Creato da sifabri il 02/10/2014

eyes4u

Mi hanno rubato l'anima

 

CONVERSAZIONI......

Post n°22 pubblicato il 21 Ottobre 2019 da sifabri

MI sento osservato: infatti apro gli occhi e vedo i suoi occhi verdi che mi guardano con la testa appoggiata sul mio petto. Sorride.

“ Da quanto sei sveglia?” le chiedo… ”da un po’” risponde lei.

e tutto questo tempo sei stata ad guardarmi dormire?” “ No ho anche ascoltato il battito del tuo cuore” “poi ascoltavo il tuo respiro, mi piace quel ritmo cuore respiro”

Sono quelle situazioni particolari, quella rilassatezza del mattino appena svegli dopo una notte fatta di tenerezza e passione. Stai bene, non hai inibizioni mentali e riesci a parlare a ruota libera. “Cosa ci fai qui, perché sei tornata da me?” Sorride…..mi bacia il petto, appoggia nuovamente l’orecchio sul petto Sono diventata grande, adesso non ho più paura di amare, dopo la separazione mi sono sentita libera e tu …tu sei stata l’unica persona che mi ha amata in maniera totale e assoluta, mi hai fatto sentire donna, mi hai fatto sentire viva, mi hai fatto sentire importante…no non ho paura di amare adesso…te l’ho detto stanotte che mi sono innamorata di te”

“Sai che quello che hai detto è impegnativo, amare può essere faticoso!” “lo era adesso non più, è questo che voglio, ho buttato via i migliori anni della mia vita, mi sono persa il nettare della vita, mi sono persa sensazioni ed emozioni, mi accorgo che non ho vissuto, voglio lasciarmi andare totalmente in maniera irrazionale e vivermi tutto quello che solo tu sei riuscito a darmi, voglio cullarmi di tutto quello che mi dai, voglio viverti il più possibile” Wow!! Una vera e propria presa di coscienza, una nuova consapevolezza forse un nuovo inizio. Mery è sempre stata una persona riflessiva, anche troppo, la sua professione (psicologa)a volte la porta all’immedesimazione a volte (questo succedeva anni fa) era come se avesse paura di vivere i traumi dei suoi pazienti, sapeva che potevano capitare anche a lei ed ovviamente si era costruita una sorta di corazza per non farsi “contaminare”. “E tu??...perchè mi hai ripreso??” “ Ma io non ti ho ripreso, sei solamente in prova con diritto di recesso dopo una settimana, se non vai ti rimando indietro.” “Ahahahaha” ride “scemooo!!”

“Parlami di lei dell’ultima che ti ha spezzato il cuore!!” Sarebbe una domanda indiscreta alla quale non avrei risposto se fosse stata un’altra persona, ma non Lei, non è curiosità morbosa la sua, e nemmeno competizione, non chiede per un confronto, chiede perché vuole partecipare alla mia vita, vuole capire i miei meccanismi e vuole capire se sarò in grado di rinnamorami di lei…credo sia lecito.

Una donna materialista, pragmatica e arrivista, la classica donna che vuole essere mantenuta senza fare nulla e quindi disposta a perdere la propria dignità andando contro i propri principi morali e ne ha molti credimi, gioca un po’ con i sentimenti degli altri, facendo leva sulla sua bellezza per avere vantaggi personali.” “Dai!!! Non posse credere che fosse solo questo perché se così fosse non capisco come hai fatto ad innamorarti di lei!” “Vero, ovvio che non è solo questo, sa essere dolce, ma credo che in me abbia prevalso quella fragilità che si intravede nei propri occhi, quel senso di tenerezza che mi dava e che sai benissimo, mi porta ad essere protettivo e rassicurante, la volevo proteggere dal mondo intero, ma soprattutto da se stessa perché è lei stessa il suo peggior nemico” Siete belle entrambe, anche nella vostra totale diversità, un po’ come fare il confronto tra una Ferrari ed una Rolls Royce, due splendide auto, ma di genere completamente diverso. Mery è “fulminante”, la vedi e non riesci a toglierle gli occhi di dosso, algida alta quanto me, elegante…classe e femminiltà, mai sopra le righe, pacata e discreta, mi piace da morire quando andiamo in gir,o vedere le persone voltarsi a guardarla, un corpo che rasenta le perfezione, occhi verdissimi come il mare della sua Puglia e quegli occhiali che fanno come da preziosa cornice ad un magnifico quadro e quel sorriso….quel sorriso è una delle cose più belle che ho visto in vita mia, sempre, sempre sorridente allegra, non l’ho mai sentita piagnucolare o lamentarsi di qualcosa, mi trasmette serenità ed allegria, ridiamo, ridiamo tantissimo e la sua risata è sì contagiosa, ma mai sguaiata.

“Cosa non ha funzionato, non capisco come non possa essersi innamorata di te!!” “Boom, questa l’hai sparata grossa…..ahahahah” “Dici che sono di parte??? Ahahahah”.

“Cosa non ha funzionato….credo siano molte le cose che non hanno funzionato, la principale è che ha capito che io non l‘avrei mantenuta, non che non avessi i mezzi per farlo, tutt’altro, è che solamente voglio una persona chi mi apprezzi per quello che sono non per quello che ho, ed anche per un principio morale. Un vecchio preverbio cinese recita “se incontri una persona che ha fame non darle un pesce, ma insegnagli a pescare.” Anche solo per lei, per una sua autonomia per vivere senza dover chiedere nulla a nessuno, per essere libera!! E lei così purtroppo non lo sarà mai, sarà sempre in balia di squallidi uomini che si comprano l’amore e che, giocoforza, ti rendono schiavi e che una volta stufi del giocattolo lo abbandonano per un giocattolo più nuovo”. “Poi…che altro???” “Con lei mi ero aperto, totalmente…lo sai come faccio io…..mi fido e mi confido…tutto, vita morte e miracoli di me le ho raccontato…ero riuscito anche a raccontargli del mio trauma, quello che tu ben conosci e che riempie le mie notti di incubi anche adesso dopo quasi 40 anni, ma ha intuito che era una cosa forte, dura, anzi durissima e non ne ha voluto sapere, le ho aperto e regalato la cosa più preziosa che una persona possa dare, la mia anima, ma non è questo il problema, sai…difficilmente chi non ti ama è disposto ad aiutarti a portare certi pesanti fardelli, ma la cosa che più fa male e che lei non si è mai aperta con me, non so nulla di lei, è una donna dell’est europeo, ma non so nemmeno dove è nata, non so nulla di lei dopo 10 anni che ci conosciamo, non so nulla della sua vita (anche se moltissime cose le ho intuite), lo sai che sono empatico, è assurdo tutto questo non trovi? Ed ero comunque disposto a fregarmene, a metabolizzare il suo passato, anzi la avrei aiutata a dimenticare ed a rinascere a nuova vita, un reset completo, azzeriamo tutto e ricominciamo daccapo, assieme. “ Certo capisco perfettamente, non si è fidata di te ed hai perduto fiducia in lei“ “Esattamente, non mi ha fatto sentire importante per lei, non mi ha fatto partecipe della sua vita, qualunque essa fosse stata, e mi sono chiuso, non sono riuscito a farle vedere quello che sono realmente, un blocco, ha visto solo un decimo di quello che sono, certo con i miei pregi (pochi) ed i miei difetti (tanti). “Tante discussioni vero???” “Sì, ma il confronto dovrebbe essere la base della costruzione di un rapporto, non trovi? Invece lei cambiava argomento, quando parlare le appariva scomodo diventava scontrosa e non voleva affrontarlo.” “Assolutamente sì, è la base, si discute e si impara a conoscere chi abbiamo di fronte, molte persone hanno problemi, ma è faticoso affrontarli, fanno finta che non esistono, ma il problema rimane se non lo affronti se non ne parli, è un ostacolo che hai aggirato, ma non saltato e sconfitto. Ma il peggio è l’intransigenza, ovvero il dire io sono fatto così. In questo modo non si va avanti, la vita è fatta comunque di piccoli o grandi compromessi. Se per ipotesi due persone sono distanti 4 metri, si può ovviare per avvicinarsi, se solo uno dei due fa un passo verso l’altro la distanza si riduce a 3 metri, ma, se meglio ancora, entrambi fanno un passo la distanza diminuisce fino a quasi annullarsi.” “Infatti con la mia ex moglie è andata esattamente così, c’erano problemi, non abbiamo mai litigato, non ne abbiamo mai parlato, abbiamo fatto finta di niente, ma i problemi sono rimasti lì intatti ed irrisolti, ed alla fine hanno compromesso definitivamente il nostro rapporto.” “Poi??” “ Poi il crollo, un oceano di bugie, anche stupide ed alcune pesanti, una infinità al punto tale che non capivo più dove stava la realtà, cosa era vero e cosa era fasullo e mistificato, al punto tale che penso che questo  fidanzato (come lo chiama lei) possa addirittura non esistere, si vedono raramente, non si vivono, ma che razza di rapporto sarebbe, davvero non lo so.” “La bugia è il cancro di ogni rapporto, toglie fiducia e sicurezza nell’altro, e nella peggiore ipotesi genera la forma più distruttiva di gelosia.” “Infatti mi sono ulteriormente chiuso, non mi fidavo più di lei, ma al tempo stesso ne ero stupidamente innamorato, una cosa senza senso e mi ha lasciato delle ferite profonde, mi ha fatto male”. “Hai gli occhi lucidi….” “Si…mi fa ancora un male da morire questa cosa e mi fa arrabbiare il fatto che per tutto questo non riesco ancora ad innamorarmi di te che forse ne sei la vittima più innocente, quella che più di tutti ne paga le conseguenze, e mi dispiace anche per lei condannata ad una esistenza senza felicità senza aver vissuto la propria vita ed in totale solitudine. Ma questa è la vita ed ognuno di noi paga per le scelte che fa.” “Però adesso basta…..parliamo un po’ di noi……” Mi ha un po’ stancato parlare di lei, è un capitolo che voglio chiudere prima possibile e dimenticarmi questa triste, ma davvero triste storia. Ho bisogno di aria nuova, di metabolizzare, e ricominciare a volare e la cosa che desidero di più è riuscire ad amare Mery, ad innamorarmene follemente come è accaduto tanti anni fa.

“Bene allora parliamo di te!” “E ti pareva!!!” rispondo io….ridiamo….ci abbracciamo forte e ci baciamo.

“Faccio fatica a pensare che una donna non possa innamorarsi di te…” “Daiiiii la fai finita!!!” le rispondo un po’ stizzito. “No….non scherzo, hai tutto quello che una donna possa desiderare da un uomo. Ci sono un mare di cose che mi piacciono di te. Mi piace il modo in cui mi guardi, mi piacciono i tuoi momenti di “assenza”  perché so che in quei momenti sei ancora più presente, e soprattutto più avanti, mi piace quando hai quelle piccole attenzioni, tipo spostarmi una ciocca di capelli o togliermi un pelucco dal maglioncino, mi piace quel senso di sicurezza che mi trasmetti, mi fai sentire protetta da tutto e da tutti, con te tutte le mie paure svaniscono, mi piacciono le tue pazzesche sorprese, mi piace che mi fai sentire importante, mi piace quando mi coccoli per una notte intera, e quante lacrime di gioia mi fai versare tutte le volte che scrivi qualcosa di me, è un regalo bellissimo perché mi regali emozioni che nessuno è mai riuscito a regalarmi, mi regali la tua anima più profonda. E poi quanto mi piace quando mi parli dei tuoi viaggi, soprattutto i tuoi racconti africani, starei giornate intere ad ascoltarli, li risentirei tutti, ma è il fatto che lo fai per me che mi che più mi piace. Mi piace il tuo modo di fare l’amore, che poi è il NOSTRO modo di fare l’amore, con la massima attenzione più al piacere dell’altro che al proprio e che ci da in dote una complicità pazzesca come solo l’intimità del sesso può darci, mi piace la tua empatia nei miei confronti ovvero il modo in cui riesci ad intercettare le mie sensazioni ed i miei desideri…basta una sola parole e capisci al volo (te l’ho sempre detto che saresti stato un eccellente psicologo). E Mi piace anche litigare con te, perchè non è mai lite vera e propria fine a se stessa, ma un vero confronto, che ci aiuta a crescere e capirci meglio….potrei farti un elenco sterminato……….però adesso devi dirmi cosa è quella lacrima che ti solca le guance…..”  “ E’ rabbia cucciolo tanta rabbia, rabbia per il fatto che non riesco ancora ad amarti, che ti meriteresti un milione di cose in più di quelle che dici che ti do’” “Riuscirai ad amarmi, anzi forse lo stai facendo già, forse sei già innamorato e non ne sei consapevole, hai un po’ paura per il nostro passato e per il tuo recentissimo passato, ma amarci è scritto nel nostro destino è scritto in cielo”

“ Sei fantastica Mery” Mi guarda negli occhi mi scruta tutto il volto come a cercare qualcosa, appoggia la sua fronte alla mia, i suoi lunghi capelli mi accarezzano il collo…..sospira “quanto tempo abbiamo buttato via per colpa mia, quanti minuti non ci siamo vissuti, quante emozioni ci siamo persi, quante notti senza calore, quanti risvegli abbracciati assieme ci siamo persi……” c’è un velo di tristezza in quegli occhioni verdi….per sdrammatizzare le faccio una linguaccia e cominciamo a sorridere e poi a ridere. Le salto addosso, comincio a farle solletico…..ride ride di gusto…ridiamo…poi mi guarda con quegli occhi, con quello sguardo che conosco, e che mi fa impazzire, ci baciamo con passione…..e così ripartiamo da quella notte di passione appena trascorsa e ricominciamo daccapo. No non vogliamo più perdere i momenti, gli attimi, non vogliamo più perdere emozioni e sensazioni, non vogliamo più perderci alcun minuto, vogliamo viverci, giorno dopo giorno ora dopo ora, vogliamo goderci noi stessi e la nostra vita, vogliamo regalarci le nostre anime avendo cura ognuno dei quella dell’altra, proteggerla ed alimentarla, vogliamo nutrirci di noi. Ti amerò Mery…..e quando sarà lo  sarà per sempre…….

Eyes4u

 
 
 

OGGI E'.....GIOSTRA!!!

Post n°21 pubblicato il 20 Giugno 2015 da sifabri

 
 
 

...VESTITA SOLO DELLA MIA CAMICIA....

Post n°20 pubblicato il 19 Novembre 2014 da sifabri
Foto di sifabri

 

Il mio soggiorno a Milano purtroppo è durato meno di quanto sperassi, per adesso il mio “viaggio” non è praticabile, (non ci sono le condizioni necessarie) e quindi tutto è rimandato a Febbraio-Marzo.

Fanculo…..Vabbè, ce ne faremo una ragione, è solo un “rimando”, nel frattempo mi è “balenata” in testa un’altra idea (a volte mi domando cosa realmente ci sia nelle mia testa), il desiderio di rincontrare vecchi amici d’oltre oceano questo inverno, solo che Boston è polare in inverno…chissà magari a Natale, comunque prima del mio progetto iniziale.

Ho preso alloggio in un Hotel in via Spadari (vengo sempre qui quando “scendo” (o salgo) a Milano), è centrale, ed è vicino a tutto ciò che mi interessa in questa città…il tempo di sistemare il bagaglio in camera….cellulare “Sei arrivato?”

Lisa…Lisa è una cara amica da oltre venti anni, abbiamo fatto insieme un corso di fotografia e preso la certificazione PhotoShop a Bari, tantissimi anni fa, lei Milanese pura, io Aretino da sempre, ci siamo conosciuti nel posto più lontano che potesse esistere. Abbiamo anche esposto alcune nostre opere ad una mostra congiunta, qualche (diversi) anni fa a Bologna. E’ il mio punto di riferimento quando sono a Milano, lei ha proseguito nella sua “arte”  (ha lavorato per le più importanti riviste di moda non solo italiane ma anche internazionali, ha esposto le sue opere in tutto il mondo) io ho in parte abbandonato seguendo strade meno artistiche ma di sicura “remunerazione”.

Ci incontriamo nella hall dell’hotel, è diventata più bella “ma tu cosa fai la notte dormi nelle botti di barrique?” la sua risata è dolce e fragorosa al tempo stesso, lo stesso splendido sorriso di Julia Roberts, le stesse labbra sottili e lo stesso disegno della bocca. Capelli scuri occhi blu, di un blu scuro che è davvero raro da trovare, alta qualche centimetro più di me, circa 1,80….ma c’è qualcosa di nuovo in lei……” non noti nulla di nuovo??” mi domanda? “ Si ..qualcosa non mi quadra, ma così non so dirti cosa”. Si apre il soprabito….”mi sono rifatta il seno, così non potrai più dirmi che ho due schiene!!” Mi fa linguaccia e scoppia nuovamente a ridere…ridiamo assieme, ci abbracciamo calorosamente e le confesso che Lisa 2.0 mi piace e che la misura “del seno” è perfettamente equilibrata con il resto del corpo.

Usciamo e facciamo due passi, siamo proprio nei paraggi di Piazza Duomo, in pieno centro, mi accompagna in Via da Cannobio a salutare degli amici-clienti dopodiché ci incamminiamo verso Palazzo Reale ci sono due mostre che ci interessano particolarmente (Van Gogh e Chagall)lei più Van Gogh, io più Chagall.

 Mi piace Milano, ma non la amo, mi da l’impressione che sia una città troppo “veloce” talmente veloce che non ti dia la possibilità di pensare, non ne hai il tempo, non fai in tempo, devi essere istintivo. Non parlo dei luoghi comuni su Milano, certo io vengo da una piccola città di provincia e magari “la grandezza”, la mancanza di “orizzonte”, può mettermi a disagio,  ma altre città del mondo (metropoli) dove magari ho anche vissuto per alcuni mesi non mi hanno mai dato questa sensazione…mi distrae Milano, ma ci pensa Lisa con i suoi “strattoni” a riportarmi alla realtà, tenendomi sotto braccio, con la falcata più lunga della mia andiamo fuori sincrono.

Adoro Lisa perché ama ridere, le piace quando la prendo in giro, quando le faccio le battute in toscano (che accentuo) proprio perché adoro vederla ridere, perché ti trasmette gioia, serenità,  …sorride “da dentro”.

Per la cena abbiamo prenotato da Carlo un caro amico, grandissimo chef stellato che ha anche curato il banchetto di nozze di Lisa, qualche anno fa, e che tra l’altro è in Via Hugo proprio dietro l’angolo, del mio hotel.

Lisa ha sempre quel sorriso nel volto, è illuminante, non è bellissima come le modelle che fotografa abitualmente, ma ha un fascino ed una eleganza misteriosi, magia pura…ti incanta. Amo la sua arte, ha una capacità creativa immensa, nella piccolo porzione di immagine che arriva da dentro un obbiettivo, lei è in grado di tirare fuori una storia, un romanzo, una emozione grande come il suo cuore. E’ come se fotografando una stella, riuscisse a farti vedere l’intero universo….le sue creazioni non si guardano si “leggono”, quando guardi un suo scatto percepisci i suoni, i profumi di quella immagine, è indubbiamente un’artista “sensoriale”. Sono convinto che se fotografasse uno dei meravigliosi piatti di Carlo, questa immagine prenderebbe vita propria e diventerebbe commestibile.

Ha sempre desiderato fotografarmi ed io ho sempre impedito che lo facesse (non amo in generale farmi fotografare)ed anche stasera a tavola, ha magicamente tirato fuori la Nikon dalla sua borsa…”no ti prego”….

Per un attimo i sorriso è scomparso per poi riapparire assieme ad una carezza dolcissima sul mio volto….Ho paura delle sue foto, non perché possano “rubarmi l’anima”, ma per paura di quello che leggerei in quegli scatti, di  cosa sentirei e del profumo che emanerebbero.

E’ quasi l’una di notte quando saliamo in camera, il tempo per berci un’ultima cosa e finire la serata, ci accomodiamo nel divano, e stando sdraiati ed abbracciati, parliamo, parliamo in continuazione, ridiamo, la prendo in giro del fatto che il suo “nuovo ingombro” mi impiccia, ride ride fino alle lacrime, siamo talmente vicini che quando un momento mi guarda negli occhi i suoi occhi diventano strabici, mi scruta il volto in silenzio come a cercare qualcosa, sempre con quel sorriso, ma questa volta un po’ amaro, vorrebbe dire qualcosa, ci prova più volte, ma non riesce, socchiude le labbra, ma non emette suoni, e quando sta per riuscirci le metto un dito sulle labbra ad impedirglielo, continua a cercare qualcosa sul mio volto, mi bacia teneramente sulle labbra, gli occhi adesso sono lucidi e brillano di quella immensa luce che ha dentro, sorride mi abbraccia stringendomi forte fino quasi a soffocarmi, forse delusa, o forse sollevata…chissà, forse entrambe le cose. “Vorrei rimanere, ma non posso” mi dice.

“Vorrei rimanessi, ….ma non possiamo” le rispondo.

Il Frecciarossa corre velocissimo talmente veloce, che tutti i miei dubbi non riescono a raggiungermi, forse sono rimasti a Milano, mi raggiunge solo una foto che ho fatto con la sua Nikon, e che le ho rubato mentre dormiva, vestita soltanto della mia camicia ed il messaggio che l’ha accompagnata…

”Possiamo…. perché VOGLIAMO…Lisa”.

EYES4U


 

 
 
 

IO SONO...LA MIA TERRA..(2)

Post n°19 pubblicato il 15 Novembre 2014 da sifabri

LA MIA TERRA CON GLI OCCHI DI PIERO DELLA FRANCESCA

EYES4U

 
 
 

IO SONO...LA MIA TERRA...

Post n°18 pubblicato il 13 Novembre 2014 da sifabri

EYES4U

 

 
 
 

NE' DIO NE' LEGGE.....

Post n°17 pubblicato il 10 Novembre 2014 da sifabri
Foto di sifabri

 

Sta piovendo……

Non è una novità ultimamente, è solo una rottura di scatole, ritrovarmi qui, a questa finestra a spiare le gocce che inesorabilmente cadono, o quelle che scivolano zigzagando sul vetro, e che bagnano il mio volto, ma solamente nel riflesso che il vetro restituisce alla mia vista. E’ quasi buio, ma si distingue perfettamente quella splendida tavolozza di colori, che solo “l’esfoliazione” autunnale regala, appunto la natura che “cambia pelle” e che arriverà a rinnovarsi. E’ magico osservare i boschi qui attorno a casa mia sulla colline della Valdichiana, un arcobaleno sì di colori tenui, ma dal contrasto forte e netto….sto divagando…lo so me ne rendo conto.

E’ solo il maldestro tentativo di sfuggire all’oggi a quel misterioso “virus” che ogni tanto mi contagia e che erano anni, tanti anni che non si ripresentava. Adrenalina, adrenalina pura. La necessità di rivivere situazioni spaventose, drammatiche, terrore allo stato puro, come quando vediamo un film horror che ci spaventa a morte, ma che non possiamo fare a meno di vedere, perché quella sensazione di paura “ci piace”. Ho bisogno di questo, di quello che accadde la prima volta 32 anni fa e che poi ho avuto la necessità, il bisogno (fisico e mentale) di rivivere negli anni a seguire e che puntualmente ho fatto…..devo andare…DEVO.

E così la scorsa settimana mi trovavo casualmente a Roma per motivi sportivi (convocazione alla procura federale della Federazione Italiana Tennis) ed ho approfittato per andare a trovare alcuni vecchi amici alla Farnesina…e l’ho buttata là, così come quasi un gioco una provocazione…”si può fare”.

Perfetto..allora vado, devo andare devo andare a “vedere” devo “sentire”, devo “odorare” devo “toccare” devo sentire dentro quella scossa, che sì ti terrorizza, ma che ti evita di fare cazzate e che ti fa sopravvivere. Qualche giorno a Milano 3, 4 una settimana, 10 giorni…il tempo di organizzare il tutto, avere l’appoggio dell’ A.P., preparare le macchine fotografiche…trovare un volo per Amman e poi da lì…..vedremo….

E’ strano e fa pensare il fatto che a questo mondo esistano posti abbandonati da Dio dove non esiste ne Dio ne legge ed è ancora più strano che proprio in questi posti si muoia in nome di Dio o si uccida in nome di Dio….o di una legge imposta da Dio……strano vero?

Non c’era ne’ legge ne’ Dio nei monti l'Hindukush in Afghanistan, ma c’era umanità in quei poveri villaggi, dove le gente ti metteva a disposizione e ti donava tutta la propria miseria ed il proprio terrore, dove era sufficiente possedere un AK47 acquistato per pochi dollari o una manciata di oppio, per imporre una legge sempre in nome di Dio, di un Dio spietato e crudele, che mette “se stesso” al di sopra della vita.

Non c’era ne’ Dio ne’ legge nella strada che da Mogadiscio portava a Balcad, dove era un gioco che i bambini di 8-9 anni bersagliavamo anche le auto dell’UNHCR con i loro RPG o le armi automatiche, come in un videogioco, dove se finivi nelle loro mani non ti avrebbe salvato nemmeno un passaporto diplomatico o che nella migliore delle ipotesi si sarebbero divertiti a simulare la tua fucilazione facendoti schizzare i battiti a mille, dove il terrore ti paralizzava gli arti e dove non riuscivi neppure a piangere di paura, perché il tuo sudore freddo ti infradiciava i vestiti e non avevi più liquidi da versare, e dopo averti derubato di tutto e gonfiato di botte…..

Non c’era ne’ Dio ne’ legge a Sarajevo, dove i cecchini si divertivano a sparare su gente comune Uomini donne e bambini che avevano la sola “colpa” di andare a cercarsi cibo ed acqua, perché l’assedio che stavanono subendo li stava uccidendo per fame, ed il fischio il sibilo dei proiettili era l’unico suono che percepivi…(quando ti andava bene), nessun rumore di sparo…se sentivi il fischio eri vivo diversamente… non lo eri più. Attraversavi quella strada, di corsa, una corsa forsennata, non contro il tempo (non c’era tempo), non c’era un traguardo, ne una medaglia all’arrivo, vincevi (se vincevi) una cosa di cui hai diritto,tutti hanno diritto la propria vita, e tutte le volte era così, tutti i giorni più volte al giorno, una logorante roulette russa, logorante al punto tale che qualcuno si è rifiutato di “giocare” e sfinito si è “lasciato andare” in una sorta di “eutanasia indotta”.

Ecco perché dico a volte “lasciate stare la legge”, perché esistono posti dove non esiste ne’ legge ne Dio, non esistono Stati ne’ confini, dove la vita, la tua o quella di chiunque altro non vale un cazzo, dove bastano pochi dollari per corrompere uno pseudo funzionario che ti faccia arrivare in un posto, e che magari questi (sempre per pochi dollari) può venderti a qualche banda di balordi.

Forse questa è l’unica vera legge che é lecita? Quella che la natura, selvaggia quanti ci pare, ci ha insegnato, la legge del più forte, il leone che uccide la gazzella, il pesce grosso che mangia il pesce piccolo?

E’ strano e fa pensare il fatto che a questo mondo esistano posti abbandonati da Dio dove non esiste ne Dio ne legge ed è ancora più strano che proprio in questi posti si muoia in nome di Dio o si uccida in nome di Dio….o di una legge imposta da Dio…..quale Dio…..forse il denaro?

Sta ancora piovendo, adesso è buio e non vedo più la tavolozza di colori autunnali, ma adesso la percepisco, ma vedo ancora quelle gocce solcare il mio volto nel riflesso del vetro…..

……..è pioggia??

EYES4U


 

 
 
 

PRECISAZIONE DOVEROSA

Post n°16 pubblicato il 01 Novembre 2014 da sifabri

Alcune persone, mi hanno "accusato" di copiare i post, da Netlog.

Devo precisare che i post che "erano" su Netlog (erano perchè netlog non esiste più) appartengono a me...quel profilo era mio(Eyes4u - Mi hanno rubato l'anima)...Sto solo ritrascrivendo alcuni di quei post (in alcuni c'è pure riportata la data in cui sono stati creati) su Libero, dopo che la piattaforma Netlog è stata chiusa e trasformata in altro.

Credo che fosse doverosa questa precisazione onde evitare futuri e spiacevoli equivoci. Tutto quello che verrà pubblicato qui dentro e "listato" con EYES4U, siano testi, che filmati e foto, sono di mi proprieta essondone l'autore. Diversamente verrà dichiarata la provenienza. Saluti

EYES4U - Fabrizio

P.S. Sarebbe educato concedere il diritto di replica a qualsiasi forma di critica.

 
 
 

IL CUCCIOLO DI TIGRE

Post n°15 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da sifabri
Foto di sifabri

Non è tardi quando la cena finisce….mi metto sulla terrazza sul lago.
L’acqua è ferma, nera come il buio, ma ne posso percepire la presenza il suo profumo. Prendo il pc e comincio a scrivere…queste righe, mentre tu di là sei intenta a rimettere a posto “io cucino tu lavi i piatti” questo era il patto.
Non è freddo, almeno per me, il cielo è stellatissimo e le stelle si confondono con le luci che si riflettono sull’acqua….ho voglia di scrivere, anche se non so cosa scrivere. Ti sento canticchiare, non so cosa, sei contenta nonostante tutto, nonostante che sai perfettamente che quello che è stato non sarà mai più…..…..attimi di vita e presente, leggo e scrivo……
Mi sento bene stasera, stanco sì, comincio ad essere un po’ stanco, ma sereno, complice questa atmosfera tranquilla, la favolosa vista che questa terrazza mi regala, e la splendida notte che mi fa da cornice.
Arrivi silenziosa come una “gatta” avvolta nel tuo accappatoio i capelli ancora un po’ umidi e ti siedi a gambe incrociate in fondo al divanetto da giardino nel quale stando sdraiato scrivo. Scuoti con forza i capelli, incurante del fatto che così facendo le tue forme vengono alla luce, ….mi osservi mi guardi…chissà a cosa pensi….sei forse delusa…forse ti aspettavi qualcosa di diverso da me, ma sapevi benissimo che sarebbe stato così…non potrà mai essere come era anni fa……tutto cambia, muta….
Ti alzi, cammini leggera, affascinante, potresti camminare su un tappeto di bicchieri di cristallo senza romperne nemmeno uno e torni con in mano due flut di Franciacorta “reduci” della cena…..ti avvicini a me….me ne porgi uno…e mi baci teneramente sulle labbra, un bacio casto, puro, ma carico di affetto….sei splendida quando sei così dolce, tenera……ma non sei sempre così, non sei stata sempre così……
Ti siedi nuovamente ai miei piedi a gambe incrociate, appoggi i gomiti sulle ginocchia ed il mento appoggiato sulle mani e continui a fissarmi….misteriosa….silenziosa…per te parlano solo i tuoi occhi verdi che riesco ad intravedere attraverso i capelli che ancora sono un po’ umidi e che ti sono scivolati davanti, nonostante i tuoi tentativi di richiamarli all’ordine”.
Occhi verdissimi…..”occhi di gatta”, elegante nei movimenti, proprio come un felino, ma come un felino capace di tirare fuori gli artigli e graffiare ferirmi a morte colpendo direttamente l’anima che tu sai perfettamente come raggiungere, ne conosci le porte e le finestre, ma stasera sei un cucciolo, un cucciolo di tigre.
“Parlami dell’Africa”…..questo mi chiedi, me lo chiedi sempre, le conosci già quelle storie, me le hai sentite raccontare decine di volte, ogni volta che ci incontriamo…ti piace…..rimani incantata da quei racconti, non perché io sia un abile narratore, ma ti piace che io lo faccia per te….e lo faccio…..
Comincia a fare un po’ fresco e faccio il gesto di prendere la maglietta per indossarla ma me lo impedisci “no fermo” ti avvicini a me in ginocchio sul divano ti slacci l’accappatoio ti sdrai accanto a me e mi copri appoggiando la testa sul mio petto….sento il profumo dei tuoi capelli, sento il calore dei tuoi seni sul mio petto, sento il tuo respiro, la cingo con un braccio accarezzandole la schiena, bellissima …….
Stai li in silenzio….mi guardi scrivere….ti accorgi che sto scrivendo di te…..alzi la testa mi guardi…….hai gli occhi lucidi “stai scrivendo di me!!”….si sto scrivendo di te, di come sai essere donna, di come sai essere femmina, di come sai essere gattina affettuosa e dolce e come sai essere tigre feroce, sanguinaria ed……egoista.
Ti sento stringere a me…..forse felice, forse delusa…..forse ti aspettavi qualcosa di diverso……..no non più non sarebbe giusto….non adesso….non stasera……stasera sei così, un cucciolo di tigre, ma non lo sei sempre stata……..e come una tigre, sei bellissima e pericolosa.

EYES4U

 
 
 

NO....NIENTE BIRRA STASERA

Post n°14 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da sifabri
Foto di sifabri

16 Agosto 2014

Luca e Laura sono due splendide persone, milanesi hanno una agenzia per la quale ho lavorato qualche anno fa e con in quali siamo rimasti buoni amici.
Quando hanno saputo che ero al Giglio, loro, dall’Elba, con la loro splendida barca, sono venuti a trovarmi insieme ai loro ospiti, un’altra coppia di signori milanesi e due giovani ragazze della sua agenzia. Era un po’ di tempo che non ci vedevamo, ma ci siamo sempre tenuti in contatto telefonico.
Un giro rapido di una giornata intorno all’isola ed in mezzo allo splendido arcipelago toscano, mangiando pesce pescato da Luca e meravigliosamente cucinato da Laura, ma si sa certi momenti passano veloci, e mi ritrovo in un momento di relax totale a scrivere, come al solito, prima di sbarcare (tornano all’Elba). Siamo ancorati davanti a Campese, più o meno all’altezza del faraglione, non è caldissimo ed il cielo alterna momenti di sole all’ombra. Beh non è certo il clima di un normale 16 Agosto, ma questo è quanto oggi gli Dei vogliono donarci e di questo dobbiamo accontentarci.
Il mare è bellissimo, trasparente di una bellezza unica ed appena mosso. Il suo moto e come il cullare di una madre, leggero delicato, la sensazione di essere proprio in balia della onde, rilassante quanto il guardare il fuoco di un caminetto.
Un anno….è passato un anno esatto, da quando tutto ha preso forma ed è diventato reale.
I Castelli Romani la cornice perfetta, il giusto scenario per questa storia, un finesettimana per alcuni versi magico, ma per altri triste, è sempre stato così con lei, fin dall’inizio, mai una connotazione netta, c’è sempre stato comunque un conflitto anche nei momenti più intensi, sole e tempesta, caldo e freddo…tutto insieme, e per certi versi potrebbe essere anche la giusta miscela per un rapporto, di sicuro non banale e certamente affatto noioso.
Ma è anche vero che in situazioni del genere è difficile capire dove sta la realtà delle cose, cosa è vero o no, cosa è giusto o non lo è e soprattutto cosa siamo noi e dove stiamo andando. Un po’ come questa barca cullata dalle onde, Come questa barca accarezzata dal mare, oddio nel mio caso il mare è una tempesta perfetta, con onde altissime tuoni e fulmini…..forse è una deriva assoluta…forse affonderemo oppure il mare ci porterà in una bellissima isola…chissà. Una cosa è certa, in questo periodo navigo a vista, non ho una rotta ben definita. Seguo le stelle con il sestante.
Sbando, non prendo strade definite, le costruisco dove non ci sono, passo attraverso la campagna…come ieri sera di ritorno dalla cena al Porto, senza nemmeno averne voglia mi siedo in un localino molto carino su a Giglio Castello, mi ricordo che era davvero un gioiellino c’erano molti colori e ricordo che quando sono arrivato c’era in sottofondo Barry White, ma ricordo anche una graziosa cameriera, giovanissima 26 anni di nome Ginevra (wow che nome) con la quale ho scambiato qualche parola tra una birra e l’altra e che mi sono ritrovato seduta al mio tavolo a fine turno fino quasi all’alba a bere birra e chiacchierare. Ci siamo scambiati le vite, io vivevo la sua e lei la mia, come fosse un gioco, abbiamo parlato per ore e ore aiutati dalla birra, ma abbiamo mantenuto comunque una buona (non ottima) lucidità. Una serata assurda e surreale ritrovarsi a parlare dei propri casini con una giovane sconosciuta, scambiarci pareri emozioni, consigli in totale libertà senza tabù o reticenze di sorta.
E’ assurdo come a volte certe persone distanti anni di luce in tutto, possano vivere una vita “parallela”. A qualunque età….le storie i problemi le situazioni sono sempre le stesse, cambia il modo di viverle, di affrontarle, certo a 26 anni abbiamo una visione diversa della vita, ma le problematiche sono le stesse mie che avevo alla sua età , ma anche adesso. La differenza tra me e Ginevra??? Solo anagrafica e generazionale. Ma è così con tutti, siamo tutti diversi, per motivi caratteriali, per formazione culturale, per educazione, ma le cose a che affrontiamo sono universali da zero a cento anni dal polo sud al polo nord. Metodo, è solo questione di metodo?
Non credo che esista un metodo per “vivere” una formula matematica e tantomeno una ricetta, sarebbe facile.
Rivedrò Ginevra domattina, l’ho invitata a pranzo e andremo in spiaggia assieme prima della mia partenza.
Perché chi doveva non mi ha mai parlato della sua vita dei suoi problemi, è così facile farlo con uno sconosciuto! Avrei potuto aiutarla, darle consigli, perché non mi ha mai permesso di partecipare alla sua vita, non pretendevo di farne parte, ma accompagnarla, stare attento che non cadesse e se fosse caduta avrei curato le sue ferite ed aiutata a rialzarsi, le avrei dato una carezza e tutta l’energia vitale che esiste in un abbraccio sincero.
Avrei voluto ci fosse lei con me a bere Prosecco anziché birra, magari non a scambiarci le vite, ma a parlare di una sola, la nostra.
Saluto Luca e Laura che con il tender mi hanno accompagnato e riva, li vedo ripartire, sono tristi le partenze, mi mettono malinconia. Sento il rombo della barca che si mette in moto….Mi salutano con la mano e li vedo allontanarsi in mezzo alle “scintille” del mare che il sole, sempre più basso all’orizzonte, cosparge sull’acqua.
Adesso una bella doccia, cena da Zio Brizio a Campese e poi……no…niente birra stasera.


EYES4U


 
 
 

LA SORPRESA LA CORDA SPEZZATA ED UNA BOTTIGLIA VUOTA

Post n°13 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da sifabri
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15 Agosto 2014

Doveva essere una sorpresa…..
In fondo lo è stata….per me.
Sono tornato nel mio rifugio, eccomi di nuovo al Giglio.
Sono nel mio solito appartamentino su a Castello, stavolta da solo, dopo una serata passata alla Trattoria Doria, sempre fantastica sempre accogliente, poi il guazzetto di molluschi e l’insalata di gamberi e pecorino ti mettono in pace con il mondo. Una bottiglia di franciacorta “Contadi Castaldi” si sposava alla perfezione con i piatti e soprattutto con il mio desiderio di stordirmi un po’.
E adesso qui sul paradiso del mio paradiso su quella terrazza dove adoro sognare, che aiuta a sognare mi ritrovo a scrivere stronzate su un pc e che poi riverserò su una stronzata di blog, un mix di rabbia, delusione emozioni, sogni ricordi e tutto quanto può passare nella mente perturbata, non solo dal franciacorta, ma anche dalle tossine di una vita quotidiana, di una esistenza che stasera riesco a definire solamente di merda.
Ma la brezza serale e fresca e talmente piacevole che mitiga le spigolature della mia anima, quella di questa sera, non certo quella che sono abituato ad “indossare”.
Già sul traghetto le percezioni, le sensazioni erano fortissime, visualizzavo i miei stati d’animo che se fossero proiettati in uno schermo.
C’era profumo di novità sopra quel traghetto, profumo di svolta…andavo a poppa e vedevo la terraferma allontanarsi e rimpicciolire alla mia vista, andavo a prua e vedevo il Giglio materializzarsi sempre più grande, era come un abbandonare la vecchia vita, le vecchie situazioni, che sempre più sparivano dalla mia vista e dalla mia mente, per affrontare una nuova vita, fatta di emozioni nuove che ogni minuto di navigazione diventavano più grandi e concrete, ed anche stasera ho addosso quelle stesse sensazioni è come sentirsi addosso un qualcosa nuovo, come quando dopo fatta una doccia ti metti un profumo nuovo, mai usato prima e dei vestiti appena acquistati…..si percepisce la novità, a pelle si ha la sensazione di essere diversi….questo sento stasera.
Lei non è venuta, divorata dai dubbi e dalla doppiezza della sua personalità, schiava delle sue stesse menzogne, alle quali da vita propria, ma ancora peggio le vive come se fossero vere e reali.
Era per lei la sorpresa, l’avevo preparata da tempo….me la godrò io.
Ma stavolta ha tutto un sapore diverso, mi sento leggero nel fisico e nella mente, forse mi sto davvero rendendo conto che devo comunque riappropriarmi della vita, pensare a me, tagliare e chiudere quelle strade, che siano amore o amicizia o qualsiasi altra emozione, che so che non porteranno da nessuna parte. Non c’è più posto nella mia vita per le mie incertezze e tanto meno per quelle degli altri.
Sento che qualcosa dentro è cambiato, mi sento come se stessi per avere un nuovo inizio, come se questa piccola incantevole isola, fosse il posto giusto dove rigenerarmi, cambiare pelle, il posto giusto per una metamorfosi che mi permetta un nuovo inizio, con gli stessi obbiettivi, ma con me nel centro e non più gli altri. Gli altri le loro chance le hanno avute e non le hanno sfruttate, non posso stare appeso tutta la vita alle incertezze altrui.
E’ fresco stasera, c’è un silenzio dolce e la soffice melodia musicale che mi arriva ovattata, da quel localino di cui non ricordo il nome, e dove, prima di salire in casa, mi sono fermato per bere un Armagnac, carezza le mie orecchie come il caldo bacio di una donna.
Appoggio la testa allo schienale della sdraio dove sono seduto e guardo le stelle, sono poche stasera, una luminosissima luna nasconde prepotentemente la maggioranza di esse, ma anche se non le vediamo ci sono, ci sono sempre, sono li, sopra di me…..accanto a me….dentro di me.
E’ spettacolare questa luna, illumina quel braccio di mare che separa il Giglio dall’Argentario, con una brillantezza “sfarfallante” delicata, come la polvere magica della fate….Mi farebbe comodo un po’ di quella polvere magica, chissà magari darebbe brillantezza ai miei pensieri, o forse riuscirebbe a far luce ai bui dubbi di chi non vuole vivere la propria vita.
Non riesco a prendere sonno, si sta da Dio…sto da Dio, e vorrei che questa notte non finisse mai….mi alzo, apro il frigo….beh la notte è ancora giovane, e quel Cartizze che oggi ho messo in freezer ha la giusta temperatura per essere bevuto, magari l’ultimo bicchiere lo dedicherò al sole che sorge, un brindisi ad un nuovo giorno…perché no.
Le bollicine mi evocano situazioni passate, per certi versi contrastanti…gioia e dolore insieme, contemporaneamente, mi danno un senso di disagio ed irrequietezza.
Mi sto illudendo, sto mentendo a me stesso e adesso che il tasso alcolico sul mio sangue è aumentato, mi dico delle verità anzi la verità unica e “vera”. E’ dolore quello che sento, forte, intenso, viscerale. Non chiedevo nulla, non avrei chiesto nulla, mi sarebbe piaciuto che fosse stata nuovamente lì, accanto a me, in silenzio, ma presente, mi sarebbe bastato udire il suo respiro, sentire nell’aria il suo profumo, sentire la sua risata e magari farlo assieme, ridere, ridere e ridere.
Di questo ho bisogno in questo momento della mia vita, di presenze, di allungare una mano e trovarne un’altra, di svegliarmi dai miei incubi e sentire un suo abbraccio.
Sì, la notte è ancora giovane, un altro flut di prosecco, questo a chi lo dedico?
A me stesso?? No questo voglio dedicarlo alla doppiezza, a tutti quelli che tengono un piede in due scarpe, alle menzogne, alle bugie, ai giochi meschini, di chi arido dentro se, porta siccità nelle anime altrui.
No lo dedico alle corde, si alle corde, quelle forti, robuste, belle grandi resistentissime, ma….sono sempre corde, e prima o poi tira tira….cominciano a sfilacciarsi, si indeboliscono si imporriscono, diventano delicate ed alla fine si rompono, inesorabilmente ed irrimediabilmente.
Non rimanete appesi, non aspettate che qualcuno venga a prendervi, saltate giù, rischiate, o certo possiamo romperci una gamba, ma non rimanete appesi, vivete, gioite e soffrite…fatelo perché quella corda presto si romperà definitivamente o forse si è già rotta e nessuno se ne è accorto.
Doveva essere una sorpresa, in fondo lo è stata, ma pensandoci bene non per me……..per lei….che troverà solamente una vecchia pelle, una corda spezzata ed una bottiglia di Cartizze…..vuota.


EYES4U


 
 
 

LA PRINCIPESSA DEL FORO E LA BANCONOTA DA 15 EURO

Post n°12 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da sifabri
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E’ facile incontrare in questi luoghi, personaggi variegati, folli, meravigliosamente folli, stupidi, intelligenti, fantasiosi e geniali, ma è anche facile incontrare persone nulle ed insignificanti, dalle vite grame e squallide e che proprio per questo si creano vite ed esistenze fasulle, certo sogni innocenti dovuti magari ad un’infanzia tormentata, ed una vita piatta triste,  povera delle minime soddisfazioni personali, non per incapacità, ma per mancanza di volontà, e per pochezza intellettuale, una vita da 15 euro, si una banconota da 15 euro.

Ed allora si inventano vite professionali spettacolari, successi da film americano (siamo in Italia) avventure erotiche mirabolanti, bellezza da mozzare il fiato, classe sfavillante e ricchezza strabordante.

Dico a te dolce S.. si dolce, perché il tuo modo di fare fa solo tenerezza…conosco perfettamente il sistema giuridico Italiano, lo conosco a tal punto, da aver capito immediatamente, dalle sciocchezze che mi stavi raccontando, le tue millanterie, ma bastava leggere i tuoi scritti, piatti e monotematici, ma soprattutto stracarichi di errori di battitura (passi) ortografici (passino pure questi) e di sintassi (no questi non possono passare) (ho senza h, oppure confondere la “s” con la “z” o peggio ancora scrive “le” anzichè “gli” e viceversa, ma potrei andare all’infinito)per capire che il tuo grado culturale non era allineato con quello che andavi a raccontare, insomma una “principessa del foro Milanese” non può certo permettersi di commettere queste mostruosità, mi immagino le stupidaggini che possono essere state scritte (occupandosi ovviamente di Diritto Internazionale) in un contratto in lingua straniera da qualche miliardo di dollari. Conosco l’ordinamento giuridico e giudiziario almeno quel tanto da sapere che in Italia certi compiti non sono di pertinenza di Avvocati ,ma bensì delle Procure e dei Pubblici Ministeri (non siamo negli USA paese dove sicuramente non andrai mai e nemmeno sei mai stata).

La professionalità di una persona, la classe sta in tante cose non certo nel continuare ad auto incensarsi, per le grandi capacità professionali e la bellezza divina (leggi quello che mi hai scritto, parli sono di quello in tutti i messaggi che mi hai inviato)ed anche questo non è cosa di “principessa del Foro”, il voler rimarcare e sintomo di falsità, di ingenuità, tanto da non capire che non SIAMO quello che FACCIAMO, siamo QUELLO CHE SIAMO. Leggi tra le righe?? Ottimo, importantissimo farlo, ma questo non deve distrarti dal leggere ANCHE le righe, sennò non serve a nulla. Hai risposto a domande che non ti ho mai fatto, ti sei incazzata di cose che non ti ho detto, e mi hai raccontato cose che non ti ho chiesto, hai fatto tutto tu, da sola (si in questo caso da vera e propria “self made woman”). Mi fermo qui, non mi va di andare oltre, non mi interessa (“nun me po fregà de meno” dicono a Roma) ho ben altro da fare ho da vivere la mia vita VERA, ho scritto queste righe perché non mi è stato concesso il “diritto” (guardacaso) di replica (l’educazione è la prima legge da osservare anche sen non scritta o codificata)e tu donna che non ha mai chiesto niente a nessuno e che non deve chiedere mai, forse è arrivato il momento di chiedere a qualcuno (te stessa) se non è arrivata l’ora di vivere la tua vita, quella vera, qualunque essa sia…credimi vale sempre la pena di viverla. Un abbraccio.

EYES4U

 

 
 
 

LA SUITE LE SENSAZIONI ED I MUTAMENTI.....

Post n°11 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da sifabri
Foto di sifabri

 

Ottobre 2013

Jennifer è partita, è tornata a Londra e con lei sono partite le mie sensazioni ed i suoi mutamenti.

La notte passata con lei….turbolenta ed offensiva, torrida e fastidiosa.

E’ incredibile, come certe sensazioni si rivelino poi reali mutamenti.

Una pentola in ebollizione, un coperchio pronto a  saltare….sensazioni gelide….. mutamenti glaciali, ghiaccio allo stato puro da bruciare la pelle.

Adesso è una star, ha vinto la tua battaglia con se stessa…quanto le è costato questo?? Moltissimo, le è costata la sua personalità, le è costata la sua umiltà (e quindi intelligenza), le è costata la sua naturalezza. E’ stata la donna più bella che abbia mai conosciuto e fotografato, divertente, geniale, tre lauree…il suo dono era la semplicità di essere, il desiderio di lavorare e divertirsi al tempo stesso, non chiedeva nulla, aveva quella che io chiamo “scintilla” in quegli occhio “vivi” che mutavano con il mutare delle emozioni, parlavano quegli occhi, occhi che non “guardavano” bensì molto di più. VEDEVANO. Era professionalmente straordinaria nella sua naturalezza.

La sua suite di albergo (adesso vuole solo suite, le normali camere non le vanno bene) è adesso il perfetto ritratto di cosa è diventata Jennifer. Disordine totale, assoluto, biancheria sparsa ovunque, vestiti costosissimi gettati a caso sui divani o per terra, una scarpa sopra il cuscino del letto, la segretaria cacciata via in malo modo, ed urla isteriche al telefono per una bottiglia di champagne che tarda ad arrivare. La osservo, i suoi gesti non sono più gli stessi, sono netti, e le movenze volgari, non più quella grazia e leggerezza che avevo ritrovato solo nei riti preparatori nelle sale da thè di Osaka, anche il tono della voce è diverso, superbo e perentorio….parla parla parla in continuazione, una auto celebrazione, un “certificarsi” di continuo, dove la parola maggiormente pronunciata è “io”, dimenticandosi che esistono altri pronomi personali quali ad esempio tu, noi e loro. Arriva lo champagne, brindiamo ai tempi in cui ci siamo conosciuti a quando era una perfetta bellissima sconosciuta….sorrido, appena un accenno, perché mi sembra di brindare con nessuno, perché faccio fatica e vedere la stessa persona, è sempre bella, anzi quegli anni in più le hanno donato una bellezza ancora più completa, ma la sua presunzione ha offuscato la sua immagine, le sta davanti, come quando la luna nasconde il sole, un’eclissi, e quegli occhi non sono più vivi, sono spenti, bellissimi, ammalianti, ma non hanno più quella scintilla e soprattutto non mutano al mutare delle emozioni, erano occhi che ti guardavano, ma non vedevano.

Si alza un attimo…va in bagno, poi vestita solamente di “se stessa”, si avvicina, suadente come una sirena, ma sinuosa come un serpente, i suoi occhi sono vuoti, ma le sue labbra sono come carboni ardenti, ed un bacio rubato…continuato, labbra morbide vellutate ma velenose come il curaro, mani intraprendenti, prepotenti supponenti, lei diva e divina, lei che nessuno mai le dice no.

Adesso i suoi occhi non sono più di ghiaccio, ma infuocati dalla rabbiosa scoperta che esistono le negazioni, che il mio mondo non è più il suo, o meglio che il suo non sarà mai il mio e che nel “mio” mondo fai quello che dico io, nel “mio” mondo si gioca con le “mie” regole che nel “mio” mondo la parola NO ha un significato univoco ed assoluto, che i tuoi mutamenti mi irritano e mi fanno incazzare a tal punto da renderti indifferente ai miei occhi alla mia anima al mio corpo, per te e solo per te proibito.

Le mie sensazioni corrispondono ai tuoi mutamenti e le tue stupide parole rivelano quanto l’inconsistenza del tuo vivere sia squallido e vuoto. 

Sei sola Jenny svegliati da questo assurdo torpore, adesso che calchi tutte le più importanti passerelle del mondo, non ti da il diritto e la pretesa di calcare la MIA, il fatto che tutti ti sbavano dietro ti isola ancora di più dalla Jenny che conoscevo, ti isola da tutti i tuoi sogni, adesso sì realizzati, ma non più goduti, perché il successo non appartiene a Jennifer, ma alla persona che sei diventata e che adesso non è in grado di godere e di gioire di tutto questo.

Sensazioni……

Quelle sensazioni adesso “risuonano” forti, rimbombano come una parola non urlata ma decisa, non sussurrata ma netta, volata in una notte di fine estate turbolenta ed offensiva, torrida e fastidiosa con un sorriso in faccia tra  “il deluso” ed il “sollevato”, sbattendo la porta di una suite di un lussuosissimo hotel………………FUCK YOU!!!

 EYES4U


 

 
 
 

LE SUE UNGHIE SULLA MIA SCHIENA

Post n°10 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da sifabri
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Settembre 2010

Inadeguato e fuori posto…….questa è stata in tutta la tempesta di emozioni vissute, quella che mi ha fatto capire……..veniva da dentro, non era una sensazione dovuta al pensiero alla razionalità…è stato un impulso un scarica elettrica che ha percorso il mio corpo……

Era bellissima, come non l’avevo mai vista, e la luce che aveva negli occhi non la conoscevo….corre sorridente nel marciapiede della stazione, mi raggiunge mi abbraccia……la sento tremare tra le mie braccia, la sento piangere……..mi bacia.

Mi sento bene, non come quando la mattina quel treno ha cominciato a muoversi….tutte le certezze che avevo erano svanite in quell’istante, in quell’attimo, in quella scossa di movimento….ridiamo…parliamo…ci abbracciamo……la spiaggia è di quelle selvagge, deserta…non c’è il sole, ma si sta bene…….sdraiati abbracciati…..lunghi baci…..singhiozzi, qualche lacrima, parole, tante parole di nuovo, ma è lungo e interminabile quell’abbraccio che nemmeno un’ acquazzone ha potuto interrompere….era tutto bellissimo, magico, un vera e propria favola…..bellissima e ricca di fantastiche sensazioni…..troppo…si troppo.
Sembrava una sceneggiatura scritta a tavolino, non voglio dire che sia così, ma la sensazione per un attimo è stata quella…
Mentre faccio una doccia, arrivano in camera un mazzo di rose rosse, che avevo richiesto alla reception….sento il suo urlo di gioia……..mi viene da sorridere….11 rose rosse……che sarà mai pensando al passato…….(una volta gliene ho fatte trovare 500 in camera)
Entra in bagno…e si insinua nella doccia, ancora vestita come quando eravamo in spiaggia…….non si ferma, ma non capisce…..non significa nulla questo…..non conta fare l’amore dentro una doccia o sotto un temporale, o dentro un portone di Piazza Navona…….non conta nulla questo.

Ma è strano….più passa il tempo e più il mio malessere si fa forte, mi sento morbosamente attratto da lei, e mi sento in trappola…la amo lo so, ma non ne sono felice, perché mi sento prigioniero di questo sentimento, mi sento schiavo, ho paura, mi sento in pericolo…mi sento solo a combattere questa battaglia,……… ho bisogno di aiuto……………………..
La notte è lunga ed il suo corpo nudo è meraviglioso da abbracciare, da baciare, il suo volto si illumina di una luce particolare al culmine del piacere, forse in quel momento è totalmente indifesa, senza barriere e senza maschere, la vedo vera, vedo come è realmente, e fa male questo, potrebbe essere ma non vuole essere, ed io sono stanco di aspettare…di aspettare fatti, di aspettare telefonate che non arrivano….aspettare tutto……..no basta è da troppo tempo che aspetto, in amore si decide, si agisce, non si sta in pausa, non si fa seguire il nulla dalle parole…si ama…e si vive l’amore senza riserve.
Litighiamo di brutto, come non era mai successo, le sue parole sono affilate, ha paura, ha visto qualcosa di diverso nei miei occhi, e quando ha paura attacca….,,,,mi molla un schiaffo………” Dai dammene un altro, non mi fanno nulla…” E lei mi dà un altro schiaffo…..”Dai su…è tutto qui quello che sai fare???” E me ne molla un terzo………a quel punto, le do io uno schiaffo, giuro, in vita mia, non ho mai fatto una cosa del genere non ho mai alzato mani con nessuno……
Lei è spaventata, ma soprattutto meravigliata…ha capito perfettamente, cosa era quello schiaffo, sa che era un gesto di rabbia e un gesto di amore, l’ultimo gesto di amore e rabbia….sa che da domani (oggi) da me non avrà più amore e nemmeno rabbia ma solamente indifferenza….è finito il suo possesso della mia anima.
La vedo spaesata……...perduta……sa che non sarò più suo……mi abbraccia mi stringe mi bacia…….facciamo di nuovo l’amore, come non lo abbiamo mai fatto, era tutto vero, era tutto reale, non aveva più maschere, non aveva più barriere, indimenticabile…per la prima volta in tutto questo tempo l’ho sentita mia, veramente e totalmente mia come non era mai stata….passione forte e “violenta”.
Lei ama, ama intensamente, ma lo fa a modo suo, ma il suo modo non è compatibile con il mio….io do’ tutto e voglio tutto, io voglio intensità, in tutte le cose, non riesco a vivere senza intensità, tutto quello che faccio deve avere intensità, non riesco a gestire situazioni parziali……
Questa volta la partita a scacchi è finita, non c’è stato uno scacco al re, ma alla regina, e la scacchiera è volata fuori dalla finestra, non ci saranno più partite…..
Cosa ci faccio qui…..perché sono qui, dovrei essere da un’altra parte non qui…..inadeguato e fuori posto…….
Dorme……faccio il bagaglio….prendo una delle rose del mazzo e la appoggio sul letto…….me ne vado…anche questa volta una parte del letto al risveglio sarà vuota, ma questa volta è la mia….prendo un taxi e vado all’aeroporto….prendo il primo volo che mi porti lontano da dove sono adesso…Bologna….ok va bene….sarei andato anche in capo al mondo pur di non essere lì……….
……..mi porto dietro il suo profumo che ho ancora addosso……….e le ferite delle sue unghie sulla mia schiena…………una doccia ed il profumo svanirà…….una settimana e le ferite guariranno…….
E tu….che mi cerchi nel posto sbagliato…….come al solito……non hai mai cercato dentro di te……


EYES4U


 

 
 
 

LA MIA MANO TRA LE SUE GAMBE.....

Post n°9 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da sifabri
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I ricordi sono prepotenti stanotte, e violenti, faccio fatica........faccio fatica ad ordinarli, passano veloci indefinibili, come stelle cadenti, un fruscio, una scintilla e via se ne vanno.
Si materializza solo un volto, capelli neri, occhi a mandorla e labbra carnose. Lin. Dolcissima meravigliosa Lin. Come potrei dimenticarla.... La conobbi in riviera , faceva la ballerina (oggi si chiamerebbe cubista) era uno spettacolo vederla dimenare sopra il cubo della Baia, vestita da schiava romana. Io all'epoca facevo la stagione, (schiavo VERO di una carogna di bagnino) appena 18enne, lei qualche annetto più di me. I nostri incontri ad orari impossibili, il suo dolcissimo sorriso infantile, la sua carica erotica, un mix tra innocenza e perversione. Mi piaceva molto il confronto continuo tra due diverse culture, lei di Hong Kong, madre cinese ed il padre un diplomatico inglese, metà orientale e metà occidentale, ma in lei dominava la parte più misteriosa, l'oriente più intrigante e tradizionale.
A volte mentre parlavamo, si interrompeva, abbandonava il suo sorriso e mi guardava intensamente, seria, mi leggeva dentro, dal suo volto non traspariva nulla, i suoi occhi mi bucavano, quasi mi scopavano l'anima e non c'era volta che nonostante gli orari impossibili, non finivamo a fare l’amore.
Devo tutto a Lin, un’apertura mentale totale. Non dimenticherò mai quella sera quando mi disse:" Voi occidentali fate l'amore solo con il corpo, non con l'anima ed i sensi. Provate emozioni di fronte ad un bel tramonto oppure ad un quadro di Picasso, provate emozione nel sentire le musiche di Mozart, provate piacere a degustare un bicchiere di Barolo, e provate piacere a sentire il profumo di una rosa e la morbidezza dei suoi petali. Ma cosa c'è di più melodico del gemito di piacere della persona che ami, del suo profumo, del suo sapore della sua bocca morbidezza della sua pelle" "chiudi gli occhi!!!" e così dicendo si mise la mia mano tra le sue gambe, e la teneva al confine tra le autoreggenti e la sua pelle dicendomi poi "senti, la differenza tra la ruvidità della calza e la morbidezza della pelle, è su quello che devi concentrarti, sulle sensazioni tattili, libera il cervello dal fatto che la tua mano è tra le mie gambe. Fu una vera e propria presa di coscienza, di consapevolezza, comprendere che il sesso non era solo fisicità esplicita, ma anche apertura totale alla sensualità alle sensazioni umane che in certe circostanze scompaiono distratte dal puro piacere sessuale, a 18 anni e difficile capirle, ma lei c'era riuscita.
Chissà dove sarà adesso la magica Lin. Ne persi le tracce nell'inverno di quell'anno, se ne andò con un sorriso dicendomi: "Ama come hai amato me, ma non amare me come io ho amato te" ancora oggi non ho capito cosa stracazzo volesse dire.
Eh sì mi sà che questa notte sta per diventare una notte da lupi, si sta avvicinando un bel temporale lo vedo ancora lontano verso il Casentino, ma i suoi bagliori rossi arancioni ed azzurri cominciano ad illuminare il cielo. La brezza leggera si sta trasformando in un vento importante e la temperatura sta calando sensibilmente, ma lo spettacolo è imperdibile.
Le scariche si fanno nette nel cielo e disegnano irripetibili arabeschi di energia e colore, attimi millesimi di secondo, lampi e lampi ancora talmente intensi da illuminare a giorno l'intera vallata, è un crescendo continuo come in un bolero, fino ad arrivare alla pioggia forte, violenta, rumorosa, un rombo vero e proprio.....poi.......poi così come è arrivato se ne va, la pioggia diminuisce, il lampi si fanno meno intensi ed tuoni sempre più ovattati, se ne và a bagnare altre terre così come se ne vanno i ricordi, i ricordi di una notte da lupi che passano veloci indefinibili, come stelle cadenti, un fruscio, una scintilla e via se ne vanno.

EYES4U


 
 
 

MALEDETTA ANIMA

Post n°8 pubblicato il 04 Ottobre 2014 da sifabri


Non è tornare sui propri passi, non l'ho mai fatto e mai lo farò, ma se andrò sarà solo per riprendermi quello che mi è stato strappato via.

L'ho già fatto nell'estate 2004 tornando a Beirut a riprendermi quello che avevo lasciato là, la mia anima.

Se lo farò, lo farò per riprendermi nuovamente la mia anima, finita avvolta nelle spire soffocanti di una assurda storia fatta di menzogne, passioni, fughe inseguimenti e terribili delusioni.

Solo così, probabilmente riuscirò a mettere fine ad un continuo tormento, a togliere quella zavorra che mi tiene prigioniero del suolo e che mi impedisce di tornare a volare altissimo.

Solo così potrò dare (a coloro che, illuminando le mie ombre ponendomi continuamente specchi davanti agli occhi) , la parte migliore di me stesso, ancora inespressa, soffocata e paralizzata dalla stretta mortale di quelle maledette spire.

Tornare a gioire, a provare nuovamente il piacere di sorprendere, la voglia di ridere, di dividere e condividere, di dare per il piacere di dare anche senza ricevere.

Maledetta anima sconclusionata che ti perdi sempre nei posti sbagliati, che finisci sempre in mani sbagliate ed incerte, maldestre o ruvide con dita tozze e potenti che stringono fino a stritolarti.

Maledetta anima che ti mostri nella tua interezza senza pudore e facile preda di ridicole quanto stupide, ma al tempo stesso spietate manipolazioni, giochi di ruolo, dove non esistono ruoli definiti, dove è facile confondere il vero e reale, dal falso e surreale, dove a volte colori intensi offuscano la vista e la mente, ingannandoti, illudendoti di vedere un mondo a colori quando in realtà quel mondo dove ti trovi in quel momento è solo un mondo in bianco e nero.

Maledetta anima che ti concedi a tutti come una puttana, che ti vendi, per l'illusione di una affetto o per (come dice qualcuno) una scopata come surrogato di felicità.

Maledetta anima che quando stracazzo ti pare mi abbandoni e te ne vai per i cazzi tuoi....inafferrabile inaffidabile o forse bastardo io che ti "presto" ti "prostituisco" come il più squallido dei protettori, come sto facendo adesso, mettendoti in vista in questo blog, sputtanandoti di fronte a decine di persone che ti "leggeranno" che ti interpreteranno e per i quali non avrai più segreti.

Maledetta anima, sei mai stata mia???????

EYES4U


 

 
 
 

VORREI CHE TU FOSSI FUOCO QUANDO IO SONO ACQUA....

Post n°7 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da sifabri

Luglio 2014


Era un bel po’ di tempo che non tornavo in questo paradiso, ho sempre sentito un forte legame a questo posto incantevole, rilassante e rigenerante, una sorta di rifugio dove più volte mi sono “nascosto” rintanato in vari momenti della mia vita, ma che da quando è accaduto il disastro mi sono rifiutato di tornarci. Adesso sono di nuovo qui all’Isola del Giglio, proprio in questi giorni, nei giorni della rinascita, non solo per questo luogo, ma anche la mia….soprattutto la mia.
La luce del mattino entra con prepotenza nella mia camera dalla terrazza che da sulla parte est dell’isola “dai!! Svegliati…vieni a vedere!”
A fatica apro gli occhi ed appena riesco a distinguere la sua silhouette a contrasto con la luce del mattino e l’azzurro del mare che da quassù (Giglio Castello) sembra immobile a calmo…..riconosco il suo corpo completamente nudo. Mi alzo, la raggiungo la abbraccio da dietro… “Guarda!! Se la stanno portando via….” C’era un tono quasi trionfalistico in quella sua affermazione, come se avesse vissuto direttamente quel dramma, ma è stato un po’ il dramma di tutti, un po’ la metafora del nostro paese. La sento sospirare, mi afferra le braccia e se le stringe ancora più forte attorno a se.
Rimaniamo in quel modo…in silenzio per un bel po’.
Sento come una vena di tristezza per quello spettacolo, forse una nuova metafora, la mia metafora, la metafora di un fallimento durato 25 anni e che adesso che avvocati e scartoffie si stanno portando via quel relitto, mi assale quella vena di tristezza, o forse la consapevolezza di avere fallito nella cosa più importante. Certo la mia nave si era quasi subito incagliata, era naufragata dopo pochi anni, ed era rimasta lì, abbandonata da tutti senza la volontà di nessuno di porvi rimedio, era più comodo ed indolore, certo appariva ingombrante anzi per certi versi lo era, però a volte preferiamo girarci dalla parte opposta, il problema non si vede, quindi non esiste.
E adesso che vedo quel relitto allontanarsi, non mi sento felice, ma ho una tristezza addosso incredibile, perchè la consapevolezza di avere buttato via la metà della mia vita, mi da angoscia e riempie la mia testa di se e di ma……ed io non sono capace di vivere con i rimpianti, sono capace di vivere con i rimorsi.
E’ strano come a volte vediamo la stessa cosa con occhi diversi, nei suoi c’è una luce viva incredibile, gioia pura, una festa….nei miei tanta tristezza.
Lei si volta, mi guarda stupita, mi asciuga una lacrima, mi bacia con tenerezza e mi abbraccia forte……no…non chiede nulla, sa che in quel momento non sarei in grado di rispondere.
Adesso sono le 22….abbiamo cenato giù al porto e siamo di nuovo in questa magnifica terrazza dal panorama mozzafiato, da dove di vede perfettamente, quasi a poterlo toccare, il promontorio dell’Argentario, e sotto di noi Giglio Porto….lei sta leggendo io sto scrivendo….il profumo del mare che oggi era agitato arriva fino quassù e la luce del crepuscolo rende questa notte di una magia incredibile, ed il vento di oggi ha spazzato via tutta l’umidità che c’era e reso l’aria oltre che fresca di una limpidezza assoluta. La osservo mentre legge, ha le gambe turate su sul divanetto, legge con “avidità” con curiosità, lo si vede dalla luce che ha negli occhi…litiga in continuazione con i suoi lungi capelli neri che il vento serale le porta davanti agli occhi e che lecon caparbietà, ma senza successo, richiama all’ordine…
Ha un qualcosa di speciale questa donna, ma non so ancora cosa, mi affascina, mi incuriosisce, forse la sua energia, la sua voglia di fare la determinazione mescolata alla dolcezza alla femminilità estrema ed ortodossa….il suo sorriso mi rasserena, perche è un sorriso discreto non invadente come la sia risata pudica e sommessa….trasmette sicurezza ed è rarissimo trovare questo in una donna.
Adoro il modo in cui mi guarda, come in questo momento, mi guarda fisso, è come se mi stesse studiando, come se cercasse da capire chi sono veramente (impresa quasi impossibile, non lo so nemmeno io chi sono) è come se stesse disegnando scenari comuni, come se stesse verificando situazione da condividere assieme…..mi sorride….posa con cura il suo libro…si alza, cammiva verso di me scalza, il vento le fa aderire il copricostume che ha addosso evidenziando ancora di più le sue “preziose” forme ha un sorriso da far impallidire tutte le stelle di quella magnifica serata…. viene dietro di me si appoggia alle mie spalle, mi chiude il pc…con discrezione, come se non volesse violare quel mio momento privato, si siede sulle mie gambe mi abbraccia…mi guarda…. “Ma tu chi sei veramente?” Chi sono??? Già…chi sono…. “Non lo so” le rispondo “sono tutto ma anche niente, sono luce e buio, fuoco ed acqua, gioia e tristezza, lacrime e sorriso”
Poi mi dice “ ed io chi sono???” Le rispondo che non lo so, ma so cosa verrei che fosse. “Vorrei che fossi fuoco quando io sono acqua, vorrei che fossi luce quando io sono buio, vorrei che fossi gioia quando io sono tristezza, vorrei che fossi sorriso quando io sono lacrime, vorrei che fossi tutto quando io sono niente”
Mi guarda stupita, mi guarda ogni angolo del volto come a cercare la minima emozione, seria ed emozionata….mi bacia con intensità….
Dal porto, forte arriva il “lamento” dell’ultimo traghetto verso la terraferma, il cielo adesso è nerissimo e ricco di stelle luminosissime, il vento è una carezza gentile verso i nostri corpi e le nostre anime……non ci sono più relitti…non ci sono più pensieri……non ci sono più lacrime….il passato è passato……..galleggiamo di nuovo.


EYES4U



 
 
 

MI HANNO RUBATO L'ANIMA....

Post n°6 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da sifabri

Giugno 2004

Vi è mai capitato quel senso di vuoto, dentro ed attorno? Quell’apatia che ti prende ogni volta che la mattina ti svegli.

Un senso di smarrimento…( ma che diavolo ci faccio qui). Perché sono qui, chi cazzo sono io, quale è il senso e lo scopo della mia vita…… Non trovi risposta, non esiste risposta, la cerchi dentro te, la cerchi nell’anima, ma tu non hai più un’anima.

Tante troppe volte ti hanno rubato l’anima, e troppo tempo hai perduto a ricercarla e ritrovarla.

Puoi ritrovarla negli occhi di una donna, o in quelli di un bambino, ma gli stessi occhi di donna e di bambino possono rubartela nuovamente.

Quante volte ti hanno rubato l’anima!!!

Hai amato tanto nella vita, hai avuto tante donne, tutte bellissime (chissà come hai fatto) e le hai amate tutte, profondamente, dalla prima all’ultima, da quella di una notte a quella di una vita, e tutte ti hanno portato via un pezzetto della tua anima, o forse sei tu che gli ne hai ceduto un po’.

Questo è il tuo peggior difetto il volere a tutti i costi caricare su di te il fardello di  dolore di chi ti sta vicino, di chi ami.

Quante volte hai sofferto per il dolore degli altri, quante volte hai pianto, di notte, da solo di nascosto, quanto???   E questo solo perché tu ami, perché sai amare, sai amare come una madre ama il proprio figlio (nonostante tu sia un uomo) ed è assurdo come si usa dire che non esiste l’amore «vero»,  e tu lo sai, lo hai visto negli occhi vecchi e stanchi di tua madre che se ne sta andando, giorno dopo giorno, un po’ alla volta.

Già! Gli occhi! Specchio dell’anima e porta di accesso ad essa.

Quando è sta la prima volta??? Ah! Già! Nel 1983. Avevi appena 21 anni eri quasi ancora un ragazzo, ma lì a Beirut crescevi in fretta, quello che avevi visto a Sabra e Chatila ti aveva di colpo invecchiato di 50 anni. Ma gli occhi dei bambini di Sabra e Chatila ti avevano massacrato dentro. Quegli sguardi profondi, occhi vivi, ma anime spente, occhi che avevano visto il male più profondo, avevano visto la propria madre violentata, o dilaniata da una granata, il proprio padre sommariamente fucilato o bestialmente sgozzato. Mio Dio! E attraverso quegli occhi hai visto il vuoto dell’anima e gli hai ceduto la tua, al punto tale che ancora oggi di notte rivedi quegli occhi, quegli occhi che prima rubavano anime e che oggi diventati adulti rubano vite facendosi saltare in aria in mezzo ad altri occhi di figli e di madri.

Le tue notti sono popolate di sguardi, di occhi indiscreti, che vengono dal passato e sono sempre gli stessi, epoche diverse, ma il timbro è sempre lo stesso, occhi curiosi, caldi, ma al tempo stesso vuoti, come fossero la finestra su un burrone. Ed allora ti alzi da letto, scendi le scale, ti accendi una sigaretta (la cinquantesima??), ti stappi una birra e resti li al buio come a voler sfuggire a quegli sguardi, solo la luce della sigaretta che ad ogni tirata ti fa intravedere appena i contorni della stanza. Poi cominci a pensare, a riscoprire i passato nella ricerca di nuove chiavi di lettura del tuo vivere, ma gli occhi di chi ti ha rubato l’anima sono sempre li che ti osservano, li riconosci tutti.

Gli occhi azzurri di Mary, nel quale ti ci sei affogato come ci si affoga nell’ azzurro del cielo o del mare, esaltati dall’esile montatura di un paio di occhiali da splendida dottoressina, ed incorniciati da un viso meraviglioso e vivo contornato da un’aureola di capelli biondi lunghissimi. Sapeva amare Mary, eccome! Il suo fascino e la sua sensuale femminilità ti avevano stregato. La vostra affinità era totale, quando facevate l’amore non erano due corpi che si penetravano, ma due anime, due teste e tutti e cinque i sensi. Mary ti illuminava l’anima, ti riempiva la vita.

E che dire degli occhi neri di fuoco di Silvana. Esprimevano il concetto di sessualità totale, quando ti guardava negli occhi lo faceva in maniera tale da ribadire «tu sei il mio uomo», punto e basta. Quel fisico da fotomodella, i capelli neri corvini quel carnato scuro, gli occhi leggermente a mandorla e quella pronuncia da straniera con la erre «moscia» ti confondevano, ti stordivano. «Tu sarai sempre il mio UOMO sempre e comunque, qualunque cosa accada» questo ti diceva. Eh sì, te le ricordi tutte, Fabiana, Rossella, Stefania, Paola, Michela, Lin, Sabine e le altre, certo che te le ricordi, le hai amate tutte davvero, ed a tutte hai ceduto una parte di te, come al solito. E l'ultima volta è stato qualche giorno fa vero???

Non puoi fare a meno di ricordare a quando è cominciata l'ultima volta, d'altronde la notte è ancora giovane ed hai ancora qualche sigaretta nel pacchetto.

Erano gli ultimi giorni dell'anno 2002 ed è in quel campo profughi al confine tra Tanzania ed Uganda che hai conosciuto Ian. Un omone Olandese di 54 anni, medico dell'organizzazione Medici Senza Frontiere. Brutto lavoro. Tu eri là con la tua macchina fotografica a "catturare le anime" per la tua passione di documentare il mondo e lì in quel campo profughi di anime da catturare ce ne erano eccome. Anime dannate, ti sembrava di essere in un girone Dantesco, se l'inferno esistesse davvero, quello doveva essere senz'altro una succursale oppure una ambasciata nel mondo dei vivi. Beh vivi, si fa per dire perché quelli che vedevi a malapena deambulare inebetiti dal male e dalla fame erano solamente morti che camminavano. E Ian??

Lui aveva parole sorrisi e carezze per tutti, i suoi occhi verdi come la campagna della sua Amsterdam si illuminavano di luce propria ogni qualvolta arrivava un camion di medicinali oppure anche un semplice pacco di qualche anima gentile con all'interno pochi stracci.

 Non piangeva mai, non piangeva quando gli moriva un bambino mucchietto di pelle ed ossa tra le mani, non piangeva nemmeno quando la gioia di avere salvato una vita avrebbe dovuto farlo saltare come un grillo . "Vedi, ti diceva, quì non c'è tempo di piangere, dobbiamo lavorare, per ogni persona che muore ce ne sono migliaia che devono vivere". La serenità di questo uomo, la naturalezza con cui faceva il suo tragico lavoro, sembrava Dio, si davvero Dio in un posto dimenticato da Dio. E quando guardavi gli occhi verdi di Ian vedevi la sua anima che affogava in un mare di lacrime mai versate, ma.....non c'era tempo. Quando te ne sei andato gli hai lasciato tutto, ti sei tenuto solo la tua macchina fotografica, ed i rullini pieni di anime, di umanità e disumanità, foto che solo tu hai visto.

Ian adesso è morto.

E' stato barbaramente assassinato in Afghanistan, mentre si trovava là per organizzare un nuovo campo tra Kabul e Kandhar, è stato assassinato insieme ad altri quatto colleghi non si sa se da terroristi o da qualche banda di balordi (che differenza fa). L'ultimo pezzo della tua anima se ne è andato con lui.

Adesso la notte non è più giovane e comincio ad essere stanco, poi la persona alla quale sto parlando le ha già sentite queste cose, le conosce, le vive.......e poi.......MI è rimasta l'ultima sigaretta (la cinquantesima?) ed HO FINITO la birra.

Ehi!!! Se qualcuno mai leggerà queste righe (ne dubito) e dovesse imbattersi in un'anima vagante ed in pena.......credo di sapere a chi appartiene.

EYES4U

 
 
 

VENGO A RIPRENDERMI L'ANIMA ....E TI FARO' MALE

Post n°5 pubblicato il 02 Ottobre 2014 da sifabri

*** Il volume è basso ...bisogna metterlo al massimo.

Testo: EYES4U - Scelto ed interpretato da: Alma Cordero - Musica: Ludovico Einaudi - Realizzazione Grafica: EYES4U

 
 
 

IMPRONTE EVANESCENTI COME LABBRA DA BACIARE (BOLLICINE)

Post n°4 pubblicato il 02 Ottobre 2014 da sifabri

20 Novembre 2013

Quasi un mese … il tempo scorre rapido ed inesorabile, e mi trovo qui in una delle perle della mia Toscana. Cortona.
E’ sempre bella, un brillante incastonato in una preziosa montatura, una collina, che declina verso la Valdichiana, ed in cima ad esso uno splendido diamante fatto di arte storia e cultura, e che i raggi del sole che riflettono sui vetri delle finestre delle abitazioni, rendono suggestiva e splendente, come solo un prezioso diamante può fare.
Non so perché mi trovo qui a ripercorrere dei passi, ad inseguire delle impronte già calpestate, ma a volte la debolezza umana ci spinge a comportamenti stupidi e questo credo sia uno di quelli.
Lascio l’auto in parcheggio strapieno, ma la mia auto è piccola e riesco ad infilarla dove voglio senza problemi, fa quasi freddo ed una pioggerella leggera, cade inesorabile e fastidiosa. Da quà si vede tutta la Valdichiana, che lentamente, un po’ alla volta si illumina delle luci artificiali dei paesi di fondovalle, e nonostante la brutta giornata, si riesce a vedere anche una parte del lago Trasimeno, versante di Castiglion del Lago.
Raggiungo Via Nazionale, è strapiena di gente nonostante sia un giorno feriale e come al solito sono i turisti a farla da padrona. Le luci dei lampioncini, danno un tocco magico a questa piccola città, esaltano il color biscotto degli intonaci ed al tempo stesso sottolineano le ombreggiature della pietra arenaria, sia quella del selciato che quella di alcuni palazzi storici, un tuffo in un passato antico e che solo i negozi di prodotti tipici locali con i loro inebrianti profumi, ti fanno tornare alla realtà di oggi.
Cammino senza “impegno” anzi più che camminare è un “vagare” il mio, faccio fatica a distogliere lo sguardo dai giochi di ombre che la folla e la luce proiettano per terra, come un caleidoscopio monocromatico, ma al tempo stesso “caldo”, è l’unico calore che sento.
Il Caffè degli Artisti …. Entro, mi siedo …. Un prosecco. Questa volta è ottimo, profumato e morbido, non come quello di un mese fa aspro e quasi imbevibile.
E’ strano come a volte piccole cosa possano attirare la tua attenzione, e rimango ipnotizzato dal perlage del prosecco, quelle bollicine che inesorabilmente salgono e muoiono al contatto con l’aria, come i miei pensieri, che mi travolgono, ma che come ognuna di quelle bollicine inesorabilmente spariscono per lasciare il posto ad un’altra, eh si … come i miei pensieri, i ricordi che si accavallano uno dietro l’altro, si sospingono, e … muoiono.
Esco. Continuo nel mio vagare senza meta, o meglio, seguendo le impronte di quel percorso già fatto, le riconosco quelle impronte anche se sono sbiadite,le riconosco in mezzo a mille, perché sono doppie, ma sembrano una sola, sembrano accavallate ed in un certo senso lo erano, due impronte in una, ma so che comunque, dopo un lungo camminare, non mi porteranno da nessuna parte …. Finiranno alla base di un muro invalicabile ed indistruttibile.
E’ quasi ora di cena e mi ritrovo di fronte ad un ristorantino, una graziosa cantina in pietra. Flufluns si chiama, il nome di un Dio Etrusco … entro … mi siedo, un tavolino piccolo in angolino vicino al bancone del bar, accanto una “rastrelliera” di bottiglie di vino locale di eccellente fattura, dall’altro lato una colonna in pietra un tavolo per due persone, appartato e discreto … da solo. Un po’ di “crostini”, un risotto tartufo e porcini ed un filetto di chianina alla griglia con un po’ di insalata … da bere … altre bollicine, un Berlucchi ’61, stasera posso bere, non ho “diete” o obblighi particolari da dover seguire.
Non mi ero accorto l’altra volta di quanto fosse accogliente questo posto, ero distratto, ero distratto da un paio di occhi luminosi, a volte attenti altre volte distratti ed altre volte ancora stralunati, ma anche sfuggenti ed imbarazzati, difficili da leggere. Ero distratto da mani piccole ed eleganti che accompagnavano le parole, ero distratto da labbra carnose che emettevano i suoni di una voce suadente, a volte infantile, altre volte preziosa e matura, labbra che avrei voluto baciare non una volta, ma un milione di volte. Ero distratto … ed a volte le distrazioni possono essere fatali.
Fatali come certe parole, non quelle dette, ma quelle non dette, quelle che non si sentono con le orecchie, quelle che sono nell’aria, nel cuore, quelle che si percepiscono a pelle … sono ovunque ed è facile coglierle, quelle parole che ho letto in quegli occhi attenti, distratti, stralunati sfuggenti ed imbarazzati, ma che in sostanza rimangono tali, non si materializzano, non diventano concretezza, ma rimangono astrazione .. ed anche quelle come le bollicine del Prosecco e del Berlucchi, come i miei pensieri, come il ricordo di quegli occhi di quella voce e di quelle labbra da baciare un milione di volte, si accavallano, si inseguono ed evanescenti si disperdono … e mescolandosi all’aria fredda e piovigginosa, cadono in quel selciato caleidoscopico, coperto da quelle impronte calpestate 2 volte e che nessuno ripercorrerà, anche perché piano piano, un po’ alla volta, giorno dopo giorno il tempo le cancellerà inesorabilmente, non solo dal selciato ….. per sempre!
Cosa cazzo sono venuto a fare qua!?

EYES4U

 
 
 

PAROLE FEROCI, CAPRICCI E MILLE BACI NEGATI

Post n°3 pubblicato il 02 Ottobre 2014 da sifabri

13 Novembre 2013

La gabbia è aperta e l’uccellino dalle piume dorate e dal cinguettio suadente è volato via.
E con esso l’ultimo sogno, ma la cosa strana è che la gabbia l’ho aperta io, ma era giusto così.
Non potevi stare in quella gabbia era troppo stretta e piccola, ma soprattutto non avevi voglia di starci, non volevi starci…..quindi…vola…vola lontano da me.

Già…quegli occhi parlavano chiaro, avevano già emesso la loro impietosa sentenza, quegli abbracci sottolineavano i miei dubbi e quei “strani” baci ne erano la conferma.

Fa male…molto male, come quelle parole sferzanti che mi sbattesti in faccia quella mattina dopo una notte per certi versi magica, ma per altri “astratta”, perché eri li accanto a me, addosso a me, vestita solo del tuo profumo, ma non c’eri, eri altrove, non li con me.
Fa male il sacrificio estremo, fa male questa “eutanasia”, fa male tutto, anche le tue parole che mi implorano di non andarmene, le tue lacrime che adesso si mescolano alle mie diventando un’unica lacrima.
Fa male la disperazione profonda di chi ha visto non la fine, ma un “non inizio” di chi aveva scommesso tutto….
“Aspettami” continui a ripetermi quasi all’infinito….ma il tempo è scaduto, non posso aspettare un treno che non è mai partito e mai partirà…….
Tante le affinità, molte di più le diversità forse incolmabili.
Eppure in quei pochi minuti che è uscita la tua vera personalità eri perfetta, eri assoluta, eri quella TU che tutti cercano in una intera vita. E’ incredibile, è come se il tuo corpo fosse posseduto da un demone, che imprigiona il tuo essere dentro di se e lo mostra solo per pochi istanti, due persone in una, ma sei tu il “demone” di te stessa, sei tu che ti possiedi e che raramente ti mostri e ti fai vedere. Sei tu che ti impedisci razionalmente di lasciarti andare, te lo imponi a forza, facendo violenza a te ed alle tue emozioni, che provi intensamente ma che temi, che rifuggi e che ti fanno orrore e che ti impediscono e ti impediranno di vivere.
Anche tu sai che quel giorno non dovevi essere lì, ma io dico che era solo per il fatto che hai avuto paura di me, ma non di me, ma nel senso di quello che avresti potuto provare per me, perché hai trovato quella dolcezza anche nella passione, hai trovato quella tenerezza che ami e che non hai trovato da nessuna parte, non credevi di trovarla in me, e questo forse ti ha spiazzato, ti ha mandato in confusione, ti è piaciuto, ma subito dopo ne hai avuto terrore, terrore per quello che sarebbe potuto accadere in futuro, hai sentito la tua corazza indebolirsi e scricchiolare e, terrorizzata da questo, ti sei chiusa a riccio aggredendomi in maniera crudele e dolorosissima, impedendomi di darti l’unica vera ricchezza che ho, la mia anima.
Non ho chiuso occhio stanotte, mi rimbombavano nella testa i tuoi no prolungati e disperati che mi davano un dolore acuto e continuo al mio dirti di dimenticarmi, di non cercarmi perché mi avresti fatto ancora male, anche se so che per te sarà facile perché i tuoi sentimenti sono sterili ed asettici, …ed oggi il dolore è ancora più forte e non mi abbandona un solo secondo, ma quello che più mi fa male è la tua negazione dei miei sentimenti, questo fa davvero male, più di mille di quelle parole feroci, più di mille capricci, più di mille baci negati.
Vola uccellino dalle piume dorate e dal cinguettio suadente…vola felice..lontano da me.

EYES4U

 

 
 
 
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