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Viaggio nella Lega Ticinese: la gente è con noi

Post n°164 pubblicato il 10 Aprile 2007 da theriddle
 


Un invito a Varese, Como, Sondrio, il Verbano e alla Lega di Bossi
Viaggio nella Lega Ticinese: la gente è con noi
 
 SIMONE GIRARDIN

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«Ma perché Varese, Como, Sondrio e il Verbano non vengono di qua con noi...». Non fai in tempo a sederti che Giuliano Bignasca, leader della Lega dei ticinesi, spara una delle sue provocazioni: una sorta di Canton Ticino allargato e poi sai «che Lega fortissima...».
Perché non lo dice a Umberto Bossi, magari sarebbe contento, o no?
«Glielo dissi una volta. Mi toccherà ripeterglielo. Ma cosa sta lì a fare con il Berlusca...».
Sono alleati. C’è la fedeltà, l’amicizia, la stima...
«Va bene ma la Lega è nata per giocare duro. Con Forza Italia mi sembra che abbia le mani legate. E poi a me quel Cavaliere non piace tanto».
Insomma lei è per la secessione?
«Ma certamente. È l’unica strada per ottenere qualcosa. A Roma non hanno voglia di lavorare. Preferiscono gli inciuci».
Che cosa vi accomuna alla Lega Nord?
«Entrambi i movimenti credono nel federalismo, nell’economia locale, nell’identità dei popoli, nella difesa dei confini contro il caos e l’impoverimento provocati dalla... ...globalizzazione».
In una parola?
«Dico padroni a casa nostra».
E le ultime elezioni vi hanno premiato, non crede?
«Sono andate benissimo. I risultati hanno superato ogni più felice aspettativa. Da 9 a 15 deputati. Niente male».
Merito?
«Della nostra semplicità. Di parlare al cuore della gente».
Su quali argomenti avete puntato?
«I nostri: dalla lotta all’immigrazione alla sicurezza, dai problemi legati alla disoccupazione giovanile fino alla tassa sulla sanità».
Ma da voi funziona bene la sanità, non è così?
«Non ci lamentiamo. Per metà è pubblica e per metà privata. Ma sono i costi ad essere alti. Una famiglia con tre figli paga oltre 5 mila euro all’anno per la cassa malati. Troppo. Per questo ci stiamo battendo per ridurre l’imposta ma garantendo l’alta qualità dei servizi offerti».
C’è qualcuno che proprio non inviterebbe nemmeno a bere un caffè?
«Gli Usa. Bush. Io sono contro le guerre per il petrolio. E poi la sa una cosa?».
Prego?
«Continuano a stampare dollari e nessuno sa quanti. Ci prendono pure in giro».
E dell’Italia che idea vi siete fatti?
«Troppo clientelismo. Non avete voglia di lavorare. Ecco perché la Lega torna ad essere vincente se rompe con i palazzi di Roma. Noi abbiamo vinto grazie al popolino. Altro che salotti buoni...».
Però in Svizzera si sta bene. Tutti pensano che siete ricchissimi. Non è vero?
«Balle. A casa nostra sta meglio lo Stato più che lo svizzero. L’unica differenza tra noi e voi è che le casse di Berna sono piene mentre Roma ha le pezze al culo...».
E già, ma avete il federalismo. Il vostro Cantone quanto versa allo Stato centrale?
«Circa 1,7 miliardi di euro. Ma ne tornano solo 800 milioni. Ancora pochi, troppo pochi».
Oramai andiamo avanti: un altro consiglio al Paese?
«Venda Alitalia agli stranieri. E attenti alle liberalizzazioni. Non mi convincono».
Non le piace Bersani o il Governo Prodi?
«Tutti e due».
Ne sa di politica romana...
«Leggo e guardo la tv».
La Rai?
«Sono un animale notturno. Ballarò e Vespa mi incuriosiscono. Matrix mi piace».
E la mitica Tsi, la televisione svizzera italiana?
«Non è male. Noi siamo più bravi a fare lo sport, meno la politica. Ma per quello c’è la strada. E noi lì, come Lega dei ticinesi, siamo bravi».
Anche quel Marco Borradori: è stato il più votato di tutti. Come lo spiega?
«Sta tra la gente. Sempre. Ecco il segreto: parlare come il popolo».
E forse l’altra cosa che vuole dire a Bossi?
«Lui lo sa meglio di me. È il popolo che fa la differenza. Allora ripartire con la linea dura. Magari alla Borghezio».
Le piace proprio la secessione?
«Fatela e io vi aspetto di qui. Ma perché Varese, Como e Sondrio non vengono con noi... Bossi pensaci...».

[La Padania 07/04/2007]  

Per approfondire http://www.legaticinesi.ch/

 
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Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima. (Umberto Bossi)

"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell

“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)


"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)


IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)

Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
....
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani. (G.Gaber)


Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo  coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.”  Houari Boumedienne - Presidente algerino -  1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite





 

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