Creato da kokkala il 06/12/2011

Essenza

oltre il pensiero, cuore e conoscenza.

 

 

« Guarisci te stessoé nata Elena!!! »

Guarisci te stesso

Post n°73 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da kokkala

                               

 

 

 

 

 CAPITOLO VIII

Vediamo così che la sconfitta della malattia dipende principalmente da:
1) la comprensione della Divinità nella nostra natura e il nostro conseguente potere di correggere ciò che non va;
2) la conoscenza che la causa base della malattia è la disarmonia tra la personalità e l'Anima;
3) la nostra volontà e capacità di scoprire l'errore che causa tale conflitto;
4) la rimozione di tale errore sviluppando la virtù opposta.
Il compito della medicina sarà di aiutarci nella necessaria conoscenza e mezzi con cui possiamo superare le malattie e, oltre a ciò, somministrarci dei rimedi che possano rinforzare i nostri corpi fisici e mentali e darci maggiori possibilità di vittoria. Allora soltanto saremo capaci di attaccare la malattia alla sua origine con reale speranza di successo.
La scuola medica del futuro non si interesserà tanto degli effetti e delle manifestazioni esterne di una malattia, né presterà troppa attenzione alle lesioni fisiche, o somministrerà farmaci e composti chimici solo a scopo palliativo e sintomatico, ma, conoscendo la vera causa della malattia e consapevole che le ovvie conseguenze fisiche sono solo secondarie, concentrerà i suoi sforzi nell'arrecare quell'armonia tra corpo, mente e anima che danno luogo alla cura della malattia. E nei casi in cui questo venga intrapreso in tempo, la imminente malattia sarà evitata.
Fra i tipi di rimedi che saranno usati ci saranno quelli ottenuti dalle più belle piante e erbe che si trovano nella farmacia della natura, che sono state divinamente arricchite dal potere di guarire la mente e il corpo degli uomini.
Da parte nostra dobbiamo praticare la pace, l'armonia, l'individualità e la determinazione e aumentare la consapevolezza di essere di origine Divina, figli del Creatore, con la capacità di sviluppare dentro di noi , con l'impegno e con la sicurezza di riuscirci alla fine, il potere di raggiungere la perfezione. E questa realtà deve crescere dentro di noi finchè divenga il tratto più importante della nostra esistenza.
Dobbiamo fermamente praticare la pace, immaginare la nostra mente come un lago da tenere sempre calmo, senza onde, o increspature che disturbino la sua tranquillità, e gradualmente sviluppare questo stato di pace finchè nessun avvenimento nella vita, nessuna circostanza, nessun altra personalità sia capace, in alcuna condizione, di agitare la superficie di quel lago o di far sorgere in noi sentimenti di irritabilità, depressione o dubbio.
Ci aiuterà materialmente stare per un po' ogni giorno a pensare quietamente alla bellezza della pace e ai benefici della calma, e comprendere che non è con la preoccupazaione o con la fretta che costruiamo, ma, con il pensiero calmo e quieto, l'azione diviene più efficace in tutto ciò che facciamo. Accordare la nostra condotta in questa vita ai voleri della nostra Anima, e rimanere in un tale stato di pace che i problemi del mondo ci lascino indisturbati è davvero un grande successo e ci porta quella Pace che fa passare la comprensione. Anche se a prima vista questa può sembrare al di là dei nostri sogni, essa è in realtà, con pazienza e perseveranza, alla portata di noi tutti.
A nessuno di noi viene chiesto di essere un santo o un martire o un uomo famoso; alla maggior parte di noi sono affidati compiti meno grandi. Ma da tutti noi ci si aspetta che comprendiamo la gioia e le avventure della vita e che svolgiamo con allegria quel particolare pezzetto di lavoro che ci è stato comissionato dalla nostra Divinità.
Per chi è malato, la pace mentale e l'armonia con la propria Anima sono il più grande aiuto nella guarigione. La scuola medica del futuro presterà molta attenzione allo sviluppo di esse nel paziente di quanto non facciamo oggi quando, incapaci di giudicare il progresso di un caso se non attraverso mezzi scientifici materialistici, pensiamo troppo spesso a prendere la temperatura e altre cose che interrompono, piuttosto che facilitare, il risposo tranquillo e il rilassamento del corpo e della mente, così essenziali alla guarigione. Non c'è dubbio che se, al primo manifestarsi di un sintomo, possiamo permetterci qualche ora di completo rilassamento e di armonia col nostro Sé Superiore, la malattia viene stroncata sul nascere. In tali momenti dobbiamo portare dentro noi stessi una frazione di quella calma, simbolizzata dal Cristo nella barca durante la tempesta sul lagoi della Galilea , quando ordinò : "Pace, calmatevi!"
La nostra visione della vita dipende dalla vicinanza della personalità all'Anima. Maggiore è l'unione, maggiore l'armonia e la pace, e più chiaramente brillerà la luce della verità e la radiante felicità che è dei regni più alti; queste ci terrano fermi e indisturbati dalle difficoltà e terrori del mondo, dal momento che nascono dalla Verità Eterna del Bene. La conoscenza della Verità, anche, ci dà la certezza che, per quanto tragici possano apparire alcuni eventi nel mondo, formano solo uno stadio temporaneo nell'evoluzione dell'uomo; e che perfino la malattia in sé è benefica e lavora in accordo a certe leggi designate a produrre il bene ultimo e ad esercitare una continua pressione verso la perfezione.
Coloro che hanno questa consapevolezza non possono essere toccati o disturbati da quegli eventi che sono invece pesanti fardelli per altri, e tutta l'incertezza, la paura e la disperazione se ne andranno per sempre. Se possiamo tenerci in costante comunicazione con la nostra Anima, con il nostro Padre Celeste, allora davvero questo sarà un mondo di pace e di gioia, né alcuna inluenza avversa potrà turbarci.
Non ci è permesso di vedere la grandezza della nostra Divinità. o di comprendere la potenza del nostro destino e il glorioso futuro che si apre daventi a noi; se così fosse la vita non comporterebbe alcuno sforzo e non ci darebbe alcun merito. La nostra virtù sta nell'ignorare gran parte di quelle grandi cose, e avere ugualmente la fede e il coraggio di vivere rettamente e di padroneggiare le difficoltà su questa terra. Possiamo tuttavia, in comunione col nostro Sè Superiore, mantenere quell'armonia che ci mette in grado di superare gli ostacoli del mondo e percorrere il nostro viaggio lungo il sentiero giusto per compiere il nostro destino, non influenzati dalle interferenze che ci farebbero deviare.
Poi, dobbiamo sviluppare la nostra individualità e liberare noi stessi da tutte le influenze mondane, così che, obbedendo solo ai dictat della nostra Anima, non condizionati dalla circostanze o da altre persone, diventeremo maestri di noi stessi, dirigendo la nostra barca sopra gli agitati mari della vita senza mai perdere il timone della rettitudine, o lasciare mai la nostra barca in mano a qualcun altro. Dobbiamo conquistare la nostra libertà completamente e assolutamente, così che tutto quello che facciamo, ogni nostra azione - anzi, perfino ogni nostro pensiero – abbiano la loro origine in noi stessi, dandoci così la possibilità di vivere e di dare liberamente e spontaneamente, e solo spontaneamente.
La nostra maggiore difficoltà in questa direzione può trovarsi in chi ci sta più vicino, in quest'epoca in cui il timore delle convenzioni e dei falsi modelli dei doveri sono purtroppo così diffusi. Ma dobbiamo aumentare il nostro coraggio, che per molti di noi è sufficiente a fronteggiare le cose apparentemente importanti nella vita, ma che ancora difetta nelle prove più intime. Dobbiamo essere capaci di discernere il giusto dallo sbagliato con imparzialità e agire senza paura in presenza di un parente o di un amico. Quanti di noi sono grandi eroi nel mondo esterno, ma codardi in casa! Per quanto sottili possano in realtà essere i modi impiegati per impedirci di compiere il nostro destino, la pretesa di amore e attenzione, o un falso senso del dovere, metodi per renderci schiavi e tenerci prigionieri dei desideri degli altri, bene, devono essere messi da parte senza esitazione. La voce della nostra Anima, e solo quella voce, deve guidarci verso il nostro dovere, se non vogliamo farci ostacolare da quelli che ci stanno intorno. L'individualità deve essere sviluppata il più possibile, e dobbiamo imparare a camminare attraverso la vita senza contare su nessun altro che non sia la nostra Anima che ci guidi e ci aiuti: dobbiamo afferrare la nostra libertà con entrambe le mani e tuffarci nel mondo per acquisire ogni frammento di conoscenza e di esperienza che possa essere possibile.
Allo stesso tempo, dobbiamo stare in guardia e lasciare agli altri la loro libertà,: non dobbiamo aspettarci niente dagli altri, ma, al contrario, dobbiamo essere sempre pronti a tendere una mano per sollevarli quando hanno bisogno e sono in difficoltà.
Così, ogni personalità che incontriamo nella vita, che sia madre, marito, figlio, sconosciuto o amico, diventa un compagno di viaggio, e ognuno di essi può essere maggiore o minore di noi in quanto a sviluppo spirituale; ma tutti noi siamo parte di una grande comunità che fa lo stesso viaggio e con la stessa gloriosa meta.
Dobbiamo essere fermi nella determinazione a vincere, risoluti nella volontà di raggiungere la cima della montagna; non fermiamoci neppure un momento a rimpiangere gli scivoloni sulla via. Nessuna grande ascesa fu mai realizzata senza cadute, e queste devono essere considerate esperienze che ci aiuteranno a sbagliare meno in futuro. Nessun pensiero dei passati errori ci deve mai deprimere; essi sono finiti, e passati, e la conoscenza così guadagnata ci aiuterà a evitarne la ripetizione. Dobbiamo con fermezza andare avanti e in alto, senza mai rimpianto e senza mai guardarci indietro, perchè il passato di anche un'ora fa è dietro di noi, e il glorioso futuro con la sua luce è sempre davanti a noi. Tutto il timore deve essere bandito; non dovrebbe nemmeno esistere nella mente umana, ed è possibile solo quando perdiamo di vista la nostra Divinità. Ci è sconosciuto perchè , come Figli del Creatore, Scintille della Vita Divina, siamo invincibili, indistruttibili e inconquistabili. La malattia è apparentmente crudele perchè è la conseguienza di pensieri e azioni scorretti che si ripercuotono in crudeltà verso altri. Di qui la necessità di sviluppare il lato amorevole e fraterno della nostra indole fino al massimo, dal momento che ciò renderà nel futuro impossibile la crudeltà.
Lo sviluppo dell'Amore ci porta verso la realizzazione dell'Unità, della verità che uno e tutti noi siamo parte di Una Grande Creazione.
La causa di tutti nostri problemi è l'egoismo e la separazione, e questi svaniscono appena l'Amore e la conoscenza della grande Unità divengono parte delle nostre nature. L'Universo è Dio che si è reso oggettivo; alla sua nascita è Dio rinato, alla sua fine è Dio più evoluto. Così l'uomo: il suo corpo è il suo Sè esternalizzato, una manifestazione oggettiva della sua natura interna; egli è l'espressione di se stesso, la materializzazione delle qualità della sua coscienza.
Nella nostra civiltà occidentale abbiamo l'esempio glorioso, il grande standard di perfezione e gli insegnamenti di Cristo che ci guidano. Egli agisce per noi come mediatore fra la nostra personalità e la nostra Anima. La sua missione sulla terra era di insegnarci come ottenere armonia e comunione col nostro sé Superiore, col Nostro Padre che è in Cielo, e perciò ottenere perfezione in accordo alla Volotà del Grande Creatore di tutto.
Questo ha anche insegnato il Buddha e altri grandi maestri che sono venuti giù sulla terra di quando in quando per indicare agli uomini il modo di raggiungere la perfezione. Non vi sono tappe a metà strada per l'umanità. La verità deve essere riconosciuta e l'uomo deve unire se stesso all'infinito piano di Amore del suo Creatore.
Venite dunque fuori, fratelli e sorelle, nella LUCE RADIOSA della conoscenza della vostra Divinità, e con impegno e fermezza mettetevi al lavoro per unirvi al Grande Disegno di essere felici e comunicare felicità, unendovi a quella grande compagnia della Fratellanza Bianca la cui intera esistenza è votata ad obbedire ai desideri di Dio, e la cui grande gioia sta nel servizio dei loro fratelli più giovani.


                               

                                                     

                                                    "HEALT YOURSELF"

                                                               (1931)

                                                              E. Bach

           

 

 
 
 
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