Adenia

http://blog.libero.it/Adenia

 

Preferisco i punti interrogativi ai punti esclamativi. Il dubbio permette di esprimere con calma le proprie idee e aiuta a cambiarle se queste non sono ottimali. Non è forse il dubbio che dà origine a non importa quale curiosità?

 

OUT OF TIME

Where's the love song to set us free
too many people down, everything turning the wrong way round
And I don't know what love will be
but if we stop dreaming now, lord know we'll never clear the clouds

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind

And watch the world spinning gently out of time
Feel the sunshine on your face
It's in a computer now
gone are the future (?) way out in space

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time
Tell me I'm not dreaming
but are we out of time 

 

AREA PERSONALE

 

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TIME IS RUNNING OUT

 

I'M YOURS

 

IL DUBBIO

Quando sulla strada vi imbattete nei punti interrogativi allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate punti esclamativi, i paladini delle grandi certezze, i puri della fede incontrollabile, allora mettetevi paura perché la fede molto spesso si trasforma in violenza.

Il dubbio è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli mostrerà che sono sbagliate. 

(frasi prese dal libro "Il dubbio")

 

ESSER TRISTI È NECESSARIO

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
16/01/2009 12.27.00

 

 

La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.

Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.

Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.

 

NEW YORK NEW YORK

 

I COLORI DEGLI ALIMENTI

Dietro ai vari colori degli alimenti si nascondono nutrienti diversi che devono essere assunti per avere un'alimentazione completa. Per ogni colore esiste un diverso beneficio, come una pelle giovane, delle ossa forti, una memoria da elefante e un sistema immunitario ben funzionante. Per mangiare "colorato" si intende assumere ogni giorno degli alimenti appartenenti a cinque diverse categorie di colore, giallo/arancione, verde, blu/viola, rosso e bianco, alle quali corrispondono dei nutrienti specifici.

Ecco alcuni esempi: i cibi gialli/arancioni come carote, zucca, mais, melone sono ricchi di carotenoidi che svolgono una funzione antiossidante; gli alimenti verdi, tra cui spinaci o broccoli, sono ricchi di luteina che fa bene alla vista; i blu/viola come more e mirtilli, fonte di antocianine, proteggono dalla fragilità capillare, dai processi infiammatori e dai tumori; pomodori e cocomero fanno parte dei cibi di colore rosso che hanno un grande contenuto di licopene, che può avere una funzione protettiva contro il cancro e le malattie cardiovascolari; infine, sono considerati alimenti bianchi il cavolfiore, con proprietà anticancerogene, e le patate, buona fonte di sali minerali e vitamine, ma anche le carni bianche, il pesce e i formaggi magri che sono fonte di proteine.

I nutrienti contenuti in questi alimenti lavorano meglio in squadra, questo vuol dire che dovrebbero essere assunti contemporaneamente cibi appartenenti a categorie di colore diverse. Questa abitudine aiuta a mantenere un'alimentazione variata e completa ed è estremamente semplice da realizzare: ad esempio grazie ad insalate e macedonie di frutta, facili da essere consumate anche durante i pasti fuori casa.

Fonte: Perry M. Colors of health. Prevention 9 novembre 2007

 

LE ONDE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frenare un po'

Post n°117 pubblicato il 31 Gennaio 2007 da Adenia
 

Sì, vi sono momenti in cui è saggio intervenire in modo attivo, dare un contributo, proporsi in modo convincente, dare l'anima, mettersi in gioco, combattere.
Allo stesso tempo, mi rendo conto che vi sono anche momenti in cui è saggio lasciare il campo, frenare l'azione, battere in ritirata, attendere l'altrui azione per studiarne la tattica, osservare in silenzio, recuperare energie, non mettersi in gioco.

 
 
 

Non dormo

Post n°116 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da Adenia

Non avevo mai sentito un dolore tanto profondo.
Non dormo la notte, non mangio, non mi diverto.
Ho il cuore che va a 1000 e sudo e piango e mi dimeno e mi interrogo e mi sento scoppiare.
Non riesco neppure a respirare normalmente.
No, non avevo mai vissuto un dolore in modo così intenso.
Il dolore è così maledettamente personale, è struggente e mi dà la fottutissima sensazione di essere sola, sola nell'affrontare questi tormenti interiori.
Possibile non vi sia una via di salvezza? Mi viene da vomitare.

 
 
 

Post N° 115

Post n°115 pubblicato il 12 Gennaio 2007 da Adenia

Fii qui a Parma è arrivata la Primavera! Incredibile, c'è davvero caldo. Molto insolito e spero vivamente non arrivi un terremoto! Nel 1996 ricordo che temperature così elevate avevano preannunciato un terremoto, quello con epicentro Novellara. Queste temperature, probabilmente, caleranno dopo il 20 gennaio a sentire i meteorologici. Spero in una pioggia abbondante in città e tanta neve in montagna... la situazione ambiente non è certo delle migliori. Poveri ghiacciai del pianeta terra! Pioggia pioggia pioggia!!!

 
 
 

Orfanotrofi: cosa cambia

Post n°114 pubblicato il 04 Gennaio 2007 da Adenia

Senza famiglia. Sospesi nell’attesa di un futuro. Di un cambiamento incerto che trova concretezza soltanto nei cavilli burocratici e solleva interrogativi e paure. Incognite e scenari complessi e delicati, difficili da interpretare. Alle spalle le fredde camerate e il refettorio in comune, davanti agli occhi il sogno di una casa vera.

Sono ancora tanti i bambini costretti a vivere negli istituti. Per loro il 31dicembre 2006 rappresenta una data storica: la legge 149 del 28 marzo 2001 decreta, infatti, la chiusura degli orfanotrofi e il trasferimento dei minori in case-famiglia o presso famiglie affidatarie. Una vera e propria rivoluzione che suscita perplessità. Argomento spinoso, certamente, il fenomeno dell’abbandono, che riaffiora dal sommerso alla ricerca di una soluzione possibile. Coinvolti, in questo contesto, diversi soggetti: le istituzioni, i genitori naturali, le comunità assistenziali, i genitori affidatari, ma soprattutto i bambini, al centro, ancora una volta, di una questione più grande di loro.

Gli orfani di oggi sono i minori nati in famiglie povere e disagiate, costretti a vivere lontano da una mamma e un papà separati, con problemi di droga, alcool, carcere, abusi sessuali, la fotografia dell’abbandono è cambiata nel tempo, l’utenza è diventata un’altra, molti sono ora, ad esempio, i bambini immigrati o già figli di immigrati.

La nuova norma, dunque, diventa propositiva, innesca interventi importanti, guardando sempre al bene del bambino. In certi casi fa affiorare un’esigenza di rinnovamento latente, avvertita ma non ancora concretizzata. D’altro canto, evidenzia criticità complesse. Ha certamente dei lati positivi, ma c’è ancora spazio per ulteriori miglioramenti. Gli ambienti che la legge richiede, tanto per fare un esempio, sono troppo stretti; è giusto che i bambini non stiano a lungo nella casa-famiglia, ma il rischio è che passino da un centro a un altro, con il pericolo di finire in strada. Insomma ci vorrebbe maggiore elasticità e comprensione, non si può generalizzare: bisogna valutare ogni singolo caso e intensificare il dialogo con educatori e servizi sociali.

Se la soluzione all’abbandono è ridare al bambino una famiglia o inserirlo, come recita la legge, «in comunità di tipo familiare caratterizzate da organizzazione e da rapporti interpersonali analoghi a quelli di una famiglia», resta un dato allarmante il numero crescente di piccoli ricoverati negli istituti. Si dovrà aumentare il personale: il nuovo regolamento prevede un educatore ogni due o tre minori, ma per far questo bisognerebbe che il Comune raddoppiasse la retta.

Con notevole lungimiranza, sembra avere anticipato i tempi l’associazione «Villaggi Sos Italia», nata a Trento nel 1963, che rappresenta nel nostro Paese l’«Sos Kinderdorf International», la più grande organizzazione privata mondiale, di stampo laico, per l’accoglienza all’infanzia in difficoltà. Il villaggio, infatti, è una casa-famiglia a tutti gli effetti, improntato sul rispetto delle differenti religioni, origini culturali dei minori e loro personalità individuale. L’associazione è stata fondata nel 1949 da Hermann Gmeiner, studente di medicina austriaco, di famiglia numerosa, che aveva compreso il grave problema dei piccoli rimasti orfani dalla guerra. Il primo villaggio sorse a Innsbruck, poi seguirono gli altri.

Dai disastri della guerra alle storture moderne, ai numerosi fenomeni disgreganti che coinvolgono i bambini. In oltre mezzo secolo la storia è galoppata, ma il modello del villaggio è rimasto sostanzialmente quello delle origini: un microcosmo protetto che relaziona con il mondo esterno. Al centro la duplice esigenza di garantire ai minori il diritto a una famiglia e dare la gioia di un figlio a mamme e papà che lo desiderano.

 
 
 

Post N° 113

Post n°113 pubblicato il 02 Gennaio 2007 da Adenia

Again I see you standing there watching me.
Your gaze, those eyes are tantalizing openly, inviting meto get close to you,
can't help myself.
There's fascination in the air.
I try to fight this strong sensation but there's no chance to escape
from this temptation.
Feels like I've known you before, repeating phrases,
but I yearn for something more.
I know I can't stay by your side forever,
but I know I won't forget your beauty,
my Black Diamond.

(Stratovarius - Black Diamond)

 
 
 

Post N° 111

Post n°111 pubblicato il 28 Dicembre 2006 da Adenia

Ma è mai possibile che dei messaggini di testo giuntimi sul telefonino cellulare con frasi provocatorie o spinte da parte di un cretino che non mi lascia in pace possano mettere seriamente in crisi una relazione sentimentale alla quale tengo con tutta me stessa? Ma perché arrivare a leggere i messaggini del compagno/a per poi darvi un seguito spropositato. Io non sono nemmeno curiosa di cose tanto personali dell'altra persona o comunque non metterei mai in crisi un rapporto dando tanta importanza a delle frasi di terze persone. Alla fine quello che conta è ciò che si nutre dentro, ciò che davvero una persona vuole dalla relazione... Gelosia ok, ma scontrarsi troppo con continui litigi significa non voler più difendere ciò che si è creato. Mi chiedo perché si arrivi a tanto. Ma che diamine, se solo ci si rilassasse un po' di più...

 
 
 

Post N° 110

Post n°110 pubblicato il 22 Dicembre 2006 da Adenia

immagine

Questa scritta l'ho presa dal blog del cast di digiland... non ci sta
tutta, ma credo si capisca ugualmente. Un saluto a tutti e
auguri a chi ha voglia di prenderseli.

 29.12.06 - Alla fine sono riuscita ad inserire tutta la scritta :-)

 
 
 

Post N° 109

Post n°109 pubblicato il 20 Dicembre 2006 da Adenia

Nel giro di pochi giorni sono riuscita a distruggere relazioni davvero importanti con persone che hanno un valore più che notevole per me. Sono spesso tesa, dormo poco e pare che nessuno abbia pazienza, che nessuno abbia voglia di ascoltare cosa mi succede, che nessuno sappia mettersi davvero in gioco, che nessuno senta il desiderio di star bene con gli aspetti essenziali della vita. Ma che cazzo hanno tutti da correre tanto? Perché non fermarsi un attimo a pensare, a capire, a gustare ciò che effettivamente scorre, ciò che si sviluppa, ciò che si vive. Che diamine succede? Cerco di dare un senso a ciò che avviene... tutto sembra crollare all'improvviso. Ci metto impegno per ottenere ciò che voglio, ci metto energia per realizzare un obiettivo, ci metto l'anima... puttana, cosa devo dare ancora? L'errore non è più ammesso da nessuno, ne in ambito professionale ne in ambito sentimentale. Non si può commettere uno sgarro che subito c'è chi è pronto a vendicarsi o a rendere la situazione più grave di quella che è. Nessuno è più paziente. Si vuole tutto e subito, si pretende una perfezione che non arriverà mai.

 
 
 

Post N° 108

Post n°108 pubblicato il 16 Dicembre 2006 da Adenia

ECCO COME INTENDO LA PASSIONE...

Passione: il sentire dell'animo nella sua massima estensione, il sentimento più completo e più complesso, l'energia dirompente che sviluppa in chi la prova. Non tutti la incontrano nella loro vita. Ci sono persone che nemmeno immaginano cosa sia e che vivranno per sempre senza saperlo...

Quante volte oggi si intende per passione qualcosa di irrazionale e incontrollato, quasi esclusivamente fisico e spesso venato di un senso vagamente negativo? Quasi che fosse la sorella, meno pura, dell'amore: materiale l'una e tipica delle prime fasi dell'innamoramento, spirituale l'altro e destinato a durare. Niente di tutto questo. E lo sapevano gli antichi, che forgiarono uno dei termini più complessi del linguaggio umano. "Pathos" in greco significa di tutto: dolore e patimento, amore e piacere, sofferenza e godimento.

Un'ambivalenza passata dal latino all'italiano, dove con la stessa parola definiamo la passione di Cristo sulla croce o l'amore che da gioia (passione per la musica, per una persona...  

La passione è il tendere verso un obiettivo che si desidera intensamente, che sia una persona, in amore, o invece una cosa. E’una spinta che ti da una forza enorme, inaspettata e allora si parte, come per la guerra, alla conquista: della persona amata, della cima dell'Himalaya, della grande scoperta medica che salverà l'umanità... Se c'è la passione, insomma, si investe tutto se stesso e si crede con tutta l'anima di potercela fare, di saper arrivare alla meta. Se non fosse così, chi è il folle che si imbarcherebbe ad esempio in una ricerca scientifica che sembrava assurda agli occhi di tutti e che durerà anni? O chi inizierebbe a scalare la vetta più alta del mondo? Lo stesso avviene nella passione per la persona amata.

Ma resta sempre quell'ambivalenza di gioia suprema e dolore, in chi vive con passione.
Infatti, è tipico avere alti e bassi: quando pare che l’oggetto del nostro amore sia raggiunto, che sia nostro, la felicità è davvero suprema e il picco è alto. Ma è fisiologico che, se è vera passione, incomba sempre la paura della perdita: chi ama teme di perdere l’altro, che la cosa non duri e il tormento è in agguato.

Lo stesso avviene in tutti gli ambiti di passione: in un lavoro cui si è dato tutto, nella fulgida ascesa di un calciatore, nella vita dedicata a un'impresa... Si, gli antichi lo sapevano: la passione è sempre fatta di gioia e patimento, se no è altro. Contiene in sé un germe di dolore, un'espiazione intrinseca.

La passione vive e si nutre di un continuo desiderio di ricerca... è perenne movimento.

E' questo il grande segreto che tiene unita una coppia a dispetto del tempo
che passa: non sentirsi mai appagati, continuare a essere reciprocamente curiosi, cer
carsi sempre e non trovarsi mai del tutto. 
I "coniugi" sono coloro che si coniugano, che si fondono. Quando tra i coniugi esiste la passione, la fusione si nutre dell'esistenza dell'altro e diventa elemento di vita, ma mai appagamento totale, altrimenti la passione muore.
Paradossalmente, dunque, perché l'amore viva occorre sempre una dose di insoddisfazione che ci muove a cercare.

Meglio, insomma, fermarsi poco prima della vetta?
Beh, finché dura la passione non ci si sentirà mai sazi. Dilemma: la sazietà è voluta e temuta nello stesso momento ed è ciò che ci rinnova continuamente l'oggetto della passione, ciò che ci indurrà a riscoprirlo ogni giorno, a volerne sapere sempre di più, a non cadere mai nella staticità del rapporto. D'altra parte, raggiunta la vetta non resta altro che scendere...

Come vive chi, per caso o per rinuncia, non incontra mai sentimenti del genere, anche nell'ambito non amoroso? Vive male ma non lo sa. Vive solo in parte ma nemmeno immagina che certi moti dell'animo possano esistere. Ma a chiunque può capitare, nel momento più impensato, di incontrare la passione e allora la sua vita cambia.

Quando una relazione che si credeva solida finisce, si dice "non era amore, era solo passione". Errore: non era passione! Quanti legami naufragano perché erano nati da un'attrazione solo fisica? La passione no. La passione è desiderio di integrazione e dura anche per sempre.

 
 
 

Post N° 107

Post n°107 pubblicato il 08 Dicembre 2006 da Adenia

Azz... mi sono svegliata davvero tardissimo stamane e mi sento un po' rincoglionita. Per me niente è in ordine nella vita e chissà che non sia il disordine a rendere più interessante il mio andare. Sono tesa per una faccenda delicata... E' da anni che dicembre mi ha sempre regalato turbolenze ed inquietitudini di ogni genere. Ora mi fermo con i miei sfoghi, trascorrete al meglio questa giornata. BUONA IMMACOLATA a tutti.

 
 
 

Post N° 106

Post n°106 pubblicato il 04 Dicembre 2006 da Adenia

Essere romantici in amore è stato sempre considerato una virtù, credo in realtà che sia un autentico punto di debolezza. Una testa fiorita di troppe romanticherie invariabilmente va a chiudersi in strade senza uscita. Fa un senso di struggente tenerezza e anche di pena vedere una ragazza che cresce con l'idea fissa del "principe azzurro" senza preoccuparsi di crescere davvero come persona. Nella testa di troppe persone l'amore è una cosa magica che sfugge alle regole terrene del dare e dell'avere.

Si ha troppo bisogno di amare e di essere amati, per cui si ha il fiato corto e la resistenza limitata. Ci si butta alla prima occasione e non si sta tanto a valutare dove si andrà a cadere. E' vero, le regole dell'attrazione ci sono sconosciute, ma è anche vero che si resta sordi e ciechi di fronte a tanti segnali che hanno lo stigma dell'evidenza. Si ha il vizio mentale di dare tutto quello che si possiede a colui che si è eletto come "unico" con la formula dell'irreversibilità, e magari questo "unico" è un giocatore delle tre carte, un allestitore di ingannevoli scenari se non un vero e proprio lestofante.
Bisogna ammettere che c'è tanta pigrizia mentale attorno ai fenomeni da cui discende la costituzione delle coppie. Le società non hanno mai fatto nulla per evitare gli errori in tal senso. Il problema è che si ha voglia di acquisire una volta per tutte e chiudere definitivamente la questione. Come se il ritornarci su potesse compromettere le basi stesse della nostra vita. Ci si accoppia con scarsa consapevolezza e si cammina per decenni senza mai voltarsi indietro, con gesti e parole logorati dall'abitudine. Nonostante i cambiamenti esterni ed interni, la coppia come un simulacro antico resta intatta e immutata nella testa disillusa dei contraenti di quel lontano contratto. C'è una diffusa distorsione nella lettura delle cose dell'amore. Facilmente si scambia il proprio desiderio con l'oggettività del reale. Dovendo continuare a credere che abbiamo voluto quello che abbiamo siamo costretti a ritoccare ogni cosa in senso migliorativo, come un pessimo fotografo che supplisce con i segni di matita alla sua imperizia professionale. Ma l'amore in fondo non può discostarsi dalle regole che sono alla base di una qualunque transazione commerciale. Così, tolto l'essenziale, esso è povera cosa al di sotto dei pomposi drappeggi della compensazione.

Certamente non bisogna fare l'errore di generalizzare: c'è amore e amore. Ma non ci può essere nessun amore che giustifichi la mancanza di rispetto verso se stessi e la mitizzazione del partner. Nessuno deve essere enormemente importante con il corrispettivo dell'azzeramento completo dell'importanza degli altri. Amare una donna deve voler dire amare le donne. Amare un uomo deve voler dire amare gli uomini. Amare la propria situazione deve voler dire amare anche le situazioni altrui.
Spesso si crede che l'amore sia immutabile o debba esserlo. Si ignora che tutto quello che giace sotto al cielo muta continuamente e oggi non può essere mai come ieri. Si rimprovera al partner di non fare le stesse "follie" delle origini. E il partner per non cadere in fallo fa le stesse "follie" delle origini, ma fingendo. La sincerità è una scelta.

 
 
 

Post N° 105

Post n°105 pubblicato il 25 Novembre 2006 da Adenia

L'amore è desiderio che attrae e unisce gli esseri viventi e coscienti in vista di un reciproco bisogno di completamento. La sua natura è paradossale. Nell'amato infatti si cerca contemporaneamente l'identico e il differente, l'altro se stesso e l'individuo diverso da sé, la fusione senza residui e il rafforzamento della propria personalità. Se l'altro non ci somigliasse, se non potessimo rispecchiarci in lui e riconoscere nei suoi pensieri e sentimenti il riflesso dei nostri, l'amore non sorgerebbe, ma non potremmo amarlo neppure se ci somigliasse troppo, se fosse un mero duplicato, un'eco monotona e ripetitiva di noi stessi.

Per durare l'amore deve rimanere incessantemente in bilico su un pericoloso crinale, rinnovare gli stati di equilibrio. Esso costituisce una delle passioni più potenti e sconvolgenti. E' gioia incostante, che ha bisogno di continue rassicurazioni, espansione di se stessi oltre i vincoli della mortificante quotidianità. Sensazione di crescita, di arricchimento e di liberazione dalla chiusura nel proprio io rattrappito. Insieme però, se non adeguatamente ricambiato, rappresenta anche un tragico fattore di distruzione e di autodistruzione. In rapporto al piacere sessuale, assume il carattere dell'eros, che si manifesta in un mobile gioco di seduzione, in cui ci si sottrae per concedersi e ci si concede per sottrarsi. In termini religiosi infine il cristianesimo ha fatto dell'amore unilaterale e gratuito di Dio per l'uomo, di Gesù che sacrifica la propria vita per la salvezza dell'umanità, la base della fede e, nell'amore dell'uomo per il proprio prossimo, compreso il nemico, il comandamento più grande.

L'amore è un gioco d'equilibrio. Che cosa significa questo?
Significa che l'amore presuppone l'incertezza, ha bisogno di essere continuamente in crisi e rassicurato. Cioè l'amore non coincide col possesso di qualcosa o di qualcuno, l'amore consiste con questa gioia mescolata a incertezza. 

Il romanziere e scrittore francese, Stendhal, che ha scritto un bellissimo libro intitolato Dell'amore, racconta che nelle miniere di salgemma di Salisburgo, in Austria, si mette un ramoscello secco, che dopo qualche mese si infiora di questi splendidi cristalli di sale. Il senso di questo paragone è che per noi una persona che è insignificante, che non vuol dire niente, che non ci dice niente, improvvisamente si riempie di qualità: ci accorgiamo che è bella, che è interessante, che è amabile. Però queste inflorescenze, questi cristalli sono molto fragili, possono cadere e quindi se l'immaginazione attribuisce delle qualità all'essere amato, queste qualità hanno bisogno di essere continuamente rinfocolate, di essere riprese. L'amore è qualche cosa di vivo, è proprio quasi il senso della vita. L'amore esiste perché lo si rinnova continuamente.

 
 
 

Post N° 104

Post n°104 pubblicato il 17 Novembre 2006 da Adenia

Ormai si è concluso questo venerdì 17.
Venerdì 17, una giornata che gli scaramantici sopportano poco. Questa superstizione pare sia legata ad un evento storico: nel Trecento, un venerdì 17 è diventato sfortunato perché Filippo il Bello diede l’ordine di uccidere tutti i Cavalieri Templari della Francia per impossessarsi dei loro beni ed annullare in tal modo i debiti dello Stato verso l’Ordine dei Templari.
Il discorso non vale per i Paesi anglosassoni, dove è invece considerato “sfortunato” il numero 13. Se qualcuno ha altre informazioni sul motivo di tanta negatività attribuita a questo giorno mi piacerebbe le rendesse note anche a me.

Solitamente, venerdì 17 mi porta a vivere circostanze particolari in positivo... prima di tutto sono nata di 17 e non di rado ho bei ricordi legati a questo giorno. Tutte casualità comunque. Non sono scaramantica.

 
 
 

Post N° 103

Post n°103 pubblicato il 15 Novembre 2006 da Adenia

Incredibile il peso delle parole. Mi sono uscite parole di troppo ieri, ho formulato discorsi così duri e tipici di chi si sente superiore quando, in realtà, superiore non lo è. Ho rovinato un contesto incantevole con poche parole. Come è possibile che ancora non sia in grado di percepire la sensibilità di chi mi ascolta. Certe parole mi escono in modo severo, ma non per cattivaria, bensì solo perché voglio scuotere, provocare una riflessione su di una situazione che a mio avviso va affrontata seriamente e non tralasciata. Merda! Quanto vorrei tornare a ieri sera ed intervenire in modo da non elargire quelle fottutissime parole. Ora posso solo porre rimedio a ciò che è stato sperando che il mio errore non mi ritorni contro come una lama lanciata con la precisione di chi vuole solo eliminarmi. Maledette incomprensioni! 

 
 
 

Post N° 102

Post n°102 pubblicato il 30 Ottobre 2006 da Adenia

Di notte, prima di entrare nel mondo dei sogni... sinceramente, dove vola il vostro pensiero? C'è un modo che adottate per addormentarvi più serenamente o più velocemente? Il vostro dormire è spesso disturbato da un senso di eccessiva agitazione?

E' da giorni che dormo due o tre ore a notte e nonostante questo sento una carica incredibile, ma so che inevitabilmente il crollo fisico arriva se non mi freno un po'. Ho sempre dato importanza alla mia attività onirica, ma ultimamente la vita mi pare un sogno ed allora voglio gustarmi ogni attimo e so che nessun sogno creato dal mio subconscio potrebbe essere in egual misura bello come quello che sto vivendo da sveglia. Buonanotte a tutti e non crediate che i brutti sogni siano male, anzi... non è forse migliore il risveglio dopo un incubo che ci permette di constatare che la realtà vissuta non è poi quel contesto spaventoso o comunque negativo della realtà costruita dalla nostra attività onirica? Solitamente, con i sogni la mente elabora situazioni in modo tale da soddisfare ciò che non si è soddisfatto nel tangibile ed allora se uno dà vità a sogni inquietanti o angoscianti forse è perché nella realtà concreta si è sereni.  No, forse non è proprio così, ma credo sia meglio un brutto sogno dal quale è bello svegliarsi che non il contrario. Notte a tutti.

 
 
 

Post N° 101

Post n°101 pubblicato il 27 Ottobre 2006 da Adenia

Eccomi. Uno strano effetto ritornare a scrivere qui. Ho avuto problemi di connessione che sembrano finalmente esser cessati. Un periodo per me decisamente movimentato sia in campo professionale, sia in campo sentimentale. Buon fine settimana a tutti... fii, ora che ho riattivato il collegamento in rete, potrò continuare da dove ero rimasta e turbare così le menti dei visitatori di questo spazio :-) au revoir.

 
 
 

Post N° 100

Post n°100 pubblicato il 06 Ottobre 2006 da Adenia

Il vero problema della bugia non è che essa sia riprovevole dal punto di vista morale, quanto piuttosto che non sia possibile dirla bene. Che insomma non esiste la bugia perfetta.

La soluzione per molti pensatori consiste nell' inserire tra i valori classici di verità e di falsità anche "il paradossale" che non coincide né con il vero né con il falso ma vuol dire semplicemente"non valore di verità" vale a dire che le frasi paradossali non sono né verità né bugie.

L'amara morale che si può trarre dai reiterati e infruttuosi tentativi di risolvere un paradosso è che il destino della menzogna è segretamente ma inestricabilmente legato a quello della verità e così come nessuno è in grado di raggiungere la verità neppure è possibile dire una bugia perfetta. Dobbiamo accontentarci insomma di verità che un giorno verranno dimostrate false e di bugie che prima o poi verranno smascherate. A pensarci è un destino infame questo che ci nega non solo la verità ma persino la bugia.

 
 
 

Post N° 99

Post n°99 pubblicato il 05 Ottobre 2006 da Adenia

Arché

Arché è termine greco che significa "principio", "comando", "potere". Nella filosofia presocratica designa il principio unico a cui tutte le cose sono "asservite" ed entro cui ogni cosa vive la sua dimensione. L'arché è l'identità del diverso, inteso come principio unico ed eterno (incorruttibile) di cui ogni cosa è costituita, pur nella diversità di ciascuna sostanza terrena.
"L'arché dunque non solo è ciò che vi e di identico nelle cose diverse, e non solo è la dimensione da cui esse provengono e in cui esse ritornano, ma è anche la forza che determina il divenire [il mutare] del mondo, ossia è il "principio" che, governando il mondo, lo produce e lo fa tornare a sé."

Esiste davvero l'arché? Vi è qualcosa che è causa di tutto? E' possibile ricondurre il tutto ad un'unica cosa? Esiste una essenza che caratterizza ogni cosa? L'essenza... cosa è l'essenza?

Dopo queste seghe mentali... mi addentro nel mondo dei sogni.

 
 
 

Post N° 98

Post n°98 pubblicato il 02 Ottobre 2006 da Adenia

La musica. Mi chiedo come sarebbe la mia vita senza la musica. Ogni momento emozionante diviene più ricco di senso se accompagnato da una adeguata armonia. Negli ultimi mesi volutamente non ho ascoltato motivi musicali se non di rado, in quanto sentivo che vi era solo il silenzio che poteva rappresentarmi al meglio il mio andare. Ora sono ritornata ad ascoltare le melodie le più svariate e mi sento come quando da ragazzina mi lasciavo rapire dalla dolcezza di una canzone, dal ritmo incessante di un brano rock o da quel senso di quasi divino che solo un componimento di musica classica può donare. A volte penso alla musica come ad un modo per pregare... sì, perché chi crea musica è come se volesse inviare un messaggio nel modo più sublime possibile, è come se volesse avanzare una richiesta di ascolto, è come se volesse esprimere la propria anima. Il mio strumento preferito è il sax e non dimenticherò mai che una volta mi sono persino commossa nell'ascoltare due sconosciuti che suonavano in una stradina. Per non pensare a quando mi venivano gli occhi lucidi nel sentire una mia amica cantare o un mio amico esibirsi al piano. Non so suonare strumento alcuno e quello che si prova nel creare musica mi rendo conto che non posso capirlo. Mi limito a ballare... che sia un ballo senza regole e passi precisi però!  

 
 
 

Post N° 97

Post n°97 pubblicato il 01 Ottobre 2006 da Adenia

Oggi è un giorno importante per i miei genitori: festeggiano i loro quaranta anni di matrimonio. Sono ora tornata dal pranzo organizzato giusto per questa ricorrenza. Hanno partecipato due miei cugini e le rispettive famiglie. Beh, si è stati bene insieme. Erano così di buon umore i miei e forti nella consapevolezza di essere arrivati ad un traguardo non facile da raggiungere. Avrei voluto fermare il tempo oggi e dare eternità a quegli sguardi e a quei gesti sereni... auguri, siete grandi! 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: Adenia
Data di creazione: 02/09/2005
 

 

EVERY BREATH YOU TAKE

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I'll be watching you

Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you

O can't you see
You belong to me
How my poor heart aches with every step you take

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

Since you've gone I been lost without a trace
I dream at night I can only see your face
I look around but it's you I can't replace
I keep crying baby please

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

 

 

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IO CAMMINO DI NOTTE DA SOLA

Io cammino 
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
e una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango, poi rido
poi parlo, poi rido
poi grido... 

 

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THE BLOWER'S DAUGHTER

 

SEI PARTE DI ME

E per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo...
Dentro c'è un bisogno di ridere...
Immagini che passano e restano...
E se ti fermassi soltanto un momento...
Sei parte di me, sei parte di me... lo tengo per me.

 

IL ME DIT QUE JE SUIS BELLE

Et quand le temps se lasse
De n'être que tué
Plus une seconde passe,
Dans les vies d'uniformité
Quand de peine en méfiance,
De larmes en plus jamais
Puis de dépit en défiance
On apprend à se résigner
Viennent les heures sombres
Où tout peut enfin s'allumer
Ou quand les vies ne sont plus qu'ombres
Restent nos rêves à inventer

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Il parle comme on caresse
De mots qui n'existent pas
De toujours et de tendresse
Et je n'entends que sa voix

Eviter les regards, prendre cet air absent
Celui qu'ont les gens sur les boul'vards
Cet air qui les rend transparents
Apprendre à tourner les yeux
Devant les gens qui s'aiment
Eviter tous ceux qui marchent à deux
Ceux qui s'embrassent à perdre haleine
Y a-t-il un soir, un moment
Où l'on se dit c'est plus pour moi
Tous les mots doux, les coups de sang,
Mais dans mes rêves, j'y ai droit

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Des mensonges et des betises
Qu'un enfant ne croirait pas
Mais les nuits sont mes églises
Et dans mes rêves j'y crois

Il me dit que je suis belle...
Je le vois courir vers moi
Ses mains me frôlent et m'entraînent
C'est beau comme au cinéma
Plus de trahison, de peines
Mon scénario n'en veut pas
Il me dit que je suis reine
Et pauvre de moi, j'y crois
Hmm, pauvre de moi, j'y crois
 

LA MANCANZA DI PASSIONE

La passione è il fuoco alchemico che cuoce i fluidi spirituali e rende conciliabili gli opposti. Chi non si lascia coinvolgere dalla passione e dal desiderio perché attento a trovare solo sicurezza e vantaggi è immorale. La mancanza di passione è immorale.

 

EVERY BREATH YOU TAKE

 

INDIFFERENZA

Penso che alla base di ogni male vi sia l'indifferenza. Combattere l'indifferenza è difficile perché ci si scontra con il nulla, con il vuoto, con l'appiattimento, con la non sensibilità. E' più facile avere un dialogo con chi odia che non con chi è indifferente. Odio, rabbia, gelosia, invidia, depressione, dipendenze dannose e altro ancora, a mio parere, nascono con il dilagarsi dell'indifferenza umana. Avere un parere contrario a qualcosa è costruttivo, non averlo affatto è espressione di morte delle idee.

Credo che la provocazione finalizzata a se stessa sia sciocca e controproducente, ma non mettersi in gioco, non andare contro corrente per partito preso, o meglio, per paura di uscire dai canoni accettati dalla massa, beh questo è un freno alla fantasia, al coraggio, alle innovazioni, allo sviluppo. Chi sceglie l'indifferenza sceglie la via più facile per non sentirsi responsabile di qualcosa che non conviene o per pigrizia o per vigliaccheria.

hkhgkj

 

INVINCIBLE

 

 

SUPERMASSIVE BLACK HOLE

 

STARLIGHT

 

THE FUNERAL OF HEARTS

 

 

MADNESS

 

 

 

 

 

 

 

FA CHE NON SIA MAI

 

 

 

 

 

 

 

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