Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

Spensierata Festa..

Post n°8576 pubblicato il 02 Dicembre 2018 da nina.monamour

 

 Solo parole, lo sappiamo bene,

infatti, mi domando sempre,

com'è che io mi faccio il monologo?

Buona Domenica

 

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Il Natale dei miei tempi..

Post n°8575 pubblicato il 01 Dicembre 2018 da nina.monamour

 

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Com'era il Natale di una volta? Qualche volta i miei figli mi chiedono cosa succedeva quando io e il loro papà eravamo bambini. Mi rendo conto che i ricordi dei giorni di Natale in famiglia sono quelli che rimangono più nel cuore.

Se oggi vedo il piatto da portata che usava mia madre, mi vengono in mente subito i giorni di festa, quelli in cui si stava insieme e i pranzi che non finivano mai. Cosa serve, secondo Voi, per ricreare l'atmosfera del Natale come una volta?

Abbiamo bisogno di tradizioni, ne ho bisogno io per sentire vicino il mio passato, ne hanno bisogno i miei figli per costruire i loro ricordi. Creare l'atmosfera in casa è una delle mie missioni. Quest'anno mi voglio concentrare un po' di più sulle tradizioni di Natale. Pensare al Natale di una volta mi viene più semplice; finalmente potrò far vedere ai miei figli come si festeggiava quando io ero bambina.


E gli addobbi natalizi?

Gli addobbi in casa mia erano l’unica cosa che cambiavano ogni anno, li facevamo con la mamma.


VINTAGE BLOG: Janet Gaynor decorates the Christmas Tree


Si andava a raccogliere le pigne per spruzzarle di color oro e appenderle a grappoli. I classici addobbi che non potevano mancare erano il presepe con il muschio vero, l'albero di Natale con addobbi tutti diversi, la ghirlanda alla porta.



E cosa si mangiava in quste feste?


In casa nostra quando ero bambina si preparava tutto in casa, dal pane, alla pasta fresca tirata a mano, al dolce. Erano le occasioni in cui la mamma e la nonna sfoderavano l’arma vincente, i loro piatti forti. Nel nostro menu di Natale non c'erano abbinamenti stravaganti o piatti etnici. In tavola arrivava il classico, tortelli ricotta e spinaci o lasagne al forno, coniglio con patate, il tacchino ripieno di mele e castagne.


Helping Mommy with Sunday dinner - love the matching outfits! ~ 1946 General Electric Ranges ad.


Per non parlare della letterina sotto il piatto del Papà.

Quando io ero piccola si usava scrivere una letterina di buoni propositi che i bambini nascondevano sotto il piatto del padre. Andava messa esattamente tra il piatto del primo e quello del secondo, in modo che la vedesse.


 

 


Erano letterine di promesse, farò la brava, mi impegnerò a scuola, aiuterò di più la mamma. Era una specie di ultimo tentativo di salvarsi prima della partenza di Babbo Natale.


 

 

 
 
 

Smettiamola di "scrollare"..

Post n°8574 pubblicato il 29 Novembre 2018 da nina.monamour

 

 

Per noi, gente con più di trenta anni, con molta arte, abbondante vita sociale e tanto tempo a disposizione, "scrollare" è diventato una dipendenza. E con scrollare intendo quel movimento del dito indice che accarezza verso l'alto lo schermo di un cellulare di ultima generazione per visualizzare a cascata gli aggiornamenti dei principali social network.

Basta fare il test del treno e si capisce che la cerchia di addicted non include solo me e i miei amici. Salite su un vagone, ma va bene anche l'autobus, sedetevi e guardatevi intorno. Il colpo d'occhio sarà questo, decine di teste chine sullo schermo, il volto illuminato, l'indice in azione. E dire che fino a qualche anno fa quelle teste avrebbero guardato oltre il finestrino o le righe di un libro o gli occhi di uno sconosciuto.


Oggi, quando mi sveglio accendo la radio, faccio colazione e guardo fuori dalla finestra magari leggendo le mail e i messaggi che ora gli amici mi scrivono più numerosi, in bagno leggo una rivista, in macchina guido e durante l'aperitivo riscopro quanto sono belli gli occhi verdi del mio amico.

Al cinema vedo tutto il film senza frugare mai nella pochette e poi la sera mi addormento leggendo un libro, che belle le sere senza i social network!
Da più di un mese mi diverte riscoprire il piacere di telefonare o andare a trovare gli amici ogni volta che avrei dovuto scrivergli un messaggio privato e mi emoziona ascoltare i racconti delle loro vacanze, immaginare spiagge e canoe, vagoni e zuppe di grilli, senza averli già visti fotografati sulle loro bacheche.

C'è il timore di perdere il contatto con il virale e le nuove mode, di mancare l'inaugurazione del nuovo bar in centro, di dimenticare il compleanno di qualche amico, di venire a conoscenza con 48 ore di ritardo della morte dell'ultimo famoso. L'ho vissuto, è successo, ma la soddisfazione di essere fuori da una dipendenza che mi stava rendendo una versione peggiore di me stessa è più forte dell'emozione per l'invito al party più ambito della stagione. Credo che fondamentale sia rompere l'incantesimo in cui siamo stati intrappolati sino a oggi. Fatto quel passo, la soluzione si troverà.

Riconoscere che abbiamo un problema è già un buon inizio...

 

 
 
 

Il principio di esogamia..

Post n°8573 pubblicato il 27 Novembre 2018 da nina.monamour

 

 

La scelta del partner non è mai affidata al caso, è influenzata da ciò che ci accade intorno.
Bisogna chiarire una volta per tutte che la scelta del partner non è mai affidata al caso come farebbe pensare il concetto del "colpo di fulmine". E' invece guidata da fattori socio-culturali e da desideri molto spesso inconsci.

In psicologia si parla infatti di "errore fondamentale", noi abbiamo l'impressione che ogni decisione non sia frutto di un condizionamento esterno, ma dipenda da un totale controllo di noi stessi. In realtà non è affatto così, le nostre scelte sono influenzate da ciò che ci accade intorno, anche quando si parla d'amore.

Nell'attrazione fisica entrano in gioco diversi fattori, lo sguardo, il sorriso, la mimica facciale, il modo di parlare, di gesticolare, di camminare, la personalità, il fascino, la bellezza dell'essere amato è qualcosa che non è mai soltanto carnale.

Perfino l'odore può attrarre due persone, fino a qualche anno fa si pensava che il senso dell'olfatto funzionasse solo negli animali, mentre oggi si ritiene che possa avere un ruolo determinante anche negli uomini grazie ai ferormoni, molecole prodotte dalle ghiandole apocrife situate sotto le ascelle, intorno ai capezzoli e all'inguine.

I principali ferormoni sessuali sono l'androstenolo, uno dei composti del sudore dell'uomo e la copulina presente nelle secrezioni vaginali femminili. Non c'è dubbio che tra i fattori che producono l'innamoramento ci sia, da una parte, la vicinanza (il compagno di scuola, la collega di ufficio, cioè persone che hanno la nostra stessa appartenenza, a una classe sociale, a un livello culturale) e dall'altra la trasgressione, ossia il desiderio di infrangere le regole che gli antropologi chiamano "principio di esogamia": quello cioè che porta i membri di un clan o di una tribù a cercare il partner fuori dal gruppo di riferimento.


Comunque cosa succede quando ci innamoriamo? Gli scienziati che studiano la cosiddetta "chimica dell'amore" affermano che nel nostro cervello si scatena una tempesta di neurotrasmettitori, un gran caos. Infatti i ricercatori della Rutgers University nel New Jersey che hanno sottoposto a risonanza magnetica 17 ragazzi mentre mostravano loro immagini della persona amata, alternate a quelle di conoscenti e amici, hanno scoperto che il sentimento suscitato dalla "dolce metà" attiva due zone cerebrali collegate all'energia e all'euforia e fa produrre alti livelli di dopamina. Più si è innamorati, più queste zone del cervello vanno in tilt. Ossia l'innamoramento ci rende in pratica addicted, ossia dipendenti dal partner.

Il maschio innamorato si addolcisce, secondo una ricerca dell'Università di Pisa che spiega anche perché, negli uomini innamorati, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, si abbassano i livelli di testosterone, l'ormone che comanda alcuni comportamenti aggressivi e gli impulsi sessuali. Nelle donne invece avviene il contrario, il testosterone aumenta e dà loro più temperamento.

La prima fase dell'innamoramento, ossia l'infatuazione, è infatti caratterizzata da un senso di dipendenza dall'altro e da sensazioni intense sul piano emotivo e su quello erotico. Lo stato di esaltazione che si prova all'inizio di un rapporto è dovuto all'azione della feniltilamina, una molecola naturale che sarebbe in grado di suscitare effetti analoghi a quelli delle anfetaminerende iperattivi e euforici e fa sì che il cervello rilasci un neurotrasmettitore, appunto la dopamina, che regala sensazioni di piacere.

E' tutta colpa proprio della dopamina se i due innamorati vogliono stare sempre insieme e si telefonano cento volte al giorno. Infatti quando un evento si rivela più felice di quanto speravamo, la dopamina emette un segnale di benessere che spinge a ripetere l'esperienza. Secondo gli esperti si ritorna coi piedi per terra al massimo entro sei anni quando l'effetto della feniltilamina si acquieta.

Comunque ecco che intervengono altre sostanze per rendere duraturo il legame, vale a dire l'ossitocina per la donna e la vasopressina per l'uomo, ormoni che procurano un senso di attaccamento e di affetto e vengono attivati anche da stimoli come il massaggio, le carezze, gli abbracci. Ecco perché le coccole sono molto importanti quando il rapporto ha superato la barriera del settimo anno.

Fantastico..


Risultati immagini per gif palline natalizie

 

 


 

 
 
 

Lupi premurosi, altruisti..

Post n°8572 pubblicato il 26 Novembre 2018 da nina.monamour

 

 

"La forza del branco è nel lupo,

e la forza del lupo è nel branco”

R. Kipling

 

Da sempre il lupo viene raffigurato come una bestia spietata, solitaria e malefica.

Ma sono innumerevoli le storie che dipingono un animale totalmente diverso, storie che parlano di lupi altruisti, collaborativi e premurosi verso il branco e i suoi membri, storie che rendono reali le parole di Kipling nel suo romanzo “Il libro della giungla”.
Il racconto più recente è quello del lupetto disabile dell’oasi di Castel Guido a Roma, uno dei cinque cuccioli nati da una coppia presente nella zona da un po’ di tempo, terminato con il rinvenimento del cucciolo morto, presumibilmente investito di proposito da una macchina all’interno della riserva stessa.

Infatti, il piccolo presentava una paralisi degli arti posteriori che gli avrebbe impedito di cacciare, riprodursi, e in generale di vivere come un qualsiasi altro lupo, tutti dettagli irrilevanti per il suo branco, veniva accudito e aiutato dagli altri che non lo lasciavano mai indietro, gli portavano il cibo e provvedevano al suo sostentamento.
La stessa cosa è successo anche ad Achlle, un lupo adulto nella riserva di monte Rufeno, che aveva subito un grave danno alla zampa, probabilmente a causa di una tagliola.

Anche in quella situazione il suo branco si è preso cura di lui.

 


Per questi animali l’altruismo e la cooperazione hanno rappresentato la chiave per il successo della loro specie, e molto probabilmente, anche della nostra.

Quando i lupi si avvicinarono agli accampamenti primitivi qualcosa cambiò nelle vite dei nostri antenati, i primi lupi allevati dall’uomo conservarono la loro tendenza a cooperare con i membri del branco, anche se composto da umani (3), aiutandoli nella caccia e nella difesa del territorio e, di conseguenza, aumentando le loro possibilità di sopravvivenza.

Aiutare un membro del proprio branco, tuttavia, ha un senso, secondo me quando si tratta di un figlio o di un individuo con il quale si ha un legame di parentela, al fine di garantire la sopravvivenza dei propri geni. Dall’altra parte essere altruisti verso soggetti con i quali non si è imparentati non porta alcun vantaggio diretto.
Cosa porta allora i lupi a mantenere un comportamento altruista anche in situazioni dove sembra non portare alcun beneficio?

 


L’ipotesi più accreditata è che aiutare un compagno, anche quando non esiste una genetica comune, potrebbe rivelarsi vantaggioso in un secondo momento, chi viene aiutato tende ad aiutare a sua volta chi si è mostrato altruista con lui in passato.

In questo modo essere altruisti significa, per i lupi, garantirsi un sostegno sicuro in caso di necessità..




 
 
 

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