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« Il viaggio del SoleIl Faraone Trionfante »

Ra, il Faraone e "la prima volta"

Post n°40 pubblicato il 21 Gennaio 2011 da OsirideDioDeiMorti2
 

Ra non è il sole; è l'energia , la forza divina che

si manifesta in tutti gli Dei. Essa assume quattro

forme principali: lo scarabeo Khepry al mattino,

il falco Horakhty a mezzogiorno, il vecchio Atum

dalla testa di ariete la sera e Osiride nelle tenebre.

Quando il Faraone è iniziato all'universo delle potenze

divine, durante il rituale dei grandi misteri, diviene

Ra. Rivolgendosi al dio proclama, secondo la

Litania di Ra: "Io sono te, tu sei me". Là dove

viaggia Ra, viaggia il re; quando Ra crea, il re crea.

Questa creazione non ha avuto luogo una volta

per tutte, in un qualche passato e non è datata nè

fossilizzata nel tempo. L'istante in cui prende corpo

si chiama "La prima volta" e si ripete ad ogni nuova

alba. Il mondo si rinnova ogni giorno, neonato al

mattino, adulto a mezzogiorno e vecchio la sera.

Tra la prima ora del giorno e l'ultima ora della notte

un'eternità si compie. L'origine della creazione, in

un certo modo, è permanente. L'aldilà egizio si

presenta come una perpetua mutazione, un viaggio

incessante. Il risorto attraversa regioni acquatiche,

campi fertili  e paradisi bagnati dal Nun, l'oceano di

energia primordiale in cui nascono tutte le forme

di vita.

In rapporto alla terra nell'aldilà tutto è gigantesco:

il grano che vi cresce raggiunge un'altezza di

nove cubiti (4,68 metri), un'ora di viaggio notturno

equivale a un'esistenza intera. L'essenziale è

conoscere i testi che ti permettono di non

camminare a testa bassa, di allontanare i guardiani

delle porte e di entrare nella dimora dell'Occidente

dove vive il segreto della resurrezione. Assimilato al

sole, il Faraone deve vincere il temibile serpente

Apophis che tenta di sbarragli il passo. L'astro solare

passa nel corpo del gigantesco rettile invertendo il

senso del tempo e dello spazio; trasforma in giovinezza

ciò che era vecchiaia, va dall'Occidente all'Oriente per

rinascere. Sui muri delle tombe, gli avvoltoi e i serpenti

battono le ali per alimentare il soffio che rende vive

tutte le parti dell'edificio.

 
 
 
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