

 
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NEL MIO GIARDINO

Post n°1363 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Nel mio giardino

La mia casa ha un piccolo giardino che io amo svisceratamente. C'è una siepe tutto attorno, un cancelletto, un grande pino, tre giovani fichi, arbusti di bacche, un piccolo pesco, tanta erba e margheritine da marzo a ottobre. Fino a qualche anno fa ci vivevano anche tre betulle. Fascinose e lente nel fremere al vento. Non sono sopravvissute ad una crudele, insopportabile, caldissima estate.

Nel mio giardino vado quando ho voglia di contatto con la terra, mi siedo in fondo alla scaletta e ascolto. Mi parlano i coleotteri, i passeri, le libellule. Di sera sono attenta al volo dei piccoli pipistrelli, ai grilli lontani, agli uccelli scuri della notte.

E in questo piccolo paradiso... ogni tanto, qualcuno, passando, chissà, butta nel piccolo regno ogni sorta di oggetti. Cicche di sigarette, carte di caramelle, pezzi di carta. 
Ma anche cose davvero impreviste, mandarini, melograni, limoni. Però questi ultimi probabilmente arrivano dai nipoti diseducati della signora del piano di sopra. Del resto hanno imparato dalla madre e dai nonni. Anni fa trovai nel giardino persino una lametta da barba. Già. L'unico nella famiglia dei vicini ad usare la lametta era il nonno di queste deliziose creature. Deve avere insegnato bene ai cari nipoti...

Come dite? Se ho provato a far presente la cosa alla signora del piano di sopra? Certo. Risultato? Nessuno.

Sorveglio intanto e prima o poi becco qualcuno che lancia un suo rifiuto nel mio giardino. E a quel punto, niente pietà per gli incivili.

 
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TRANSFORMER di Strabili

Post n°1362 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

dal blog di Stribili

TRANSFORMER

"Sai benissimo che i primi dieci minuti sono i peggiori. Fa freddo e la tentazione di tornare indietro è forte.

Là fuori ti ha spinto il malessere mentale, ancora una volta sei in ostaggio dei tuoi pensieri.
Freddo.
Resisti.
La pedalata si fa man mano rotonda, le gambe girano in perfetta armonia con il vento tra i capelli.
Azzardi una salita… e poi un’altra…
Armonia.
Pace.
Discesa. Discesa veloce. Troppo veloce…
Adrenalina.
Ritorni a casa.
Il malessere è rimasto là fuori da qualche parte.
Sei leggera.
Allunghi i muscoli. La parte danneggiata dal cancro si lamenta un po’, le gambe chiedono pietà. Tutto regolare.
Endorfine.
Ti rifletti nello specchio, sei lì nel tuo completo invernale giallo. Il tuo preferito che finalmente sei riuscita a reinfilarti dopo anni.
Gli occhi brillano al centro della tua faccia paonazza.
Hai paura solo a pensarlo. Sì, una fottutissima paura!
Ma non riesci a trattenerti dall’esclamare:
“Cazzo, come mi sento bene!”

 
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Gli scienziati «parlano» con il cervello dei pazienti in stato vegetativo

Post n°1361 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Gli scienziati «parlano» con il cervello dei pazienti in stato vegetativo

Studio italo-belga valuta se nei gravi traumi da stato vegetativo c’è ancora la comunicazione tra le cellule nervose

MILANO - Finora in un paziente in stato vegetativo non si poteva “misurare” l’eventuale comunicazione tra le cellule del cervello. Non potendo il paziente comunicare all’esterno, la reale situazione cerebrale non poteva essere oggetto di valutazione scientifica. Finora.

 

IL DIALOGO TRA LE AREE DEL CERVELLO - Grazie ad una combinazione tra stimolazione magnetica trans-cranica ed elettroencefalogramma è stato, infatti, possibile “ascoltare” il dialogo tra le aree del cervello in pazienti con gravi lesioni cerebrali, in stato vegetativo. Lo si è andati a “chiedere” direttamente al cervello. La tecnica è stata studiata dall’università degli studi di Milano e dal Coma Science Group di Liegi ed ha trovato nella rivista scientifica Brain lo spazio adeguato per la sua divulgazione (Recovery of cortical effective connectivity and recovery of consciousness in vegetative patients). L’esperienza cosciente può essere interamente generata all’interno del cervello come accade, ad esempio, quando sogniamo e siamo completamente disconnessi dall’ambiente esterno.

LA MISURAZIONE - Tuttavia, la valutazione del livello di coscienza di una persona si poteva basare finora unicamente sulla capacità di quella persona di comunicare in qualunque modo con l’esterno. Basterebbe un movimento degli occhi per rispondere a una domanda o mostrare un’emozione. Spesso, al contrario, l’immobilità è assoluta e solo il battito del cuore e i macchinari registrano una vita altrimenti incomunicabile. E’ il caso di quei pazienti che, dopo essere sopravvissuti a una grave lesione cerebrale, possono recuperare coscienza senza riprendere la capacità di comprendere, muoversi e comunicare. Ecco allora l’importanza del metodo sperimentato, in collaborazione, dal gruppo di Marcello Massimini, del Diparimento di scienze cliniche “Luigi Sacco” dell’università degli Studi di Milano, e da quello del Coma Science Group di Steven Laureys dell’université de Liège, in Belgio. I due team sono riusciti a misurare la comunicazione tra le aree cerebrali e a dimostrare come si possa distinguere a livello individuale i pazienti in stato vegetativo (Vs) e i pazienti che recuperano un livello minimo di coscienza (Mcs). E’ importante sottolineare che tale misura può essere ottenuta al letto del paziente e non richiede né l’integrità delle vie di senso e motorie né la capacità del soggetto di comprendere o eseguire dei comandi.

LE RICADUTE IN CAMPO CLINICO - I risultati del lavoro potrebbero avere notevoli ricadute in campo clinico dato che la distinzione tra pazienti Vs e Mcs può essere tanto difficile da portare a un errore diagnostico che può raggiungere il 40% dei casi. La combinazione tra stimolazione magnetica transcranica (Tms) ed elettroencefalogramma (Eeg) in 17 pazienti gravemente cerebrolesi ha mostrato l’evoluzione dal coma verso altri stati clinici. «La Tms-Eeg - commenta Mario Rosanova, primo autore dello studio - permette di misurare direttamente e in maniera non invasiva la comunicazione interna al cervello, una condizione che per le neuroscienze teoriche è necessaria affinché la coscienza possa emergere. Infatti, studi precedenti hanno dimostrato che l’approccio basato sulla Tms-Eeg permette di distinguere gli stati in cui la coscienza è presente (veglia attenta, sogno) e gli stati in cui la coscienza è ridotta o assente (sonno, anestesia)». Nei pazienti Vs, che dal punto di vista comportamentale appaiono svegli, con gli occhi aperti, ma incapaci di rispondere agli stimoli esterni, la Tms-Eeg mostra l’assenza di comunicazione tra le aree corticali, come precedentemente osservato nel sonno o nell’anestesia. Al contrario, nei pazienti Mcs, che mostrano minimi segni di coscienza, la Tms ha rilevato che la comunicazione tra le aree corticali è conservata ed efficace, indipendentemente dalla capacità del paziente di comunicare con l’ambiente esterno.

Mario Pappagallo

http://www.corriere.it/salute/12_gennaio_10/cervello-pazienti-coma-pappagallo_ecc013c0-3b6f-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml

 
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TREVISO

Post n°1360 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

"…una gentilissima struttura medievale in giuoco bizzarro con le chiare acque dei fiumi che l'attraversano e né le distruzioni di guerre né il cattivo gusto degli uomini riescono ancora a tramutare"

Giovanni Comisso

 
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TRIESTE, CAFFE' DEGLI SPECCHI

Post n°1359 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

La storia

Corsa per riaprire il Caffè amato
da Joyce e da Svevo

Chiuso da ottobre. Le Generali, proprietarie dell'immobile, cercano un nuovo gestore

 

TRIESTE - No, non poteva chiudersi per sempre la gloriosa storia del Caffè degli Specchi, pezzo importante della Trieste mitteleuropea di ieri e di oggi. Le serrande si erano abbassate lo scorso ottobre (gestione insostenibile della famiglia Sessa che ha portato i libri contabili in Tribunale), ed ora si torna a parlare di rinascita del salotto di piazza Unità. Le Assicurazioni Generali, proprietarie di Palazzo Stratti - il piano terra da sempre ospita le sale dello storico Caffè - dopo aver acquisito per 360 mila euro, tramite asta giudiziaria, il marchio, la licenza, le attrezzature, gli arredi del locale, cercano un nuovo gestore per rilanciarlo. Dov'era, com'era, sintetizzando il concetto: gli Specchi non diventeranno né una pizzeria né un bar alla moda. Le Generali, che, per inciso, sono proprietarie degli immobili di altri due locali importanti della città, il San Marco e il Tommaseo, dettano a chi si farà avanti la linea della continuità: il caffè storico tale dovrà rimanere, con tutte le caratteristiche che l'hanno reso celebre nel tempo. Dunque, tra i requisiti di garanzia, chiedono anche questo, oltre al nome e alla solidità economica dell'offerente. Date le premesse, s'annuncia una gara tra big. I tempi sono strettissimi. Entro il 9 gennaio 2012, infatti, le proposte degli interessati all'operazione dovranno essere sul tavolo. Il boccone è ghiotto. Il riserbo è assoluto anche se qualche indiscrezione circola, appena sussurrata (Illy Caffè sarebbe in pole position), su chi si sta muovendo, con progetti credibili e importanti.

 

Il Caffè degli Specchi, aperto nel 1839 e segnato da alterne vicende ha intrecciato i suoi destini alla storia della città: covo degli irredentisti, ritrovo di intellettuali e scrittori come Joyce, Svevo, Kafka, durante la seconda guerra mondiale venne requisito dalla forze militari ed adibito ad alloggio per le truppe. Tra rifacimenti e passaggi di gestione, il leggendario locale si è, infine, trasformato in una scintillante vetrina turistica. Che, dopo l'ultima battuta d'arresto, dovrà tornare a risplendere. Meglio di prima: bar raffinato e ristorante di alto livello. Tavolini sulla piazza, il mare all'orizzonte.
Nomi per la prossima gestione, allora. Il primo, che circola a Trieste, è perfino scontato: Illy, numero uno del caffè. Nessuno conferma, nessuno smentisce. Scavando un po', si viene a sapere da fonti affidabili che l'azienda triestina potrebbe intervenire non direttamente, ma come supporto. In altre parole, avrebbe il ruolo di mediatrice nel trovare un nuovo gestore affidabile per le Generali. C'è, per esempio, il Bar di via delle Torri, inserito nella catena franchising «Espressamente Illy» (200 locali in Europa, la maggior parte in Italia e in Francia), che avrebbe interesse a presentare un'offerta.
Ma c'è anche l'Expò Mittelschool di via San Nicolò, laboratorio di sapori e qualità, diretto da Francesco Razzetti. L'anima femminile della struttura è Rossana Bettini Illy, moglie di Riccardo, ex governatore del Friuli Venezia Giulia. Un po' scuola, un po' ristorante di alto livello, l'Expò è stato aperto nel 2005, su indirizzo della Camera di Commercio. Nelle sue sale sono passati chef stellati ed anche personaggi dell'industria e della politica, che hanno partecipato, mettendosi ai fornelli, a serate gastronomiche di beneficenza. L'accordo con la Camera di Commercio è di prossima scadenza. Come non ipotizzare un «trasloco» nella vicina piazza Unità? Gira anche il nome di un'azienda leader del caffè, la Segafredo. Infine, qualcuno si lancia in un'ipotesi vagamente maliziosa, in quanto collegata alla figura di Gabriele Galateri di Genola: presidente delle Assicurazioni Generali, Galateri è anche membro del Consiglio di amministrazione di Lavazza, famoso marchio piemontese del caffè. Forse l'idea è fantasiosa, ma una possibile sfida Illy-Lavazza già accende il gossip economico.

 

Marisa Fumagalli

29 dicembre 2011

 
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A CIASCUNO IL SUO SIGNOR g

Post n°1358 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Da Ponticelli a Carnevali, da Lola Airaghi a Massimo Giacon, tavole inedite in mostra

A ciascuno il suo Signor G

I fumettisti milanesi rendono omaggio a Giorgio Gaber allo Spazio Wow

 

 

La cravatta, il completo nero, l'andatura elegante. Il sorriso, le smorfie. Nel 1972 si presentava così, Giorgio Gaber, al pubblico della Rai. Il programma era Teatro 10: accanto a Mina il cantautore milanese guadagnava il centro della scena e con lei attaccava un dialogo immortale, «Gioco di bambini». «Mio papà è così ricco che cambia ogni anno macchina, villa e motoscafo» diceva la cantante. «Mio papà è così povero che non cambia nemmeno idea» ribatteva Gaber. E quarant'anni dopo il big bang del teatro canzone il signor G riappare coi suoi abiti e i suoi vezzi, con il cappello, la chitarra, il microfono col filo, smaterializzato a fumetti, nella mostra «Omaggio a Giorgio Gaber» (inaugurazione giovedì 12 gennaio).

 

Omaggio a Giorgio Gaber    Omaggio a Giorgio Gaber    Omaggio a Giorgio Gaber    Omaggio a Giorgio Gaber    Omaggio a Giorgio Gaber

Il grosso delle circa 70 tavole esposte è ricavato da «G&G» (ReNoir), la graphic novel in cui Gaber, nei giorni seguenti la sua morte nel 2003, riappare come una visione a un bambino creduto matto dai suoi ricchissimi e antipatici genitori, entusiasmandolo coi suoi racconti, spronando la sua voglia di libertà. Ma l'autore dei testi e curatore della mostra, Davide Barzi, 39 anni, da Pieve Emanuele, ha coinvolto altre matite, oltre a quella di Sergio Gerasi, milanese del Vigentino, classe 1978, coautore del volume. E così allo Wow esporranno milanesi di razza come Alberto Ponticelli e Adriano Carnevali (quello dei Ronfi), rhodensi come Lola Airaghi (autrice di Brendon e Dylan Dog) e ambrosiani d'adozione come Massimo Giacon (Frigidaire, XL) e Fabiano Ambu (Dampyr), che tra sketch e illustrazioni mettono in scena altri Gaber a fumetti, come altrettanti Dylan Dog.

Perché in fondo Gaber, grazie ai dischi, alle rivisitazioni dei suoi colleghi ospiti al Festival Gaber di Viareggio, ai video condivisi su YouTube, è anche lui un eroe a puntate, un tipo che non ti stanchi di ritrovare. Ma non provate a imitarlo. «È più facile rifare i Beatles!» avverte Barzi «Gaber è unico, un maestro dell'indignazione, ma senza il qualunquismo degli indignados di oggi: le sue sono invettive chirurgiche». Per Gerasi, Gaber è una condizione dell'anima. «Quando riesco a trovare il giusto punto di vista per capire e giudicare a fondo ciò che è attorno a me: quel momento è il "mio" Gaber» dice il fumettista, che allo Wow disegnerà sul palco, nei due concerti gaberiani dei Formazione minima, il 28 e 29 gennaio alle 21.

Omaggio a Giorgio Gaber. Spazio Wow, viale Campania 12, aperto fino al 5 febbraio, ingresso libero

Alessandro Trevisani7 gennaio 2012

http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/12_gennaio_7/gaber-mostra-spazio-wow-fumetti-1902772448330.shtml

 
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GRANA PADANO

Post n°1356 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Grana Padano

Il formaggio più conosciuto al mondo
E' simbolo di gusto e genuinità, un prodotto che, per le sue caratteristiche alimentari, storiche e commerciali, viene considerato “il formaggio” sulla tavola degli italiani e riconosciuto come uno dei simboli dell’eccellenza gastronomica in Italia e nel mondo.
E' un prestigiosissimo marchio nostrano, le sue caratteristiche produttive e nutrizionali rendono il Grana Padano non solo il formaggio più conosciuto, ma anche il prodotto DOP più venduto al mondo.
Dovremmo ripercorrere mille anni di storia per capire che cosa fa apprezzare il Grana Padano, ancora oggi prodotto con la ricetta dei monaci cistercensi di Chiaravalle nel 1135, ma con una qualità garantita con l’aiuto di scienza e tecnologia che gli stessi produttori, riuniti nel Consorzio di Tutela, contribuiscono a sostenere. Come si fa da secoli e come impone il disciplinare di produzione, il Grana Padano DOP si produce esclusivamente con latte italiano, munto non più di due volte al giorno da bovine alimentate secondo regole precise, e lavorato esclusivamente in caldaie di rame a forma conica, da ognuna delle quali si ricavano non più di due forme, dopo la scrematura naturale per affioramento della panna. Dopo la salatura, che può durare sino a 25 giorni, inizia la stagionatura, dai 9 ai 24 mesi e in qualche caso anche più a lungo, in ambienti ben coibentati, con moderni sistemi di controllo della temperatura, dell'umidità e della aerazione necessarie.
E’ questo il periodo essenziale per formare un grande formaggio, durante il quale il Grana Padano subisce una serie di mutamenti fisici, chimici e microbiologici che si riflettono sulle sue caratteristiche organolettiche.
Diventa un alimento molto digeribile e gli anni danno alla caratteristica pasta un sapore diverso: dolce nel formaggio più giovane e via via più marcato per le forme più stagionate.
Dopo la stagionatura, le forme di Grana Padano sono esaminate con i tradizionali strumenti di controllo - il martelletto, l’ago e la sonda - e, per eventuali ulteriori accertamenti, con la spaccatura.
Se superano tutte le prove, ricevono il marchio a fuoco, che garantisce la qualità “sana, leale e mercantile” del Grana Padano. Lo appongono sulle forme i tecnici dei caseifici, sotto l’occhio dei funzionari del Consorzio di Tutela e su disposizione dell’ente certificatore.
Senza questo marchio, il formaggio non potrà essere denominato né commercializzato come Grana Padano. Inoltre la riproduzione del marchio deve comparire su tutte le confezioni di grattugiato e di porzionato, garantendo così il consumatore che il formaggio contenuto può legittimamente fregiarsi delle DOP “Grana Padano”.
Il Grana PADANO DOP, in ogni stagionatura, è ottimo per i bambini, fin dai primi mesi di vita, ed un prezioso componente della dieta della mamma in attesa; ma è altrettanto indicato per gli anziani, per i minerali che contiene, tutti preziosi per la salute di ossa, muscoli e cellule, e per chi vuole tenersi in forma con un’alimentazione equilibrata. Il Grana Padano DOP è ricco di proteine ad alto valore biologico. In cento grammi raccoglie le proteine di 160 grammi di carne e in 60 gr di formaggio si concentrano le sostanze nutritive di un litro di latte. E’ ricco di sali minerali, in particolare di calcio, iodio, selenio, magnesio e fosforo.
Grana Padano ha istituito un Consorzio atto a tutelarne e promuoverne autenticità e genuinità. I produttori e le aziende che ne fanno parte quali regole e principi devono possedere e seguire?
Del Consorzio fanno parte 211 aziende e di queste 154 sono caseifici produttori. Il loro dovere è rispettare il disciplinare di produzione, che regola ogni fase di lavorazione e di stagionatura del Grana Padano DOP. Anche verificando che il latte trasformato in Grana Padano sia di prima qualità, proveniente da bovine alimentate con prodotti scelti. E sanno che le forme che non rispondono alle caratteristiche previste non vengono marchiate e quindi non potranno mai essere commercializzate come Grana Padano DOP.
Nessuna forma deve avere peso inferiore a kg 24 né superiore a 40. La crosta è di colore scuro o giallo dorato naturale, di spessore tra 4 e 8 millimetri. La pasta ha un colore bianco o paglierino, dalla struttura finemente granulosa, frattura radiale a scaglia e occhiatura appena visibile; ha un aroma fragrante ed un sapore delicato.
Il Consorzio di Tutela del Grana Padano si occupa anche di importanti progetti legati all’educazione alimentare attraverso un Osservatorio.
Quali sono, in questo ambito, le attività, le ricerche e le finalità del Consorzio? E in che modo Grana Padano si inserisce come alimento in un corretto e sano piano nutrizionale?
L'Osservatorio Grana Padano è un'indagine permanente avviata nel 2004. I Medici e i Dietisti ricercatori dell'Osservatorio, omogeneamente distribuiti sul territorio italiano, sottopongono uno specifico questionario ai loro assistiti, per compilare un'anamnesi alimentare a supporto della loro attività clinica.
Così l'Osservatorio consente di monitorare costantemente le abitudini alimentari della popolazione italiana, pediatrica ed adulta, corredati da macrodati relativi all'intervistato come il BMI, la circonferenza addominale, l'abitudine al fumo e una breve anamnesi delle abitudini motorie.
I risultati dell'indagine vengono diffusi ai mass media nazionali, per informare le famiglie sull'adeguatezza dell'alimentazione nel nostro paese e sensibilizzare la società civile su questo sempre più importante argomento. L’ultimo studio diffuso riguarda l’invecchiamento precoce della pelle, più frequente nelle donne perché assumono una minore quantità di antiossidanti.
Tutta questa attività, frutto di un diretto e costante colloquio quotidiano tra operatori della salute e i loro pazienti, consentono di proporre corrette abitudini alimentari con iniziative d’informazione in continuo aggiornamento e mirate alle varie età e alle diverse esigenze del pubblico. L’Osservatorio, ad esempio, cura i Manuali della Corretta Alimentazione, disponibili anche sul sito del Consorzio Tutela Grana Padano all’indirizzo www.granapadano.it.
Definire Grana Padano semplicemente un formaggio sarebbe riduttivo, in quanto ha alle spalle una storia millenaria, consolidate tradizioni storico/sociali e tutta una serie di rituali e tecniche per valorizzarne il sapore.
In Cina otto chef tra i più rinomati, in collaborazione con ICIF, hanno raccolto in un volume numerose ricette della tradizione del più grande popolo della Terra utilizzando tra gli ingredienti il Grana Padano. Ecco perché è il formaggio DOP più consumato nel mondo: perché sa essere ingrediente o complemento perfetto anche nelle culture gastronomiche più lontane e particolari. Per restare però nel territorio di cui è uno dei simboli più conosciuti nel mondo, la Pianura del Po, il Grana Padano DOP si gusta a scaglie, grattugiato o in bocconcini, da solo o in una ricchissima serie di abbinamenti dagli antipasti al dessert; tanto che nelle zone dove si concentra la produzione, si trovano menù completi a base di Grana Padano, compreso il gelato.
Il GRANA PADANO D.O.P., stagionato dai 9 ai 16 mesi, si caratterizza per la granulosità e la colorazione bianca della pasta e si abbina in modo eccellente a vini bianchi giovani e freschi.
Dalla colorazione leggermente paglierina, il Grana Padano oltre 16 mesi mostra invece la tipica struttura granulosa della pasta e la frattura a scaglia. In bocca la nota dolce si attenua ed il gusto, saporito e pronunciato, non risulta tuttavia mai piccante. Un formaggio con queste doti impone un vino leggermente tannico, come un rosso di discreta intensità e persistenza, ma ancora giovane e fresco.
Al top della segmentazione del Grana Padano D.O.P. troviamo il Grana Padano RISERVA, stagionato per almeno 20 mesi, per il quale il Disciplinare prevede elevate caratteristiche qualitative. Scelto sperlato, ha una pasta a grana evidente con chiara struttura radiale a scaglia, dal colore omogeneo bianco o paglierino e dal sapore fragrante e delicato.
Esami approfonditi e completi sull’aspetto esterno della forma, sulla struttura della pasta, sul colore e sulle caratteristiche organolettiche, stabiliscono se una forma può meritare sulla crosta il marchio a fuoco RISERVA..
Protagonista assoluto della tavola, sia grattugiato che come formaggio da pasto, il Grana Padano RISERVA può arrivare a stagionature di 24 mesi ed oltre, che gli donano un sapore sempre più ricco e pieno, senza tuttavia risultare mai aggressivo, e il formaggio presenta aromi evoluti di burro e di fieno e note floreali di mais.
Il vino che accompagna il Grana PADANO RISERVA deve esaltare le evidenti e prorompenti sensazioni del formaggio e, quindi, dovrà essere morbido, tannico, con una buona gradazione alcolica, intenso e persistente. A fine pasto, invece, il RISERVA regala armonia ed equilibrio al palato ed allo spirito unendosi a vini passiti e liquorosi.
Grana Padano DOP è il top dell’alimentazione italiana nel mondo, con circa un milione e 300 mila forme esportate in tutti i continenti, con la capacità di entrare nelle abitudini e nelle culture alimentari ad Occidente e ad Oriente. E chi viene in Italia lo riconosce come simbolo di un territorio ricco di storia e di cultura, ma anche di creatività e di grande laboriosità. Grana Padano DOP dunque è un’eccellenza alimentare italiana che migra, si adatta, si esalta quando incontra la creatività. Ma è anche un formaggio che accoglie, perché il suo sapore vero, la sua genuinità assoluta e garantita piacciono a chi lo incontra in un mondo per lui nuovo. E’ il più consumato nel mondo e quindi un formaggio popolare.

 
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ANZIANA IN CASA DI CURA POTRA' VEDERE IL CANE

Post n°1355 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da amazzoneperforza

Anziana in casa di cura potrà vedere il cane

Il cane non è una cosa, un accessorio, un pezzo di casa che se te ne devi andare può restare lì e fine della storia. No, il cane è parte della famiglia, degli affetti, è parte di noi. E lo è costituzionalmente. Quello che noi abbiamo sempre pensato, solo col buon senso, per carità, non per qualche conoscenza delle leggi, è stato messo nero su bianco da un giudice del tribunale di Varese. Che con una sentenza unica in Italia, ha permesso ad una anziana ricoverata in una casa di cura di ricevere le visite del suo amato cagnolino. Proprio come se fosse un parente.
Il togato ha quindi obbligato la clinica a togliere il divieto di ingresso per gli animali. E ha specificato: "Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale e dunque va tutelato. La legge ha riconosciuto che l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l’uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l’importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società".
Grazie signor giudice, la sua sentenza servirà a tanti altri anziani soli di ricevere l'affetto dei loro amici a quattro zampe. A volte basta una carezza di un cagnolino, o le fusa di un gatto per sentire che qualcuno ci ama ancora.

http://www.liberoquotidiano.it/blog/2106/Anziana-in-casa-di-cura-potrà-vedere-il-cane.html

 
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