Fin dall'inizio, cercando di collegare i fatti con un minimo di senso logico e di buonsenso, abbiamo evidenziato le numerose discrepanze tra i titoli colpevolisti e appiattiti sulle tesi del pm e i contenuti degli interventi.
Abbiamo notato che chi accusava Luciano Moggi e la Gea apparteneva in generale a due categorie: ex concorrenti della GEA e giocatori che non avevano sfondato nella Juve.
Abbiamo notato le ripetute accuse di reticenza ai testimoni che contraddicevano le tesi degli accusatori.
Abbiamo notato altre strane reticenze, stavolta non stigmatizzate, di inquirenti e accusatori.
In prossimità della sentenza di primo grado, attesa per metà gennaio, e ferma restando la reticenza dei media che agli interventi delle difese hanno dedicato solo poche righe o nessuna come nel caso del Corriere della Sera (versione cartacea), abbiamo ora deciso di interpellare direttamente uno degli avvocati difensori di Moggi in questo processo, Matteo Melandri (qui potete trovare una trascrizione dell'intervento di Marcello Melandri del 2 dicembre), per porre direttamente a lui una serie di domande sul procedimento in corso.
Ovviamente la sua è una voce di parte, è la voce della difesa, e magari qualcuno storcerà il naso cercando di ridurre tutto a questo. In realtà l'avvocato Matteo Melandri, che ringraziamo per la cortesia, ci ha dato risposte molto precise, argomentate e deontologicamente impeccabili.
Quando sui titoli di giornale e nei servizi in TV risuona la voce dell'accusa, unica e fragorosa nella sua faziosità, in pochi storcono il naso. Ebbene, saremo pochi, ma anche noi abbiamo diritto a una piccola voce, no?
LA VERA NATURA DELLA GEA
Un'associazione a delinquere formata da 3 persone. Due di loro sono padre e figlio. Il figlio è in rapporti di affari con il terzo, Zavaglia. Tra Moggi e Zavaglia, la connessione ipotizzata dai Pm risiede unicamente in un rimbrotto per non avere pagato delle cravatte. Non solo: Zavaglia, al telefono con Leonardi, spiega che con Moggi Luciano non si sente mai e ne critica la gestione delle risorse umane alla Juventus, e di Moggi Alessandro dice che vuole lasciare la GEA appena possibile. E' soltanto una nostra impressione o un'eventuale sentenza di condanna sarebbe un precedente giudiziario pericolosissimo per uno stato di diritto?
Diciamo che la costruzione accusatoria, è un po' più complessa di come l’avete rappresentata, è comunque vero che la disposizione del legislatore con riferimento alla fattispecie prevista dall'art. 416 c.p. è tutt’altra cosa rispetto a ciò che nel corso del dibattimento si è dimostrato essere la Gea World. Peraltro, non si comprende come imputati in questa "fantomatica" associazione possano essere soggetti che non fanno parte della Gea ed invece ne siano estromessi soggetti soci.
Una delle principali accuse mosse da sempre alla GEA è stata quella di aver creato un vero e proprio monopolio delle procure dei calciatori. A sentire in giro, sembra quasi che l'intero mercato dei calciatori professionisti fosse in gran parte in mano ai procuratori GEA. In quale percentuale?
Proprio oggi [4 dicembre, ndr] l’avv. Paolo Rodella, difensore di Alessandro Moggi, ha evidenziato al Tribunale questo dato, i giocatori professionisti in Italia sono quasi 3000 e la Gea dal 2001 al 2005 aveva la procura di 154 giocatori.
Qual è la sua valutazione del mercato delle procure calcistiche in Italia ai tempi in cui la GEA operava? Oggi è cambiato o è sostanzialmente uguale? C'è a suo parere bisogno di una maggiore regolamentazione?
Io sono penalista ed una cosa è certa: di tutto ciò che ho sentito non c’è nulla di penalmente rilevante, ci sono i regolamenti e gli organi preposti a regolamentare tale settore; se poi vorranno cambiarli al fine di evitare “evidenti” conflitti di interesse, facciano pure.
Abbiamo sentito le testimonianze dei vari Miccoli e Grabbi, convinti di essere stati falciati dalla GEA nel bel mezzo del cammin trionfale verso il Pallone d'Oro, ma anche giocatori come Lai e Grassadonia, che senza avere toccato grandi palcoscenici, hanno raccontato del buon lavoro della GEA, e delle tribolazioni seguite alla loro libera scelta di affidare la procura. E' corretto affermare che la GEA si trovava persino esposta, in alcuni casi, ad un assetto concorrenziale sfavorevole?
Beh direi che la Gea nel momento in cui è nata ha creato molta preoccupazione nel settore degli Agenti dei Calciatori, preoccupazione che, legata all’invidia ed alla gelosia, ha generato le lamentele e le denunce dei concorrenti, senza però ottenere provvedimenti di censura, né con riferimento alle modalità con le quali venivano acquisite le procure né, tantomeno, con riferimento a presunte posizioni dominanti nel mercato.
Secondo l'accusa, Moggi sfruttava la sua posizione nella Juve per costringere i giocatori a passare alla società del figlio. Quanti giocatori della Juve, durante la gestione Moggi, passarono alla GEA? Erano quelli con i contratti più sostanziosi?
Assolutamente no, i giocatori “targati Gea” erano due o tre tra quelli in prima squadra ed alcuni giovani della Primavera. Uno dei nostri argomenti difensivi è stato proprio questo. Vi pare che se Luciano Moggi avesse avuto tutta questa capacità di intimidire i giocatori, non avrebbe portato in Gea le procure dei vari Ibraimovic, Zambrotta, Del Piero, Nedved?
Il famoso "pizzino" di Zavaglia: la prova principe secondo gli inquirenti. Le riproponiamo il testo così come riportato dalla stampa, secondo cui Zavaglia invita i procuratori "a non andare a sbandierare il nome di Luciano Moggi e a far presa sui giocatori illustrando loro l'organizzazione della società senza minacciare nessuno come è avvenuto in passato". Qual è la versione fornita della difesa?
La versione secondo me non può che essere la sola che se ne evince dalla interpretazione letterale del manoscritto, ossia che già ai tempi della Football Managment l’intento di Zavaglia ed Alessandro Moggi era quello di evitare che i comportamenti dei collaboratori, che difatti poi sono stati estromessi dalla nuova composizione sociale, andassero a ledere i corretti principi che regolano il mercato delle procure dei calciatori.
La deposizione di Cassetti ha avuto poca eco da parte della stampa e si aggiunge a una serie di comportamenti discutibili da parte della dirigenza interista. [1]
Testimonianza di Cassetti, come quella di tanti altri giocatori di Alessandro Moggi che hanno dichiarato di non aver mai subito pressioni o minacce per conferire la procura alla GEA.
Può raccontarci l'aneddoto di Chiara Geronzi che accompagna "prendendolo per un orecchio" Nesta dal padre, il banchiere Cesare Geronzi? Possiamo dedurre da questo episodio che per la giustizia italiana vi siano diversi tipi di cittadini? Intoccabili e Sacrificabili, per esempio?
L’episodio è stato raccontato da Nesta nel corso delle indagini preliminari: il giocatore aveva problemi con il suo procuratore del momento, Dario Canovi, con riferimento ad un contratto con una società olandese che chiedeva al giocatore 9 miliardi di lire. A quel punto Chiara Geronzi, Giuseppe De Mita e Cragnotti hanno portato il giocatore da Cesare Geronzi nella sede di Capitalia ed hanno proposto al giocatore, in cambio del conferimento della propria procura alla GEA, l’accollo del debito.
Motivo della nostra doglianza ovviamente il fatto che il Pubblico Ministero nelle richieste di archiviazione di Chiara Geronzi e di Calleri abbia ritenuto che gli stessi non partecipassero né fossero a conoscenza della modalità con la quale venivano acquisite le procure sportive!
GLI ACCUSATORI
Si fa prima a elencare i testimoni dell'accusa che in sede dibattimentale hanno confermato la tesi del pm o quelli che l'hanno smentita? Le è capitato altre volte di assistere ad una cosa del genere?
Sicuramente sono stati tantissimi i testimoni che nel corso del dibattimento hanno smentito la tesi accusatoria ed altrettanti erano stati sentiti dagli inquirenti nel corso delle indagini. Ribadisco: questo procedimento penale doveva concludersi con una richiesta di archiviazione nei confronti di tutti gli indagati.
Come giudica le accuse di falsa testimonianza formulate dal Pm Palamara nei confronti dei testimoni che non hanno confermato la tesi dell'accusa? Sbagliamo o si è trattato di un provvedimento preso in maniera sistematica?
Più che sistematica, oserei dire strumentale; infatti, la reticenza è stata contestata per i soli Capello e Giraudo, i quali hanno semplicemente confermato ciò che avevano dichiarato in fase di indagini, stessa cosa dicasi per Blasi (accusato di falsa testimonianza) che, in uno dei suoi tre verbali di sommarie informazioni, aveva già affermato di non aver subito minacce per il conferimento della procura alla GEA.
La strumentalità del gesto è rappresentata dal fatto che tutti i testimoni che si sono presentati dopo quel giorno avevano appreso dai giornali che il Pubblico Ministero aveva iscritto nel registro degli indagati dei testimoni, perciò, sicuramente, questa notizia poteva influenzare il loro atteggiamento.
Alla luce della sua esperienza professionale, le è mai capitato un caso nel quale il medesimo organo inquirente conduca due diverse indagini, su mandato di giudici diversi aventi giurisdizioni territoriali diverse, come in questo caso e in quello del processo di Napoli per Calciopoli? Non le pare singolare?
No, questa non è una anomalia, ci sono spesso indagini che vengono seguite di concerto tra procure diverse.
E' vero che Franco Baldini, interrogato in aula dall'accusa, ha negato di aver frequentato il Maggiore Auricchio (autore delle informative sulle intercettazioni telefoniche) e solo in seguito, messo alle strette, ha dovuto ammetterlo? In questo caso non vale l'obbligatorietà dell'azione penale?
Esatto! La stessa cosa è successa anche con Antonelli. Sull'obbligatorietà dell'azione penale la domanda dovrebbe farla al Pubblico Ministero.
Come accusatore, che credibilità ha Baldini, visto che era un diretto concorrente, dal punto di vista professionale, di Luciano Moggi?
Le dirò di più! Non solo si deve considerare la poca attendibilità del teste Baldini, ma non si deve dimenticare che qualunque sia l’esito di questo processo penale, comunque i signori Caliendo, Baldini, Antonelli hanno raggiunto il loro obbiettivo: Moggi nel calcio non c’è più. La Gea non esiste più.
Secondo le informative dei Carabinieri, un altro grandi accusatore, l'ex procuratore Stefano Antonelli, si sarebbe presentato spontaneamente dai Carabinieri consegnando la registrazione, fatta da lui artigianalmente, di 5 sue telefonate col padre di Blasi, per altro poi nemmeno trascritte, ma sommariamente riassunte. Avete chiesto una perizia per quelle telefonate?
Non c’è stato bisogno di una perizia. Come lei sa, il presupposto della genuinità della prova contenuta nelle intercettazioni telefoniche, è che entrambi i partecipanti alla conversazione non siano a conoscenza di essere intercettati. E’ evidente che nel caso di specie, visto che era l’Antonelli a registrare, tale documento non ha lo stesso valore probatorio delle conversazioni intercettate dal Nucleo Operativo dei Carabinieri
Le intercettazioni del processo GEA costituiscono un sostanzioso capitolo delle informative diffuse alla stampa nel maggio 2006. Su Repubblica del 15 giugno 2006, i giornalisti Bonini e D'Avanzo scrissero che i Pm di Napoli accusavano della fuga di notizie il Nucleo Provinciale dei Carabinieri di Roma, trasmettendo i relativi atti alla procura capitolina. Che voi sappiate, l'indagine di cui parlano Bonini e D'Avanzo ha avuto un esito? Avete portato la questione in aula o in altre sedi?
Anche questo problema è stato affrontato da noi difensori. Prove certe non ci sono, anche se di sicuro qualche sospetto rimane.





Inviato da: winx club giochi
il 03/02/2012 alle 19:31
Inviato da: pietrojuventus
il 09/09/2011 alle 12:08
Inviato da: goblins76
il 11/11/2009 alle 09:08
Inviato da: RedR77
il 13/09/2009 alle 12:23
Inviato da: RedR77
il 26/08/2009 alle 17:48