Creato da FrancyRich il 27/03/2006

A DIFFERENT VIEW

Tendenzialmente nomade, fondamentalmente dispersa.

 

I want to live in paradise...

Post n°662 pubblicato il 14 Maggio 2010 da FrancyRich

Molte volte ho pensato se chiudere questo blog, lasciarmi alle spalle post più o meno malinconici e sopratutto più o meno ... rispondenti alla mia vita attuale. Quella vita che in due anni è radicalmente cambiata, e di certo questi giorni non aiutano non ricordare. Non ricordare ciò che non si vuole dimenticare ma che, inevitabilmente, è successo.

E finalmente una situazione stabile, desiderata, voluta, difesa con le mani e con i denti, andando avanti e pensando sempre che qualcosa doveva pur cambiare, "non può piovere per sempre". Poi alla fine, ogni volta mi ricredo, non cancello questo "amaro" blog, in fondo fa parte della mia vita, in fondo non ha senso distruggere tutto. Rinnegare il passato? No, ormai si può solo imparare. E allora ecco che le piccole cose normali tanto desiderate finalmente esistono, esistono gli affetti, le persone, gli animali. Esiste tutto ciò che se pur breve, regala un sorriso.

Forse non è nemmeno giusto sprecar tempo e parole, forse le cose è meglio viverle.

 
 
 

UNDISCLOSED DESIRES

Post n°661 pubblicato il 09 Aprile 2010 da FrancyRich
Foto di FrancyRich

Ok lo ammetto.

Sono stanca anche io, piango anche io dopo due anni ancora come fosse passato solo qualche giorno, anzi, piango di più. Non sono la sola ad essere stanca, ma sopravvivo e spero che lo stesso facciano gli altri. E invece no, quell'idillio sfasciato, quel castello di carta demolito sono sempre li pronto a dirci che troppi errori sono stati fatti e troppe poche volte si è chiesto aiuto o ci si è accorti che si poteva rimediare. Sola. A volte mi sento sola, profondamente sola. E per questo forte, ma anche in bilico, in un equilibrio instabile, di quelli che può crollare da un momento all'altro.

Forte di ciò che ho fatto, dei miei piccoli risultati personali e delle mie incertezze che mi hanno portato avanti. Felice di godere di una Serena quotidianità, e per favore, basta problemi, chi se li vuole creare se li risolva pure. Un concetto così semplice ma in realtà incomprensibile per alcuni. Per chi distrutto dal dolore non riesce a risalire la china e si affonda. Colpito, affondato. Tutto da solo. Sola anche io, in meZzo a persone che di problemi non ne vogliono sentir parlare. Persone che sembrano capire ma non hanno capito, persone troppo impulsive da ferirti così facilmente che nemmeno Se ne rendono conto.

E di nuovo quel desiderio di tornare a casa Serena senza sapere di essere un peso, un problema, un fastidio. Meglio soli che far fastidio a qualcuno. Meglio abbandonati che minacciati. Ovvio. Momenti che non riesco a dimenticare. Parole che non scorderò mai, urlate al vento e mirate a colpire, affilate come una lama e taglienti, tanto. Troppo per fingere che non siano state pronunciate, troppo per mettere sempre da parte orgoglio, buon senso, ragionevolezza, ragione.

Accettare incodizionatamente imposizioni altrui? Non ho più l'età, non è più il momento. Vivo, devo vivere ritagliandomi un momento di "finta" normalità. Non si può pagare per sempre le colpe degli altri, gli errori di chi ha sbagliato senza accorgersene, le sfortune che purtroppo capitano. Un lungo curriculum di situazioni spiacevoli mi accompagna, ora voglio essere io a decidere della mia vita.

 

 
 
 

To do list

Post n°660 pubblicato il 18 Agosto 2009 da FrancyRich

Stessa storia, stesso posto, stesso blog, di nuovo davanti al pc a riflettere del più e del meno. Una lunga storia per lungo tempo sopita, un problema mai affrontato, una situazione critica trascurata. Ed ora una strada in salita, ma tanta carica e tanta voglia di affrontarla. Con quella lucidità e quella forza di cui avrei avuto bisogno anche prima per gestire persone e soluzioni, ma meglio tardi che mai, diceva qualcuno.

La sicurezza della presenza e del supporto di tante persone e la bramosia di vedere qualcosa di definito e di risolto in questo guazzabuglio per cui a notti di solitudine si alterna l'impossibilità di rientrare nell'amata dimora marchigiana.

Un lungo discorso che può apparire insignificante agli occhi dei lettori, fatto di sprazzi e di flash di una storia che non voglio affidare al web. Ma vorrei trasmettere delle sensazioni.

Le sensazioni di solitarie notti romane chiusa in casa, con i cancelli alle finestre e nessuno con cui parlare, solo il telefono come unico mezzo di comunicazione e il solito pc e il solito facebook. Le sensazioni di chi apprezza la ridente cittadina d'origine, con la sua quiete, il suo verde, le sue persone e le cose semplici, gli amici, le serate, un aperitivo o semplicemente una chiacchierata in macchina. Le sensazioni di chi ha perso motivazioni, di chi non ha più le persone a cui più voleva bene, e un continuo ripensare a dati eventi. Le sensazioni di chi ha imparato a volersi bene e a pensare un pò a sè stessa, senza autodistruggersi per compiere imprese eroiche che porterebbero solo allo sfinimento. Le sensazioni di chi un giorno vorrà fermarsi e guardare il soffitto della propria camera serena e contenta di quello che, con fatica e impegno si è guadagnata.

Ecco. Ora so cosa sto cercando.

 
 
 

Ha ragione la sabbia a lasciare il segno...

Post n°659 pubblicato il 06 Agosto 2009 da FrancyRich

Ancora una volta, forse, il tempo mi ha dato ragione. Ragione e non soddisfazione, perchè la soddisfazione non si basa sulle sofferenze altrui. Ma la ragione si, quella ce la vuole. Con la pazienza che ho avuto in altre occasioni, non ho atteso. Ho riflettuto e non ho sperato, ero stanca anche di sperare. Uno strano pomeriggio, il rischio di un incidente e una corsa folle verso casa. Le lacrime agli occhi, l'ennesima delusione e la certezza che non ci sarebbe stato un seguito, solo un profondo sentimento di nausea, di stanchezza.

Ed ora, ha ragione la sabbia a lasciare il segno.

Il segno lo lasci inconsapevolmente, non sai che lo stai lasciando. E' nel tuo DNA, nel tuo modo di fare, non ti ci puoi e non ti ci devi impegnare. Ma ci sono quelle persone, quelle storie, quelle serate che poi nella vita non te le scordi. Per un odore, per una sensazione, per il caldo delle lenzuola sudate e per le farfalle allo stomaco.

E' una nuova estate. Punto e a capo.

 

Saper rivivere il passato con piacere è come viverlo due volte. - Marziale

 
 
 

Back from....

Post n°658 pubblicato il 05 Agosto 2009 da FrancyRich

Eccomi qua, dopo mesi e mesi, improvvisamente ricordarsi di avere ancora un blog. Mesi in cui, di nuovo, ho pensato di essere schiacciata da quella famosa "ruota che gira", la stessa che, fiduciosa, ho sperato si rialzasse in un 2008 da dimenticare. Una nuova vita, una nuova città, un nuovo lavoro. Niente più studi e divertimenti, ma responsabilità e nuove situazioni da affrontare. In primis il luogo. La capitale in sè, caotica, disordinata, maleducata ( e non me ne vogliano i romani, ma mi sembrano un pò agitati...), isterica, a volte minacciosa. I tempi dilatati, la solitudine di un rientro a casa tardi, in una casa dove mai avrei voluto tornare. Ricordi che riaffiorano quotidianamente, e la speranza che non sia per sempre. E poi la lontananza con chi mi fa stare bene, dalle persone che mi hanno aiutato, da chi giorno per giorno mi ha dato la forza e la voglia di andare avanti. Inutile pensare di potercela fare da soli, non è cosi. O meglio, può essere per un periodo. Poi, si crolla. E si fa andare male anche ciò che potrebbe andare bene, e niente va bene e niente potrebbe andarci.

Voglio riprovarci, voglio vedere se ci riesco. Perchè la ruota girerà di nuovo, e mi ritroverò di nuovo sotto... anzi, sopra. Almeno lo spero.

 
 
 
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