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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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Sicuramente la modernità teme il confronto

Post n°6302 pubblicato il 26 Aprile 2026 da g1b9
 



Nella «Preghiera» di ieri, antica sua rubrica tenuta quotidianamente sul quotidiano Il Foglio, lo scrittore Camillo Langone si interroga su un fenomeno religioso dell’ora presente: l’apparente sparizione del papismo bergoglista.

 «Dove sono andati a finire i bergogliani? Da quando Papa Francesco è morto sembra quasi che non siano mai esistiti» scrive Langone. «Come se i nemici degli amici di Gesù, i gesuiti, fossero stati nuovamente soppressi, per la felicità di Pascal» aggiunge, dipingendo il pensiero con precise immagini di cronaca: «Padre Spadaro va a baciare la pantofola del guru Michelangelo Pistoletto e si fa fotografare in abito secolare: che si sia spretato? Volesse il Cielo! Insomma per noi cristiani dovrebbe essere un buon momento ma qualche giorno fa il bergoglismo è riapparso in altre vesti, con le sembianze addirittura di Google».


Langone quindi commenta la vicenda rimbalzata in settimana in tutto il mondo cattolico e legato ai temi della censura internet (ne aveva parlato persino Reclaim The Net, organizzazione britannica sulla libertà su internet): la temporanea messa al bando di MiL, grande fonte in rete riguardo le celebrazioni cattoliche in rito antico.

 «Una piattaforma del colosso informatico ha sospeso il blog Messa in latino, punto di riferimento per i cattolici italiani che amano la liturgia. Bergoglio e i bergogliani erano del latino nemicissimi, per odio alla lingua dei padri hanno distrutto ordini religiosi, devastato seminari, umiliato sacerdoti e semplici fedeli con il metodo della violenza e della menzogna che li contraddistingueva».

«Ha detto il cardinale Sarah: “Il progetto di cancellare la messa tradizionale tridentina mi sembra un progetto diabolico”» continua lo scrittore. «Certo, il latino è per il diavolo un’offesa bruciante, alla stregua del crocefisso e dell’acqua benedetta».

Il sito Messa in Latino è stato nelle scorse ore riattivato. Come aveva scritto Renovatio 21, non sono state rese le motivazioni – chiunque subisca la censura dei colossi tecnologici (a cui quindi avventatamente si è appoggiato…) viene lasciato nella dimensione kafkiana di essere punito senza sapere per che cosa.

 Una situazione che era capitata, ricorderà il lettore di Renovatio 21, plurime volte allo stesso Langone, bannato da Instagram senza un motivo definito, lasciandoci speculare sulla possibilità che ciò sia avvenuto per la foto di un gelato al finocchio, peraltro ben impiattato, consumato dall’autore parmigiano ad Asiago. Un’ulteriore volta Camillo era stato cacciato dalla piattaforma dopo una foto di Ponte Milvio: anche lì, si possono fare solo speculazioni. Nessuno sa perché ti bandiscono, né chi sia davvero a farlo (una macchina? Un essere umano? Un indiano? Un kenyota? Un piddino?).

In questo, come ripetuto da Renovatio 21, i social agiscono come anteprima della società del futuro, dove il controllo del pensiero sarà onnipervasivo e determinerà totalisticamente le nostre vite: l’imminente euro digitale, costruito sulla piattaforma informatica del green pass, permetterà il controllo dell’esistenza del cittadino a livelli non raggiunti nemmeno dal credito sociale della Repubblica Popolare Cinese.

Ciò avviene per il grande cambio di paradigma in corso, certo accelerato dalla catastrofe pandemica: lo Stato diviene piattaforma, il cittadino utente – quindi non più latore di diritti, ma soggetto di «accessi» che dall’alto il sistema concede.
Non è davvero lontano, quindi, un mondo dove l’uso del denaro, digitalizzato completamente per ordine di Bruxelles, non sarà permesso se vai, anche solo parli, di Messe in latino. Del resto è proprio vero: «il latino è per il diavolo un’offesa bruciante».

 Da Renovatio 21

 
 
 

Prego per uno smartphone- più rispettoso, meno oltraggioso .

Post n°6301 pubblicato il 24 Aprile 2026 da g1b9
 


Nel 1960, Susan Sontag scriveva: “Barbarico oltraggio alla vita privata che il telefono rappresenta”. Ora i ragazzi rifiutano le chiamate perché troppo invadenti. Si tratta di telefobia o difesa dell'intimità?

Non sempre i giovani hanno tutti i torti. Leggendo “Rinata” (Nottetempo) ossia i diari di Susan Sontag, maestra di lesbismo e di individualismo, ho trovato questo appunto del 1960: “Barbarico oltraggio alla vita privata che il telefono rappresenta”. Ora, 66 anni dopo, c’è il fenomeno dei ragazzi che rifiutano le chiamate telefoniche perché considerate troppo invadenti, e preferiscono affidarsi ai messaggi. La telefobia sembrerebbe un altro segnale di inettitudine e invece ci intravedo una valenza positiva: la difesa dell’intimità. E’ in gioco qualcosa di molto più antico della telefonata che a pensarci bene è fenomeno novecentesco, modernariato della comunicazione.
Questi giovani riservati sarebbero piaciuti a John Locke, sulla cui idea che “ogni uomo ha una proprietà nella propria persona” si basa il concetto di sfera privata inviolabile. Naturalmente nessun ventenne legge Locke, e pochissimi la Sontag, eppure ci sono affinità. Non sono sicuro che l’introversione sia la soluzione, e però neanch’io voglio essere assillato, inquietato, controllato via telefono. Prego per uno smartphone più rispettoso, meno oltraggioso. Io per esempio lo depotenzio non postando mai in tempo reale: pubblico sempre foto vecchie di qualche giorno, com’erano già vecchie di qualche giorno le lettere consegnate dal postino. Neoromanticismi.

 

Camillo Langone __da__IL FOGLIO

 

 
 
 

Il mio sacro poco...

Post n°6300 pubblicato il 22 Aprile 2026 da g1b9
 




Penso che sia necessario
educare le nuove generazioni
al valore della sconfitta.
Alla sua gestione.
All’umanità che ne scaturisce.
A costruire un’identità
capace di avvertire una comunanza di destino,
dove si può fallire e ricominciare
senza che il valore e la dignità
ne siano intaccati.
A non divenire uno sgomitatore sociale,
a non passare sul corpo degli altri
per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti,
di prevaricatori falsi e opportunisti,
della gente che conta,
che occupa il potere, che scippa il presente,
figuriamoci il futuro,
a tutti i nevrotici del successo,
dell’apparire, del diventare….
A questa antropologia del vincente
preferisco di gran lunga chi perde.
E’ un esercizio che mi riesce bene:
mi riconcilia con il mio sacro poco.


Pier Paolo Pasolini

 
 
 

Il destino...

Post n°6299 pubblicato il 21 Aprile 2026 da g1b9
 

 

 

Ho scoperto che destino , in sanscrito vuol dire bufera . E mi sembra che non esista parola migliore per definirlo. In fondo è lo stare dentro a qualcosa di caotico , dal quale veniamo travolti; a volte ne usciamo con le ali spezzate, a volte pieni di luce prima di rientrare.

 
 
 

Pòthos...

Post n°6298 pubblicato il 19 Aprile 2026 da g1b9
 
Tag: pothos

 

 

 
 
 
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RELATHIONSHIP

Don't let someone become a priority in your life , when you are an  optional in their life... Relationships work best when they are balanced.

 

 

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