Creato da ziryabb il 11/03/2009

LA QUARTA PARETE

ESEGUIRE UNA INVERSIONE A U CONSENTITA

 

Lily e Madeleine

Post n°459 pubblicato il 04 Aprile 2015 da ziryabb

Titolo : In the middle

Altri titoli da ascoltare:


 "Goodbye to anyone"

"I've got freedom"

"Sea of love"

"Token"


Sono sorelle, sono giovanissime e le loro voci che si intrecciano hanno già incantato migliaia di persone. Con il loro album d'esordio Lily e Madeleine, rispettivamente 17 e 19 anni, hanno dimostrato che nel mondo della musica c'è ancora spazio per i buoni sentimenti. Le loro canzoni, prevalentemente acustiche, raccontano delle insicurezze di chi sta abbandonando il mondo dell'infanzia per entrare in quello degli adulti, descrivono la loro passione per la musica, l'incanto di fronte ai misteri della natura, il rapporto con la loro terra e con il passato. Nell'articolo "Lily & Madeleine, belle più che mai" (dal numero di maggio del mensile IL) Stefano Pistolini cerca di spiegare il fascino che si prova ascoltando la musica delle due sorelline di Indianapolis.



In una trasmissione radio. Prima canzone: un'altra versione di In the middle 

chitarra, tastiera e violencello

 
 
 

Incidente: Lufthansa A321 vicino Bilbao il 5 novembre 2014, la perdita di 4000 metri di altitudine

Post n°458 pubblicato il 26 Marzo 2015 da ziryabb


Dal sito in inglese The aviation herald

Tradotto da google translate dall'inglese all'italiano.

Con Simon Hradecky, creato Martedì 18 Novembre 2014 17: 11Z, ultimo aggiornamento Domenica 28 Dicembre 2014 22: 22z

 Il volo LH-1829 della Lufthansa  su Airbus A321-200 con la registrazione D-AIDP,  da Bilbao (Spagna) a Monaco di Baviera (Germania), con 109 persone a bordo, stava salendo a quota FL310  a circa 15 minuti di volo da Bilbao alle ore 07: 03  quando l'aereo con il pilota automatico inaspettatamente ha abbassato il naso ed entrò in una discesa raggiungendo 4000 tasso fpm di discesa. Ma l
'equipaggio di volo è stato in grado di fermare la discesa a FL270 e ha continuato la fuga a FL270, poi salendo a FL280, ed è atterrato in sicurezza a Monaco di Baviera circa 110 minuti dopo il verificarsi.

Il BEA francese ha nel proprio bollettino settimanale  valutato l'episodio come un grave incidente ed è stato oggetto di indagine dal BFU tedesco.

Il velivolo è rimasto a terra a Monaco di Baviera per 75 ore prima di riprendere il servizio il 8 di novembre.

L'Aviation Herald ha appreso che la perdita di quota era stata causata dal congelamento di due angoli di sensori  durante la salita. 

La protezione Alpha attivato costringendo l'aereo per lanciare giù, che non poteva essere corretto anche da pieno ingresso bastone indietro. L'equipaggio poi staccato le relative unità di dati aria ed è stato in grado di recuperare il velivolo.

A seguito del verificarsi EASA rilasciata direttiva di aeronavigabilità di emergenza 2014-0266-E_1 dichiarando:

Un evento è stato segnalato in cui un aereo Airbus A321 ha rilevato un blocco di due Angle Of Attack (AOA) sonde durante la salita, che porta alla attivazione della protezione Alpha (Alpha Prot), mentre il numero di Mach è aumentato.
L'equipaggio di volo è riuscito a riprendere il controllo completo e il volo è atterrato senza complicazioni.

Quando Alpha Prot è attivato a causa di sonde AOA bloccati, le leggi di controllo di volo ordinare un tasso passo continuo naso verso il basso che, in uno scenario peggiore dei casi, non può essere fermato con ingressi sidestick indietro, anche in posizione arretrata completa. Se il numero di Mach aumenta durante il naso verso il basso per il valore AOA della Alpha Prot continuerà a diminuire.
Come risultato, le leggi di controllo volo continueranno ad ordinare una velocità di beccheggio naso verso il basso, anche se la velocità è superiore velocità minima selezionabile, noto come VLS.

Questa condizione, se non corretto, potrebbe causare la perdita di controllo del velivolo.

L'EASA richiede come intervento di emergenza immediata che l'equipaggio di volo operativo...ecc

http://avherald.com/h?article=47d74074

 
 
 

Immagina, puoi

Post n°457 pubblicato il 25 Febbraio 2015 da ziryabb

Imagine_colors

 
 
 

La guerra è finita ma non c'è la pace

Post n°456 pubblicato il 20 Febbraio 2015 da ziryabb

C'era una volta la guerra. Oggi è solo una metafora. È una guerraaaaaaaa! (B.Grillo). Non facciamo la guerra per le riforme (Berlusconi ammonisce Brunetta). In Liguria Cofferati era nel mirino dei cecchini del PD. L'autore di questa frase ha appena visto american sniper.

Dicevo che la guerra era bella, organizzata, legalizzata, approvata dalla camera o dal congresso e quindi dal popolo. Era una violenza legittima. Ogni guerra aveva un nome (Tempesta del deserto) e ci voleva anche il campo di battaglia, di solito al confine. Il nome veniva scelto per la storia, da inserire in una ipotetica enciclopedia popolare, da creare in futuro. Waterloo ? Ottimo. Dunque la guerra era bella perché in fondo c'era sempre il tavolo della pace. Mentre gli eserciti di due stati si bombardavano, i negoziati continuavano per arrivare ad una tregua o alla fine delle ostilità. Così i soldati potevano tornare a casa per festeggiare la fine della guerra.

Ma oggi la guerra vera come dicevo, la violenza legale fra due eserciti di due stati non c'è più. Non ho fatto nessuna verifica ma credo che nel mondo non ci sia nessun conflitto armato fra due stati. Se ci fosse stato uno si spegnerebbe nel giro di pochi giorni (Cina-Giappone a causa di un'isola).

Oggi la violenza è illegale, non c'è un esercito, né campo di battaglia.

Di solito è un conflitto fra un esercito e dei civili (ribelli, terroristi, indipendentisti, jihadisti, talebani, crimini organizzato, cartelli della droga...). Purtroppo il campo di battaglia è la città, lo spazio urbano e le vittime sono dei civili innocenti. Questa violenza gratuita, assurda non fa vittime militari ma civili. Quando c'era la guerra la morte dei civili era un danno collaterale. Oggi il collaterale è diventato il principale bersaglio e viceversa. Volevano uccidere quattro vignettisti, hanno fatto fuori tredici persone che non c'entrano niente. Non entro nel merito ma giusto per descrivere la natura di questa violenza. Nell capitale sud americane si commettono 60 omicidi al girono.

 Anche se dietro i filo russi ci sono i russi ma non è ufficiale nè provato.

È stato abbattuto un aereo di linea sopra il cielo ucraino. Vittime di ogni nazionalità.

Questi matti da slegare (commettono l'attentato dopo l'uscita dal carcere per trafico di droga o di armi) mi ricordano i telepazzi: definizione di Stephen King nel suo libro CELL .(Al cinema nel 2015, il libro è da evitare come del resto il film se non vi piace l'horror. Sembra che il libro (2006) sia stato scritto dopo il film, 400 pagine inutili). Dunque un giorno di ottobre in tutto il mondo, coloro che hanno risposto a una chiamata sul cellulare alle ore 15:05 ricevono un Impulso che li fa diventare matti, non ragionano più con la testa e fanno delle cose... da Horror. Telepazzi perché comunicano fra di loro con la telepatia per compiere un atto violento. Camminano di giorno smarriti e la notte si radunano tutti insieme telepaticamente in un campo aperto, uno stadio, ad ascoltare musica ad alto volume per ricaricarsi. Mentre le persone che non hanno risposto alla chiamata perché privi di telefonino si nascondono di giorno e escono di notte a cercare cibo, armi, parenti...

Insomma sembra che gli attentatori di questi ultimi tempi abbiano ricevuto l'Impulso. Quando i media ci informano che l'attentatore non è legato a nessuna organizzazione terroristica e che ha agito da solo non è rassicurante.

 
 
 

Troppi bianchi nel nuoto

Post n°455 pubblicato il 18 Febbraio 2015 da ziryabb

 

 

Eric Moussambani, Guinea Equatoriale, era un pallavolista. Pochi mesi prima delle Olimpiadi di Sidney imparò a nuotare nella piscina dell’hotel dove lavorava. 

Il programma per la valorizzazione del nuoto nei paesi in via di sviluppo permetteva la qualificazione di un nuotatore alle Olimpiadi. A quel punto si è deciso di buttare in acqua il buon Eric Moussambani. 

Al primo turno di qualifiche dei cento metri stile libero si presentarono in vasca in tre: Karim Bare, Tagikistan Farkhod e il nostro Eric Moussambani. Una batteria a parte per quelli con poche possibilità di qualificarsi. I primi due fanno falsa partenza e quindi resta solo Eric Moussambani che deve lottare contro se stesso per cento metri.

Sembra una cosa facile, ma diventa un calvario. Il ragazzo, all’epoca aveva 22 anni, non era un nuotatore professionista e per sua stessa ammissione non aveva mai visto una piscina così grande in vita sua. Nonostante ciò con coraggio fece i primi cinquanta metri in maniera dignitosa, ma la seconda vasca fu un vero calvario. Il pubblico passo dai fischi, pochi, agli applausi, un vero uragano, che accompagnarono Eric Moussambani per tutta l’ultima vasca. Il tempo 1′ 57″52 è stato ed è ancora il più lento di sempre ad un’Olimpiade. Per Eric, però, fu un vero trionfo. Divenne popolarissimo e la federazione della Guinea dovette assoldare un interprete per aiutarlo nelle decine di interviste che gli chiedevano i media di tutto il mondo.
Attualmente Eric Moussambani è l’allenatore della nazionale di nuoto della Guinea Equatoriale che però non ha portato nessun atleta alle Olimpiadi. Eric si lamenta delle attrezzature che ha a disposizione e del fatto che i suoi ragazzi non si possano allenare al meglio. Chissà, magari spera che nessuno dei suoi possa battere il suo record al contrario.

 
 
 

ADDOTTA UN EX GRILLINO A DISTANZA RAVVICINATA, ABBRACCIALO!

Post n°454 pubblicato il 27 Gennaio 2015 da ziryabb

Per i media, per l'opinione pubblica, per i suoi avversari, per me e per te, prima di diventare ex, un deputato grillino è un ex disoccupato, non preparato, senza programma, dice sempre le stesse cose (aria pulita, acqua pubblica , energia alternativa) è anche cattivo e quando si trova in difficoltà, risponde con le parolacce anzi una sola parolaccia.

Poi un bel giorno, il grillino smette di esserlo e subito diventa simpatico, bravo ragazzo, vittima di Casaleggio, censurato, impedito di esprimere la propria opinione. Insomma un ex grillino diventa uno di noi e i media quasi quasi ci strappano le lacrime e non sappiamo più a chi donare 2 euro al bambino africano o a un ex-grillino cacciato dal cattivo Beppe.

A proposito, hai mai sentito parlare di un Grillino non ancora deputato che lascia il partito? Mai. Prima faccio il grillino vero , un vaffa di qua un altro di là, aspetto le elezioni on line , divento deputato poi mi faccio casaleggiare e dove vado? Nel fritto Misto.

Chi ha inventato questo orrendo parcheggio chiamato gruppo misto per soli sfigati ? Il Gruppo misto è un parcheggio molto comodo. Non c'è il disco orario, non si paga e non si rischia la multa. Viva il gruppo misto!

 
 
 

Cos'è la sinistra...

Post n°453 pubblicato il 18 Dicembre 2014 da ziryabb

 

ITALIAN SHORT MEMORY

Dieci anni fa per chi non lo sapesse, in piazza Navona nacquero i cosiddetti girotondi e Nani Moretti salì sul palco per dire a Massimo D'Alema: 

DICA QUALCOSA DI SINISTRA! 

Oggi è lo stesso D'Alema insieme con la cosiddetta minoranza PD a dire a Renzi:

DICA QUALCOSA DI SINISTRA!

Quale sinistra? Non eravate voi (D'Alema, Fassino, Bersani, Rutelli, Veltroni) a indicare al bambino viziato e alle sue amiche, il Blairismo come modo di essere, stile di vita e unica idea vincente? Non eravate voi a promettere a Silvio di non palpeggiare mai le cosce del conflitto d'interessi? Fine.

Per rimanere in tema. Più o meno. Ho fatto una scoperta. E non è acqua calda. Renzi e le sue amiche dicevano all'inizio che con Berlusconi non esiste nessun patto del Nazareno. Lo chiamavano scambio di punti di vista. Siccome sono tutte (le amiche di Renzi) maldestre, ora dicono tutte: no, no, nel patto non c'è il Colle!

Ah! Allora il patto c'è?

C'è, c'è e da allora Silvio ha ottenuto tutto: sconti di pena, archiviazioni e sconti "alimentari" nei confronti dell'ex moglie. 

Silvio ha capito troppo tardi che i suoi veri amici si trovano nella parte avversaria. La prova? Tutti i suoi seguaci l'hanno mollato. Senti questa: un Alfaniano maldestro ha incontrato Silvio di nascosto poi non ha resistito e ha pubblicato uno selfie con Silvio sul suo profilo Facebook ed è stato subito cacciato dal partito di Alfano. Come fai a farti fotografare  con un pregiudicato?

Ma anche la stampa di destra non sopporta che Poletti abbia cenato con i detenuti ma trova normale gli incontri d'alcova del PD con Silvio, uno pseudo detenuto.

Hai capito cosa intendo dire?

Che l'unico che crede in Silvio è il PD . Silvio è stato cacciato dal senato per i suoi guai con la giustizia e se non fosse vecchio sarebbe in galera dietro le sbarre. Tecnicamente è in galera. Fa compagnia agli anziani lombardi e sai dove trascorre la sua ora d'aria? Nella sede del P.D a Roma, Largo Nazareno. È pazzesco.

 

 
 
 

Senza titolo

Post n°452 pubblicato il 14 Dicembre 2014 da ziryabb

Nel suo discorso alla camera del 3 luglio del 1992, Bettino Craxi ammise l’esistenza di un sistema illecito di finanziamento dei partiti e chiamò in causa tutti gli altri, parlando di “una rete di corruttele grandi e piccole, tanto estesa e ramificata da legittimare un vero e proprio allarme sociale”, e aggiungendo: “Se gran parte di questa materia deve essere considerata puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale”.

 

Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti

di Italo Calvino

la Repubblica, 15 marzo 1980

(...)Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione ( non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile. Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una controsocietà di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsocietà che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società , ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé ( almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la controsocietà degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità , di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è.

 
 
 

2014 THE MOVIE ALBUM BY TILL BRONNER

Post n°450 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da ziryabb

Happy



01. When You Wish Upon a Star
02. Run To You
03. Stand By Me (feat. Gregory Porter)
04. Love Theme From Cinema Paradiso
05. Till Bronner - Raindrops Keep Falling On My Head
06. Il postino
07. The Godfather Waltz / Love Theme From the Godfather (Il padrino)
08. Moon River (feat. Lizzy Cuesta)
09. Forbidden Colours
10. As Time Goes By (feat. Joy Denalane)
11. Crockett's Theme
12. Mulholland Falls
13. My Heart Will Go On
14. Happy (W.Pharell, Feat Everette Harp)
15. Deborah's Theme

 
 
 

Odio il Giovane Holden

Post n°449 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da ziryabb

Il ministro (o la minsitra? Dibattito infinito  in Francia fra Academie française e parlamento) della cultura è stata "lapidata" dai media francesi per avere dichiarato in diretta tivù di non avere letto i libri del neo premio Nobel per la letteratura Patrick Modiano. Con cui tra l'altro aveva pranzato dopo la premiazione. I giornalisti scandalizzati le hanno suggerito che avrebbe dovuto fare uno sforzo leggendo almeno un capitolo di un suo libro prima dell'intervista per non fare la figura che aveva fatto.

Doveva mentire? Doveva recitare come fanno tutti? E se Modiano non le piace?

Con tutto il rispetto per l'uomo e per la sua opera, Modiano pochi giorni fa era un perfetto sconosciuto per il grande pubblico e l'istituzione del Nobel, si sa, per sembrare più credibile e meno banale non premia mai uno scrittore che ha un successo commerciale. Strano che non abbia vinto un americano dal 1993 (Toni Morrison) eppure grandi nomi, negli ultimi anni, hanno dato un enorme contributo alla cultura internazionale. Non faccio nomi perché è una questione di gusti.

Sappiamo a che cosa servono i premi letterari: aumentare le vendite. Punto. Non si premia mai il talento ma si premiano i giochetti politici. Quando Sartre rifiutò il premio Nobel scrisse:  

Lo scrittore deve rifiutare di lasciarsi trasformare in istituzione, anche se questo avviene nelle forme più onorevoli, come nel caso del premio nobel.

Per tornare alla povera ministra Fleur Pellerin, diciamo che i gusti sono gusti. Non è snobismo ma personalmente non ho letto i libri di cui tutti parlano e non ne sento la mancanza. Ci ho provato ma non ce l'ho fatta.

La ministra della cultura francese ha ammesso di non avere letto un libro negli ultimi due anni perché non ha avuto tempo. Ha detto la verità. Mi chiedo sempre dove un ministro trova il tempo di stare regolarmente sui social media a sparare cavolate invece di dirci per esempio come si calcolano le tassi da pagare?


 
 
 

Getting old

Post n°448 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da ziryabb

«Conosco la mia età, posso dichiararla, ma non ci credo» MARC AUGÉ
 

 
 
 

Lampedusa

Post n°447 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da ziryabb

- Quindi conosci Tommaso di Lampedusa?

- No, e non chiamarmi Lampedusa.

- Tutti ti chiamano Lampedusa.

- Non tutti ma gli Italiani sì . Io mi chiamo Alì.

- Àli?

- Non Àli, Alì con l'accento sulla I. Mio padre era un pugile.

- E perché ti chiamano Lampedusa?

- Sei così ingenua da non indovinarlo?

- Posso chiederti da dove vieni?

- Ma perché vuoi rovinare la serata?

- Assolutamente no, anzi mi sto divertendo.

- Non hai mai ballato con uno sconosciuto senza fargli troppe domande?

- Ma noi ci conosciamo già.

- Da stamattina...

- Ero in difficoltà, mi hai aiutato, abbiamo fatto un bel pezzo di viaggio insieme e scopro che ambedue frequentiamo Ca'Foscari e sei molto carino.

- Macché aiutato. Ti ho fatto da sherpa perché sei bellissima!

- Sherpa? Abbiamo scalato l'Everest.

- Un modo di dire.

- Allora non sei americano? Parli invece un inglese perfetto.

- Volevi dire afro-americano....Sono Portoricano .

- Wow! Io sono nata e cresciuta a Glasgow .

- Io non dico mai Wow!

- È per esprimere una cosa che mi piace ed è tipicamente scozzese.

- Avevo intuito che l'inglese fosse la tua lingua madre...

- ...Nonostante gli occhi a mandorla?

- Io non ti ho chiesto niente, per me è normale.

- No, non è vero. Tutti mi chiedono:sei cinese? No.Giapponese? No. Coreana? E io dico sempre no. E non dirmi che questo dettaglio ti sia sfuggito.

- All'inizio sì. Ma fra te e un'asiatica la differenza è notevole.

- Io mi sento scozzese fino al midollo e non dico mai britannica.

- Mio zio è il cavallo!

- Sei ubriaco? Cosa vuol dire tuo zio è il cavallo?

- Lascia perdere...

- Stai ridendo, dimmelo!

- Non ha importanza.

- Sì, invece. Voglio saperlo.

- È una battuta...

- Dai dimmelo.

 

 
 
 

Pangloss by Angiolhgt in Deliri di notte

Post n°446 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da ziryabb

François-Marie Arouet detto Voltaire

 
 
 

Surreale

Post n°443 pubblicato il 01 Settembre 2014 da ziryabb

Meglio essere fortunati o meglio essere felici?

Fortunati fortunati senza dubbio.

Una parola sola, senza spiegazioni.

Fortunati.

Sono goloso. Essere fortunati rende felici.

Non chiedere troppo.

La felicità è una fortuna?

La fortuna è fortuna e basta.

La felicità è un sogno.

Una rivendicazione radicale.

Surreale. Assurda.

L'infelicità è un incubo.

La parola e il suo opposto.

Semplice.

L'infelicità è accessibile. A tutti.

L'infelicità è consumo di massa.

Si trova su tutti gli scaffali.

Prendi due paghi uno.


 

 

 
 
 

Al Fano

Post n°442 pubblicato il 11 Agosto 2014 da ziryabb

Alfano non va in vacanza.

Alfano lavora in agosto.

Non fa più Lodi alfani.

A Silvio non serve più.

Silvio ha Renzi, Silvio ha il PD

Invece Albano Alfano ha un programma

In due punti.

Due preoccupazioni maggiori:

Er Carogna e Vù Cùmprà

A me non importa.

Alfano deve pure farsi sentire.

Ma... voglio dire...

Con tutto ciò che sta succedendo nel mondo

La RAI ha spazio solo per Alfano.

Prova a fare zapping.

Cambia canale.

Spegni pure la TV

E vedrai Alfano.

Solo lui.


 
 
 

Blog dog

Post n°441 pubblicato il 04 Agosto 2014 da ziryabb

Voglio vivere

Come un cane

Randagio.

Voglio una vita

Normale

Senza padrona... a a a

Senza cibi in scatola

Senza veterinario

Senza tapis roulant

 

Domani me ne vado

Aiuterò Maurizio a scappare

Aprirò la sua gabbia

E forse volerà sopra di me

A lui basta un albero

Per trovare atri amici

O una ragazza, una gazza magari

                                                            

                                                          Finirai in un canile!


Chiudi quel becco coniglio!

Lei ti chiama Playboy

Ma sei quello che sei

Non andresti mai via

Da questa prigione.

Noi invece andremo in montagna.

Lontano dalla laida città.

Morirai nel tuo orto con Andrea

Lui è un codardo

Come tutti i gatti

Non capisce un topo.

Quando decide di scomparire

Tutta la città lo cerca

Perfino i giornali ne parlano

Mentre se la gode 

In un altra casa.

Poi torna sempre quando manca la trippa

Gli fanno la festa

Si fa coccolare da tutto il paese.

No, Andrea non andrà via con noi.

Viva la libertà.

I want to be freeeee


 

 
 
 

Vivere, non riesco a vivere...

Post n°440 pubblicato il 03 Agosto 2014 da ziryabb

Acqua

Terra

Aria

Fuoco

Fuoco che piove dal cielo

Fuoco aperto dal mare

Fuoco incrociato  da terra

Sulla loro prigione eterna.

Non c'è via di scampo

Non c'è speranza

La terra ferma,

Il mare aperto

E lo spazio aereo

Gli sono vietati

E hanno l'arroganza

Di costruire

Dei tunnel.

 

 

 

.... ma la mente mi autorizza a credere. (...)

Liberi, sentirsi liberi. Forse per un attimo è possibile. Ma che senso ha, se è cosciente in me, la misura... della mia inutilità....

 
 
 

Deliri conversi

Post n°439 pubblicato il 29 Luglio 2014 da ziryabb

Buio pesto

A Genova

Per noi

Milanesi

In fuga

Dal centro

Abbronzatura

REDSKIN

Gringo in agguato

Pancho Villa

Al mare

Nostrum.

 
 
 

Blog post: The best of

Post n°438 pubblicato il 12 Giugno 2014 da ziryabb

foto di angiolhgt

Nulla di rilevante al mondo che non sia ripetitivo , nulla di irrilevante al mondo che non sia ripetitivo.

Solo la tecnologia genera sorprese nuove, la scienza pure  ma spesso prende bufale come quella del neutrino che corre più veloce della luce (in silenzio gli stessi scienziati ginevrini hanno ammesso che trattasi di banali errori di misura).

La tecnologia diventa sempre più protesi per un uomo sempre più mutilato ed inerme se ne viene privato : chi la detiene e la governa,  di fatto governa il mondo.

L'umanità si estinguerà non per una catastrofe atomica ma banalmente per mancanza di energia elettrica: l' intervallo esiziale del black out si accorcia con l'aumentare del progresso tecnologico.

Per sopprimerci basterà staccare la spina, solo i più intelligenti riusciranno a diventare cavernicoli .

Tecnologia non è solo pc ma anche farmaci, nutrizione, trasporto...tutto ed anche media ed  uso tecnologico della psiche dell'individuo per trasformarlo in ameba massificata e informe.

Pasolini parlava di omologazione: la tecnologia produttiva standardizza prodotti per uomini standardizzati o da standardizzare.

Devo decidermi se mi sento un po' Amish o un po' nichilista : in fondo, anche il presente è già passato e passerà una infinità di volte, allora che vale stupirsi o indignarsi?

"Qoelet..e l'eterno ritorno" dal blog di Angiolhgt 
 Post pubblicato il 15 Dicembre 2011
 
 
 

Come io vedo il mondo - Albert EINSTEIN

Post n°437 pubblicato il 22 Maggio 2014 da ziryabb

 Società e Personalità


Se consideriamo la nostra esistenza e i nostri sforzi, rileviamo subito che tutte le nostre azioni e i nostri desideri sono legati all'esistenza degli altri uomini e che, per la nostra stessa natura, siamo simili agli animali che vivono in comunità. Ci nutriamo di alimenti prodotti da altri uomini, portiamo abiti fatti da altri, abitiamo case costruite dal lavoro altrui. La maggior parte di quanto sappiamo e crediamo ci è stata insegnata da altri per mezzo di una lingua che altri hanno creato. Senza la lingua la nostra facoltà di pensare sarebbe assai meschina e paragonabile a quella degli animali superiori; perciò la nostra priorità sugli animali consiste prima di tutto - bisogna confessarlo - nel nostro modo di vivere in società. L'individuo lasciato solo fin dalla nascita resterebbe, nei suoi pensieri e sentimenti, simile agli animali in misura assai difficile ad immaginare. Ciò che è e ciò che rappresenta l'individuo non lo è in quanto individuo, ma in quanto membro di una grande società umana che guida il suo essere materiale e morale dalla nascita fino alla morte. Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell'esistenza degli altri individui. Infatti abbiamo l'abitudine di giudicare un uomo cattivo o buono secondo questo punto di vista. Le qualità sociali di un uomo appaiono al primo incontro, le sole valevoli a determinare il nostro giudizio su di lui. Eppure anche questa teoria non è rigorosamente esatta. Non è difficile comprendere che tutti i beni materiali, intellettuali e morali ricevuti dalla società sono giunti a noi nel corso di innumerevoli generazioni di individualità creatrici. Quello di oggi è un individuo che ha scoperto in un solo colpo l'uso del fuoco, un individuo che ha scoperto la coltura delle piante nutritive, un individuo che ha scoperto la macchina a vapore. Libertà spirituale degli individui e unità sociale. Tuttavia solo l'individuo libero può meditare e conseguentemente creare nuovi valori sociali e stabilire nuovi valori etici attraverso i quali la società si perfeziona. Senza personalità creatrici capaci di pensare e giudicare liberamente, lo sviluppo della società in senso progressivo è altrettanto poco immaginabile quanto lo sviluppo della personalità individuale senza l'ausilio vivificatore della società. Una comunità sana è perciò legata tanto alla libertà degli individui quanto alla loro unione sociale. È stato detto con molta ragione che la civiltà greco-europeo-americana, e in particolare il rifiorire della cultura del Rinascimento italiano subentrato alla stasi del Medio Evo in Europa, trovò soprattutto il suo fondamento nella libertà e nell'isolamento relativo dell'individuo. Consideriamo ora la nostra epoca: in quali condizioni sono oggi la società, le personalità? In rapporto al passato la popolazione dei paesi civilizzati è estremamente densa; l'Europa ospita all'incirca una popolazione tre volte maggiore di quella di cento anni fa. Ma il numero di uomini dotati di temperamento geniale è diminuito senza proporzione. Solo un esiguo numero di uomini, per le loro facoltà creatrici, sono conosciuti dalle masse come personalità. In una certa misura l'organizzazione ha sostituito le qualità del genio nel campo della tecnica, ma anche, e in misura notevolissima, nel campo scientifico. La penuria di personalità si fa sentire in modo particolare nel campo artistico. La pittura e la musica sono oggi nettamente degenerate e suscitano nel popolo echi assai meno intensi. La politica non manca solo di capi: l'indipendenza intellettuale e il sentimento del diritto si sono profondamente abbassati nella borghesia e l'organizzazione democratica e parlamentare che poggia su quella indipendenza è stata sconvolta in molti paesi; sono nate dittature e sono state sopportate perché il sentimento della dignità e del diritto non è più sufficientemente vivo.

Decadimento della dignità umana

I giornali di un Paese possono, in due settimane, portare la folla cieca e ignorante a un tale stato di esasperazione e di eccitazione da indurre gli uomini ad indossare l'abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani. Il servizio militare obbligatorio mi sembra il sintomo più vergognoso della mancanza di dignità personale di cui soffre oggi la nostra umanità civilizzata. In relazione a questo stato di cose non mancano profeti che prevedono prossimo il crollo della nostra civiltà. Io non sono nel numero di questi pessimisti: io credo in un avvenire migliore. Il sistema economico ostacola la libera evoluzione. A mio avviso l'attuale decadenza sociale dipende dal fatto che lo sviluppo dell'economia e della tecnica ha gravemente esacerbato la lotta per l'esistenza e quindi la libera evoluzione degli individui ha subìto durissimi colpi. Ma per soddisfare i bisogni della comunità, il progresso della tecnica esige oggi dagli individui un' attività assai minore. La divisione razionale del lavoro diverrà una necessità sempre più imperiosa e porterà alla sicurezza materiale degli uomini. E questa sicurezza unita al tempo e all'energia che resterà disponibile, può essere un elemento favorevole allo sviluppo della personalità. In questo modo la società può ancora guarire e noi vogliamo sperare che gli storici futuri presenteranno le manifestazioni patologiche del nostro tempo come le malattie infantili di una umanità dalle possenti aspirazioni, provocate dalla corsa troppo rapida della civiltà. 

 Valore sociale della ricchezza 

 Sono fermamente convinto che tutte le ricchezze del mondo non potrebbero spingere l'umanità più avanti anche se esse si trovassero nelle mani di un uomo totalmente consacrato all'evoluzione del genere umano. Solo l'esempio di personalità grandi e pure può condurre a nobili pensieri e ad elette azioni. Il denaro suscita soltanto egoismo e spinge sempre, irresistibilmente, a farne cattivo uso. Si possono immaginare Mosè, Gesù o Gandhi armati della borsa di Carnegie?

Perché viviamo

Ben singolare è la situazione di noialtri mortali. Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita; egli non sa il perché, ma assai spesso crede di averlo capito. Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia. Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ritenuto e ciò che ancora ricevo. Sento il bisogno di condurre una vita semplice e ho spesso la penosa consapevolezza di chiedere all'attività dei miei simili più di quanto non sia necessario. Mi rendo conto che le differenze di classe sociale non sono giustificate e che, in fine dei conti, trovano il loro fondamento nella violenza; ma credo anche che una vita modesta sia adatta a chiunque, per il corpo e per lo spirito.


Limiti della nostra libertà


Non credo affatto alla libertà dell'uomo nel senso filosofico della parola. Ciascuno agisce non soltanto sotto l'impulso di un imperativo esteriore, ma anche secondo una necessità interiore. L'aforisma di Schopenhauer: "E' certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere che ciò che vuole" mi ha vivamente impressionato fin dalla giovinezza; nel turbine di avvenimenti e di prove imposte dalla durezza della vita, quelle parole sono sempre state per me un conforto e una sorgente inesauribile di tolleranza. Aver coscienza di ciò contribuisce ad addolcire il senso di responsabilità che facilmente ci mortifica e ci evita di prendere troppo sul serio noi come gli altri; si è condotti cosi a una concezione della vita che lascia un posto singolare all'humor.


Il benessere e la felicità


Da un punto di vista obiettivo, preoccuparsi del senso o del fine della nostra esistenza e di quella delle altre creature mi è sempre parso assolutamente vuoto di significato. Ciononostante ogni uomo è legato ad alcuni ideali che gli servono di guida nell'azione e nel pensiero. In questo senso il benessere e la felicità non mi sono mai apparsi come la meta assoluta (questa base della morale la definisco l'ideale dei porci). Gli ideali che hanno illuminato la mia strada e mi hanno dato costantemente un coraggio gagliardo sono stati il bene, la bellezza e la verità. Senza la coscienza di essere in armonia con coloro che condividono le mie convinzioni, senza la affannosa ricerca del giusto, eternamente inafferrabile, del dominio dell'arte e della ricerca scientifica, la vita mi sarebbe parsa assolutamente vuota. Fin dai miei anni giovanili ho sempre considerato spregevoli le mete volgari alle quali l'umanità indirizza i suoi sforzi: il possesso di beni, il successo apparente e il lusso.


Un cavallo che tira da solo


In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuol tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione netta di essere un estraneo e ho sempre sentito il bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili; ne sarà tentato di stabilire il suo equilibrio su basi cosi malferme.


Ciascuno deve essere rispettato


Il mio ideale politico è l'ideale democratico. Ciascuno deve essere rispettato nella sua personalità e nessuno deve essere idolatrato. Per me l'elemento prezioso nell'ingranaggio dell'umanità non è lo Stato, ma è l'individuo creatore e sensibile, è insomma la personalità; è questa sola che crea il nobile e il sublime, mentre la massa è stolida nel pensiero e limitata nei suoi sentimenti.


La guerra


Questo argomento mi induce a parlare della peggiore fra le creazioni, quella delle masse armate, del regime militare voglio dire, che odio con tutto il cuore. Disprezzo profondamente chi è felice di marciare nei ranghi e nelle formazioni al seguito di una musica: costui solo per errore ha ricevuto un cervello; un midollo spinale gli sarebbe più che sufficiente. Bisogna sopprimere questa vergogna della civiltà il più rapidamente possibile. L'eroismo comandato, gli stupidi corpo a corpo, il nefasto spirito nazionalista, come odio tutto questo! E quanto la guerra mi appare ignobile e spregevole! Sarei piuttosto disposto a farmi tagliare a pezzi che partecipare a una azione così miserabile. Eppure, nonostante tutto, io stimo tanto l'umanità da essere persuaso che questo fantasma malefico sarebbe da lungo tempo scomparso se il buonsenso dei popoli non fosse sistematicamente corrotto, per mezzo della scuola e della stampa, dagli speculatori del mondo politico e del mondo degli affari.


Religione e scienza

Significato della vita

Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell'esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere.

Religiosità cosmica

La più bella sensazione è il lato rnisterioso della vita. E' il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dell'arte e della scienza pura. Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti. L'impressione del misterioso, sia pure misto a timore, ha suscitato, tra l'altro, la religione. Sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, conoscere le manifestazioni dell'intelletto più profondo e della bellezza più luminosa, che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più primitive, questa conoscenza e questo sentimento, ecco la vera devozione: in questo senso, e soltanto in questo senso, io sono fra gli uomini più profondamente religiosi. Non posso immaginarmi un Dio che ricompensa e che punisce l'oggetto della sua creazione, un Dio che soprattutto esercita la sua volontà nello stesso modo con cui l'esercitiamo su noi stessi. Non voglio e non possono figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee. Mi basta sentire il mistero dell'eternità della vita, avere la coscienza e l'intuizione di ciò che è, lottare attivamente per afferrare una particella, anche piccolissima, dell'intelligenza che si manifesta nella natura. Difficilmente troverete uno spirito profondo nell' indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità. Ma questa religiosità si distingue da quella dell'uomo semplice: per quest'ultimo Dio è un essere da cui spera protezione e di cui teme il castigo, un essere col quale corrono, in una certa misura, relazioni personali per quanto rispettose esse siano: e un sentimento elevato della stessa natura dei rapporti fra figlio e padre.


Le basi umane della morale


Al contrario, il sapiente e compenetrato dal senso della causalità per tutto ciò che avviene. Per lui l'avvenire non comporta una minore decisione e un minore impegno del passato; la morale non ha nulla di divino, e una questione puramente umana. La sua religiosità consiste nell'ammirazione estasiata delle leggi della natura; gli si rivela una mente cosi superiore che tutta l'intelligenza messa dagli uomini nei loro pensieri non è al cospetto di essa che un riflesso assolutamente nullo. Questo sentimento è il leit-motiv della vita e degli sforzi dello scienziato nella misura in cui può affrancarsi dalla tirannia dei suoi egoistici desideri. Indubbiamente questo sentimento è parente assai prossimo di quello che hanno provato le menti creatrici religiose di tutti i tempi. Tutto ciò che è fatto è immaginato dagli uomini serve a soddisfare i loro bisogni e a placare i loro dolori. Bisogna sempre tener presente allo spirito questa verità se si vogliono comprendere i movimenti intellettuali e il loro sviluppo perché i sentimenti e le aspirazioni sono i motori di ogni sforzo e di ogni creazione umana, per quanto sublime possa apparire questa creazione. Quali sono dunque i bisogni e i sentimenti che hanno portato l'uomo all'idea e alla fede, nel significato più esteso di queste parole? Se riflettiamo a questa domanda vediamo subito che all'origine del pensiero e della vita religiosa si trovano i sentimenti più diversi. Nell'uomo primitivo e in primo luogo la paura che suscita l'idea religiosa; paura della fame, delle bestie feroci, delle malattie, della morte. Siccome, in questo stato inferiore, le idee sulle relazioni causali sono di regola assai limitate, lo spirito umano immagina esseri più o meno analoghi a noi dalla cui volontà e dalla cui azione dipendono gli eventi avversi e temibili e crede di poter disporre favorevolmente di questi esseri con azioni e offerte, le quali, secondo la fede tramandata di tempo in tempo, devono placarli e renderli benigni. E in questo senso io chiamo questa religione la religione del terrore; la quale, se non creata, è stata almeno rafforzata e resa stabile dal formarsi di una casta sacerdotale particolare che si dice intermediaria fra questi esseri temuti e il popolo e fonda su questo privilegio la sua posizione dominante. Spesso il re o il capo dello stato, che trae la sua autorità da altri fattori, o anche da una classe privilegiata, unisce alla sua sovranità le funzioni sacerdotali per dare maggior fermezza al regime esistente; oppure si determina una comunanza d'interessi fra la casta che detiene il potere politico e la casta sacerdotale. C'e un'altra origine dell'organizzazione religiosa: i sentimenti sociali. Il padre e la madre capi delle grandi comunità umane, sono mortali e fallibili. L'aspirazione ardente all'amore, al sostegno, alla guida, genera l'idea divina sociale e morale. È il Dio-Provvidenza che protegge, fa agire, ricompensa e punisce. È quel Dio che, secondo l'orizzonte dell'uomo, ama e incoraggia la vita della tribù, l'umanità e la vita stessa; quel Dio consolatore nelle sciagure e nelle speranze deluse, protettore delle anime dei trapassati. Tale è l'idea di Dio considerata sotto l'aspetto morale e sociale. Nelle Sacre Scritture del popolo ebreo si può seguire bene l'evoluzione della religione del terrore in religione morale che poi continua nel Nuovo Testamento. Le religioni di tutti i popoli civili, e in particolare anche dei popoli orientali, sono essenzialmente religioni morali. Il passaggio dalla religione-terrore alla religione morale costituisce un progresso importante nella vita dei popoli. Bisogna guardarsi dal pregiudizio che consiste nel credere che le religioni delle razze primitive sono unicamente religioni-terrore e quelle dei popoli civili unicamente religioni morali. Ogni religione è in fondo un miscuglio dell'una e dell'altra con una percentuale maggiore tuttavia di religione morale nei gradi più elevati della vita sociale.

Iddii di forma umana

Tutte queste religioni hanno comunque un punto comune, ed è il carattere antropomorfo dell'idea di Dio: oltre questo livello non si trovano che individualità particolarmente nobili. Ma in ogni caso vi è ancora un terzo grado della vita religiosa, sebbene assai raro nella sua espressione pura ed è quello della religiosità cosmica. Essa non può essere pienamente compresa da chi non la sente poiché non vi corrisponde nessuna idea di un Dio antropomorfo. L'individuo è cosciente della vanità delle aspirazioni e degli obiettivi umani e, per contro, riconosce l'impronta sublime e l'ordine ammirabile che si manifestano tanto nella natura quanto nel mondo del pensiero. L'esistenza individuale gli da l'impressione di una prigione e vuol vivere nella piena conoscenza di tutto ciò che è, nella sua unità universale e nel suo senso profondo. Già nei primi gradi dell' evoluzione della religione (per esempio in parecchi salmi di David e in qualche Profeta), si trovano i primi indizi della religione cosmica; ma gli elementi di questa religione sono più forti nel buddismo, come abbiamo imparato in particolare dagli scritti ammirabili di Schopenhauer.

La religiosità cosmica non conosce dogmi

I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi.

Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza stanno vicini

Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro. Come può la religiosità cosmica comunicarsi da uomo a uomo, se non conduce ad alcuna idea formale di Dio ne ad alcuna teoria? Mi pare che sia precisamente la funzione capitale dell'arte e della scienza di risvegliare e mantenere vivo questo sentimento fra coloro che hanno la facoltà di raccoglierlo.


Antagonismo tra religione del terrore e scienza


Giungiamo cosi a una concezione dei rapporti fra scienza e religione assai differente dalla concezione abituale. Secondo considerazioni storiche, si è propensi a ritenere scienza e religione antagonisti inconciliabili, e questo si comprende facilmente. L'uomo che crede nelle leggi causali, arbitro di tutti gli avvenimenti, se prende sul serio l'ipotesi della causalità, non può concepire l'idea di un Essere che interviene nelle vicende umane, e perciò la religione-terrore, come la religione sociale o morale, non ha presso di lui alcun credito; un Dio che ricompensa e che punisce è per lui inconcepibile perché l'uomo agisce secondo leggi esteriori ineluttabili e per conseguenza non potrebbe essere responsabile verso Dio, allo stesso modo che un oggetto inanimato non è responsabile dei suoi movimenti. A torto si è rimproverato alla scienza di insidiare la morale. La condotta etica dell'uomo deve basarsi effettivamente sulla compassione, l'educazione e i legami sociali, senza ricorrere ad alcun principio religioso. Gli uomini sarebbero da compiangere se dovessero essere frenati dal timore di un castigo o dalla speranza di una ricompensa dopo la morte. Si capisce quindi perché la Chiesa abbia in ogni tempo combattuto la scienza e perseguitato i suoi adepti.


Mirabile accordo tra religione cosmica e scienza


D'altra parte io sostengo che la religione cosmica è l'impulso più potente e più nobile alla ricerca scientifica. Solo colui che può valutare gli sforzi e soprattutto i sacrifici immani per arrivare a quelle scoperte scientifiche che schiudono nuove vie, è in grado di rendersi conto della forza del sentimento che solo può suscitare un'opera tale, libera da ogni vincolo con la via pratica immediata. Quale gioia profonda a cospetto dell'edificio del mondo e quale ardente desiderio di conoscere sia pure limitato a qualche debole raggio dello splendore rivelato dall'ordine mirabile dell'universo dovevano possedere Kepler e Newton per aver potuto, in un solitario lavoro di lunghi anni svelare il meccanismo celeste. Colui che non conosce la ricerca scientifica che attraverso i suoi effetti pratici, non può assolutamente formarsi un'opinione adeguata sullo stato d'animo di questi uomini i quali, circondati da contemporanei scettici, aprirono la via a quanti compresi delle loro idee, si sparsero poi di secolo in secolo attraverso tutti i paesi del mondo. Soltanto colui che ha consacrato la propria vita a propositi analoghi può formarsi una immagine viva di ciò che ha animato questi uomini e di ciò che ha dato loro la forza di restare fedeli al loro obiettivo nonostante gli insuccessi innumerevoli. È la religiosità cosmica che prodiga simili forze. Non è senza ragione che un autore contemporaneo ha detto che nella nostra epoca, votata in generale al materialismo, gli scienziati sono i soli uomini profondamente religiosi.


Elevare gli uomini


 È giusto, in linea di principio, dare solenne testimonianza d'affetto a coloro che hanno contribuito maggiormente a nobilitare gli uomini, l'esistenza umana. Ma se si vuole anche indagare sulla natura di essi, allora si incontrano notevoli difficoltà. Per quanto riguarda i capi politici, e anche religiosi, è spesso molto difficile stabilire se costoro hanno fatto più bene che male. Di conseguenza credo sinceramente che indirizzare gli uomini alla cultura di nobili discipline e poi indirettamente elevarli, sia il servizio migliore che si possa rendere all'umanità. Questo metodo trova conferma, in primo luogo, nei cultori delle lettere, della filosofia e delle arti, ma anche, dopo di essi, negli scienziati. Non sono, è vero, i risultati delle loro ricerche che elevano e arricchiscono moralmente gli uomini, ma è il loro sforzo per capire, è il loro lavoro intellettuale fecondo e capace. Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall'io.


Albert Einstein

 
 
 
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