Sapevi di un sapore buono. Di quei dolci coperti di zucchero, di quelle fette stracolme di marmellata. Di quelle torte spesse al cioccolato.Avevi un sapore che bisognava imparare a gustare. Con calma e fino in fondo. Sapevi di dolce. Sapevi d'Amore.
Claudia Marangoni
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Post n°49 pubblicato il 26 Maggio 2012 da la_moretta_2
E piantala di rompere i cosidetti e da lassatte a prenne da le angosce: "Gesummaria, nun sento più le cosce!... Guardate quà, ridotte du' zeppetti!"... Tu nun magni! e questi so' l'effetti de la dieta che fai; le guance flosce; sei tutto pieno de pellacce mosce... e pensà che 'na vorta, li spaghetti te li magnavi in quantità 'ndustriale, che faceva piacere de vedètte, e poi er zinconno, er pane, e un bel bucale de vino bono dei Castelli, a mette tutto apposto.... Mo gode lo Spezziale: a lui l'abbacchio e a te le pillolette. (Sergio Gigante)
...appunto, non vale proprio la pena fare la dieta, specialmente quando dalla campagna ti arriva un bel cesto con dentro piselli, fave, insalatina, un paio di cetrioli e una ventina di uova delle mie galline ruspanti...che bel vedere! e subito pensi dove cominciare a mettere le mani...
Le fave mi ricordano la mia mamma, lei le cuoceva con il finocchio...certe mangiate! Quasi quasi ci faccio il sugo e poi ci cuocio gli gnocchi...quest'anno ancora non le ho assaggiate!...HO DECISO: domani gnocchi con fave.
INGREDIENTI PER GNOCCHI: 700 gr. di patate - 300 gr. di farina - 1 uovo ESECUZIONE: Cipolla, sedano, carota in parti uguali. Fare un trito e, con un po' d'olio, rosolare il composto in un tegame. Aggiungere le fave, lasciarle appassire per un paio di minuti poi aggiungere la passata di pomodoro. Appena incomincia il bollore, regolare di sale ed aggiungere il peperoncino. Abbassare al minimo la fiamma e completare la cottura. Lessare gli gnocchi, metterli in un piatto da portata, aggiungere l'intingolo e servire in tavola.
E' vero che chi si loda si sbroda, ma gli gnocchi con le fave sono venuti talmente buoni!!!!!......A me piace mangiare con gusto e di gusto. Dai piatti che preparo cerco di tirar fuori quel sapore casareccio e rustico di una volta... Alla mia età ancora sento le cosce e non ho guance e pellacce mosce.... ...meglio mangiare....tiè!!
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...a presto!... |
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Post n°47 pubblicato il 12 Maggio 2012 da la_moretta_2
Prima viene lo stomaco, poi la morale! (Bertold Brecht)
Appunto!...ed allora questa volta ho pensato di postare una ricetta di un arrostino veramente buono: il coniglio in porchetta. ...tutto è nato da una spassosa vignetta che Giuly ha "incontrato" nel web...da qui è nata l'idea della sfida basata sulla preparazione del coniglio...sfida tipo "mezzogiorno di fuoco" per intenderci! ...La sfida si svolgerà nel seguente modo: io posto il mio coniglio in porchetta e lei la sua ricetta del coniglio arrosto... ...e qui entrate in scena voi popolo del web, assidui frequentatori e non, voi proverete, se vorrete, le ricette sottoposte alla vostra attenzione così avrete l'opportunità di giudicare in merito...quindi, VIA ALLA SFIDA!!!!
...ricetta di Giò... Acquistare un coniglio già pulito e controllare il fegato, le reni ed il cuore. La testa non la utilizzo e prima di dare inizio alla ricetta vera e propria, faccio una cosa molto importante: ho un metodo mio (segreto) per togliere alla carne il sapore di selvatico che potrebbe non piacere. Scusatemi se non svelo questo mistero, ma con i copia-incolla che girano nel web non è il caso e, come se non bastasse, ci mettono anche il copyright! INGREDIENTI Un coniglio medio - una bella fetta di pancetta - gr. 120 lardo macinato - gr. 50 pasta di salsiccia di maiale - due mazzetti di finocchio selvatico fresco - 2 spicchi di aglio - un mezzo bicchiere di vino bianco secco - sale q.b. - pepe nero macinato al momento - sottofondo musicale ( la Primavera di Vivaldi ).
ESECUZIONE ...dopo aver fatto quel piccolo intervento misterioso di cui sopra, in un padellino antiaderente, con un cucchiaio raso di lardo ed un pò di finocchio, si fanno rosolare tagliuzzati il fegato, il cuore, le reni ben pulite e la pasta della salsiccia. Fatto questo si apre il coniglio, salare e pepare, stendere per lungo la fetta di pancetta, aggiungere le frattaglie cotte, con ago e filo chiudere l'apertura. Con il lardo ed un pò di finocchio si fa un battuto fine, il finocchio deve essere ben amalgamato al lardo, e ci si condisce tutto il coniglio. Nelle 4 zampe si fanno con la punta di un coltello 4 incisioni dove si mette un po' di lardo con pepe e un rametto di finocchio, 2 incisioni vanno fatte anche sulla schiena. Si aggiungono il sale e il pepe e si inforna a 180°. Controllare sempre la cottura. Con il sugo che si forma ungere il coniglio poi, verso la fine, aggiungere il vino e lasciare evaporare. A questo punto si può alzare la temperatura del forno di 10 gradi e completare la cottura. Lasciare riposare l'arrosto per una decina di minuti, tagliarlo a pezzi e servirlo con patate al forno "bagnando" il tutto con una bella bottiglia di Rosso Conero.
...ricetta di Giuly... Premetto che in cucina mi arrangio e non di più, della serie "mangiare per sopravvivere", ho accolto questa sfida a testa alta e, pur non essendo la mia una ricetta elaborata come quella di Giò, penso che riuscirò a fare la mia "porca figura"...più "porca" che "figura" senza avvelenare nessuno...Auguri a tuttiiiiii!!! ...anche io come Giò acquisto un coniglio medio con frattaglie incluse (testa esclusa) e lo faccio tagliare a pezzi non grandi...dopo una ulteriore pulita da pezzettini di grasso, immergo il coniglio in acqua fredda avendo cura di lasciare un filo d'acqua corrente...(segreto di un macellaio fanese)...ma occhio al copyright!!! INGREDIENTI Un coniglio medio - 1 cipolla media tritata - 1 fesa d'aglio - olio q.b. - sale - aceto - rosmarino - 1 dado di carne - sottofondo musicale (Voglio vivere così - Pavarotti-Elisa)
ESECUZIONE Prendere una pentola bassa ma capiente, aggiungere l'olio e la cipolla precedentemente tritata. Risciacquare i pezzi del coniglio e, senza asciugarli, adagiarli sul trito. Spruzzare il contenuto con dell'aceto rosso, io uso Ponti di Chianti, spargere l'aglio sminuzzato il sale e il dado sbriciolato e completare con quattro bei rametti di rosmarino profumato, meglio se appena colti. Come avrete certamente notato la cottura si completa sui fornelli quindi dovrete curarla molto attentamente aggiungendo, se occorre, 1/2 bicchiere di acqua mista ad aceto. Il tempo è di circa 1 ora. Dopo questo tempo togliere i rametti di rosmarino e continuare la cottura per un'altro quarto d'ora rigirando i pezzi di coniglio fino a che sarà bello rosolato. Il contorno più indicato, a mio parere, sono patate fritte, ma potete gustarlo con purè, insalata mista, peperoni alla griglia...insomma ciò che più vi gusta il tutto ovviamente "bagnato" da un buon Bonarda vivace dell'Oltrepò Pavese.
E adesso che si è ben mangiato e ben bevuto, mi piacerebbe sapere se si ha voglia di parlare di morale.
...psss...psss...anche questa volta mi è andata bene, io non sono un coniglio!!!
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Una cosa buona o vecchi sapori? Quando mio figlio era piccolo, per la colazione del mattino gli preparavo i biscotti con gli anici di cui era veramente goloso. Poi, piano piano, questa abitudine si è persa...ora si frequenta il bar, si consuma un cappuccino con la brioche, non perchè siano più buoni, ma perchè c'è l'opportunità di incontrare gli amici, fare un po' di gossip (adesso le chiacchiere non sono più di moda) e si passa quella mezz'oretta piacevolmente. Sfogliando i miei quaderni di ricette, ho ritrovato quella dei biscotti. Volevo comperare gli anici ma non li ho trovati, comunque le mani in pasta le ho messe ugualmente. Ho solo cambiato un ingrediente: al posto dell'ammoniaca ho messo un cucchiaino di dose Pane Angeli
INGREDIENTI Gr. 250 farina - 2 rossi d'uovo - gr. 250 zucchero - gr. 50 burro - un cucchiaino lievito - quasi mezzo bicchiere di latte - gr. 50 anici (con questo quantitativo ne bastano la metà) - un pizzico di sale.
Sulla spianatoia mettere la farina a fontana con lo zucchero, la dose e mescolare bene il tutto. Aggiungere i rossi d'uovo, il burro sciolto, il latte, gli anici. Lavorare bene. Solo alla fine aggiungere il pizzico di sale e lavorare ancora. Fare un panetto, metterlo in un pezzo di carta da forno e farlo riposare per un'ora al fresco nel frigorifero.
Accendere il forno, ricoprire la leccarda con della carta da forno, poi con l'impasto fare delle palline grandi più di una noce. Schiacciarle con i palmi delle mani, sistemarle ben distanziate nella leccarda, infornare a 170 gradi per 15-20 minuti e, a questo punto, controllate bene la cottura perchè non tutti i forni sono uguali. Appena pronte, lasciarle raffreddare e poi metterle in un sacchetto di carta o in un bel barattolo di vetro, purchè non sia plastica.
Con questa ricetta ci sono uscite 11 paste...3 mancano all'appello, due le ho mangiate io ed una l'ho data alla mia dirimpettaia....dovevamo pur sentire come erano venute....o no?!
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Post n°45 pubblicato il 29 Aprile 2012 da la_moretta_2
Tempo di vitalbe... Tornato il bel tempo ed una temperatura davvero piacevole, ho deciso di fare una passeggiata in campagna per racogliere le vitalbe con l'intenzione di farmi una bella e gustosa frittata. Forse non tutti sanno cosa siano anche perchè potrebbero essere conosciute sotto altro nome. La vitalba (termine botanico Clematis Vitalba) è una pianta definita infestante e rampicante. La si trova, in gran parte, nelle siepi che costeggiano le stradine di campagna ed anche nei boschi.
In questo periodo si raccolgono i germogli che sono tenerissimi e vengono utilizzati in cucina per frittate, oppure saltati in padella ed anche mescolati alle insalate. Il loro gusto è amarognolo, ma molto buono. E' definita una pianta tossica quando fiorisce, periodo che va da giugno a settembre, quindi non più commestibile venendo così usata per altri scopi.
LA MIA FRITTATA... Ingredienti: 4 uova - gr. 200 circa di germogli di vitalba, sale, pepe, olio q.b. Si fanno lessare i germogli per 5-6 minuti circa in acqua bollente salata, poi si scolano e si lasciano raffreddare. Si sbattono le uova con sale, pepe ed un mezzo bicchiere di latte. Si aggiungono le vitalbe tagliuzzate e si amalgama bene il tutto. In un tegame antiaderente si aggiungono due cucchiai di olio e quando è ben caldo vi si versa il composto, si porta a cottura (copro tutto con un coperchio) e si serve ben calda. Questo è un piatto rustico, contadino ed anche paesano. E' molto apprezzato pèrchè davvero gustoso. La frittata striminzita che vedete fotografata fa un cicin impressione...ma non è pericolosa!!!... è così per via della dieta...ma è sufficiente per soddisfare la gola!
foto da web....la mia è sparita!!!
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Post n°44 pubblicato il 20 Aprile 2012 da la_moretta_2
Questa è nuova... Per me scrivere un post non è tutto divertimento ma anche impegno. Mi piace, è stimolante ma a volte pur spremendo le meningi e rovistando nei cassettini dei ricordi non ne esce fuori niente, praticamente come spremere sangue dalle rape! Ieri sera, preso un vecchio libro di cucina, mi sono infilata nel letto e sfogliandolo ho incontrato alcune notizie bizzarre. Mi sono soffermata sulla cucina dell'800 incuriosita da un brano (non c'era la firma dell'autore
A quei tempi si andava in seminario perchè si aveva il vitto garantito e si studiava. Curiosamente, quei pretini dentro la loro tunica nera, lunga e svolazzante, erano tutti belli magri e pimpanti!...quindi mi son detta: "perchè non utilizzarlo come dieta?" Quel menù non doveva avere controindicazioni perchè era uguale per tutto l'anno! Quindi, considerandolo in linea con l'attuale situazione finanziaria, possiamo utilizzarlo risparmiando i soldi del dietologo!
Fra pochissimo si dovrà fare la "prova costume" e allora sarà meglio cominciare a togliere quello che abbiamo di troppo. Io, per aiutarvi, cerco di stimolare le vostre papille gustative con delle foto appropriate....
...vogliatemi bene perchè io ve ne voglio tanto e vorrei vedervi tutte/i contente/i e soddisfatte/i...anche se, temo, sarà una dieta di lacrime e sangue!!!
QUESTA DIETA L'HO INVENTATA IO !!!!!!! (avrebbe detto Pippo Baudo)
...Amen!...
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Post n°43 pubblicato il 14 Aprile 2012 da la_moretta_2
Carissima Giulia Scardone! - L'isola Felice Questa mattina ho deciso di fare la focaccia, non so se lei sa quanto tempo ci vuole, suppongo di no perchè lei per mandare avanti il suo blog fa copia-incolla di tutto quello che trova senza citare gli autori o la provenienza! Ho cominciato a preparare gli ingredienti, ho messo un sottofondo musicale, mi sono allacciata la parananza bianca ed ho cominciato. Stia molto attenta signora Giulia Scardone! io per farmi questa ricetta ci ho messo un pò di tempo nel senso che ho fatto diverse prove prima di dire "si, questa mi va bene!" però potrebbe darsi che non sia di suo gusto! Allora prenda nota, la faccia, ci perda del tempo ed eviti il copia-incolla. Ho preso un contenitore e ci ho versato: 400 ml di acqua tiepida, 5 cucchiai di olio, 2 cucchiaini di zucchero, 3 cucchiaini di sale fino e 300 grammi di farina. Ho amalgamato tutto molto bene e poi ci ho aggiunto 25 grammi di lievito di birra sbriciolato. Ho continuato ancora a lavorare ed infine ho aggiunto altri 300 grammi di farina. Signora Giulia Scardone bisogna darci di gomito, mica bau bau micio micio! si deve ottenere un panetto bello liscio che va posato sulla leccarda del forno dove si avrà avuto cura di metterci un mezzo bicchiere di olio. Si unge il panetto e, a questo punto, si mette a lievitare nel forno della stufa con lo sportello chiuso a 20° per un'ora e mezza circa, praticamente deve raddoppiare di volume. Fatto questo signora Giulia Scardone, con le mani si stende il panetto per la grandezza della leccarda, si unge la superficie e si rimette a lievitare per un'ora circa. Poi si ripete la stessa operazione e con i polpastrelli delle dita si fanno tante fossette, si condisce con un mezzo bicchiere di olio, si aggiunge un pò di sale grosso, si rifà lievitare per mezz'ora e poi si inforna a 200° per circa 35-40 minuti massimo. Però, signora Giulia Scardone, le consiglio di tenere d'occhio la cottura in quanto i forni non sono tutti uguali.
...questo è il risultato finale... NON SI PERMETTA PIU' CARA SIGNORA GIULIA SCARDONE DI COPIARE I MIEI SCRITTI E LE MIE RICETTE, QUESTA VOLTA STO' ZITTA MA LA PROSSIMA FARO' TUTTO QUELLO CHE MI E' CONSENTITO FARE. IL BELLO E' CHE NEL SUO BLOG HA MESSO ANCHE IL COPYRIGHT!!!!!!! Ah! signora Giulia Scardone! dimenticavo una cosa...questa focaccia tagliata come un panino, è molto buona con i fichi, naturalmente quando ci sono! ...Che figura... |
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Post n°42 pubblicato il 07 Aprile 2012 da la_moretta_2
Stiamo preparando il pranzo di Pasqua! Auguri a tutti!
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Post n°41 pubblicato il 28 Marzo 2012 da la_moretta_2
Ma quanti sono i piatti e i prodotti tipici delle Marche!!!... ...anche la Crescia Brusca è un prodotto agroalimentare tipico marchigiano, principalmente delle province di Pesaro-Urbino e Ancona, precisamente di Jesi dove sono tutti concordi nel confermare che sia nata lì. Viene cucinata durante le feste di Pasqua perchè è il periodo migliore per la produzione del formaggio pecorino. La prima fetta della Crescia Brusca viene tagliata la mattina di Pasqua per la colazione con tutta la famiglia riunita intorno alla tavola e gustata con uova sode benedette, salame e vino rosso nuovo. Antica tradizione ancora radicata nelle campagne, questa specialità è sempre presente a completare il pranzo pasquale sulle tavole marchigiane. La ricetta che propongo è la "classica" che si produce dalle mie parti. Una volta si usava solo formaggio pecorino, ma oggi viene aggiunto anche il parmigiano. INGREDIENTI 6 uova - gr. 500 farina - gr. 150 pecorino e 150 parmigiano - gr. 60 olio extravergine - gr. 150 circa di acqua tiepida - gr. 60 lievito di birra - 1 cucchiaio di pepe macinato al momento - sale - un pizzico di zucchero. ESECUZIONE In un capace contenitore si sbattono le uova, si aggiungono la farina, il lievito sciolto nell'acqua tiepida, il formaggio pecorino ed il parmigiano, l'olio, il sale. il pepe e lo zucchero. Si amalgama molto bene il tutto, si lavora con pazienza, poi si raccoglie in una teglia da forno unta e infarinata possibilmente alta e non tanto larga, preferibilmente di 25-30 cm. di diametro. L'impasto non deve superare la metà dell'altezza perchè lievitando raddoppia il volume. La lievitazione è abbastanza lunga, circa 3 ore, per facilitarla metto l'impasto dentro il forno spento, coperto con un canovaccio umido e lo sportello chiuso. Infornare a 170-180°, dopo 45 minuti si può aprire lo sportello del forno e con uno stuzzicadenti o un bastoncino di legno per spiedini, controllare la cottura che ancora deve proseguire per circa un'oretta...Mi spiace non poter essere più precisa, purtroppo questa fase va seguita attentamente. A cottura ultimata, togliere la Crescia Brusca dalla pirofila e appoggiarla su una griglia per permettere l'eliminazione del vapore.
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Ma in tue braccia di nodoso legno E mai viandante sperso, sulla soglia
a te...che nulla è stato risparmiato, a te...ragazza coraggiosa, a te...donna schietta e dolce, a te...mamma tenera e fiera, a te...amica fiduciosa e sincera, possa la vita sorriderti in questo giorno speciale. amichevolmente tua...
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ARTURO
SULLA GIOVINEZZA...
La giovinezza non è un periodo della vita,
essa è uno stato dello spirito,
un effetto della volontà,
una qualità dell'immaginazione,
un'intensità emotiva,
una vittoria del coraggio sulla timidezza,
del gusto dell'avventura sulla vita comoda.

Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni;
si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale.
Gli anni aggrinziscono la pelle,
la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l'anima.

Le preoccupazioni, le incertezze,
i timori, i dispiaceri,
sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra
e diventare polvere prima della morte.
Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,
che si domanda come un ragazzo insaziabile " e dopo?",
che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.

Voi siete così giovani come la vostra fede,
così vecchi come la vostra incertezza.
Così giovani come la vostra fiducia in voi stessi,
così vecchi come il vostro scoramento.
Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi.
Ricettivi di tutto ciò che è bello, buono e grande.
Ricettivi al messaggio della natura, dell'uomo e dell'infinito.

Se un giorno il vostro cuore
dovesse essere mosso dal pessimismo
e corroso dal cinismo,
possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi

...che tu possa rimanere bella come sei...
TI PENSO E CAMBIA IL MONDO-CELENTANO
...DESIDERARE...
Adesso che il tempo sembra tutto mio
e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
adesso che posso rimanere a guardare
come si scioglie una nuvola e come si scolora,
come cammina un gatto per il tetto
nel lusso immenso di una esplorazione, adesso
che ogni giorno mi aspetta
la sconfinata lunghezza di una notte
dove non c'è richiamo e non c'è più ragione
di spogliarsi in fretta per riposare dentro
l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,
adesso che il mattino non ha mai principio
e silenzioso mi lascia ai miei progetti
a tutte le cadenze della voce, adesso
vorrei improvvisamente la prigione.
Patrizia Cavalli

FANO
LA DIFFERENZA
Penso e ripenso: -
Che mai pensa l'oca gracidante alla riva del canale?
Pare felice!
Al vespero invernale protende il collo, giubilando roca.
Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d'essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l'armi corruscanti della cuoca.
- O pàpera, mia candida sorella,tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s'è pensato.
Ma tu non pensi.
La tua sorte è bella!
Ché l'esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d'esser cucinato.
Guido Gozzano


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