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Creato da ilvecchiodelmare il 29/11/2007

La riva del mare

Salute (mentale) & Sanità (mentale)..quel che nessuno dice..

 

 

Grazie, Silvio Berlusconi

Post n°545 pubblicato il 13 Novembre 2011 da ilvecchiodelmare

Nei commenti al precedente post, una gentile lettrice mi ha chiesto se penso che la sinistra sia in grado di pensare.
Ieri le ho risposto che un sinistro è sì e no in grado di pensare quanto lo è un animale..
Oggi, alla stessa lettrice, fornisco anche un supporto visivo alla mia affermazione.

Gli animali che potete vedere in fotografia appartengono alla categoria SINISTRA: che siano inquadrati nelle sottospecie Viola, Arancione, Rosso, Verde, Indignati, NoGlobal, Centro-sociale, Terrorista, Criminale..non ha alcuna importanza: rappresentano quel 35% (scarso) della feccia di sinistra che ammorba la nostra aria e che, al guinzaglio dei cosidetti "poteri forti" (una disgustosa banda di affaristi pescicani), oggi festeggia le dimissioni di Silvio Berlusconi.

Animali che sghignazzano come iene, ma che a differenza delle iene vere non si apprestano a banchettare con i resti di un nemico..bensì ad essere affamati e impoveriti (insieme a tutti gli Italiani) dalla valanga di tasse e di privazione della libertà che li aspetta.
Non è un refuso: ho scritto "LI" anzichè "CI"..perchè tasse e privazione della libertà colpiranno prevalentemente proprio gli strati bassi della popolazione, bassi economicamente, socialmente e culturalmente.
In omaggio all'eterno principio che un cavallo di razza resta un cavallo di razza anche sotto il giogo comunista-affaristico..mentre gli asini restano asini, destinatari unicamente di legnate.

A chi ancora nutrisse dubbi sull'effettivo livello mentale dei sinistri, consiglio caldamente di osservare analiticamente il segno della profonda intelligenza che trasuda dalle espressioni bovine del campione di sinistri qui rappresentato..
E provi a chieder loro il motivo di tali festeggiamenti: la sola risposta che otterrà sarà una serie di grugniti..
Perchè solo degli ottusi maiali possono festeggiare la rovina della loro porcilaia insieme a quella della casa degli esseri umani.

_________________________________________________

GRAZIE, PRESIDENTE BERLUSCONI

Gli Italiani onesti ti ringraziano di aver cercato di salvare l'Italia da questo cancro immondo.

Gli Italiani onesti non ti dimenticheranno

 
 
 

..e ADESSO..?

Post n°544 pubblicato il 09 Novembre 2011 da ilvecchiodelmare

E adesso?

Adesso che Silvio Berlusconi ha annunciato le sue prossime dimissioni..

Adesso cosa pensate di fare?

Forza, vediamo cosa siete capaci di fare al di là di vomitare suoni immondi e senza senso..

Poveri scarti della Vita, squallida spazzatura della Storia..

Adesso dovete dimostrare quel che sapete fare al vostro ottuso elettorato..e a chi ottuso non è ma si è sentito più furbo..

Un antico detto recita: "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino"..

Qualcosa mi dice che entro breve tempo non perderete uno zampino..ma vi ritroverete in sedia a rotelle senza più nessuna zampa..neppure per togliervi le ragnatele dal cervello..fuori tempo massimo..

Il vostro serenamente imperturbabile ma soddisfatto Vecchio del Mare

 
 
 

Un gesto d'amore

Post n°543 pubblicato il 29 Luglio 2011 da Vince198

Madre del parà caduto in Afghanistan

Con rispetto e sincera commozione auguro a questa donna
di poter superare il profondo dolore causato dalla perdita del proprio figlio David Tobini,
caduto in Afghanistan nell'adempimento del proprio dovere!

Coraggio, signora Annarita, sii orgogliosa di suo figlio David! Sempre

 
 
 

Controsensi e ipocrisie?

Post n°542 pubblicato il 21 Luglio 2011 da Vince198

Ho da poco terminato di leggere un interessante libro dell'avv. Mario di Domenico, “Il colpo allo Stato”, in cui il cosiddetto convitato di pietra è proprio Antonio Di Péietro che, fino all'ultimo, ha tentato di bloccare la pubblicazione del predetto libro. Guardate qui:
http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/2010/07/06/tonino_manifesta_contro_la_leg.html   
Senza riuscirvi..
L'ho letto e ne ho tratto impressioni per nulla positive. Vorrei, però, trascrivere qui una parte di esso, affinché chi avrà la pazienza di leggere, potrà farsi un'idea su certe “strane” assoluzioni del “giudice Tonino”..
(Da pag 337 a pag 344)
“I rapporti tra pubbliche amministrazioni e quelli intercorrenti tra queste e altri soggetti pubblici o privati devono essere tenuti sulla base del codice fiscale. Il codice fiscale, quale elemento identificativo di ogni soggetto, deve essere pertanto indicato in ogni atto relativo a rapporti intercorrenti con la pubblica amministrazione. L'Amministrazione finanziaria comunica il codice fiscale e i dati anagrafici registrati nel proprio sistema informativo agli organismi legittimati a richiederli”.
Dura lex sed lex, è dura ma è la legge. Ma al contrario dell'asserita durezza si è potuto rilevare che tutte le approvazioni comunicate dal Collegio dei revisori presso la Camera dei Deputati al partito politico IDV sono assolutamente sprovviste della benché minima individuazione fiscale. Ora provate a controllare una qualsiasi multa del codice della strada, bolletta o altra simile comunicazione: il vostro codice fiscale lo troverete all'inizio del documento. Come a dire: sei tu e nessun altro!
Nel caso dell'IDV la legge sul Rimborso, per le spese elettorali sostenute da movimenti o partiti politici, è ancora grammaticalmente più chiara. Dice: "È attribuito ai movimenti o partiti politici un rimborso in relazione alle spese elettorali sostenute per le campagne per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali". Segno che il rimborso non può e non deve andare, per nessuna causa o ragione, ad un soggetto giuridico diverso da questo, quindi il partito politico IDV, con il suo codice fiscale e non quello di altre similari organizzazioni .
Presidente del partito politico IDV è Antonio Di Pietro, mentre amministratore della associazione familiare IDV è Silvana Mura.
E allora perché lo Stato paga all'associazione familiare IDV e non invece al partito politico?
Di Pietro, prima di rettificare l'errore grammaticale con atto pubblico notarile, aveva interloquito con la stampa dicendo: "ma sono la stessa cosa"! No, non è così, perché con le parole statutarie, e sono quelle che contano, aveva dichiarato che la sua era un'associazione familiare "no profìt" e che in tale veste si faceva "promotore di un partito politico nazionale organizzato su forma foderale". Dunque sono due cose diverse.
Solo che la legge impedisce qualsiasi forma d'interposizione fittizia ai movimenti o partiti politici e basta. Diversamente sarebbe come dire che Mediaset sponsorizza "politicamente" il PDL e poi incamera il rimborso.
C'è, però, anche un valido bastione del codice penale che fa da freno grammaticale a tutte queste possibilità di imbroglio e recita: "chiunque con artifizi e raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno è punito... " e poi "si procede d'ufficio se il fatto... riguarda contributi, finanziamenti, mutui ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee".
Il giudice penale, con aria un po' irridente, mi ha detto: “.. ma lei è un civilista..”.
Sarà pure così. Avrò penalmente travisato tutto, ho pensato. Ma che vuoi dire... Mi sono allora rivisto le carte, le leggi ma soprattutto mi sono determinato in una cosa: si può imbrogliare un giudice per sempre, qualche giudice per un po' di tempo, ma non tutti i giudici per sempre!
Finché a quel giudice ha risposto, con grammatica ineccepibile della giustizia civile il Tribunale di Roma: "l'Associazione "Italia dei Valori " è soggetto giuridico diverso dal movimento politico "Italia dei Valori" cfr. statuto dell'associazione". Naturalmente Di Pietro si è opposto con tutte le sue forze, ma il giudice civile si è riletto ancora le carte e le precisazioni dell'interessato e con altro provvedimento, sempre in buon italiano ha confermato la sostanziale diversità dei due soggetti giuridici.
Il tribunale penale, che lo ha assolto, a prescindere, e senza ricercare la verità, si è così dimostrato di diversa opinione: tutto regolare, si può archiviare. L'agenzia delle Entrate ha invece chiarito che la diversa natura dei due enti associazione e partito IDV comporterebbe l'applicazione della tassazione dei proventi da attività illecita o comunque da attività non classificabile nelle categorie di reddito quindi quali redditi diversi, esclusi dai privilegi d'imposta propria dei partiti politici. Evidentemente occorre ancora del tempo alla magistratura per uniformare il proprio pensiero, fatto sta che la grammatica del legislatore al riguardo è assai chiara: si rivolge direttamente ai partiti politici e senza possibilità d'interferenza.
L'accusa era grave: truffa ai danni dello Stato, ma per il pm Amato, l'unica attività investigativa necessaria alle indagini si è limitata all'acquisizione di una copia illeggibile dell'assegno di un privato che l'accusava anche di appropriazione indebita. Sicché ha chiesto l'archiviazione di tutto, nonostante la procura di Brescia avesse ravvisato diversi punti di gravita nella denuncia e rimesso gli atti a Roma, per competenza territoriale. In sede di reclamo il GIP dr.ssa Santese, nel ritenere la validità delle argomentazioni ha aggiunto anche l'ipotesi del falso ideologico.
Ma dieci giorni prima dell'udienza ecco la solita alchimia del cambio di campo: esce Santese ed entra Imperiali.
All'udienza la sorpresa: si presenta niente meno che il ministro Tonino, per rendere libere dichiarazioni al processo. E cioè di poter parlare, senza che nessuno potesse assolutamente interferire con la sua schietta requisitoria grammaticale: "ma quanti e quali appartamenti? Due sono, uno a Roma e uno a Milano. Li ho acquistati vendendo la mia proprietà di Busto Arsizio e risparmiando sui redditi che qui documento alla Corte li ho poi affittati all'associazione IDV: è reato!
Le prove? Eccole, sono le mie dichiarazioni dei miei redditi dal 1996 al 2006 in complessivi euro 2.317.938,00".
Tutto regolare. Nessuno dice niente e nulla a nessuno, perché questa volta nessuno può dire niente: sono libere dichiarazioni.
Poi, però, a ben vedere, ci si è accorti che con quella somma avrebbe si e no potuto acquistare gli appartamenti in parola e il pranzo e la cena di ogni giorno?
Le costosissime campagne elettorali chi le paga?
E la vita dispendiosissima che conduce chi la paga?
Leggendo lo statuto del suo partito politico è scritto che i soci dovrebbero fare tutto in gratia et amore dei, senza cioè toccare neppure un centesimo dal fondo comune!
Allora abbiamo lasciato parlare l'Agenzia del territorio, quella che raccoglie i dati sensibili delle proprietà immobiliari delle persone. Ci siamo quindi comportati come se avessimo dovuto fare un qualsiasi accertamento amministrativo che non ha ritenuto di dover fare né il p.m., nei confronti del giudice Tonino, tanto meno di doverle poi considerare il G.i.p, su istanza reiterata della parte.
Sicché ci si è determinati con la banalissima attività investigativa dell'interessato nei pubblici uffici e registri immobiliari dello Stato, per tentare di dare almeno una risposta concreta alla richiesta di giustizia che saliva dal cittadino denunciante e in nome anche del quale la giustizia viene amministrata.
E qui, nell'ufficio del catasto urbano, al contrario di quello che il giudice Tonino aveva riferito alla Corte, di appartamenti e valori di altro genere, ne sono emersi molti di più.
Uno così ha anche tanti "ciocchi di legno", ma ci si è limitati a quelli del suo ristretto focolare domestico ed è stato oltre modo edificante e curioso notare che fin tanto ha svolto l'attività di magistrato della Repubblica, le bizze immobiliari del cenacolo familiare, si limitavano all'acquisto di alcuni appezzamenti agricoli, di modesto valore, nella sua terra natia.
Mentre è solo dal 2002 al 2004, guarda caso il biennio coincidente con l'accusa del socio disubbidiente che il cenacolo è stato baciato dal caso, dalla fortuna e le sue attività immobiliari si sono sviluppate financo all'estero.
A Varna, in Bulgaria, c'ha investito danari, quando era Ministro della Repubblica. Ha detto che c'è andato per piantare un po' di pomodori. Tutto grammaticalmente regolare perché con i "pomodori" si fa il "suko" e con i "pomi d'oro" lui ha costituito la SUKO, cioè la società che, però, non opera in agricoltura, ma nel settore immobiliare. Ce lo ha detto la Camera di commercio di Varna!
L'Agenzia del territorio italiano ci ha invece favorito i dati che si leggono nella cartella che segue. Solo che io mi ero già condannato, quando in udienza ho detto che allora tutto di quanto a mia conoscenza avrei rivelato, ma il mio uditore era cieco, sordo e non voleva sapere niente.
Ma le falsità non hanno mai dato la gloria a nessuno se non il fatto che su di esse il ricco più ricco si fa.
Questi i dati dell'agenzia del Territorio:
RIEPILOGO SINTETICO (voci attive e passive) relative a 53 voci a vario titolo
TOT. ENTRATE 1997 - 2007 (confessati in udienza) VALORE CAPITALIZZATO
€ 2.317.938,00
TOTALE mq TERRENI (verificati):
per successione:      mq. 26529
Acquisti inter vivos: mq. 48810                                                                     €. 500,000,00
TOTALE mq ABITATIVI (verificati)
Mazzolerà per divisione mq 253 - 300
Mazzoleni (simul. ADP) mq 92,5 val. mercato 2.550 – 3.500€ tot.           €. 400.000,00
Cristiano e Lara (simul. ADP) mq 300 val. mercato 2.500 – 3.500€ tot.  €. 900.000,00
Anna e Toto (simul. ADP) mq 190 val. mercato 2.500 – 3.500€ tot.         €. 470.000,00
A. Di Pietro: mq 1.600 val. mercato 3.500 – 4.500€ tot.                            €. 6.400.000,00
PRESTITI a TERZI (confessati in udienza - AN.TO.CRI- Sri):
€ 1.183.000,00                                                                                                 € 1.183.000,00
SOMMA DEI TOTALI:
€ 2.317.938,00                                                                                                 €.9.853.000,00  
DIFFERENZE ATTIVE dalla verosimile commistione delle posizioni
giuridiche oggettive del socio unico A. Di Pietro in IDV e AN.TO.CRI srl :
                                                                                                                         - €. 2.317.938,00
                                                                                                                         =€. 7.535.062,00
NOTE
Nei calcoli delle indagini non sono considerati altri possibili investimenti all'estero, come quelli certi effettuati ad es. con la SUKO nè sono considerati giri di immobili di cui si è avuta notizia, ma per i quali non è stato possibile effettuare visura ipocatastale, vds. quello a P.za Dergano - Milano. Così come non è stato possibile valutare i costi per le ristrutturazioni e variazioni d'uso, che pure si presumono ingenti.
Così come non è stato possibile valutare il variare del patrimonio immobiliare in locazione.
Ad eccezione della disponibilità dell'appartamento in Via delle Quattro Fontane. 29 in Roma e Via della Vite 2 in Roma avuti da “Propaganda Fide”, il primo per l'iniziale uso della figlia Anna e poi stabilmente occupato dalla coppia Mura-Belotti e l'altro rimesso nella disponibilità del suo giornale.
CONSIDERAZIONI:
Molto brevemente: come si fa a parlare di andare contro la Casta dei Politici, come sta facendo in modo estremamente ipocrita il Tonino nostrano di Montenero, salvo poi scoprire tutte queste cose che, pur “regolari”, lasciano dubbi macroscopici sulle sue attività intra (in Italia) ed extra moenia (all'estero)? Allora la politica rende, eccome..  

  

http://www.youtube.com/watch?v=W2DUpjHd9b8
Intervista a Mario di domenico (parte Prima)

http://www.youtube.com/watch?v=DqLD3BxbKz8
Intervista a Mario di domenico (parte Seconda)
 

 
 
 

Certi effetti perversi..

Post n°539 pubblicato il 21 Giugno 2011 da Vince198



Acqua bene comune






“Passata la sbornia di entusiasmo per la «spallata» affibbiata a Berlusconi con la vittoria referendaria, in casa Pd si iniziano a fare i conti con le conseguenze concrete della consultazione. E sull'acqua «bene pubblico» per gli amministratori locali del Pd son già dolori. Tanto che si vuoi cercare una soluzione legislativa che rimetta ordine nel caos creato dai due quesiti idrici: «È necessario mettere riparo in fretta ai vuoti normativi che si sono aperti», dice Sergio D'Antoni, responsabile dell'organizzazione e delle politiche del Pd sul territorio. E per farlo, ammette, occorre trovare un'intesa con la maggioranza di centrodestra, senza i cui voti nessuna legge può passare. Dal Pdl però si reagisce con cautela: «Certo bisognerà trattare, ma come facciamo a fidarci di un Bersani che fino ad un anno fa propagandava le privatizzazioni dei servizi locali e poi si è buttato sul carro referendario?».

Per capire la portata del problema che ora si pone agli amministratori (e ai cittadini che aprono i rubinetti), si prenda il caso Hera, la holding bolognese quotata in Borsa che gestisce i servizi idrici, ambientali ed energetici in Emilia Romagna. Un colosso, il secondo gestore delle acque in Italia, e legato a doppio filo ai governi locali della regione più «rossa» d'Italia: per Hera, il referendum è stato un terremoto, e sono i cittadini che rischiano di pagarne il conto salato.

Il 13 giugno la società ha annunciato che non firmerà più la convenzione con gli enti locali che prevedeva investimenti per 70 milioni di euro sulla rete idrica. In Borsa ha perso circa il 10 per cento del suo valore, bruciando circa 187 milioni di capitalizzazione: per il Comune di Bologna (appena riconquistato dal Pd), che ha il 13% delle quote, si tratta di una perdita secca di 25 milioni e mezzo; 35 i milioni persi dai comuni della provincia. Le conseguenze catastrofiche del sì ai due quesiti vengono spiegate, in una intervista al Corriere dì Bologna, dall'assessore provinciale all'Ambiente della Provincia di Bologna, Emanuele Burgin, che non a caso era schierato per il no: «Serve una nuova legge nazionale, perché siamo in una situazione di stallo. Se a Bologna si fermano 70 milioni di investimenti, con tutte le conseguenze che si possono immaginare anche in termini economici e di occupazione, il dato nazionale è pari a 6 miliardi».

Difficile però pensare che governo e Parlamento rispondano a questa esigenza in tempi brevi. Quindi? «Quindi — dice Burgin — non sappiamo come fare. I soldi per fare investimenti gli enti locali non li hanno. Rispettiamo la volontà espressa dal referendum, che ha abrogato una norma introdotta dal governo Prodi, ma bisogna dire con altrettanta onestà che il ricorso ai privati era l'unico modo per finanziare gli investimenti».

Erasmo D'Angelis, ex consigliere regionale toscano del Pd e oggi presidente di Publiacqua, la società idrica locale, solleva un altro problema potenzialmente esplosivo: «Da oggi, dopo l'abrogazione del 7%, che bollette mandiamo ai nostri cittadini? Formalmente dovrebbero valere le vecchie tariffe, ma mi aspetto che se non le riducessimo saremmo presto sommersi da una valanga di ricorsi dei consumatori».

E infatti il Codacons già minaccia: «Le bollette devono scendere immediatamente del 7%. Siamo pronti ad una class action nel caso i gestori non applichino immediatamente l'esito referendario». Incalza DeAngelis: «Dove li prendiamo adesso i soldi per le infrastrutture? Ce li daranno i sindaci? Publiacqua ha aperto un cantiere da 71 milioni di euro a Firenze, per dare una fogna a mezza città, In totale abbiamo programmato investimenti per 740 milioni nei prossimi dieci anni. Quelli di Milano mi hanno detto che loro hanno in cantiere opere per 800 milioni. Come facciamo? Tremontì ci mette a disposizione la Cassa depositi e prestiti per finanziarci?».” (da Libero di oggi)

 

 

..

 

 

In un mio precedente post sui referendum – qui sotto, avevo paventato complicazioni di una certa entità, un possibile aumento del costo dell'acqua (altro che una sua diminuzione) - che, sia chiaro è di tutti, non solo del “settore pubblico” - per il fatto che la manutenzione della rete idrica avrebbe costretto i gestori ad aumentare le tasse locali. Ergo i gestori stessi rinunciano ad investimenti ad hoc. Certi peana a prescindere si ritorceranno proprio contro coloro che hanno promosso questo referendum e quelli che lo hanno appoggiato, visto che le consultazioni di alcuni giorni fa sono state trasformate in un mero sondaggio politico, invece di considerare il significato dei referendum stessi è per lo più trasversale ai partiti e che dare loro un senso politico, sempre a mio avviso, è semplicemente pretestuoso, dannoso per gli effetti che questo referendum sull'acqua innescherà. Passi per quello sul nucleare su cui ho avuto ed ho qualche dubbio, quello sul legittimo impedimento che è stata una pagliacciata, dal momento che lo stesso “scadrà” a fine estate, ma quello sull'acqua andava ponderato con maggiore attenzione. Invece la fregola di dare addosso a Berlusconi in qualsiasi modo ritenuto utile, deve avere annebbiato certe menti che fino, a quel momento, si sono auto-censite come “finissime”..

Del resto anche Sergio D'Antoni (quell'ex sindacalista Cisl che, durante una delle inchieste denominate “Affittopoli” di qualche anno fa, venne pizzicato in affitto in un appartamento di lusso romano (ai Parioli), 219 mq, “a molto buon prezzo” - 1,2 milioni di lire circa al tempo - e con tanto di doppia.. Jacuzzi) è venuto, frettolosamente, ad horemus: una "leggina" condivisa altrimenti sarà caos! Quando si fanno arrabbiare colossi come Hera, per certa sinistra c'è poco da gioire.. Ovvero certi parlamentari del Csx, more solito, se ne accorgono dopo del patatrac, nonostante altri loro colleghi di partito li avessero avvertiti.
Dulcis in fundo è notizia di poco fa che anche Catricalà – presidente dell'Antitrust – parla di referendum che ha affossato proprio la riforma dell'acqua.
Sempre peggio..
Bersani, se ci sei batti un colpo (sulla tua testa, però..)!

 
 
 
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