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Guai a scusarsi con gli islamici

Post n°47 pubblicato il 14 Agosto 2006 da Antalb

Non è finita qui. I criminali con la griffe di Allah hanno sete di sangue e non si placano soltanto perché una ventina di loro è stata sgamata mentre complottava e organizzava di far esplodere alcuni aerei (dieci) in volo. Immaginatevi l'effetto comunicazionale della sequenza: un jet in fiamme che precipita, anzi due, tre, oddio quattro. Prima di arrivare a dieci saremmo saltati anche noi, scoppiati d'angoscia e di paura.

Non è finita qui, dicevo. Perché l'odio di oggi non è inferiore a quello di giovedì 10 agosto o a quello dell'11 settembre 2001. Nessuno insista con banalità per favore. La causa di tutto non è il conflitto in Iraq o in Afghanistan. Il problema, ora come oltre mezzo secolo fa, è Israele che secondo i piani arabo-islamici deve sparire, e chiunque l'aiuti a sopravvivere, a difendersi, entra nell'elenco dei morituri.

L'Inghilterra è inguaiata per questo, idem l'America. La fede ha un grande peso e non è improprio parlare di guerra di religione. Guardate la carta di identità dei ventiquattro farabutti arrestati a Londra e dintorni, per lo più signorini di ottima famiglia ma rosi dal tarlo del fanatismo. Tre poi, si sono addirittura convertiti all'Islam così per sport. Né pachistani né siriani né iraniani: cristiani passati sull'altra sponda a caccia di emozioni nuove; il brivido delle barbe, dei sottanoni, delle teste mozzate.

Gente apparentemente normale e invece fuori come terrazze romane. Tranquilla fino a un paio d'anni orsono, poi l'incontro con qualche esaltato, il contagio, l'infezione: un corto circuito mentale dalle conseguenze devastanti, danni irreversibili. Intendiamoci, i capi tipo Bin Laden se ne infischiano di Maometto e del ramadam; puntano al potere e alla ricchezza, mirano a spazzare via gli occidentali amici degli israeliani. Certi progetti sono impegnativi e richiedono parecchia manodopera disposta a tutto, anche a morire ammazzata. Dove reclutarla e che prospettive darle per incentivarla? La religione se utilizzata per rimbambire in forma grave è efficacissima. Basti leggere le dichiarazioni dei kamikaze prima del sacrificio; siamo al delirio, visioni mistiche, paradisi affollati di vergini, onore gloria eccetera.

Finché ci saranno cretini pronti a convertirsi, ci saranno terroristi. I tre inglesi ammanettati sono casi clinici interessanti, meritevoli di approfondimento.

Anche in Italia non mancano i balenghi. Le Forze dell'ordine hanno ammanettato una quarantina di musulmani per reati vari (seguirà processo), e un paio di organizzazioni islamiche nazionali hanno protestato. Non si capisce perché. Da quanto risulta, è una inchiesta ordinaria che ha portato appunto a una serie di arresti.

Da notare che da noi non si va in galera se non c'è la firma di un giudice, del gip. E allora qual è lo scandalo?

D'accordo, sono musulmani e bisogna stare molto attenti a non irritarli, altrimenti... non esageriamo. Adesso si accontentino delle garanzie previste dai nostri codici. Momentaneamente la legge coranica qui conta poco. Parlavo di balenghi, e non posso ignorare la polemica sulla definizione di Bush: fascisti-islamici. Una battuta infelice. Non perché abbia "acceso la rabbia islamica", senza motivo, aggiungo. La trovo semplicemente offensiva nei confronti del fascismo, che ne avrà combinate tante, mai però quante il fondamentalismo musulmano. C'è un accostamento più felice: comunisti-islamici. Due categorie che dimostrano nella pratica quotidiana di essere in piena sintonia.

Chi avesse dubbi dia un'occhiata a Liberazione di sabato; il quotidiano esibisce un articolo (del direttore, Piero Sansonetti) esemplare della cultura leninista.

Mi preme ricordare, in attesa di dedicarmi più corposamente al tema, l'assassinio di Angelo Frammartino, 24 anni, volontario in un campo palestinese con amici e amiche. Tre coltellate alla schiena. Angelo ha piegato le ginocchia e non si è rialzato più. Chi è stato? Un palestinese di 17 o 18 anni, di sicuro non un israeliano. Il delitto è avvenuto a pochi metri dal campo. I ragazzi che stavano con lui sapete come hanno spiegato l'aggressione? C'è troppa tensione in Medio Oriente.

Giusto, troppa tensione e qualche delinquente palestinese. Ma questo non diciamolo a nessuno.

 
 
 
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