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Post n°413 pubblicato il 29 Luglio 2016 da LunaRossa550
 


Olindo Guerrini era un poeta e letterato, lavorava come direttore nella biblioteca universitaria di Bologna (correvano gli anni di fine '800 primi '900).  Un giorno ricevette una telefonata niente popò di meno che dal ministro della pubblica istruzione che raccomandava un determinato  giovane per un determinato   posto....
Ovviamente , per il   "corretto iter della pratica",  la richiesta   doveva apparire fatta direttamente da Guerrini stesso,  che non si perse  d'animo e scrisse una lettera in risposta:
" Secondo gli ordini di Vs Eccellenza, propongo spontaneamente a codesto ministero, l'assunzione di Tizio come impiegato. Avverto  tuttavia, che non ho nulla da fargli fare.
Ossequi"

E Bravo Olindo .... non potendo esimersi dall'accettare l'ordine impartito,  ha  fatto in modo che si sapesse che ha avuto pressioni e da chi..
Se tutti quelli che oggi  ricevono pressioni, dovessero comportarsi,  come Guerrini, forse forse si dimezzerebbero i casi di corruzione.... Altro che se si ridimensionerebbero (perché spero nel minimo sindacale di pudore)

La pratica della raccomandazione danneggia meritocrazia ed efficienza che dovrebbero essere prese in  considerazione  nel decidere chi e come assumere.  L'accesso di personale non in grado di assolvere i requisisti richiesti, causa un diminuzione della produttività e  dell'efficienza  di un azienda/ente...

Nel caso di raccomandazioni in un ente pubblico (clientelismo) oltre ai danni succitati, è legittimo pensare che possa esistere , un rapporto di sudditanza tra il raccomandato ed il raccomandante (o la sua parte politica) ed in taluni casi, il raccomandante sa di poter contare sul dipendente pubblico come ad una risorsa personale da utilizzare per le attività di partito o familiari... ma il tutto  a carico dei  contribuenti.
Bello schifo eh? Nulla è mutato,,, e  pensare che dai tempi di Olindo è già trascorso più di un secolo.

 
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