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Si...lo voglio

Post n°54 pubblicato il 25 Agosto 2006 da partenopeAA
 
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La notte da sempre è stata la protagonista di canzoni, sogni, passioni.

Il buio trasforma i colori in emozioni, di notte si approfondiscono storie, amicizie, amori.

C’è stato un tempo in cui mi riusciva studiare solo al calar del sole..e andavo avanti sino all’alba accompagnata da tazzoni di caffè e concentrazione.

..ma da qualche giorno la notte è diventata lo spazio ideale per dare vita alle mie paure… prematrimoniali. (niente di grave solo stress allo stato puro!)

Mancano oramai solo 3 settimane alla fatidica data e dopo aver speso tutte le energie per l’organizzazione del matrimonio (che dalle mie parti è ancora legato a  tradizioni ai limiti del sopportabile, ma quasta è un’altra storia che prima o poi racconterò), appena metto piede nel letto mi si affacciono alla mente pensieri maniacali o meglio, ad onor del vero, “sfighe” che potrebbero verificarsi nel felice giorno.

Ne cito solo qualcuna per rendere l’idea del sentiero delirante che sto percorrendo:

-         giornata piovosa accompagnata da tuoni e fulmini e annesso rimpianto di non aver scelto un abito maggiormente “coperto”;

-         black out di impianto di condizionamento e sonoro del locale del ricevimento;

-         comparsa di herpes labiale e ciclo;

-         ritardo di estetista e parrucchiere;

-         ritardo (e non sarebbe una novità ) dello sposo con comprensivo mio sguardo di incenerimento.

-         Ruzzolone nel vestito da sposa nel percorso della navata della chiesa. 

-         Afonìa al momento dello scambio delle promesse.

La cosa che maggiormente mi irrita mentre sono afflitta da siffatti pensieri è assistere al sonno beato del mio futuro sposo, il quale sembra non essere toccato da simili congetture anzi, per dirla tutta, ride apertamente delle mie preoccupazioni e risponde ai miei attacchi di panico con una frase che da sola è l’essenza della tranquillità: “Lucià , ma pensa a salute”.

 
 
 

...Credo...

Post n°53 pubblicato il 23 Agosto 2006 da partenopeAA
 
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Non sopporto chi non prende mai posizione, chi non ha l'idoneità di far valere le proprie idee. Chi non è capace di dire di no e sembra, (opinione pubblica diffusa), anche essere motivato dalle migliori intenzioni.
Non sempre non contrariare nessuno significa essere buono realmente, spesso è sintomo di un'anima oziosa..che ha timore di crearsi nemici scomodi e pur di sentirsi integrato si lascia trascinare..come una bandiera sventola al modificar del vento.
Non si fa scurpoli osservando gli altri in prima linea che si espongono anche per lui, magari ne critica pure i metodi per poi godere senza riguardo dei benefici, dei frutti delle azioni altrui.
Credo nel rispetto verso il prossimo e credo fermamente che esso non sia un valore acquisito per nascita ma da meritare attraverso l'impegno concreto e la costanza di vivere con amore e dedizione verso giuste cause.

 
 
 

Post N° 52

Post n°52 pubblicato il 19 Agosto 2006 da partenopeAA
 
Tag: Anima
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 L'arte è un pò come una malattia, ti coinvolge tuo malgrado anche in tempi non sospetti e ti "costringe" a dedicare tanto di quel tempo, energia e amore che non avresti mai osato neppure immaginare
..e non ci sono antibiotici o altre medicine che tengano se non dedicare la stessa cura che hai per il tuo corpo alla tua anima.
Ricordo l’emozione all’interno della Cappella San Severo di Napoli alla vista della scultura del Sanmartino “Il Cristo Velato”. Gli occhi lasciavano spazio ai tanti pensieri silenziosi che sbracciavano nella mia mente per fermare quel momento diventato poi indelebile nella memoria.


“La moderna sensibilità del Sanmartino scolpisce, scarnifica il corpo senza vita, che le morbide coltri raccolgono misericordiosamente, sul quale i tormentati, convulsi ritmi delle pieghe del velo incidono una sofferenza profonda, quasi che la pietosa copertura rendesse ancora più nude ed esposte le povere membra, ancora più inesorabili e precise le linee del corpo martoriato.
La vena gonfia e ancora palpitante sulla fronte, le traffitture dei chiodi sui piedi e sulle mani sottili, il costato scavato e rilassato finalmente nella morte liberatrice sono il segno di una ricerca intensa che non dà spazio a preziosismi o a canoni di scuola, anche quando lo scultore minuziosamente "ricama" i bordi del sudario o si sofferma sugli strumenti della Passione posti ai piedi del Cristo.
L'arte del Sanmartino si risolve in una evocazione drammatica che giunge ad essere, ad un tempo, avvio ed approdo di una inchiesta che trascende se stessa, nell'istante in cui il Cristo diventa simbolo del destino e del riscatto dell'umanità intera.”

 
 
 

NAPOLI VIOLENTA ....?

Post n°51 pubblicato il 17 Agosto 2006 da partenopeAA
 
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17/08 - “Non si ferma l'ondata di scippi e rapine a Napoli, con turisti ma anche residenti che finiscono nel mirino di bande pronte ad agire in ogni quartiere della città e capaci di lanciare una vera e propria sfida allo Stato”

..ho risposto diverse volte a chi Napoletano non era e definiva Napoli una città di cammorristi, una città con scarso senso civico, una città di imbroglioni e scansafatiche, che la vera Napoli non è quella che si vede in Tv, la vera Napoli è altro, è sacrifici e lavoro, voglia di emergere, desiderio di riscatto.
Bene, il mio "limite", forse il più grande è che riesco a discutere in modo costruttivo sui mille problemi che caratterizzano la mia città e sulle proposte per risolverli solo con i miei concittadini, con gli altri inevitabilmente senza controllo mi metto sulla difensiva, rispondo ad attacco con attacco. Sono consapevole che solo un Napoletano può analizzare pienamente la propria coscienza e può effettivamente riconoscere le corresponsabilità per quella che diventa sempre più una città ad orologeria, pronta ad esplodere alla minima oscillazione di equilibrio. 
Io credo che a molti di questi ragazzi manchi un'alternativa comportamentale. Mi spiego: nei 28 anni passati a Napoli (da circa 8 mesi sono in Toscana), abitavo in un palazzo (dove tutt'ora ci vive la mia famiglia) che conta 16 appartamenti, 15 famiglie cosiddette "perbene" (genitori che lavorano e seguono i figli in tutto il loro percorso formativo) ed 1 famiglia "vivace". Da bambini giocavamo al parco tutti insieme coinvolgendo anche i ragazzini di quest'ultima famiglia senza distinzione alcuna tanto che i ragazzi non si sono mai comportati da bulli con nessuno di noi, anzi con il tempo hanno approfondito anche il percorso scolastico. Di contro mi viene da pensare, alla luce anche delle ultime notizie, ai contesti dove questi ragazzi nascono, abitano e crescono, contesti "omogenei" di delinquenza e degrado. Senza alternativa, insomma. Allora mi sento in contraddizione con me stessa, con i miei pensieri, perchè da un lato vi è la rabbia di subire atti vandalici, delinquenza pura, dall'altro mi viene da pensare ma non siamo in nessun modo responsabili, in quanto cittadini, di non creare strutture sociali dove questi ragazzi possono essere accolti già dalla primissima infanzia? E' colpa loro se nascono in contesti sfortunati, se i loro genitori non sono come i nostri? se vivono in quartieri dove vige la legge del più forte, e il più forte è quello che delinque?!

 
 
 

Post N° 50

Post n°50 pubblicato il 15 Agosto 2006 da partenopeAA
 
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Reduce da una giornata che mi ha visto riabbracciare "la mia persona speciale", riflettendo sullo strano percorso dell'anima che ci porta a conservare dei posti esclusivi a persone che poi tutto sommato sono "esclusive" solo per noi , mi è venuto alla mente un passo tratto dal piccolo principe
"Mi credevo ricco di un fiore unico al mondo, e non possiedo che una qualsiasi rosa..
Certamente, un qualsiasi passante crederebbe he la mia rosa vi rassomigli(rivolto alle altre rose), ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi. Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, e anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante"

 
 
 

Post N° 49

Post n°49 pubblicato il 27 Luglio 2006 da partenopeAA
 
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- Qual è stato il momento in cui hai compreso che ero la donna della tua vita?

- Quando ho finalmente capito che tu non eri per niente utile.......

-


 - .......... ma necessaria      ....e poi  non riuscirei a trovare girando l'intero pianeta una donna scassacaxx come te che riesce però ad essere protagonista di ogni mio pensiero



Io lo chiamerei salvataggio in corner (Troisi in Scusate il Ritardo l'avrebbe definita "chitarrata", la sorella Patrizia "sviolinata"  ) ...ma a meno di due mesi dal compiere il grande passo è bello sentirsi dire parole che il cuore gia conosce ma che non si stanca mai di ascoltare 

 
 
 

Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 07 Luglio 2006 da partenopeAA
 
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"Pronto Lucià ma allora che hai deciso di fare, domani ti veniamo a prendere alla stazione?"


La tentazione di prendere il treno e tornare a casa è davvero consistente, "l'apucundria" mi attanaglia, questa sorta di malinconia che prende l'animo napoletano è paragonabile forse solo alla "saudade" brasiliana.

...e tutto questo per la finale dell'Italia .....ma non solo per l'Italia (non temete, nessun matrimonio va a monte. )


Già mi vedevo in cucina con mio padre a commentare ogni minuto, ad assaporare quei momenti di speciale complicità.
...e pensare che se amo questo sport, se mi sono appassionata al punto di ritrovarmi, in un passato non troppo passato, in mezzo ad 80.000 spettatori scalmanati, a gridare saltellando su e giù per la curva di uno stadio, lo devo a lui
..è stata la mia rivincita sul suo desiderio di avere un figlio maschio..che poi è arrivato dopo sette anni..forse un pò in ritardo sui tempi.
E' fiero di me il mio papà ma questo l'ho scoperto con il tempo, è sempre stato un uomo di poche parole ma di eloquenti sguardi. Ho sempre cercato conferme silenziose della sua stima e attraverso i discorsi di fuorigioco, 4-4-2, zona cesarini e calcomercato, sembra assurdo a dirsi, ho scoperto giorno dopo giorno un pò più del suo modo di relazionarsi. Il calcio è sempre stato un pretesto per affrontare discorsi che forse senza le dovute attenzioni non ci sarebbero mai stati. E' più facile a volte parlare con un amico di una preoccupazione che gravarla sulla propria famiglia e il mio essergli "amico" ha contribuito più volte a dare al mio papà la  serenità..la confidenza necessaria per esternazioni profonde.

Ha grandi e solide spalle il mio papà, non ha mai fatto mancare nulla alla sua famiglia. Di carattere estremamente opposto a quello di mia madre, solare ed estroversa, egli ha contribuito a farmi diventare una persona equilibrata, una persona che apprezza le piccole cose ma che cerca sempre di guardare avanti sapendo di poter contare in qualsiasi momento sui propri genitori ,che magari non dispongono di grandi beni materiali ma che hanno amore infinito ...e braccia calorose e protettive per la loro "bambina".

 
 
 

...Una risata vi ammazzerà....

Post n°47 pubblicato il 28 Maggio 2006 da partenopeAA
 
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Il mondo è pieno di provocazioni, anche se non tutte sono dannose. L'unica parte che puoi controllare in maniera efficace è la tua risposta. Il modo in cui rispondi alle offese dipende dalla tua esperienza di vita, nonchè dalle tue abitudini e attitudini, che a loro volta, dipendono dalla tua filosofia. Se il tuo attuale modus operandi non funziona bene, la tua filosofia di vita può avere bisogno di un cambiamento. In questo modo puoi modificare la risposta alla provocazione. Puoi anche ridurre le probabilità che gli altri tentino di provocarti.

Le risposte alle offese variano in un ampio spettro, da cultura a cultura e da persona a persona. L'opzione peggiore è la violenza, che ripaga l'offesa con il danno. Un'altra opzione è ricambiare il torto subito, vale a dire rispondere ad un insulto con un altro insulto. Per sdrammatizzare la situazione puoi anche utilizzare l'humor. Puoi essere cinico o caustico, vendicandoti in maniera innocua.

Al mondo esistono troppe persone che non sono riuscite a imparare a difendersi, ragione per cui sembrano trovarsi in uno stato di perpetua offesa o, almeno, sono sempre pronte ad essere offese. Molte di loro sono prive di qualsiasi senso dell'umorismo. Molte non amano nè se stessi, nè il modo che le circonda. Sperimentano un disagio continuo. Invece di essere felici, vogliono che gli altri condividano il proprio malessere. Di conseguenza inventano regole per controllare ciò che la gente può dire o pensare, facendo continuamente attenzione che nessuno offenda qualcun'altro, proteggendo così, o almeno questo è quanto credono, anche se stessi. Alla lunga questo crea un sistema controproducente, che non soltanto interferisce con la libertà personale, ma che inibisce anche un amore spontaneo per la vita e natura terapeutica dell'humor. In questo sistema vi è una sola certezza: tutti coloro che ne sono coinvolti sperimentano più malessere che benessere. (L.M)

...e tu come reagisci all'offesa? 

 
 
 

Post N° 46

Post n°46 pubblicato il 20 Aprile 2006 da partenopeAA
 
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Ogni anno milioni e milioni di calzini scompaiono all’interno delle lavatrici.

Il fenomeno è oggetto di studi scientifici da diversi decenni senza però assicurare alcun risultato soddisfacente.

Se anche tu come me assisti inerme ai danni provocati dai calzini “spaiati” lascia qui il tuo contributo e il tuo conforto.

 
 
 

I don't understand

Post n°45 pubblicato il 07 Marzo 2006 da partenopeAA
 
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Reduce dall’ultima (e purtroppo non unica) figurella avuta via telefono con un cliente estero a causa della mia ignoranza per la lingua straniera più utilizzata sul globo, - (vabbè che nello specifico il cliente era inglese “purosangue”, con un accento simile a quel rospo del principe Carlo ) “ sta parentesi nun ferneva cchiù” – il mio principale mi ha proposto di frequentare un corso di inglese con indirizzo commerciale ,ovviamente, giusto per non ritornare in ufficio sapendo solo pronunciare “the book is on the table”.

Dopo qualche giorno, dunque, ad iscrizione avvenuta, ho dovuto sostenere la prova di preselezione orale utile stabilire l’appartenenza ai vari gruppi di studio: Perfezionisti, livello intermedio, principianti…ed incapaci!

Superata la conoscenza iniziale del tutor proveniente nientepopodimenoche dall’Inghilterra, ho iniziato a rispondere alle varie domande: What’s your name? – How old are you? …e via dicendo, tutto sembrava andare per il meglio, (vai a far capire al tutor che al cliente straniero non gliene frega un’acca del mio nome e della mia età), ad ogni modo mentre si concludeva la conversazione, il prof. mi ha salutato ed io per ostentare una decisione lungi dal possedere, con fare sicuro e convinto, che al solo ricordo mi viene da piangere, gli rispondo: AU REVOIR!!  - Delirio di risate in aula  

Inutile precisare a quale gruppo sia stata assegnata.

 
 
 

Una canzone per te

Post n°44 pubblicato il 13 Febbraio 2006 da partenopeAA
 
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Con un giorno d'anticipo, sicura del fatto che dimenticherai anche questo anniversario (si, lo so, non è colpa tua... è che sei negato per date.."feste comandate"..etc) voglio lasciarti questa canzone..che più delle altre in questo momento riesce ad esternare il mio stato d'animo. Buon San Valentino Amore mio!

Voglio 'o mare,
'e quatto 'a notte miezzo 'o pane
e si cadesse 'o munne sano,
je nun me sposto
e resto 'a sotto a mo' guardà.
Voglio 'o mare,
cù 'e mmura antiche e cchiù carnale
a vita 'o ssaje ce pò fa male
e per sognare poi qualcosa arriverà.
Tanto nun passa nisciuno
e nisciuno ce pò guardà
te voglio bene
e ghià stasera 'o ssaje
nun tengo genio 'e pazzià
e 'o suonno se ne và.
Voglio 'o mare
pè chi fa bene e chi fà male
pè chi si cerca e va luntano
e per sognare poi qualcosa arriverà.
Tanto nun passa nisciuno
e nisciuno ce pò guardà
te voglio bene
e ghià stasera 'o ssaje
nun tengo genio 'e pazzià
e 'o suonno se ne và

ps. qual è la canzone che meglio rappresenta la vostra storia d'amore?

 
 
 

Post N° 43

Post n°43 pubblicato il 03 Febbraio 2006 da partenopeAA
Foto di partenopeAA

- Mamma, mi hanno attivato la linea telefonica, segnati il numero…

- Si, si aspè ..prendo la rubrica

…..e qui non riesco a trattenere una risata…. 


Ora vi metto a conoscenza di un segreto che in pochi conoscono:
Più enigmatica di un geroglifico appare agli occhi di uno sconosciuto l’agendina sulla quale mia madre è solita appuntare i numeri telefonici. Un codice segreto al cui cospetto, i verbali della cia sembrano manuali per le giovani marmotte.

Esempio. Il nuovo numero da trascrivere è di Maria Rossi?  Bene, ritrovarlo nella lettera R o al max nella lettera M è puro miracolo. Facile invece che sia archiviato per grado di parentela, sesso, codice fiscale, luogo di provenienza, libri conosciuti., a seconda della vena creativa della mia adorata mammina.

Ricordo recente è l’abbondante tempo perso per ritrovare il nuovo numero di una cara amica trasferita da poco in un paese del casertano. Dopo aver provato tutte le combinazioni possibili, scoprii che era stato catalogato nella “O” -  da Orta, il paese che la sciagurata aveva deciso come nuova residenza.


Ritorno alla conversazione telefonica e le dico:
- Mammà, ma a me mo mi metti nella lettera “SG”?!

 
 
 

Post N° 42

Post n°42 pubblicato il 04 Gennaio 2006 da partenopeAA
 
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In ritardo per i bilanci di fine anno in anticipo per quelli che precedono il mio compleanno, mi ritrovo a riflettere sul grande cambiamento e sulle sottili ..importanti differenze che caratterizzano la mia nuova vita, in questa città molto bella ma così diversa dalla mia.

A scatenare questa analisi pomeridiana è stata la sirena di un’ambulanza, che da lontana si è fatta di secondo in secondo sempre più vicina e che mi ha portato, come un riflesso condizionato, ad avvicinarmi alla finestra per localizzare il mezzo. Ho così potuto intravedere che il paziente oggetto di cure era un signore anziano che abita nel mio palazzo. In un compostezza irreale, gli infermieri lo hanno caricato sul mezzo e sono ripartiti portandosi dietro il rumore della sirena. Ho alzato gli occhi alla ricerca di qualche altro essere umano per avere notizie del poveretto e solo allora ho compreso di essere l’unica presente. Lo stesso episodio nel mio quartiere, nel napoletano, avrebbe avuto un accompagnamento diverso. Il suono della sirena non avrebbe attirato solo la mia attenzione ma quella di tutte le abitazioni limitrofe, ci sarebbe stato una sorta di riunione condominale per comprendere il motivo della presenza dell’ambulanza succeduta poi da una solidarietà per la famiglia oggetto della disgrazia.

Il forte bisogno di calore, forse sostenuto da una carenza ambientale, ci porta a ricercare e dare sostegno a quanti vediamo in difficoltà. Necessitiamo di contatto umano, di sorrisi, di lacrime, di nervosismo, di qualsiasi reazione ma non sopportiamo…e non tollero indifferenza ed è forse questo il nodo dolente, accompagnato certo da enormi note positive, lavorative innanzitutto, a cui non so ancora e forse mai mi abituerò.

 
 
 

Post N° 41

Post n°41 pubblicato il 06 Dicembre 2005 da partenopeAA
 
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Facesse na culata e ascesse o' sole...uffà!!!

....ma è mai possibile che ti tratto bene, sono bene attenta a non caricarti troppo e tu mi ripaghi così?

il maglioncino che ti avevo affidato con la speranza di riaverlo candido come appena acquistato, così come proposto dall'ormai celeberrimo spot..ora è della misura esatta per mia nipote.

Sei orribile...senza cervello e senza cuore....demente elettrodomestico che non sei altro!!!

Oilloc.... aggiò sbagliato natu lavaggio...ma vafangul

(scusate lo sfogo..ma quanno ce vo' ce vo')

 
 
 

Ricomincio da...me

Post n°40 pubblicato il 02 Novembre 2005 da partenopeAA
 
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"Napoletano...Emigrante??"
"No..io a Napoli un lavoro lo tenevo.."
"Napoletano...Emigrante??"
"..ma come è possibile..o' napulitano nun po' viaggià po' solo emigrà?!?"


Sono trascorsi tanti anni dal celebre film di Massimo Troisi tuttavia questo brano tratto dal suo primo fim è ancora attuale.
In questi giorni tante sono state le persone incontrate nei luoghi più disparati di questa nuova città che hanno dato per scontato che il motivo fondamentale del mio trasferimento sia da ritrovare nella ricerca di un lavoro soddisfacente.
Nulla di più approssimativo è irreale. A differenza di Gaetano (il personaggio interpretato dal grande Massimo nel film ) non ho ancora esaurito le forze di rispondere che la mia scelta è stata dettata da esigenze totalmente differenti.
p.s. "vieni a firenze...vieni a firenze"

 
 
 

Partenope in trasferta

Post n°39 pubblicato il 20 Ottobre 2005 da partenopeAA
 
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Tanti sono gli avvenimenti che si stanno susseguendo in questi giorni. Il cambiamento è troppo importante per essere assorbito in poco tempo.

La felicità è tanto più grande quanto maggiori sono le difficoltà per raggiungerla.

Approfitto di questo spazio per inviare un saluto speciale a tutti gli amici di "penna virtuale" che in questi mesi mi hanno accompagnato e mi auguro che continueranno a farlo, in particolare ringrazio Andrea (Istinto) per avermi dedicato un post che mi ha rallegrato molto. A presto!

 
 
 

In partenza...

Post n°38 pubblicato il 29 Settembre 2005 da partenopeAA
 
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Non che mi attendessi una festa con tanto di palloncini, bibite e dolcetti, festoni di auguri sparsi per l’ufficio, ballerini di flamenco ad augurarmi buon viaggio... devo però affermare, in tutta franchezza, che avevo una visione differente dell’ultimo giorno di lavoro. Il silenzio che stamane regna in ufficio mi ha spiazzato. Il mio principale non è in zona, i soci e i dipendenti sparsi per la campania ed inevitabilmente un senso di delusione e malinconia mi prende dentro.

 “Ammore e’ padrone ammore e fiascone” recita un detto delle mie parti che sta a sottolineare l’effimera consistenza del rapporto titolare/dipendente . Un detto che si è sempre scontrato con la mia volontà, quasi una necessità di costruire in ogni luogo di lavoro che mi ha visto presente un rapporto umano che non sia fine ai soli numeri, ai bilanci, alle fatture.

Ma stamane questa quiete vuole ricordarmi che siamo insostituibili solo per le persone che ci amano e che amiamo..e la mia mente non può fare altro che andare al mio fidanzato che mi attende domani alla stazione con il cuore trepidante di felicità al pensiero di avermi vicino..ed ancora penso ai miei genitori, a mio fratello, a mia sorella e mio cognato, ... al mio piccolo angelo Federica che mi hanno dimostrato in questi giorni forza e fragilità, amore e sofferenza per i 400 km che da domani segneranno il confine delle nostre città.

 
 
 

Post N° 37

Post n°37 pubblicato il 28 Settembre 2005 da partenopeAA
 
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Stamane la mia attenzione è  catturata dalla seguente notizia: “Dal primo ottobre chi marinerà la scuola a Roma non la farà franca. Un sms avvertirà i genitori dell'assenza del figlio. È questa una delle iniziative del progetto «Portalnet scuola», per la costituzione di una rete informatica tra le scuole del 21mo distretto, finanziato dalla regione Lazio e da altri enti locali.”

Inevitabilmente la mia mente si è precipitata nei ricordi scolastici, alle riunioni fuori scuola per trovare l’eroe di turno da proporre quale candidato all’interrogazione eletto a salvatore dell’intera classe e considerato che la mia media-voti è sempre stata tra le più alte ero spesso tra le predestinate ad essere oggetto di preghiere e convincimenti vari. Raramente facevo parte della cerchia dei “disertori”, ho sempre dimostrato disponibilità nei confronti dei miei compagni, mai ho negato un aiuto o nascosto un compito, ho laddove possibile teso la mano e questo mi ha portato ad essere ricordata ancora oggi tra quelle simpatiche nonostante.. “fosse brava a scola”.

Tuttavia il motivo per cui non ho mai fatto “filone” non è riconducibile all’impegno scolastico ma alla mia mamma (lo so cosa state pensando, “ogni scusa è buona in questi giorni per parlare della mamma”, vabbuò confesso, lo sto pensando io..e corrisponde a verità…ma questa è un’altra storia).

Mia madre non mi ha mai obbligato ad essere presente a scuola. Mi spiego meglio: ella è sempre stata attenta al percorso scolastico mio e dei miei fratelli, esigente e attenta a dimostrarci tutto il suo sostegno, tuttavia ha sempre avuto un’alta considerazione di noi figli e del nostro buon senso così da indurla a darci ampia autonomia in termini di frequentazione scolastica. Ella non ha mai fatto storie se decidevo di assentarmi, dunque la mancanza del gusto del proibito non solo ha contribuito a non aver mai provato l'esigenza di marinare la scuola ma mi ha portato precocemente ad essere giudice severo di ogni mio comportamento per essere all’altezza della fiducia riposta.

 

 
 
 

Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 26 Settembre 2005 da partenopeAA
 
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La felicità dell’uomo non può dipendere dal benessere materiale. La soddisfazione che deriva dai beni esterni manca di una solida base: ogni gioia che viene dal di fuori se ne andrà, mentre quella che l’uomo trae dal proprio intimo è sicura e salda; essa cresce e ci accompagna fino alla morte. Tutti gli altri beni, tanto ammirati dal volgo, sono effimeri, certo anche utili e piacevoli semprechè essi dipendano interamente da noi, e non noi da essi. Tutti i beni che derivano dalla fortuna possono procurare gioia e utilità solo se il suo possessore è anche padrone di sé e non è schiavo delle sue cose.
L’anima è ben più forte della fortuna; è lei a dirigere le cose in un senso o nell’altro; è lei la causa della sua felicità o della sua infelicità. Se è cattiva, volge tutto in male, anche ciò che le era apparso il più gran bene; se è retta e sana, corregge i mali della fortuna, ne raddolcisce e sa tollerarne le asprezze, accettando con gratitudine e con moderazione la prosperità, con fermezza e coraggio le disgrazie. Ma per quanto sia saggia, per quanto agisca sempre dopo maturo esame, per quanto sia attenta a non tentare niente al di sopra delle sue forze, non otterrà quel bene inalterabile e sicuro da ogni minaccia se non avrà da opporre ben salda la propria certezza all’incertezza delle cose

Seneca assumiglia a mammà...

 
 
 

Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 21 Settembre 2005 da partenopeAA
 
Tag: Anima
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“Napoli milionaria” titola stamane un quotidiano partenopeo e non si riferisce alla nota commedia di Eduardo, dove tra miseria e contrabbando, di milioni se ne vedono ben pochi, ma riporta la notizia della vincita avvenuta in un paese alle porte della città di € 41.000.000 al superenalotto. Rifletto sulle possibili azioni del possessore del biglietto, nel momento in cui ha preso coscienza del cambiamento della sua vita e di contro penso a me rinchiusa in ufficio tra fatture e  bilanci.

E qui d’obbligo nasce la domanda: ma i soldi modificano la nostra esistenza?

Se a questo quesito rispondesse mia madre, non avendo alcun dubbio in proposito e senza alcuna retorica, con la sua saggezza di “chioccia partenopea”direbbe: “meglio essere ricchi 'e core che ricchi 'e denare”, comprendendo in queste parole il comportamento di una vita vissuta con impegno e consapevolezza nel separare i rapporti reali da quelli apparenti.

 Ella ha insegnato a noi figli a dare al denaro, tolte le necessità primarie , un’utilità marginale, e la frase che riporterò sempre tra quelle più care anche quando sarò lontana 400 km , che me la fa amare ogni giorno di più e che mi porta stamane ad apprezzare perfino le fatture e i bilanci e non mi fa deprimere al pensiero dei viaggi, degli acquisti che attendono il fortunato concittadino è la seguente: “Lucià a mammà, pensa ca l’armonia della famiglia, chella ca tenimmo nuie è l’unica cosa che nun se po’ accattà”. (la nostra unità familiare non ha prezzo).

 
 
 

 

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