Il regno di Dio

Colui che può negare Dio davanti ad una notte stellata, davanti alla sepoltura de' suoi più cari, davanti al martirio, è grandemente infelice o grandemente colpevole. G. Mazzini

 

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OCCULTISMO=SATANA ---- IL SANTO ROSARIO MARIANO: SATANA SEI K.O.!!

Post n°13 pubblicato il 14 Maggio 2013 da ilregnodidio2013

Padre Francesco Bamonte

Sacerdote - Esorcista

 

Padre Francesco Bamonte, religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, ordinato sacerdote l’8 settembre 1990, si è dedicato sin dai primi anni del suo sacerdozio per mezzo dell’ascolto, del consiglio, dell’incoraggiamento e dell’accompagnamento nella preghiera, all’aiuto delle persone cadute vittime dei “maghi” o danneggiate da pratiche occulte di varia natura. È esorcista dal 2000 e  membro dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE). È inoltre uno dei docenti del corso «Esorcismo e preghiera di liberazione», promosso all’Ateneo Pontificio «Regina Apostolorum» sin dal 2005 in Roma. 

Su richiesta degli Ordinari di varie diocesi italiane ed estere, da alcuni anni offre relazioni di carattere formativo per i seminaristi e i sacerdoti  riguardo il ministero dell’esorcismo, la specifica pastorale degli esorcismi e i problemi pastorali derivanti dalla diffusione nella società delle varie forme di occultismo. 

 

 

Intervista a Padre Francesco Bamonte, sacerdote esorcista

Ribadisce l'importanza della devozione a Maria e della grande potenza del Santo Rosario contro il demonio e della grande importanza dell'Eucaristia e della Confessione, potentissime armi contro l'azione del diavolo... 

 

Lei ha praticato migliaia di esorcismi, ma quali casi l’hanno impressionata di più?

“La casistica è molto ricca, ma mi ha colpito qualche tempo addietro il caso di alcuni neonati, affidati a parenti, che all’insaputa dei genitori sono stati consacrati a Satana durante delle messe nere”.

E’ noto che non si può parlare di ereditarietà della possessione, ma esistono persone, per semplificare, con pochi… “anticorpi” alle influenze del demonio.  Può chiarirci questo aspetto?

“Lo confermo: la possessione diabolica non si trasmette per via ereditaria. Ma esistono persone, diciamo così, più sensibili ed esposte all’influenza del Maligno. Questo perché alcuni loro avi hanno deciso di offrire al Diavolo tutta la propria discendenza. Ciò non implica automaticamente una possessione, ma talvolta può determinare una sorta di predisposizione all’accettazione di Satana”.

Lei quali Santi invoca con maggior frequenza nei Suoi esorcismi?

“L’idea della Santità turba sempre Satana. La Madonna, ovviamente, è Colei che per la sua stessa natura sconcerta ed imbufalisce il Tentatore, ma anche l’invocazione di Santa Gemma Galgani, San Michele Arcangelo, della Beata Madre Teresa di Calcutta e di Giovanni Paolo II turba non poco il Demonio”.

L’anno scorso, Padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti, ha inviato una lettera al Papa Benedetto XVI chiedendo la presenza fissa e costante di un esorcista per ciascuna Diocesi. Condivide?

“Certo, approvo in pieno l’iniziativa di Padre Amorth . Ma non basta. In Europa la situazione è a dir poco sconfortante. In Francia, pur essendovi un esorcista per ogni singola Diocesi, solo quattro o cinque di loro operano attivamente. In Germania, idem. Il vero guaio è che spesso manca la giusta formazione, ragion per cui non è semplice trovare un sacerdote all’altezza del compito e i Vescovi stessi, grazie a Dio principalmente all’estero, hanno difficoltà a reperire bravi esorcisti”.

‘Petrus’, vista la scarsità di sacerdoti esorcisti, ha intrapreso una campagna di comunicazione per chiarire che anche i laici possono effettuare preghiere di liberazione. Lei, dall’alto della Sua esperienza, è d’accordo?

“Certo. Ogni preghiera recitata con Fede sincera, matura e buona aiuta a liberarci dal Maligno. Quindi anche i laici possono effettuare preghiere per ottenere la liberazione dagli spiriti infernali. D’altro canto, la preghiera del Padre Nostro non  contiene un’invocazione a liberarci dal Maligno?”.

Qual è il Satana del nostro tempo?

“Il relativismo. In questo brodo di coltura, Satana ci sguazza dentro. Il relativismo è quella idea distorta di una fede fai da te, secondo la quale ognuno si costruisce e modella a suo gusto la sua verità. Questo disordine aiuta e favorisce Satana”.

 

 
 
 

Festa della mamma: omaggio alla Mamma Celeste

Post n°12 pubblicato il 12 Maggio 2013 da ilregnodidio2013

Dedicato alla Mamma di tutte le mamme......

Dedicato a tutte le mamme, in Cielo e in Terra......

 

Mamma

Beniamino Gigli

C. A.Bixio - B.Cherubini

(1940)

Mamma, son tanto felice
perché ritorno da te.
La mia canzone ti dice
ch'è il più bel giorno per me!
Mamma son tanto felice...
Viver lontano perché?

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore
forse non s'usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!

Sento la mano tua stanca:
cerca i miei riccioli d'or.
Sento, e la voce ti manca,
la ninna nanna d'allor.
Oggi la testa tua bianca
io voglio stringere al cuor.

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore
forse non s'usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Mamma... mai più!

 
 
 

Pace e Bene!

Post n°11 pubblicato il 11 Maggio 2013 da ilregnodidio2013

 

 

padre Mariangelo da Cerqueto

Nacque a Cerqueto, il 17 febbraio 1915  è stato un religioso italiano.

Il suo nome da laico era Mario Budelli, ed è stato per anni colui che dava vita alla popolare figura di Frate Indovino.

Figlio di Omero Budelli e di Giulia Cicioni, vestì l’abito religioso dei Frati Minori Cappuccini nel noviziato di Montemalbe il 3 agosto 1930.

Prese i voti temporanei in Montemalbe il 4 agosto 1931 e i voti solenni nel convento di Spoleto il 29 aprile 1936.

Ricevette la tonsura in Foligno il 19 settembre 1936; l'ostiariato e il lettorato in Foligno il 13 marzo 1937; l'esorcistato e l'accolitato in Foligno il 22 maggio 1937; il suddiaconato in Foligno il 25 marzo 1939; il diaconato in Spello il 3 giugno 1939; il presbiterato in Foligno il 23 luglio 1939.

Fu il fondatore dell’Opera "Frate Indovino".

È morto nel Convento "Rifugio Francescano" di Perugia il 15 novembre 2002. Da tempo era affetto dal morbo di Parkinson.

Il calendario Frate Indovino è un almanacco religioso fondato da padre Mariangelo da Cerqueto e curato dall'omonima casa editrice.

L'opuscolo annuale nacque come allegato omaggio al periodico Voce Serafica. Nel 1945 padre Mariangelo da Cerqueto, al secolo Mario Budelli, era il direttore di quel mensile stampato dai Cappuccini umbri in circa 2000 copie.

I suoi superiori, viste le precarie condizioni di salute del frate, gli avevano assegnato quell'incarico che, almeno nelle loro intenzioni, non avrebbe dovuto affaticarlo troppo. Il direttore dal canto suo scriveva personalmente tutti gli articoli e cercò di migliorare la pubblicazione portandola da 16 a 32 pagine. Avvertendo tuttavia l'esigenza di una soluzione che consentisse di aumentare il numero delle persone interessate alla rivista, ritenne che un calendario avrebbe potuto rappresentare l'idea giusta perché, sotto quella forma, sarebbe potuto entrare ed essere presente in tutte le case a prescindere dal livello sociale o culturale.

Budelli ne iniziò l'impaginazione nell'estate del 1944. Il preventivo di spesa del tipografo Salvi di Perugia fu di 12.000 lire, cifra ritenuta inizialmente eccessiva, specie alla luce di un'altra esperienza editoriale, quella di Padre Costanzo da Perugia e del suo Barba Bianca, un altro calendario dei Cappuccini umbri pubblicato dal 1912 al 1915.[1] Alla fine, comunque, il progetto venne approvato.

L'almanacco fu stampato per la prima volta nel settembre 1945 con il titolo di Frate Indovino, soprannome sotto cui si celava appunto il Budelli. Al santorale (sequela dei giorni con i santi appropriati e le feste comandate) si aggiungevano le previsioni meteorologiche, le fasi lunari, i consigli pratici per agricoltori e massaie e poi ovviamente il messaggio francescano.

La crescita

Della prima edizione uscirono 2000 copie, consegnate in omaggio agli abbonati di Voce Serafica. Il successo fu tanto immediato quanto imprevisto e portò a moltiplicare la tiratura del calendario per l’anno successivo, raggiungendo le 32.000 copie nel 1947. Furono apportate anche delle varianti grafiche: la stampa passò a due colori, con il rosso (il colore aggiunto) utilizzato per evidenziare la domenica e gli altri giorni di festa, e venne anche impiegata una carta più spessa.

Analizzando il Frate Indovino del 1947 si nota come lo schema di base del calendario sia rimasto sostanzialmente inalterato. I santi del giorno erano stati rinnovati rispetto al numero dell’anno precedente; i proverbi di sapore meteorologico erano comunque uniformemente distribuiti e, dove inizialmente era narrata la storia di san Francesco, ora erano presenti "I pronostici di Frate Indovino"; a fine pagina, poi, si trovavano i consigli per gli agricoltori, le massaie e gli ammalati.

Le edizioni del 1948, 1949 e 1950 segnarono un vero boom nella diffusione, tanto da vedere Frate Indovino varcare i confini dell’Umbria. Anche lo stesso Budelli rimase sorpreso di tanto successo. In un’intervista rilasciata al giornalista ed amico Renzo Allegri dichiarò: «Potevo intuire le ragioni dell’entusiasmo della gente umbra. Quell’almanacco, concepito e realizzato in quel modo, era un po’ anche il loro. […] Ma l’affermazione che otteneva anche nelle altre regioni d’Italia restava per me un mistero. Per questo, pur essendo giustamente felice, ero anche sospettoso e preoccupato che tutto quel bel sogno dovesse finire all’improvviso.»

In effetti il calendario conobbe una battuta d’arresto: preoccupato per le continue critiche, in particolare per la sconveniente associazione dell’aggettivo "indovino" con il termine "frate", l’allora vicario generale dell’Ordine dei Cappuccini decretò l’immediata sospensione della stampa del calendario per il 1951. Budelli concesse all’Editore Salviati (che già usciva con un suo calendario) di pubblicare il materiale predisposto per la nuova edizione a patto che l’editore gli si sostituisse nei contratti con la tipografia e con la cartiera. Uscì quindi un succedaneo dell'almanacco che, quando venne distribuito alla fine del 1950, provocò proteste da parte dei "vecchi" lettori. Nel frattempo il Ministro generale dell’Ordine era rientrato a Roma dal suo viaggio pastorale e, venuto a conoscenza della vicenda, ne parlò direttamente con Budelli. Si giunse così alla decisione di riprendere la pubblicazione dell'almanacco: l’edizione del 1952 fu stampata completamente a colori, con una tiratura di 200.000 copie e con la novità delle tavole illustrate dei dodici mesi.

Budelli fu anche pronto ad adeguare l'almanacco alle modifiche del lessico e della società: ad esempio, sempre nell’edizione del 1952 la rubrica "Per le massaie" diventò "Per le donne". Tra il 1957 e il 1980 nascono le nuove rubriche "Marcellino pane e vino", "Tema di fondo dell’almanacco Frate Indovino", "Lo sapevate?", "Lo credereste?", "Specola", "Per tutti", "Le stelle parlano", "Il libro delle stelle", "Vedo e Prevedo", "Il grillo sparlante" e così via. Nel 1985 dalle consuete 16 pagine l’almanacco passa a 20, con l'aggiunta di argomenti quali "Pace", "Ecologia della natura, del cuore e della vita", "Opere Sociali e Religiose di Frate Indovino" e la sezione delle pubblicazioni librarie edite dalla "Casa Editrice Frate Indovino". Nel 1987 nascono le rubriche "Cosa accadrà" e "Messaggio ai giovani".

Sviluppi recenti 

Attualmente la tiratura oscilla intorno ai 6 milioni di copie grazie a un imponente e capillare sistema di diffusione che si avvale, oltre che dei normali canali di vendita e del servizio postale, di una task force di quasi 45 000 simpatizzanti.

Dalla morte di padre Mariangelo da Cerqueto, avvenuta nel 2002, la pubblicazione del calendario viene curata da Mario Collarini.

Note 

 Una lunga tradizione editoriale aveva invece il "lunario" popolareggiante Barbanera, un'iniziativa "commerciale" risalente addirittura al 1762, basata sulla distribuzione gratuita di calendari sponsorizzati da aziende e con un carattere molto simile. Vi era dato più spazio all'astrologia, ma con una dichiarata osservanza dei «savi decreti di papa Urbano VIII che alle previsioni dovesse essere data solo una fede "umana"», senza che ciò interferisse con l'intangibilità dei poteri divini.

 
 
 

5 Maggio: processione della Madonna di Fatima a Palermo

Post n°10 pubblicato il 06 Maggio 2013 da ilregnodidio2013

 

Confraternita Dame e Cavalieri di Fatima -

Frati Minori Francescani di Sicilia

Chiesa della Resurrezione - Palermo

 

 

Ecco una delle foto di questa commovente processione

che ogni anno si festeggia nella città di Palermo

e vi chiedo (anche per curiosità) di andare a vedere il resto delle foto

pubblicate nel blog Fotomagazine e questo è il post dove ci sono le foto dell'INIZIO  della processione

e la CONTINUAZIONE  nel blog Tu e il Paradiso in questo post.

 
 
 

"Tutto di me, niente di Dio. Meno di me, più di Dio. Niente di me, tutto di Dio".

Post n°9 pubblicato il 04 Maggio 2013 da ilregnodidio2013

 

 

Smith Wigglesworth 

Era conosciuto come "l'Apostolo della Fede", e se c'era qualcuno degno d'essere definito «pieno di fede e di Spirito Santo», quello era lui.

Egli viveva e camminava continuamente nella presenza di Dio.

E i miracoli che accompagnavano il suo ministero erano di un genere che è stato visto raramente fin dai giorni degli apostoli. Persone nate cieche e sorde, zoppi, uomini piegati e deformati dalla malattia, altri sull'uscio della morte con cancro o infermità d'ogni genere, tutti venivano guariti dalla grande potenza di Dio. Perfino i morti venivano risuscitati.

Nacque l'8 giugno 1859, in povertà, Smith Wigglesworth fu convertito dai metodisti all'età di otto anni.

Già allora aveva fame di Dio e fame di anime.

Faceva parte del coro della chiesa episcopale locale. «Quando la maggior parte dei ragazzi del coro avevano dodici anni, dovevano essere confermati dal vescovo. Io non avevo dodici anni, ma tra nove e dieci, quando il vescovo impose le mani su me. Posso ricordare che quando mi impose le mani ebbi un'esperienza simile a quella avuta quarant'anni più tardi quando fui battezzato nello Spirito Santo. Tutto il mio corpo fu riempito dalla consapevolezza della presenza di Dio, una consapevolezza che rimase con me per giorni. Dopo il servizio di confermazione, tutti gli altri ragazzi imprecavano e litigavano, e mi chiedevo cosa avesse fatto la differenza tra loro e me». (Stanley Frodsham, «Smith Wigglesworth, Apostle of Faith») 

Smith Wigglesworth: «Ricevetti i fondamenti nell'insegnamento biblico tra i Fratelli di Plymouth. Marciai sotto la bandiera del sangue e del fuoco dell'Esercito della Salvezza, imparando a vincere le anime all'aria aperta. Ricevetti la seconda benedizione della santificazione e un cuore puro sotto l'insegnamento di Reader Harris e dell'Alleanza Pentecostale. Reclamai il dono dello Spirito Santo dopo aver atteso dieci giorni davanti al Signore. Ma nel Sunderland, nel 1907, mi inginocchiai davanti a Dio ed ebbi un'esperienza di Atti 2:4...».

Egli descrisse questa esperienza come segue: «Ella [la Sig.ra Boddy, la moglie di un ministro] impose le mani su me e poi dovette uscire dalla stanza. Il fuoco scese. Erano meravigliosi momenti mentre stavo lì solo con Dio. Egli mi fece il bagno in potenza. Ero consapevole della purificazione del prezioso sangue, e gridai: "Puro! Puro! Puro!" Fui riempito della gioia della consapevolezza della purificazione. Mi fu data una visione in cui vidi il Signore Gesù Cristo. Contemplai la croce vuota, e vidi Lui esaltato alla destra di Dio il Padre. Non potei più parlare in inglese, ma iniziai a lodarLo in altre lingue come lo Spirito di Dio mi dava di esprimermi. Riconobbi allora, sebbene avevo potuto ricevere unzioni precedentemente, che adesso, finalmente, avevo ricevuto il vero Battesimo nello Spirito Santo come lo ricevettero nel giorno della Pentecoste».

Dopo questa esperienza, niente fermò Smith Wigglesworth.

Morì il 12 marzo 1947 all'età matura e avanzata di 88 anni: una fiamma di Dio fino all'ultimo. 

Alcune guarigioni strabilianti

Parecchie persone morte furono letteralmente risuscitate sotto il ministero di Smith. Ecco il suo resoconto di un'occasione: «Il mio amico disse: "È morta". Era spaventato. Non ho mai visto un uomo così atterrito in vita mia. "Cosa devo fare?" chiese.

Potreste pensare che ciò che feci sia stato illogico, ma mi protesi verso il letto e la tirai fuori. La portai da una parte all'altra della stanza, la appoggiai contro il muro e la sostenni, mentre era assolutamente morta. Osservai attentamente il suo viso e dissi: "Nel nome di Gesù sgrido questa morte!" Dalla sommità della testa alle piante dei piedi tutto il suo corpo cominciò a tremare. "Nel nome di Gesù, ti comando di camminare!" dissi. Ripetei: "Nel nome di Gesù, nel nome di Gesù, cammina!" ed ella camminò. Questa donna non solo fu risuscitata dai morti, ma fu anche guarita all'istante da una terribile malattia. Ella iniziò a testimoniare alla gente della sua esperienza di morte e ristabilimento.

È stato registrato che Smith Wigglesworth abbia risorto in tutto 23 persone dai morti, durante gli anni del suo ministero.

Una volta, mentre Smith aspettava alla fermata dell'autobus, una donna stava faticando a far tornare a casa il suo cagnolino, che l'aveva seguita. Prima provò a lusingarlo, chiedendogli di andare gentilmente a casa. Ma dopo aver tentato ancora un po' inutilmente, la donna improvvisamente batté il piede e disse severamente: "Vattene a casa immediatamente!" Il cane scappò subito a casa con la coda tra le gambe. "È così che devi trattare il diavolo!" disse Wigglesworth, con voce abbastanza alta da farsi udire da tutti quelli che aspettavano alla fermata dell'autobus. E questo era il suo atteggiamento nei confronti del diavolo, in ogni momento di ogni nuovo giorno. Egli percorse letteralmente il mondo negli anni '20 e '30, e migliaia di persone venivano salvate e guarite dovunque andasse. Spesso giungeva in posti quasi come uno sconosciuto e senza essere stato preannunciato, ma in pochi giorni c'erano migliaia di persone che si accalcavano per ascoltare, tanto grande era la potenza di Dio dimostrata ai suoi incontri.

Dio veniva veramente glorificato dovunque egli andasse.

Nella casa di un curato della chiesa d'Inghilterra, Wigglesworth fu invitato a cena e, mentre erano seduti a parlare, il soggetto della loro conversazione cadde sulle guarigioni. Il pover'uomo aveva degli arti artificiali al posto delle gambe. Wigglesworth improvvisamente disse all'uomo: "Va' a comprarti un paio di scarpe nuove domani mattina!". Il povero amico pensò che fosse una specie di scherzo. Comunque, dopo che Wigglesworth ed il curato si ritirarono nelle loro rispettive stanze per la notte, Dio parlò al curato dicendo: "Fa' come il mio servo ti ha detto!". L'uomo non poté più dormire quella notte. Si alzò presto, scese giù in città, e aspettò che il negozio di scarpe aprisse. Il curato vi entrò e si sedette. Subito il commesso venne e disse: "Buongiorno, signore! Posso esserle di aiuto?' L'uomo disse: "Sì, vorreste farmi vedere un paio di scarpe?" "Sissignore! Taglia e colore?" L'uomo esitò; il commesso allora vide le sue condizioni e disse: "Mi dispiace, signore! Noi non possiamo aiutarla!". "Va tutto bene, giovanotto! Ma io voglio un paio di scarpe! Taglia 8 e colore nero!". Il commesso andò a prendere le scarpe richieste. Pochi minuti dopo tornò e le porse all'uomo.

Egli mise uno dei suoi monconi in una scarpa e subito si formarono un piede ed una gamba! Poi accadde la stessa cosa all'altra gamba! Egli uscì da quel negozio, non solo con un nuovo paio di scarpe, ma anche con un nuovo paio di gambe! Wigglesworth non fu sorpreso. Egli si aspettava questo risultato. Spesso faceva considerazioni come questa: "Per quanto riguarda Dio, non c'è alcuna differenza tra il formare un arto e guarirne uno spezzato". Il punto è questo: Wigglesworth non pregò per quell'uomo; gli disse cosa l'uomo doveva fare, e l'uomo lo fece.

Una volta fu portato a lui un malato di cancro che stava per morire, per ricevere preghiera. Il dottore era al suo fianco ascoltando il battito del cuore. Wigglesworth chiese: "Dov'è il cancro?" Il dottore rispose: "Nello stomaco". Wigglesworth allora lo colpì nello stomaco con un pugno davanti a tutti. Il dottore gridò: "Lo hai ucciso! È morto!" Wigglesworth invece diceva senza scomporsi: "È guarito", e continuava a pregare per gli altri. Dieci minuti dopo ecco arrivare quell'uomo, ancora con gli abiti ospedalieri, al fianco di Wigglesworth, con le braccia alzate, lodando Dio. 

Egli disse una volta: "Io non sono mosso da ciò che vedo, ma da ciò che credo".

La moglie di Smith Wigglesworth morì l'1 gennaio 1913. Egli stava predicando in una riunione, quando gli giunse la notizia. Finita la riunione si recò da lei, sgridò la morte nel nome di Gesù e la fece sedere chiedendole: "Perché te ne vai?... Io ho bisogno di te!". E discorreva con lei. Finalmente Dio interruppe la conversazione dicendogli: "Lei è mia, ha terminato il lavoro, lasciala andare!" Smith adagiò sua moglie sul letto e lei se ne tornò in cielo. Questo comunque non fu l'unico caso di resurrezione nella vita di Wigglesworth. 

 

Alcune delle sue frasi

• "Io son mille volte più grande all'interno di quanto lo sia all'esterno". 
• "Dio dice, io credo, la cosa accade". 
• "La fede nella Parola è la radice. I sentimenti sono il frutto". 
• "Tutto di me, niente di Dio. Meno di me, più di Dio. Niente di me, tutto di Dio". 
• "La paura guarda, la fede salta".

 
 
 
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