Creato da Coralie.fr il 19/11/2009

sous le ciel de ...

... Paris (Cronache Francesi e altro)

 

COUCOU

Post n°102 pubblicato il 05 Dicembre 2010 da Coralie.fr
 

 

Biscotti LOTUS (al caramello: buonissimi!)

...perché non si dica che scriva sempre di mangiare (perché sempre occupata in questa attività), e per lasciare a Coralie l'illusione di essere ancora in Gallia, ho postato su m.a.r.y.s.e riaperto in occasione del mio soggiorno (forzato ma non per questo non piacevole) in Italia.

 
 
 

Bonjour

Post n°101 pubblicato il 22 Novembre 2010 da Coralie.fr
 

 

...Sto tornando. Grazie a tutte e a tutti. Grazie a chi mi ha inviato saluti, messaggi e commenti, a chi è passato. Grazie per non avermi dimenticata, eliminata, cancellata. Risponderò presto e a tutte e a tutti, appena potrò collegarmi di nuovo.

L'immagine postata è presa dal Web. Non a caso, però. Giovedì scorso sono stata a pranzo dalla collega di matematica, la suora laica. Per l'occasione mi ha preparato un pasto sontuoso. Terrina di pasticcio di zucca, formaggio e patate; ravioli di ricotta e spinaci alla salsa di burro e salvia, del suo orto; pollo autentico alla cipolla allevato dal cognato; verza rossa con peperone giallo, sempre dell'orto, e broccoli con uva passa e olive nere. Torta di mele, mele 'annurche' precisa lei, e mentre mi serve una fetta aggiunge: "mangiala, perché sono le mele di Sant'Agata, del mio paese". Scosto la tazza fumante di thé e avvicino il piattino spolverato di cannella.

Qual è il vostro dolce preferito? E c'è un dolce tipico del luogo dove vivete?

 
 
 

AU THÉÂTRE

Post n°100 pubblicato il 17 Ottobre 2010 da Coralie.fr
 

Domenico di Michelino, 1465

 

"In Paradiso, con chi va?"
"Con Beatrice."
"Perché?"
"Perché poi si sposano."
Spiega la ragazza al ragazzo seduto accanto a me. Il teatro è gremito di scolaresche di ogni ordine, grado e, aggiungerei, statuto vista la presenza in platea di due monache. Durante l’intervallo, sui gradini, inciampando nella tunica a campana, una delle due è finita a terra, ma prima di arrestarsi contro la barriera dell’orchestra, è rotolata come un enorme gomitolo bianco, inseguita nella discesa da un coro di “ooohhhhhhh” prima che l’altra sorella e alcuni spettatori le si precipitassero sopra per accertarsi che non si fosse rotta nulla. Il ragazzo è di 5^, alto e magro, capelli corti, jeans blu e camicia bianca. Dice di aver riconosciuto nell’uomo dal volto incipriato e spettrale, che si porta alla bocca una ciotola dalla quale esce un liquido rosso che cola ai lati delle guance e si versa purpureo sul petto bianco, il Conte Ugolino. La ragazza è una compagna di classe. Sembra più piccola di lui, indossa un maxi-pull bordeaux, dei fuseaux prugna e delle ballerine vinaccio, il viso è incorniciato da due gigantesche lenti dalla montatura nera, i capelli sciolti e fluenti. È certa che quei due distesi sulla tomba posta al centro della scena, circondati da corpi intrecciati e abbracciati, siano Paolo e Francesca perché “lei canta il verso di Venditti: Amor, ch'a nullo amato amar perdona.” Mentre sulla scena, percorrendo il perimetro del palco in fila indiana, si avviano verso l’uscita coloro destinati a rimanere in Purgatorio, tra fumi, luci psichedeliche e musiche assordanti, mi sento chiamare: "Meno male che ci ha accompagnati lei, perché se fosse venuta quella di matematica, ci avrebbe costretti a recitare il rosario!"

In quale momento del "cammin di (vostra) vita" vi trovate? E come immaginate l’Inferno?

 
 
 

ME VOILÀ DE RETOUR ... EN ITALIE

Post n°99 pubblicato il 11 Settembre 2010 da Coralie.fr
 

Ciambelle di Sora

 

Nelle narici e negli occhi, l’alchimia della pioggia della scorsa notte sulla terra secca. Ad ampie falcate solco il ponte e costeggio il fiume Liri, a sinistra Frosinone a destra Avezzano. Mi dirigo verso il centro storico. Percorro un tratto di Canceigl il quartiere più vecchio della città. Quello dei vicoli dove non entra il sole e della pizza a elissi, dal profumo di forno a legna e timo. Della piazza del mercato del giovedì e delle ciambelle all’anice. Esito davanti al portone in legno massiccio, con il ‘cappello’ a semicerchio in ferro battuto. È lo stesso che accolse, all’inizio del secolo scorso, il primo vagito dell’infante De Sica. Rosa è sull’uscio intenta a lucidare i battenti ad anello in ottone. “Francesca, sei tornata!” esclama sorpresa arrestandosi, nella mano destra il panno e nella sinistra lo spruzzino. Le vado incontro sorridendo. Sono trascorsi quattro anni dall’ultima volta ed ora dovendo scegliere, ho deciso di tornare in quella che, una sua cittadina, sicuramente meno illustre del cantante di Parlami d’amore Mariù, ora alla ricerca del fattore X in un programma televisivo, definisce: “una piccola Parigi” (!).

 

 

Nessuna domanda, ma un saluto e un ringraziamento a tutte e a tutti.

 
 
 

DES FRUITS

Post n°98 pubblicato il 12 Agosto 2010 da Coralie.fr
 

 

 

E' impossibile parlare del mare alla rana che vive nel pozzo. E' impossibile parlare del ghiaccio all'insetto che vive solo in estate. (Zhuang Zhou in Massimo Olivotto)


... ancora qualche giorno e saro' di ritorno. A tutti auguro un sereno fine di settimana e un Ferragosto all'aria aperta. Il mio sarà in Italia.

Quale argomento di conversazione non riuscite proprio a sopportare?

 
 
 

LES OISEAUX

Post n°97 pubblicato il 28 Luglio 2010 da Coralie.fr

  

L’appuntamento è alle quattro del pomeriggio. Esco dalla Gare d’Austerlitz alle quattordici e quarantacinque. Percorro a piedi un tratto del Boulevard de l’Hôpital, il lato dei caffé, delle brasserie e delle salle de thé. Davanti alla boulangérie vacillo: l’odore di farina, come il canto delle sirene annebbia per qualche istante le mie facoltà decisionali invitandomi ad entrare. Attimi di esitazione. Dal trottoir (marciapiede) vedo il bancone estendersi in lunghezza su tutta la superficie del locale. Dietro al vetro, distintamente appaiono sulla destra delle piccole fougasse au fromage (focaccia al formaggio), delle quiche, dei sandwich au jambon (panini al prosciutto), sulla sinistra tartelettes à la crème (crostatine), flan e mousse aux fruits. Lo spettacolo di forme e di colori mi riempie gli occhi e le narici, fino a poterne sentire il profumo. Non cedo, non posso e proseguo. Attraverso la strada. A pochi passi dall’Université Pierre et Marie Curie c’è le Jardin des plantes. Sulla grata del cancelletto d’entrata, una targa vieta l’ingresso ai chiens (cani) e ai vélocipèdes (velocipedi). Sul sentiero in terra battuta tracciato dagli habitués (passanti abituali), un défilé (sfilata) di studenti di ogni provenienza geografica. Alcuni chiacchierano, altri marciano a capo chino, qualcuno cammina con lo sguardo fisso verso l'orizzonte, pochi sono in shorts, molti in jeans e t-shirt o in camiciola e sandali. A destra su una panchina, un ragazzo tira fuori un sacchetto e sistema una cartina, incurante si prepara a rouler un join (confezionare uno spinello). A sinistra, seduti sull’erba, dei clochards dall’accento, dai colori e dai tratti dell’Est, mangiano dei panini a piedi nudi sul prato. In alto, urlanti e famelici dei moineaux (passeri) si gettano in picchiata come aquile sui morceaux de pain (pezzi di pane).

Mangiate sull’erba                                Mangez sur l'herbe

Sbrigatevi                                           Dépêchez-vous

Un giorno o l’altro                                Un jour ou l'autre

L’erba mangerà su di voi.                     L'herbe mangera sur vous.

I versi sono di Jacques Prévert (Mangez sur l'herbes, Fatras, 1966) e mi vengono in mente mentre varco l’uscita del parco, direzione Musée des Lettres et des Manuscrits dove, da qualche giorno, sono esposte alcune opere del poeta, tra le quali proprio il manoscritto della poesia dedicata agli oiseaux (uccelli, Paroles, 1946).

Se vi fosse data l’occasione di trasformarvi in un animale, quale scegliereste di essere? Perché e per quanto tempo?

 
 
 

LE TIRAGE AU SORT

Post n°96 pubblicato il 21 Luglio 2010 da Coralie.fr
 

 

Foto di Robert Doisneau

 

Il 15 luglio scorso, il quotidiano italiano La Stampa pubblica la lettera di una studentessa di 14 anni scritta al Ministro dell’Istruzione Italiana, dopo essere stata esclusa per sorteggio (Riforma Gelmini) dal liceo scelto per il prossimo anno scolastico.

Caro ministro Gelmini,
mi chiamo Alice e ho 14 anni. Ho appena finito l’esame di terza media e pensavo di portare l’attestato alla scuola che avevo scelto per confermare la mia iscrizione al liceo classico. Invece, per colpa dei tagli della sua riforma, mi hanno detto che eravamo in troppi. Che era stata concessa una sola classe di 32 alunni e noi eravamo in 35. Tre di noi erano di troppo e bisognava fare un sorteggio per vedere chi rimaneva fuori.

Hanno estratto il primo numero: "Numero 27!". Il mio numero. Mi stavano dicendo che io non potevo frequentare il liceo classico. Ci sono rimasta così male. Il classico era la mia scelta, la mia ambizione, il mio sogno. Sono triste e arrabbiata. La mia famiglia e i miei insegnanti mi hanno sempre parlato di impegno, di diritti e doveri, di scelte consapevoli. Non mi hanno mai parlato di "sorteggi" e un po’ sono arrabbiata anche con loro.

E ho anche un po’ di paura per il futuro. Quando sarò grande e cercherò un lavoro, sorteggeranno ancora per vedere se c’è un posto per me? Quando sarò vecchia e malata e non ci saranno abbastanza posti negli ospedali, sorteggeranno per vedere se potrò essere curata? Cosa farò se, come ora, non sarò abbastanza fortunata?

Vuole rispondermi, ministro Gelmini? O anche per le lettere si fa un sorteggio per meritarsi una risposta?

Buone vacanze.
Alice


E Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione le risponde:


Cara Alice,
ho letto con attenzione la tua lettera. Una lettera che mi ha colpito.

Capisco il tuo disappunto e la delusione per quanto ti è accaduto. Ti invito però a non farti ingannare dalla propaganda messa in piedi ad arte contro il ministero: i cosiddetti "tagli", come li chiami tu, non c’entrano nulla.

Anche nei mitici Anni 80 e 90 era così.

Anche allora, quando aumentava la spesa pubblica senza che migliorasse la qualità dell’insegnamento, si agiva allo stesso modo. Se il numero delle domande era superiore all’offerta formativa, si procedeva per estrazione e si assegnavano gli studenti in soprannumero alla scuola corrispondente più vicina.

Anche oggi alcuni istituti che eccellono per la qualità della didattica ricevono molte richieste di iscrizioni e non è materialmente possibile soddisfarle tutte.

Dunque Alice, ribadisco: i "tagli" non c’entrano!

Tuttavia spero che, nella composizione dell’organico di fatto, sia possibile iscriverti all’istituto che hai scelto. Mi attiverò personalmente per verificare se questo tuo desiderio possa essere realizzato. Così come spero, anzi ne sono sicura, che le riforme che abbiamo approvato per l’istruzione superiore cambieranno il volto della scuola italiana. Più qualità della didattica, maggior legame col mondo del lavoro, più ore di scienze e di lingua straniera, rilancio dell’istruzione tecnica.

Questa è la scuola che sogno, la scuola che stiamo costruendo per le nuove generazioni.

Un caro saluto

Mariastella Gelmini


Più che a un tirage au sort (sorteggio), l’ammissione ad una scuola dovrebbe forse basarsi su altri criteri, primo fra tutti quello della meritocrazia.

Qual è il vostro ricordo della scuola?

 
 
 

LE TRAVAIL

Post n°95 pubblicato il 17 Luglio 2010 da Coralie.fr
 

Le Lit, Henri de Toulouse-Lautrec

 

Musée d’Orsay qualche giorno fa. Accompagno degli italiani in visita nella capitale. Arrivano da Bordeaux dove hanno visitato les Châteaux (le cantine). Siamo davanti a Le Lit (il letto) di Henri de Toulouse-Lautrec quando uno dei quattro, quello più giovane, piega il capo verso la spalla sinistra, strizza gli occhi, mette a fuoco l’immagine, fissa le lenzuola e con tono convinto, deciso e fermo esclama: “Bisognerebbe controllare gli indici di bilancio e misurare la strategia di mercato al fine di valutarne il guadagno reale al netto delle imposte e trattenute varie.”

Quanto siete condizionati dal vostro lavoro?


Little Britain (Samantha)

 
 
 

AU PARC

Post n°94 pubblicato il 12 Luglio 2010 da Coralie.fr
 

Paperini al Parco Montsouris

L’acquazzone della scorsa notte lascia ai lati della strada rigagnoli grigi e sparge sul trottoir (marciapiede) petali marroni di geranio. Il suono del temporale anima il cielo e i lampi colorano l’alba. Esco quando le prime ore del mattino soffiano le ultime gocce della tempête e l’asfalto lucido respira la pluie (pioggia). L’aria è fresca. Mi dirigo verso il XIV arrondissement alla volta del Parc Montsouris. Da qualche settimana uomini, donne e bambini di ogni età, estrazione sociale e condizione fisica, si radunano nei pressi di un laghetto, in un vasto prato verde, circondati da alberi, fiori, arbusti, piante e siepi, tra uccelli, scoiattoli, paperini e volatili acquatici; in mezzo a insetti di terra, di aria e di acqua, per saltare, piegarsi, allungarsi, aprirsi, stendersi, inginocchiarsi a differenti velocità, intorno ad un prof de gym. Ogni giorno gratuitamente professionisti dell’attività fisica dispensano lezioni di aerobica e di esercizio motorio a tutti coloro che in tenuta ginnica desiderano fare movimento all’aria aperta e in piena natura, insieme ad altre persone.
Cerco Cécile e Magalie tra gli improvvisati atleti. Le scorgo contorcersi all'esterno del gruppo. Sorridono vedendomi arrivare. “C’est une façon pour socialiser sans se prendre trop au serieux (è un modo per socializzare senza prendersi troppo sul serio)” mi spiega la prima grondante di sudore, e mentre riprende l’esercizio, io, supina tra le farfalle, attenta ad ogni gracidìo, con gli occhi chiusi, mi lascio baciare il viso da un timido soleil (sole).

In quale momento della giornata vi sentite più attivi? Vivete meglio all’alba o al tramonto? Di giorno o di notte?

 
 
 

L'ÉTÉ

Post n°93 pubblicato il 07 Luglio 2010 da Coralie.fr
 

 

Foto di Jacques Henri Lartigue

 

La gente non si accorge se è estate o inverno quando è felice. (Anton Cechov)

Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla. (Ennio Flaiano)

L'estate è una stagione che si presta alla commedia. Perché? Non lo so. Ma lo è. (Gustave Flaubert)

Tutti nella vita hanno una uguale quantità di ghiaccio. I ricchi d'estate, i poveri d'inverno. (Bat Masterson)

Le estati dell'infanzia sono sempre migliori delle estati dell'età adulta. (Elliot Perlman)

Le estati brevi, spesso sono delle primavere precoci. (William Shakespeare)

 
 
 

La liberté

Post n°92 pubblicato il 01 Luglio 2010 da Coralie.fr
 
Tag: Zaz

Je veux, (Io voglio) Zaz, maggio 2010

 

Datemi una suite al Ritz, non ne voglio!

Dei bijoux di Chanel, non ne voglio!

Una limousine, cosa ne farei?

Regalatemi del personale, cosa ne farei?

Un maniero e Neufchatel, non è per me

Offritemi la Tour Eiffel, cosa ne farei?

Voglio l’amore, la gioia, il buon umore, non sono i vostri soldi che mi faranno

felice

Io voglio morire con la mano sul cuore …andiamo insieme a scoprire la

libertà,

dimenticate dunque ogni clichés, benvenuti nella mia realtà

Ne ho abbastanza delle vostre maniere, è troppo per me!

Io mangio con le mani e sono cosi!

Parlo forte e sono franca, scusatemi!

Finita l’ipocrisia, io scappo via

Ne ho abbastanza dei blablabla

Guardatemi, in ogni modo non ve ne voglio e sono cosi (sono cosi)

Voglio l’amore, la gioia, il buon umore, non sono i vostri soldi che mi faranno

felice

Io voglio morire con la mano sul cuore …andiamo insieme a scoprire la

libertà,

dimenticate dunque ogni clichés, benvenuti nella mia realtà.


Cosa vi fa sentire liberi?

 
 
 

Personnages

 

Al tramonto l'aria è meno calda e il cielo da bianco accecante diventa azzurro. A Paris la nuit tombe très tard (fa notte molto tardi), a Bordeaux poi, alle 22 è ancora giorno. Oggi in tutta la Francia si celebra la nascita di un aviatore, scrittore per l'infanzia (?) Lyonnais. Molti muri della capitale, sono tappezzati dell'inconfondibile immagine, tenera e delicata, del suo personaggio, rappresentato nei diversi momenti della narrazione. Alcune citazioni del suo ben noto libro, invitano il lettore, ma ancor più il passante, a fermarsi un attimo e a riflettere sulle cose importanti, sui valori della vita per nulla banali né scontati. Attraverso velocemente Place Vendôme, passo davanti al locale, dove qualche sera fa, un famoso attore americano, festeggiava la nascita della sua Vodka di produzione francese. "C'est un de mes plus grands plaisirs (è uno dei miei più grandi piaceri)" diceva e "Une des raisons pour laquelle il vaut la peine de vivre (una ragione per la quale vale la pena vivere)" aggiungeva brindando alla vita.

Tra i personaggi illustri, raffigurati sulle banconote della Lira italiana, quale ricordate e a quale siete affezionati?

 
 
 

INSECTES

Post n°90 pubblicato il 25 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

 

Ogni inizio estate con l’aumentare improvviso della temperatura, magari dopo giorni di pioggia e di umidità, arrivano in casa degli insetti lunghi poco più di 1 millimetro neri allungati e sottili, con delle piccole ali laterali e trasparenti. Non ho capito cosa vengono a cercare da me. Si presentano in centinaia per più giorni e in più riprese. Si sistemano sulle ante dei mobili de la cuisine (della cucina), sulla porta du refrigérateur (del frigorifero), sulle superfici chiare, sulle piastrelle bianche. Si infilano negli spazi tra una fessura e l’altra ed entrano nei ripiani delle stoviglie. Si installano fra i piatti e nelle tazze da té. Non riesco a mandarli via. L’estate scorsa li ho annegati con il detersivo per la vesselle (i piatti), ma è una pratica fastidiosa e lunga. Sono lenti quindi si schiacciano facilmente con il polpastrello. In questa situazione di minaccia, si mettono sulla difensiva e alzano la coda e aprono le ali, poi magari volano anche via, per andare ad occupare nuovi luoghi, un altro piano, una parete, la copertina di un livre (libro), le pagine di un cahier aperto (quaderno), le clavier de mon ordinateur (la tastiera del computer).

Che rapporto avete con gli insetti?

 
 
 

FÊTE DE LA MUSIQUE

Post n°89 pubblicato il 21 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

Crostata al rabarbaro

 

Varco appena la porta d’ingresso e un odore di burro e zucchero, invade le mie narici. Tutto il locale profuma di pâte sablée (pasta frolla) e di qualcosa che non riesco a riconoscere. È un odore pungente e persistente, che arriva dopo quello della vaniglia. Sa di buono. Fuori piove, la temperatura è bassa e il vento del Nord soffia gelido fin dentro le ossa. Ci si direbbe in un pomeriggio di marzo dopo l’equinozio di primavera. In fondo alla stanza scorgo Claudine e Christian immersi nella lettura del menu, in mezzo a loro, Laurent che parla animatamente con Anne la quale mi fa cenno di avanzare. Questa sera parteciperemo alla fête de la musique. Nata in Francia 29 anni fa, per iniziativa dell’allora ministro della cultura Jack Lang, si festeggia oggi un po’ in tutto il mondo. Claudine ha finalmente scelto quale dolce prendere, e mentre mi tende la carte, mi spiega che ieri per la fête des pères (festa del papà) ha esagerato con la tarte à la rhubarbe.

Quale estate ricordate di più e perché?



 
 
 

L'ARCA

Post n°88 pubblicato il 11 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

 

Pluie - inondation. Soyez très vigilant. Des phénomènes dangereux sont prévus ; tenez-vous au courant de l’évolution de la situation et suivez les conseils de sécurité émis par les pouvoirs publics.

Pioggia - inondazioni. Siate molto vigili. Fenomeni pericolosi sono previsti; tenetevi al corrente dell'evoluzione della situazione e seguite i consigli di sicurezza emessi dai poteri pubblici.

 

I gemelli hanno costruito una zattera. Mi assicurano che dopo i loro animali, c'è posto anche per me. Non sarà l'Arca e questo temporale, non il diluvio, ma i due piccoli Noè hanno pensato a ogni cosa e a tutti. Io intanto rientro le mie piante grasse.

Voi cosa portereste sull'Arca?

 
 
 

LA PLUIE

Post n°87 pubblicato il 10 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

Da qualche giorno il sole di giugno, che con non poca fatica si era installato nel cielo della Gallia, ha deciso di lasciare Paris per altre destinazioni. Così da tre giorni la capitale è sotto la pioggia incessante e fitta. L’aria è bagnata e grigia e si respira umidità. Raggiungo Martine e Cécile in cafétéria. La prima dice di aver elaborato un piano d’attacco per la settimana prossima. Cécile mi lancia un’occhiata preoccupata. Io distolgo lo sguardo da lei per rivolgerlo alla finestra, le gocce di pioggia hanno disegnato dei rivoli sul vetro. Mentre Martine tira fuori dal cartable la sua agenda, io sistemo vicino a me il vassoio della viennoiserie,  poi scosto la teiera fumante e mi preparo per ascoltarla.

Quanto il tempo atmosferico influisce sul vostro umore? In altre parole siete meteoropatici?

 
 
 

ART

Post n°86 pubblicato il 08 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

Nel castello di Malbrouck a Metz, fino al 29 agosto 2010 saranno esposte più di 130 opere di Niki de Saint-Phalle. Nata a Neuilly-sur-Seine vicino a Paris nel 1930, è morta a San Diego, in California, nel 2002. E' stata modella, attrice, regista, scultrice, pittrice definita neo-realista. Celebri sono le sue donne la cui rotondità simboleggia l'abbondanza femminile. Ma anche i suoi animali e i suoi tableaux di vernice sparata con un fucile.

 
 
 

PARCHEGGI

Post n°85 pubblicato il 08 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

Due minuti sul marciapiede o su una pista ciclabile, è già troppo!

 

L’aria è fresca. Quando esco il cielo è di colore bianco neon, uniforme e gonfio. Attraverso a piedi il VII arrondissement. Ho davanti il Musée Rodin, a destra il d’Orsay, a sinistra la Tour e alle spalle la Cathédrale de Notre-Dame. Da qualche giorno a Paris si discute sull’eventuale aumento del PV (procès verbal: ammenda) per un parcheggio in sosta vietata. Un’ora nella capitale, nelle linee blu costa tre euro e sessanta centesimi. Il PV ammonta a undici euro. Per tale ragione, in tanti, residenti compresi, preferiscono parcheggiare l’automobile anche dove non consentito e rischiare un PV, piuttosto che pagare un’intera giornata di parcheggio au centre ville (in centro). La municipalità vorrebbe portare l’importo della sanzione pecuniaria a ventiquattro euro. Da lontano arriva distintamente il boato di un tuono. Il cielo si fa minaccioso. Si prepara a scaricare il suo malcontento. Affretto il passo e arrivo in Ambasciata bagnata dalle prime gocce di pioggia.

Voi come e dove parcheggiate?

 

Credimi è l'unico modo per parcheggiare sul marciapiede senza avere un PV!

 
 
 

BON DIMANCHE

Post n°84 pubblicato il 06 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

“I was feeling much more energy and more and more and more” risponde l’intervistata subito dopo la vittoria al giornalista sportivo che le chiede di esprimere le emozioni del momento. “I couldn't stop it. I really felt that that was my one moment. I took it. I didn't lose the chance. I didn't care about anything, I wanted to take that point and play my tennis. It was the moment”. Esulta sudata, con una striscia color ruggine su una parte del dorso.
“Mais pourquoi ne parle-t-elle pas en italien ?” (perché non parla in italiano?) chiede Sébastien. “Pourquoi s’adresse-t-elle au public en anglais ?” (Perché si rivolge al pubblico in inglese?) aggiunge Aurélie.
Guardiamo la finale di Roland Garros. L’Italiana Francesca Schiavone dopo aver battuto l’Australiana Samantha Stosur riceve la coppa da Mary Pierce che le dice in italiano: “Brava! Brava!”.
“I prepared the final mentally and tactically very well” spiega al cronista sul palco dei vincitori “I was so concentrated on my serve. I tried not to look anywhere but just to feel my play and try to be aggressive as much as I could”. Bacia il trofeo, si volta verso gli spalti e in spiccato accento milanese saluta il gruppo di sostenitori italiani. Poi con la telecamera in pieno viso, si rivolge ai genitori in Italia, sempre in milanese, li ringrazia e li invita a venire a Paris. Poi di nuovo, con la coppa tra le mani, torna all’ingelse per spiegare il suo bacio a Roland Garros: “It's to thank this clay, this beautiful tournament and this arena”.

Voi in quale lingua comunicate? Impiegate lo stesso linguaggio per tutte le occasioni e per tutti?

 
 
 

BONJOUR

Post n°83 pubblicato il 03 Giugno 2010 da Coralie.fr
 

Le jardin d’hiver style art déco, Serres Musée Histoire Naturelle Paris

Le imposte sono chiuse eppure dalla finestra aperta entrano minuscoli batuffoli di cotone. Riempiono la stanza e ci si direbbe dentro una di quelle bocce di vetro trasparente. Lì la "neve" scende leggiadramente, qui i ciuffetti bianchi continuano invece ad aleggiare sostenuti da lievi soffi di vento. La finestra accanto è più grande. I vetri sono chiusi e le persiane spalancate. Da essa entra la luce. Fuori il cielo è limpido e il sole colora l’aria. Nell’ampio terrazzo che si affaccia su un giardino all’inglese, tre gatti disegnano un triangolo scaleno. Amandine entra con un faldone fra le mani, spilla alcuni fogli e me li tende. Sono le pratiche automobilistiche per il cambiamento di plaque (targa). Sistemo i tre dizionari sul bureau (scrivania), mi siedo, penso solo per un istante a Borges: sarò fedele al testo, scrupolosa nello stile e attenta alla trasmissione del contenuto. Poi sorrido e inizio la traduzione.

Avete mai tradito, lo siete mai stati (amicizia, amore, lavoro)?

 
 
 

 

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