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New Fahrenheit 451

Post n°163 pubblicato il 04 Aprile 2007 da theriddle
 

immagineNotizia datata 26 marzo ma che, purtroppo, è passata inosservata ai più, forse perché non ripresa da giornali e televisioni. Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha fatto rimuovere dalla Sala del Cavaliere di Montecitorio il dipinto che raffigura la battaglia di Lepanto sostituendolo con una scena di caccia (con buona pace di Pecoraro Scanio).  Secondo Bertinotti si tratta di una «scelta per mandare segnali di pace e dialogo» agli islamici in Italia.

Vi ricordo brevemente cosa avvenne il 7 ottobre del 1571 nelle acque del Golfo Di Lepanto.

DUE FLOTTE CONTRO
Il 16 settembre l'Armata Cristiana usciva dal porto di Messina dirigendosi a Corfù. Qui ricevette la notizia che la flotta turca era entrata nel golfo di Lepanto. Si riprese il mare la notte sul 4 per fermarsi presso Cefalonia il 5. Trascorse il 6, finché verso le sette di sera la flotta turca uscì dal golfo. Le flotte si incontrarono all'imboccatura del golfo di Patrasso verso la prima ora di sole della domenica sette ottobre. Dopo mezzogiorno Doria girò il bordo al largo dando l'impressione di fuggire. Al tiro che gli fu rivolto rispose Don Giovanni col cannone di corsia accettando così la battaglia. Furono abbassate tutte le bandiere dei Principi e dei Capitani, tranne quella di Colonna, mentre la Reale spiegò il grande stendardo della Lega e quello della Beata Vergine. Don Giovanni percorse la linea della battaglia, quindi, suonate le trombe, si diede a danzare di gioia sul ponte della Reale. Intanto Gesuiti, Domenicani, Francescani e quanti Preti erano presenti sulle galee, benedicevano le armi cristiane. Più tardi molti di loro le avrebbero a propria volta furiosamente impugnate. I turchi si gettarono sulle navi cristiane mal governando l'artiglieria; intanto la capitana del Papa investì quella turca, mentre era a sua volta investita da quella del Pascià Pertaù. In un indescrivibile furore, mentre la battaglia pareva ormai più terrestre che navale, lo stendardo cristiano restavo intatto e non una sola freccia giungeva a lacerarlo. Don Giovanni e Colonna combatterono davanti a tutti per tre ore invadendo la reale turca. Infine giunsero 400 soldati freschi che irruppero per prua e per fianco. Alì Pascià fu ucciso, sterminati i giannizzeri e, scesa la mezzaluna, prendeva il vento lo stendardo di Gesù Crocifisso. All'ala sinistra era la squadra gialla, quella veneziana. Il loro valore si riassume in quello di Agostino Barbarigo che li capitanava. Ricevuta ben presto una freccia nell'occhio destro, non abbandonò il ponte, e tra i tormenti della ferita mortale continuò a dirigere le operazioni finché 54 delle 56 navi che lo avevano attaccato non furono prese. Scese allora dal ponte e, strappatasi di sua mano la freccia dall'occhio, dopo aver avuto notizia della vittoria, morì rendendo grazie a Dio. All'ala destra Andrea Doria continuava a rifiutare il combattimento. La galea Fiorenza e la San Giovanni del Papa lo abbandonarono e si volsero insieme contro il nemico sostenendo insieme alla squadra azzurra l'assalto di Uluds Alì. Numerosi morirono i cristiani ma le sorti generali della battaglia erano decise. La capitana di Malta fu presa da Alì, il Pascià calabrese di Algeri, che fece sgozzare sul ponte 36 cavalieri, mentre quasi tutti i Cavalieri di S. Stefano morirono sulla Fiorenza del Papa.

QUATTRO ORE DI FUOCO
La battaglia era durata poco più di quattro ore. Erano morti 40.000 turchi e solo 25 galee furono salve. La potenza navale ottomana era finita per sempre. San Pio V, che aveva trascorso le ore della battaglia in preghiera dinanzi all'effigie della Madonna della Salute, nella Chiesa di S. Maria Maddalena, stabilì in segno di ringraziamento alla Vergine al 7 ottobre la festività di Santa Maria della Vittoria che fu estesa da Clemente XI a tutta la Cristianità e definitivamente fissata al 7 ottobre da Leone XIII. (leggi tutto)

Scopo di questo gesto è evitare che la sensibilità dei musulmani che visitano Montecitorio venga turbata... E alla mia di sensibilità nessuno pensa?

Mi turba che certi personaggi (a sinistra ma anche a destra) facciano di tutto per cancellare la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre lingue...

Chissà che fine avrà fatto il quadro..

Nessuno sa a che temperatura bruciano i dipinti??

 
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Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima. (Umberto Bossi)

"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell

“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)


"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)


IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)

Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
....
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani. (G.Gaber)


Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo  coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.”  Houari Boumedienne - Presidente algerino -  1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite





 

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