I PROCESSI SPORTIVI.
1. Avvocato, due anni e passa per riconoscere un elementare principio di diritto come l'ingiudicabilità di un soggetto non più tesserato per la FIGC e quindi al di fuori dell'ordinamento sportivo. La sentenza d'appello per calciopoli-bis finalmente rende giustizia. Ma com'è stato possibile ignorare un'obiezione tanto semplice e motivata per tutto questo tempo?
Nel sistema della giustizia sportiva ci sono norme volutamente lacunose, nonostante le tante riforme annunciate come risolutive. Talvolta si registrano vere e proprie violazioni dei più elementari principi di rango costituzionale, come nel caso di Moggi: si voleva giudicare e condannare a prescindere dalla presenza dei presupposti per poter agire.
2. Calciopoli-bis: la prima sentenza, invece, quella della pena in continuità per Moggi. Ci può raccontare di "quel pomeriggio di un giorno da cani" in cui le difese degli imputati abbandonarono in massa l'aula. Cosa successe?
Dopo avere discusso in aula e dopo aver illustrato, nel disinteresse totale dei giudici (uno mentre argomentavo rideva e quando gli ho formulato l'invito a cessare quel comportamento mi ha risposto che rideva per altri motivi!), i miei argomenti difensivi, la Commissione Nazionale Disciplinare si è chiusa in camera di consiglio per 4 ore, lasciando noi avvocati per strada con 35° gradi senza sapere quando saremmo potuti rientrare, mentre tutti i rappresentanti della Procura Federale si accomodavano nei loro freschi uffici, dove sarebbero rimasti fino a un minuto prima (veggenti?) di tornare in aula. Tuttavia, durante quelle ore, un impiegato della Procura, violando la segretezza della camera di consiglio, è entrato con un foglio in mano e dopo qualche minuto ne è uscito senza. Al ritorno in aula ho chiesto al Presidente di spiegare il gravissimo episodio e mi è stato risposto che la domanda era irrituale e che non mi avrebbe fornito alcuna spiegazione. Era davvero troppo, poiché in gioco c'era la dignità professionale degli avvocati e quella personale dei deferiti. Ho abbandonato l'aula per protesta seguito da tutti gli altri colleghi e dai deferiti presenti. Hanno continuato l'udienza in una situazione paradossale.
3. La questione delle doppie cariche all'interno della giustizia sportiva e degli organi giurisdizionalmente preposti a revisionarne le sentenze, come Tar del Lazio e Consiglio di Stato. C'è un collegamento con il fatto che i ricorsi alle decisioni FIGC hanno una media di successi spaventosamente inferiore a qualsiasi altro ambito?
Voglio sperare che non sia così. Certo non capisco come mai si sia impedito ai giudici civili e penali di ricoprire cariche federali, mentre resti consentito a quelli amministrativi che poi saranno deputati a decidere sugli eventuali ricorsi amministrativi avverso le decisioni sportive alle quali hanno partecipato. Qual è la logica?
4. Quando è prevista la discussione del ricorso al Consiglio di Stato e quante possibilità ci sono, fatte queste premesse, che venga accolto? Quali saranno i futuri passi nel caso venga rigettato?
Stiamo in attesa della fissazione, ma nutriamo poche speranze. Stiamo valutando di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea.
5. Il ricorso al Consiglio di Stato verterà solamente sull'improcedibilità o ci sarà dell'altro? Ad esempio, nella sua opinione, Guido Rossi aveva davvero il "potere" di cassare un grado di giudizio, cioè la Disciplinare?
Dovrebbe vertere su tutto, ma i giudici amministrativi considerano quegli aspetti come "merito amministrativo" e dunque insindacabile!
6. Sempre Guido Rossi: come valuta la decisione (imputata da lui ai "saggi") di assegnare lo scudetto scucito dalle nostre maglie all'Inter dal punto di vista legale e dei regolamenti? E come, dal punto di vista etico ed estetico, invece, il comportamento di Moratti che questo scudetto ha accettato?
Nessuna norma prevede e prevedeva questa eventualità ed è stato un atto che non ha alcun fondamento giuridico, anche perchè non c'erano addebiti ascritti per quella stagione sportiva, cioè calciopoli, processualmente, si fermava all'anno precedente. Lascio a voi ogni considerazione etico-morale.
7. Il nuovo Codice di Giustizia Sportiva: davvero un baluardo efficace contro gli illeciti? O invece si dovrebbe procedere con più severità in materia di illeciti amministrativi?
Le norme ora sono più rigorose e le sanzioni più gravi. Ma adesso, non quando si è celebrato calciopoli; l'assurdo è stato che prima si è condannato un comportamento e poi è stata redatta la norma incriminatrice. Solo oggi è illecito parlare con un designatore, all'epoca non era previsto come illecito ed infatti per motivi leciti tutti conversavano, ma a pagare sono stati solo Moggi e la Juventus.
8. A proposito di illeciti amministrativi, il prof. Tito Boeri, con riferimento ai bilanci delle società di calcio, ha parlato nella propria ricerca di "illeciti tollerati" da parte del sistema. Conferma che sull'argomento bilanci l'atteggiamento della giustizia sportiva sia così tollerante? Quale la motivazione?
Sì lo confermo e credo che sia un atteggiamento salvifico del sistema, altrimenti i campionati vedrebbero competere solo 5 o 6 squadre. Però occorre uniformità, non sempre dimostrata, come quando si è fatto passare per mero errore contabile quanto emerso a carico dell'Inter e non si è appurato che forse non si sarebbe potuta iscrivere al campionato poi assegnatole a tavolino.
9. La stampa ha riportato l'irritazione di Abete per il vuoto legislativo che ha impedito l'ulteriore condanna di Moggi. Il presidente ignora completamente le basi del diritto o che altro? Non le sembra davvero il colmo?
E' la prova che il Palazzo ha logiche ed interessi diversi dall'applicazione giusta e corretta delle norme vigenti.
JUVENTUS
10. Abbiamo avuto modo di ascoltare le sue perplessità sul comportamento difensivo della Juventus. Dal principio: se lei fosse stato al posto di Zaccone quale difensore della Juventus durante il processo sportivo, che strategia difensiva avrebbe adottato?
Certo che rimettersi passivamente al "buon cuore" dei giudici sportivi non mi sembra una strategia difensiva molto efficace, tuttavia, temo che le indicazioni della Juventus (rinuncia ad una difesa oppositiva) siano state in tal senso, purtroppo.
11. Mettiamo un attimo da parte Luciano Moggi. Anche ammettendo le responsabilità ascritte ai dirigenti deferiti, il Codice di Giustizia Sportiva allora vigente è stato applicato in maniera corretta? Cioè, la molteplicità di sanzioni inflitte alla Juventus era possibile pur in presenza di quei fatti?
Tecnicamente sì, ma quel rigore sanzionatorio senza prove certe non era mai stato il criterio seguito dalla FIGC. Nel famoso caso Recoba, si chiese un parere all'allora Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Caianiello, il quale suggerì un atteggiamento moderato verso il calciatore e la società, perchè se poi in sede penale le responsabilità non fossero state dimostrate, allora la FIGC si sarebbe esposta ad un'azione risarcitoria.
12. Il famoso ricorso al TAR ritirato: aveva buone probabilità di essere accettato o il Tar del Lazio è un muro di gomma?
Non buone, ma certe! La sospensiva sarebbe stata certamente accolta e il campionato di calcio non avrebbe potuto avere inizio. Invece di difendere la storia sportiva della società e la dignità di milioni di tifosi, la nuova dirigenza ha preferito non recare danno alla Federazione!
13. Cosa ne pensa della decisione della FIGC di utilizzare il pugno duro con la Juventus nello scandalo di Calciopoli, prima di una sentenza della giustizia ordinaria, quando la linea guida da passaportopoli a bilanciopoli, è sempre stata quella di attendere tali sentenze, in questo modo graziando Inter, Lazio, Roma?
Come ho già detto nei casi citati, non c'è stata coerenza ed uniformità. Ecco perchè vogliamo che le Istituzioni europee si esprimano su quanto accaduto.
14. Quale opinione si è fatto della linea adottata dalla proprietà juventina durante il primo processo sportivo, dove ha praticamente patteggiato la pena senza neppure provare a difendersi, scaricando di fatto i due ex dirigenti, e nel processo penale odierno, dove di fatto non si è costituita parte civile? Contraddittoria o machiavellica?
Temo che non ci sia stata superficialità o contraddittorietà, ma che quelle decisioni derivino da scelte ben precise. Difendersi avrebbe significato, in fondo, difendere anche Moggi e Giraudo.





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il 03/02/2012 alle 19:31
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