Creato da Antalb il 28/07/2006
Confronto tra i giovani e la politica

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Ci vogliono annientare ma in modo civile

Post n°48 pubblicato il 14 Agosto 2006 da Antalb

Prima una notizia. Non c'entra con il terrorismo? Non mi importa. Chiunque abbia buon senso intuisce che c'è un rapporto. C'entra con una religione che consente l'assoluto disprezzo della vita umana, anzi obbliga a questo. Sabato è stato trovato il corpo di una ragazza a Serezzo, in Valtrompia, roba lombarda. Le indagini dicono: è pakistana. L'ipotesi: uccisa dai genitori. Movente: frequentava un cristiano del paese, si era innamorata. Non si può, è una prostituta, c'è la morte. In Olanda, Theo van Gogh ha denunciato questa idea barbarica in un film: un islamico lo ha fatto fuori. Non era di Al Qaeda, Mohammed Bouyeri, il marocchino naturalizzato olandese. Ma perché stupirsi? Nel bosco di una religione dove la vita non è sacra, ma dipende, tutto può accadere. (Lo sappiamo, esiste anche un islam diverso, quello dell'imam Pallavicini, di altri coraggiosi: ma che cosa contano? Poco o niente).

Spostiamoci dalla Valtrompia. Passiamo alla poltica. Sabato è stata lanciata una minaccia contro il nostro Paese, molto dolce, persino suadente. E' un tentativo di ricatto cui purtroppo il governo Prodi si è prestato con il suo atteggiamento prono verso i capi delle moschee italiane. L'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche italiane) gli aveva chiesto di ridurre i tempi per ottenere la cittadinanza da 10 a 8 anni. Risposta: 5 anni! Vi diamo tutto e di più. Poi c'è stata Londra, e a qualcuno è venuto in mente che forse si sta sottovalutando il fondamentalismo di Allah. A questo punto Hamza Piccardo, portavoce dell'Ucoii, ha criticato il controllo a tappeto ordinato dal ministro Amato. Adopera il linguaggio della legalità, persino dell'amico dei poveri. Usa una prepotenza velata. In realtà, in maniera più subdola, è il modo con cui l'Islam che vuole assoggettare l'Occidente con le bombe e il terrore, persegue con altri mezzi lo scopo.

Misuro le parole. E le ripeto. Osama Bin Laden adopera i kamikaze per piegare l'Occidente. E' la tecnica degli attentati apocalittici. Le organizzazioni che oggi alzano la voce in Italia per bocca di Piccardo puntano a soffocare pian piano le nostre libertà usando proprio la libertà e i diritti fondamentali per la nostra civiltà. E' la scuola dei Fratelli Musulmani. Non sono terroristi, quelli dell'Ucoii: ma difendono i "martiri", giustificando la strage dei nostri soldati a Nassirya. Vogliono l'annientamento di Israele. Sono sostenitori di Hamas e degli Hezbollah. Pretendono che i musulmani vivano in Italia secondo le loro leggi. Con astuzia. Adoperano in italiano il flauto, e in arabo picchiano il tamburo. Praticano l'arte coranica della "dissimulazione" (tukya).

La polizia e i carabinieri hanno arrestato venerdì 40 musulmani. Sono andati nel call center, nei luoghi da cui si spediscono denari in Asia e nel Maghreb, nei centri culturali. Sono uno Stato islamico nello Stato italiano, lo sappiamo bene. Non sono stati arrestati perché terroristi. E neppure perché islamici, ci mancherebbe. Il motivo è banale: andavano contro la legge italiana. La più parte di essi proveniva dal Paese dove oggi è più forte la minaccia terrorista di Al Qaeda: il Pakistan. Che cosa bisognava fare? Benedirli? A Olgiate Olona (VA), mio paese, hanno arrestato due ragazzine perché hanno rubato due nanetti in un giardino. Le leggi valgono per tutti. Hamza Piccardo però protesta.

E' interessante il tono. Usa le espressioni "delusione ed amarezza". Aggiunge:"L'aggettivo islamico si è sprecato per indicare l'ambiente in cui cercare i terroristi". Interessante. A Londra è vero che c'è tra i 24 arrestati anche gente dagli occhi azzurri. Ma islamici restano. Islamici che sbagliano, per Piccardo. Ma forse non sbagliano. Forse la polizia si è inventato tutto, è una burla, probabilmente il terrorismo non esiste proprio. Ci dev'essere solo quello di Bush. Leggiamo bene la lettera di Piccardo:"All'indomani dell'operazione realizzata dal Regno Unito, che avrebbe sventato un inimmagginabile attentato e all'allarme sociale provocato". Chiaro no? Si usa il condizionale, per far capire che non si crede all'attentato. E si accusa di "allarma sociale provocato" non il gruppo che voleva far saltare in volo 3500 persone, ma la polizia. E noi stiamo qui a dar retta a questa gente? Sì, ci tocca. L'Ucoii è stata legittimata già dal ministro Pisanu, che l'ha inclusa nella Consulta islamica. Ora alzando la voce, il vero ideologo, Hamza Piccardo gioca la carta che gli abbiamo regalato, e che Amato ha potenziato. E ora fa capire: noi qui garantiamo che non ci sia terrorismo. Ma se adesso ci trattate così non garantiamo più niente. Pisanu ammise nella Consulta l'Ucoii, nonostante le dichiarazioni ideologiche di guerra all'Occidente, su consiglio della Digos e del capo della polizia De Gennaro. C'era una logica di sicurezza. Ma è solo la tecnica per cui allunghiamo i tempi della nostra resa. In realtà le loro moschee (forse l'80% del totale) sono un bosco di segregazione e di odio dove, quando piove, spuntano i funghi di Al Qaeda o similari. Esageriamo?

Per capire con chi abbiamo a che fare, basta leggere alcune frasi pronunciate da Hamza Piccardo, italiano di origine, marxista, poi convertitosi all'islam ma rimasto comunista (ha promesso il voto a Diliberto) 27 gennaio 2006:"Hamas è la crema della società palestinese, sono i migliori... Gloria ai vivi e onore ai martiri". Chi sono i martiri? Anche quelli che hanno buttato giù le Torri Gemelle. Ecco Piccardo esibirsi il 15 settembre del 2001, quattro giorni dopo l'orrore dei kamikaze:"La Guerra santa dispiace a molti ma è un ordine di Allah, gloria all'Altissimo. e in certe condizioni è un obbligo per il credente. Non c'è suicidio nell'islam e infatti quei ragazzi che colpiscono l'occupante anche a costo della loro vita non sono suicidi ma credenti che accettano di rendere estrema testimonianza della loro fede. Non disprezzarli, essi sono cari ad Allah e sono vivi presso di Lui". Dialogare? Il governo Prodi gli manderà tanti bacetti? Per una volta, se Prodi o Amato non si piegheranno e lo manderanno a quel paese, li applaudiremo.

 
 
 
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