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Wirginia Woolf, una tra le prime femministe...

Post n°4298 pubblicato il 18 Luglio 2019 da g1b9
 


 Virginia Woolf,(1882 - 1941) è ricordata  proprio per il suo modo di rivendicare diritti per le donne, attraverso i suoi scritti e la sua ricerca di indipendenza nella società.
Nei primi decenni del Novecento le donne venivano educate a una sostanziale sottomissione alla figura maschile. Si insegnava loro ad adempiere ai doveri casalinghi, ad accettare il volere del capofamiglia, a non ambire a una professione o all’indipendenza, presentate come un'ombra sulla donna dal punto di vista morale.. La stessa Virginia  nella sua vita, ha dovuto subire  prima il controllo del padre , dei suoi fratelli poi, e infine di suo marito.  Era una regola della società,  nel  primo   Novecento, che alle donne non fosse riconosciuto il diritto di lavorare e, spesso, anche di proseguire la propria istruzione.
 Nel 1929 Virginia scrive in"Una stanza tutta per sé": "Una donna deve avere i soldi e una stanza tutta sua per scrivere romanzi".Con queste parole  la Woolf  indica la sua strada per l’emancipazione: l’indipendenza economica, e, soprattutto, culturale. La scrittrice insiste tantissimo su questo punto per scuotere gli animi della società di inizio Novecento, affermando, nello stesso testo, che anche se una donna è obbligata a seguire le norme, nessuno le può togliere la libertà di pensiero:"Potete bloccare tutte le librerie se volete,ma non c’è un cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente". (Una stanza tutta per sé)
In quasi tutti i suoi libri, i suoi personaggi femminili vivono il dilemma morale tra ciò che è giusto per la società e ciò che invece  vorrebbero. Ne "La signora Dalloway", la protagonista dà prova di grande audacia ,mettendo in discussione le idee del marito,  che sostiene il non diritto  della moglie a  contestare le scelte del capofamiglia.
 Forse gli sforzi inutili nel combattere le proprie battaglie sono stati la causa  della grave forma di depressione che colpì la scrittrice tanto da spingerla al suicidio, alla  giovane età di 59 anni, gettandosi in mare colle tasche piene di sassi , per facilitare l'annegamento.
 Le sue ultime parole furono: "Sono certa che sto impazzendo di nuovo, sento che non possiamo attraversare un altro di quei tempi terribili e non mi riprenderò questa volta".




 E oggi , che le donne hanno ottenuto molto,tanto da condividere anche un seggio in parlamento cogli uomini, dobbiamo assistere allo sconcio di un deputato che vuole negare la presidenza di una commissione ad una donna perchè incinta... e poi  vogliono  che in Italia aumentino le nascite...

 
 
 
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