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BOSCO DI SAN FRANCESCO

Al di là, oltre il muro

Non odo la voce, Francesco

Alla prima alba, luccicando al sole

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Tra ulivi, coltivi, colline e pianure

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D'amore e di luce del Santo?

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Nell'antichità, a Oriente

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Chi sà governare, sa

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non si affida ad una

sola freccia.

Per curare, occorre, invece,

trovare il modo di equilibrare.

 
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COME L'ENERGIA DINAMICA CREA L'EUROPA

Post n°29 pubblicato il 23 Marzo 2012 da susypoet
Foto di susypoet

IL MITO DELL'EUROPA           

Chi era Europa?

La concezione di Europa come una donna molto bella è una caratteristica comune della mitologia antica. Già Esiodo (770 a.C. ca), nel verso 357 della sua Teogonia, offre la prima genealogia a noi nota delle divinità greche ed Europa appare quale figlia di Oceano e Teti, madre di tutti i corsi d'acqua e sorella di Asia.

Verso di Esiodo su Europa

Ovidio, a sua volta, presenta la figura mitica della fanciulla Europa nelle Metamorfosi (II, 858) dove essa è figlia di Agenore, a sua volta figlio della ninfa Libia e di Poseidone. La più nota delle leggende circa l'identità di Europa è quella riportata da Omero nell'Iliade (XIV, 381 ss) dove la fanciulla viene descritta come figlia di uno dei figli di Agenore, Fenice.

Appartiene a questo nucleo mitologico anche la vicenda nota come il "ratto di Europa": la figlia del re dei fenici viene rapita da Zeus sotto le sembianze di un toro bianco che, portandola sulla groppa, attraversa il Mediterraneo per approdare all'isola di Creta, dove essi si congiungono. Dalla loro unione nascono Minosse, che fece costruire il famoso labirinto, nonchè Radamante e Sarpedone, che, una volta morti, diventavano tutti giudici, nel mondo dell'al-di-là. Si dice poi che Cadmo, fratello o zio (a seconda delle versioni) di Europa, abbia girovagato per Creta in ricerca della sorella e sia tornato indietro portando con sè le lettere dell'alfabeto, che, secondo la leggenda, fu appunto inventato dai fenici. L'episodio di rapimento di Europa ha ispirato numerosi artisti nel corso dei millenni. Entrando a far parte della mitologia greca le figure della fanciulla Europa e del Toro divino nella scena archetipica con le sue sfaccettature aperte a interpretazioni differenti sono state riprodotte dall'antichità greca sino ai giorni nostri.

                                                                

Tradizionalmente, si pensa che il mito di Europa faccia parte della faida fra greci e troiani. Alcuni mercanti fenici, infatti, erano colpevoli di aver rapito Io, figlia di Inaco, e di averla portata ad Argo in Egitto. Il ratto di Europa era quindi una forma di vendetta da parte dei greci. Questa versione storicamente razionalizzata del mito appare nelle Storie (I, 2) di Erodoto che attribuisce il ratto di Europa a "dotti persiani".

" I Persiani narrano che Io giunse in Egitto così, e non come sostengono i Greci, e che questo costituì l'inizio delle offese. Dicono pure che alcuni Greci, di cui non sono in grado di riferire il nome, approdati a Tiro in Fenicia rapirono la figlia del re, Europa - e questi potrebbero essere stati Cretesi. A questo punto la partita era pari, ma successivamente i Greci si resero responsabili della seconda offesa."

Se Europa è innanzitutto la fanciulla del mito, essa tende per stratificazione semantica a dividere un nome specialmente geografico. In epoca classica quindi Europa era conosciuta in termini geografici, distinta dai due continenti conosciuti, Africa e Asia. Nell'epica omerica, la parola Europa compare in un chiaro contesto geografico. Nell'inno ad Apollo, si parla di "quanti abitano il fertile Peloponneso e l'Europa e le isole circondate dal mare". In seguito, Erodoto (484-420) scrisse che i suoi contemporanei dividevano il mondo in tre parti: Europa, Asia e Libia (Africa). Europa, quindi, aveva già assunto diversi significati e denotava anche zone geografiche più o meno variabili. Così Erodoto, nelle Storie (I, lib. IV, cap.45), osserva:

"Nè io riesco a capire per quale ragione alla terra, che è una, si diano tre distinte denominazioni, presi da nomi di donna, e alle sue parti siano stati fissati, come confini, il Nilo, il fiume d'Egitto, e il Fasi, fiume della Colchide(...); nè si possono sapere i nomi di quelli che ne hanno determinato i limiti, nè donde ne abbiano tratto le denominazioni."

Leggere il mito

Ogni elemento del mito di Europa è importante per comprendere come quest'ultima abbia influenzato e continui ad influenzare, attraverso le sue immagini suggestive, le concezioni che gli europei hanno formato di se stessi. Questi elementi e la loro interazione hanno poi segnato le letture positive e negative della figura di Europa che ritroviamo nell'iconografia e nelle rappresentazioni della fanciulla rapita da Zeus.

Di fronte all'Asia

Innanzitutto, è importante notare che l'Europa è sempre definita in rapporto a qualcos'altro. Essa non è mai definita da se stessa. Nel passaggio dal mito vero e proprio alla denominazione geografica del continente, l'Europa continua a venir descritta come "sorella di Asia" (Esiodo) o "nipote di Libia" (Ovidio). Inoltre, secondo una versione dil mito, la fanciulla proviene dalla Fenicia, l'attuale Libano. A differenza dei altri due continenti descritti dalla mitologia greca, Africa e Asia, Europa non è un continente separato e autonomo quanto piuttosto una parte strappata all'Asia. I Greci, infatti, diedero il nome di Europei agli abitanti dell'estremità occidentale del continente asiatico. In più, i Greci presero la parola stessa "Europa" in prestito dai vicini ad Est. Nell'VIII secolo a. C., infatti, i greci riprendono una parola semitica che per i marinai fenici significava "ponente".

Il termine "Europa" veniva quindi utilizzato soprattutto dai geografi per disignare l'estremità occidentale del continente eurasiatico. In questo modo, furono essi a sollevare una questione che ancora oggi costituisce uno dei grandi problemi relativi alla definizione di Europa. Se a Nord, a Ovest e a Sud il mare costituisce la frontiera naturale del continente, qual è la frontiera a Est? Le steppe dell'attuale Russia, il paese degli Sciti nell'antichità, il Bosforo e gli altipiani, che separano l'Anatolia dalle valli dell'Eufrate e del Tigri, sono zone indefinite, in cui l'Europa emerge dall'Asia.

Il ratto: vendetta violenta e rapido muoversi verso l'avvenire

Proprio perchè ad Est non vi sono confini naturali che delimitano l'Europa, essa si è sempre pensata in rapporto con l'Asia. Così, il mito di Europa si inserisce nel complesso rapporto fra Oriente e Occidente. A segnalare come questa relazione sia spesso difficile, vi è poi il simbolo del ratto. Esso è portatore di un duplice simbolismo. Per un verso, il ratto è indice di tragica violenza: gli europei che, spingendosi nell'estremità del grande continente asiatico, hanno lasciato alle loro spalle le proprie provenienze sono destinati ad un futuro di decadenza se non di orrori e disgrazie. La violenza del ratto fa da eco anche alla "vendetta" con la quale, secondo Erodoto, la storia dell'Europa indichi come la nascita della civiltà cretese prima, e greca poi, fosse dovuta ad un originario atto di inganno e violenza, del quale sono protagonisti gli stessi Dei dell'Olimpo, le cui azioni si intrecciano con quelle di eroi leggendari: ratto d'Europa da parte di Zeus, l'uccisione del Minotauro da parte di Teseo, quale mitica celebrazione della fine della potenza marittima della Creta minoica a favore del neonato imperialismo militare e commerciale greco, soprattutto ateniese. Per altro verso, tuttavia, il ratto è anche indice di irruenza, impeto e passione. L'assalto è un moto rapido che simboleggia anche il modo in cui gli europei hanno pensato al "loro" tempo: un tempo dinamico opposto al tempo statico e impassibile di cui si presume sia pervaso l'Oriente.

La terra fertile amata da Zeus

Che la fanciulla Europa venga rapita proprio da Zeus in persona riprende l'idea per cui l'Europa sarebbe una terra "amata dagli Dei", una terra benedetta. Il riferimento va al clima temperato di cui gode l'Europa e che, sin dall'antica Grecia, non ha smesso di esercitare un richiamo forte sull'autorappresentazione degli europei. Molti si sono sforzati a collegare il clima temperato e la terra fertile, che non richiede l'irrigazione tipica delle estese pianure asiatiche, a caratteri umani di cui sarebbero dotati gli abitanti di questa terra mite. Fu Ippocrate, il mitico fondatore della medicina, il primo a teorizzare la superiorità dei greci sui popoli asiatici per motivi climatici:

"Un clima variabile produce una natura che si accompagna a modi fieri, impetuosi e discordanti, dacchè frequenti paure producono una disposizione mentale violenta mentre la quiete e la calma intorpidiscono lo spirito. In realtà, è proprio per questo motivo che gli abitanti d'Europa sono più coraggiosi di quelli di Asia. Le condizioni che cambiano poco conducono a modi indolenti; le variazioni brusche invece eccitano il corpo e la mente."

 

 
 
 
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