Community
 
Boycott
   
 

Boycott ©®

Responsabilizziamoci:"Questo Mondo alla rovescia ci insegna a subire la realtà invece di cambiarla,a dimenticare il passato invece di ascoltarlo e ad accettare il futuro invece di immaginarlo.Vediamo di vivere e lavorare per un mondo 'altro' "

 

AMARCORD


 
 
Citazioni nei Blog Amici: 116
 

AREA PERSONALE

 

ULTIMI COMMENTI

Il chinotto recoaro il top!!! Peccato che questo prodotto...
Inviato da: Andrea
il 09/07/2014 alle 22:10
 
Grazzie!
Inviato da: L'île au trésor
il 07/08/2013 alle 11:32
 
La informazione da voi data non corrisponde alla verità dei...
Inviato da: Zingaro Carlo
il 07/05/2012 alle 00:40
 
Ma invece di perdere tempo con questo giocattolo senza...
Inviato da: Sergio
il 02/12/2010 alle 22:36
 
tante belle parole ma mi dispiace dirlo,TU NON SAI NEPPURE...
Inviato da: Sergio
il 02/12/2010 alle 22:23
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

martolina0dglromu68tititta2010annushka14mariano6sbognostunis81pierparacadutepianojazz1977massacribelmare59luca051993valente_silviaelenapiovanocarolghezzi
 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Agosto 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: Boycott
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 33
Prov: VR
 

FACEBOOK

 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« Paradisi fiscali assorbo...Un nuovo prototipo di la... »

Possiamo incidere sulle decisioni delle aziende: il caso Shell

Post n°104 pubblicato il 20 Febbraio 2006 da Boycott
 

I primi di giugno del 1995 la Shell annuncia di volersi sbarazzare della piattaforma petrolifera Brent Spar; ormai fuori uso, affondandola nelle acque profonde del Mar del Nord  . Shell aggiunge che questa scelta ha l’autorizzazione del governo britannico, ma Greenpeace, sostenuta dal governo tedesco, danese e svedese non è d’accordo. La piattaforma, che pesa 1450 tonnellate, nasconde al suo interno sostanze altamente tossiche, in parte radioattive, che danneggerebbero gravemente la flora e la fauna del Mar del Nord. Per questo chiedono di non procedere. Ma alle ragioni di carattere ambientale Shell contrappone argomentazioni di carattere economico: lo smantellamento a terra costerebbe 46 milioni di sterline. L’affondamento solo 12.

A seguito delle dichiarazioni della Shell si accendono ovunque accesi dibattiti e la notizia è diffusa con risalto da tutti i giornali e da tutte le televisioni europee. Il disaccordo dell’opinione pubblica è evidente, ma Shell non sente ragioni e affronta il caso con la stessa arroganza con cui tratta chi l’aveva richiamata al rispetto dei popoli Ogoni in Nigeria.

Domenica 11 giugno Shell comincia a traghettare la piattaforma verso il punto stabilito per l’affondamento, ma anche Greenpeace entra in azione e, mentre un battello segue la piattaforma per tenerla sott’occhio, Greenpeace Germania invita gli automobilisti a boicottare le stazioni di benzina della Shell . La risposta dei tedeschi è immediata e il martedì 13 giugno per la stessa ammissione di Thomas Mueller , portavoce di Shell Germania , ammette che le vendite delle pompe di benzina Shell sono calate. Ciò nonostante il 16 giugno Shell fa sapere di voler insistere nel suo proposito. La fa eco il governo britannico annunciando di continuare a sostenere la scelta, nonostante l’intervento contrario del capo del governo tedesco Helmut Kohl.

Nel frattempo Greenpeace raggiunge la piattaforma con un elicottero e, nonostante i getti di acqua spruzzati dagli idranti della nave di scorta, riesce a calare due uomini che subito si incatenano alla piattaforma. Il tutto avviene di fronte alle telecamere di tutte le televisioni del mondo. Il giorno dopo, sabato 17 giugno, in Germania, alcuni vandali gettano delle bombe incendiarie contro due pompe della Shell . In molte altre compaiono delle scritte sui muri “ Non affondate la piattaforma”.

Un’inchiesta demoscopia rivela che due tedeschi su tre aderiscono al boicottaggio o chiedono a Shell di indennizzare i gestori delle pompe di benzina che stanno subendo le perdite. La Shell ammette di accusare il colpo e Peter Duncan, responsabile commerciale di Shell Germania, dichiara a “Der Spiegel” che in molte stazioni di benzina le vendite sono calate del 20% e in alcune addirittura del 50%.

La Shell inglese, dal canto suo, invita i clienti a contattarla per fornire ampie ed esaurienti spiegazioni sulla situazione. Lo stesso 17 giugno scende in campo anche Anna Lindh, ministro dell’ambiente del governo svedese, che in una lettera a Shell definisce l’affondamento “una scelta irresponsabile e inaccettabile. Il mare non può essere usato come pattumiera.”

Il 19 giugno il boicottaggio attecchisce anche in Inghilterra, in Olanda, in Svezia, in Danimarca, nel Lussemburgo e in Belgio . In un’intervista televisiva il ministro dell’ambiente svedese dichiara: “Come ministro non posso dire alla gente di boicottare la Shell , ma se avessi un’auto non farei il pieno a una delle sue pompe e credo che non lo farebbero neanche i miei collaboratori”. Poi riafferma: “In tutta questa storia la verità è che costa meno affondare la piattaforma in mare, ma il mare appartiene a tutti e non può essere trattato alla stregua di una discarica”

Anche Svend Auken, ministro dell’ ambiente danese, prende posizione e lasciando da parte il galateo politico, si rivolge direttamente agli automobilisti e li invita boicottare  Shell finché non avrà cambiato opinione. Il 20 giugno insorgono anche gli ambientalisti spagnoli e l’associazione ADENAT invita gli spagnoli a smettere si comprare la benzina dalla Shell e a mandare alla società lettere di protesta.

Lo stesso giorno Shell inglese annuncia di rinunciare all’idea dell’affondamento e di voler richiedere alle autorità britanniche l’autorizzazione a smantellare la piattaforma a terra .

E’ vittoria, vittoria piena con tanto di scuse da parte della Shell , che il 27 giugno fa pubblicare su vari quotidiani tedeschi un annuncio che dice : “Cambieremo. Abbiamo imparato che per certe decisioni, le vostre scelte di consumo valgono quanto l’opinione degli esperti o l’approvazione delle autorità”.

Commenti al Post:
lo_snorki
lo_snorki il 20/02/06 alle 08:56 via WEB
dimmi cosa ne pensi su questa http://blog.libero.it/Snorki/view.php?msg=854725
 
kidgloves
kidgloves il 20/02/06 alle 09:30 via WEB
Notevole la risposta italiana...
 
 
Boycott
Boycott il 20/02/06 alle 09:36 via WEB
Da noi non è arrivata neanche la notizia di quello che stava accadendo in tutto il resto d'Europa...
 
   
kidgloves
kidgloves il 20/02/06 alle 10:01 via WEB
Strano, no?
 
     
Boycott
Boycott il 20/02/06 alle 10:11 via WEB
Samo sempre in "leggera controtendenza"...
 
martimcfly
martimcfly il 20/02/06 alle 11:16 via WEB
Buon giorno a tutti! Purtroppo già diper sè la televisione italiana è la più chiusa e monopolizzata di tutte le televisioni europee... ma forse c'è anche qualcuno che preferisce buttarsi spontaneamente nelle braccia del Grande Fratello o programmi del genere...
 
Boycott
Boycott il 20/02/06 alle 11:21 via WEB
Io cmq volevo far notare come i consumatori possono incidere nelle politiche aziendali....e cambiarle in meglio...
 
 
kidgloves
kidgloves il 20/02/06 alle 12:10 via WEB
Chiaro, l'abbiamo capito...solo che abbiamo dato una interpetazione "leggermente in controtendenza"...ehehehe:) La terra dei cachi...
 
 
kudablog
kudablog il 20/02/06 alle 21:36 via WEB
anche la del monte, la reebok e altri marchi hanno dovuto cambiare la loro politica, per fortuna
 
toffee23
toffee23 il 20/02/06 alle 12:11 via WEB
Sono queste le cose che fanno sperare che effettivamente il cambiamento sia possibile grazie a tutti noi :)
 
rigitans
rigitans il 20/02/06 alle 12:33 via WEB
queste sono le folli basi del capitalismo...comunque una gran bella notizia. che fa capire che uniti possiamo fare qualcosa...
 
martimcfly
martimcfly il 20/02/06 alle 12:36 via WEB
Eh, scusa... hai perfettamente ragione!!! Ma io volevo anche far notare che prima di coinvolgere i cittadini italiani in qualcosa di più elevato devi urlare e spintonarti tra Ascanio, Katia e Maria de Filippi...
 
 
Boycott
Boycott il 20/02/06 alle 12:42 via WEB
Non credo...ho fiducia negli italiani...parlano di quello che la tv offre a loro, ma se offrissimo cose come queste, allora si creerebbe una coscienza di massa che risolverebbe tante cose...in questo confido molto in internet...
 
lo_snorki
lo_snorki il 20/02/06 alle 12:55 via WEB
è morto coscioni dei radicali http://blog.libero.it/Snorki/view.php?msg=855589
 
sir_ovix
sir_ovix il 20/02/06 alle 13:35 via WEB
Egregio Boycott, io penso che questo esempio porti a due conclusioni: la prima e' che alle multinazionali non impotra l'opinione altrui, l'ambiente o l'etica: importa solo il profitto. Se si vanno a colpire li, reagiscono immediatamente. Non ha tantissimo senso mettere a fuoco e fiamme una citta' per protesta, se poi si continua a cedere la propria ricchezza per acquistare prodotti/servizi da chi nega i diritti umani altrove. La seconda e' che taluni Stati hanno sentito il DOVERE MORALE di intervenire. Il governo della Svezia e' stato eletto democraticamente, il CdA Shell, no. Il primo ha potere di decidere sulle sorti dell'ambiente, non il secondo. Se gli Stati autonomi, democraticamente eletti, si lasciano schiacciare dai poteri delle multinazionali, che senso avrebbe poi l'andare a votare? Saluti.
 
navaspa
navaspa il 20/02/06 alle 17:04 via WEB
Mi auguro che anche in Italia possa insediarsi un "vento" di protesta che ci aiuti a migliorar le cose e, perché no, anche a cambiarle. Sarei l'uomo più felice del mondo se ciò accadesse davvero.
 
mia3v
mia3v il 20/02/06 alle 17:04 via WEB
Se si abbandonasse la comoda indifferenza del "io non posso farci niente", e si imparasse ad agire anzichè criticare e denigrare in modo sterile e inutile, certe situazioni potrebbero cambiare davvero. L'attivismo, la consapevolezza di avere doveri e non solo diritti, la coscienza di essere parte di un tutto che ci riguarda e ci dovrebbe coinvolgere. Questo ci vorrebbe. Libertà è partecipazione diceva qualcuno cogliendo nel segno. Agire, interessarsi, alimentare la coscienza, intervenire. Poi nasce il diritto alla lamentela, il diritto ad avere altro, ad avere quello per cui si combatte. Altrimenti è diritto privo di contenuto
 
 
Boycott
Boycott il 20/02/06 alle 18:11 via WEB
"Libertà è partecipazione" diceva Giorgio Gaber
 
   
rigitans
rigitans il 20/02/06 alle 19:26 via WEB
anch io confido molto internet ;)
 
   
mia3v
mia3v il 20/02/06 alle 19:49 via WEB
lo so che lo diceva giorgio gaber. per l'appunto uno che di cose giuste ne ha dette più d'una
 
     
kudablog
kudablog il 21/02/06 alle 01:29 via WEB
provate a cercare, se c'è ancora, il testo di jacopo fo "internet salverà il mondo" è fico, ciao
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 02/02/08 alle 12:40 via WEB
Complimenti, hai costruito uno spazio di informazione (e non solo) veramente bello, chiaro ed efficace :) Un abbraccio The_fallingangel
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Trasparency Int. il 21/11/10 alle 16:29 via WEB
From Indymedia portal: http://piemonte.indymedia.org/article/10730 SHELL & embargo: here's how the Dutch foraging Iran. Hundreds of U.S. companies have sold sensitive technology and know-how to the Iranians but also famous European multinationals. As Royal Duch Shell. Chemicals, weapons, technologies, software, spares for the war industry, nuclear and oil. Always arrives in Iran for everything. And by all. Especially from Shell. Which is also fun to make fun of the United States. For bringing the American authorities and ask for an international letter rogatory against society Irasco (October 2009) it took an official complaint to the Italian government authorities. Before all sleep more or less peacefully. One thing is the fiction film and the reconstruction of so many Americans telefim and another thing is to put in writing - on paper - the shady dealings of Iran as it did in its report a 007 secret service. Altana Pietro, considered an agent of military intelligence writes bluntly in a confidential letter to General Nicolò Pollari (Sismi), and the general Mario Mori (Sisde), and to the Italian government authorities on September 15, 2004: "For many years I work for the SISMI (Military Intelligence) full time and occasionally for SISDE (civilian secret service) as a consultant in my areas of responsibility such as Iranian society ... ... I was stopped by the Police Station Genoa Pontedecimo ... and was seized abundant material relating to the Iranian society that are the focus of our investigations ... the material in question concerns the Iranian trading companies (all controlled directly by the Iranian Government) which the companies: IRASCO, NISCO, IRITEC, IRISA, IRITAL, IRAN AIR, TEEN TRANSPORT, and many others, all companies that have dealings with Iranian intelligence services and from our investigations that have encouraged the export - from Genoa to Iran - high-tech "Made in USA (prohibited by the embargo) and also technology military and nuclear technologies. A lot of this documentation was filed in confidential files in my computer (all impounded) … and are now being studied by investigators ... I trusted my lawyers have also feared the possibility that the judges (pm Anna Canepa e GIP Todella) may question the Iranian society for a review of documentation found in my possession. In this regard I would point out - the illustrious President of the Italian Republic - the potential risk (also true) that the Iranian society (and therefore also inductively the Iranian government) can become aware of our investigations carried out in recent years on their behalf. With all the serious and irreparable consequences for the diplomatic implications of our nation". http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/articolo_stampa_altana_pietro_2.pdf http://piemonte.indymedia.org/attachments/sep2010/altana_pietro_sismi_roppo_articoli_secolo_xix_corsera.pdf http://piemonte.indymedia.org/attachments/dec2008/rapporto_sismi_sisde.pdf 6 years after the complaint appears to have remained as before. ran continues to do a roaring trade with the West in every field. William Hague, British Foreign Secretary (fatal coincidence that the same name of the city which houses the headquarters of Shell in the Netherlands) recently reaffirmed that the UK does not encourage trade and investment with Iran because of "serious concerns about the nature of Iran's nuclear program". This is the paradox. The Iranians continue to do great business, especially with European multinationals. As the oil giant Shell. Feel (or read) what he writes Michiel Brandjes, General Counsel Corporate of Royal Duch Shell Plc, to the ambassador Mark D. Wallace (United Against Nuclear Iran) when the latter - given the close relationships Shell-Iran - threatened action at the SEC, FSA, il New York Stock Exchange, the London Stock Exchange: “we have not yet taken a decision as to whether to proceed with the persian NLG Project”. So serafic replied the CEO of Shell on January 14, 2010. Not so long ago (see document pdf attached to the margins of this Article). Obviously it was a colossal hoax. Brandjes was aware of lying shamelessly . A few years ago, exactly 30 November 2006, to La Hague, in Holland, at the headquarters of the Shell International BV was present he with IP Counsel of Shell Int. BV Mr. Anouk Boon when he signed a confidential Agreement between Shell Research Limited and CEO of Irasco Srl Dr Kamyab Tehrani Soroosh (this last is a trading company based in Genoa, which is controlled by the Iranian government). The top secret agreement is named “Secrecy and restricted use Agreement for Sulfinol process”. In this negotiation involving several European and Canadian companies: Shell Research Limited, Irasco Srl, Royal Duch Shell, Gas Liquids Engineerings Limited, IOOC-Iran Offshore Oil Company, Iritec, Siirtec Nigi, e Thermo Design Engineering Limited. For at least a couple of years the project is fully launched (Kharg Islands Gas Gathering and NLG Recovery Project - EPC contract for Onshore Reception Facilities, Pipelines, NLG Process, Storage and Export Facilities – Contract No. 3660-85-2FC). The process object by the Secrecy Agreement called “Sulfinol Process” has been patented by Shell in 1960 and is a very high technological know-how that has a myriad of applications, especially in the oil industry for the production of aromatic compounds and the purification of acid gas streams. “The Shell process for the production of aromatic compounds is of primary importance in the removal of benzene, toluene and xylene, being able to obtain products with a purity of 99.9% with almost total recovery. Since sulfanol is used in these extraction processes, capital investments are minimized, costs are reduced and increase the plant capacity was increased and the purity of the synthesized compounds. The splitting of gasoline for the enrichment of aromatic compounds, led to mixtures with a higher octane fuels and refined for jet engines”. http://it.wikipedia.org/wiki/Sulfolano The “Sulfinol Process” is an outstanding business that has generated a mountain of money for Shell (in rials and dollars) and profits have increased tenfold in the Iranian Kharg Islands. And 'thanks to this technology that to Kharg Island (Iran) it was possible to install a huge deposit of petroleum products. With increasing levels of production Kharg Island has also become the biggest export terminal in the Persian Gulf. The U.S. government estimates are that Iran is a major exporter of oil in the world, the fourth-largest country, and trade of crude oil accounts for 80% of exports. Despite the sanctions and the embargo in place against Iran petrochemical giant Shell this year, rather than reduce supplies of crude oil from Iran, has actually increased by 30% benefiting from - among others - for large discounts on the official price market. Certainly the latest sanctions have made it harder to do business with Iran. Fortunately, there are companies like Shell that continue to bankroll the Persian country, bringing into the coffers of the Ayatollah billion dollars cash (Only 2-3 months in the summer of 2010, Shell has paid into the coffers of the Islamic republic over $ 2 billion for oil supplies). And all this business is not carried out secretly. It 's all in the light of the sun. A deadly blow to the U.S.. Iran is being urged by close economic isolation and military? Iran under strict economic embargo (with all that mountain of money)? But do not make us all laugh. The river of money paid by Shell goes directly to the oil company that is owned by the state, which passes it to the government in Tehran. In turn, the Iranian President Mahmoud Ahmadinejad has this immense financial resources to fund nuclear research (from civil to military), the purchase of next-generation ballistic missiles, hi tech arms, all the possible and imagination scientific and technological know-how, as well as all the toys of war that the Iranians as naughty children yearn to possess. And now. If not cry flying down to earth and make ueeeeeeeee. Fortunately, there is dad Shell that pay good in cash. Who gives a damn of the sanctions,of the US Securities Act of 1933,1934, of Barak Obama. Thank you Shell. -------------------------------- Related links : - “Embargo & IRASCO: here are the U.S. companies that exported in IRAN” http://piemonte.indymedia.org/article/10640 - “IRASCO: This is how the Iranians have mocked the U.S.” http://piemonte.indymedia.org/article/7505 - “Altana Pietro and the SISMI have deceived the Iranians?” http://piemonte.indymedia.org/article/6178 - “Altana Pietro: the SISMI’s 007 who spied community centers (and not only)” http://piemonte.indymedia.org/article/5620 - “Scoop: Here's how the SISMI spy Social Centres” http://piemonte.indymedia.org/article/6464 "ALTANA PIETRO – journalist/Agent of the SISMI and SISDE" http://piemonte.indymedia.org/article/3566 - “Altana Pietro: SISMI’s 007 spy social centre, IRANIANS, tax consultant, high finance ...” http://lombardia.indymedia.org/node/21719 - “Secret services spying Communist and MSI”. http://piemonte.indymedia.org/article/10345 - “Scoop: Here's how the Sismi it was to kidnap Carlos Remigio Cardoen”. http://piemonte.indymedia.org/article/6564 - “About pietro altana. if you want to call it” http://liguria.indymedia.org/node/4065 - “The secret services should be to steal in the house of Uckmar” http://piemonte.indymedia.org/article/10239 - “Here's how the Sismi spying Roppo & Canepa (and CARIGE and CIR) " http://piemonte.indymedia.org/article/8908 - “CARIGE Bank: here's how employees steal infidels” http://piemonte.indymedia.org/article/9167 - “GENOVA - SPY STORY - HOW Coeclerici SPA spying - Declassified 8 years after other TOP SECRET documents” http://piemonte.indymedia.org/article/1347 - "Mafia is wonderful" (word of COECLERICI)” http://piemonte.indymedia.org/article/1700 “Repubblica (CIR Group): here is how work the Sludge Factory”. http://piemonte.indymedia.org/article/8579 - “ENI, ethics code and the Secret Services” http://piemonte.indymedia.org/article/5520 -“Corruption in Nigeria: ENI big risks (and pay cash)” http://piemonte.indymedia.org/article/8981 - “Altana Pietro (Sismi) strikes back” http://piemonte.indymedia.org/article/9264 - “SISMI spying the JUVENTUS FC?” http://piemonte.indymedia.org/article/9709 - “ANA rhymes with ALTANA” http://piemonte.indymedia.org/article/10406 - “VINCENZO ROPPO Story: bill by 14 million euros for CIR” http://piemonte.indymedia.org/article/6348 - “Merger Enia-Iride: advocate Roppo warns the mayor of Genoa” http://piemonte.indymedia.org/article/9790 - " Someone is spying on the City of Genoa” http://liguria.indymedia.org/node/6240 - “Italia-Serbia: Who Wins?“ http://piemonte.indymedia.org/article/10267
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 
 
 

INFO


Un blog di: Boycott
Data di creazione: 14/11/2005
 

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

 

TELEFONA GRATIS

immagineimmagine
 

LA TV SUL TUO PC

immagine
immagine
immagine
 

GIORNALI SUL TUO PC

immagine


immagine


immagine


immagine


immagine


immagine


immagine


immagine