Ho da poco terminato di leggere un interessante libro dell'avv. Mario di Domenico, “Il colpo allo Stato”, in cui il cosiddetto convitato di pietra è proprio Antonio Di Péietro che, fino all'ultimo, ha tentato di bloccare la pubblicazione del predetto libro. Guardate qui:
http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/2010/07/06/tonino_manifesta_contro_la_leg.html
Senza riuscirvi..
L'ho letto e ne ho tratto impressioni per nulla positive. Vorrei, però, trascrivere qui una parte di esso, affinché chi avrà la pazienza di leggere, potrà farsi un'idea su certe “strane” assoluzioni del “giudice Tonino”..
(Da pag 337 a pag 344)
“I rapporti tra pubbliche amministrazioni e quelli intercorrenti tra queste e altri soggetti pubblici o privati devono essere tenuti sulla base del codice fiscale. Il codice fiscale, quale elemento identificativo di ogni soggetto, deve essere pertanto indicato in ogni atto relativo a rapporti intercorrenti con la pubblica amministrazione. L'Amministrazione finanziaria comunica il codice fiscale e i dati anagrafici registrati nel proprio sistema informativo agli organismi legittimati a richiederli”.
Dura lex sed lex, è dura ma è la legge. Ma al contrario dell'asserita durezza si è potuto rilevare che tutte le approvazioni comunicate dal Collegio dei revisori presso la Camera dei Deputati al partito politico IDV sono assolutamente sprovviste della benché minima individuazione fiscale. Ora provate a controllare una qualsiasi multa del codice della strada, bolletta o altra simile comunicazione: il vostro codice fiscale lo troverete all'inizio del documento. Come a dire: sei tu e nessun altro!
Nel caso dell'IDV la legge sul Rimborso, per le spese elettorali sostenute da movimenti o partiti politici, è ancora grammaticalmente più chiara. Dice: "È attribuito ai movimenti o partiti politici un rimborso in relazione alle spese elettorali sostenute per le campagne per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali". Segno che il rimborso non può e non deve andare, per nessuna causa o ragione, ad un soggetto giuridico diverso da questo, quindi il partito politico IDV, con il suo codice fiscale e non quello di altre similari organizzazioni .
Presidente del partito politico IDV è Antonio Di Pietro, mentre amministratore della associazione familiare IDV è Silvana Mura.
E allora perché lo Stato paga all'associazione familiare IDV e non invece al partito politico?
Di Pietro, prima di rettificare l'errore grammaticale con atto pubblico notarile, aveva interloquito con la stampa dicendo: "ma sono la stessa cosa"! No, non è così, perché con le parole statutarie, e sono quelle che contano, aveva dichiarato che la sua era un'associazione familiare "no profìt" e che in tale veste si faceva "promotore di un partito politico nazionale organizzato su forma foderale". Dunque sono due cose diverse.
Solo che la legge impedisce qualsiasi forma d'interposizione fittizia ai movimenti o partiti politici e basta. Diversamente sarebbe come dire che Mediaset sponsorizza "politicamente" il PDL e poi incamera il rimborso.
C'è, però, anche un valido bastione del codice penale che fa da freno grammaticale a tutte queste possibilità di imbroglio e recita: "chiunque con artifizi e raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno è punito... " e poi "si procede d'ufficio se il fatto... riguarda contributi, finanziamenti, mutui ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee".
Il giudice penale, con aria un po' irridente, mi ha detto: “.. ma lei è un civilista..”.
Sarà pure così. Avrò penalmente travisato tutto, ho pensato. Ma che vuoi dire... Mi sono allora rivisto le carte, le leggi ma soprattutto mi sono determinato in una cosa: si può imbrogliare un giudice per sempre, qualche giudice per un po' di tempo, ma non tutti i giudici per sempre!
Finché a quel giudice ha risposto, con grammatica ineccepibile della giustizia civile il Tribunale di Roma: "l'Associazione "Italia dei Valori " è soggetto giuridico diverso dal movimento politico "Italia dei Valori" cfr. statuto dell'associazione". Naturalmente Di Pietro si è opposto con tutte le sue forze, ma il giudice civile si è riletto ancora le carte e le precisazioni dell'interessato e con altro provvedimento, sempre in buon italiano ha confermato la sostanziale diversità dei due soggetti giuridici.
Il tribunale penale, che lo ha assolto, a prescindere, e senza ricercare la verità, si è così dimostrato di diversa opinione: tutto regolare, si può archiviare. L'agenzia delle Entrate ha invece chiarito che la diversa natura dei due enti associazione e partito IDV comporterebbe l'applicazione della tassazione dei proventi da attività illecita o comunque da attività non classificabile nelle categorie di reddito quindi quali redditi diversi, esclusi dai privilegi d'imposta propria dei partiti politici. Evidentemente occorre ancora del tempo alla magistratura per uniformare il proprio pensiero, fatto sta che la grammatica del legislatore al riguardo è assai chiara: si rivolge direttamente ai partiti politici e senza possibilità d'interferenza.
L'accusa era grave: truffa ai danni dello Stato, ma per il pm Amato, l'unica attività investigativa necessaria alle indagini si è limitata all'acquisizione di una copia illeggibile dell'assegno di un privato che l'accusava anche di appropriazione indebita. Sicché ha chiesto l'archiviazione di tutto, nonostante la procura di Brescia avesse ravvisato diversi punti di gravita nella denuncia e rimesso gli atti a Roma, per competenza territoriale. In sede di reclamo il GIP dr.ssa Santese, nel ritenere la validità delle argomentazioni ha aggiunto anche l'ipotesi del falso ideologico.
Ma dieci giorni prima dell'udienza ecco la solita alchimia del cambio di campo: esce Santese ed entra Imperiali.
All'udienza la sorpresa: si presenta niente meno che il ministro Tonino, per rendere libere dichiarazioni al processo. E cioè di poter parlare, senza che nessuno potesse assolutamente interferire con la sua schietta requisitoria grammaticale: "ma quanti e quali appartamenti? Due sono, uno a Roma e uno a Milano. Li ho acquistati vendendo la mia proprietà di Busto Arsizio e risparmiando sui redditi che qui documento alla Corte li ho poi affittati all'associazione IDV: è reato!
Le prove? Eccole, sono le mie dichiarazioni dei miei redditi dal 1996 al 2006 in complessivi euro 2.317.938,00".
Tutto regolare. Nessuno dice niente e nulla a nessuno, perché questa volta nessuno può dire niente: sono libere dichiarazioni.
Poi, però, a ben vedere, ci si è accorti che con quella somma avrebbe si e no potuto acquistare gli appartamenti in parola e il pranzo e la cena di ogni giorno?
Le costosissime campagne elettorali chi le paga?
E la vita dispendiosissima che conduce chi la paga?
Leggendo lo statuto del suo partito politico è scritto che i soci dovrebbero fare tutto in gratia et amore dei, senza cioè toccare neppure un centesimo dal fondo comune!
Allora abbiamo lasciato parlare l'Agenzia del territorio, quella che raccoglie i dati sensibili delle proprietà immobiliari delle persone. Ci siamo quindi comportati come se avessimo dovuto fare un qualsiasi accertamento amministrativo che non ha ritenuto di dover fare né il p.m., nei confronti del giudice Tonino, tanto meno di doverle poi considerare il G.i.p, su istanza reiterata della parte.
Sicché ci si è determinati con la banalissima attività investigativa dell'interessato nei pubblici uffici e registri immobiliari dello Stato, per tentare di dare almeno una risposta concreta alla richiesta di giustizia che saliva dal cittadino denunciante e in nome anche del quale la giustizia viene amministrata.
E qui, nell'ufficio del catasto urbano, al contrario di quello che il giudice Tonino aveva riferito alla Corte, di appartamenti e valori di altro genere, ne sono emersi molti di più.
Uno così ha anche tanti "ciocchi di legno", ma ci si è limitati a quelli del suo ristretto focolare domestico ed è stato oltre modo edificante e curioso notare che fin tanto ha svolto l'attività di magistrato della Repubblica, le bizze immobiliari del cenacolo familiare, si limitavano all'acquisto di alcuni appezzamenti agricoli, di modesto valore, nella sua terra natia.
Mentre è solo dal 2002 al 2004, guarda caso il biennio coincidente con l'accusa del socio disubbidiente che il cenacolo è stato baciato dal caso, dalla fortuna e le sue attività immobiliari si sono sviluppate financo all'estero.
A Varna, in Bulgaria, c'ha investito danari, quando era Ministro della Repubblica. Ha detto che c'è andato per piantare un po' di pomodori. Tutto grammaticalmente regolare perché con i "pomodori" si fa il "suko" e con i "pomi d'oro" lui ha costituito la SUKO, cioè la società che, però, non opera in agricoltura, ma nel settore immobiliare. Ce lo ha detto la Camera di commercio di Varna!
L'Agenzia del territorio italiano ci ha invece favorito i dati che si leggono nella cartella che segue. Solo che io mi ero già condannato, quando in udienza ho detto che allora tutto di quanto a mia conoscenza avrei rivelato, ma il mio uditore era cieco, sordo e non voleva sapere niente.
Ma le falsità non hanno mai dato la gloria a nessuno se non il fatto che su di esse il ricco più ricco si fa.
Questi i dati dell'agenzia del Territorio:
RIEPILOGO SINTETICO (voci attive e passive) relative a 53 voci a vario titolo
TOT. ENTRATE 1997 - 2007 (confessati in udienza) VALORE CAPITALIZZATO
€ 2.317.938,00
TOTALE mq TERRENI (verificati):
per successione: mq. 26529
Acquisti inter vivos: mq. 48810 €. 500,000,00
TOTALE mq ABITATIVI (verificati)
Mazzolerà per divisione mq 253 - 300
Mazzoleni (simul. ADP) mq 92,5 val. mercato 2.550 – 3.500€ tot. €. 400.000,00
Cristiano e Lara (simul. ADP) mq 300 val. mercato 2.500 – 3.500€ tot. €. 900.000,00
Anna e Toto (simul. ADP) mq 190 val. mercato 2.500 – 3.500€ tot. €. 470.000,00
A. Di Pietro: mq 1.600 val. mercato 3.500 – 4.500€ tot. €. 6.400.000,00
PRESTITI a TERZI (confessati in udienza - AN.TO.CRI- Sri):
€ 1.183.000,00 € 1.183.000,00
SOMMA DEI TOTALI:
€ 2.317.938,00 €.9.853.000,00
DIFFERENZE ATTIVE dalla verosimile commistione delle posizioni
giuridiche oggettive del socio unico A. Di Pietro in IDV e AN.TO.CRI srl :
- €. 2.317.938,00
=€. 7.535.062,00
NOTE
Nei calcoli delle indagini non sono considerati altri possibili investimenti all'estero, come quelli certi effettuati ad es. con la SUKO nè sono considerati giri di immobili di cui si è avuta notizia, ma per i quali non è stato possibile effettuare visura ipocatastale, vds. quello a P.za Dergano - Milano. Così come non è stato possibile valutare i costi per le ristrutturazioni e variazioni d'uso, che pure si presumono ingenti.
Così come non è stato possibile valutare il variare del patrimonio immobiliare in locazione.
Ad eccezione della disponibilità dell'appartamento in Via delle Quattro Fontane. 29 in Roma e Via della Vite 2 in Roma avuti da “Propaganda Fide”, il primo per l'iniziale uso della figlia Anna e poi stabilmente occupato dalla coppia Mura-Belotti e l'altro rimesso nella disponibilità del suo giornale.
CONSIDERAZIONI:
Molto brevemente: come si fa a parlare di andare contro la Casta dei Politici, come sta facendo in modo estremamente ipocrita il Tonino nostrano di Montenero, salvo poi scoprire tutte queste cose che, pur “regolari”, lasciano dubbi macroscopici sulle sue attività intra (in Italia) ed extra moenia (all'estero)? Allora la politica rende, eccome..
http://www.youtube.com/watch?v=W2DUpjHd9b8
Intervista a Mario di domenico (parte Prima)
http://www.youtube.com/watch?v=DqLD3BxbKz8
Intervista a Mario di domenico (parte Seconda)
Inviato da: lamiapelle
il 11/04/2012 alle 22:44
Inviato da: ilvecchiodelmare
il 09/04/2012 alle 10:27
Inviato da: lamiapelle
il 08/04/2012 alle 19:04
Inviato da: nientesono
il 01/04/2012 alle 13:58
Inviato da: ilvecchiodelmare
il 01/04/2012 alle 00:13