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I MuseiFu solo nel XIX secolo che si organizzò il saccheggio della antichità egizie in direzione dell'Occidente, per iniziativa dei diplomatici assegnati alle sedi egiziane. Alla testa di vere e proprie bande essi spedirono in Europa un numero considerevole di opere. Alcune di esse andarono addirittura perdute in naufragi, come il sarcofago di Micerino, strappato alla sua piramide. La maggior parte delle collezioni dei grandi musei, bisogna riconoscerlo, proviene da questo brigantaggio ufficializzato al quale parteciparono archeologi celebri. Con l'intervento di Mariette e l'organizzazione di un Servizio delle Antichità e di un Museo dedicato all'arte egizia nell'Egitto stesso l'esportazione delle opere rallentò e fu sempre più controllata. Ai nostri giorni, i musei e i privati possono ancora acquistare pezzi più o meno importanti, ma in numero alquanto ridotto.
IL CAIRO
Il più grande museo di egittologia del mondo è quello de Il Cairo, vera e propria caverna di Alì Babà, piena di statue, steli, sarcofagi ed altri reperti, fra cui quelli che compongono il tesoro di Tutankhamon. Sono necessarie settimane intere di visita per scoprire le opere accumulate presenti nelle maestose sale.
LUXOR
Il piccolo museo di Luxor ospita alcune opere notevoli e presentate molto bene: in particolare sculture del Nuovo Regno e le statue del nascondiglio di Luxor. Fuori dall'Egitto ci sono grandi musei che posseggono importantissime raccolte egizie:
BRITISH MUSEUM
il British Museum a Londra, il Louvre a Parigi, Il Museo Egizio di Torino e il Metropolitan Museum di New York sono senza dubbio i principali. Ma esistono numerosi musei in cui l'appassionato di arte egizia può ammirare opere ragguardevoli: in Germania, a Berlino e a Monaco; in Francia, a Marsiglia e Avignone; in Belgio, nei musei reali d'Arte e di Storia di Bruxelles; in Olanda, al Museo di Leida. Certo niente è pari al contatto con i siti. Nessun museo, ben organizzato che sia, può ricreare la magia del luogo in cui originariamente si trovava l'opera. E sarebbe una buona idea mettere, sui siti egiziani, un buon numero di copie per ricreare il senso reale delle opere e della loro cornice. Un solo esempio colpisce tutti i visitatori: la vista del volto del faraone Zoser, la cui statua è situata all'interno di una cappella di fronte al lato nord della piramide a gradoni di Saqqara. Il visitatore si avvicina, posa gli occhi sui due fori praticati nella pietra e si trova faccia a faccia con il Ka del faraone. Sebbene si tratti solo di una copia essa riesce ad esprimere una realtà che non ha paragoni; mentre l'originale, esposto in una sala del Museo de Il Cairo, sembra perdersi in una cornice inadeguata. Ci si augurerebbero delle installazioni simili in altri siti e talvolta ci si sorprende a sperare, ben sapendo che si tratta solo di un sogno, che i mezzi tecnici attuali siano messi al sevizio di certe ricostruzioni assolutamente possibili date le informazioni di cui disponiamo. Ogni museo pubblica un catalogo. Alcuni ne pubblicano uno particolareggiato, ma la maggior parte dispone di un'opera più o meno completa ad uso dei visitatori. Il più celebre catalogo scientifico è il colossale Catalogo Generale del Museo de Il Cairo (CGC) ne sono stati ristampati alcuni volumi. Dal 1977 compaiono i tomi di una collezione scientifica notevole, il Corpus Antiquitatum Aegypticarum, che ha l'ambizione di pubblicare, sotto forma di fascicoli indipendenti, le collezioni dei musei di tutto il mondo con fotografie in bianco e nero. |























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