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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Toro seduto

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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Messaggi del 31/05/2020

M24A-ET ACCUSA: SI SONO DIMENTICATI ANCHE LO SPERONE D’ITALIA

Post n°26300 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

M24A-ET ACCUSA: SI SONO DIMENTICATI ANCHE LO SPERONE D’ITALIA  

  
 

Dopo le reiterate esclusioni, ora siamo all’ostinazione più vergognosa. Politici foggiani, svegliatevi!

 

La notizia è bella fresca. Il Sentiero Italia del CAI, un cammino che oggi unisce tutti i parchi nazionali alpini, verrà prolungato lungo lo stivale per unire tutti i parchi italiani. Sarà appunto il "Sentiero dei Parchi".Ma... e c'è sempre un ma, uno ne rimarrà fuori, il Parco del Gargano,il 5° italiano per estensione con i suoi 121.118 ettari e, per chi lo conosce, uno dei più belli e vari.

 

Un promontorio ammantato da foreste costiere di pini e di lecci, da coltivazioni di mandorli, aranci ed ulivi e conal centro del promontorio, in quota,la fitta e misteriosa Foresta Umbra. Con le faggete delle riserve ‘Falascone’ e ‘Umbra’, già riconosciute nel 2017 patrimonio dall’Unesco e con un’altra vetusta faggeta in corso di valutazione dalla prestigiosa Istituzione mondiale. E con le spiagge di sabbia dorata e quelle ciotolate e con alte falesie a picco sul mare, fino alle pinete costiere e alle lagune di Lesina, Varano e del lago Salso e che include molte aree protette tra cui le incredibili isole Tremiti.

 

La scorsa settimana il ministro dell’Ambiente Costa, spiegava ai media il senso di questo “sentiero”:“Un itinerario escursionistico che toccherà tutti i 25 Parchi nazionali del nostro Paese e che avrà come spina dorsale l’attuale Sentiero Italia CAI”. Grazie all'accordo tra Minambiente e CAI sono state previste apposite varianti, così da comprendere tutte le aree protette, in un percorso di visita ecosostenibile che unisca parchi, riserve della biosfera, siti naturalistici Unesco e patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

 

Obiettivo del progetto è rilanciare le aree protette come luoghi di conservazione e gestione della natura, che consentano ai residenti la possibilità di realizzare filiere economiche sostenibili.

 

Tuttavia guardando la cartina presentata, il Parco del Gargano, anche se indicato, rimane il grande ed unico escluso dal nuovo sentiero CAI definito "il Cammino di Santiago" d'Italia. Perchè? Molti se lo chiedono, da Michele del Giudice, il camminatore per eccellenza che ha “aperto” tanti cammini nella nostra provincia, ad altri iscritti del M24A di Capitanata. Dimenticanza? Premeditazione? Non è dato sapere.

 

Questa è l’ennesima inspiegabile presa in giroper tutti i foggiani e per i garganici in particolare edè così rilevante per la contraddittorietà di questa esclusione. Lo Sperone d’Italia, già caratterizzato in tempi pre-cristiani dal culto del Sole, oggi è parte di una provinciache ha nel suo stemma il culto di san Michele Arcangelo, così storicamente radicato daessere tappa e destinazione della via Francigena e Micaelica; una provincia - afferma Pasquale Cataneo del Circolo foggiano del M24A-ET-che si caratterizza proprio per il pellegrinaggio alla Grotta dell’apparizione nella città di Monte Sant’Angelo cui si aggiungono le motivazioni ambientali del Parco e naturali dell’Unesco, e rafforzate da quelle religiose cristiane più recenti come la devozione per San Pio a San Giovanni Rotondo!”.

 

Il sentiero CAI, modificato in più punti per consentirgli di toccare altri Parchi, evita quello del Promontorio e quindi la Capitanata in maniera immotivata. Eppure sarebbe facile connetterlo. Occorre una semplice diramazione sul tracciato della via francigeno/micaelica storicamente accertato,che scendendo nel Tavoliere e passando per Foggia, raggiunga il meraviglioso e ristrutturato Ospizio di San Leonardo di Siponto per poi salire alla Grotta dell’Angelo a Monte. Di lì si potrà raggiungere il Gargano con tutti i suoi splendidi paesi e le sue variegate offerte escursionistiche nei vari ambiti. Quindi, ridiscendendo,congiungersi alla modifica di percorso già prevista verso il Parco dell'Alta Murgia.

 

“Abbiamo già subìto l’esclusione dalla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, poi la deviazione del percorso storico della via francigeno-micaelica, l’assenza di ogni progetto riguardo alla via Traiana nel suo tratto che attraversa il Tavoliere, il non utilizzo della rete dei Regi Tratturi che ha nella Capitanata e in Foggia il suo punto focale. Pertanto questa ennesima scelta di saltare il Parco del Gargano ci appare incomprensibile. Ci appare come un’ultima grave negligenza -precisa Giovanni Palmulli, responsabile organizzativo M24A-ET foggiano- che fa sorgere, legittimamente, il sospettodi "manine" interessate che deviano ed omettono rilevanti e conosciuti percorsi storici e naturali per fagocitare risorse, come un pozzo senza fine, sottraendole ai garganici che non possono fruire delle cospicue risorse economiche stanziate.

 

Insomma sembra che ci sia un ostracismo reiterato,a vari livelli,verso Foggia e la Capitanata del quale risulta difficile spiegarne cause e motivazioni, tranne una, accertata:l’inerzia e la disattenzione della locale classe politica e dirigenziale. IL M24A-ET lo chiede pubblicamente: cosa faranno i nostri parlamentari e il Presidente del Parco del Gargano, prof. Pasquale Pazienza? Noi seguiremo l’evolversi di questa vicenda, tallonando chi ha il ruolo ed il dovere per intervenire urgentemente.

 

Circolo M24A-ET Tavoliere Monti Dauni di Foggia

 
 
 

Peschici/ Il sindaco Tavaglione: “Non è reale questo grafico dell' Italia che sta girando in rete. Ci penalizza turisticamente”

Post n°26299 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

Peschici/ Il sindaco Tavaglione: “Non è reale questo grafico dell' Italia che sta girando in rete. Ci penalizza turisticamente”.  

  
 

La provincia di Foggia è rossa, ma la costa è BIANCA. Se fossi un turista che deve prenotare me ne guarderei bene da scegliere il Gargano. La Costa Garganica è FREE COVID: questa è la Verità.

 

Il Presidente della Regione Puglia, l'Assessore al Turismo e tutti i rappresentanti istituzionali pugliesi sono chiamati ad intervenire, con la dovuta tempestività, al fine di far rettificare il grafico e, quindi, ripristinare una corretta e reale informazione.

 

Francesco Tavaglione

 

Sindaco di Peschici

 
 
 

Puglia/ Niente più quarantena ma chi torna dovrà registrarsi. L’obbligo scade martedì. La Regione: non possiamo danneggiare...

Post n°26298 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

Puglia/ Niente più quarantena ma chi torna dovrà registrarsi. L’obbligo scade martedì. La Regione: non possiamo danneggiare il turismo.  

  
 

La quarantena per chi toma in Puglia è finita. A partire da mercoledì, quando il Dpcm sancirà la riapertura delle «frontiere», la Regione non rinnoverà l’or­dinanza per imporre i 14 giorni di isolamento volontario. Con ogni probabilità ci sarà un meccanismo più «soft»: a chi arriva verrà chiesto di registrarsi su una pagina web.

 

Lo strumento della quarantena finora ha funzionato piuttosto bene rispetto all’obiet­tivo per cui era stato pensato: nella sola fase-2 ha consentito di scoprire due asin­tomatici, tornati in Puglia da Lombardia e Piemonte, grazie alle interviste telefoniche a cui queste persone (una del Barese e una del Tarantino) sono state sottoposte dopo la segnalazione di rientro.

 

Dalle telefonate era emerso un contatto con persone malate, che ha portato all’effettuazione dei tamponi con una positività accertata. Ma da ora in poi - è il ragionamento della Regione - im­porre l’isolamento comporterebbe un vul­nus nella strategia complessiva per la ri­partenza economica: significherebbe infat­ti danneggiare il turismo che invece punta proprio ai movimenti dal resto d’Italia. Non si possono riaprire le discoteche - è la linea - e poi impedire di muoversi a chi arriva.

 

Il presidente della Regione, Michele Emi­liano, ne ha parlato anche ieri, dopo aver sostenuto questa posizione negli incontri in videoconferenza con Palazzo Chigi. «È arrivato il momento di riaprire il Paese a condizioni di normalità e la condizione di normalità fondamentale è la libertà di circolazione», ha detto il governatore per spie­gare la linea della Puglia che si è detta favorevole all’impostazione annunciata dal premier Giuseppe Conte, e che già nella scorsa settimana - con il supporto dell’epidemiologo Pier Luigi Lopalco - aveva dato disponibilità alla sperimentazione della app Immuni, quella che dovrebbe servire a rendere più semplice la ricostruzione dei contatti di chi è infetto.

 

«I governatori non hanno il potere di chiudere le proprie Re­gioni. Io per garantire la libertà di mo­vimento non posso chiedere una regola che non sia imposta dal Dpcm. Possiamo, per esempio, chiedere a chi arriva di segnalare la propria presenza e di ricordare i contatti che hanno con la popolazione locale o con altre persone. Mentre prima abbiamo mes­so in quarantena tutti, adesso dobbiamo capire come mettere immediatamente in quarantena eventuali contagiati e i loro contatti stretti. L’app Immuni serve a que­sto fine. Se qualcuno arriva in Puglia po­tremmo chiedergli la cortesia, non l’ob­bligo, di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti».

 

Chi rientra fino a martedì, dunque, do­vrà continuare a seguire le regole in vigore, e anche chi ha cominciato la quarantena «da rientro» dovrà portarla a termine. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl ef­fettuano controlli: una chiamata automa­tica chiede ogni giorno a chi è in isolamento se ha registrato sintomi sospetti, e in caso di risposta affermativa interviene un me­dico che mette in atto i protocolli previsti.

 

E per quanto non esista un meccanismo per la trasmissione dei nomi di chi è in iso­lamento alle forze dell’ordine, la violazione dell’obbligo può avere anche conseguenze pesanti. Ma la linea della Regione è che il rispetto delle regole (da quelle sul distan­ziamento, a quelle settoriali che riguar­dano spiagge, attività ricettive, attività eco­nomiche) è da solo sufficiente a garantire un livello di sicurezza accettabile. In Puglia il parametro Rt (il numero di contagi in­nescati da ciascuna persona infetta) della scorsa settimana è pari a 0,62, ed è su questo valore che sono state fatte le valutazioni per la riapertura degli spostamenti tra Regioni: l’avvio della fase-2 finora non ha fatto rie­splodere i contagi.

 

Massimiliano Scagliarini

 

gazzettamezzogiorno

 
 
 

MANFREDONIA, RIPARTITE LE ATTIVITA' OSPEDALIERE. L'ASL: "L'AMBULANZA COVID NON VERRA' SOPPRESSA"

Post n°26297 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

MANFREDONIA, RIPARTITE LE ATTIVITA' OSPEDALIERE. L'ASL: "L'AMBULANZA COVID NON VERRA' SOPPRESSA"  

  
 

La ASL Foggia non ha mai ipotizzato di togliere o di spostare presso gli altri ospedali della provincia l’ambulanza attivata durante l’emergenza Covid-19 a Manfredonia. Al contrario, la postazione resta operativa. Inoltre, abbiamo proposto alla Regione Puglia di mantenerla stabilmente nella rete dell’Emergenza Urgenza Territoriale, insieme alle altre postazioni istituite con lo stesso scopo nei mesi scorsi”. Così il Direttore Generale Vito Piazzolla, in merito alle notizie, infondate, divulgate a mezzo stampa.

 

La richiesta è contenuta nella ipotesi di riorganizzazione della rete Emergenza Urgenza Territoriale 118 della provincia di Foggia che la Direzione Strategica ha sottoposto in questi giorni all’attenzione della Regione.

 

Anche in virtù dell’esperienza maturata sul territorio nella fase emergenziale, il piano prevede il mantenimento delle postazioni Covid presenti negli Ospedali di Manfredonia, Cerignola, San Severo il cui ruolo è risultato strategico nella gestione di casi sospetti, e l’attivazione di ulteriori postazioni analoghe a Lucera e nei Presidi Territoriali di Assistenza di Vico del Gargano, San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo.

 

Nella proposta della ASL le postazioni saranno destinate proprio alla gestione delle emergenze epidemiologiche.

 

E mentre la Direzione sta lavorando anche alla riorganizzazione dei tre Presidi Ospedalieri in base alle loro specificità, è ripartita gradualmente a Manfredonia l’ordinaria attività ospedaliera e ambulatoriale.

 

Dal 25 maggio scorso nell’Ospedale “San Camillo De Lellis” sono ripresi i ricoveri programmati in Chirurgia Generale. Da lunedì 1 giugno sarà possibile effettuare ricoveri programmati anche nelle altre discipline.

 

Riprenderanno da lunedì anche le ordinarie attività del Laboratorio Analisi per le quali sarà necessario prenotarsi attraverso: il contact center (numero verde 800466222); il sito web aziendale www.aslfg.it (servizi online); la app regionale; la mail: prenota@aslfg.it; le farmacie.

 

Per evitare pericolosi affollamenti e code, il cup, infatti, avrà un solo sportello aperto per le prenotazioni urgenti.

 

Sempre da lunedì 1 giugno riprenderanno le attività ambulatoriali ordinarie di Cardiologia con il recupero delle prestazioni rimaste in sospeso dal 9 marzo per le quali è in corso una attività di recall continua.

 

Si precisa che l’Ospedale di Manfredonia, così come gli altri Ospedali della ASL, non ha mai interrotto le sue attività. Anche nel pieno della fase emergenziale, infatti, sono sempre state assicurate, come da indicazioni ministeriali e regionali, le prestazioni urgenti, non differibili e quelle rivolte ai pazienti con patologia neoplastica sospetta o accertata.

 

Lo dimostrano i 120 ricoveri e i 20 interventi chirurgici effettuati dal 1 maggio ad oggi

 
 
 

CORONAVIRUS, OPERATORI TURISTICI SUL PIEDE DI GUERRA: "IL GARGANO NON E' FOGGIA. NOI SIAMO ZONA BIANCA"

Post n°26296 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

CORONAVIRUS, OPERATORI TURISTICI SUL PIEDE DI GUERRA: "IL GARGANO NON E' FOGGIA. NOI SIAMO ZONA BIANCA"  

  
 

"No si può confondere il Gargano con la città di Foggia. Se Foggia sulla mappa epidemica del coronavirus è rossa, il Gargano è bianco, cioè è immune da malati di coronavirus. Così si finisce di uccidere l'economia turistica già alle prese con mille problemi". E' il grido d'allarme, che segue a quello lanciato dal sindaco di Peschici, Franco Tavaglione, lanciato dai numerosi imprenditori turistici del Promontorio, amareggiati e delusi per via di un grafico che da questa mattina sta girando sulle principali testate giornalistiche e sui social, una mappa che individua tutta la Capitanata, Gargano compreso, zona rossa. "Non è assolutamente così. Basti guardare la mappa diffusa quotidianamente dalla Regione Puglia per vedere che città come Manfredonia, Mattinata, Vieste, Pesc hici, Vico-San Menaio, Rodi Garganico e Isole Tremiti, rientrano nella cosiddetta zona bianca, vale dire dove attualmente i malati di covid 19 sono zero assoluto. Pertanto pretendiamo dal Parco del Gargano, dalla Provincia di Foggia, dalla Regione Puglia, e soprattutto dai sindaci delle località turistiche, di intervenire immediatamente a livello istituzionale per smentire queste falsità. Ripetiamo, il Gargano non è Foggia. Altrimenti sarà davvero la fine per il turismo".

 
 
 

Turismo interno, la Puglia spera nella ripresa. Vacanze per 7 milioni di italiani

Post n°26295 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

Turismo interno, la Puglia spera nella ripresa. Vacanze per 7 milioni di italiani  

  
 

La boccata d'ossigeno attesa dal comparto turistico arriverà probabilmente dal 3 giugno con lo sblocco della mobilità interna.
Dalla prossima settimana infatti, secondo i dati diffusi da Coldiretti, Federalberghi e Assoturismo potranno spostarsi 7 milioni di italiani che normalmente scelgono il mese di giugno per andare in vacanza e che quest'anno per la quasi totalità resteranno in Italia anche per i vincoli posti alle frontiere da molte mete tradizionali come la Grecia. Più che le misure adottate dal Governo a sostegno del turismo potrebbe essere questo il provvedimento che, anche per la Puglia, avrà realmente un impatto economico ed occupazionale rilevante.

Se la presenza straniera in Italia rappresenta comunque una pesante incognita, la speranza sottolinea la Coldiretti viene infatti riposta sul 40% di italiani che preferiva viaggi all'estero e che quest'anno potrebbe decidere, per forza o convinzione, di rimanere nel Belpaese. Una opportunità per il turismo nazionale dopo che durante gli ultimi tre mesi ammontano a 81 milioni le presenze turistiche perse a partire da marzo che segna tradizionalmente il rilancio stagionale con il susseguirsi di occasioni di vacanza tra festività e ponti».

 

Grande insoddisfazione però da parte di Federalberghi e Confturismo e Assoturismo Confesercenti secondo cui in questo momento le frontiere hanno due porte e si sta creando un forte pregiudizio nei confronti dell'Italia. «Gli albergatori hanno tutti voglia di riaprire ma finchè le frontiere restano chiuse la ripartenza reale sarà difficile, secondo i vertici delle Associazioni».

Tuttavia sempre secondo Coldiretti la mobilità interregionale e lo sblocco, se pur parziale, delle frontiere potrebbe portare beneficio al turismo enogastronomico e alle oltre 24 mila aziende agrituristiche italiane che rappresentano tradizionalmente una meta privilegiata delle vacanze a giugno. Avvantaggiata in questo la Puglia in cui l'incoming si basa in prevalenza su presenze nazionali; regioni con il maggiore movimento verso la nostra regione sono Lombardia, Piemonte e la stessa Puglia, seguita dalle regioni del centro sud. Determinante dunque questo step che di fatto mette tutti gli italiani in condizione di poter viaggiare, compresi i cittadini lombardi.

Per quanto riguarda le presenze straniere il mercato principale è quello tedesco con 748.659 presenze, segue quello francese con 434.820 presenze mentre sono cresciuti gli arrivi dalla Polonia, dall'Austria, dalla Spagna e sta crescendo il mercato Russo. In questo senso giocheranno un ruolo determinate i trasporti e i voli diretti che le compagnie aeree decideranno di confermare per gli aeroporti pugliesi.

 

«La presenza degli stranieri commenta Fioravante Totisco della catena alberghiera pugliese Cds Hotels dipenderà dalla situazione dei trasporti e dai voli diretti verso la nostra regione. Tuttavia la presenza straniera normalmente è più forte nei mesi di aprile e maggio e poi verso la fine di agosto e settembre. Speriamo dunque che si possa realmente avere un riscontro positivo in quel periodo. Quella del 3 giugno è la svolta che si aspettava per poter realmente ripartire.

 

«Riapriremo tutti i nostri alberghi a partire dalla seconda metà di giugno commenta Vincenzo Gentile della catena Greenblu che conta strutture a 4 e 5 stelle in tutta la Puglia -. Da un paio di settimane sono riprese le vendite e lo sblocco della mobilità dal 3 giugno è un nuovo passo avanti. Le persone non confermavano le prenotazioni senza certezze.

 

Ora però dobbiamo capire quali saranno davvero le richieste e se conviene aprire tutto con costi occupazionali notevoli. Sicuramente a causa delle presenza limitata di stranieri che si prospetta soffriremo di più nei 5 stelle in cui il target principale è proprio il mercato estero. Speriamo di rifarci a settembre ed ottobre».

 
 
 

Donna pugliese sconfigge Covid a 99 anni. Dimessa dall'ospedale di Foggia, è tornata in hospice dove vive

Post n°26294 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

Donna pugliese sconfigge Covid a 99 anni. Dimessa dall'ospedale di Foggia, è tornata in hospice dove vive  

  
 

Ha sconfitto il Covid a 99 anni. È la storia di una donna pugliese, Isabella, che questa mattina ha lasciato la sua stanza del reparto universitario di malattie dell'apparato respiratorio dell'Ospedale D'Avanzo di Foggia.

 

E' tornata in un hospice, il Don Uva di Bisceglie (Bat) dove era ricoverata prima del Coronavirus. "La storia di questa donna quasi centenaria - sottolinea il dg del Policlinico Riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli - è un messaggio di speranza per il futuro di tutti noi ed è la prova che il coronavirus può essere combattuto e sconfitto ad ogni età".

 

Isabella non è la sola paziente quasi centenaria a tornare a casa. In questi mesi, infatti, anche altri ultra novantenni sono stati dimessi dal Policlinico Riuniti di Foggia. "Isabella - riprende Dattoli - con grande caparbietà e dignità ha superato anche questa prova nella sua lunga vita, restituendoci la speranza che sembrava persa nei giorni più bui".

 
 
 

Vieste - Conclusi i lavori del corso di formazione "Le pietre e i cittadini

Post n°26293 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

Vieste - Conclusi i lavori del corso di formazione "Le pietre e i cittadini: cammini sacri e profani in terra di Capitanata”  

  
 

L’avventura inizia a novembre, con la formazione al Consiglio Nazionale di Italia Nostra a Roma. Scattano interrogativi e pensieri intriganti che coinvolgono l’IPEOA di Vieste che è un istituto dove “NON SOLO, SI CUCINA, SI SERVE E SI FANNO PRENOTAZIONI ALBERGHIERE”, ma è tanto altro...

 

E’ così che nasce l’idea di un corso di formazione che possa coinvolgere non solo il mondo della scuola ma anche altre associazioni

 

20200531 corso italia nostraIn sinergia con la sezione di Italia Nostra di Foggia, quella di Vieste, liberi professionisti, altre scuole del territorio e la compartecipazione del Comune di Vieste, il 3 dicembre si dà avvio al corso che prevede quattro incontri in sede e un’uscita in campo. Si sono avvicendati relatori competenti, per raccontarci il territorio, per insegnarci a percorrere sentieri, tratturi antichi e tutt’ora percorribili, per condurci a scoprire quel che ci appartiene, ciò che dobbiamo tutelare. Gli incontri si sono susseguiti, sviscerando aspetti correlati fra loro: dall’archeologia alla storia dell’arte, dalla religione alla tradizione, dai riti pastorali al culto micaelico. Abbiamo virtualmente percorso la strada dei pellegrini ma su tracciati antichi si è realmente svolto il quarto incontro, immersi nel bosco e nella natura, proprio “sulla via”. L’ultimo incontro, quello conclusivo, si sarebbe dovuto tenere il 5 marzo, giorno che invece ha visto chiudersi anche i cancelli della nostra scuola, dando l’avvio alla quarantena, causa Covid 19.

 

 E’ trascorso del tempo ma, il 29 maggio, siamo riusciti a portare a termine il corso, in modalità web, e l’interattività tra i corsisti si è ricreata virtualmente.

 

Protagonisti i corsisti, e fra gli intervenuti la prof.ssa P. di Mambro, coordinatrice Nazionale del settore Educazione e Formazione di Italia Nostra; l’assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Vieste, la prof.ssa G.M. Starace; il Presidente di Italia Nostra sez. di Vieste, l’arch. P. del Giudice; la prof.ssa G. Cutolo, la quale si è spesa sia in funzione di coodirettrice, sia come relatrice, offrendoci la sua lunga e solida esperienza nel settore. A presiedere l’incontro, la Dirigente dell’IPEOA prof.ssa E. Tribò che ha fatto si che il corso potesse divenire realtà, credendo più di chiunque altro al compito di sensibilizzazione e attenzione all’ambiente che l’istituzione scuola deve avere sul territorio.

 

Un incontro di arricchimento, quello conclusivo, anche sul piano umano, una condivisione del percorso fatto, una espressa volontà a non fermarsi di fronte all’insensibilità, all’ignoranza, alla non valorizzazione del nostro patrimonio … che dire, ignorare sarebbe un po’ negarsi, come a dire di “non essere nel luogo che ci identifica e nel quale ci possiamo ritrovare, il luogo dell’anima, delle radici, della nostra storia”.

 

Prof.ssa Carmela Esposito

 

Referente EDU Italia Nostra Vieste

 
 
 

Puglia/ Niente più quarantena ma chi torna dovrà registrarsi. L’obbligo scade martedì. La Regione: non possiamo danneggiare...

Post n°26292 pubblicato il 31 Maggio 2020 da forddisseche

Puglia/ Niente più quarantena ma chi torna dovrà registrarsi. L’obbligo scade martedì. La Regione: non possiamo danneggiare il turismo.  

  
 

La quarantena per chi toma in Puglia è finita. A partire da mercoledì, quando il Dpcm sancirà la riapertura delle «frontiere», la Regione non rinnoverà l’or­dinanza per imporre i 14 giorni di isolamento volontario. Con ogni probabilità ci sarà un meccanismo più «soft»: a chi arriva verrà chiesto di registrarsi su una pagina web.

 

Lo strumento della quarantena finora ha funzionato piuttosto bene rispetto all’obiet­tivo per cui era stato pensato: nella sola fase-2 ha consentito di scoprire due asin­tomatici, tornati in Puglia da Lombardia e Piemonte, grazie alle interviste telefoniche a cui queste persone (una del Barese e una del Tarantino) sono state sottoposte dopo la segnalazione di rientro.

 

Dalle telefonate era emerso un contatto con persone malate, che ha portato all’effettuazione dei tamponi con una positività accertata. Ma da ora in poi - è il ragionamento della Regione - im­porre l’isolamento comporterebbe un vul­nus nella strategia complessiva per la ri­partenza economica: significherebbe infat­ti danneggiare il turismo che invece punta proprio ai movimenti dal resto d’Italia. Non si possono riaprire le discoteche - è la linea - e poi impedire di muoversi a chi arriva.

 

Il presidente della Regione, Michele Emi­liano, ne ha parlato anche ieri, dopo aver sostenuto questa posizione negli incontri in videoconferenza con Palazzo Chigi. «È arrivato il momento di riaprire il Paese a condizioni di normalità e la condizione di normalità fondamentale è la libertà di circolazione», ha detto il governatore per spie­gare la linea della Puglia che si è detta favorevole all’impostazione annunciata dal premier Giuseppe Conte, e che già nella scorsa settimana - con il supporto dell’epidemiologo Pier Luigi Lopalco - aveva dato disponibilità alla sperimentazione della app Immuni, quella che dovrebbe servire a rendere più semplice la ricostruzione dei contatti di chi è infetto.

 

«I governatori non hanno il potere di chiudere le proprie Re­gioni. Io per garantire la libertà di mo­vimento non posso chiedere una regola che non sia imposta dal Dpcm. Possiamo, per esempio, chiedere a chi arriva di segnalare la propria presenza e di ricordare i contatti che hanno con la popolazione locale o con altre persone. Mentre prima abbiamo mes­so in quarantena tutti, adesso dobbiamo capire come mettere immediatamente in quarantena eventuali contagiati e i loro contatti stretti. L’app Immuni serve a que­sto fine. Se qualcuno arriva in Puglia po­tremmo chiedergli la cortesia, non l’ob­bligo, di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti».

 

Chi rientra fino a martedì, dunque, do­vrà continuare a seguire le regole in vigore, e anche chi ha cominciato la quarantena «da rientro» dovrà portarla a termine. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl ef­fettuano controlli: una chiamata automa­tica chiede ogni giorno a chi è in isolamento se ha registrato sintomi sospetti, e in caso di risposta affermativa interviene un me­dico che mette in atto i protocolli previsti.

 

E per quanto non esista un meccanismo per la trasmissione dei nomi di chi è in iso­lamento alle forze dell’ordine, la violazione dell’obbligo può avere anche conseguenze pesanti. Ma la linea della Regione è che il rispetto delle regole (da quelle sul distan­ziamento, a quelle settoriali che riguar­dano spiagge, attività ricettive, attività eco­nomiche) è da solo sufficiente a garantire un livello di sicurezza accettabile. In Puglia il parametro Rt (il numero di contagi in­nescati da ciascuna persona infetta) della scorsa settimana è pari a 0,62, ed è su questo valore che sono state fatte le valutazioni per la riapertura degli spostamenti tra Regioni: l’avvio della fase-2 finora non ha fatto rie­splodere i contagi.

 

Massimiliano Scagliarini

 

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