Creato da zoeal il 05/02/2008

RASNA

semplice passione

 

CELTIC RASNA - L'ULTIMO SACRIFICIO (booktrailer)

Post n°322 pubblicato il 09 Maggio 2017 da zoeal
 

 
 
 

CELTIC RASNA - L'ULTIMO SACRIFICIO

Post n°321 pubblicato il 03 Maggio 2017 da zoeal
 

il libro "CELTIC RASNA - L'ULTIMO SACRIFICIO" è disponibile su ebook nei principali store on line

 
 
 

Etruschi, Enotri e Dauni

Post n°320 pubblicato il 20 Luglio 2012 da zoeal
 

Gli Enotri furono un importante popolo italico che abitò le zone dalla Calabria al Metaponto- Posidonia, dalla foce del Bardano a quella del Sele. I Dauni si attestarono nell'attuale Gargano e parte della Puglia interna sino al confine con la Basilicata.

Entrambi i popoli ebbero scambi commerciali ampiamente documentati dai ritrovamenti tombali, con gli Etruschi. Emblema di tali contatti, nonchè dell'affermarsi dell'influenza greca tra questi popoli, è il simbolo stesso della mostra "Il modello inimitabile, percorsi di civiltà fra Etruschi, Enotri e Dauni" che si svolgerà al Museo Isidoro Falchi di Vetulonia sino al 4 novembre prossimo. Si tratta di uno splendido candelabro ritrovato in una tomba principesca femminile di Ruvo del Monte (provincia di Potenza) di chiara manifattura vulcente. Tale candelabro è coronato dalla coppia di figure bronzee rapprensentanti la dea Thesan (la dea dell'aurora) che rapisce Kephalos, figure ricorrenti nell'iconografia etrusca.

 

 

 
 
 

Manie di grandezza

Post n°319 pubblicato il 26 Maggio 2012 da zoeal
 

 
 
 

E L'ETRUSCO SI FECE SEPPELLIR PURE AL "GRILLI"

Post n°318 pubblicato il 24 Maggio 2012 da zoeal
 

Per un caso fortuito è stata scoperta una tomba etrusca tra l'altro diversa dalle altre presenti in zona, in località "Grilli", ovvero insediamento di poche anime nel comune di Gavorrano (GR) poco sotto il paese di Giuncarico. E' vero che vicino c'è la più etruscologicamente famosa Vetulonia, è vero che altre tombe sparse qua e là, in quella zona ogni tanto sono state ritrovate, ma questa secondo il parere degli archeologi è veramente eccezionale.

Ecco cosa scrive la "Nazione" di oggi 24 maggio 2012: "  la scoperta classificabile come «eccezionale»: è avvenuta nel sito etrusco di San Germano, a due passi dal centro abitato di Grilli. L’equipe composta da studenti e laureati dell’Università di Firenze guidata da Luca Cappuccini ha rinvenuto una tomba etrusca. Tra l’altro si è trattato di una campagna a costo zero, con Patrizia Scapin che gratuitamente ha messo a disposizione un alloggio per gli archeologi e la proprietà dei terreni disponile alla massima collaborazione. Gli scavi sono andati avanti sotto la tutela della Soprintendenza Toscana e con la collaborazione del Dipartimento Samerl, e sono stati eseguiti in una necropoli già individuata negli anni Settanta del secolo scorso da Claudio Curi. Solo che la tomba che ha dato così tanti risultati non era stata scavata ancora.


«È STATA la forma della tomba, che anche i clandestini pensavano simile alle altre, a scoraggiare gli interventi e ha permesso di mantenere in buono stato le restanti parti. Il diametro è di circa 20 metri — spiega Luca Cappuccini — ed è composta da un corridoio di ingresso, un ampio vestibolo che introduce in una camera funeraria con pilastro centrale e si data intorno alla fine del VII secolo. I reperti recuperati confermano la datazione e l’utilizzo della struttura nel tempo, fino al III secolo. Sono stati recuperati materiali del periodo orientalizzante e di quello arcaico. A questi se ne sono aggiunti altri in ceramica greca a figure rosse».

I favolosi reperti sono già stati trasferiti a Firenze dove saranno restaurati al Centro di Restauro della Soprintendenza e dell’Università. L’eccezionalità della scoperta sta nella classificazione della tomba, differente per tipologia dalle altre della zona e quindi considerata una vera e propria rarità. Fra le curiosità dei ritrovamenti una legata ai «clandestini»: la punta, cioè di un martello perforatore rimasta conficcata nella roccia e lasciata lì dagli archeologi a conferma del passaggio di questi profanatori.

A corredo dell'articolo le foto: http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=36179

 

 
 
 

LA NECROPOLI DELL'OSTERIA A VULCI: LA SCOPERTA DI NUOVI TESORI

Post n°317 pubblicato il 31 Marzo 2012 da zoeal
 

Talvolta capita di cercare una cosa e non trovarla ma in compenso se ne trovano altre di cui si ignorava l'esistenza. E' praticamente sucesso questo agli archeologi che sono incappati nella nuova necropoli di Vulci sino ad oggi rimasta nascosta sotto un campo coltivato. Stavano cercando l'ubicazione della "Tomba del sole e della luna" detta anche dei "Pilastri scannellati" scoperta e documentata da Vincenzo Campanari nel XVIII secolo ma poi ricoperta per restituire terra alle coltivazioni, invece hanno trovato un sito che desta meraviglie ad ogni centimetro di terra che si sta scavando. Gli scavi, iniziati a novembre del 2011, stanno riportando alla luce numerose tombe, di cui un paio, sicuramente principesche. Le dimore funebri sono scavate in un basamento di tufo, con la consueta forma a "T", cioè composte da un dromos e un vestibolo sul quale si aprono le camere funerarie. Per il momento ne sono state individuate due di grandi dimensioni ma gli archeologi affermano che stanno scavando in un piccolo fazzoletto di terra, rispetto all'immensità che dovrebbe essere quel sito. Bisogna considerare infatti che le tombe vulcenti, scoperte fino ad ora (vedi tomba di François ad esempio) sono relativamente poche in relazione alla dimensione metropolitana (per quell'epoca) che aveva assunto Vulci nel periodo di maggior splendore: 120 ettari per una popolazione di 20.000-30.000 abitanti.

La prima tomba possiede un dromos di circa 27 metri con una pendenza del 15%. Per ora non è stato possibile aprire le camere sepolcrali poichè si trovano al di sotto di una strada ma sono in arrivo le autorizzazioni per chiuderla al traffico e costruire una deviazione. Gli archeologi sono arrivati a scavare sino all'inizio del vestibolo che ha restituito una splendida sfinge in nenfro, forse opera di un artigiano etrusco di Tuscania, dove sono stati fatti altri ritrovamenti identici. La tipologia di sfinge permette di datare la tomba intorno al 600-550 a.C.. Si allaccia inoltre ad un gruppo scultoreo ritrovato sempre a Vulci, a suo tempo trafugato dai tombaroli, venduto all'estero e ora esposto al museo di Amburgo. In alcune tombe adiacenti al dromos, sono stati ritrovati altri frammenti di sfingi, databili questa volta intorno al 500-420 a.C. La necropoli ha restituito anche altre particolarità, come alcune tombe a pozzetto per incinerati; queste tombe ricalcano le modalità di sepoltura di epoche precedenti con la caratteristica però che non sono un semplice pozzetto ma sono volutamente scavate a forma antropomorfa. Pare inoltre che  le sfingi avessero assunto a Vulci una valenza rituale e non solo una moda dato che la loro presenza nella necropoli è durata per almeno un secolo ed è stato inoltre ritrovato un vaso a figure nere del cosiddetto "pittore di Monaco" che in modo inusuale per lui, ha voluto rappresentare anche lì delle sfingi, delle quali una presenta una testa di colore bianco che identifica una sfinge di sesso femminile. Anche sulle pareti del dromos si aprono alcune tombe, sono state infatti riportate alla luce, una tomba di bambina (se ne deduce dagli oggetti ritrovati), una tomba a fossa con un corredo di 25 oggetti ed un altra con delle olle a rete integre e in una nicchia (cosa curiosa) le ossa di un cane. La seconda tomba principesca è molto monumentale. Intorno sono stati ritrovati dei muretti a secco costruiti con pietre diverse di vari colori con la presenza di numerosi buchi per paletti di piccole dimensioni, situati su un piano di tufo in forte pendenza, forse originariamente presentava dei gradini. All'interno dei muretti non sono stati ritrovati oggetti ma materiale bruciato. C'è la possibilità che questi muretti intorno alla tomba, fossero degli altari sui quali si è praticato il culto del defunto anche per molti anni successivi alla chiusura della tomba. Da ciò si deduce che il defunto fosse stato un personaggio particolarmente importante tanto da aver dato luogo al culto pubblico dell'"Eroe". Per il momento sono state individuate sei camere sepolcrali, non ancora aperte, ed alcune tombe ai lati del dromos. Tali tombe sono state violate in epoca antica per cui depredate degli oggetti in metallo prezioso ma non del vasellame per cui ci sono buone possibilità di ritrovare un corredo molto ricco all'interno delle tombe principali. I nuovi scavi, riguardano anche i dintorni di Montalto di Castro, proprio vicino alla ex centrale nucleare. In località "due pini" , scavata su un pianoro di calcare, è stata ritrovata una necropoli. Le tombe, tutte violate, hanno la caratteristica forma a "T" e presentano anch'esse delle particolarità: in una è stato ritrovato lo scheletro di un cavallo, un piccolo equino alto circa 130 centimetri; un' altra, invece è stata denominata la tomba del "single" perchè pur avendo un dromos, un vestibolo e la forma a "T", presenta una sola camera sepolcrale a destra con i resti di un solo inumato. Attendiamo con trepidante attesa gli ulteriori sviluppi di questi scavi che promettono altre belle sorprese. 

 
 
 

LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI: APPUNTI SPARSI

Post n°316 pubblicato il 15 Dicembre 2011 da zoeal
 

Gli autori greci e latini dissero che la musica accompagnava ogni gesto quotidiano degli Etruschi: suonavano i pastori pascolando il gregge, suonavano nelle gare sportive, ai banchetti, durante le battute di caccia, mentre si cucinava, durante i riti funebri e secondo qualcuno, (greco, ma và?) anche mentre si “frustavano i servi” trovando nella cosa anche una certa connotazione sadica. Di fatto, che la musica avesse assunto un ruolo importante nella vita anche quotidiana degli Etruschi, è certo: sono molte infatti le rappresentazioni di musicisti (specie flautisti e suonatori di lira) nelle bellissime pitture delle tombe tarquiniesi, chiusine e orvietane e nei vasi di ispirazione greca a figure rosse. Purtroppo a parte queste testimonianze, della musica etrusca praticamente non si sa nulla. Possiamo dedurre che si ispirasse a quella greca di cui sappiamo un po’ di più ma, se analizziamo attentamente le testimonianze grafiche, ci accorgiamo anche che gli Etruschi forse avevano saputo cambiarla o personalizzarla. Per esempio i Greci avevano il doppio flauto, anche i nostri Rasna lo avevano ma  era diverso e probabilmente emetteva un suono differente, non chiedetemi i dettagli tecnici sul perché (il musicista Stefano “Cocco” Cantini, durante l’incontro museale su “La musica perduta degli Etruschi” lo ha saputo spiegare benissimo ma io purtroppo non so fare altrettanto) credo che si trattasse di un discorso di “ancia”. Come doveva essere quel suono? Con precisione non lo sapremo mai tuttavia avrebbe potuto assomigliare a quello del doppio flauto sardo; d’altronde gli studiosi stanno approfondendo i legami tra la civiltà nuragica e quella etrusca e non si esclude che entrambe siano state correlate cosicché alcune reminiscenze del passato, perdute nell’Etruria di oggi,  siano state invece tramandate nella cultura sarda. Non è tutto, alcuni strumenti infatti sono stati inventati proprio dagli Etruschi, per esempio il grande corno che veniva portato a spalla e la tromba con l’estremità ricurva detta, per questa particolarità “lituo”. Dalle scene riportate su parecchi vasi, sembra che corni e trombe fossero privilegiati durante le attività di guerra e di caccia (ed il pensiero va alla caccia alla volpe in Inghilterra scandita dal suono dei corni), le trombe a lituo ed il grande corno a spalla (se ne trovano i resti a Villa Giulia) scandivano l’incedere dei cortei di magistrati mentre per sacrifici, banchetti e giochi si preferivano flauti e lire (di cui quella grande detta a “culla” pare essere tipicamente etrusca). I musicisti sono quasi sempre raffigurati vestiti riccamente per cui probabilmente non erano schiavi o servi ma professionisti prezzolati anche lautamente così come d’altronde avveniva in Grecia. Uno dei primi re di Roma, Numa, che organizzò i suoi cittadini in corporazioni di arti e mestieri, mise al primo posto proprio quella dei musici per cui, questi dovevano essere tenuti in grande considerazione nell’antichità. Un discorso a parte riguarda la musica nei sacrifici: sappiamo infatti che presso i Greci un sacrificio non era valido e la divinità veniva offesa se l’animale, nell’atto di essere immolato, emetteva dei gemiti; la musica serviva per coprire questi rumori indesiderati in modo che non arrivassero alla divinità che ci si voleva ingraziare.  Da tutta quest’analisi possiamo dedurre inoltre che gli Etruschi non amassero gli strumenti a percussione, conosciuti e utilizzati dai Greci ma mai raffigurati invece dai nostri progenitori che prediligevano quindi gli strumenti a fiato. Pare che questa predilezione si sia trasferita nel dna degli italici, visto che l’Italia è uno dei primi paesi al mondo a sfornare virtuosi degli strumenti a fiato.

Grazie alle dottoresse Rafanelli e Celuzza e al musicista Stefano “Cocco” Cantini per la bella ed istruttiva conferenza sul tema della musica etrusca.

 
 
 

La musica degli Etruschi

Post n°315 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da zoeal
 

Una serie di iniziative nei musei della provincia di Grosseto:

LA MUSICA DEGLI ETRUSCHI

se passate da queste parti....

 

 
 
 

30 ottobre 2011

Post n°314 pubblicato il 30 Ottobre 2011 da zoeal

E' passato un anno da quando nella nursery dell'ospedale sembravi un fagottino rosa. Ora hai appena imparato a muovere qualche passetto e sei una simpatica e terribile "casinista". Ti voglio bene luce della vita di mamma e papà. Buon compleanno amore mio!

 
 
 

Girovagando per le colline maremmane

Post n°313 pubblicato il 31 Luglio 2011 da zoeal
 

azienda vitivinicola a "vocazione" etrusca. Scuriosando su internet ho trovato che hanno denominato i loro vini con nomi e simboli etruschi. Molto, molto, molto bene!

 Ricordo che la parola "tular" significa "confine".

 
 
 

Torna "Il Frontone di Talamonaccio"

Post n°312 pubblicato il 26 Marzo 2011 da zoeal
 

Il frontone del tempio di Talamone rappresentante i "sette contro Tebe" ritorna visibile al pubblico dopo lungo itinerare per mostre in tutto il mondo, al museo di Orbetello (ex polveriera Guzman):

Orari e giorni di apertura al pubblico

Per rinfrescarci le idee:

 Il tempio (III secolo a.C) si innalzava sulla pendice sud-est di Talamonaccio; la fronte era rivolta verso il mare e costituiva un punto di riferimento per le navi provenienti da sud, mentre il monumento non era visibile dalla baia sottostante. Il frontone presenta al centro Edipo cieco e inginocchiato, ai lati i suoi due figli morenti Eteocle e Polinice; a sinistra è Adrasto che fugge su una biga, mentre a destra è Anfiarao che sprofonda negli Inferi con il suo carro. Il frontone presenta alcune peculiarità che lo rendono unico nel panorama di analoghe creazioni nell’intera Etruria. Innanzi tutto il fatto che gli scultori si siano preoccupati di creare le figure inclinate in avanti, in modo che dal basso si potesse avere una visione migliore. L’altra particolarità non trascurabile è data dalla ricchezza dei personaggi e dalla complessità del "racconto" scultoreo.

(da Canino Info) 

 
 
 

STRACCI, CENCI & COMPANY

Post n°311 pubblicato il 22 Febbraio 2011 da zoeal
 

Etruschi anche questi noti dolci fritti di carnevale che prendono nomi diversi a seconda delle diverse zone ma che nella sostanza sono tutti uguali: sfoglie di pasta fritta dolcificati con zucchero o miele.

La notizia l'ho sentita da uno storico di gastronomia in una nota trasmissione televisiva pomeridiana. Tipici dolci da strada, venivano venduti e consumati per le vie dell'antica Roma durante i Saturnali (che non erano altro che una sorta di carnevale antico) ma i Romani stessi avevano ereditato la tradizione dagli Etruschi.

Rispetto ai dolci di oggi venivano fritti nello strutto e dolcificati ovviamente solo con miele.

Allora la domanda sorge spontanea: ma che mondo sarebbe stato senza gli Etruschi?

E dominiamooooooooo!!!!

buon appetito e attenti alle calorie!

 
 
 

DOMUS ETRUSCA DI VETULONIA: NUOVI SCAVI

Post n°310 pubblicato il 20 Gennaio 2011 da zoeal

Dopo sette mesi di pausa, sono ripresi a dicembre gli scavi archeologici a Vetulonia, che hanno permesso di riportare alla luce una intera domus etrusca, unica in Italia, risalente a 2400 anni fa. La casa aristocratica, che venne scoperta a maggio 2010 nel quartiere di Poggiarello-Renzetti, uno dei quartieri della città etrusco-romana di Vetulonia, è emersa in tutto il suo splendore riportando in vita aspetti della vita quotidiana degli etruschi, prima mai conosciuti agli storici. La nuova campagna di scavi ha permesso di scoprire due nuovi ambienti e altri vani continuano a svilupparsi sotto terra in direzione nord-ovest e nord-est. Dovrebbe trattarsi di una casa ad atrio, impostata su un atrio centrale a cielo aperto, con tetto a quattro falde displuviate e vasca centrale dell'impluvio a terra per raccogliere le acque piovane e l'ingresso, ancora da scavare, doveva aprirsi verosimilmente verso la via dei Ciclopi, una strada minore che si inerpicava sulla collina dove è disteso il quartiere parallelamente alla via Ripida sulla quale si apre la casa di Medea. I due nuovi ambienti della casa scavati facevano parte della zona residenziale della casa. Nella scorsa campagna erano stati messi in luce il settore della dispensa, dei magazzini, con gli orci e le anfore per contenere e conservare gli alimenti, l'olio e il vino; la nuova campagna di scavo ha proseguito verso la sala da pranzo, il triclinio, dove i signori della domus si ritrovavano a consumare i pasti distesi sui loro letti conviviali. La stanza da pranzo era in origine intonacata e sull'intonaco si estendeva la decorazione pittorica a colori vivaci ed i resti di questo intonaco dipinto si sono conservati su uno dei muri del vano. Nella stanza sono rimasti alcuni arredi di marmo, come sostegni a forma di colonnino e basette, che forse sorreggevano piccole tavole dove appoggiare i vasi e gli alimenti del banchetto; una vaschetta di marmo ornata da una testina di animale, ecc. Ma soprattutto questa stanza ha conservato uno splendido pavimento intero in cocciopesto, impreziosito

FONTE:Virgilio Notizie

 
 
 

Iniziative più o meno "etrusche"

Post n°309 pubblicato il 10 Gennaio 2011 da zoeal
 

Clicca su:

IL SIMPOSIO VINO & C.

 
 
 
 
 

Tesori etruschi

Post n°307 pubblicato il 27 Ottobre 2010 da zoeal

Siccome alla data e all'ora attuale sono sempre "intera" mi sono dilettata a passare il tempo creando questo video...

 
 
 

E FINALMENTE....

Post n°306 pubblicato il 13 Settembre 2010 da zoeal
 

L'abbiamo fregata, presa alla sprovvista in un momento di distrazione! Alla trentatreesima settimana, o meglio dire a otto mesi ed una settimana circa... l'ecografia ha rivelato che si tratta di una Femminuccia! Vista l'attesa (tanto per dire, al corso pre parto fino ad una settimana fa c'ero solo io che ancora non aveva individuato il sesso del nascituro...) quasi non ci credo e mi sento ancora molto prudente ad approvvigionarmi di cosette rosa per lei. La birbona così amante della sua privacy si chiamerà

Elisa

da Elisheba: in ebraico significa "la perfezione di Dio"

 

 

 

 

 
 
 

Scoperta eccezionale a Tarquinia!

Post n°305 pubblicato il 05 Agosto 2010 da zoeal
 

Siamo nella necropoli della Doganaccia, dove si pensa riposi la créme de la crème della nobiltà etrusca. Si tratta di tombe di principi e di lucumoni, tra le quali è stata scoperta forse una delle più antiche tombe dipinte. Gli scavi sono stati condotti dall'Università di Torino e dalla Sovrintendenza archeologica dell'Etruria meridionale.

Le foto e l'articolo integrale dell'eccezionale ritrovamento QUI

 

 
 
 

Conclusi gli scavi della Domus Etrusca meglio conservata d'Italia.

Post n°304 pubblicato il 26 Maggio 2010 da zoeal
 

VETULONIA

Riportata alla luce la più antica "domus" etrusca completa d'Italia. La residenza signorile, abitata dal III a.C fino al I a.C, aveva un magazzino per le granaglie ed un annesso per la produzione dell'olio. Il tesoretto ritrovato è costituito da monete etrusche e romane, le ultime sono databili con certezza nel 79 a.C, per cui si presume che questa sia la data dell'ultima occupazione della stessa da parte del proprietario. La domus, che aveva anche un piano superiore con pavimento in legno, crollò a causa di un incendio forse in conseguenza delle ritorsioni sillane dopo la fine della guerra civile con Mario. Il pavimentio a piano terra era in cocciopesto ed i muri costruiti con mattoni di argilla essiccata al sole. Anche l'intonaco interno era costituito da argilla. Interessante il repertorio di vasellame a vernice nera ritrovato.

per le foto e per saperne di più CLICCA QUI

 

 
 
 

Il museo archeologico di Orbetello

Post n°303 pubblicato il 19 Maggio 2010 da zoeal
 

Situato nella struttura imponente della ex polveriera Guzman costruita dagli Spagnoli nel 1692, è molto piccolo contando un solo stanzone (ma ci assicurano che sarà presto inaugurata un'altra sala che accoglierà i reperti romani) ma è molto suggestivo. Raccoglie reperti etruschi ritrovati nei dintorni della città (che come sappiamo possiede ancora larghi tratti dell'originaria cinta muraria ciclopica), a Talamone (Tlamu) e presso il tempio di Talamonaccio il cui frontone di terracotta che raffigura "I sette contro Tebe", è conservato in altra sede. Oltre ai vasi attici, ai buccheri, ai vasi etruschi a figure nere, sono esposti i particolarissimi reperti del ripostiglio del tempio: una vera specialità. Possiamo ammirare una collezione di candelabri in bronzo di mirabile manifattura che recano decorazioni floreali ed animali, particolarissimo quello in cui è raffigurato un gatto che si arrampica lungo lo stelo per cercare di raggiungere un galletto all'estremità, una grande patera bronzea decorata con soggetti orientali ed alcuni oggettini che non ho visto in nessun altro museo. Generalmente si ritrovano miniature di oggetti in terracotta come piccoli bacili o brocchette, invece nella stipe votiva di Talamonaccio sono state ritrovate vere e proprie miniature in metallo di armi (asce bipenne, spade, lance) e di oggetti agricoli (badili, aratri falcetti) di ottima fattura e curati nei particolari se pensiamo che misurano solo pochi centimetri. Mirabili anche i due elmi del tipo Montefortini con paraguance, la collezione di monete romane tardo repubblicane e imperiali, i resti in ferro miracolosamente conservati di attrezzi agricoli, piedini e decorazioni di mobili. Interessante la collezione di armi, ritrovata sempre nel deposito vostivo di Talamonaccio composta da diversi tipi di lance e lunghi coltelli simili al "pugio" romano. Sembra che non siano mai state utilizzate, forse erano ex voto o più probabilmente vi erano state nascoste per essere reperite all'occorrenza oppure per sottrarle alle aggressioni galliche. La necropoli ormai perduta di Orbetello, scavata nell'800, ha restituito una reticella d'oro per capelli, alcune lamine d'oro, dei bottoni e degli orecchini in lamina d'oro di fattura tipicamente etrusca la cui lavorazione non era stata portata a termine, un paio di bulle, bottoni ed un anello nuziale di ottima fattura ricavato riciclando un preesistente orecchino.
Un  grazie alla bravissima guida di domenica scorsa e speriamo che iniziatice come quella di "Amico museo" si ripetano spesso.

 
 
 
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GIOCO LETTERARIO

Ho partecipato al gioco letterario promosso da Writer

INCIPIT

 clicca su IL FOLLE se vuoi leggere il mio racconto

ho scritto anche:

 LA FINE E L'INIZIO

e per la serie RACCONTI BREVI:

HIRUMINA IL PERUGINO

DEUXIPPO (prima parte)

DEUXIPPO (seconda parte)

DEUXIPPO (terza parte)

DEUXIPPO (ultima parte)

L'INFAME (prima parte)

L'INFAME (ultima parte)


 

E SFOTTIAMIOLI UN PO' STI RUMACH!

 

MAGIA DEL PHOTOPAINT

 

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ENIGMATICO APOLLO DI VEIO:IL SORRISO CHE AMMALIA

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LA LETTURA NOBILITA LA MENTE

"CHIMAIRA" di Valerio Massimo Manfredi (giallo-storico)

"MITI, SEGNI E SIMBOLI ETRUSCHI" di Giovanni Feo (Etruschi, da dove venivano e a quali leggende sono collegati)

"GEOGRAFIA SACRA" di Giovanni Feo (la "magia" e l'"astronomia" dalla preistoria agli Etruschi)

"UNA GIORNATA NELL'ANTICA ROMA" di Alberto Angela (immaginiamo di fare un viaggio nel tempo e di ritrovarsi nella Roma del I secolo dopo Cristo)

"IL SEGRETO DEI GEROGLIFICI" di Christian Jacq (guida semplice e simpatica sull'interpretazione dei geroglifici egizi)

" IL FARAONE DELLE SABBIE" di Valerio Massimo Manfredi, azione e suspence ambientate nel clima dei conflitti attuali che affliggono il Medio Oriente.

"L'ULTIMA LEGIONE":di Valerio Massimo Manfredi, una vicenda avvincente ambientata nel periodo del declino dell'Impero Romano, tra leggenda e realtà, si legge tutto d'un fiato

 

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POETA ESTEMPORANEO

In ricordo di Morbello Vergari, ultimo poeta Etrusco

Il reperto archeologico

Riuniti insieme, un gruppo di signori

stavano discutendo di un oggetto

un giorno appartenuto ai padri etruschi.

Il dottor Tizio disse ai suoi colleghi:

-La mia giovane eta', non mi consente

di pronunciarmi il primo e francamente

ammetto che non ci capisco molto.

Il dottor Caio esprime il suo parere

dicendo-Per me, questo è un utensile

che usavano gli etruschi,

per servire vivande sulla mensa

D'altro parere il professor Sempronio

e in questo modo dice il suo giudizio:

Questo per me, è un vaso da ornamento

che serviva su un mobile di lusso

a contenere fiori profumati.

Infine il professor Tal dei Tali:

Con questo afferma usavano gli antichi

nelle grandi e solenni cerimonie

offrire a gli dei superi d'Olimpo

e il loro sacerdote in pompa magna,

libava e alzava questo vaso al cielo;

quindi spruzzava santamente l'ara,

del vin pregiato in esso contenuto.

-Giusto-dicono tutti gli altri in coro-

la Sua tesi convince, professore.

Due etruschi ch'iabitaroni in quei luoghi

in permesso quassu' dai Campi Elisi.

Si fermarono ad osservar la scena.

-Tarcone-Aule chiese-cosa fanno

quelle persone riunite insieme?

-Non so',non saprei dirti veramente;

non riesco a comprendere il dialetto,ma

quel che sembra un tantinello strano

è, che stan discutendo con passione,

tenendo un nostro orinalaccio in mano.

 

 
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