Creato da Decisamentesexy il 24/05/2006

Calamity Jane

Il giorno in cui un uomo stupirà una donna andremo a piedi a Santiago...... del Cile!

 

 

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Sexy.MisteroSvelato

Post n°341 pubblicato il 21 Febbraio 2008 da Decisamentesexy
Foto di Decisamentesexy

Tempo fa mi ero ripromessa di farlo.... 

.... parlo di scrivere del perchè le donne vanno in bagno in gruppo e gli uomini no! Ma qualche giorno fa mi è arrivata una mail da Wild Bill con un pezzo che svelava a tutti gli ignari questo dilemma.

Mi sono spaccata dalle risate leggendola!!!
Effettivamente il modo di trattare l'argomento è molto simile a quello che avrei usato io ed ammetto che ad un certo punto mi sono chiesta: "ma quando l'ho scritto questo pezzo?"

Comunque, anche se non è un testo partorito dalle mie mani lo voglio condividere con tutti voi!!

... peccato non ci sia il nome dell'autrice che andrebbe giustamente citata!

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Perché le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava:

"MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto"

e poi ti mostrava "la posizione"che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.

'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente  difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando devi andare in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt.

Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate.

È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.

Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati.

Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); nonimporta... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai.

Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una  mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'...
AAhhhhhh... finalmente...

A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione e, per quanto cerchi di tenerli su, ti ritrovi sempre con l'orlo dei pantaloni che toccano quella proliferazione di microbi e funghi che è il pavimento; il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.

Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta! Così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe.

Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione.

Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).

Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero fazzoletto, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati.

NO!!

Allora urli :

'O-CCU-PA-TOOO!!!'

continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il fazzoletto, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del fazzolletto, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze...

Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!

Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro fazzoletto per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro.
Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!

A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!

Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.

'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato.
'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.

E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il fazzoletto da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come   mai ci stiamo tanto.

***********************************

Ora vi svelo un altro segreto....

Una delle ragioni per cui io porto sempre la gonna è per manenere 'la posizione' più comodamente possibile!!!!

hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

BUONA GIORNATA A TUTTI VOI MIEI BELLISSIMI DECyNI!

 
 
 
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Non sai che sono donna?

Quando penso, devo parlare.

….i volti che noi cerchiamo disperatamente ci sfuggono:

è sempre solo un istante…

Ritrovo una testa reclina sotto una capigliatura disfatta dal sonno

degli occhi che le palpebre allungate facevano parere obliqui,

un giovane viso, come disteso…

Strano…

Quando pronunciamo una parola la cosa che indica si svuota del suo valore. Siamo convinti di esserci immersi nel fondo di un abisso, ma quando torniamo in superficie la goccia d’acqua che resta sulla punta delle nostre dita pallide, non assomiglia al mare da cui proviene. Crediamo di avere scoperto una grotta piena  di tesori meravigliosi e quando torniamo alla luce del giorno abbiamo in mano solo pietre false e pezzetti di vetro, e tuttavia il tesoro continua a brillare immutato nell’oscurità.

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e che con gioia
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta, più profumi
inebrianti che puoi,
va in molte citta egizie
impara una quantita di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
raggiugerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada,
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


 

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