Zacinto mia

Ciò nonostante ognuno, se non proprio felice, almeno non è infelice. E tira avanti.

 

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UN BLOG PER AMICO

Post n°403 pubblicato il 12 Aprile 2018 da Oxumare81

Sembra che non cambi mai niente: mia sorella che mi risponde male nonostante io mi interessi a lei, colleghi che mi rifilano il loro lavoro, quelli dell'altra sede che non rispondono al telefono perché hanno paura che dia loro delle cose da fare e, quando chiedo un aiuto, sembra che abbiano chissà cosa da fare quando so benissimo che sono cose di pochi minuti, il capo è meglio lasciarlo stare perché è fisso nelle sue idee, mi risponderebbe che non ho abbastanza leadership mentre lui, che non vuole avere a che fare con le persone più problematiche c'è l'avrebbe? 

Scrivo qui perché ormai non so più a chi dirle queste cose. Per un motivo o per l'altro coi miei pochi amici uscivo con mia moglie perché non voleva stare sola. Poi non li ha più voluti vedere, anche col bimbo le cose non sono sempre semplici da organizzare. Sta di fatto che lei esce comunque con le sue amiche. Una mia amica ormai calcola solo lei. 

In questi giorni non vedo proprio via d'uscita, sembra tutto così difficile. 

 
 
 

CONSOLAZIONE

Post n°402 pubblicato il 01 Aprile 2018 da Oxumare81

Se scrivo qui proprio il giorno di Pasqua è perché ho bisogno di sfogarmi un po', perché non ho nessuno con cui parlare di certi problemi. Sì, so già che probabilmente ciò che sto per scrivere cadrà nel nulla, ma, forse, scrivere mi aiuterà a tranquillizzarmi, forse in futuro rileggero' queste parole sorridendo. 

Ieri mia moglie si è lamentata perché a volte dico a nostro figlio di non piangere o strillare e perché gli dedico poco tempo. Se dobbiamo essere sinceri, lui la cerca sempre e per un motivo banale: vuole il suo latte. Io ho tentato di dirle che, a quasi 16 mesi, non dovrebbe più essere allattato, ma lei insiste che può farlo tranquillamente fino a 2 anni. Sì, sta di fatto che vuole sempre lei e, quando sta facendo qualcosa in un'altra stanza, la segue e, se io gioco con lui, dopo poco se ne va, la cerca, piange. Ha anche scritto ad una mia amica che io gli dedico poco tempo, che ho sempre il tablet in mano. Ma quando? Ieri stavo facendo una cosa è volevo finirla. Potrò farlo? Lei decide quando fare le pulizie o preparare la cena senza dirmelo prima così non mi posso organizzare. Io, invece, le chiedo sempre se posso fare la doccia ecc così da sapere se può tenere il bimbo. Con lei invece devo sempre interrompermi e, se glielo dico, urla. E poi, anche questa amica, era una mia amica, lei ha iniziato a scriverle e ha smesso di confidarsi con me. E io che la conosco dal 2002! Bella amica! D'altra parte, lo so già, le donne sono pettegole e amano parlare male di tutti e lamentarsi per sentirsi dire che sono brave e che sono martirizzate dagli uomini. Ma non si rendono conto che non sono risposte costruttive a sentirsi dire che si ha sempre ragione? Ma a loro piace così. E poi è lei che ha sempre in mano il cellulare. Ma lasciamo perdere. 

Io sto zitto per quieto vivere. Non tocchero' più il tablet. Se poi il bambino piange comunque, vedrà lei. 

 
 
 

DIFENDERE

Post n°401 pubblicato il 06 Marzo 2018 da Oxumare81

Non se ne esce.

Lo scorso fine settimana ho pensato di andare dai miei genitori e l'ho comunicato a mio fratello, che ha pensato di venire con sua moglie e sua figlia. Mia sorella ha detto loro di non andare perchè doveva studiare e l'avrebbero disturbata. Ovviamente mio fratello ci è rimasto male e ha detto che non andrà più. Potranno andare loro a casa sua, ma non può sottostare alle sue decisioni. E' seguito un messaggio su whatsapp in cui diceva di non volere "chi non le parla e la disturba"

Domenica mi ha detto subito che non c'erano problemi, che in futuro potremo andare insieme. Alla mia richiesta di spiegazioni su chi intenda per "chi non le parla e la disturba" ha detto che non intendeva mia moglie e la moglie di mio fratello, ma me e mio fratello perchè a novembre-dicembre quando andavamo da loro non la degnavamo di nota, comunque la cosa è risolta. Mi pareva di aver ottenuto un buon risultato.

Nel frattempo mia moglie ha parlato con mia mamma di episodi isterici di mia sorella e dell'antipatia che nutre verso di lei e la moglie di mio fratello. Mia sorella le ha viste e ha voluto sapere di cosa stessero parlando. Al momento anche mia moglie ha commentato che era più tranquilla. Dovremmo essere io e mio fratello a farci vedere e sentire più spesso.

Ma poi la sera mia sorella si è arrabbiata con mia mamma e mia moglie perchè avrebbero dovuto parlare di lei solo in sua presenza. Io le ho detto che mia moglie non intendeva criticarla, ma solo far luce su quello che era successo i giorni scorsi, comunque non l'avrebbe fatto più.

Ieri mia moglie mi ha aggredito dicendo che avrei dovuto difenderla, che è delusa da me, che non vuole più vedere mia sorella, che i miei genitori sono succubi, mio papà la vizia, che non porterà da loro il nostro bambino, che mio fratello ha preso una posizione netta e anche io dovrei farlo.

Allora: dire che lei non intendeva criticarla non significa difenderla? E poi, io non ce la faccio ad abbandonare mia sorella. Ieri mia mamma mi ha telefonato in lacrime dicendo che non sapeva più cosa fare perchè aveva avuto un altro episodio isterico sapendo che mia moglie el aveva parlato alle sue spalle. In questa situazione io non sono certo contento. Soffro e mia moglie cosa fa? Mi dice che devo prendere una posizione netta? Lei vuole sempre fare la paladina della giustizia (a suo tempo le avevano detto che è pettegola al lavoro, dove non si trovava bene e poi si è licenziata, forse un motivo ci sarà, non voglio giustificare i suoi ex colleghi e loro angherie, ma qualche spunto si può trarre anche da eventi spiacevoli...), ma io credo di essere più diplomatico. Voglio bene ad entrambe e voglio conservare il rapporto con tutte e due, sperando che mia sorella sia tranquillizzi e migliori la sua relazione con le cognate. Io posso parlarle, ma non intendo tagliare i rapporti. Non ce la faccio, è più forte di me.

 

 
 
 

LA POLITICA DEL FIGLIO UNICO

Post n°400 pubblicato il 09 Febbraio 2018 da Oxumare81

Il ginecologo ha detto a mia moglie che la sua fertilità è piuttosto scarsa e probabilmente andrà presto in menopausa. Nessuna novità. Queste cose sono spesso ereditarie e sua mamma ha avuto lo stesso problema. Abbiamo anche fatto fatica ad avere nostro figlio per cui, due anni dopo, la situazione non può essere che peggiorata. Il ginecologo sostiene che, senza il ricorso alla fecondazione assistita, non rimarrà incinta un'altra volta. 

Subito mia moglie ha detto che vuole ricorrere a questa tecnica per avere un altro figlio. Mi sono sentito messo alle strette e non mi piace. Il ginecologo non mi deve dire cosa devo o non devo fare. Ha detto cose ovvie. Secondo me non si può escludere a priori un concepimento naturale. Mai dire mai. E poi io non voglio tornare a due, tre anni fa quando abbiamo fatto un primo tentativo di fecondazione assistita, visite continue, ansie, esami del sangue, sempre aggrappati alla speranza, prima della fecondazione, poi dell'attecchimento, poi della mia prosecuzione della gravidanza, salvo poi scoprire che si era interrotta naturalmente. Ci siamo rivolti ad un altro centro, ci facevano avere rapporti quando dicevano loro, esami un giorno sì è uno no da loro, alla fine la fecondazione assistita e la gravidanza che ha portato a nostro figlio. Ho accettato perché eravamo senza figli e rischiavamo di restarlo. Ora un figlio lo abbiamo e ne siamo molto felici. Perché tornare in quel vortice di ansia, medici, esami, dove nulla è naturale per una cosa che dovrebbe essere naturale? Io vorrei un altro figlio, ma naturalmente. Un figlio non è un diritto, se viene, bene, altrimenti, me ne faccio una ragione. Ho già un figlio che mi rende felice. 

Mia moglie ha obiettivo che, rifiutando di fare la fecondazione assistita, decido anche per lei, che invece vorrebbe farla subito. Mi dispiace che se la prenda così, ma è più forte di me, non ce la faccio a tornare indietro. 

 
 
 

PENSARE A SE STESSI

Post n°399 pubblicato il 23 Gennaio 2018 da Oxumare81

L'altro giorno mia moglie s'è messa a leggere col tablet a letto la mattina presto e io le ho chiesto di non farlo perchè non riuscivo a prendere sonno. Non l'avessi mai detto! Mi ha accusato di pensare solo a me stesso.

Proprio io, che praticamente non ho hobby e, quando torno dal lavoro, sto a casa la sera e non ho mai un momento per me? Proprio io che esco sempre con lei? Proprio che le sono stato vicino quando si è ammalata, che l'ho accompagnata al lavoro per un anno prima di entrare in ufficio? Proprio io che ho accettato la sua scelta di licenziarsi?

Se l'è presa anche con sua mamma perchè ieri aveva un impegno ma lei non poteva tenere il bimbo. Ha commentato che sua madre non l'aiuta abbastanza, che pensa solo a se stessa. Forse, se dice la stessa cosa per due persone diverse, pretende un po' troppo?

Ma preferisco lasciar correre, già ho i miei problemi al lavoro, dove mi sento poco valorizzato, mia nonna non sta bene in questi giorni e anche la cagnolina ha un grosso problema alla schiena.

 
 
 
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Un blog di: Oxumare81
Data di creazione: 13/08/2007
 

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