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"Ci sono terribili catastrofi naturali inevitabili a questo mondo, come i terremoti o gli uragani. A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria innaturale perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria e sottomissione. Una popolazione disperata che non trova il pane e il latte per nutrire i suoi figli. Che non piange neanche più  i suoi lutti perché anche agli occhi è stata imposta una dieta ferrea. Il mondo intero non può ignorare questa tragedia e, se lo fa, NON INCLUDETECI IN QUESTO MONDO."

Vittorio Arrigoni da "Restiamo umani"

 

 

Bianca... Neve...

Post n°326 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da OutOfTarget
 

 

... e la sfortuna di essere nani.

 
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KAMERATEN!!

Post n°325 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da OutOfTarget
 

 

Il pastore (1932) - Mario Sironi

Ritrovandomi a condividere le mie giornate lavorative con una maggioranza di colleghi uomini ho potuto rivivere l'esperienza di sentirli chiamarsi per cognome. Era dai tempi della scuola che non mi succedeva. Avevo proprio dimenticato questa loro predilezione per l'uso del cognome al fine di attirare l'attenzione di qualcuno . Io, che chiamo per nome, persino, amministratore delegato e titolari della nuova ditta per cui lavoro. Eppure abbiamo tutti un nome che ci caratterizza e ci rappresenta come individui mentre  il cognome indica solo la nostra provenienza, la gens a cui apparteniamo. E' strano ma in certi ambienti, e soprattutto dagli uomini, chiamare le persone col loro nome appare troppo intimo ed imbarazzante tranne poi prendersi a male parole per la minima incomprensione, il minimo errore.

 
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Ineluttabile.

Post n°324 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da OutOfTarget
 

 

 

 

Heronimus Bosch - La cura della follia.

 

Appare chiaro che cosa succederebbe se tutti gli uomini fossero saggi: bisognerebbe ricominciare da capo con dell'altra argilla e un nuovo Prometeo che la plasmasse. Per fortuna ci sono io che, grazie all'ignoranza e alla dissennatezza, induco gli uomini a dimenticare i loro mali e li illudo con la speranza in un fututo migliore: a volte aggiungo anche l'attrattiva del piacere per distoglierli dalle loro calamità. Tanto che essi non si stancano di vivere nemmeno quando le Parche hanno terminato il loro lavoro e giunge il momento di prendere commiato dall'esistenza. Quando non hanno più motivo di vivere, gli uomini si attaccano alla vita e non vorrebbero più lasciarla. E' merito mio se si vedono in giro certi vecchioni dell'età di Nestore, che non sembran più nemmeno degli esseri umani, malfermi, balbuzienti, sdentati, canuti, calvi, per descriverli alla maniera di Aristofane:

puzzolenti, curvi, miseri, tutti rughe, senza peli né denti, senza virilità.

C'è allora chi si tinge i capelli di nero, chi nasconde la calvizie sotto un parrucchino, chi sfoggia dentature da cinghiale, chi si innamora pazzamente di una ragazza e si strugge dal desiderio come un giovanotto. Non è raro il caso di un vecchio decrepito, con un piede nella fossa, che si prenda in moglie una ragazzina, povera in canna (la quale poi si consolerà altrove), anzi, è diventato ormai una moda. E' ancora più sollazzante sentire certe nonnette che sembrano cadaveri viventi tornati dal regno dei morti inneggiare ai piaceri della vita. Sono capaci di pagare profumatamente qualche Faone perché si presti al loro piacere, si imbrattano il volto di creme, trascorrono ore davanti allo specchio, si depilano in mezzo alle cosce e fanno di tutto per nascondere la realtà, magari mettono in mostra anche con scollature eccessive il seno ormai avvizzito e cascante. Con voce tremula sussurrano paroline d'amore, alzano i calici, si mescolano alle danze delle giovinette e scrivono bigliettini amorosi. Il loro comportamento suscita ilarità ed è giustamente ritenuto folle. Ma è un piacere vedere delle donne così anziane contente di sé,ubriache di voluttà e, grazie a me, felici. E' vero, si mettono in ridicolo. Ma voi che siete i primi a schernirle pensateci un po' su: è meglio vivere come loro, pazze di gioia, o buttarsi disperati da un balcone con una pietra al collo? Se poi la gente trova indegno il modo di vivere, ai miei beati svampiti non importa. Non sentono il peso di tali accuse e, se lo sentono, non se ne curano. Se un sasso piombasse loro sulla testa, allora sì che sentirebbero male, ma l'onta, la vergogna, l'infamia, fanno male solo a chi se ne preoccupa. Basta infischiarsene! Che importa se la folla ti fischia? L'essenziale è che tu applauda te stesso. E questa è un'arte che si impara solo alla scuola della Follia.

Da “L'elogio della Follia” scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1509.

 
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NONNE. Secondo capitolo: Capodanno.

Post n°323 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da OutOfTarget
 

Una volta mi raccontò di quando da piccola accompagnava la sua mamma con il carretto al mercato delle erbe, a piedi. Cinque chilometri a scendere e cinque  a salire al ritorno. "Non c'erano mica automobili e furgoncini!!! mi disse, riferendosi agli anni venti. Nata precisamente il 31 dicembre 1911, mia nonna quest'anno ha compiuto cento anni. A parte i racconti "surrealisti" su una realtà contadina che pare lontana anni luce, questo donnone corpulento, dagli zigomi pronunciati e la fronte spaziosa mi ha, da sempre, contagiato col suo fatalismo. Non mi ricordo di averla mai vista alzare la voce, disperarsi, imprecare, inveire. L'ho sempre vista subire gli eventi con impassibilità statuaria ed un pizzico di ottimismo. Quando, durante i festeggiamenti per il suo genetliaco, il sindaco presente le ha chiesto quale fosse stata la miglior epoca vissuta, lei ha risposto serafica: "Questa... oggi c'è qualsiasi cosa si possa desiderare". "Ma come? E quella della sua gioventù?" l'ha incalzata lui. "Si faceva la fame con le erbe di campo... meglio ora... guardi qua!" gli ha risposto lei, sempre meno intimorita dalla carica, mostrando il suo piattino pieno di salatini e stupendolo con la sua verve. Noi nipoti, ormai da dieci anni, la esortavamo dicendo: "Nonna dai che vogliamo festeggiare i 100!" e lei ogni  santo anno, sorridendo benevola, ci ha risposto: "Dio volendo... Dio volendo... faremo una bella festa!". Quest'anno le abbiamo detto: "Nonna... allora... pronta per la grande festa?". E lei, non sapendo ancora che le stavamo organizzando l'incontro con la delegazione comunale, ci ha detto: "Ragazzi... la festa è meglio rimandarla a primavera... adesso è troppo freddo e poi l'ultimo dell'anno avrete da fare!". Invece l'abbiamo ammirata mostrare orgogliosa la sua medaglia di bronzo, donatale dal sindaco, per i suoi primi  cento anni. Noi, figli e nipoti al di quà della macchina fotografica che immortalava l'evento, nel frattempo speravamo. Speravamo di averne ereditato i geni di longevità ma soprattutto lo spirito. Auguri nonna.


 

 
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NONNE. Capitolo primo: Natale.

Post n°322 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da OutOfTarget
 

“Chi sono?”. “Come chi sei? Sei la birbacciona di nonna!”. Questo è stato lo scambio di battute fra me e mia nonna, entrando nella sua stanza d’ospedale. Il giorno di Natale, intorno a mezzogiorno,  avevo chiamato a casa sua per farle gli auguri e mi aveva risposto mia zia che concitatamente mi aggiornava così: ”Nonna è caduta”. Seguivano notizie sommarie sullo stato generale di salute, arrivo dell’ambulanza, corsa con lo zio al pronto soccorso. A fine giornata abbiamo ricevuto la diagnosi definitiva. Doppia frattura non scomposta del bacino con prognosi di almeno venti giorni a letto, con mia nonna trattenuta in osservazione per qualche giorno nel stesso reparto di pronto soccorso, dove mi sono recata a trovarla due giorni dopo. E dove la sua risposta alla mia domanda mi ha sbalordito tanto da sentire il bisogno di scriverne. Qui. Non sentivo quel termine, birbacciona, da quando ero piccolissima. Mi ci chiamò fino ai cinque, sei anni, al massimo. Riascoltandolo ho provato un misto di tenerezza, nostalgia, malinconia e rancore. Mia nonna ha ricevuto, qualche mese fa, una diagnosi di Alzheimer e da allora è progressivamente peggiorata. Se fosse ancora perfettamente in sé, ho pensato subito, non mi avrebbe mai chiamato così. Mi ha quindi riconosciuto ma, dal suo sorriso, ho intuito che  in me vedeva, in realtà, la bambina che fu. Anzi la birbacciona che fu. Non sono riuscita a trattenere le lacrime mentre la guardavo, con quell'aria indifesa e stranita, in quel letto d'ospedale, vestita solamente di una camicia da notte di flanella rosa. In un secondo sono tornata ai momenti gioiosi della mia infanzia trascorsi in casa sua, constatato il trascorrere inesorabile del tempo e valutato, con rancore appunto, l’impossibilità umana di opporvisici. E subito dopo sono improvvisamente ricresciuta, ritrovandomi di nuovo adulta consapevole, ancora più consapevole. Ho trascorso un’oretta lì con lei, verificando di persona l’abbruttimento dell’essere umano che non è più padrone delle proprie facoltà mentali, considerando tristemente che, possedendo gli stessi geni, non posso escludere di ritrovarmi in futuro nella sua stessa condizione. E mentre ripeteva ossessivamente di volersi alzare per andare in bagno, senza rendersi minimamente conto di avere un catetere, non ho trovato niente di meglio da fare che tenerle la mano e ripeterle, altrettanto  ossessivamente, l’oggettività e cioè che non poteva alzarsi dal letto perché era caduta e si era fratturata il bacino. Prima di andarmene le ho  baciato la fronte e non mi ha stupito constatare la delicatezza della sua pelle trasparente. “Ecco” ho pensato “da vecchi si ritorna bambini, nella mente ed in parte anche nel fisico”. Ora, mia nonna è  trasferita in un reparto di lungo degenza. Sono stata ancora a trovarla ed ho sorriso delle sue strane uscite. Sollecitata a riflettere  sul fatto che senza TV sia difficile far trascorrere il tempo in un ospedale, mi ha risposto: “Hai ragione! Mi accorgo ora che l’hanno portata via." Sapendo che la televisione non c'era mai stata, le ho chiesto dove avessero potuto portarla e lei con decisione disarmante mi ha risposto: "Ahh deve essere per via dei nuovi canali, quelli speciali che si vedono se hai la televisione speciale. E' chiaro! Hanno portato via tutte le TV per sostituirle con quelle nuove!". Mi ha spiazzato. "Ma com'è possibile tanta logica nell'illogicità?" ho pensato. E  poi ancora: "Sai? Quando viene sera mi chiudo a chiave. Non mi fido di tutta la gente che gira qui dentro!" Ed io: "Ma nonna coma fai? Non ti puoi alzare dal letto!" E lei: "Come non mi posso alzare?! Anche ieri sono andata a fare una lunga passeggiata, giù fino al negozio e poi sono ritornata indietro!" Ho sorriso, di nuovo. In fin dei conti la sua follia è una fuga nel tempo e nello spazio. Come biasimarla? E come non desiderare di possedere lo stesso potere da poter accendere, e spegnere si intende, a nostro piacimento? Non possedendolo, non ho resistito alla tentazione di rivedermi come lei mi ha visto quel giorno. Bambina spensierata e birbacciona e sono andata a cercare questa...

Sono trascorsi quarant'anni ma anche per me è come se non fossero trascorsi mai. Buon Anno Nonna.

 


 
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E HO VISTO.

Post n°321 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da OutOfTarget
 

Fiorire le rose e spuntare le nuove foglie sugli alberi a Natale anche se non abito nell'emisfero Australe. BUON ANNO

 

 

 
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HO VISTO.

Post n°320 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da OutOfTarget
 

Un uomo alto e grosso coi vestiti da lavoro fare la fila all' hardiscount davanti a me e raccontare del suo ultimo anno ad una conoscente, con la faccia tirata di chi non nutre più speranze: "E' durissima. Abbiamo fatto grandi investimenti ed ora si lavora a singhiozzo ed i soldi per pagare i debiti non bastano". Ho visto la donna che parlava con lui  cercare di rincuorarlo dicendogli: "Dai, dai... in fin dei conti non avete figli! Almeno non dovete preoccuparvi anche del loro futuro come noi!.  Ho visto i negozi pieni di merci e vuoti di persone. Ho visto le tante auto parcheggiate lungo la via sotto casa e l'ultimo vicino tornato a casa, in questa sera di previgilia, trovare un buco per la sua utilitaria dopo aver girato per un bel po'. Son tutti a casa e probabilmente molti ospitano già parenti e amici.  Ho visto colleghi di lavoro uscire dispensando a gran voce calorosi auguri di buone feste e altri andarsene a testa china bofonchiandoli impercettibilmente.  Forse eran più veri i secondi. Ho visto persone di corsa, arrabbiate e immusonite  salire sulle loro auto per rimanere bloccate nel traffico a maledire tutti quelli che come loro (e me) se ne vanno in giro ad intasare le strade nei giorni di festa . "Ma cosa avranno tutti da fare?". Ho visto i clochard che abitano nello stabilimento dismesso della Montecatini scendere alla fermata dell'autobus con i loro fardelli sulle spalle ed uno di loro trascinare un enorme peluche dentro ad una busta di cellophane trasparente. Ho visto il tetro stagliarsi dello stabile Iveco completamente inghiottito dall'oscurità. L'anno scorso i suoi uffici e le sue officine erano animati e le decorazioni elettriche brillavano ancora all'esterno. Fu l'ultimo richiamo per un cliente "mai nato", evidentemente, rimasto inascoltato. Ho visto i negozi di elettronica gremiti di patiti dell'ultimo Mac, l'ultimo iPad, l'ultimo iPhone, insomma tutto basta che sia l'"ultimo". Ho visto le vie illuminate e gli alberi di Natale agghindati esposti alle finestre, come sempre. BUON NATALE.

 

 

 

 

 

 
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CIRCE.

Post n°319 pubblicato il 10 Dicembre 2011 da OutOfTarget
 

Ho smesso da un po' di stendermi i ricci. Alla mia veneranda età son tornata ad avere la testa arruffata dell'irrequieta adolescente che fu.

 

 

In realtà non sono mai stata un'adolescente irrequieta. Che inconsciamente non desideri recuperare?

 
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10 BUONI MOTIVI PER RINGRAZIARE

Post n°318 pubblicato il 02 Dicembre 2011 da OutOfTarget
 

 

 

Era il compito da svolgere questa settimana, assegnato dall'oroscopista di Internazionale. Trovare 10 validi motivi per ringraziare nella propria vita. Ho subito pensato "be' facilissimo... la marziana... la famiglia... la salute... gli amici... il lavoro... la musica... il mare... l'arcobaleno... ehi ma come sono banale!!!! eppoi sono solo otto!!". Sembrava facile e invece... Eppure sono davvero una persona molto fortunata che ha tanto per cui ringraziare.

Al fine, ecco la mia personalissima classifica riveduta e corretta. Grazie per:

 1. L'Amore ed il suo sorriso

 2. La tavolozza di colori della natura

 3. La sinfonia delle note musicali

 4. La curiosità che non mi fa invecchiare

 5. L'ironia che non mi fa prendere troppo sul serio

 6. La tenacia contro le difficoltà

 7. Il perdono quando sbaglio

 8. I viaggi con tanti imprevisti

 9. I Jeens e le sneeckers

10. La pasta quando ho fame ed il divano quando sono stanca.


 

 
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CI SI PROVA.

 

 

 

 

Con la speranza di poterci

tirare una riga sopra

fonte

http://it.peacereporter.net/conflitti/

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LA MAFIA SBANDA.

La mafia sbanda,
la mafia scolora,
la mafia scommette,
la mafia giura
che l'esistenza non esiste,
che la cultura non c'è,
che l'uomo non è amico dell'uomo.
La mafia è il cavallo nero dell'Apocalisse
Che porta in sella un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.
La mafia li commemora
Con ciclopici funerali,
così è stato per te Giovanni
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.

                          di  Alda Merini