Creato da mielealpeperoncino il 24/04/2008

trilogia mentale

Incontro di pensieri, parole e immagini

 

 

RELAZIONE SAFFICA, ESPULSA DA SCUOLA RISCHIA CONDANNA

Post n°509 pubblicato il 03 Giugno 2013 da mielealpeperoncino
 

E' curioso come uno stesso fatto, atteggiamento, argomento, filo conduttore possa dar vita a scenari completamenti diversi a seconda del luogo in cui si verifica.
In Italia in questi giorni il gossip si è scatenato sul bacio saffico, definito lesbo-chic, tra Asia Argento e Alessia Marcuzzi;  
qualche giorno fa, a Cannes (Francia) una pioggia di applausi ha accompagnato i titoli di coda della proiezione stampa del film di Abdellatif Kechiche  "La Vie d'Adele" (in Italia con il titolo "Il blu è un colore caldo") una pellicola, della durata di circa tre ore, la cui trama è incentrata sul racconto dell'amore lesbo tra Adele, una ragazzina di quindici anni ed Emma, un'artista con cui l'adolescente scopre l'amore pieno, passionale e fisico reso ancor più reale, nel film, dalle non poche scene di sesso esplicito tra le due amanti. Ci spostiamo in America esattamente in Florida, dove, Kaitlyn Hunt (18 anni) studentessa presso la Sebastian River High School, rischia di essere condannata con l'accusa di «violenza ai danni di un soggetto tra i 12 e i 16 anni di età» a causa della sua relazione - ovviamente consensuale - con una compagna di scuola appena più piccola.


Prima di questa faccenda Hunt era considerata una studentessa modello, con buoni voti e partecipazioni a varie attività extra scolastiche quali basket e coro. Attualmente è stata espulsa e si trova ad affrontare gravi reati con il rischio, se dovesse andare avanti il processo, di ritrovarsi la fedina penale macchiata per sempre come molestatore sessuale, con le relative conseguenze che questo comporta o in alternativa accettare un patteggiamento che prevede due anni di arresti domiciliari, più un anno di libertà vigilata. - Tutto perché si è innamorata!
A rendere pubblica la storia ci ha pensato la stessa famiglia della ragazza adoperando ormai il mezzo più diffuso ovvero Facebook aprendo una pagina sul famoso social network chiamata "Free Kate",dove centinaia di utenti stanno manifestando la loro solidarietà nei confronti della giovane Hunt.
La famiglia ha inoltre lanciato una petizione che ha già raggiunto oltre 300.000 mila adesioni. Petizione che verrà  presentata alla Procura dell'Indian River County State per ottenere la sospensione del processo.
La notizia, che ha sollevato non poche polemiche, è stata poi ripresa da numerosi organi di stampa.
A sporgere denuncia presso la polizia dell' Indian River County i genitori della 15enne fidanzata, che hanno scoperto della relazione con la loro figlia dopo l'espulsione della stessa Kaitlyn dalla squadra di basket da parte dell'allenatore, il quale temeva che un rapporto omosessuale all'interno della squadra potesse generare un indesiderato "dramma".
La prova del reato che ha portato all'arresto di Hunt, l'intercettazione  da parte degli investigatori di una telefonata tra le due ragazze in cui parlavano del loro amore.
La madre di Kaitlyn non si lascia intimidire e, consapevole dell'innocenza di sua figlia, dichiara all'Examiner.com:
"Stanno cercando di distruggere mia figlia perché credono abbia fatto 'diventare' gay la loro. Vedono l'omosessualità come qualcosa di sbagliato e incolpano Kaitlyn. Ovviamente io la vedo diversamente. Sono teenager e frequentano la scuola superiore, sperimentano la loro sessualità in modo consensuale e, anche fossero gay, chi se ne frega? Sono sempre le nostre figlie."

La famiglia di Kaitylin dichiara che farà di tutto per fermare e combattere questa forma di fanatismo omofobo, ingiusto e scorretto, nei confronti della propria figlia e chiede l'aiuto di tutti affinché la storia di Kaitlyn non debba più ripetersi.

Questo il link per firmare la petizione:
http://www.change.org/petitions/assistant-state-attorney-brian-workman-stop-the-prosecution-of-an-18-year-old-girl-in-a-same-sex-relationship

 
 
 

SI EVIRA DA SOLO DURANTE UNA LITE CON LA FIDANZATA

Cari amici, lettori, visitatori di passaggio, ben trovati! Dopo qualche settimana di assenza faccio ritorno e riprendo a postare, con una notizia del piffero...Letteralmente!

Accade non di rado, e i fatti di cronaca ne sono testimoni, che durante una lite con il proprio partner, la situazione degeneri a tal punto da indurre entrambi, o solo uno dei due, a compiere gesti sconsiderati  o ancor peggio di inaudita violenza. Se oltre al fervore per l'animata discussione ci aggiungiamo i postumi dell'alcol per aver bevuto troppo l'irreparabile è quasi da dare per scontato. Ed è proprio in presenza delle condizioni appena descritte che un uomo cinese di Keelung Port Croquis, importante città portuale di Taiwan, di circa 46 anni in preda ad un raptus, ha compiuto un folle gesto, di cui sono certa si pentirà per il resto della sua vita, tagliandosi, con un paio di grosse forbici, sia il pene che i testicoli. Come se non bastasse ha gettato il tutto nel water, rendendo vana ogni possibilità di ricucitura e sistemazione del danno, per poi cadere a terra privo di sensi. Trasportato d'urgenza all'ospedale, durante il viaggio è andato in coma a causa della forte emorragia. Se l'uomo non avesse gettato via il suo pene, probabilmente i medici sarebbero stati in grado di riattaccarlo invece  così non è stato. Uscito dal coma l'equipe medica che segue il caso ritiene che presto le sue condizioni di salute miglioreranno anche se dovrà poi fare i conti con una triste realtà, ovvero che con soli 1,2 cm di virilità rimasta, l'affare gli servirà  solo per urinare.  A riportare la notizia il l giornale cinese Kwong Wah Yit Poh, ripresa poi anche dal The Toronto Star online. Consola poco sapere che fosse ubriaco quando ha compiuto il gesto , certo è che se lo avesse fatto da sobrio sarebbe stato decisamente peggio.

E' questo un altro di quei casi in cui la realtà dei fatti supera la fantasia a conferma che è  proprio vero che 'A cervèlla è 'na sfoglia 'e cepolle. (Il cervello è una sfoglia di cipolla)...

In conclusione mi sovviene una barzelletta i cui protagonisti sono un bambino ed una bambina, che, vicini di ombrellone, s'incontrano tutte le mattine al mare.
Una mattina il bimbo dice alla bimba:
- "Facciamo un gioco?"
- La bimba risponde: "Sì certo, che gioco?"
- "Giochiamo a chi possiede più cose tanto da lasciare l'altro senza possibilità di replica" dice il bambino.
E così comincia il battibecco al rilancio: "Io ho i soldatini" dice il bambino, "Io ho le palette" replica la bambina..."Io ho la palla" incalza il maschietto ed io "le tamburella" risponde la femminuccia, io le macchinine ed io le bamboline...Il bambino avendo terminato decide di abbassarsi il costumino e dice alla bambina: "Io ho questo!". La bimba esterrefatta rimane senza parole ed incassa il colpo.
La cosa si ripete il giorno dopo, e ancora una volta il bimbo adopera la sua arma segreta per cantar vittoria.
Il terzo giorno, il bambino, spavaldo e certo di vincere ripropone lo stesso giochino.
Quando arriva il momento in cui non ha più giochi con cui contro ribattere, mostra ancora una volta il pisellino alla bambina, convinto che quest'ultima, come accaduto in precedenza, non avrà nulla con cui poter replicare.
Invece no...Sorpresa, stavolta l'innocente bambina, lo guarda indispettita e gli dice:
- "Ha detto la mia mamma che tu di quello ne hai soltanto uno mentre io da grande posso averne tutti quelli che voglio..."

 

 
 
 

BUON COMPLEANNO ROSSELLA

Post n°507 pubblicato il 09 Maggio 2013 da mielealpeperoncino
 

L'inesorabile scorrere del tempo a scandire la nostra vita, di anno in anno, lascia indelebili segni, manifestazioni evidenti del nostro passaggio da una fase all'altra di quel definito, seppur a tappe, percorso umano. Spesso, e con più incidenza nelle donne, questo naturale processo d'invecchiamento, viene vissuto ma non accettato. Il rifiuto genera comportamenti inadeguati. Ci si affanna ad una sorta di inutile, dispendiosa, dannosa e talvolta ridicola rincorsa all'eterna giovinezza. Si dice: "C'è un tempo per ogni cosa..."
Nella vita nulla è definitivo, né la colpa né l'innocenza, né il bene né il male, né il nuvolo né il sereno, né la gioventù né la vecchiaia. Conviene predisporsi al fatto che nulla è immutabile in natura.
Non di rado mi capita di riflettere sulla relatività di ciò che vivo e scopro puntualmente che vivo ogni anno con coscienza e consapevolezza, certa di quanto raccolto e di quanto perduto. Incerta mi affaccio sul prossimo; sarà più o meno uguale o totalmente diverso quello che l'ha preceduto?...
Poco importa, quel che conta è viverlo al meglio delle proprie potenzialità e con uno sguardo ai propri limiti,
al fine di non urtarsi eccessivamente, nella collisione tra se stessi e le pareti della vita, quella vita che nonostante tutto merita di essere vissuta.
Sono stata, sono e sarò sempre perfetta nelle mie non poche imperfezioni, che lasciano che "il perfetto" tale sia, perché completa di quel briciolo e più d'impurità che se non ci fossero mi renderebbero priva di difetti.



"Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce ma quella che non si conosce, non la vita passata, ma la futura..." (G. Leopardi)


Detto ciò, che dite...La gradite una fetta di crostata?

E un brindisi...Lo facciamo?...

Io brindo a Voi cari amici del web, a voi, che pur non conoscendo personalmente (fatta eccezione per alcuni), siete parte integrante della mia vita sociale e da qualche anno mi affiancate in questo mondo virtuale che altro non è che una finestra sulla realtà. Grazie per i Vostri Auguri ma soprattutto grazie per esserci.

Rossella

 
 
 

MORTO ANDREOTTI, IL DIVO DELLA POLITICA

Post n°506 pubblicato il 06 Maggio 2013 da mielealpeperoncino
 

"Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano. Si passeggiava, io scelsi quel luogo singolare per chiederti in sposa - ti ricordi? Sì, lo so, ti ricordi. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea. Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te, gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la responsabilità. La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984, e che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti. A tutti i familiari delle vittime io dico: sì, confesso. Confesso: è stata anche per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Questo dico anche se non serve. Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore, per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di Centro come la Democrazia Cristiana l'hanno definita 'Strategia della Tensione' - sarebbe più corretto dire 'Strategia della Sopravvivenza'. Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità ma tutti irriducibili amanti della verità. Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo, e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch'io."

Credo sia questo uno dei più bei monologhi che siano mi stati scritti nella storia del cinema, un celebre atto di confessione, ritratto intenso, di un uomo simbolo del potere, e come tale ambiguo, esplicitato e dedicato dal regista Paolo Sorrentino a Giulio Andreotti.
Attualmente senatore a vita, Andreotti è stato tra i più importanti protagonisti della vita politica italiana del XX secolo.
Andreotti è morto oggi a Roma all'età di 94 anni, non serve spiegare nei dettagli chi fosse Andreotti perché anche le pietre lo sanno. Nato il 14 gennaio del 1919 a Roma, oltre che 7 volte presidente del Consiglio, è stato anche otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, due volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell'Industria, una volta ministro del Tesoro e ministro dell'Interno, fino a sfiorare l'elezione al Quirinale, sfumata nel 1992 quando, all'indomani dell'attentato a Giovanni Falcone, il Parlamento elesse Oscar Luigi Scalfaro. Processato da due Procure quella di Perugia lo accusa di essere il mandante dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli quella di Palermo di essere colluso con la mafia. Quest'ultima accusa fa presto il giro del mondo e scuote l'imperturbabile Giulio Andreotti. Assolto in primo grado nel 1999 la Corte d'Appello di Palermo ha confermato, nel 2003, l'assoluzione solo per i fatti posteriori alla primavera del 1980 ritenendo che, prima di allora, Andreotti dimostrò un'amichevole disponibilità nei confronti di Cosa Nostra ma il reato era ormai prescritto. Sentenza questa confermata nel 2004 dalla cassazione che l'anno prima lo aveva assolto dall'essere stato il mandante dell'omicidio Pecorelli.

Una frase di Talleyrand  è stata la fotografia della sua vita: "Il potere logora chi non ce l'ha", ma il divo Giulio non l'ha semplicemente avuto il potere, per 50 anni Andreotti è stato, nel bene e nel male, il potere stesso.

 
 
 

PENSIERI ESPRESSI

Ieri sera, su Radio DgVoice, durante la diretta del programma "Di Voce In Voce" abbiamo ospitato Fiorella Grossi in Pezzullo, mamma di William Pezzullo, il ragazzo 27enne gravemente ustionato e sfigurato dall'ex ragazza con dell'acido solforico che ci aveva chiesto aiuto per vedere se riuscivamo a metterla in contatto con un chirurgo plastico ricostruttivo esperto nella ricostruzione del padiglione auricolare (cosa che abbiamo fatto), visto che l'acido a William li ha sciolti entrambi oltre alle gravi ustioni su tutto il corpo e alla perdita della vista fatta eccezione per l'occhio sx dove gli restano due decimi praticamente niente. Vi avevo invitato segnalandovelo, attraverso le notifiche via mail, di condividere quel post con la vostra lista amici. Su oltre 400 persone tra la mia lista amici e quella di radio DgVoice avete risposto forse (?) in 8 con certezza (a prova di riscontro) in 4, non di più.
Chiaramente non era un obbligo ma solo un invito che molti di voi, fregandosene, non hanno proprio preso in considerazione.  Pensatela come volete ma io sono un tantino delusa, amareggiata. Delusa di sentir parlare di una solidarietà umana che a parole tutti praticano e nei fatti si vede sempre meno, delusa di sentire che molti, per non dire tutti, aberrano l'indifferenza ma poi sono i primi a praticarla, perché talvolta l'indifferenza si cela anche nel non prendere in considerazione un piccolo gesto come quello di cui vi avevo fatto richiesta. Fatta eccezione per il primo flash mob online da me organizzato ai tempi del referendum  non mi sono mai permessa di chiedervi di condividere altro, l'ho fatto stavolta perché era un modo per poter esprimere solidarietà a William, per far conoscere le due facce di una stessa medaglia che troppo spesso si guarda da un solo lato ovvero quello della violenza sulle donne mentre si tende a non vedere i numerosi ma meno eclatanti fatti di cronaca in cui la violenza è femmina.

Stamane nella casella dei messaggi c'era un pensiero di Mario, meglio noto in community con il nick ITALIANOinATTESA, lui ,insieme a Fenice_A_ngela, devils_angels_love, AUGURILiberi è tra quei quattro di cui ho certezza e che sentitamente ringrazio; ringraziamento esteso anche alle persone della loro lista amici che hanno contribuito al Tam Tam.
Il messaggio riporta queste testuali parole:
"Cara Rossella, grazie per la tua gentilezza; condividere le buone iniziative ritengo che sia un dovere che tutti, spontaneamente, dovremmo seguire; un abbraccio, Mario."

Questa la mia risposta: "Grazie a te Mario soprattutto per quel dovere che diventa spontanea condivisione, così difficile da trovare. Sono rimasta un tantino "delusa" su più di 400 persone invitate a segnalare e quindi condividere quel post con la propria lista amici avete risposto in 4 forse 5 non di più e se lo rapporti alla partecipazione degli italiani alla vita politica e sociale ecco che non sorprende la situazione che stiamo vivendo. C'è poco da fare nelle piccole e grandi cose siamo e resteremo un popolo di bla bla bla. Caramente ti abbraccio."

Non ho null'altro da aggiungere, sono fatta così quando ho bisogno di esternare devo farlo, una massima scritta da me dice: "Non sempre è necessario dire ciò che si pensa ma sempre è indispensabile pensare ciò che si dice"...
Questa era per me una necessità, una necessità che non riguardava me personalmente ma una terza persona che oggi è William ma che domani potrebbe essere mia figlia, vostro nipote, un nostro fratello, amico etc. etc. ma come sempre la verità sull'egoismo umano è venuta fuori con il suo:"Se tocca a me bene la cosa mi riguarda se tocca agli altri mi tange sì ma non più di tanto per cui..."
Ora chi si sente toccato dal mio modo di essere così schietta e diretta mi cancellasse pure dalla sua lista amici, state ben certi che non mi strapperò i capelli per questo. Chi invece sa di aver mancato faccia memoria e soprattutto tesoro di questo mio, forse poco diplomatico ma molto sincero, pensiero.

A tutti auguro un buon inizio settimana.

Rossella

 
 
 

IL CAMBIO SLIP?...OGNI 4 GIORNI: PAROLA DI MINISTRO!

Mio nonno, passato ormai a miglior vita da anni, soleva prendermi in giro adoperando un modo di dire che mi pare ricordare suonasse più o meno così: "Capisco che non vuoi fare la fine della prostituta inglese che si lava una volta al giorno e si cambia le mutande una volta al mese (cosa ne sapesse lui delle prostitute inglesi non l'ho mai capito visto che in Inghilterra non c'è mai stato) ma manc po' sta semp a te lava' ..."
Ho sempre pensato che secondo le norme di una regolare igiene gli slip vadano cambiati almeno una volta al giorno, talvolta, come ad esempio in estate, quando per via del caldo ci si lava con maggiore frequenza andrebbero cambiati tutte le volte che ci si fa la doccia. Ero certa di essere nel giusto invece...rullo di tamburi...stando alle dichiarazioni di Corrado Clini, ministro dell'Ambiente,  così facendo ho sempre sbagliato perché in tal modo non sono stata attenta (e visto il consiglio del Ministro mai lo sarò) al risparmio delle risorse, in particolare a quello dell'acqua.




Secondo il suggerimento del Ministro Clini dovrei, anzi dovremmo, seguire il suo esempio  e cambiarle ogni quattro giorni con l'obbligo di fargli prendere aria quotidianamente così che abbiano sempre un "profumo" (?) di fresco.
La confessione ecologista, rilasciata durante  una puntata del programma radiofonico 'Un giorno da pecora' di Radio2, in cui era ospite sta letteralmente spopolando su Twitter.
Durante la lezione "green" sul risparmio energetico e idrico il Ministro, stuzzicato dai conduttori Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, ha spiegato a Luca Giurato: "Bisogna innanzitutto spogliarsi e appendere le proprio cose in modo che prendano aria e che non sia necessario metterle sempre in lavatrice. Dopo ci si asciuga, rigorosamente con i gli asciugamani del giorno prima. E poi rimettersi le mutande che, possibilmente usate da quattro giorni, alle quali però hai fatto prendere aria".
I tre, allora, fanno subito notare che forse sarebbe più igienico cambiare gli slip ogni giorno: "Se è così si vede che non ci si lava bene nelle parti intime. Le mie sono pulitissime", commenta Clini, aggiungendo: "sapete quanta acqua consuma una lavatrice per un paio di mutande?. Almeno 25 litri, uno spreco incredibile".
Mi chiedo: "Ma a casa Clini si carica la lavatrice con un solo paio di mutande?...In tal caso, come dargli torto?"...

Non è la prima volta che da parte di figure istituzionali e personaggi noti arrivano consigli green "fuori dalle righe" su come risparmiare acqua ed energia. Dal Presidente del WWF Fulcro Pratesi passato alla storia per il suo "laviamoci di meno, io mi faccio la doccia una volta a settimana" a Ken Livingstone, ex sindaco di Londra, che, qualche anno fa, in un'intervista all'Indipendent  ammise: "sono 15 mesi che non tiro lo sciacquone di casa mia", alla bellissima e richiestissima modella Gisele Bundchen che per  contribuire attivamente a salvare il Pianeta ha dichiarato di avere l'abitudine di fare la pipì sotto la doccia.
Insomma come dire che 
ad urinare sotto la doccia, tirare raramente lo sciacquone o cambiarsi di meno le mutande... non c'è proprio nulla di male se il fine è tanto nobile come quello di contrastare gli sprechi della nostra società dei consumi.
Sarà pure vero che "l'omm adda'  puzza" ma parafrasando la saggezza latina mi sovviene l'espressione "Mutatis Mutandis" e Sig. Ministro, mi consenta, le mutande che dir si voglia vanno cambiate...Tutti i santi giorni!

Note: Alcuni passi di questo articolo sono tratti da http://www.greenme.it

 

 
 
 

RAPINA A MANO ARMATA. REFURTIVA: 4 PIZZE

Post n°503 pubblicato il 11 Aprile 2013 da mielealpeperoncino
 

La crisi che stiamo vivendo è sotto gli occhi di tutti e nelle case di molti, in quel tessuto quotidiano sempre più drammatico caratterizzato da gesti estremi come i molteplici suicidi verificatisi negli ultimi tempi,  nella frase di quel parroco che dice: "Invece di uccidervi togliete ai ricchi" o nel pugno della mano di quel padre che armato di una pistola si ritrova a compiere una rapina a mano armata per rubare un bottino di 4 pizze con cui sfamare i propri figli. Valore della refurtiva 19 euro.
Il fatto è accaduto a Napoli, dove un uomo munito di una pistola giocattolo ha fermato l'addetto alle consegne a domicilio di una pizzeria  intimandogli: «Dammi le pizze, stasera mangeranno i miei figli».
Coincidenza vuole che proprio in quel momento passava di lì una pattuglia della polizia che ben comprendendo la disperazione di quel gesto e vista la manifesta volontà della vittima di non voler sporgere denuncia alcuna ha chiuso un occhio sull'accaduto.
«Avevo qualche decina di euro e il cellulare ma lui voleva le pizze», ha dichiarato la vittima, «Meglio così, ho pensato, se per una sera ho aiutato a sfamare una famiglia».

Questo gesto, che di criminale ha ben poco, è la denuncia di come la situazione stia toccando il fondo e di come la gravità di questo stato di cose generi azioni sconsiderate nelle persone che si ritrovano a fare i conti con una povertà che sempre più minaccia la semplice sopravvivenza, di un padre che privato del proprio diritto al lavoro si ritrova impotente dinnanzi al soddisfacimento di bisogni elementari come quello di sfamare i propri figli, della perdita di una dignità che sempre più sembra poter essere preservata solo con la morte.

 
 
 

LO FANNO A TRE SOTTO GLI OCCHI DEI PASSANTI

Ménage à trois con luci accese e tapparelle alzate, cittadini scandalizzati.

"Il triangolo no, non lo avevo considerato, d'accordo ci proverò..."
Cantava così Renato Zero in uno dei suoi più conosciuti brani musicali che parlava appunto di un ménage à trois.
Sono passati 35 anni da allora eppure, nonostante il triangolo amoroso sia tra le fantasie più comuni dell'immaginario erotico maschile e femminile, continua, quando realizzato e reso pubblico, a scandalizzare o almeno questo è quello che i più vogliono far credere.

La conferma arriva da un fatto recente accaduto a Trezzo d'Adda (Mi) dove, due uomini sulla quarantina e una donna (per niente male stando a quanto riferito ai giornali da alcuni testimoni o sarebbe meglio dire "guardoni") giovedì scorso al primo piano di un appartamento, sito in Piazza Libertà, hanno dato vita alla proiezione live di un triangolo hard, che nulla pare abbia da invidiare alle migliori pellicole a luci rosse, senza preoccuparsi di spegnere le luci e di abbassare le tapparelle, mostrandosi liberamente e dando sfogo a tutta la loro passione sotto lo sguardo di decine di passanti che prima si sono soffermati a godersi il reality sexy-show e poi, hanno gridato allo scandalo.

A quanto pare la realtà dei fatti non si discosta molto dalla situazione ipotizzata nel testo della canzone di Renato Zero.  Difatti in essa il protagonista inizialmente si mostra scandalizzato dalla proposta indecente dell'esperienza del triangolo sessuale ("Ora spiegami, dai! / l'atteggiamento che dovrò adottare... / mentre io rischierei, / di trovarmi al buio fra le braccia lui... / Che vuoi... non è il mio tipo!!"), mentre sul finale della canzone si dimostra possibilista («..Si potrebbe vedere... si potrebbe inventare...») e finisce per ammettere "Il triangolo io lo rifarei... / Lo rifarei!".

Proprio come quei cittadini "ipocriti e guardoni" (mica li ha obbligati qualcuno a guardare) che chissà quante volte hanno pensato di vivere un'esperienza simile senza però avere il coraggio di tramutare in realtà la fantasia e che sono pronta a scommettere hanno, seppur solo da spettatori,  provato ben altre sensazioni da quelle che generalmente suscita l'indignazione.
Fermo restando che certe cose è meglio farle lontano da sguardi indiscreti mantenendo una certa privacy,
mi chiedo se sia più scandaloso chi pratica in casa propria una forma di esibizionismo o chi dall'esterno mette in pratica un atto di "scopofilia" vero e proprio seppur celatamente casuale...

VOI COSA NE PENSATE?

 
 
 

NAPOLI: COCAINA PARTY PER I 18 ANNI DEL FIGLIO

Post n°501 pubblicato il 08 Aprile 2013 da mielealpeperoncino
 

18 anni segnano un traguardo importante nella vita di tutti e tutti abbiamo desiderato o quantomeno auspicato di poter in quel giorno ricevere un regalo speciale ma non certo un regalo come dire "criminale"...

Si dice: "La legge non ammette ignoranza", e difatti nelle dichiarazioni di Pietro Ciotola, operaio e padre 43enne, c'è tanta ignoranza o forse meglio sarebbe parlare di incoscienza, irresponsabilità, perché non c'è altro modo per definire un padre che per il giorno del 18° compleanno del figlio decide di regalargli un "coca party" a cerchia ristretta.

Il fatto è accaduto a Napoli qualche settimana fa ed è balzato agli onori della cronaca proprio per l'incredulità del comportamento dell'uomo, il quale, all'Alt impartito per un semplice controllo dagli agenti di Polizia non si ferma e fugge. Ha così inizio l'inseguimento durante il quale l'uomo getta dal finestrino un sacchetto, che verrà poi recuperato e si scopre contenere 22 gr di cocaina per un costo di circa 500 euro. Finalmente gli agenti riescono a bloccarlo; nell'auto oltre al 43enne, il figlio appena 18enne e tre ragazzine rispettivamente di 13, 14 e 15 anni, la cui presenza è ancora da chiarire. Quando gli agenti gli hanno mostrato il sacchetto contenente la droga, l'uomo ha semplicemente risposto: "Regalo per il mio ragazzo che festeggia i diciotto anni".
Portato e trattenuto in una stanza del commissariato di Scampia, prima del trasferimento nel carcere di Poggioreale, durante l'interrogatorio da parte degli agenti che lo hanno catturato, Ciotola ha ostentato sicurezza e quasi arroganza. «Embè? Che ho fatto di male? Se anche fosse vero quello di cui mi accusate, che c'è di male? Quella roba era per uso personale, mica la spaccio, io...Brigadiè, ma mo' che fate, veramente mi volete arrestare?», ha detto più volte. Un atteggiamento che ha lasciato di stucco gli investigatori. A tutt'oggi, il Ciotola, peraltro incensurato, ospitato in una cella del carcere partenopeo, ancora non si rende conto del guaio in cui si è cacciato ma soprattutto della gravità dell'azione commessa.

La riflessione su questo fatto di cronaca, che rispetto a tanti altri di maggiore gravità può apparire come irrilevante, nasce e trova il suo fondamento in quella risposta: "Che c'è di male?"...Per molti nulla, forse solo l'ennesima "bravata" di un adulto irresponsabile, per me (e molti altri compreso Maurizio Costanzo) è semplicemente una vergogna.

 
 
 

355.000 CLIENTI PER DUE GEMELLE PROSTITUTE

Lo scorso agosto al Film Forum di New York è stato presentato Meet The Fokkens un film documentario in cui Luisa e Martine Fokkens, due gemelle omozigote olandesi entrambe dedite al mestiere più antico del mondo, rivelano tutti i retroscena della loro consolidata attività, i cambiamenti a cui hanno assistito nell'arco dello svolgimento della loro professione e di come anche in Olanda, paese dove la prostituzione è legale e quindi considerata un lavoro come tanti altri a tutti gli effetti, non si è immuni dal giudizio e dall'essere definita una p.....a nel senso dispregiativo della parola.

La loro esperienza lavorativa comincia verso i 20 anni; dopo un breve periodo in cui hanno prestato la loro attività per un pappone hanno deciso di mettersi in proprio fondando poi uno dei primi sindacati informali di categoria per le prostitute.
Ma come in tutti i mestieri anche per quello della prostituta arriva un momento nella vita in cui più che continuare a "battere chiodo",  occorre "battere la ritirata", motivo per cui le gemelle Fokkens, considerate le più anziane prostitute del quartiere a luci rosse di Amsterdam, hanno deciso che, giunte alla veneranda età di 70 anni, dopo un'onorata carriera durata 50 anni e un portafoglio clienti da 355.000 uomini in due è giunto il momento di andare in pensione.
Pare però che le due mercenarie del sesso manterranno i rapporti con un solo affezionatissimo cliente divenuto per loro un appuntamento fisso..."Come andare in chiesa la domenica mattina" - ha spiegato Martine -
A dimostrazione del fatto che il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Da oggi a garantire alle due gemelle una vecchiaia tranquilla, lontana dalla zona a luci rosse della capitale olandese saranno i proventi di "Meet The Fokkens" unitamente alla pensione sociale.

Louise, madre di quattro figli, ha dichiarato che alla sua età l'artrite le impedisce di assumere, durante il rapporto sessuale, determinate posizioni che risultano essere piuttosto dolorose, mentre Martine, che ha tre figli, asserisce che avendo bisogno di soldi avrebbe volentieri continuato ancora per un po', ammettendo però d'incontrare non poche difficoltà ad attrarre nuovi clienti (E ci credo!) e che la richiesta ehm...come dire...di prestazioni sul mercato è notevolmente diminuita, probabilmente anche perchè ad oggi meglio vederle coperte che scoperte. Voi che ne dite?

 
 
 

SOLD OUT IN 5 ORE PER IL ROSE' DI BRAD E ANGELINA

Mega successo per "Miraval", il vino prodotto dalla coppia Brangelina esaurito in poche ore.

L'impresa di famiglia Brad Pitt e Angelina Jolie va a gonfie vele, ultimante anche quella vitivinicola. La coppia di Hollywood aveva  scelto il giorno degli innamorati per fare un annuncio agli amanti del vino, ovvero il lancio nel mese di marzo di una loro etichetta di rosè. E così è stato.
Quello che forse non ci si aspettava è l'incredibile successo decretato dal fatto che le 6000 bottiglie di vino Miraval Rosè prodotto nella loro tenuta di Chateaux Miraval in Francia sono state vendute in tempo record (5 ore) al costo di circa 106 euro per una cassa da 6 bottiglie.

La bottiglia dalla forma leggermente bombata, reca un'etichetta nera rotonda ed elegante con la scritta 'Miraval Cotes de Provence'. Sotto, i nomi delle due star accompagnati da quello della famiglia di produttori di vino Perrin, con cui la coppia di attori è in affari e con cui divideranno i proventi al 50 per cento.

Brad e Angelina non si sono limitati a dare il loro nome al pregiato rosè ma hanno partecipato anche ai lavori di vendemmia e stando a quanto dichiarato da Brad Pitt non si tratta di un esperimento fine a se stesso pare infatti che l'avventura vinicola delle due star sia solo all'inizio e destinata ad allargarsi con la produzione di un bianco per la fine della prossima estate e un vino rosso per il prossimo anno.

Ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto avere la possibilità di degustare un calice di 'Miraval Cotes de Provence' anche se, a tutt'oggi, il mio vino preferito è il Roero Arneis (bianco autoctono del Piemonte). Invece il vostro?

 
 
 

8 MARZO

Post n°498 pubblicato il 08 Marzo 2013 da mielealpeperoncino

SI DICE CHE A VOLTE IL SILENZIO VALE PIU' DI MILLE PAROLE.

OGGI E' UNA DI QUELLE VOLTE!

 
 
 

CANNACIG, LO SPINELLO ELETTRONICO CHE FA “FUMARE” GLI USA

Dopo la sigaretta elettronica ecco la canna bionica...Negli USA, e non solo, lo spinello si fa tecnologico.

Da così

 

A così

 

Mentre in Italia, fumatori, medici e scienziati ancora dibattono sulla "fumosa" situazione  concernente la minore nocività e l'effettiva utilità della sigaretta elettronica, gli USA, e non solo, con Cannacig, guardano già oltre. Dal nome avete sicuramente intuito che Cannacig altro non è che uno spinello elettronico.

A produrlo e lanciarlo sul mercato, la scorsa estate, l'azienda californiana Rapid Fire Marketing, specializzata nella produzione di inalatori a vapore, arrivata a fatturare circa 900,000$ in poco tempo.
Come l'e-cigarette, l'e-joint (così è stato ribattezzato) è piccolo, discreto e adatto a tutti, giovani e meno giovani: una precisazione fortemente voluta dal produttore. La risposta in termini economici lascia ben pensare che il nuovo prodotto sia proteso a replicare lo stesso successo del suo predecessore.
Il pubblico del web sembra interessato, tuttavia in forum e "siti specialistici", il fumatore di marijuana medio continua a dichiararsi "affezionato ai vecchi metodi" oppure "old school".

Inizialmente sviluppo e vendita hanno interessato il solo stato della California e il suo consumo era unicamente di tipo farmacologico, ovvero curativo per certi tipi di patologie e lenitivo per altre. Nei mesi successivi, con una sempre più diffusa legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo in molti stati USA, la canna bionica ha trovato sempre più accoglienza sul mercato.
E' difatti disponibile in: ALASKA, ARIZONA, CALIFORNIA, COLORADO, CONNECTICUT, DC, DELAWARE, HAWAII, MAINE, MASSACHUSETTS, MICHIGAN, MONTANA, NEVADA, NEW JERSEY, NEW MEXICO, OREGON, RHODE ISLAND, VERMONT e WASHINGTON.
E' invece richiedibile ma soggetta al "possibile rifiuto delle autorità locali" nei seguenti stati: ARGENTINA, AUSTRALIA, BANGLADESH, BELGIO, CANADA, CILE, COLOMBIA, CROATIA, REPUBBLICA CECA, ISRAELE, MACEDONIA, MEXICO, OLANDA, PERU, PORTOGALLOL, SVIZZERA, SPAGNA e VENEZUELA.

Il prossimo passo è la conquista del mondo, in quanto l'intento che si propone la società Rapid Fire Marketing è quello di arrivare ad un uso "legale" della cannabis a livello mondiale.

L'Italia è ancora molto lontana dalla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere anche se in alcune regioni, Toscana in primis, qualche piccolo passo è stato compiuto per quanto concerne l'uso terapeutico della marijuana in determinate patologie. Non escluderei però che, questo prodotto, eliminando il fastidioso consumo di sostanze cancerogene, contenute nelle cartine utilizzate per "rollare" la sigaretta di marijuana "farmaceutica", possa aprire una nuova frontiera anche nel nostro paese.

Note: Parte di questo articolo è tratto da:
http://it.ibtimes.com/articles/43995/20130228/cannacig-sigaretta-elettronica-spinello-elettronico-come-acquistarlo.htm riportato anche in:
http://calcisulcalcio.blogspot.it/2013/03/follie-e-cannacig-lo-spinello-di.html a firma di Cristian Amadei.

Al momento per  i consumatori d'erba italiani, malati e non,  niente Cannacig.

 
 
 

ELEZIONI 2013: L' ITALIA IN GINOCCHIO

"Che casino che è scoppiato quaggiù..." 480 milioni di euro (comprensivi dei 91 milioni di finanziamenti pubblici ai partiti), 10 milioni circa gli astenuti e...

Da ieri sera ho seguito (e ancora sto seguendo visto che sto guardando Ballarò) cercando di comprendere al meglio e dal basso delle mie conoscenze in materia di politica, tutto quanto diffuso in merito ai risultati delle recenti elezioni. Ho appreso così che la trentennale carriera politica di Gianfranco Fini è giunta al termine, che Ingroia, Di Pietro e Giannino sono fuori dai giochi e che,  oltre a Beppe Grillo, ha vinto una evidente ingovernabilità di cui sono consapevoli sia il Pd che il Pdl anche se non lo ammettono apertamente.
Un Paese di fatto ingovernabile, con un Senato senza maggioranza, la Camera al centrosinistra, il Movimento 5Stelle primo partito e un Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato. L'Italia che esce dalle urne è problematica, passato il momento dello scontro e degli slogan, il risultato impone alle forze politiche in Parlamento di fare i conti con i possibili scenari. Le strade possibili, ma niente affatto semplici da seguire, sono al momento tre.
1) Una delle ipotesi vedrebbe Napolitano conferire l'incarico di primo ministro a Pier Luigi Bersani (eventualmente, anche con un mandato esplorativo per accertarsi che ci sia davvero una maggioranza attorno al leader del Pd). A quel punto, però, si presenterebbe il problema del Senato, dove non c'è una maggioranza. Bersani dovrebbe cercare un'alleanza per governare. Difficile ma non impossibile quella con il M5S, Grillo ha precisato che si valuterà provvedimento per provvedimento, difficilmente percorribile l'ipotesi di un'intesa con il centrodestra, anche perché la coalizione di Silvio Berlusconi ha già detto di non accettare Bersani premier. Per questo, c'è anche chi ipotizza che il leader del Pd si faccia da parte e lasci il posto a Matteo Renzi richiesto da buona parte dei sostenitori anche in queste ore sulla rete anche se non è detto che basti. 

2) GROßE KOALITION
Nel caso in cui Napolitano non conferisca l'incarico a Bersani, si potrebbe pensare a una Große Koalition alla tedesca o governo di responsabilità nazionale. Sarebbe un esecutivo a larghe intese tra centrosinistra e centrodestra, che governerebbero insieme mettendo da parte le differenze. Il nodo, a questo punto, si avrebbe riguardo al nome del possibile primo ministro. Servirebbe una figura super partes, bipartisan, che raccolga i consensi delle due coalizioni e le faccia confluire in una sola. E, in un momento come questo, non è per niente facile, anche se il nome più sussurrato nei corridoi di Montecitorio è quello di Corrado Passera.

3) RITORNO ALLE URNE
Bersani e Berlusconi sanno che il rischio di nuove elezioni è dietro l'angolo, elezioni che per Grillo sarebbero la coronazione del suo tsunami, e centrosinistra e centrodestra vogliono evitarlo. Ecco anche perché è lontana l'ipotesi di tornare a votare per entrambe le camere, non prima, se non altro, di aver cambiato la legge elettorale. Il problema è che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non può sciogliere le Camere, perché si trova a meno di sei mesi dalla scadenza naturale del suo mandato e la Costituzione lo vieta. Un nuovo voto sarebbe possibile solo con un nuovo presidente che però, essendo eletto da un Parlamento frammentato e destinato a sciogliersi, rischierebbe di essere molto debole.
Un'altra prospettiva è quella di prender tempo prima del prossimo voto lasciando a Monti che ancora non ha dato le dimissioni da Presidente del Consiglio di sbrigare le ultime faccende tra cui magari la legge elettorale.

Nel frattempo, sempre e solo per il bene del paese, frase che nelle ultime ore avrò sentito ripetere un'infinità di volte, non ci resta che attendere, per sapere di che morte dobbiamo morire, la posizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita in Germania fino al 1° marzo che, intervistato, si è dichiarato sereno.

Voi cosa pensate di quanto accaduto e quale delle ipotesi credete possa essere più facilmente realizzabile e vantaggiosa per l'Italia?

 
 
 

VOTO UTILE: MA A CHI?

Non sono un'esperta di politica e ancor meno una politicante, posso definirmi curiosa questo sì, di una curiosità finalizzata alla conoscenza, alla comprensione. Mi affaccio sul mondo senza preclusione alcuna alla ricerca di risposte che spesso, confesso, non trovo. In questo momento, nonostante le distrazioni offerte da altri avvenimenti (dalle dimissioni del Papa a Sanremo) la maggior parte degli italiani, si spera, siano interessati alle ormai vicine elezioni politiche.
Questa mia "elucubrazione mentale" è il risultato di una riflessione nata dopo l'intervento di Crozza a Sanremo che, a prescindere dai fischi o dagli applausi, dal fatto che può essere piaciuto o meno, ha fotografato, rendendo l'immagine pubblica, una verità innegabile: la non credibilità di alcuni esponenti politici.

Sono 184 i simboli ammessi definitivamente, 45 liste non coalizzate e 4 coalizioni di liste, un esercito di formazioni in un Paese dove la politica è un lavoro nel quale l'unica cosa non richiesta è il curriculum, eppure per quello che si vede, si sente o si legge, pare che la disputa elettiva sia limitata a soli sei schieramenti e loro principali rappresentanti ovvero: Monti, Bersani, Ingroia, Berlusconi, Grillo e Giannino. E gli altri 178?
Fatta eccezione di qualche messaggio autogestito non mi è parso di vederli ospiti a trasmissioni di una certa rilevanza anche solo per poter meglio conoscere le linee guida dei loro programmi o sbaglio?...
Eppure se è vero che la maggioranza degli italiani è stanca di questa politica, di questi politicanti, non dovrebbe discostarsi dal vecchio e guardare al nuovo quantomeno per dar vita ad un progetto di rinascita? E come fanno a conoscere il nuovo se non c'è, fatta eccezione di qualche emittente locale o sconosciuta ai più e di internet,  chi presenta il nuovo e ciò che propone? Sta di fatto che, anche se nelle reti televisive più diffuse non se ne parla, questi partiti esistono e sono la risposta alla sempre più pressante voce del popolo che pur dicendosi stanca della solita minestra trita e ritrita, si ritrova a subire passivamente i messaggi che le vengono propinati, il cui fine ultimo è quello d'indirizzare l'elettore a votare per il meno peggio tra i più pubblicizzati. Certo fanno eccezione quelli che hanno un orientamento politico ben definito, per i quali nutro profonda ammirazione (almeno hanno un credo, un punto di riferimento ben designato), che son sicura vi siano così come son certa non rappresentino la maggioranza.

Le domande che ora mi pongo, da elettrice sempre più confusa e disorientata, sono due:
1)
Si parla tanto di voto utile ma quando un voto può definirsi tale e soprattutto utile per chi?
2) Quale politico e quale partito dovremmo votare alle prossime elezioni in cambio di promesse e chiacchiere che non rimangano soltanto slogan elettorali?

Siamo nell'era della comunicazione, dove l'informazione o meglio l'altra informazione è a portata di click; individuare qualcuno meritevole della nostra fiducia è come cercare l'ago nel pagliaio ma volendo si può.
Votare avendo consapevolezza di ciò che si vota equivale a serietà, integrità morale, impegno civile e per poterlo fare è necessario conoscere, valutando con la propria testa, secondo soggettivi criteri di identificazione a chi elargire il proprio voto. Questo vuol dire democrazia altrimenti meglio parlare di oligarchia!
In una società civile e responsabile, oggi più che mai andare a votare è una necessità, un dovere ancor prima che un diritto e se si vuole guardare al cambiamento allora è bene scrollarsi di dosso quel pensiero oligarchico che ci viene propagandato come unica soluzione prendendo seriamente in considerazione la possibilità di contribuire a cambiare un sistema che ormai ha fatto il suo tempo e nel quale nessun cittadino onesto e per bene si riconosce più. Ecco allora che recandoci alle urne il voto sarà utile e non sprecato anche in assenza di vittoria.

Concludo, rammentando di aver letto parte un discorso di Bob Kennedy che più o meno diceva così: "Quando la vita sorride si può essere indifferenti al governo in carica; però dalle politiche e dalle leggi che si fanno possono dipendere la speranza e la disperazione di milioni di persone nel proprio paese e, in parte, anche di miliardi di persone al di fuori di esso."
Come a dire che non tutti i cittadini devono fare politica attiva in ogni momento della vita ma che nessuno dovrebbe, in alcuni momenti della vita disinteressarsene completamente.

P.S. Dimenticavo, su una cosa non sono confusa: non mi piacciono le coalizioni di liste, ho appurato, da ignorante in materia, che in un modo o nell'altro degenerano sempre.

cliccando qui puoi vedere la lista ufficiale dei contrassegni ammessi alle politiche 2013
mentre per saperne di più su liste e coalizioni di liste clicca su:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2013

 
 
 

LE "INASPETTATE" DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI

Chiunque abbia visto Habemus Papam, straordinario film di Nanni Moretti, troverà nella sua trama un che di profetico con quanto accaduto oggi. Una pellicola in cui emerge forte il lato umano del cardinale prescelto per il soglio pontificio, con le sue debolezze e fragilità che "non sono un limite ma anche un pregio saper riconoscere" come disse lo stesso Moretti spiegando il significato del suo film.

Sono le 11,46 dell' 11 febbraio 2013, quando l'Agenzia ANSA lancia il flash con il quale informa della decisone di Benedetto XVI di lasciare il pontificato. A pochi secondi di distanza le Agenzie Internazionali lo rilanciano e, in pochi minuti, lo sconcerto e la sorpresa che piombano sul Vaticano e l'Italia, invadono il mondo intero mentre scattano le verifiche d'obbligo.

Il Papa lascia il pontificato dalle ore 20,00 del 28 febbraio lo ha annunciato personalmente in latino durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. "Sento il peso dell'incarico - ha detto Benedetto XVI -  lascio per il bene della Chiesa consapevole della gravità del mio atto dopo aver a lungo meditato su questa decisione.  Vi ringrazio di vero cuore per tutto l 'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero e chiedo perdono per tutti i miei difetti."

Queste poche parole, sconcertanti ma chiare, rimbalzano sui siti Internet dei principali giornali e tv del pianeta, dall'America all'Estremo Oriente e conquistano titoli cubitali e pagine intere. Il mondo del web, con Twitter principe dell'informazione, esplode subito con l'#hashtagPapa tra emozione, sorpresa e commenti a caldo fioccano anche le battute legate alle imminenti elezioni politiche italiane e l'annuncio della possibile neve su Roma.

Un annuncio storico inatteso, "un fulmine a ciel sereno" commenta il Cardinale Sodano, una notizia tanto clamorosa quanto inaspettata eppure, un anno fa, Lucio Brunelli, giornalista del Tg2 e uno dei più autorevoli e attendibili vaticanisti aveva spiegato su Vita.it,  in un articolo titolato "Le dimissioni del Papa? Già scritte" perché l'ipotesi di lasciare il pontificato era perfettamente coerente con il profilo umano di questo Papa.

Qui l'articolo in forma integrale:
http://www.vita.it/mondo/religioni/papa-ratzinger-ecco-le-ragioni-delle-dimissioni.html

La conclusione dello scritto di Brunelli, profetica anch'essa (?),  è la seguente: "Tutto può succedere. L'unico scenario davvero poco realistico è quello di un Ratzinger pensionato che torna, da "cardinale anziano", a dirigere i giochi del prossimo conclave. Non rientra nelle regole della Chiesa, soprattutto non rientra nello stile di Benedetto XVI. Semmai un giorno compirà il grande gesto, statene certi, egli si renderà invisibile, auto segregato in un monastero di clausura."

E difatti così sarà in quanto Benedetto XVI ha annunciato di voler proseguire la sua vita, dopo il ritiro a Castel Gandolfo dei prossimi giorni, in quella che era la sede del convento di clausura che Giovanni Paolo II aveva fortemente voluto all'interno delle mura del Vaticano.  Avremmo quindi due Papi in Vaticano di cui, uno, sicuramente e assolutamente non pronuncerà più una parola. La cosa ovviamente lascia alquanto incuriositi e stupiti.

E' bene ricordare che la rinuncia al Pontificato è clamorosa ma non unica, il più celebre caso di rinuncia all'ufficio di romano Pontefice fu quello di Celestino V nel 1294, motivo per il quale è detto anche il "Papa del gran rifiuto", che portò alle elezioni di Bonifacio VIII.
La storia è stata ingrata con Celestino, come lo è con tutti coloro che non la scrivono. Venne fatto passare, ma ancora oggi spesso è dipinto così, come un codardo e un incapace. Fu invece rivoluzionario e contro corrente e diede nuova forza e vitalità alla Chiesa di Roma. Quella scelta, discussa ancora oggi, forse, con l'abdicazione di Benedetto XVI, assumerà una prospettiva e un significato diversi.
Curiosa coincidenza il fatto che, a far visita per la prima volta, nel 2009, al Pontefice del gran rifiuto fu proprio Ratzinger,  un gesto che oggi assume un significato nuovo. Era il 2009, a L'Aquila c'era appena stato il terribile terremoto che aveva raso al suolo la città. La visita papale del 28 aprile fa tappa anche all'interno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, anch'essa in condizioni critiche. Quel giorno accade qualcosa che dai più viene considerato quasi inaccettabile. Papa Ratzinger entra nella Basilica, si pone di fronte alla teca con i resti di Celestino V e, togliendosi il suo pallio pontifico, lo depone sul cristallo. Un gesto di apertura nei confronti di un Papa controverso e bistrattato per la sua scelta di tirarsi indietro dai suoi doveri di pastore.
Sebbene sia stato fatto Santo prima di Benedetto XVI la Chiesa ufficiale l'aveva tenuto nel dimenticatoio, oggi, a distanza di secoli (sono passati 719 anni), se ne torna a parlare e ci si chiede: "Che Ratzinger stesse pensando al passo di oggi già quel giorno a L'Aquila?".
E', quest'ultima, una domanda senza risposta, certo è che quest'anno dall'uovo di Pasqua la Chiesa cattolica tirerà fuori un nuovo "Habemus Papam".

 
 
 

FRANCESCA PASCALE POTENZIALE FIRST LADY?

Post n°493 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da mielealpeperoncino
 

Nel leggermi direte ma che strani e frivoli pensieri ti vengono Rossella? Eppure pensando all'importanza, seppur solo figurativa, del ruolo che ricopre o quantomeno dovrebbe ricoprire una First Lady non posso fare a meno di chiedermi ma se il Cavaliere dovesse vincere ci ritroveremo come First Lady Francesca Pascale...La 27enne napoletana ex aspirante showgirl, ex ragazza immagine del programma tv trash Telecafone, in onda su Telecapri dove, oltre a sgambettare, cantava "se abbassi la mutanda si alza l'auditelle", per non parlare del video in cui l'aspirante Firts Lady è giocosamente alle prese con un ghiacciolo al limone di forma assai particolare, quale il Calippo, mentre Oscar Di Maio, comico napoletano piuttosto noto in Campania, canta "I calipp, e tu t'ingripp"...

Oddio si salvi chi può è così imbarazzante!

Devono averla pensata così anche quelli del Pdl perché, curiosamente, in piena campagna elettorale la fidanzata di Berlusconi è scomparsa dalla scena, oserei dire rilegata non dietro le quinte...Di più! Ma così tanto di più che persino la foto ufficiale in cui sono ritratti i due piccioncini che doveva essere lanciata sulla rivista "Chi" da Alfonso Signorini e anticipata dal sito Dagospia.com, è rimasta nel cassetto del direttore del settimanale.

Caro Silvio, ma se Francesca è così "bella fuori e bella dentro", come tu stesso hai affermato in una recente ospitata a Domenica Live, perché, in questo particolare momento, la tieni, come dire, "nascosta"? Persino giovedì sera, alla presentazione delle liste elettorali, avvenuta all'Auditorium di via della Conciliazione a Roma, la giovane fidanzatina non c'era...
Eppure, consenziente, lei si è lasciata plasmare come tu volevi e per essere degna della tua persona ha frequentato lezioni di dizione, di bon ton (non ha nobili origini), ha ritoccato labbra, zigomi e qualche cosa qua e là sul corpo e ovviamente modificato  stile e guardaroba, assecondando i gusti del suo pigmalione: sì ai capelli lisci e ordinati, via gli abiti volgari, sì ai tailleur e alle camicie. E come se non bastasse l'hai riposta alle amorevoli cure di Mariarosaria Rossi, tua fedelissima badante, oggi vostra, nonostante la giovane età di Francesca, 27, contro i tuoi 76.
Di sicuro non è la gelosia il motivo per cui è bene che se ne stia a casa a mangiare ghiaccioli (lontano dalle telecamere) cantando "meno male che Silvio c'è", molto più attendibile invece il fatto che, se la Pascale per Berlusconi è un po' come il Lavazza (più la manda giù più lo tira su) sugli elettori sortisce l'effetto contrario. A sentir parlar di lei i sondaggi pare crollino vertiginosamente.

Momentaneamente accantonata per non influenzare negativamente la campagna elettorale la vedremo sicuramente rispuntare ad elezioni terminate il che, poco importa, sempre che, il suo tornare a calcare la scena sia lontano dal motivo per cui è nato questo scritto altrimenti signori miei vista l'affiatata pariglia oltre al danno ci sarà anche la beffa.

 
 
 

IL LATO B DI MICHELLE? GROSSO E GRASSO!

Usa, prof di liceo sospeso per un infelice apprezzamento sul didietro della First Lady americana.

 "Fat Butt" ovvero culona.
"Michelle Obama? Una gorilla grassa con un lato B enorme"...
La crociata antiobesità della first lady ha sempre creato molto nemici, soprattutto tra la destra più conservatrice che non tollera alcuna interferenza dello Stato nella vita degli individui. Ma le parole offensive sul fisico di Michelle registrate di nascosto da uno studente sono costate la sospensione a Bob Grisham, allenatore di football di un liceo dell'Alabama e hanno fatto scattare il dibattito. Il loquace coach non è il primo a fare commenti sul fisico della First Lady e in particolare il posteriore presidenziale viene preso di mira volentieri e altri, prima dell'allenatore, hanno dovuto pentirsi di averne insinuato la grandezza.
Rush Limbaugh, star (sovrappeso) dell'omonimo talk-show ultraconservatore ha ribattezzato la moglie di Obama «My Butt», sederona mia. Mentre il Congressman repubblicano del Wisconsin, F. James Sensenbrenner, è stato costretto a chiedere scusa dopo aver irriso il «suo grosso posteriore».

E dire che di argomenti per attaccare la retorica salutista di Michelle ce ne sarebbero visto che, durante la campagna elettorale del marito, la first lady è stata avvistata e fotografata all'interno di un supermercato  con il carrello pieno di dolciumi, un po' come dire...Predica bene e razzola male.
Le parole sul lato B di Michelle toccano una corda profonda nella comunità afro-americana, sensibile alla denigrazione del corpo delle proprie donne, e anche se l'allenatore è stato difeso da alcuni repubblicani, il mondo si è stretto attorno alla First Lady offesa.  Così l'opposizione dal lato B è stata costretta a passare al piano B.
All'allenatore invece, che son certa la prossima volta starà bene attento a non fare battute infelici sul sedere di Michelle, oltre alla sospensione dalle attività didattiche senza stipendio per 10gg. è stato impartito l'obbligo di frequentare lezioni di educazione alla sensibilità.

Penso che l'offesa maggiore sia averle dato del "gorilla" anche perchè quello di Michelle non sarà un lato B da urlo ma personalmente non trovo che la stessa  abbia un sedere che fa provincia, tutt'altro...A guardarlo bene è un didietro che fa la sua bella figura...O no?

 
 
 

UN' APP PER "MISURARLO"

Larghezza e lunghezza esatte del proprio inseparabile compagno di vita...Smartphone alla mano e il gioco è fatto!

Per molti maschietti conoscere le esatte dimensioni del proprio inseparabile compagno di vita pare sia cosa di primaria importanza, fosse anche solo per sapere quale misura di preservativo dover acquistare...E  questa ovviamente la butto lì perché sappiamo bene che in realtà si desidera conoscere le dimensioni del proprio pene per tutt'altre ragioni...Ecco allora che, anche in queste faccende come dire un po' più riservate, la tecnologia ci viene in aiuto e lancia Condom Size, una nuova applicazione sviluppata da Vms Enterprise capace di misurare con precisione non solo la lunghezza ma anche la circonferenza del vostro pene educandovi al corretto posizionamento del profilattico ma soprattutto guidandovi alla scelta della giusta taglia, fra più di 30 tipi di condom.

Perseguire l'obiettivo è molto più semplice di quel che si pensi anche se richiede un intimo contatto con il touchscreen del vostro smartphone in quanto per il rilievo dei dati è necessario premere il membro eretto contro i pollici o i centimetri sui due lati dello schermo, con buona pace degli uomini più timidi. 0,89 centesimi, questo il costo dell'App per iPhone e iPad discutibilmente collocata su App Store nella categoria "istruzione" e vietata agli Under  17 (chissà perché?)...

"App-rofondita come l'ispezione di un urologo, app-ropriata come un attacco di panico, app-rezzabile pari al primo giorno di ciclo" così Luca Fiorini su Vanity Fair.

Come dargli torto?

 
 
 

BELEN ADESSO E' MORA

Cambio di look per la Rodriguez che incinta si tenge i capelli e piovono critiche. Ma dico dove siamo finiti?

Non so come abbiamo fatto a scadere così in basso, non so come il seguire (o forse dovrei adoperare perseguire) un personaggio mediatico che, vuoi per un motivo vuoi per un altro, troviamo simpatico/antipatico, sgradevole/gradevole/, strafico/straschifo e chi più ne ha più ne metta, ci autorizzi a sindacare qualsiasi cosa faccia, anche la più insulsa come ad esempio tingersi i capelli...Sì avete letto bene tingersi i capelli...
Sarà che la voglia di restare in contatto con i propri fan, supportata a dismisura dai social network consente a vip e pseudo vip di postare qualsiasi stato, condizione che di conseguenza autorizza chi legge ad esprimere sempre e comunque la propria opinione anche quando sarebbe preferibile o, tassativamente, si dovrebbe farne a meno.

Questa mia elucubrazione nasce dal fatto che Belen Rodriguez, per chi non lo sapesse (cribbio ci sarà qualcuno che ancora non sa chi è Belen o no?) è una famosa, anzi no, famossissima showgirl argentina, ex dell'ancor più famoso, anzi no, famossissimo Fabrizio Corona, ex re dei paparazzi oggi detenuto presso il carcere di Busto Arsizio, attualmente compagna del famoso Stefano De Martino che da quando sta con lei è diventato famosissimo pure lui,  prossima a diventare madre del già famoso, quanto prima famosissimo, Santiago.
Dicevamo?...Ah sì, la Belen si è tinta i capelli insomma ha abbandonato lo chatouche e si è rifatta mora. Questa grossa novità meritava una foto che andava prontamente condivisa; ecco allora che l'immancabile scatto viene pubblicato corredato di messaggio dalla famosissima su Facebook (ma anche su Twitter e Instagram) queste le testuali parole che lo accompagnano:
"Finita la registrazione di italia's got talent...E ci siamo divertiti anche questa volta. Nel frattempo sono tornata mora! Notte a tutti!"

E giù con le paternali, da quel momento è scoppiato l'inferno. Tutti si sono scagliati contro, in quanto, sappiamo bene che una donna in dolce attesa dovrebbe evitare di tingersi i capelli per via dell'ammoniaca presente nella tinta. Lo sappiamo tutti, appunto. Per quale arcano motivo non avrebbe dovuto saperlo anche Belen?
Ieri ovviamente, dopo gli insulti e le polemiche la bella argentina ha dovuto mettere i puntini sulle "i", scrivendo un altro stato sull'ormai per molti vitale Facebook:

"Ragazzi basta con questa storia della tinta!! è normale che ho usato un prodotto senza ammoniaca. mica voglio fare male al mio bimbo. Non capisco perché alcune persone devono travisare tutti i messaggi e cercare del marcio in ogni cosa. vi fa sentire meglio? spero che prima o poi questa voglia di criticare tutti a prescindere finisca, brutte abitudini poco costruttive che ci dividono e basta, lo so che sarebbe meno piccante, però sarebbe bello cercare di vedere il mondo con filtri puliti e meno inquinati, in generale, per tutto".

Ha usato un prodotto senza ammoniaca, vi è chiaro? Bene, adesso volendo potreste anche chiederle scusa...Anzi no perché, e qui posso permettermi di pronunciarmi visto che curo l'ufficio stampa di un famoso, anzi no, famosissimo hairstylist e quindi posso dirvi per certo che scegliere una tinta senza ammoniaca non risolve il problema della trasmissione al feto delle sostanze tossiche presenti nelle tinte, in quanto l'ammoniaca non è l'unica sostanza tossica presente, quindi non è l'unica pericolosa.
C'è anche la para-fenilendiammina, un colorante spesso causa di reazioni allergiche. Se proprio non si può o non si vuole fare a meno della colorazione allora è bene acquistare tinte vegetali o quelle all'henné, che non penetrano oltre la base del cuoio capelluto. Nessun problema invece per  lo chatouche o per i colpi di sole perché non interessano la radice del capello e, quindi, non vengono assorbite dall'organismo.
Sicuramente il periodo più delicato è quello che va dal primo al quarto mese di gravidanza, quando avviene l'organogenesi, ovvero la formazione degli organi del piccolo. I due elementi chimici di cui sono composte tutte le tinture, l' ammoniaca e la resorcina, sono in grado di raggiungere la placenta e, sebbene dopo il terzo mese di gestazione si ritiene che il pericolo di una loro infiltrazione diminuisca, sarebbe bene evitarle ugualmente.
Ricordatevi, infine, che tutte le precauzioni che avete preso durante la gravidanza, non vanno abbandonate nel periodo dell' allattamento. Il latte materno, infatti, potrebbe essere alterato da sostanze nocive e mettere a repentaglio la salute del piccolo. Soltanto quando il rapporto simbiotico madre-figlio terminerà ci sarà di nuovo spazio per le tinte ai capelli!

Che dite sono stata brava?...

 
 
 

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"AMORE"

 

 

L'amore è come il mare:

è possibile che si riesca

a vederne l'inizio ma la

fine si perde oltre la linea

dell'orizzonte.

          Rossella.

 

L'amore, quello vero, che fa palpitare.

che regala quel prezioso elisir

che ci permette di sentirci giovani

e vitali anche quando il trascorrere del tempo

vorrebbe impedircelo è fatto, soprattutto

di silenzi, di sguardi lunghi, intensi,

ricchi di significati che le parole non

riuscirebbero mai a comunicare...

AMORE!!!

          Rossella

 

 

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE

FIORI

I fiori sono fragili e muoiono in un sofffio quasi come i giorni della vita.

Ma se sai guardarli, sfiorarli, ammirarli e gioirne,

darai un senso al loro breve vivere.

 

L' ETERNITA' IN UN BACIO

Ricordo, Chiedesti: "Come mi baceresti?"...

Risposi: "In verità non saprei rispondere"...

So solo che per essere analogo alla tua unicità sarà privo di estensione,

senza inizio nè fine, sospeso nel tempo, senza un prima o un dopo.

Il presente ha i suoi limiti nel non averne, e un bacio

fuori dai limiti della estensione e del tempo è semplicemente ed

unicamente eterno.

ATTESA

A volte come una barca alla deriva mi sento,

sembra estenuante l'attesa

ma è l'essenza stessa della vita.

                 Mielealpeperoncino.

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE

ACQUA-TE

Acqua pura e cristallina che sgorga dalla terra, che cade dal cielo;

nutre i suoi frutti, colma fiumi ed oceani.

Acqua fonte di vita dolce e pura, forte e dirompente

come te!

Te che mi disseti con la tua presenza e m'inondi col tuo amore,

consentendomi di nuotare nel tuo mare,

permettendomi di sprofondare in esso

fino a raggiungere gli abissi del tuo mondo,

quel mondo pieno di tesori nascosti, ricco di vita.

Quel mondo in cui vorrei immergermi

e di cui vorrei far parte.

 

SORGENTE DI VITA

Siamo nate insieme tu ed io.

Dolce e serena,

calma e tranquilla,

impetuosa e travolgente acqua.

Ogni tua goccia è vita.

Mielealpeperoncino

 

PRIVA DI TITOLO

Rifessi di luce costante

al calar del tramonto

si nascondono.

Primeggiano le scure ombre

dietro le verdi fronde.

 

Rinascono in un pensiero

triste o felice

purchè vero.

Vestendosi di bianco

passeggiano di fianco.

 

Ritorna il giorno e con esso il sole

ma se fosse pioggia o vento,

alcuno il tormento.

Chi è in natura

alla natura affida 

fragilità e forza

timore e coraggio.

 

Se ne fa scudo, letto e sostegno

non tralasciando il proprio impegno.

Fra immensi giardini, prati ed aiule

si spegne la vita di un fiore. 

          (Mielealpeperoncino)

 

Così in natura...

  Così dal fioraio... 

 

Così nel mio cuore...

Così in casa mia...

 

DALLO SCRIGNO DELLE MIE...

 

 

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Dialogo tra sguardi

 

Lei: Guardami e parlami

      e mentre mi parli, ascoltami

      perchè è ascoltando che potrai parlarmi

      ed è parlando che potrò ascoltarti

      e ancora guardami!

Lui: Ti guardo, è bello guardarti!

      Ti ascolto, è bello ascoltarti!

      Ti parlo, è bello parlarti!

      Forse ancor più bello sussurrarti!

      Per poi perdermi in quel sussurro

      giungere a te e finalmente

      perdermi in te.

                (Mielealpeperoncino)

 

DEDICATO A PROFUMO DI ROSE E A CATWOMAN

L'amicizia ha qualcosa di misterioso che spinge alla confidenza e all'abbandono più completo. E' una dimensione dell'amore pur non essendo l'amore.

Vi voglio bene ragazze.

L'immagine a seguire ed il pensiero trascritto, mi sono state dedicate da Profumo di rose nel suo Blog. Grazie Profumina sei sempre molto cara e dolce. Spero di non deluderti nel percorso che ci vede unite al di là di quella che è una reale ed abituale frequentazione tra amiche.

Sei come la luce che emana il sole prima di andare a dormire.

Sei come l'acqua che rigenera ogni cosa che tocca.

Sei come il vento che ossigena chiunque.

Sei grande come il mare.

Ti voglio bene Mieluccia. 

 

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IL MIO MARE UOMO

 

Una poesia a rappresentarmi

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

IL MIO MARE UOMO

Il mare cos'è per me il mare...

E' il letto sul quale riposare,

la seggiola sulla quale dondolare,

l'avvolgente abbraccio di un compagno,

il tumulto da cui lasciarmi sconfiggere.

Ad esso affido le mie intime confidenze,

talune me le rende, altre le insabbia

nei suoi abissi profondi.

In esso ritrovo le infinite e contradditorie

risposte ad una inassolutà verità

sull'eternità della vita.

Il mare, il mare, cos'è per me il mare

se non l'altare della mia pace.

Mielealpeperoncino.

 

.....METAFORANDO.....

"Glia alberi e le montagne sono il desiderio di cielo che ha la terra." (...)

Le tue mani sono rami dell'albero che sei.

Io vorrei essere la tua terra.

Sei il mio desiderio di cielo,

il mio albatro dei sentimenti,

il portatore sano di "malattie dell'anima",

l'essenza dell'incontro,

l'assenza di ragione,

il vuoto di memoria,

la montagna da scalare e

il pozzo di Talete.

 

Mielealpeperoncino

 

Irrisolto quesito

Quantunque tu in quell'essere io,

quantunque io in quell'essere tu.

Smarrito l'io, smarrito il tu

ritrovarci dovremmo

in quell'essere tu, in quell'essere io.

 

Originato dalla fusione del tu-io-tu,

il mio ed il tuo essere dovrebbero

dare essenza

ad un unico essere…

Vale a dire: “Il nostro essere” o

vale a dire: “Noi”.?

Irrisolto quesito.

 

      

 

 

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