Creato da kiwai il 24/12/2009

c'è tutto un mondo..

impressioni di un aborigeno della Nuova Guinea

 

 

BEDDA MATRI ... INGROIA

Post n°1207 pubblicato il 01 Febbraio 2015 da kiwai
 

 


Le ultime elezioni sono ormai uno sbiadito ricordo … l’anestesia monarchico-istituzionale che Re Giorgio ci ha propinato, infarcita di salassi governativi in forma di pluridecreti “FottiItalia”, ci ha fatto perdere di vista la sorte di “illustri personaggi”…

 

Lo avevamo lasciato con le chiappe ancora bruciacchiate dalla trombatura elettorale, che tentava di sottrarsi “al sorriso dei monti” della Val d’Aosta, con mezzucci da “assenteista di municipalizzata” …

come chi?

Lo Tsipras nostrano … la toga che più rossa non si può … il profeta dell’ultrasinistrume .. l’ultra-trombato vendicatore di trombati …

MA SI’ LUI: INGROIA (con decenza parlando)

Giugno 2013 ultima bella notizia pervenuta: Ingroia lascia la magistratura.

Sarebbe stato “auspicabile” un definitivo ritorno nell’anonimato … ma Ingroia, oltre a essere siciliano, ha l’aspetto irsuto , il capello scombinato e la barba incolta del “masculo verace” .. che deve aver scatenato l’entusiastica passione  della governatrice sicula …

Ecco allora che subito piovono incarichi per l’ex magistratrombato :

dapprima commissario liquidatore di Sicilia e-Servizi … uno dei trentaquattro carrozzoni “partecipati” dalla Regione Sicilia che Crocetta aveva sbandierato di voler chiudere …

poi passati pochi mesi … retromarcia:

la società va rilanciata … Ingroia diventa Presidente-Amministratore Unico …  74 nuovi assunti.

Ma il “rilancio” non convince, la Corte dei Conti stima un “danno erariale” di 2,2 milioni di euro provocato dall’operazione e Ingroia & Co si beccano un rinvio a giudizio per le assunzioni ….

“Il popolamento si legge nella citazione a giudizioaltro non era che il transito diretto nella società pubblica, Siese, del personale che il socio privato, Sisev, aveva assunto con chiamata diretta, attingendo alle professionalità più eterogenee e, verosimilmente, senza prestare molta attenzione ai curricula di riferimento” ...  “a titolo esemplificativo … ex ranger guardiaboschi, ex animatori di villaggi turistici, ex precari della politica”.


Ma allora?

L’ex magistratrombato NON ha controllato NULLA ?

Come no!

Tutta “gente testata” dalla Commissione “di alto profilo” nominata dallo stesso Ingroia (tre componenti - “compensi forfettari” tra i 5 e i 6 mila euro)

Scrive la Corte dei Conti: “Non risulta alcuna regolamentazione primaria o di grado inferiore idonea a disciplinare composizione, procedimento e competenze della Commissione di verifica”. 

Insomma TUTTO FATTO IN CASA alla faccia delle “regole” …

Ah, si giusto le regole …

Una recente legge regionale prevede un tetto di 50mila euro, per gli stipendi mensili dei manager pubblici ..

ma Crocetta non può sopportare che un “bel masculo” come Ingroia, si debba accontentare di così poco:

«È una questione di meritocrazia. È mai possibile che amministratori di società strategiche debbano guadagnare 50mila euro? È possibile che il presidente di Sicilia e-Servizi debba guadagnare meno di un fattorino?».

[mi candido a fattorino] 

E infatti di euro, Ingroia ne guadagna oltre 200mila !!!

Come? Con il solito sistema:

stipendio “base” … “indennità di risultato”(110mila euro) ... “i rimborsi”(pranzi, hotel, viaggi, per un totale di 52mila euro).

E non finisce qui… ci sono anche le consulenze legali autorizzate da Ingroia nella sua qualità di presidente di Sicilia e Servizi: 515.137 euro in totale per il 2014, di cui 386mila euro finiti, tra consulenze dirette e incarichi, a un legale, Elio Costanza.

Chi è costui?

Un avvocato palermitano.

Ma soprattutto l'ex amministratore di Rivoluzione civile nonché tesoriere di Azione civile: insomma, l'ex e l'attuale partito politico di Ingroia.

 

FINANAZIAMENTO ILLECITO ???

 
 
 

PER METTERE OLIO SUL FUOCO …

Post n°1206 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da kiwai

 

la vignetta è di Charlie Hebdo .. non è splendida, ma si adatta

 

 

 

 

No, non è “rincoglionimento senile” (almeno spero) .. e nemmeno il fisiologico timore dell’avvicinarsi della “meta” (ben lontana .. almeno spero) che mi ispira le riflessioni “pseudoteologiche” di questo post ...

 

Annoiato, infastidito, ma assolutamente determinato ad ignorare la farsa del totoquirinale che impazza in questi giorni, il Pirata ha deciso di “infognarsi” in una riflessione autocritica …

Rileggendo gli ultimi post, ho constatato con me stesso che da tempo mi sono impegnato in una specie di crociata personale contro l’islam integralista e non solo quello …

allora mi è “sorta spontanea” la domanda: sono davvero razzista, xenofobo .. leghista?

 

Ovviamente NO!

Ma l’affermazione, seppure supportata dall’intima consapevolezza di non nutrire alcuna avversione preconcetta per il “diverso”, non può limitarsi all’enunciazione … per giustificare l’inconciliabile avversione per “taluni diversi” (nella fattispecie gli integralisti di ogni razza e religione) non si può prescindere da un supporto “filosofico-morale” in una parola: “ideologico”.   

 

E poiché si tratta di integralismo religioso è giocoforza tirare in ballo la religione …

 

certamente qualcuno conoscerà il dramma di Lessing: “Nathan il saggio” (se non lo conoscete .. non è assolutamente grave) ….

ambientato a Gerusalemme durante la terza crociata, il dramma descrive in che modo il saggio mercante ebreo Nathan, l'illuminato sultano Saladino e un templare riescono a colmare il loro divario tra Ebraismo, Islamismo e Cristianesimo.

 

Il dramma è la versione moderna (si fa per dire .. è del 1779 o giù di lì) della favola dei tre anelli del Decameron.

Un anello magico, con la proprietà di rendere il possessore gradito agli occhi di Dio e degli uomini veniva tramandato come cimelio di famiglia dal padre al figlio che egli amava di più. Quando l'anello giunse in possesso di un uomo che aveva tre figli, amati tutti allo stesso modo, egli lo promise in eredità a tutti e tre. Cercando il modo di mantenere la sua promessa, egli ne fece fare due copie indistinguibili dall'originale e sul letto di morte diede un anello a ciascuno di loro.

I fratelli litigarono su chi possedesse il vero anello, tanto da interpellare un saggio giudice che consigliò loro di comportarsi come se ognuno avesse quello originale, in modo che, col tempo, le virtù possedute da questo sarebbero prima o poi uscite allo scoperto.

 

È in qualche modo l’interpretazione “buonista” del nostro Papa gesuita … e non è un caso che la sua rappresentazione sia stata proibita, all’epoca, dalla Chiesa e bandita anche sotto il regime nazista.

 

Ma da questa “favoletta” c’è chi ha tratto un’interpretazione, a mio avviso, ben più moderna:

 

“Tutte le chiese, tutte le comunità religiose mancano del contrassegno più importante della Verità. Essendo fondate su una fede rivelata ed essendo perciò legate ad una serie di specifici eventi storici, sono prive di validità universale.

È sostanzialmente inutile ricercare tra le varie tradizioni religiose quale sia la religione vera: quel che importa è agire bene.

Compiere il Bene, la Virtù, per amore del Bene stesso relativizza non tanto la verità bensì l'esistenza delle singole comunità religiose, le quali si presentano ormai più come un ostacolo che come una via al conseguimento dell'unica religione morale, la sola davvero uguale per tutti.”

 

L’autore di queste affermazioni è un tale … Immanuel Kant, che altrove ha scritto:

 

“L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a sé stesso.

Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro.

Imputabile a sé stesso è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro.”

Sapere aude!

Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!

È questo il motto dell'illuminismo.

Ma io odo da tutte le parti gridare:  Non ragionate!

— L'ufficiale dice: — Non ragionate, ma fate esercitazioni militari.

— L'impiegato di finanza: — Non ragionate, ma pagate!

— L'uomo di chiesa: — Non ragionate, ma credete!

 

Perchè a questo illuminismo non occorre altro che la libertà, e la più inoffensiva di tutte le libertà, quella cioè di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. “

 

MA VAGLIELO A SPIEGARE !!!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°1205 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da kiwai

 

 
 
 

ATTRAVERSIAMOLI !!!

Post n°1204 pubblicato il 20 Gennaio 2015 da kiwai
 

 

Nello storico discorso "con i rappresentanti della scienza" a Ratisbona, Benedetto XVI, papa forse poco “simpatico” ma certo meno “sprovveduto” del suo successore, fece affermazioni che il gesuita-francescano dovrebbe tenere a mente nelle sue “esternazioni”:

"Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio, La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima."

“Il Dio cristiano è Logos, è ragione.”

“ Il cristianesimo, in quanto religione dei perseguitati, in quanto religione universale… ha sempre definito gli uomini, tutti gli uomini, senza distinzione, creature di Dio, immagine di Dio, proclamando in termini di principio la stessa dignità. In questo senso l’illuminismo è di origine cristiana ed è nato non a caso proprio ed esclusivamente nell’ambito della fede cristiana.”

“ E’ stato merito dell’illuminismo aver riproposto questi valori originali del cristianesimo e aver ridato alla ragione la sua voce”.


In sintesi Benedetto XVI propose all'Islam l'apertura alla ragione, il sapersi far attraversare dalla ragione, come il cristianesimo si è fatto attraversare dall’illuminismo.

Visti i recenti risultati … proporrei una soluzione … “analoga"

 

 
 
 

#BurnIsisFlagChallenge

Post n°1203 pubblicato il 06 Settembre 2014 da kiwai
 
Tag: ISIS, Islam

 

 

Un nuovo fenomeno si sta diffondendo in Medio Oriente:  #BurnIsisFlagChallenge,

una catena che, imitando il tormentone Ice Bucket Challenge, invita tutti a bruciare una bandiera dell’Isis. 
Una catena destinata a diffondersi in tutta l’area mediorientale e non solo, con centinaia di persone che stanno già diffondendo video e foto delle loro adesioni sui social network.

L’idea è nata sabato, quando 3 ragazzi libanesi sono scesi in strada per protestare contro le azioni compiute dagli uomini del califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, la decapitazione di un sergente dell’esercito libanese e il rapimento di 20 militari libanesi.
I ragazzi, dopo la protesta, si sono ripresi mentre bruciavano la bandiera dello Stato Islamico, invitando tutte le persone a ripetere il gesto in segno di solidarietà contro le popolazioni colpite dalla violenza jihadista:
“Io nomino il mondo intero – si sente nel video – per il #BurnIsisFlagChallenge”.

CHE DIRE … ADERISCO ENTUSIASTA !!!

Naturalmente non poteva mancare l’idiota di turno (il ministro della Giustizia libanese, Ashraf Rifi) che ha manifestato il suo dissenso nei confronti dell’iniziativa, perché, a suo dire, bruciare la bandiera dell’Isis vuol dire non solo schierarsi contro gli jihadisti di al-Baghdadi, ma distruggere un simbolo dell’Islam.
Sulla bandiera, infatti, si legge in arabo “non c’è altro dio all’infuori di Dio (Allah) e Maometto è il suo profeta”, la frase con cui si aprono tutte le preghiere musulmane.  

Aspettiamo le esternazioni dell’idiota italiano (Di Battista)…

 

SE VUOI ADERIRE, STAMPA QUESTA IMMONDIZIA ( http://digilander.libero.it/kiwai/ISIS.jpg ) .. E BRUCIALA.

 

 
 
 
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CUBA LIBRE

QUANTO COSTA
LA LIBERTA'???




La morte di un prigioniero di
coscienza, una persona in
carcere per le sue idee, senza
aver commesso alcun reato.
Orlando Zapata Tamayo,
42 anni, fù arrestato durante
la primavera del 2003 e condannato
a tre anni di carcere.
Durante la prigionia a causa della
sua attività di dissidenza nel
carcere, gli furono aggiunti altri
anni di detenzione fino a un totale
di 30 anni di reclusione.
BASTA YA!

 


 

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  
ARTICOLO 19  
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di sostenere opinioni senza condizionamenti e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo ai confini.