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MILK

Post n°415 pubblicato il 26 Gennaio 2009 da DolceA0

E così siamo andati. In quel luogo affollato ci siamo trovati (sembrava Rimini davvero come ha sottolineato Bob). Certo lo scompenso di quel caos nauseabondo di  flotte umane che aggredivano le sale (da notare due programmazioni in contemporanea di Italians con tutto esaurito), di luci, di odori di pop-corn, di suoni  si è fatto ampiamente ripagare dalle comodità delle poltrone e dall'ottima prenotazione di Andrea.

Avevo un problema: ricordarmi dove avevo lasciato la macchina in quell'oceano di automobili. H6 era la chiave del ritrovamento, incrocio magico che ho condiviso con tutti, data la mia nota incapacità di memorizzare certe informazioni. Elliy invece non ha mai problemi di questa natura. Sa da dove viene e dove va (ovvero dove ha lasciato la macchina che poi ritrova!).

Ah, ma io sono qui per parlarvi dell'attesissimo Milk l'ultima fatica di Gus Van Sant, opera in odore di Oscar con una serie innumerabile di nominescion! Devo diventare seria...

Quando ci si confronta con le biografie e con i diritti civili, si va spesso a finire in un terreno melmoso rischiando agiografie e facili adesioni pubbliche. Certo il marchio Gus Van Sant faceva presagire qualcosa di più originale e di meno convenzionale. Ma il terreno era minato, come dire parlare di un gay primo eletto in una carica pubblica in America era come camminare su un cesto di uova. E il risultato si è visto. In altre parole, il film, è decoroso, è ben girato, non offende nessun pudore, ha un buon ritmo, ha una colonna sonora da (s)ballo - alcuni must anni 70 - (ma ai gay piace l'opera lirica? mi veniva in mente pensando anche al film di Jonathan Demme,  Philadelfia del 1993). Sul piano più tecnico, usa una scrittura circolare ma facile da seguire, mescola attentamente immagini di repertorio e sgrana quelle attuali per rendere al meglio il senso e ogni tanto si prodiga in quale sua visionarietà. Poche volte.  Formalmente giusto e corretto però non emoziona, pur contando su di un cast molto ben organizzato (su tutti ovviamente Sean Penn)  e sull'approdondimento dei caratteri dei personaggi.

Quando sono uscita mi è venuto il mente l'atteggiamento di Sofia Coppola con Marie Antoniette. Voi direte ma che c'entra? Niente! Ma quanto mi aveva stupito quel modo di ritrarre la regina fatto di carrellate sulle scarpe, sui gioielli, sui dolci, il tutto corredato dalla musica degli Strokes, dei New Order dei Cure e dei Phoenix...Una visione frivola sì, ma concreta e malinconica allo stesso tempo. Ecco Gus non ha osato. Peccato!

Voto 7

Chissà che ne pensano i miei compagni di visione?

http://blog.libero.it/elliyWriter/

http://blog.libero.it/neuronesolo/

http://blog.libero.it/AoxomoxoA/

 

 

 
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