Creato da erinn78 il 28/11/2004

Città-ragnatela

Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti di Ottavia é meno incerta che in altre città. Sanno che piú di tanto la rete non regge.

 

« Nonostante il ventoIl respiro del fiume »

Facciamo un gioco

Post n°776 pubblicato il 28 Giugno 2009 da erinn78

- Quando finisce l'estate, Fernando?
Mi guarda con occhi neri obliqui e poi sbuffa, e tuffa il viso fra le pieghe e i fiori del mio abito.
- Eh, vattene, sei pesante - colmo il triangolo fra le mie gambe incrociate di tarassachi ancora gialli.
- Se é appena iniziata, - dice. Sarà il calore del suo alito che si raccoglie da quelle parti, sarà che é davvero estate, ma ad un certo punto il vento dev'essere calato.
- Così posso aspettarne un'altra, stupido.
- Mah. Facciamo un gioco? Tipo a chi vomita di più. O a chi fa il più lungo spiedino di porcellini di terra.

Ecco, succedeva più o meno tredici anni fa. Mi torna in mente adesso che Fernando ha vissuto qui, molto prima di partire per quel paese di donne d'oro e notti blu.  
Lui vinceva sempre, a qualsiasi gioco si giocasse. E' stato il primo a trovare una sirena nel fiume quando tutti credevano abitassero solo il mare. Anche il primo a dare un bacio, uno vero, mentre io mi esercitavo ancora allo specchio. E il primo a dire di volermi bene, mentre per me tutte le estati s'erano fermate a quella.
- Hai finto di non riconoscermi, così io ho immaginato di averti dimenticato.
- Non puoi giocare con tutto, Fernando.
- Perché no? Scommettiamo che ti ho superato in tantissime altre cose da allora?
- Quasi quante sono quelle in cui ti ho superato io.
- Quante parolacce conosci? Non arrivi neppure a cinque.
- Sbagli: merda, bastardo, fanculo... aspetta eh...
- Che delusione. Allora dimmi: quanti uomini hai avuto?
- Che stress.
- Ah-ah! Vedi, eviti di rispondere.
- Per tua informazione ho avuto quattro uomini.
- Quattro. E quanti ne hai amato?
Che balordi, gli uomini. Quando non sanno a che appigliarsi, tirano in ballo l'amore.
- Uno.
- E scommetto che non fa parte di quei quattro.
- E scommetto che tu neppure una.
Silenzio.
- Sbagli. Una anch'io... ma ho avuto molte più relazioni di te!
- Allora siamo pari, per quello che conta.
- Mai, pari. Io, quell'unica, l'ho avuta.
- Ah, sì? Tipo quando?
- Tipo ora.

Che strana cosa l'estate. Fa parlare certi fili d'erba mentre il vento si ferma.

- Quando finisce quest'estate, Fernando?
- Ah, che lagna.

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Mura ovviamente sono io. E Muto, Bertuccia e Gibbone, Ermenegildo, Lesby, la Tedesca, Bakhum che voleva una moglie bionda, Crosti, Fernando con le sue parole che sono musica. Esistono e non sanno che una sola loro parola ha creato un angolo di Ottavia.

 
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