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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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   Nel mio blog utilizzo  immagini trovate sul Web. Alcune siuramente hanno il copyright;  qui sono usate con scopo culturale , divulgativo  e critico, tuttavia toglierò immediatamente l'immagine, qualora questo uso dispiacesse agli autori.

 

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Messaggi di Dicembre 2017

Buon Anno con un brindisi...CIN CIN!!

Post n°3774 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da g1b9
 

 

Prontuario per il brindisi di capodanno .

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera e tra questi non ha trovato il suo.

            Erri de Luca

 
 
 

L'Amicizia...

Post n°3773 pubblicato il 29 Dicembre 2017 da g1b9
 

 

 Alcune considerazioni sull'Amicizia  tratte da "lettere a Lucilio"e dal"De "Amicitia" ,scritte da Lucio Anneo Seneca,uno dei massimi filosofi latini,rifessioni che non hanno tempo, come  non ha tempo la parola amicizia ,sentimento grande, importante nella vita di tutti noi, ma difficilissimo da gestire e conservare nel corso della vita.Infatti l'Amicizia è considerata il più grande tesoro che l'uomo possa possedere.

Chi è diventato amico per convenienza, per convenienza finirà di esserlo. Se nell'amicizia si ricerca un utile, per ottenerlo si andrà contro l'amicizia stessa.

Vale la pena di sperimentare anche l’ingratitudine, per trovare un uomo riconoscente.

Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall’ambizione che dalla generosità.

Il saggio è autosufficiente non nel senso che vuole essere senza amici, ma che può stare senza amici; e questo "può" significare che, se perde un amico, sopporta con animo sereno.

Con un amico decidi tranquillamente di tutto, ma prima decidi se è un amico: una volta che hai fatto amicizia, ti devi fidare; prima, però, devi decidere se è vera amicizia.

 

 

 

 
 
 

Un piatto di pasta e un pizzico di magia a volte cambiano la vita.

Post n°3772 pubblicato il 28 Dicembre 2017 da g1b9
 

 

Qualche giorno fa un’amica mi ha detto che, vivendo all’estero aveva rivalutato la sua italianità: prima di conoscere davvero un inglese ci vogliono anni, ma ,con un italiano, ti bastano un paio di ore a tavola per sapere tutto ,o quasi ,della sua vita.

Allora mi sono ritrovata a pensare a tutte le amicizie e le conoscenze che ho stretto seduta a un tavolo  , davanti a una cena raffinata o a una spaghettata fatta alla buona , e mi sono resa conto che sono parecchie, più di quante mi aspettassi.

"Una buona cena è molto importante per una buona conversazione", diceva Virginia Woolf, e ripensando i pranzi di Natale ,e non solo ,della mia infanzia mi rendo conto che è vero ;continuava per ore, una portata dietro l’altra, da un argomento al successivo. E quando ci si alzava, ci si alzava sazi, tanto di cibo quanto di parole, e con la piacevole sensazione di non essere rimasti seduti a lungo, ma di aver vagato altrove: forse in Francia con i vol-au-vent e i pâté, nella calda Grecia con il tzatziki, più a nord con i canerdeli; ugualmente, nell’assaggiare una polenta calda con il latte freddo o un risotto con gli ossibuchi, si aveva la vaga impressione di aver scavato a fondo e di aver ritrovato le proprie radici culinarie.

E la cucina! La cucina è un luogo magico dove le pentole borbottano e i mestoli tintinnano, dove gli antichi aromi delle spezie si mescolano in nuove ricette per sfornare pietanze spolverate con l'emozioni di chi le crea.
Per questo, cucinare con qualcuno si crea conoscenza: perché il cibo è un po'  come scrivere ,dove ognuno mette sempre  qualcosa di se stesso; insieme a un ingrediente si aggiunge anche un pizzico di noi. C'è chi propone una ricetta vecchia di generazioni, chi le ricette  non le segue mai secondo le regole.

 Sedersi a tavola non significa mai solo mangiare. Perché una cena non è mai solo una cena.
Perché l’uno e l’altra sono sempre soprattutto una scoperta.

 

 

 

 
 
 

Una luce nel cuore dell'inverno...

Post n°3771 pubblicato il 25 Dicembre 2017 da g1b9
 



Oggi accade qualcosa di simile a quanto è raccontato nelle fiabe. Viviamo giorni di freddo a causa del tempo atmosferico ma ancora di più per l'egoismo che c'è nel cuore degli uomini.Tuttavia per noi si è accesa una Luce che riempie il mondo, una fiammella piccola che gli uomini di buona volontà possono moltiplicare a dismisura. E nessuno la può fermare.


"La luce vera, Colui che illumina ogni uomo, è venuta nel mondo".


Oggi,
la notte è stata luminosa
e il giorno risplende.
Perché lui è il bambino
che cambia il mondo.
Sul suo viso
danza il sorriso di Dio.
Egli c'è e resta con noi
e la gioia degli uomini
diviene la gioia di Dio.
Egli c'è e resta con noi
e la sofferenza degli uomini
diviene la sofferenza di Dio.
Egli si chiama
Emanuele: Dio con noi.

 
 
 

Il minuto vagabondo. Favola di Natale.

Post n°3770 pubblicato il 24 Dicembre 2017 da g1b9
 


 
Era la sera di Natale. Tutti aspettavano con ansia la mezzanotte; i bambini più piccoli dormivano già sognando i regali che Gesù Bambino avrebbe portato, mentre i più grandicelli non staccavano gli occhi dall’orologio: undici e mezzo, undici e tre quarti… Ancora pochi minuti alla mezzanotte! Allora, siccome la sua assenza non faceva male a nessuno, un Minuto della notte di Natale, poco prima della mezzanotte, uscì dalla sua ora e se ne andò via da solo.
Le lancette degli orologi fecero un saltino, ma nessuno se ne accorse.
Suonò mezzanotte. Le case si illuminarono e nelle mangiatoie dei presepi fu deposto il Bambinello. Le campane si misero a suonare e la gente si raccolse nelle chiese a pregare.

Nel frattempo il minuto della notte di Natale scappato via gironzolava per il mondo. Finalmente libero! Fuggito dal ciclo del Tempo, libero di andare dappertutto!

Se ne andava qua e là per il mondo,  fermandosi dove lo chiamavano: sull’otto-volante delle giostre,  dove i bambini facevano due giri invece di uno; sul treno fermo in stazione, in modo che i ritardatari non lo perdessero; tratteneva il ladro quel minuto in più che permetteva alle guardie di arrivare. Gli alpinisti in pericolo resistevano un minuto in più e i soccorritori li salvavano. La maestra stava per raccogliere i compiti di matematica e la classe intera supplicava: - Ancora un minuto! - e il Minuto di Natale arrivava.
Poi si fermava sulla mano del Capo di Stato, in procinto di firmare una dichiarazione di guerra, e sul carro armato, pronto a sparare sulla folla.
Così qualcuno provava ancora a convincere il Capo di Stato, mentre sul carro armato il soldato si fermava senza sparare.
Per merito di quel vagabondo minuto di Natale, tutto il mondo viveva felice e in pace.

Ma in ogni paese qualcuno cominciò a preoccuparsi: gli orologiai, i fabbricanti di strumenti di precisione, gli astronomi si riunirono a discutere la questione.
- Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, un minuto è uscito dal Tempo, è scomparso e vaga nel mondo. Dobbiamo catturarlo o rovinerà tutti i nostri calcoli.
- Ma perché - si chiedeva un vecchio saggio- un minuto fuggito dalla notte di Natale può fare così male?
- Sfida le nostre previsioni! I treni, gli aerei, il sole e le stelle non hanno più gli orari prestabiliti! Tutti gli orologi sbagliano. Dobbiamo assolutamente prendere quel Minuto!
Il Minuto di Natale, sentendoli così arrabbiati, sorride tra sé nella sua corsa infinita. E ogni volta che uno scienziato pensa di averlo acchiappato, si posa su di lui e lo ferma. Lo ferma per un minuto, il tempo di pensare: - Perché no?

 

 

 

 
 
 
 

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