Creato da il.corsaro.nero il 22/02/2006
tutto quello che non riesco a digerire
 

 

Un anno via uno per via…..

Post n°441 pubblicato il 31 Dicembre 2013 da il.corsaro.nero
 

 

Cari amici un altro anno sta per chiudersi e il nuovo già bussa alla porta, come sempre quando un anno ci lascia  vediamo sempre i lati brutti e mai quello di cui ci ha arricchito, delle emozioni che ci ha regalato e delle incazzature che ci hanno fatto impazzire. Voglio sperare che come per me anche il vostro 2013 sia stato un anno che vi abbia portato qualcosa.... di buono, dolce e emozionante. Ora volgiamo la prua al nuovo anno, si presenta bene, ha un bel profumo e nasconde tante cose a cui dovremo dare la nostra massima attenzione, un nuovo amore, un amore che cresce, nuove speranze e qualche guaio a cui sapremo rispondere con quella voglia di vivere che abbiamo dentro. Siamo bella gente. A tutti quelli che non ci sono più il mio grazie più sentito per tutto quello che ci hanno dato e per come ci hanno aiutato a crescere e a diventare quello che siamo, ai nuovi arrivati offriremo tutto quello che possiamo perché diventino un punto fisso nelle nostre vite....il resto... l'affronteremo di volta in volta come abbiamo sempre fatto... non siamo più soli.

Un pensiero speciale a mia Madre.

Buon anno amici miei.... Buon anno.

 

 

 
 
 

a.a.a cercasi democrazia.

Oggi il dott. Berlusconi ha passato il primo giorno da parlamentare, ritiratosi nella sua proprietà, è raggiungibile da pochissime persone. I festeggiamenti, l'odio, le varie faziosità hanno ancora un ritorno di coda giusto per capire adesso su chi poter rivolgere la loro attenzione e il loro "odio costruito". In questi vent'anni, per molti ritenuti una stagione ormai chiusa, abbiamo avuto modo di notare, sentire, sorbirci ogni tipo d'invettiva contro Berlusconi e il suo operato.... Molti avevano anche la possibilità di sapere il colore degli slip indossati dall'ex senatore la mattina prima di uscire da Palazzo Grazioli.

Quello che sinceramente ho notato stamane è che il cielo è grigio, fa freddo e sul giornale la percentuale di giovani disoccupati è al 42%.

Molti si apprestano a specificare nettamente che tutti i danni di questo paese sono riconducibili al ventennio berlusconiano, che la colpa della disoccupazione è delle leggi ad personam, che se le ragazzine oggi trombano per un iphone è solo colpa del bunga bunga, e, come addirittura letto dopo la disgraziata vicenda sarda, la colpa del ciclone è additabile alla mamma di Berlusconi che si faceva curare dal sindaco di Olbia. Ok, va bene, diamo per scontato senza alcuna ombra di dubbio che tutte queste colpe siano adducibili al comportamento di Berlusconi in tutti questi 20 anni... ma scusate, voi, popolo di elettori, dove stavate?

Io so che e voglio accendermi il caminetto o alzo le chiappe e vado a prendermi la legno oppure il camino da solo non si accende. Quindi una mia azione volontaria e diretta provoca una reazione... contro il freddo io accendo il fuoco. Cogito ergo sum.

Sinceramente parlando, non voglio entrare nel merito della vicenda Berlusconi e della sua "cacciata" dal parlamento, ne disquisire sulla legge Severino, su cui ben noti e affermati costituzionalisti, bipartisan, si sono espressi negativamente, la mia domanda si pone sulla semplice e tragica esistenza o meno della libertà.

Per cercare, a mio avviso, di capire quale sia stato il vulnus che ha creato questo squilibrio democratico, dobbiamo fare un passo indietro e tornare al 1992. Cade la prima Repubblica.

E' noto a tutti come in quegli anni un Pm, oggi scomparso, a ragione veduta, dallo scenario politico, abbia cavalcato un momento particolare della storia di questa nazione e come un Parlamento in preda ad una crisi convulsa e assurda abbia rinunciato all'art. 68 della Costituzione italiana. L'immunità parlamentare.

Non occorre essere degli studiosi del diritto per capire cosa siano i tre poteri dello stato, quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. Non serve essere Montesquieu per capire quanto importante e che funzioni abbiano questi tre poteri dello stato. Senza dilungarmi quello legislativo ha la funzione di promuovere le leggi, quello esecutivo far eseguire le leggi dello stato e quello giudiziario giudicare se la legge è rispettata.

E' chiaro che questi poteri devono essere separati tra loro e allo stesso livello, almeno sulla carta.

Nel 1992 con un atto di stizza il parlamento italiano rinuncia all'immunità parlamentare creando, di fatto, un vero è proprio squilibrio tra i poteri stessi dello Stato. Nello stesso istante parte del potere giudiziario prende il sopravvento e in nome della difesa del diritto e della libertà del popolo compie atti e misfatti tali da arrivare al punto saliente di decidere il futuro politico della nazione infischiandosene tranquillamente del volere popolare.

Mi domando per quale motivo i Padri Fondatori vollero i tre poteri dello stato separati e nessuno dei tre superiore agli altri? Bella domanda.

Quando ad un cattolico chiedono chi ha inventato l'universo egli immediatamente risponde indicando Dio, se poi gli chiediamo chi ha procreato Dio la risposta sta nel Credo. Tuttavia non è la stessa cosa per lo stato, se mi chiedono chi ha creato lo stato posso affermare che nasce dall'intesa di una società che in primis decide di darsi un ordinamento di leggi cui attenersi. Quindi a capo di uno stato esiste la famosa Carta Costituzionale che i padri fondatori vollero quale cornice di questo quadro oltre il quale non fosse facile accedere.

E qui casca l'asino... chi è il guardiano della Costituzione? La Corte Costituzionale è il principale organo di garanzia della Costituzione, detta corte, ha il compito, tra altri, di giudicare sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato.

Ora mi domando, nel 1992 con la rinuncia all'immunità parlamentare, perché la Corte Costituzionale non ha ravvisato un atto incostituzionale di particolare rilievo? Se i Padri Fondatori nella Costituzione hanno previsto questa particolarità, è proprio perché nessun potere dello stato potesse interferire controllando e operare modifiche nei confronti dell'altro. Inutile dire che i soggetti preposti ad evitare un motu proprio della Corte erano in tanti, a partire dallo stesso Capo dello Stato pro tempore a finire agli stessi cittadini. Tutti presi dalla voglia giustizialista di vedere il politico alla gogna, suicidarsi, in manette. Risultato fine della democrazia.

Un terzo degli italiani ha votato e forse continuerà a votare per Berlusconi, i processi a suo carico andranno aumentando, lui riuscirà comunque a portare avanti le sue idee perché sorretto proprio da quella parte del paese che lo approva. Si è fatta di lui una vittima, a ragione o meno solo tramite l'esistenza del potere giudiziario si è potuto cacciare dal parlamento, a poco possono servire le bottiglie di champagne stappate da pseudo intellettuali conoscitori delle vere colpe e capaci nell'esser giudici giudicanti.

Quello che oggi deve far pensare e che il voto espresso in quell'urna segreta e di coscienza ha un valore molto effimero, considerando che fino a quando un parlamentare non sarà difeso dall'immunità e dalla trasparenza dei regolamenti parlamentari sarà sempre soggetto alla scelta e al volere di giudici politicizzati che perseguono il loro mandato superiore per fini politici.

Il "caso Berlusconi" assume rilievo nel momento in cui il cittadino si chiede se davvero sia stata fatta giustizia e non basta che a gridarlo sia una parte del paese, occorre che tutti ne siano convinti. Mai come in questo caso, una parte o la maggioranza non può avere o assumersi l'onere e il privilegio di essere gli unici detentori della verità ma è necessario convincere tutti che la democrazia in questo paese non sia a lutto o scomparsa. Oltre qualsiasi dubbio.

 

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 

 

 
 
 

.... in arrivo!!!

Post n°439 pubblicato il 25 Ottobre 2013 da il.corsaro.nero
 

grazie a tutti gli amici che mi scrivono... un po' di pausa ci voleva, il clima politico sta diventando divertente e la voglia di tornare a scrivere sta montando come un fiume in piena. A presto.....

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 
 
 

Venti di guerra!!!

 

Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra. (Marco Tullio Cicerone).

La storia insegna che nessun popolo sia stato in guerra per quel superiore senso di giustizia che spinge a liberare genti dalle oppressioni di reggenti cattivi e ingiusti.

Ed è sempre la storia a presentarci cinicamente la realtà lucida e inequivocabile dei risultati di una guerra. Il benessere.

Nel 1929 gli Stati Uniti vivono la grande depressione, F.D.Roosevelt capisce e rende concreto l’ingresso degli Stati Uniti in guerra per venir fuori dalla crisi economica che lo attanaglia. Quale migliore occasione se non il famoso attacco di Pearl Harbor, presentato come una vigliaccata e comodo come ius ad bellum?

De Gasperi sfrutta il Piano Marshall per la rinascita economica italiana, conscio che buona parte dei vecchi, dei bambini e due generazioni di giovani erano morti, l’Inps poteva risanare i suoi debiti e il lavoro nella ricostruzione italiana era garantito. Il boom economico.

La dottrina kenyesiana ci spiega come la spesa pubblica sia l’unico stratagemma valido per uscire da una crisi economica, quale spesa migliore se non quella militare di una guerra rimane il miglior modo rapido e veloce per riprendere uno stato economico fallimentare?

11 settembre  2001 la tragedia delle Torri Gemelle, “casualmente” salva George Bush dalla bancarotta, quell’orgoglio americano è risvegliato e la crisi passa in secondo ordine.

Adesso è il turno di Obama trovare qualcosa che magicamente possa far uscire “l’impero” da quella situazione  economica catastrofica in cui versa. Obama è convinto che l’America stia perdendo quel ruolo di leadership sullo scenario mondiale. L’instabilità economica internazionale e l’aumento del cambio dollaro sui mercati mondiali condita da un’alternante situazione politica richiedono un’America economicamente salda che faccia da giudice e garante, ma le risorse vacillano la crisi, le banche, il fiscal cliff e il progressivo deterioramento dello stile di vita americano inducono la Casa Bianca all’uso di strumenti politici, finanziari e tecnologici utili a creare instabilità nel mondo.

L’Eurozona offre terreno fertile alle opinioni di una guerra imminente, l’agenzia Reuters ha rilanciato la tesi di Kyle Bass, dell’Hayman Capital Management, che proprio il default dei Paesi periferici dell’Eurozona è la base di partenza per un quadro pericoloso.  Bass afferma “Non so dire con esattezza chi combatterà chi, ma sono convinto che assisteremo allo scoppio di guerre e rivoluzioni, non certo piccole”.

Stiamo assistendo a uno stato di conflitto multiregionale ad alta intensità, alimentato da guerre tra nazioni e guerre civili sospinte da un falso ius in bello che spazia da crisi di religioni a uno stato endemico di miseria nate dalla decrescita dei sistemi produttivi e da una falsata acquisizione di benessere di altri paesi limitrofi. In uno stato di crescente degrado sociale il venire a conoscenza di paesi dove si servono cibi per gatti su vassoi d’argento spinge e accende fantasie e rancori tali dal pensare a un’invasione silente e di massa. Il processo d’integrazione continentale gestito in maniera utilitaristica personale ha portato a uno stato di speculazione apolide non più sostenibile da stati come l’Italia e l’Europa, trasformate in una polveriera pronta a implodere.

Le differenze sociali sono sempre più massicce e i toni politici sempre più aspri portano i popoli a una violenza inconscia e deleteria, scontri e attentati sempre più devastanti insanguinano il vivere quotidiano e portano all’esasperazione. Le strategie politiche di politici in fase di declino inaspriscono le uguaglianze tra popolazioni autoctone e quelle immigranti, come anche il perbenismo falso e suadente di chi permette la discriminazione a favore di un’integrazione imposta e perversa.  Il concetto che la fame va e viene ma la dignità umana è unica comincia a esser un principio obsoleto, contrastato da quello che tutto è concesso quando si è schierati in un dato ordinamento politico. Se si permette, che l’egemonia di poteri economici sociali incomba su altri, si dimostra solo la debolezza e il sottosviluppo di una categoria o di un popolo ed è la guerra che ne scioglie il quesito con la forza delle armi.

Una guerra è di certo la soluzione di tutti i problemi, il dopoguerra porta a uno stato di ripresa economica anche negli stati più colpiti e costretti a politiche d’invasione, la Germania docet, ma è altresì vera la citazione di Adolf Hitler: L'inizio di ogni guerra è come aprire la porta su una stanza buia. Non si sa mai che cosa possa esserci nascosto nel buio.

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 

 
 
 

Mamma!!!

Post n°437 pubblicato il 02 Maggio 2013 da il.corsaro.nero
 

 

Da ieri c’è una Mamma in meno…. la mia.

 

Mi consola e credo nella serenità e felicità del posto in cui è adesso assieme a persone che ama.

 

Grazie di tutto….. ciao Mamma.

 

 
 
 
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"L'UOMO E IL MARE"

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio; tu miri,
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.

Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli
che vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina
e la morte, eterni lottatori, fratelli.

   Charles Baudelaire

FRATELLI DELLA COSTA

L'INCONTRI NEI PORTI, LUNGO LE RIVE.
LI VEDI DISTESI SU VECCHI BATTELLI.

NE SCOPRI TALVOLTA UNO CHE VIVE
LONTANO DAL MARE, MA SONO FRATELLI.

LI TROVI PERFINO NEL "BACO ELEGANTE",
NELLA MISCHIA ECCITATA GREMENTE IL LOCALE
IN MEZZO ALLA FOLLA DEL NULLA VOCIANTE,
TRA I MILLE DIVERSI, SON SENZA UN UGUALE.

SONO ARIA NEL VENTO
SENZA POSA UN MOMENTO.

DELLA TERRA SON FUOCO, PROFUMATO DI MARE.
NON SON CHERUBINI, MA SAN COME AMARE.

SOPPORTANO VITE TRASCORSE A LOTTARE,
LE MANI PER STRINGERE CHE POSSON LENIRE,

SON ESSERI...... STRANI DA GIUDICARE
SON POCHI COLORO CHE LI SAN CAPIRE.

SORRIDONO ALLEGRI NELLA TEMPESTA,
PIANGONO UN FIORE CHE NON E' SBOCCIATO,

NON VOGLIONO MAI.......LA TESTA CHINARE,
SORREGGONO IL CUORE A CHI ULTIMO E NATO.

NELL'ARIA SON VENTO CHE NON POSA UN MOMENTO:
NON SON CHERUBINI, MA POSSON VOLARE,
SONO UOMINI VERI CHE SAN COME AMARE

                                (anonimo)

 

La Giustizia non è solo un'illusione!!!

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