Zacinto mia

Ciò nonostante ognuno, se non proprio felice, almeno non è infelice. E tira avanti.

 

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BUON ANNO

Post n°416 pubblicato il 13 Gennaio 2019 da Oxumare81

Si dice ancora "buon anno" al 13 gennaio? Beh, io lo scrivo, con la speranza che il 2019 porti belle sorprese. Il 2017 e il 2018, ad essere sinceri, non è che mi abbiano donato granché: stallo su tutti i fronti, soprattutto professionale. 

Il 2019 è iniziato con una rassicurazione, da parte di un prete, sui miei dubbi. Ha ritenuto troppo scrupolose le mie preoccupazioni e, sebbene fosse ottantenne, ha giudicato datati gli scritti di San Giovanni Bosco e mi ha confermato che non ho commesso gravi errori in passato. Non per questo smetterò di vigilare. Almeno in tal senso mi impegnerò nell'anno che è appena iniziato. Siamo stati al santuario di Oropa, vicino a Biella, per affidare alla Madonna i nostri cari e questo nuovo anno.

 
 
 

TURBAMENTI DI NATALE

Post n°415 pubblicato il 28 Dicembre 2018 da Oxumare81

Il periodo di Natale mi mette addosso tristezza. Le giornate sono tanto corte, il freddo invita a stare in casa, le nebbie ci avvolgono. Non lavoro perché, per il quinto anno consecutivo, sono obbligato a consumare le ferie maturate. Per evitare la noia degli anni passati me la sono presa comoda e ho distribuito gli impegni un po' per giorno in modo da non restare proprio a far nulla. Sarà il maggior tempo per pensare, il mistero cristiano del Natale e la confessione dei giorni scorsi che sono rimasto molto turbato. Leggendo alcuni articoli su internet (in particolare un sogno in cui San Giovanni Bosco, accompagnato dall'angelo custode sull'orlo di un precipizio, riconosce alcuni ragazzi all'inferno per non essersi confessati validamente e per aver preso la comunione in stato di peccato mortale) ho scoperto che tutti gli atti impuri sono peccati mortali, cioè portano all'inferno se non confessati. Io credevo che alcuni fossero veniali. Non solo, i peccati mortali devono essere descritti in dettaglio, indicando quante volte sono stati commessi, altrimenti la confessione non è valida. Se la confessione non è valida, la comunione è sacrilega perché fatta in stato di peccato mortale.

Io credevo che alcuni atti impuri fossero peccati veniali e quindi per anni ho fatto la comunione senza essermi preventivamente confessato. Ho commesso perciò altre centinaia di volte peccato mortale. Quando ho fatto atti impuri più gravi, immaginavo di essere in peccato mortale e mi sono. accostato alla comunione solo dopo essermi confessato. Solo un paio di volte, però, ho descritto nel dettaglio il tipo di peccati, altre volte li ho solo detti genericamente. Queste confessioni sarebbero quindi invalide e io avrei fatto altri peccati mortali facendo la comunione? Ma a catechismo queste cose non si approfondiscono. Io ho fatto il catechista per sette anni e non le ho spiegate. Come si fa ad affrontare certi argomenti con bambini di 8-9 anni? E i preti, in confessionale, quando si accenna agli atti impuri, chiedono di che tipo e quante volte sono stati commessi? A me sarà capitato al massimo 3 volte in 30 anni di confessioni mensili.

L'altro ieri è venuto a mancare un cugino di mio papà a soli 53 anni per un tumore al cervello. Lascia mamma, moglie e 4 figli. Uno è già in cielo. Una persona dedita alla famiglia e alla parrocchia. Ecco, è così che vorrei essere anche io. Mi dovrei sforzare a vincere certe pulsioni. Ho mia moglie, dovrei dedicarmi solo a lei. Da quando sono venuto a vivere a Milano non sono più stato così coinvolto nelle attività della Chiesa, la mia vita di preghiera si è probabilmente attenuata. Voglio ripartire da questi turbamenti per migliorare me stesso e ricominciare dal 2019 con una fede più salda. Urge una confessione che tagli i ponti con le confessioni invalide del passato e le comunioni sacrileghe. Grazie a Dio ho ancora 37 anni e il tempo per recuperare. Purtroppo c'è chi muore giovane, non so quanto vivrò ancora su questa Terra, ma voglio riprendere con rinnovata forza il mio cammino verso la santità.

 
 
 

A VOLTE RITORNANO

Post n°414 pubblicato il 11 Dicembre 2018 da Oxumare81

I giorni scorsi è venuto a Milano il nostro direttore mega galattico. Solita scena untuosa di chi voleva mettersi in mostra, in primis il mio caro amico, e di chi manifestava il suo dissenso. Quando stava per andarsene si è rivolto a me e mi ha chiesto se poi mi hanno passato di livello. Momento di silenzio glaciale. Pensavo di non aver capito, così ha dovuto ripetere la domanda. Ma cosa si è sognato? Io davo la cosa morta e sepolta da oltre un anno e mezzo. Gli ho detto che ne avevo parlato con risorse umane quasi due anni fa, dal momento che ho occupato per 15 mesi un posto di livello superiore al mio senza poi ottenere la qualifica nonostante il contratto prevedesse solo 6 mesi e col nuovo contratto addirittura solo 3. Se poi non mi hanno dato la qualifica superiore è perché lui ha accorpato gli uffici di tutta Italia chiudendone 20, tra cui il mio. Mi ha risposto che ogni 6 mesi riapre la questione con risorse umane e lo farà anche a gennaio. Mah, devo crederci? Perché è uscito così dal nulla con questa cosa che credevo chiusa? Ho ripetuto che ne ho diritto perché il contratto lo prevede. Forse gli ho mancato di rispetto e il mio capo diretto mi stava sentendo, ma questa cosa me la sono legata al dito. Non potevo non sottolinearla. Lui ha risposto un po' stizzito che sa cosa c'è scritto nel contratto. Non è uno stupido e sa che se facessi causa all' azienda la vincerei. Speriamo bene. In compenso il mio capo diretto mi ha chiesto di indagare perché una collega ha chiesto al capo supremo un colloquio. Ma perché certe persone le fa gestire a me e non lo fa lui che è il capo? Non ci ho dormito la notte, per fortuna non era niente di ché, anzi, la collega si è scusata per avermi risposto male in passato, poi ha dovuto ricredersi perché - sue testuali parole - ha capito che sono una persona valida.

 
 
 

I SEGNI DEL TEMPO

Post n°413 pubblicato il 29 Novembre 2018 da Oxumare81

Non vedo l'ora che passi il lunedì, il martedì, che si avvicini il venerdì e arrivi il fine settimana. Poi le settimane passano e anche i mesi. Sono sollevato e mi dico:"anche questa è andata", "ho superato questo ostacolo", "sono arrivato a...". In tal modo, però, manca poco più di un mesetto e saluteremo il 2018. Mi fermo e mi rendo conto che il tempo passa troppo velocemente. Martedì ho partecipato all'aperitivo di saluto a quattro miei ex colleghi che vanmo in pensione a fine anno. Se ci penso, di quelli che erano con me 13 anni fa, quando sono entrato in azienda, ne rimarranno solo tre (di cui una, tra un altro anno, andrà in pensione). Mi sono commosso. Con loro se ne va un pezzo della mia vita. Ho lavorato nello stesso ufficio per 10 anni, ne abbiamo passate tante. Sono stato male per via di una collega che mi trattava come il suo segretario, e non vedevo via d'uscita e di crescita professionale, ma mi sono anche divertito tanto con gli altri. Eravamo proprio un bel gruppo. Nel 2014 ci hanno trasferiti in un altro palazzo e dove eravamo ora c'è un famoso locale. Oggi ci sono entrato! Che tristezza pensare che ci ho lavorato per 9 anni e vedere che ci si può bere il caffè! Nel 2016 io sono andato a Brescia e ora choudono anche il loro ufficio. Se l'anno prossimo volessi andare a trovare i superstiti dove andrò visto che saranno assegnati altrove? Tutto per queste continue riorganizzazioni finalizzate alla riduzione del personale! E, se mai riuscirò ad ottenere una promozione, chi se ne accorgerà?

Non solo nella vita lavorativa, ma anche in quella personale il tempo passa troppo velocemente. Siamo già in inverno, ma tra una ventina di giorni, le giornate riprenderanno ad allungarsi, e poi sarà di nuovo primavera, tornerà ancora il caldo e infine saluteremo il 2019 e mi avvicinero' sempre più ai 40 anni. Mi sembra ieri che è nato mio figlio, ma tra una settimana compie due anni. L'anno prossimo andrà alla scuola materna e diventerà sempre più grande. Pian piano sarà più autonomo e me lo ritroverò adulto. Sembra un luogo comune, ma le difficoltà della vita mi portano a giudicare positivamente lo scorrere del tempo per aver superato gli ostacoli. Ma è sempre così? Forse, in tal modo, non vivo abbastanza il presente e mi perdo momenti importanti della mia vita e delle persone a cui tengo di più.

 
 
 

LA SIGNORA CONIGLIO

Post n°412 pubblicato il 02 Novembre 2018 da Oxumare81

La signora Coniglio è un personaggio del cartone animato "Peppa Pig" che fa mille lavori: la commessa, la macchinista di treni, l'autista di autobus, la gelataia, l'infermiera pediatrica, la pilota di elicotteri... ecco, in ufficio mi sento come lei: faccio un po' tutte le cose, con la differenza che a volte mi sembra di non venire a capo di nulla o che i miei sforzi non servono, intanto, attorno a me i colleghi passano le giornate ascoltando la radio a tutto volume, tra pause caffè, il cellulare e internet. Mi chiedo quando i miei sforzi saranno ricompensati. Un venerdì, inaspettatamente, con due colleghi che hanno insistito perché andassi a pranzo con loro, ci siamo confidati l'insoddisfazione e la difficoltà a lavorare con un capo superficiale ed egocentrico e colleghi nullafacenti o untuosi. Mi sono sentito liberato, ma un po' a disagio per aver rivelato ciò che per mesi mi sono ripromesso di tenere per me. Ma se mi tengono all'oscuro di determinate cose o non si lavora con correttezza, scoppio anche io. Questa complicità continua. Quanto meno non mi sento così incompreso. Sono anche consapevole che c'è chi sta peggio di me.

Mi consola il fatto che mia moglie sia riuscita a trovare lavoro fino a giugno. La gestione del bimbo è più complicata, sopra ttutto quandi si ammala, ma, superata la soglia dei 37 anni (questa volta mi sono lamentato poco anche perché ero ammalato), ce la facciamo! In compenso un mio amico, che già era stato sfrattato alcuni anni fa, deve ancora lasciare la casa in cui si trova il prossimo mese. Io sto cercando di aiutarlo, ma, vista la precarietà della sua situazione, due soluzioni che pensavo di avergli trovato, sono svanite. Non so che altro fare.

 
 
 
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Un blog di: Oxumare81
Data di creazione: 13/08/2007
 

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