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L'educazione dei figli

Post n°200 pubblicato il 14 Maggio 2013 da moon4ever
 

Dal momento che figli non ne ho, forse non sarò la persona più adatta per trattare questo argomento, ma un'educazione, degna di questo nome, fortunatamente posso dire di averla ricevuta.
Passata ampiamente la soglia dei trenta, poi, il numero delle coppie di amici che attorno a me mette al mondo prole è nel boom della crescita, mi risulta quindi inevitabile buttare un occhio ai loro casi, alle loro scelte educative e pensare come mi comporterei io al loro posto (non potendomi sparare semplicemente due colpi! :P)

Innanzitutto credo che sia fondamentale l'educazione ricevuta dai propri genitori...i miei erano Hitler e Stalin, si fa presto a fare uno più uno.
A casa mia non si sgarrava, MAI. L'impronta educativa era di tipo militare...quello che diceva mamma era la Bibbia e quello che diceva papà il Vangelo.
Potevano discutere su mille cose ma, incredibilmente, quando l'argomento ero io e la mia educazione erano sempre d'accordo tra di loro e quasi sempre la faccenda era a mio discapito.
Se mi veniva detto NO, potevo piangere fino a farmi venire le convulsioni, fare lo sciopero della fame e della sete (per quanto una roba del genere non sia mai stata nelle mie corde) quel NO, non c'era verso, non si sarebbe mai modificato in un si, anzi, c'era ancora la seria possibilità che se avessi fatto troppo casino sull'argomento me le sarei pure prese. Il massimo della gentilezza era avvisare con un "guarda che te le prendi" e lì dovevi essere perspicace e capirlo al volo che quella era la tua ultima occasione, che da una parola in più arrivavano sul serio, e non erano certo carezze.
Certo, di tanto in tanto arrivava anche qualche premio, ma nonostante le punizioni e l'educazione Hitleriana non mi sembra di aver subito chissà quali traumi infantili!
E non posso nemmeno dire di essere stata l'unica, perché so con certezza che i miei amici d'infanzia avevano sorti simili alle mie...e sono ancora tutti vivi e vegeti!! :)
Erano i bambini che dovevano adattarsi alle regole dei genitori. Ecco, ERANO...oggi non è più così!
 
I tempi sono cambiati (e quando inizio con simili affermazioni non mi sento vecchia, no, mi sento quasi Matusalemme) ora sono i genitori che si adeguano ai bambini e devo dirvela tutta a me questa cosa non va proprio giù, ecco!
Genitori amanti della montagna che si ritrovano a fare 15 giorni al mare perché la bimba vuole fare i castelli di sabbia, evabbè...che sono costretti a passare la domenica in casa perché la pargola attacca la grana del "io da nonna/zia/vicina non ci voglio andare, VOGLIO stare a casa a giocare".
A parte che l'erba voglio, diceva mia nonna, non cresce nemmeno nel giardino del re, non mi ricordo di aver avuto tutta questa possibilità di scelta da piccola, se si doveva andare a trovare nonna/zia/vicina (per quanto soprattutto zia e vicina mi fossero state sull'anima) lì, cascasse il mondo, ci sarei andata, e con un bel sorriso stampato in faccia, anche se non ne avevo voglia, che il muso lungo o i capricci equivalevano a punizione certa!
 
Ma cose ancora più inconcepibili per me sono sentire genitori che chiedono al proprio figlio: "tesoro, oggi preferisci andare a catechismo dalle suore o alla partita di calcio?!"
No, ma allora sei deficiente! Innanzitutto se c'è la concomitanza tra il catechismo (e il pargolo magari deve pure accingersi a fare la prima comunione) e una qualsiasi partita di calcio, non dovrebbe esistere possibilità di scelta, in secondo luogo, cosa pensi che ti possa rispondere un bambino di sette anni?! "no, papà, oggi vorrei tanto andare dalle suore, a calcio con gli amici posso sempre andarci domani!" (?!?) Dai, su, siamo seri, è come chiedere "cosa preferisci mangiare oggi?! minestrone di verdure e cavoli bolliti oppure patatine fritte e cioccolato?!"
Oppure, l'ultima che ho sentito, viene da una mamma, e nonostante sia ormai passata una settimana, ancora non sono riuscita a farmene una ragione.
La mamma ha problemi di orari per via delle scadenze del suo lavoro, i nonni sono distanti e non possono aiutarli, si tratta di fare una scelta: chiamare una babysitter per i 15 giorni in cui la mamma dovrà uscire un'ora più tardi da lavoro oppure chiedere al bambino di 4 anni, QUATTRO ANNI (!!!) "amore mio, ti va di stare un'ora in più all'asilo?! si tratta solo di due settimane...ma se non ti va, chiamiamo qualcuno che ti venga a prendere prima" CHE COSA?!? O.o
A parte che a quattro anni, questo non sa nemmeno leggere l'orologio, che sarà così preso a giocare che quando arriva la mamma, che siano le 17 o le 18 poca differenza gli fa, non se ne accorge nemmeno, ma se tu, mamma, proprio ci tieni ad essere corretta (con un bambino di quattro anni, vabbè, magari prima o poi riesco a farmene una ragione) potresti dire "figlio mio, tranquillo, mamma per qualche giorno viene a prenderti un pochino dopo, vedrai che non te ne accorgerai neppure!" Perché di fatto quella è la realtà! Questo bambino non subirà nessun trauma infantile, così come non ne subirebbe alcuno il bambino costretto a sacrificare un'ora del suo sabato pomeriggio per fare catechismo!

Invece no, non funziona più così, solo recentemente mi sono sentita dire che "non è giusto che siano i bambini a fare i sacrifici, devono farli solo ed esclusivamente i genitori".
Beh, magari solleverò un putiferio ma io credo che in una famiglia, tutti, a modo loro e secondo le loro possibilità debbano fare dei sacrifici....sicuramente i genitori ne faranno di più, ma pure i figli dovranno collaborare, dovranno imparare a cavarsela da soli, ad essere autonomi e a non dipendere in tutto e per tutto dai genitori fino a tarda età, dovranno imparare che non sempre nella vita si può scegliere la cosa più piacevole, ma il più delle volte ti troverai a tirare la carretta, e se hai un atteggiamento costruttivo e non scazzato, mentre la tiri, è meglio per tutti.
Perché si che adesso sono bambini, ed è giusto che siano spensierati il più a lungo possibile, ma questi un giorno saranno i grandi di domani e allora si che ci sarà da ridere.
 
Chiudo con una perla: "per insegnare basta sapere, per educare bisogna essere" e forse veramente il problema sta tutto qui... -_-''

 
 
 
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